Estratto del documento

Medicina dello sport

L’idoneità sportiva

L’obbiettivo primario dell’idoneità sportiva e quello della visita medico-sportiva è di

escludere la presenza di patologie o malformazioni che CONTROINDICHINO e non

permettono di fare attività agonistica. Che cosa sono le attività sportive agonistiche?

Le attività agonistiche sono tutte quelle attività sportive qualificate AGONISTICHE dalle

Federazioni sportive nazionali, dal CONI, dagli Enti sportivi riconosciuti, i partecipanti

alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù e Campionati Studenteschi. Vi è un criterio

che definisce un’attività agonistica, questo criterio che definisce la qualifica di

AGONISTICA è anagrafico ed è specifico di ogni sport, federazione o ente sportivo; cioè

è la federazione o l’ente sportivo ha decidere quando far rientrare un bambino\ragazzo

in un attività agonistica. Vi sono delle tabelle specifiche in base allo sport che fanno

vedere e capire a che età si può iniziare a praticare, la specialità e la durata del

certificato medico.

Il rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica oppure detto

certificato medico sportivo è redatto ESCLUSIVAMENTE dal medico specialista in

medicina dello sport operante nelle strutture pubbliche o in quelle private autorizzate.

E’ SPECIFICO poiché indica ed esamina lo sport per cui è stata concessa l’idoneità e

quindi può essere utilizzato solo per quello sport in particolare. Il certificato di

IDONEITA’ SPORTIVA AGONISTICA è SPECIFICO con indicato lo sport per cui è stata

concessa l’idoneità e quindi può essere utilizzato solo per quello sport in particolare.

Il certificato di IDONEITA’ SPORTIVA AGONISTICA SPORT di TABELLA “A” ha la

VALIDITA’ di 1 ANNO:

AUTOMOBILISMO MOTOCICLISMO VELOCITA’, BOB-SLITTINO, TUFFI,

 MOTONAUTICA ecc

Ha VALIDITA’ di 2 anni sono:

BOCCE, GOLF, ARCO

Sport di TABELLA “A” prevede di effettuare:

✓Visita medica

✓Esame completo delle urine

✓E.C.G. a riposo

SPORT di TABELLA “B” ha VALIDITA’ di 1 ANNO, rientrano:

ATLETICA LEGGERA, BASEBALL-SOFTBALL, BASKET, CALCIO, CALCIO A 5,

 CANOA-KAJAK, CANOTTAGGIO, CICLISMO, GINNASTICA, HOCKEY, JUDO, LOTTA,

NUOTO, PALLAMANO, PALLANUOTO, PALLAVOLO, PESISTICA, RUGBY, SCHERMA,

SCI, SPORT EQUESTRI, SUB, TENNIS,

Sport di TABELLA “B prevede di effettuare:

✓Visita medica

✓Esame completo delle urine

✓E.C.G. a riposo e dopo sforzo (test da sforzo massimale over 40 anni)

✓Spirometria

La spirometria

La spirometria è il test più comune per valutare la funzionalità polmonare. Si tratta di

uno strumento diagnostico particolarmente efficace e diffuso in quanto standardizzato,

indolore, facilmente riproducibile ed oggettivo.

La spirometria è utilizzata frequentemente nella diagnosi e nella valutazione delle

funzionalità polmonari nelle persone con malattie restrittive o ostruttive delle vie

aeree. Durante l'esame ci si avvale di un particolare strumento chiamato spirometro,

in grado di valutare i diversi volumi polmonari. Abbiamo avuto vari spirometri sin dal

1811. Essi infatti hanno la capacità di misurare tutti questi parametri, che sono:

Capacità vitale forzata (FVC): La capacità vitale forzata (FVC) è il volume di

 aria che può essere espirato con uno sforzo massimale, dopo che il paziente ha

eseguito una piena inspirazione, misurata in litri. La FVC è una manovra

fondamentale nei test di spirometria.

Volume espiratorio massimo in 1 secondo (VEMS o FEV1): Il FEV1 è il

 volume di aria che può essere espirato con uno sforzo massimale in un secondo,

dopo che il paziente ha eseguito una piena ispirazione. I valori medi di FEV1 in

persone sane dipendono principalmente dal sesso e dall'età. Valori compresi tra

80% e 120% del valore medio sono considerati normali. I valori normali previsti

per il FEV1 possono essere calcolati online, dipendono da età, sesso, altezza,

massa corporea ed etnia e presentano anche alcune variazioni in base allo

studio di ricerca.

