Che materia stai cercando?

Medicina dello sport Appunti scolastici Premium

Appunti fatti in word di medicina dello sport che contengono tutto quello che ce da sapere per l'esame. Di solito l'esame è scritto con quiz a risposta multipla. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bartolucci dell’università degli Studi Carlo Bo - Uniurb. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Medicina dello sport docente Prof. C. Bartolucci

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

CAUSE: agenti immunologici, allergici o es fisico.

SINTOMI: dispnea ( respiro corto), tosse, crisi asmatica acuta

DIAGNOSI: anamnesi, periodicità stagionale, auscultazione torace, prove allergiche

TERAPIA: desensibilizzazione (vaccini),cortisonici e broncodilatatori.

COMPLICANZE: ENFISEMA POLMONARE

ASMA DA SFORZO O DA ESERCIZIO= BRONCOSPASMO

Dopo uno sforzo d’intensità come corsa in salita, anche sottomassimale della durata di

5-8 minuti, si manifesta tosse, respiro sibilante e dispnea. E’ frequente nella corsa in

salita, minima nel nuoto ( sport consigliato)

CAUSA: Raffreddamento della mucosa per il calore emesso dalle vie aeree durante lo

sforzo. SI stimolano i MASTOCITI che liberano ISTAMINA che provoca il

broncospasmo.

La somministrazione preventiva di sodio cromoglicato stabilizza i mastociti ed evita le

crisi. Va somministrato 30-45 minuti prima dell’attività.

ATTIVITA’ FISICA: riscaldamento 15-20 minuti,2-3 minuti di lavoro,10-20 minuti di

recupero. RESPIRARE CON IL NASO PER RISCALDARE LE VIE AEREE

Gli asmatici possono svolgere attività sportiva anche agonistica (diversi olimpionici

sono asmatici). Si può migliorare la tolleranza all’esercizio.

ATTENZIONE a condizioni metereologiche e stagioni dei pollini: l’aria atmosferica di

bassa temperatura stimola maggiormente la reattività bronchiale, favorendo la

riduzione del calibro delle vie aeree.

BRONCHITI ACUTE

EZIOPATOGENESI: infettive: batteri, virus, miceti;

CHIMICO-FISICHE: fumo, gas tossici; ALLERGICHE;

SINTOMATOLOGIA: rumori respiratori e tosse

DECORSO: guarigione in tempo variabile o cronicizzazione

DIAGNOSI: reperto toracico auscultatorio, radiografia del torace, esame

dell’espettorato

PROGNOSI: generalmente favorevole

TERAPIA: antibiotici, fluidificanti

PREVENZIONE: evitare le cause di irritazione bronchiale, fumo e inquinamento

COMPLICANZE: bronchite cronica e enfisema.

BRONCOPOLMONITE

Infiammazione acuta polmonare.

EZIOPATOGENESI: haemophilus dell’influenza, pneumococco, citomegalovirus

SINTOMATOLOGIA: febbre, febbre con espettorato(CATARRO),dispnea

DIAGNOSI: radiografia del torace, esame batteriologico dell’espettorato

DECORSO variabile

COMPLICANZE: pleurite

TERAPIA: antibiotici

PLEURITI

Processi infiammatori delle pleure (mono o bilaterale)

EZIOPATOGENESI: broncopolmoniti, virus, pneumococchi, stafilococchi, tubercolosi

SINTOMATOLOGIA: dolore, tosse, febbre, versamento

DIAGNOSI: sfregamenti dei foglietti, radiografia del torace

TERAPIA: antibiotici

EDEMA POLMONARE

Accumulo di liquido nello spazio alveolare

SINTOMATOLOGIA: tosse, dispnea, espettorato schiumoso roseo

FORME: a) edema acuto cariogeno dovuto a scompenso cardiocircolatorio

b) edema da aspirazione di succo gastrico

c) edema da annegamento

d) edema da overdose di eroina

TERAPIA urgente! : ossigeno, salassi, farmaci

Poco O2= >globuli rossi= ossigeno + salasso (prelievo di sangue)

ENFISEMA POLMONARE

Dilatazione degli alveoli polmonari con rottura dei setti

EZIOPATOGENESI: bronchite cronica, asma, età

DIAGNOSI: radiografia del torace

TERAPIA: medica e ginnastica respiratoria

COMPLICANZE: pneumotorace

PNEUMOTORACE

Chiuso: entra l’aria e la comunicazione della pleura con l’esterno si chiude;

- Aperto: passaggio continuo di aria;

- A valvola: l’aria entra ma non esce pressione grave.

