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ESTRATTO DOCUMENTO

-anfetamina,cocaina,caffeina(positivo solo se la concentrazione nell’urina risulta superiore

ai 12 microgrammi per ml), formoterolo e sostanze affino.

NARCOTICI: per il trattamento del dolore come Metadone,morfina,eroina e sostanze

affini.

ANABOLIZZANTI: aumentano la sintesi di proteine a livello delle cellule muscolari

scheletriche.

STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENI;

- BETA-2-AGONISTI.

-

DIURETICI: allo scopo di mascherare l’assunzione di altre sostanze

dopanti,aumentandone la diluzione nelle urine e rendendoli quindi non rintracciabili

(mannitolo,acido etacrinico ecc)

ORMONI: sostanze proibite

-GONADOTROPINE proibite nei maschi, sono l’ LH (ormone luteinizzante) l’

HCG(gonadotropina corionica)

-ormone della crescita GH,insulina,corticotropine,eritropoietina (EPO)

METODI DI PRATICA DEL DOPING

1)DOPING EMATICO: consiste nella somministrazione di sangue,globuli rossi

all’atleta,procedura che può essere preceduta da un prelievo di sangue sull’atleta che

continua l’allenamento in uno stato di insufficienza ematica: + ossigeno =+carburante per

le attività aerobiche.

2)Somministrazione di trasportatori artificiali di ossigeno o di sostituti del plasma

3)Manipolazioni farmacologiche,chimiche e fisiche.

RESTRIZIONI

-ALCOOL: qualora l’autorità lo preveda possono essere effettuati controlli per l’etanolo.

(anche su CANNABINOIDI)

-ANESTETICI LOCALI:la loro iniezione è permessa se a)che siano utilizzate

lidocaine,procaine ecc ma non cocaina,vasocostrittori possono essere utilizzati con

anestetici locali;b)che siano soltanto iniezioni locali o intrarticolari; c)solo se giustificate da

un punto di vista medico.

-CORTICOSTEROIDI:l’uso sistematico è vietato. E’ permessa la somministrazione per uso

locale e per inalazione(asma o rinite). Sono permesse anche iniezioni intrarticolari.

-BETA-BLOCCANTI: certificati per uso terapeutico.

DOPING E LABORATORIO

-modalità di prelievo e raccolta campioni

-trasporto e conservazione

-identificazione del test

-standardizzazione dei metodi di analisi

-precisione ed accuratezza nella misura

-tempestività nella comunicazione risultati

-interpretazione e valore predittivo dell’esame.

APPARATO DIGERENTE

Coinvolto marginalmente nelle attività sportive per quanto riguarda patologie organo

specifiche. In prossimità di gare importanti è frequente negli atleti l’insorgenza di disturbi

DISPEPTICI e COLITICI. Derivano per lo più da fattori psicogeni.

-DISPEPSIA= “cattiva digestione” può derivare anche dall’assunzione di bevande gelate o

da posizioni obbligate come per i ciclisti.

Nei soggetti poco allenati può manifestarsi dolore all’IPOCONDRIO DESTRO(regione

addominale dove ci sono fegato e cistifellea) durante e dopo lo sforzo; ciò è dovuto ad un

aumento di sangue o IPEREMIA passiva del fegato. La sua insorgenza è più frequente in

fase digestiva.

-La sindrome da NON RENDIMENTO con difficoltà nel recupero può avere come cause

una diminuita funzionalità epatica. Si accompagna a

DISPEPSIA,APATIA,INSONNIA,INSTABILITA’ DELL’UMORE.

-GASTRITE ACUTA(limitata allo stomaco)=processo infiammatorio acuto che interessa la

parte interna dello stomaco.

EZIOLOGIA: sostanze irritanti(alcool o spezie),tossine batteriche(cibi avariati),sostanze

caustiche,stress acuti.

QUADRO CLINICO: anoressia,nausea,dolenza epigastrica e dolore crampi forme(crampi

allo stomaco).

DIAGNOSI: sintomatologia,indagini radiografiche e indagine endoscopica(gastroscopia)

TERAPIA: eliminare le cause lesive,farmaci gastroprotettivi,farmaci anti acidi e riposo con

dieta idrica ovvero modo corretto di bere poiché se si beve molta acqua velocemente si ha

gastrite e fibrillazione. 1 bicchiere di acqua ogni 20 min(150-200ml ogni 20 min). Nel

soggetto a riposo 1/3 di bicchiere ogni ora (50 cc all’ora)

-COLON

Crampi e diarrea possono manifestarsi durante e dopo l’es fisico. Sono dovuti

all’IPERPERISTALTISMO provocato dalla maggiore liberazione di ormoni gastrointestinali

durante lo sforzo; sintomi colitici possono essere causati anche da infezioni da alimenti.