Rapporto FEV1/FVC (FEV1%): Il FEV1/FVC (FEV1% o Indice di Tiffeneau) è il

 rapporto tra il FEV1 e la FVC. In adulti sani questo rapporto dovrebbe essere di

circa il 75-80%. Nelle malattie ostruttive (asma bronchiale, BPCO, bronchite

cronica, enfisema) il FEV1 è diminuito a causa della maggiore resistenza delle

vie aeree al flusso espiratorio. Nelle medesime malattie anche la FVC può

essere diminuita, a causa della chiusura prematura della vie aeree durante

l'espirazione, ma non nella stessa proporzione del FEV1. Tipicamente in queste

malattie sia la FEV1 che la FVC sono ridotti, ma il primo è più colpito, a causa

della maggiore resistenza delle vie aeree.

Volume corrente (VC): Il volume corrente (in inglese tidal volume - TV)

 corrisponde al totale di aria inalata ed esalata normalmente con l'attività

respiratoria.

Capacità polmonare totale (CPT): La capacità polmonare totale (in inglese

 total lung capacity - TLC) equivale alla quantità (volume) massima d'aria

presente nei polmoni

Flusso espiratorio forzato (FEF): Il flusso espiratorio forzato (FEF) è il flusso

 (o velocità) con cui l'aria esce dal polmone durante la parte centrale di una

espirazione forzata. Può essere misurato ad intervalli discreti (definiti) della

capacità vitale forzata (FVC). Gli intervalli usuali sono 25%, 50% e 75% (FEF25,

FEF50 e FEF75), o il 25% e il 50% della FVC. Può anche essere misurato come

media del flusso durante un intervallo, generalmente delimitato da quante

specifiche frazioni rimangono della FVC, di solito 25-75% (FEF25-75%). La

gamma delle medie nella popolazione sana dipendono principalmente dal sesso

e dall'età. Valori compresi tra 50-60% e fino al 130% della media sono

considerati normali. I valori normali previsti per il FEF può essere calcolato

online e dipendono dall'età, dal sesso, da altezza, massa ed etnia nonché da

alcune variabili di studi di ricerca.

MMEF o MEF è sinonimo di massimo (a metà) flusso espiratorio ed è il picco di

flusso espiratorio, ricavato dalla curva flusso-volume e misurato in litri al

secondo. Dovrebbe essere teoricamente identico al picco di flusso espiratorio

(PEF), che è, invece, generalmente valutato con l'ausilio di un misuratore di

picco e misurato in litri al minuto. Ricerche recenti suggeriscono che il FEF25

-75 % o FEF25 -50 % possa essere un parametro più sensibile rispetto al FEV1

(VEMS) nell'evidenziare la malattia ostruttiva a carico delle piccole vie aeree.

Comunque, in assenza di concomitanti variazioni di altri marcatori standard, il

rilevare alcune discrepanze nel flusso espiratorio centrale (il FEF 25-75%)

potrebbe non essere sufficientemente specifico per parlare di malattia ostruttiva

e, pertanto, le attuali indicazioni sottolineano l'opportunità di continuare ad

utilizzare altri parametri (FEV1, VC, e FEV1/VC) come indicatori di malattia

ostruttiva.

Flusso inspiratorio forzato 25–75% o 25–50%: Il flusso inspiratorio forzato

 25–75% o 25–50% (FIF 25–75% o 25–50%) è per molti aspetti simile al FEF 25–

75% or 25–50%, tranne, ovviamente, per il fatto che la misura viene presa

durante la fase inspiratoria.

Flusso di picco espiratorio (PEF): Il flusso di picco espiratorio (PEF) è il

 flusso (o la velocità) massima che può essere raggiunta durante l'esecuzione di

una espirazione forzata che viene iniziata dopo una inspirazione completa,

misurata in litri al minuto oppure in litri al secondo.

Attività non agonistiche

Coloro che praticano attività sportive qualificate NON AGONISTICHE dalle Federazioni

sportive nazionali, dal CONI, dagli Enti sportivi riconosciuti, e i partecipanti alle attività

scolastiche in orari extra-curricolari ed alle fasi precedenti quelle nazionali dei Giochi

della Gioventù e Campionati Studenteschi. Il certificato per colore che praticano

attività non agonistica viene chiamato di IDONEITA’ SPORTIVA NON AGONISTICA, che è

GENERICO, senza l’indicazione dello sport e quindi può essere utilizzato per tutti gli

sport (non agonistici).

La visita di idoneità agonistica è una strategia salva-vita e costo-efficace?

Wilson e Jungner

Questi sono i criteri di per requisiti generali per screening di massa

del 1968

1. La condizione patologica deve essere un problema importante di salute.

2. Deve esistere una terapia per la condizione.

3. Devono esistere strutture per la diagnosi e trattamento.

4. Deve esistere uno stadio latente della malattia.

5. Deve esistere un test o esame per accertare la patologia nella fase latente.

6. Il test deve essere bene accetto dalla popolazione.

7. La storia naturale della malattia dovrebbe essere adeguatamente compresa.

8. Deve esistere un accordo sui protocolli terapeutici di terapia e su chi sottoporre

a trattamento.