-

Pneumotorace= presenza di aria nello spazio pleurico può essere :

a) spontaneo: lacerazione parete pleura anche in seguito a sforzi moderati

b) post traumatico: per lo più in associazione a fratture costali e sternali

SINTOMI: dolore, tosse, dispnea grave

DIAGNOSI: radiografia del torace

TERAPIA: guarigione spontanea (raccolta d’aria modesta), intervento chirurgico

I sintomi sono spesso sottovalutati ed il dolore erroneamente attribuito al contatto fisico

FATTORI DI RISCHIO: fumo di tabacco ed inalazione di droghe

SPONTANEO E SPORT: ciclismo, basket, alpinismo, jogging, tennis, golf

TRAUMATICO E SPORT: hockey, box, calcio, scherma, tuffi, snowboard

PATOLOGIE DELL’ORBITA

ferite arcata sopraciliare(nel pugilato)

fratture orbitali(da contraccolpo dell’occipitale o del frontale

calcio,ciclismo,tennis,sci,rugby,automobilismo,judo,hockey,golf)

PATOLOGIE PALPEBRA E CONGIUNTIVA

-Palpebra: di natura traumatica, consistono in edema (accumulo di liquidi negli spazi

interstiziali)

Ematoma (accumulo di sangue fuori dai vasi)

Ecchimosi(livido)

-Congiuntiva: di natura infiammatoria: congiuntivite da raggi UV(sciatori)

Congiuntivite da piscina(batterica)

Congiuntiviti da corpi estranei

SINTOMI: fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce); iperemia (aumento sangue)

Secrezione catarrale

TERAPIA: colliri e occhiali

PATOLOGIE DEL BULBO OCULARE

CORNEA: lesioni traumatiche per colpi (nel pugilato, lotta, pallacanestro, pallavolo,

tennis, sci). I colpi possono essere portati direttamente o tramite oggetti scagliati o per

cadute.

RETINA:

1) le contusioni retiniche si risolvono con il riposo a letto e la somministrazione di vaso

protettori. Colpiscono tennisti e calciatori.

2) il distacco di retina interessa chi pratica sport di contatto per la ripetitività dei traumi.

Il tempo di latenza può variare da qualche ora a qualche mese dal combattimento, la

riparazione è chirurgica. E’ NECESSARIA L’ESCLUSIONE DALL’ATTIVITA’

AGONISTICA.

VISITA OCULISTICA: SI impone nel pugilato, lotta, judo, karate, rugby, tuffi, discesa

libera, bob, slittino, hockey. E’ richiesta anche nei portatori di lenti, nei diabetici, negli

ipertesi.

CAUSE DI NON IDONEITA’: virus insufficiente, cataratta, esiti di distacco di retina,

paralisi muscolari, strabismi.

PATOLOGIE OTORINOLARINGOIATRICHE (ORL)

EPISTASSI da traumi diretti (sangue dal naso)

a) FRATTURA OSSA NASALI da sport di contatto

b) TRAUMI DELL’apparato uditivo: ipoacusia da microtraumi ripetuti

c) Barotraumi (subacquei, paracadutisti, tuffi)

Traumi acustici (specialità di tiro)

OTITI: processi infettivi acuti dell’orecchio

Causati da: stafilococchi, pseudomonas. Provocano dolore, mal di testa e febbre.

Attenzione al freddo, ai baro traumi, all’ingresso di acqua nell’orecchio esterno.

Vi è una visita specialistica, decongestionanti,antibiotici.

PATOLOGIE CUTANEE

La cute stabilisce e regola i rapporti tra ambiente esterno e inerno. Tali rapporti si

intensificano nello sport.

La patologia cutanea nello sport non è grave ma ha una ELEVATA INCIDENZA

- FLITTENE TRAUMATICHE (BOLLE)

Per sfregamento di funi, attrezzi, remi, racchette, calze, scarpe. All' interno della bolla si

trova SIERO oppure SIERO E SANGUE;

- INDURIMENTI (CALLOSITA');

- INTERTRIGINE

Lo sfregamento di due superfici cutanee ad eritema e disepitelizzazione con bruciore

(soprasella)

- ALOPECIA DA TRAZIONE

Perdita di peli o capelli (sciatori)

- per l'uso di indumenti stretti che sfregano;

- per l'uso di caschi.

- PATOLOGIE DELLE UNGHIE

- unghia incarnita;

- ematoma sub ungueale.

