Medicina dello sport
Sport e apparato cardiovascolare
Aggiustamenti cardiocircolatori
-
Sono una risposta biologica acuta all'esercizio fisico:
- Centrale: aumento della GC indotta da esercizio fisico;
- Periferico: ridistribuzione della GC;
-
Adattamenti cardiocircolatori (cambiamenti definitivi): Sono una risposta biologica cronica o stabile all'esercizio fisico
- Centrale: cuore dell'atleta;
- Periferico: vascolari;
Aggiustamenti centrali
Sono quelli che avvengono a livello del cuore e della circolazione polmonare. Nel corso dell'esercizio fisico, il cuore, per far fronte alle maggiori richieste di prodotti energetici ed O2 da parte dell'organismo, aumenta la portata o la gittata cardiaca (quantità di sangue che il cuore pompa nella circolazione nell'unità di tempo).
GC = GS x FC
- GC: gittata cardiaca (litri al minuto)
- GS: gittata sistolica (quantità di sangue che viene pompata fuori dai ventricoli del cuore ad ogni battito)
- FC: frequenza cardiaca (battiti al minuto)
Esercizio dinamico
- Significativo aumento della FC
- Diminuzione delle resistenze vascolari arteriose totali
- Aumento del ritorno venoso
- Aumento quasi nullo della PA
Esercizio statico
- Aumento minore della FC
- Diminuzione delle resistenze vascolari arteriose totali
- Ritorno venoso ostacolato dall'aumento di pressione nel torace
- Notevole aumento della PA
GS: 50-70 ml battito (a riposo), 70-80 ml battito (sforzo); FC: 75-80 battiti al min (a riposo), 180-200 battiti al minuto (sforzo); GC: 5 L/min (a riposo), 16-20 L/min (sforzo).
Aggiustamenti periferici
Essi riguardano i vasi sanguigni che irrorano i diversi organi. Tra i diversi meccanismi utilizzati il più importante è definito redistribuzione della GC. L'organismo, per poter accontentare le richieste dei muscoli, deve indirizzare la maggior parte del sangue verso di loro aumentando contemporaneamente la quantità riservata agli organi maggiormente impegnati nell'esercizio (polmoni, cuore, cervello).
Questi aggiustamenti nel loro complesso fanno sì che:
- Vi sia un aumento adeguato del flusso sanguigno nei muscoli che lavorano
- Una quota adeguata della GC sia distribuita in maniera tale da salvaguardare gli organi essenziali penalizzando (temporaneamente) quelli meno importanti ai fini della prestazione come fegato, intestino e reni.
Adattamenti centrali (cardiaci)
Modificazioni cuore dell'atleta:
- Aumento del volume del cuore (cardiomegalia)
- Si abbassa la FC a riposo e per sforzi di intensità sub massimale
Caratteristiche cuore dell'atleta:
- Ispessimento delle pareti ventricolari
- Distribuzione dell'ipertrofia simmetrica e regolare
- Il grado di rimodellamento cardiaco varia in base al sesso dell'atleta
Il tipo di sport modifica la morfologia cardiaca degli atleti:
- Sport di endurance: maggior impatto nell'ingrandire la cavità ed aumentare lo spessore delle pareti del ventricolo sinistro (ipertrofia eccentrica)
- Sport di potenza: ispessimento delle pareti ventricolari che è conseguenza del carico di pressione cui vanno incontro; è inusuale che il ventricolo sx diventi ipertrofico (ipertrofia concentrica)
- Sport di squadra: presentano variazioni dalla morfologia cardiaca più modeste a ragione del carico emodinamico più modesto.
La differenza tra il cuore dell'atleta e quello di un sedentario diviene chiara durante lo sforzo. In atleti di resistenza molto allenati, la GC massima può raggiungere e superare eccezionalmente i 35-40 L/min, valori doppi rispetto a quelli raggiunti da un sedentario. Ai carichi di lavoro sottomassimali la FC è sempre minore nell'atleta rispetto al sedentario. La FC massima è invece sovrapponibile nei due soggetti, ma nell'atleta viene raggiunta con un carico di lavoro superiore.
Adattamenti periferici
È logico che anche il sistema circolatorio, vasi e arterie debba adattarsi. Gli adattamenti riguardano sia i vasi di piccolo calibro, arteriose, venula capillari (microcircolazione), che quelli di medio e grosso calibro.
- Vasi arteriosi e venosi aumentano la loro dimensione;
- Microcircolazione: maggiore capillarizzazione attorno alle fibre rosse per una maggiore quantità di ossigeno (le fibre rosse, lente, sono a metabolismo aerobico = fibre ossidative che hanno bisogno di più O).