9. Il costo totale della scoperta di un caso dovrebbe essere bilanciato

economicamente in relazione alla spesa medica nel suo complesso.

10. Il processo di rilevamento dei casi dovrebbe essere continuo, non

semplicemente giusto un progetto "una volta e per tutti".

Aritmie e condizioni cliniche potenzialmente aritmogene

Bradicardie e disturbi di conduzione (ritardi di attivazione): Bradicardia

 sinusale, aritmia sinusale, blocchi seno-atriali, Blocchi atrioventricolari (BAV) in

assenza di disturbi della conduzione intraventricolare, Aritmie da scappamento

bradicardia-dipendenti Disturbi della conduzione intraventricolare (ritardi

dell’attivazione ventricolare), BAV di qualsiasi grado associati a disturbi della

conduzione intraventricolare

Aritmie sopraventricolari in assenza di pre-eccitazione ventricolare:

 Battiti prematuri sopraventricolari (BPSV) ,Tachicardie sopraventricolari

,Tachicardie parossistiche sopraventricolari da rientro, Tachicardie

sopraventricolari iterative e persistenti, Fibrillazione atriale (FA) parossistica e

persistente, Fibrillazione atriale permanente, Flutter atriale tipico (comune e

non comune) e atipico

Pre-eccitazione ventricolare: Wolff-Parkinson-White (WPW)

 Pre-eccitazione ventricolare: da fibre tipo Mahaim

Aritmie ventricolari:

 Battiti prematuri ventricolari (BPV), Tachicardia ventricolare non sostenuta

(TVNS) ,Tachicardia ventricolare lenta o ritmo idioventricolare accelerato (RIA),

Tachicardia ventricolare fascicolare Tachicardia ventricolare del cono di efflusso

del ventricolo dx (RVOT) e sn (LVOT) Tachicardie ventricolari maligne

Malattie dei canali ionici: Sindrome del QT lungo Sindrome, del QT corto,

 Pattern ECG di Brugada e Sindrome di Brugada Ripolarizzazione precoce

maligna (early repolarization) , Altre malattie dei canali ionici (Tachicardia

ventricolare catecolaminergica, Disturbo di conduzione progressivo o Sindrome

di Lev-Lenègre ereditaria, …)

Cardiopatie congenite e valvolari acquisite

Pervietà del dotto arterioso

 Difetti interatriali: Ostium secundum, seno venoso, seno coronarico

 Anomalie dei ritorni venosi polmonari Canale atrioventricolare

Difetti interventricolari

 Malattia di Ebstein: (cardiopatia congenita rara, caratterizzata dalla

 dislocazione rotazionale, verso la punta del ventricolo destro, dei lembi

settale e inferiore della valvola tricuspide, normalmente situati a livello della

giunzione atrio-ventricolare)

Ostruzioni all’afflusso ventricolare sinistro: Ostruzioni isolate delle

 vene polmonari, sopra- valvolari (cor triatriatum e membrana sopra-

valvolare mitralica) e stenosi mitralica congenita

Stenosi polmonare valvolare, sotto-valvolare, dell’arteria polmonare

 e dei suoi rami

Coartazione aortica

 Ostruzioni all’efflusso ventricolare sinistro: stenosi valvolare aortica

 valvola aortica bicuspide stenosi sotto-valvolare aortica

Cardiopatie congenite e valvolari acquisite

TETRALOGIA DI FALLOT

 TRASPOSIZIONE DEI GRANDI VASI

 ANOMALIE CORONARICHE

 MALATTIA DI KAWASAKI: vasculite acuta febbrile sistemica dei vasi di

 piccolo e medio calibro, arterie coronariche (patologia acquisita)

CARDIOPATIE VALVOLARI ACQUISITE E PROLASSO DELLA VALVOLA

 MITRALE

STENOSI E INSUFFICIENZA MITRALICA

 STENOSI E INSUFFICIENZA AORTICA

 PROLASSO DELLA VALVOLA MITRALE (PVM)

Cardiomiopatia ipertrofica

 La Cardiomiopatia Ipertrofica (CMPI) e una cardiopatia

caratterizzata dalla presenza di ipertrofia del

ventricolo sinistro (VS) localizzata ad uno o più

segmenti, o diffusa, definita da uno spessore

parietale ≥15 mm, con cavita non dilatata, in assenza

d’altre cause cardiache o sistemiche potenzialmente

responsabili di tale ipertrofia.