- PATOLOGIE DA AGENTI FISICI

- eritema solare

- chieilite attinica (fissazione del labbro da freddo)

- invecchiamento cutaneo precoce (da sole)

- PATOLOGIE DA CALORE

- iperidrosi (eccesso di sudore)

- ustioni

- orticaria fisica da: - frizione

- pressione

- stress e sudore

- PATOLOGIE DA FREDDO

- geloni

- congelamento

- PATOLOGIE DA AGENTI CHIMICI

- dermatiti da contatto (cloro, gomma, plastica, farmaci, lozioni, pomate)

- PATOLOGIE DA MICETI

Cause:

- sudorazioni eccessive;

- prolungata esposizione all'acqua o ad ambienti caldo umidi (piscine, spogliatoi,

docce);

- scarsa igiene

- uso di calzature e abbigliamento inadatti

- piede dell'atleta

- tinea inguinale

- intertrigine da candida

- pitiriasi versicolor

- onicomicosi

- PATOLOGIE DA BATTERI

- follicoliti del pelo

- foruncolo

- impetigine (infezione contagiosa da stafilococco con pustole e croste, rischio di

epidemie)

- idrosadenite (ascelle)

- PATOLOGIE DA VIRUS

- verruche plantari

- verruche volgari

frequentemente le infezioni sono provocate dall'HPV. Altre infezioni sono causate da

HERPES VIRUS

- PATOLOGIE DA ECTOPARASSITI

- scabbia

- pedicolosi

LA DISIDRATAZIONE

L'acqua costituisce il 60% del peso corporeodi un adulto, percentuale che diminuisce con

l'aumento dell'età.

I 2/3 dell'acqua sono contenuti nello spazio intracellulare, 1/3 in quello extracellulare

(plasma sanguigno, liquido interstiziale, linfa)

La disidratazione è una carenza idrica che si determina nell'organismo nel corso di

numerosi eventi morbosi, in conseguenza di una eccessiva eliminazione di acqua o una

scarsa introduzione.

E' uno stato patologico che si instaura quando il BILANCIO IDRICO, ovvero la quantità di

acqua assunta meno l'acqua persa, è NEGATIVO. L'acqua persa è maggiore.

La disidratazione puo essere mortale se non corretta al momento della sua insorgenza.

In fondo se si fa attività sportiva si suda, si consumano calorie, quindi si deve bere subito

per produrre una prestazione senza rischi.

molti allenatori consigliano di non bere ma solo di sciacquarsi la bocca con l'acqua ma

così le perdite non vengono riequilibrate e aumentano i rischi di disidratazione.

OSMOLARITA' PLASMATICA = concentrazione delle soluzioni, numero totale di molecole

e ioni presenti in un litro di soluzione.

Di norma è tra 285 e 290 mOsm/kg

Variazione del 2-3 % di osmolarità plasmatica provocano stimolo della sete

Si definisce SOGLIA OSMOTICA DELLA SETE, il livello assoluto di osmolarità che

determina lo stimolo della sete.

Il centro della sete è l'IPOTALAMO che viene stimolato ad ogni minima variazione di

osmolarità.

CLASSIFICAZIONE DI DISIDRATAZIONE:

DISIDRATAZIONE IPERTONICA;

1. DISIDRATAZIONE IPOTONICA;

2. DISIDRATAZIONE ISOTONICA.

3.

(Un essere umano in condizioni di riposo e ad una temperatura di circa 20°C perde circa 1

ml di acqua al minuto). Sudore, attività fisica ecc. -> 25 ml al minuto

DISIDRATAZIONE IPERTONICA

1.

Perdita maggiore di acqua rispetto a quella di sodio.

- alimentazione con pasti asciutti con esclusione di liquidi sperimentati da Taffel

- naufraghi e chi si perde nel deserto terminando le scorte idriche

- ostacolata ingestione liquidi: paziente in coma, ostruzione del cardias

- assenza senso della sete: neonati, aterosclerosi, trauma cranici

- diabete isipido

- iperpiressia (febbre altissima)

- prolungata esposizione al calore, ustioni

DISIDRATAZIONE IPOTONICA

2.

Consiste nella eliminazione di sodio più di acqua

- stenosi pilonica (restringimento del piloro/malattia gastrointestinale)

- occlusione intestinale

- fistole intestinali, biliari e pancreatiche

Non aumenta l'osmolarità plasmatica, diminuiscono sodio e cloro, aumenta l'ematocrito,

l'emoglobina e la protidemia totale (proteine totali nel sangue.)