Adattamento emodinamico
Durante l'attività fisica, con l'aumento della spesa energetica, aumenta la risposta cardiovascolare compensatoria che rappresenta l'interazione di fattori nervosi, biochimici e fisiologici. Il centro di controllo cardiovascolare è localizzato nel midollo spinale allungato e risponde a stimoli sia centrali sia periferici. Gli impulsi centrali arrivano dai centri somatomotori del cervello, quelli periferici sono generati da meccanocettori, localizzati nei muscoli e nel sistema vascolare.
Il flusso ematico ai tessuti è generalmente proporzionato all'attività metabolica. Nel muscolo attivo il flusso di sangue aumentato è rigidamente regolato. Durante l'esercizio, l'attività parasimpatica è soppressa e la scarica simpatica è massimale. Alla cessazione, c'è un'improvvisa diminuzione di frequenza e di portata cardiaca secondaria alla mancanza del tono simpatico e alla riattivazione dell'attività vagale, le resistenze sistemiche vascolari rimangono basse per la persistente vasodilatazione muscolare.
Adattamenti all'esercizio fisico
- Apparato cardiocircolatorio: diminuisce la FC; aumenta la gittata sistolica, le dimensioni del cuore e l'elasticità dei vasi sanguigni.
- Apparato respiratorio: aumentano gli alveoli attivi, il calibro delle vie respiratorie, la ventilazione polmonare e migliorano gli scambi gassosi.
- Apparato osseo: ispessimento delle vertebre, aumenta la resistenza, trazione, pressione, aumenta il tessuto osseo nelle inserzioni muscolari.
- Apparato muscolare: aumenta l'attività degli enzimi nel ciclo di Krebs, ipertrofia e variazione % di fibre.
Esercizio fisico e cuore
La pressione arteriosa e la FC a riposo sono più basse in un soggetto allenato rispetto a soggetti che conducono una vita sedentaria. L'esercizio fisico più adatto per il cuore è quello di tipo aerobico di lunga durata: corsa, marcia, nuoto e altri sport che non inducono uno sforzo isometrico. Studi scientifici hanno indicato in 30 min il tempo minimo di attività fisica da svolgere: prima metabolizzazione dei glucidi e poi ossidazione degli acidi grassi (intorno ai 20-25 minuti dall'inizio dell'attività).
Effetti dell'esercizio fisico sui fattori di rischio cardiovascolari
- Diabete 1: migliora il profilo lipidico, diminuisce la pressione arteriosa.
- Diabete 2: controllo glicemico, miglioramento della funzione diastolica ed endoteliale: diminuiscono le alterazioni metaboliche, vi è il rilascio della muscolatura liscia e conseguente vasodilatazione.
- Obesità: riduzione del peso corporeo soprattutto del grasso intra-addominale. Altri fattori di rischio modificabili sono l'alcolismo e il tabagismo.
FC Max: Cooper = 220 - età, Tanaka = 208 - 0.7 x età
Test di campo 900 mt, più attendibile delle formule:
- 4 giri di campo 300 mt
- 1 giro (300 mt): 2' a giro, velocità moderata
- 2 giro (300 mt): 1' e 30'' a giro, velocità elevata
- 3 giro (150 mt): mezzo giro in 40'', velocità molto elevata
- 4 giro (150 mt): mezzo giro in 30'', sprint
Il doping
"Dope" dall'inglese droga. Riferita ad una bevanda alcolica primitiva impiegata come stimolante nel corso di antiche danze sudafricane. Bevanda a base di spezie e alcool a cui ricorrevano i pionieri olandesi che lavoravano sulle vie dell'Hudson alla costruzione della "nuova Amsterdam" (futura New York) per sopportare meglio le fatiche.
Definizione Art 1 comma 2: Costituiscono doping, la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da conduzioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
Cenni storici
- c.a. 500-400: ingestione di funghi, semi ed estratti vegetali.
- 393 A.D.: ultima olimpiade antica (fine decretata da corruzione e pratiche illecite)
- 18esimo secolo: primi beveraggi empirici a base di caffeina, zucchero, foglie di coca.
- 1886: la prima morte registrata è quella del ciclista Linton per overdose di trimetil.
- 1904: la morte più vicina alle olimpiadi moderne fu di un maratoneta Thomas Hicks, che aveva usato una mistura di brandy e stricnina.
- Anni '30: inizia la produzione di anfetamine che sostituiranno la stricnina.
- 1950: largo impiego di stimolanti.
- 1955: primo impiego di steroidi anabolizzanti.
La lotta
- 1954: nasce in Italia la lotta al doping
- 1961: fu aperto a Firenze il primo laboratorio europeo di analisi anti-doping
- 1964: (olimpiadi di Tokyo) si iniziò ad effettuare sistematici controlli anti-doping.