Cardiomiopatia dilatativa

La cardiomiopatia dilatativa (CMD) è una malattia del miocardio caratterizzata da

dilatazione ventricolare e ridotta funzione sisto-diastolica. La CMD racchiude forme

d’origine genetica e familiare, forme secondarie a aritmie sopraventricolari/ventricolari

sostenute, patologie infettive, infiammatorie (vedi miocarditi), metaboliche o esito

dell’esposizione a sostanze tossiche, incluso chemio o radioterapia.

Cardiomiopatia aritmogena del

 ventricolo destro

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo

destro (CMAVD) o semplicemente la

cardiomiopatia aritmogena (CMA) è una

malattia del miocardio ventricolare provocata

spesso da mutazione dei geni che codificano

per le proteine desmosomiali (gene CDH2 che

regola la produzione di Caderina 2 o NCaderina, una proteina che media l’adesione tra

le cellule miocardiche). La malattia è caratterizzata istologicamente da sostituzione

fibro-adiposa del miocardio ventricolare destro e/o sinistro segmentaria o più

raramente diffusa, e clinicamente da aritmie ventricolari, spesso indotte dall’esercizio

e talora minacciose per la vita. Le alterazioni tissutali si concentrano prevalentemente

nell'area compresa tra il tratto di efflusso del ventricolo destro, l'apice e l'anello

tricuspidalico (il cosiddetto triangolo della displasia). Tale patologia riveste particolare

importanza in ambito medico sportivo in quanto è tra le cause più frequenti di morte

improvvisa tra i giovani atleti in Italia. Come ad esempio a Piermario.

Ventricolo sinistro non compatto

Il Ventricolo sinistro non compatto (VSNC) è una cardiomiopatia caratterizzata

morfologicamente dalla presenza di uno strato di miocardio trabecolato “non

compatto” e di uno strato “compatto” di spessore inferiore alla norma. Spesso

clinicamente silente, può derivare da numerose varianti genetiche; va distinto da

aspetti regionali di non compattazione del VS, che rappresentano un tratto aspecifico

associato a diverse cardiopatie congenite e altre forme di CMP. I soggetti affetti da

VSNC hanno un rischio aumentato di

sviluppare embolie sistemiche, disfunzione ventricolare ed aritmie sopra ventricolari e

ventricolari.

L. 16/3/87 n. 115 art. 8 comma 1 e 2

"Disposizioni per la prevenzione e cura del diabete mellito”

1. La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo

ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di

ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non

agonistico e per l'accesso ai posti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i

quali si richiedano specifici, particolari requisiti attitudinali.

2. Il certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività sportive agonistiche

viene rilasciato previa presentazione di una certificazione del medico

diabetologo curante o del medico responsabile dei servizi di cui all'articolo 5,

attestante lo stato di malattia diabetica compensata nonche' la condizione

ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto diabetico.

In occasione della visita, il soggetto dovrà presentare una specifica

certificazione redatta dal medico diabetologo curante o dal responsabile di un

servizio di diabetologia, identificato ai sensi 17 dell’articolo 8 della legge

115/1987, in data non superiore a quindici giorni rispetto a quella della visita

medico sportiva, che attesti lo stato di malattia diabetica compensata nonché la

condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto e

l’assenza di complicanze clinicamente rilevanti a carico degli organi bersaglio

(la scelta degli accertamenti per valutare la presenza delle stesse è affidata allo

specialista diabetologo). Nei soggetti con diabete di tipo 1 e durata di malattia

superiore ai 10 anni, ancorché di età inferiore a 40 anni, la valutazione della

condizione cardiocircolatoria dovrà comprendere un esame ecocardiografico e

un elettrocardiogramma da sforzo massimale.

Possiamo affermare che il modello italiano di screening degli atleti è da considerarsi

una strategia sanitaria efficiente per la prevenzione della morte improvvisa negli atleti

soddisfacendo i principali criteri di Wilson e Jungner:

1. La sicurezza dell’attività sportiva (agonistica)rappresenta un importante

problema di salute pubblica,

2. Gli atleti ancora asintomatici con un rischio di patologie cardiache sono

identificabili con alta probabilità di successo,

3. In questi soggetti una restrizione mirata dell’attività fisica ed un trattamento

farmacologico dove indicato permettono una importante riduzione del rischio,

4. L'identificazione precoce e la gestione della malattia modifica favorevolmente

la prognosi e porta a sostanziale riduzione della mortalità con un accettabile

costo/beneficio.

Lo studioso di fisiologia umana scandinavo Per-Olof-Åstrand ha dichiarato:

dovrebbero

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 72
Medicina dello sport 12 Pag. 1 Medicina dello sport 12 Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Medicina dello sport 12 Pag. 71
1 su 72
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher peppepesce1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gambarara Daniele.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community