DISIDRATAZIONE ISOTONICA

3.

Consiste in perdite bilanciate di acqua e sodio. Non si modifica l'osmolarità plasmatica,

aumentano emoglobina ed ematocrito (test che misura il volume delle cellule ematiche

rispetto al plasma. Si contrae diuresi

- gastroenterite

1 somministrare soluzioni con basso contenuto di Sali;

2 somministrazione di soluzione salina ipertonica al 3%;

3 somministrare soluzioni contenenti elettroliti ( sodio, potassio ecc.) per normalizzare

l'osmolarità;

Non solo h2o -> diluisce il plasma e non apporta sali

SINTOMATOLOGIA DELLA DISIDRATAZIONE ( deplezione = diminuzione )

3 FASI :

1° fase : in una fase precoce la sete compare allorchè la deplezione idrica raggiunge il 2%

del peso corporeo

2° fase : la mancata ingestione di liquidi per 72-96 ore comporta invece un deficit del 6%

del peso corporeo con comparsa di una disidratazione di media gravità con comparsa di

cute secca , pallida, salivazione scarsa, eccitazione psichica, contrazione della diuresi

3° fase : se la deplezione idrica supera il 7% del peso corporeo compaiono segni

compromissioni psichica, deliri, allucinazioni, convulsioni e stato di coma

DIAGNOSI

La diagnosi di disidratazione e semplice, essendo sufficiente una attenta visita clinica del

paziente e cioè l'osservazione della mucose visibili, delle pliche cutanee, del sistema

nervoso centrale e periferico.

il paziente disidratato viene raramente ricoverato e quando succede di norma è anziano

con problematiche vascolari, cardiache

normalmente il paziente disidratato in 3/4 giorni riprende un grado di discreto benessere

SINTOMI SOGGETTIVI: ansia, astenia, freddezza all'estremità, palpitazioni, vertigini, sete.

SINTOMI OGGETTIVI: ipotensione, ipovolemia, secchezza di cute e mucose, variazioni

nel quadro elettrolitico

CONSEGUENZE DELLA DISIDRATAZIONE:

- un organismo che si sta disidratando risponde bloccando o comunque limitando il

meccanismo della sudorazione: una reazione di difesa che tende a risparmiare il poco

liquido ancora presente.

La mancata sudorazione può portare a problematiche di termoregolazione

- colpo di calore

- ipovolemia: diminuzione della volemia (volume totale del sangue). La circolazione del

sangue risulta alterata, provocando un affaticamento cardiaco che nei casi più gravi, può

portare ad un collasso cardiocircolatorio.

- allucinazioni, disturbi gastrointestinali ecc.

SOGGETTO A RISCHIO

- Neonati: più soggetti a gastroenteriti virali

- Anziani: < stimolo della sete. Alcuni limitano l'assunzione di liquidi per problemi legati all'

incontinenza urinaria

- Sportivi: notevole perdita di liquidi per sudorazione

REIDRATAZIONE -> ACQUA -> è IL PRINCIPALE SOLVENTE NEL QUALE

AVVENGONO LE REAZIONI METABOLICHE

ACQUA: - Tra i 4°- 10°

- leggermente frizzante

- basica (migliore per i reni)

- minerale

- con zuccheri (soluzione glucosale) e sali (preferibilmente calcio)

DIABETE diabete mellito =

sindrome

Problema planeterio in rapida espansione, fra le principali minacce alla salute pubblica

Oggi 200 milioni di persone al mondo. 2025 numero in raddoppio

PANCREAS: - insulina cellule beta

- glucagone cellule alfa

DIABETE di tipo 1

5-10%; insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas, carenza insulinica

assunta.

- insorgenza precoce

- progressiva distruzione cellule beta del pancreas

- predisposizione genetica

- fattori ambientali

- prevalentemente autoimmune

- insulino dipendente

Esordio rapido, debolezza, confusione mentale

DIABETE di tipo 2

90-95 %; riduzione della sensibilità degli organi periferici all'insulina

- esordio tardivo (in genere dopo i 40 anni)

- colpisce preferibilmente soggetti obesi

- non è provocata da deficiente produzione di insulina (insulinoresistenza)