Per agire occorrono pasti digeribili,liquidi e reidratazione.

-GASTROENTERITI ACUTE (colpisce stomaco e intestino) da :

a) batteri (salmonelle,stafilococchi,coliformi)

b)virus (enterovirus,rotavirus)

SINTOMI: diarrea,vomito,dolore e febbre

TERAPIA: reidratare,antibiotici specifici,fermenti lattici e vitamine.

-EPATITE A

Contagio per via oro fecale (epatite b e c via sanguigna),dita sporche,asciugamani,acqua

infetta della piscina o mare,fiumi e laghi,frutta e verdura non lavati frutti di mare crudi e

acqua da bere contaminata.

Incubazione tra i 15 e i 50 gg. Sintomi: malessere,astenia,diarrea,febbre,ittero(non sempre

ma principale sintomo che permette di riconoscere l’epatite A)

Per prevenire: riposo,dieta,misure per prevenire il contagio(es proprio asciugamano)

-STEATOSI

Innalzamento delle transaminasi,vi è un INGROSSAMENTO del fegato per cause

tossiche(farmaci,doping),dismetaboliche(diabete,obesità,sindrome x)alcoliche.

Un’alimentazione ricca di cibi grassi e zuccheri,associata alla scarsa attività fisica,porta ad

avere il fegato grasso. 8 milioni di italiani: danni epatici dovuti ad accumulo di

grasso,senza traccia di infezioni virali o abuso di alcool. La diffusione della malattia è

passata in pochi anni dal 2 al 14 %.

Il fegato grasso è strettamente legato alla sindrome metabolica,(sovrappeso,pressione alta

e resistenza all’insulina)testimonianza di uno stile di vita non salutare. 20 bambini su 100

PRESENTANO DANNI AL FEGATO DOVUTI AD UN ALIMENTAZIONE SCORRETTA. E’

necessario perdere il 5% del peso corporeo.

DIETA BILANCIATA: prestare attenzione alle calorie,limitando le porzioni e consumando

moderatamente cibi grassi e ricchi di zucchero come

dolci,insaccati,formaggi,fritti,salse,carne grassa preferendo parecchia frutta e verdura.

20-30 minuti di attività fisica tre volte a settimana assicurano la normalizzazione della

funzione epatica in chi ha valori degli enzimi alterati dai grassi di troppo.

L’attività fisica dovrà essere moderata e costante(camminata veloce,nuoto,corsa,ballo e

bicicletta).

CAMMINATA = per le donne è l’equivalente della GAG.

-ANEMIA DELL’ATLETA: condizione patologica caratterizzata dalla riduzione

dell’emoglobina;può accompagnarsi a calo di globuli rossi e di ematocrito.

1 fase:deplezione delle riserve di ferro nel fegato,milza,midollo osseo. Fase asintomatica.

2 fase:eritropoiesi(processo di formazione di globuli rossi) da carenza di

ferro,cefalea,affaticamento,crampi

3 fase:anemia SIDEROPENICA(carenza di Fe) vertigini,fatica,debolezza

NOTA: perdere 1-2 g di EMOGLOBINA(valore normale 12-13g) porta a decadimento del

20% della performance sportiva,specie discipline aerobiche e sport di squadra.

CAUSE: dieta inadeguata,mestruazioni,EMATURIA da intensi allenamenti aerobici,con

passaggio di globuli rossi nelle urine per aumentata permeabilità del nefrone assieme a

proteinuria ed albuminuria “PSEUDO NEFRITE ATLETICA”.

EMATURIA= sangue nelle urine URIA= nelle urine

Un'altra causa è la sudorazione(il sudore contiene ferro:2-3 l di sudore contengono 1-2mg

di ferro,pari alla quota assorbita giornalmente dall’intestino;altre cause sono i

sanguinamenti gastroenterici(Emorroidi);

Una causa di anemia può essere dovuta a micro sanguinamenti gastrici da abuso di

farmaci per mal di testa,dolori muscolari e mestruazioni.

Un sanguinamento microscopico è stato osservato nei maratoneti suggerendo una stretta

relazione con la durata e con l’intensità dell’evento agonistico.

RIMEDI: dieta,supplementazione di ferro,allenamento in altura( stimola l’epo e

l’entropoiesi), evitare la disidratazione,bere ogni 20 min 150-200 ml d’acqua,con adeguati

schemi di allenamento si riduce la frequenza dei sintomi gastrointestinali. E’ come se

l’organismo imparasse a distribuire il sangue nei differenti organi durante lo sforzo.