- 1971: esiste in Italia una legge che punisce sia chi fa uso di sostanze proibite, sia chi le distribuisce agli atleti. Inoltre, il CIO pubblica una lista di sostanze proibite periodicamente aggiornata.
Storia certificata
- 1966: in Germania dell'Est nasce il "doping di stato"
- 1967: muore Tommy Simpson. L'anno seguente il CIO introduce i primi controlli anti-doping alle olimpiadi del Messico.
- Primi anni '80: primi esperimenti con altri ormoni (GH, insulina)
- 1988: olimpiadi di Seul, Ben Johnson 100 m in 9.79 positivo allo stanozolol.
- Primi anni '90: primi esperimenti con Epo.
- 1998: Tour de France esplode lo scandalo doping.
- 1999: Pantani espulso dal giro d'Italia per ematocrito irregolare.
- 2002: Salt Lake City, Muhlegg positivo alla darbepoetina.
Tipi di doping
- Periodo pre-gara: durante la preparazione, per tentare di aumentare le masse muscolari e la forza fisica (steroidi).
- Durante la gara: per ridurre il senso di fatica, o per stimolare il SNC o in alcuni sport per ridurre l'ansia o ancora per tentare di aumentare il trasporto di ossigeno e quindi la resistenza.
- Dopo la gara: per riacquistare il più velocemente possibile le energie (frequente nei ciclisti nella corsa a tappe).
Categorie di sostanze dopanti
- Stimolanti, narcotici, anabolizzanti, diuretici, ormoni polipeptidici.
- Stimolanti: agiscono sul nostro organismo con gli stessi effetti dell'adrenalina per renderlo più pronto alla prestazione sportiva, più euforico e meno sensibile alla fatica: anfetamina, cocaina, caffeina (positivo solo se la concentrazione nell'urina risulta superiore ai 12 microgrammi per ml), formoterolo e sostanze affini.
- Narcotici: per il trattamento del dolore come Metadone, morfina, eroina e sostanze affini.
- Anabolizzanti: aumentano la sintesi di proteine a livello delle cellule muscolari scheletriche.
- Steroidi anabolizzanti androgeni; beta-2-agonisti.
- Diuretici: allo scopo di mascherare l'assunzione di altre sostanze dopanti, aumentandone la diluzione nelle urine e rendendoli quindi non rintracciabili (mannitolo, acido etacrinico ecc).
- Ormoni: sostanze proibite, gonadotropine proibite nei maschi, sono l' LH (ormone luteinizzante), l'HCG (gonadotropina corionica), ormone della crescita GH, insulina, corticotropine, eritropoietina (EPO).
Metodi di pratica del doping
- Doping ematico: consiste nella somministrazione di sangue, globuli rossi all'atleta, procedura che può essere preceduta da un prelievo di sangue sull'atleta che continua l'allenamento in uno stato di insufficienza ematica: più ossigeno = più carburante per le attività aerobiche.
- Somministrazione di trasportatori artificiali di ossigeno o di sostituti del plasma.
- Manipolazioni farmacologiche, chimiche e fisiche.
Restrizioni
- Alcool: qualora l'autorità lo preveda possono essere effettuati controlli per l'etanolo (anche su cannabinoidi).
- Anestetici locali: la loro iniezione è permessa se a) che siano utilizzate lidocaine, procaine ecc. ma non cocaina, vasocostrittori possono essere utilizzati con anestetici locali; b) che siano soltanto iniezioni locali o intrarticolari; c) solo se giustificate da un punto di vista medico.
- Corticosteroidi: l'uso sistematico è vietato. È permessa la somministrazione per uso locale e per inalazione (asma o rinite). Sono permesse anche iniezioni intrarticolari.
- Beta-bloccanti: certificati per uso terapeutico.
Doping e laboratorio
- Modalità di prelievo e raccolta campioni.
- Trasporto e conservazione.
- Identificazione del test.
- Standardizzazione dei metodi di analisi.
- Precisione ed accuratezza nella misura.
- Tempestività nella comunicazione risultati.
- Interpretazione e valore predittivo dell'esame.
Apparato digerente
Coinvolto marginalmente nelle attività sportive per quanto riguarda patologie organo-specifiche. In prossimità di gare importanti è frequente negli atleti l'insorgenza di disturbi dispeptici e colitici. Derivano per lo più da fattori psicogeni.
Dispepsia: "cattiva digestione" può derivare anche dall'assunzione di bevande gelate o da posizioni obbligate come per i ciclisti. Nei soggetti poco allenati può manifestarsi dolore all'ipocondrio destro (regione addominale dove ci sono fegato e cistifellea) durante e dopo lo sforzo; ciò è dovuto ad aumento di sangue o iperemia passiva del fegato. La sua insorgenza è più frequente in fase digestiva.