- non è autoimmune

- non c'è riduzione cellule beta

- può andare da insulinoresistenza assoluta a relativa

Esordio lento, obesità, stanchezza, prurito vulvare

COMPLICANZA: IPOGLICEMIA

Presenza nel sangue di valori di glucosio inferiori a 50 mg/dl

E' molto comune nel diabete di tipo 1

Tremore, palpitazioni, sudorazioni, fame, ansia, convulsioni, stato confusionale, perdita

dello stato di coscienza. Valutazione del riflesso di deglutizione:

- Presente: somministrazione di bevanda ricca di glucosio o saccarosio;

- Assente: somministrazione di glucagone. Se coma ipoglicemico somministrazione di 25

gr/glucosio

TERAPIA DIABETE

DIETA: no alcool, personalizzata, preferire grassi insaturi (omega3), riduzione zuccheri

saturi

IPOGLICEMIZZANTI ORALE : sulfaniluree e glenidi -> aumento della secrezione

insulinica

ATTIVITA' FISICA COME FARMACO

La modificazione dello stile di vita riduce di circa il 60% l'incidenza del diabete di tipo 2

L'attività fisica deve essere protratta e regolata alla stregua di un vero e proprio farmaco.

LINEE GUIDA PER UNA CORRETTA ATTIVITA’ FISICA:

- studio preliminare delle complicanze

- ogni 6 mesi rivalutazione

- caratteristiche dell'esercizio: - 5-10 min di riscaldamento prima e dopo l'attività

- attività aerobica (30-60 min) frequenza regolare almeno 3 volte la

settimana - dispendio energetico pari a 700-2000 kcal/sett.

ATTIVITA' FISICA CONSIGLIATA : AEROBICA ( passeggiate regolari, corsa leggera,

danza, nuoto moderato ecc.)

EFFETTI FAVOREVOLI DELL'ESERCIZIO FISICO:

- aumento del senso del benessere

- aumento della sensibilità all'insulina

- miglioramento del circolo capillare

- migliore adattamento cardiovascolare da sforzo

- riduzione del peso corporeo e del tessuto adiposo viscerale

- riduzione pressione arteriosa

SINDROME METABOLICA E DIABETE DI TIPO 2

Devono essere presenti nell'individuo 3 o più dei seguenti elementi:

- circonferenza addominale > 102 cm nell' uomo e >88 cm nella donna

- glicemia a digiuno > 110mg/dl

- trigliceridi plasmatici a digiuno > 150mg/dl

- colesterolo hdl < 40 mg/dl nell'uomo e < 50 mg/dl nella donna

- pressione arteriosa > 130/85 mmHg

----- copiare tabella diabeta dal foglio ------

CON LA SINDROME METABOLICA E DIABETE ci deve essere un giusto equilibrio tra i

vari alimenti con riduzione di 500/1000 kcal sul fabbisogno energetico:

- proteine 15-20 %

- grassi < 30 %

- carboidrati 50-60 %

1) variare l'alimentazione

2) ridurre i grassi ( specie saturi e colesterolo)

3) moderare consumo di sale

4) moderare consumo di alcool

5) uso di vegetali, frutta, cereali, pesce.

6) moderare consumo carboidrati

7) distribuire i pasti nel corso della giornata

IL MUSCOLO SCHELETRICO è il principale tessuto periferico bersaglio dell'isulina

( perchè l'insulina aumenta la permeabilità del glucosio nel tessuto muscolare. >

reclutamento di trasportatori del glucosio ( glut-4) 80/90% dell'utilizzazione del glucosio

Fattori che aumentano la captazione muscolare di glucosio durante l'esercizio:

- > del flusso sanguigno ai muscoli in attività

- apertura dei capillari con aumento del letto vascolare (più faccio attività fisica più

produco glucosio) Fare attività fisica fa si che i muscoli reclutino più glucosio dal circolo

sanguigno -> si abbassa il livello di glucosio ematico.

EFFETTI FAVOREVOLI DELL'ESERCIZIO FISICO SUI FATTORI DI RISCHI

CARDIOVASCOLARI NEL DIABETE DI TIPO 2 :

- Aumento masse muscolari e capillarizzazione

- aumento sensibilità insulinica

- riduzione colesterolo ldl e trigliceridi

- aumento colesterolo hdl

- aumento diametro interno arterie coronarie

- riduzione fattori pro-coagulanti

- controllo dell'ipertensione

tutto questo porta alla RIDUZIONE MORTALITA' CARDIOVASCOLARE

OSTEOPOROSI

Patologia caratterizzata da ridotta massa ossea (processo di demineralizzazione) e

deterioramento della microarchitettura ossea, che porta ad un aumento della fragilità

ossea e conseguente aumento del rischio di fratture. OMS 1994

OSTEOPENIA

una certa quantità di massa ossea si riduce fisiologicamente ed inevitabilmente con l'età