SPORT E SISTEMA ENDOCRINO ormone=recettore

Il sistema endocrino è rappresentato da un insieme di ghiandole che secernono ormoni.

L’esercizio fisico può condurre a modificazioni del pattern secretivo basale di un

determinato ormone o può indurre modificazioni della risposta ormonale.

ORMONI

a) STEROIDEI : sono liposolubili,si diffondono facilmente attraverso le membrane cellulari.

b)NON STEROIDEI: proteici o di derivazione aminoacida (necessitano di recettori per

entrare nelle cellule). NON possono attraversare la membrana con facilità.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA RISPOSTA ORMONALE AD UN ESERCIZIO FISICO:

Fattori psicologici,ciclo mestruale,temperatura corporea,ritmi circadiani(ciclo di 24 ore nel

quale si ripetono regolarmente certi processi fisiologici),altri fattori.

-LA GHIANDOLA PITUITARIA= IPOFISI

È il punto di comunicazione tra i centri di controllo del SNC e le ghiandole endocrine

periferiche

NEUROIPOFISI (LOBO POSTERIORE) e ADENOIPOFISI(LOBO ANTERIORE). Questi

si occupano di secernere diversi ormoni:

NEUROIPOFISI ADENOIPOFISI

Ormone antidiuretico(ADH) 4 ormoni tropici TSH,LH,FSH,ACTH

Oxitocina ormone della crescita GH e prolattina

E’ la struttura molecolare degli ormoni che ne determina le caratteristiche funzionali. Le

azioni ormonali sono 4:

1) Sviluppo e crescita;

2) Produzione di energia

3) Riproduzione;

4) Mantenimento dell’omeostasi

ADENOIPOFISI

GH(ormone della crescita) polipeptide secreto in maniera pulsatile il 70% nel sonno;

- Azione metabolica e ipertrofizzante;

- PRL(prolattina) secrezione episodica aumentata da sonno ed es fisico. Azione

- responsabile della lattazione. Il suo eccesso provoca impotenza;

TSH: ritmo circadiano con picco notturno. Azione a livello tiroideo stimola la

- captazione dello iodio e la formazione di T3 e T4

ACTH: secreto in maniera episodica. Azione induce la secrezione di glucocorticoidi

- e di androgeni;

LH-FSH GONADOTROPINE ritmo di produzione legato al ciclo mestruale,nell’uomo

- l’LH favorisce la produzione di testosterone. Azione: FSH stimola la crescita e la

maturazione dei follicoli e la secrezione di estrogeni induce l’ovulazione e l’LH la

formazione del corpo luteo. TESTOSTERONE:pubertà,sviluppo genitali

esterni,stimolazione spermatogenesi,sviluppo e mantenimento massa muscolare e

ossea;

TIROIDE E PARATIROIDE

- Tiroide: TRIIODOTIRONINA(T3) ;TETRAIODOTIRONINA(T4) O

TIROXINA;CALCITONINA

Paratiroide: PARATORMONE (PTH). T3 e T4 ormoni non steroidei:incremento

sintesi proteica, aumento mitocondri,maggiore rapidità di assunzione cellulare di

glucosio,incremento glicolisi e gluconeogenesi,aumento disponibilità di acidi grassi

liberi per l’ossidazione L’esercizio fisico determina un aumento del livello di T4 nel

plasma;il livello di T3 tende a diminuire con un esercizio sub-massimale prolungato.

EUTIROIDISMO (patologie della tiroide) : Ipotiroidismo congenito-

acquisito,ipertiroidismo e patologia nodulare;

- SURRENALI

a)corticale 90% :GLUCOCORTICOIDI azione antinfiammatoria; CORTISOLO funzione

immunosoppressiva; GONADOCORTICOIDI (DHEA e DHEAS); MINERALCORTICOIDI

(aldosterone)

b)midollare: adrenalina 80% e noradrenalina 20%

-ALDOSTERONE E CORTISOLO NELL’ESERCIZIO FISICO(migliorano prestazione)

Aldosterone: attività muscolareriduzione livello plasmatico e afflusso di sangue ai

renimeccanismo renina angiotensinarilascio aldosteroneaumento riassorbimento sodio

e acquaaumento volume plasmatico

Cortisolo: stimola la gluconeogenesi,aumenta mobilizzazione degli acidi grassi,riduce

consumo di glucosio a beneficio dell’encefalo,agisce come agente

antinfiammatorio,aumenta la vasocostrizione causata dall’adrenalina.