La sindrome da non rendimento con difficoltà nel recupero può avere come cause una diminuita funzionalità epatica. Si accompagna a dispepsia, apatia, insonnia, instabilità dell'umore.
Gastrite acuta (limitata allo stomaco): processo infiammatorio acuto che interessa la parte interna dello stomaco.
- Etiologia: sostanze irritanti (alcool o spezie), tossine batteriche (cibi avariati), sostanze caustiche, stress acuti.
- Quadro clinico: anoressia, nausea, dolenza epigastrica e dolore crampi forme (crampi allo stomaco).
- Diagnosi: sintomatologia, indagini radiografiche e indagine endoscopica (gastroscopia).
- Terapia: eliminare le cause lesive, farmaci gastroprotettivi, farmaci anti acidi e riposo con dieta idrica ovvero modo corretto di bere poiché se si beve molta acqua velocemente si ha gastrite e fibrillazione. 1 bicchiere di acqua ogni 20 min (150-200 ml ogni 20 min). Nel soggetto a riposo 1/3 di bicchiere ogni ora (50 cc all'ora).
Colon
Crampi e diarrea possono manifestarsi durante e dopo l'esercizio fisico. Sono dovuti all'iperperistaltismo provocato dalla maggiore liberazione di ormoni gastrointestinali durante lo sforzo; sintomi colitici possono essere causati anche da infezioni da alimenti. Per agire occorrono pasti digeribili, liquidi e reidratazione.
Gastroenteriti acute
(Colpisce stomaco e intestino) da:
- Batteri (salmonelle, stafilococchi, coliformi)
- Virus (enterovirus, rotavirus)
Sintomi: diarrea, vomito, dolore e febbre
Terapia: reidratare, antibiotici specifici, fermenti lattici e vitamine.
Epatite A
Contagio per via oro-fecale (epatite B e C via sanguigna), dita sporche, asciugamani, acqua infetta della piscina o mare, fiumi e laghi, frutta e verdura non lavati, frutti di mare crudi e acqua da bere contaminata. Incubazione tra i 15 e i 50 giorni.
Sintomi: malessere, astenia, diarrea, febbre, ittero (non sempre ma principale sintomo che permette di riconoscere l'epatite A)
Per prevenire: riposo, dieta, misure per prevenire il contagio (es proprio asciugamano)
Steatosi
Innalzamento delle transaminasi, vi è un ingrossamento del fegato per cause tossiche (farmaci, doping), dismetaboliche (diabete, obesità, sindrome X) alcoliche. Un'alimentazione ricca di cibi grassi e zuccheri, associata alla scarsa attività fisica, porta ad avere il fegato grasso. 8 milioni di italiani: danni epatici dovuti ad accumulo di grasso, senza traccia di infezioni virali o abuso di alcool. La diffusione della malattia è passata in pochi anni dal 2 al 14%.
Il fegato grasso è strettamente legato alla sindrome metabolica, (sovrappeso, pressione alta e resistenza all'insulina) testimonianza di uno stile di vita non salutare. 20 bambini su 100 presentano danni al fegato dovuti ad un'alimentazione scorretta. È necessario perdere il 5% del peso corporeo.
Dieta bilanciata: prestare attenzione alle calorie, limitando le porzioni e consumando moderatamente cibi grassi e ricchi di zucchero come dolci, insaccati, formaggi, fritti, salse, carne grassa preferendo parecchia frutta e verdura. 20-30 minuti di attività fisica tre volte a settimana assicurano la normalizzazione della funzione epatica in chi ha valori degli enzimi alterati dai grassi di troppo. L'attività fisica dovrà essere moderata e costante (camminata veloce, nuoto, corsa, ballo e bicicletta).
Camminata: per le donne è l'equivalente della GAG.
Anemia dell'atleta
Condizione patologica caratterizzata dalla riduzione dell'emoglobina; può accompagnarsi a calo di globuli rossi e di ematocrito.
- 1 fase: deplezione delle riserve di ferro nel fegato, milza, midollo osseo. Fase asintomatica.
- 2 fase: eritropoiesi (processo di formazione di globuli rossi) da carenza di ferro, cefalea, affaticamento, crampi
- 3 fase: anemia sideropenica (carenza di Fe) vertigini, fatica, debolezza
Nota: perdere 1-2 g di emoglobina (valore normale 12-13 g) porta a decadimento del 20% della performance sportiva, specie discipline aerobiche e sport di squadra.
Cause: dieta inadeguata, mestruazioni, ematuria da intensi allenamenti aerobici, con passaggio di globuli rossi nelle urine per aumentata permeabilità del nefrone assieme a proteinuria ed albuminuria "pseudo nefrite atletica".
Ematuria = sangue nelle urine, uria = nelle urine
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