VARIAZIONE DELLA MASSA OSSEA DURANTE IL CICLO VITALE:

1) FASE DI INCREMENTO DELLA MASSA OSSEA: questa fase caratterizza le prime

due decadi di vita , analoga nei due sessi ed ha una fase di ascesa durante l'adolescenza

2) PERIODO DI CONSOLIDAMENTO: continua, lenta ascesa fino ai 30-35 anni di età, si

raggiunge a questa età il così detto PICCO DI MASSA OSSEA

3) FASE DI DECREMENTO: prosegue per tutta la vita, si ha una progressiva e continua

riduzione di massa ossea. Qui le differenze in base al sesso sono più marcate.

EPIDEMIA SILENZIOSA : quando compaiono i primi sintomi spesso la malattia è in uno

stato avanzato . La perdità di densita ossea comincia, silente e progressiva, dopo i 50

anni. Colpisce soprattutto le donne ( 1 su 3 dopo la menopausa ) ma anche gli uomini ( 1

su 5 dopo i 60 anni). Oltre gli 85 : 60% donne, 40% uomini

FATTORI DI RISCHIO

- sesso, etnia, caratteri costituzionali di un individuo

- variazioni di complessi sistemi endocrini in relazione a fenomeni come la menopausa e

l'invecchiamento.

- cause ambientali come abitudini dietetiche, poca attività fisica, fumo, alcool

PREVENZIONE DELL'OSTEOPOROSI

Aumento dell'apporto di calcio giornaliero ( portando l'assunzione di calcio dall'80% al

110% di RDA in età adolescenziale aumenta notevolmente la densità ossea) 1200-1500

mg di Ca al dì dopo la menopausa.

Alimentazione ricca di alimenti contenenti Ca ( latte, fagioli, ortaggi a foglie scure, sardine,

salmone). Riduzione dell'assunzione di carne, caffè, bevande alcoliche, sale da cucina in

quanto riducono l'assorbimento intestinale del calcio.

Fare un trattamento con estrogeni in menopausa!

ATTIVITA' FISICA COME PREVENZIONE E TERAPIA

Si a ballo e camminate, No a nuoto.

- salire le scale a piedi, ballare, camminare, pedalare, fare ginnastica aerobica,

rappresentano buoni deterrenti alla rarefazione delle ossa.

- il nuoto invece, pur facendo bene ai muscoli, cuore e articolazioni, non è particolarmente

indicato per lo sviluppo della massa ossea, in acqua infatti non si sostiene il peso corporeo

Come dimostrano gli studi sugli astronauti, non appena si esce dal sistema gravitazionale

le ossa si impoveriscono.

Gli astronauti che restano per lunghi periodi in assenza di peso per mancanza di forza di

gravità perdono calcio e minerali dalle ossa e possono andane incontro, anche se giovani,

a forme di osteopenia, fortunatamente reversibili.

L'ATTIVITA' FISICA DEVE:

- comprendere periodi di attività intensa

- includere attività fisiche diverse

- interessare grandi gruppi muscolari

- bruciare da 700 a 2000 kcal a sett.

- essere praticata per tutta la vita

Camminare velocemente 20-30 min tutti i giorni è un sufficiente mezzo preventivo negli

adulti

NELLO SPECIFICO:

- gli esercizi proposti vanno svolti lentamente, senza forzare eccessivamente e senza

provare dolore

- capacità e limiti individuali vanno ripetuti

- qualità alla quantità, adeguata respirazione

- il numero di ripetizioni è consigliato non da seguire alla lettera

- assunzione di bevande immediata, di cibo dopo 1-2 ore

OBIETTIVI PRIMARI

- incremento massa ossea

- miglioramento capacità aerobica

- irrobustimento muscolare

- utilizzo della forza di gravità

- utilizzo dei carichi distrettuali

- stimolazione meccanica diretta

OBIETTIVI SECONDARI

- prevenzione fratture

- miglioramento equilibrio e coordinazione

- educazione posturale

- miglioramento possibilità movimento

MORTE IMPROVVISA DA SPORT (MIS)

Morte improvvisa che avviene entro un'ora dall'inizio die sintomi acuti in coincidenza

temporale con l'attività sportiva ed in assenza di cause esterne atte di per sè a provocarle

- evento acuto

- manifestazione durante l'attività fisica

- assenze di cause

EPIDEMIOLOGIA

- La MSI non supera 1-2% di tutte le morti improvvise

- Italia: 0,7-1 caso ogni 100.000 abitanti per anno

- USA: 1 caso ogni 200.000 persone per anno

- maggior frequenza nei giovani atleti maschi rispetto ai sedentari

- maschi con incidenza di 3-5 volte superiore alle donne

- discipline più colpite: italia, calcio 50%, poi running e ciclismo

- discipline più colpite in USA sia basket che football

- competizioni ufficiali 71% dei casi, allenamenti 29%

- dilettantismo 80%, professionismo 20%

MECCANISMI DA MORTE IMPROVVISA DA SPORT

Funzione cardiovascolare

- disordine elettrico: aritmia maligna (fv 80%)

- disordine meccanico: alterazione emodinamica (emorragia)

Sistemi e apparati

- emorragie per rottura di aneurismi cerebrali

- ipertermia

- insufficienza respiratoria

Cause

- patologie congenite o acquisite

- esercizio di media o elevata intensità

EVENTI CHE PORTANO A MORTE IMPROVVISA DA SPORT

- miocarditi

- cardiomiopatia ipertrofica

- aterosclerosi

- rottura di aneurismi

- commotio cardis

- asma

- sindromi WPW,

- disfunzioni valvolari

MIS IN SOGGETTI DI ETà < AI 35 ANNI

- displasia aritmogena del ventricolo destro: unica forma di cardiomiopatia, il miocardio

scompare e viene sostituito da tessuto fibro-adiposo, questo mette a repentaglio

l'instabilità elettrica del cuore. E' la causa principale di morte improvvisa negli atleti, per la

metà dei casi è familiare e i sintomi sono : sincopi o presincopi da sforzo ed emozione e

cardiopalmo. Come prevenzione si effettua una prova da sforzo che consiste in un test

provocativo di tachicardia ventricolare.

- cardiomiopatia ipertrofica

- alterazioni del sistema di conduzione

- rottura aneurismi

- asma

MIS IN SOGGETTI IN ETà > ai 35 ANNI

- aterosclerosi coronarica ( 80% )

- complicanze di aterosclerosi

INTERAZIONE TRA LE PRINCIPALI CAUSE DI MIS

l'esercizio fisico e lo stress psichico rendono il miocardio più vulnerabile e soggetto a

necrosi, fibrosi, sostituzione adiposa, infiammazione, ipertrofia. Tutto ciò associato ad

alterazioni coronariche e ad anomalie morfologiche le sistema di conduzione causano una

instabilità elettrica. Conseguenza di questa instabilità è la fibrillazione ventricolare che nel

peggiore dei casi porta a morte improvvisa

MECCANISMI DI PREVENZIONE

- diagnostici

- terapeutici

- preventivi

PREVENZIONE IN ITALIA

- dal 1982 visita medica annuale obbligatoria per gli atleti

- anamnesi accurata

- misurazione della pressione arteriosa

- ECG di base e dopo sforzo massimale ( step-test )

L'applicazione di questo modello di SCREENING in Italia ha progressivamente ridotto

l'incidenza della morte improvvisa nell'atleta

L'incidenza della MIS negli atleti è diminuita dell' 89% mentre nei non atleti è rimasta

inalterata

PRIMO SOCCORSO

Art.593 CODICE CIVILE : ogni cittadino che trovi un corpo inanimato o una persona ferita

o altrimenti in pericolo, deve prestare l'assistenza occorrente o darne immediato avviso

alle autorità. Si dovranno evitare tutti quegli interventi che eseguiti da persone inesperte

rechino un danno ulteriore alla persona soccorsa.

l'art. 54 del codice penale stabilisce che non è punibile chi ha commesso un fatto altrimenti

sanzionato penalmente se vi è stato costretto dalla necessità di salvare se stesso o altri

dal pericolo di un grave danno

GUIDA DELL'AMERICAN HEART ASSOCIATION PER IL BLS E BLSD

- non iniziare la ventilazione bocca a bocca se si hanno dubbi nell'esporsi ad un

eventuale, sia pur remoto contagio (epatiteb, hiv)

- allertare il 118

- liberare le vie respiratorie

- impiegare per la respirazione artificiale sistemi di protezione per il soccorritore quali le

mascherine monouso (pocket mask) o altri semplici ed economici dispositivi

- procedere con le compressioni toraciche esterne (massaggio cardiaco)

- se possibile tenere a disposizione materiale personale di protezione ( guanti,

mascherine )

Contenuto cassetta pronto soccorso

- Attrezzatura per infermeria: pinze, forbici, lacci emostatici, torcia, ecc.

- Materiale di consumo: ghiaccio, garze sterili, cotone, disinfettante, sapone, guanti

monouso ecc.

- Attrezzatura per la rianimazione: pinza tira lingua, apribocca a vite, cannule orofaringee,

mascherine, collare cervicale, pallone ambu

ASSENZA DI RESPIRO E DI CIRCOLO

Scuotere la vittima e chiedere se è tutto a posto, in caso negativo chiamare 118

1) LIBERA LE VIE AEREE, CONTROLLA IL RESPIRO

- posizione supina, vittima con arti allineati

- inclinare la testa all'indietro ( se non si sopspettano traumi ) sollevare il mento

- GAS per 10 secondi ( guarda, ascolta, senti )

se respira -> posizione laterale di sicurezza

se non respira :

2) 2 insufflazioni lente e piene (1,5-2 ciascuna)

3) controllo segni vitali

- GAS

- Mo(movimento)TO(tosse)RE(respiro) x 10 sec.

Se non respira iniziare subito le compressioni toraciche.

Se la persona ha segni vitali, ma non respira, continua con una respirazione ogni 5

secondi. continuare fino all'arrivo dell'ambulanza

MEZZI AGGIUNTIVI :

Maschera : - prendere posizione dietro la testa della vittima in modo stabile

- appoggiare la maschera sul viso della vittima

- sollevare la mandibola ed estendere la testa

Pallone maschera ( il pallone è dotato di valvola unidirezionale ):

- prendere posizione dietro la testa della vittima

- appoggiare la maschera sul viso della vittima

- sollevare la mandibola e estendere la testa con la mano sinistra

- comprimere il pallone con la destra

E' consigliabile usare il pallone-maschera quando i soccorritori sono due. Se la

ventilazione con il pallone non risulta efficace passare a quella assistita, bocca-maschera,

bocca-bocca.

4) Massaggio cardiaco esterno

15 compressioni più 2 insufflazioni ( oggi suggeriscono 30 )

tracciare una linea immaginaria tra i capezzoli e poggiare il "calcagno" della mano subito

sotto nella parte mediale dello sterno.

comprimere il torace per 5 cm con una frequenza di 100 compressioni al minuto

4 cicli

continua se non ci sono segni vitali e non respira; una ventilazione ogni 5 secondi se ci

sono segni vitali ma non respira

- Posizione laterale di sicurezza

- Soffocamento ( le mani alla gola sono il segno universale di soffocamento)

Chiedere "stai soffocando?"

La vittima è impossibilitata a parlare, respirare e tossire. Non fare nulla se la vittima sta

tossendo,parlando o respirando

Se non parla e non tossisce:

1) 5-6 colpi intrascapolari dal basso verso l'alto

2) Manovra di Heimlich

Se la vittima diventa incosciente chiamare 118

si possono anche alternare 5 manovre di Heimlich e 5 pacche interscapolari

3) Se è incosciente e se vedi un corpo estraneo solleva la lingua e la mandibola con

pollice e dita e delicatamente introduci uncino il dito indice per rimuovere il corpo estraneo

dalla gola

SVENIMENTO / PERDITA DI COSCIENZA

Se una persona sta per svenire:

- sollevare gambe

- allentare indumenti stretti

- panno umido sulla fronte

- coperta

- tranquillizzare, chiamare 118

Se la persona diventa incosciente:

- 118

- GAS + MOTORE

- se sanguina, tratto

- agisci di conseguenza

SINTOMI = preceduto da confusione, cefalea, vomito, convulsioni

COSA FARE:

- non dare bevande

- non far agitare

- controllare parametri vitali

- ospedalizzare

CAUSE :

- Cardiogene ( infarto, aritmie)

- Neurogene ( epilessia, traumi cranici, edema cerebrale)

- Respiratorie ( soffocamento, traumi toracici )

- Metaboliche ( iper/ipo glicemia )

- Ipovolemiche o ipotensive ( emorragie, disidratazione )

- Neuropsichiche ( ansia, depressione, isteria )


PAGINE

36

PESO

61.51 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sparvierooo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bartolucci Cesare.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Medicina dello sport

Riassunto esame di medicina dello sport
Appunto
Medicina dello sport
Appunto
Medicina dello Sport
Appunto
Statistica Medica - Appunti
Appunto