ADRENALINA E NORADRENALINA NELL’ESERCIZIO FISICO

Aumento della frequenza e della forza di contrazione cardiaca,accelerazione del

metabolismo,aumento della glicogeno lisi nel fegato e nel muscolo,aumento del rilascio di

glucosio e di acidi grassi liberi nel sangue,aumenta la pressione sanguigna,ridistribuzione

del sangue verso i muscoli scheletrici,accelerazione della respirazione.

Il livello di noradrenalina aumenta quando il lavoro supera il 50 % VO2max

Quello di adrenalina con lavoro del 60-70% VO2max

Entrambi con un esercizio fisico di tre ore.

-PANCREAS

a)insulina: facilita il trasporto del glucosio alle cellule; promuove la glicogeno sintesi;

inibisce la gluconeogenesi;

b)glucagone:promuove la glicogeno lisi e incrementa la gluconeogenesi

La concentrazione plasmatica di glucosio durante l’esercizio fisico dipende dall’equilibrio

tra il consumo di glucosio nei muscoli e il rilascio di glucosio nel fegato. Durante l’esercizio

fisico vi è un graduale aumento di glicogeno ematico.

ADH E GH nell’ ESERCIZIO FISICO

ADH(vasopressina): l’attività muscolare provoca sudorazione perdita di plasma

- 

sanguigno attivazione osmorecettori ipotalamo che stimolano il lobo posteriore

dell’ipofisi a secernere ADH l’ADH agisce sui reni inducendo un maggior

riassorbimento di H2O il volume plasmatico aumenta e l’osmolarità del sangue

diminuisce dopo l’esercizio;

GH: promuove l’ipertrofia muscolare,il livello dell’ormone della crescita è elevato

- durante l’es aerobico,agisce da stimolo diretto del metabolismo dei grassi(lipasi).

-Ghiandole endocrine: tiroide,paratiroide,timo,surrenali,pancreas,testicoli,ovaie

-CALCOLOSI RENALE O NEFROLITIASI = formazione,nella cavità calico-pieliche,di

masse cristalline a causa della precipitazione di soluti presenti nelle urine in quantità

normale o patologica.

a) UROLITIASI = presenza di calcoli in un tratto qualsiasi delle vie

urinarie(uretere,vescica,uretra)

b)LITIASI D’ORGANO = formazione del calcolo dovuta a cause locali(stasi urinaria,lesioni

o infiammazioni calico-pieliche)

c)LITIASI D’ORGANISMO = il calcolo si forma per disordini metabolici con eccessiva

eliminazione di cristalli con le urine.

La frequenza della calcolosi è in terza e quarta decade di vita,più nei bianchi che nei

neri,raramente nell’infanzia. I calcoli di fosfato crescono più rapidamente di quelli di

ossalato. Nel 10% i calcoli sono bilaterali. I calcoli sono formati da una matrice organica

attorno a cui successivamente si stratifica materiale cristallino di varia natura(ossalacetato

di calcio,magnesio e ammonio,acido urico e cistina). La matrice organica del calcolo è

composta da una mucoproteina o mucopolisaccaride solfato.

In merito alle composizioni si possono avere calcoli puri o misti.

Fattori di formazione: fattori dietetici,infezioni,malformazioni urinarie,immobilizzazione.

SINTOMI: dolore a volte insopportabile che dalla loggia renale si irradia lungo l’uretere in

vescica.

COSA FARE: RX diretta addome,ecografia renale,tac addome,pielografia ascendente.

MECCANISMO DI FORMAZIONE DEL CALCOLO

I fenomeni di cristallizzazione,aggregazione sono regolati dall’equilibrio tra i soluti e gli

inibitori della cristallizzazione e dell’aggregazione. Questi fattori sono già di per se

importanti nel determinare la formazione del calcolo. Le alterazioni metaboliche sono

quelle che modificano la quantità dei soluti o il PH che rappresentano l’altro elemento in

questione. Fattori isolati o meglio un insieme di componenti o determinanti fanno formare il

calcolo secondo una sequenza che è sempre la stessa e che subisce accelerazioni o

rallentamenti in relazione a variabili di equilibrio fisico-chimico che si susseguono nel

tempo.

Cose in più…

I calcoli quando si formano inizialmente sono piccolissimi poi gradualmente si accrescono

fino a raggiungere a volte dimensioni di vari cm e forme delle piu svariate. La formazione

di questi calcoli,il loro accrescimento,la loro forma ed il tipo di cristalli che li

compongono,dipendono dalle varie sostanze chimiche che compongono l’urina e che

precipitano in essa. Si ipotizza l’esistenza di particolari sostanze chimiche che sono dette

promotrici,le quali favoriscono la formazione e l’accrescimento dei calcoli,quindi favorendo

la precipitazione dei cristalli presenti nelle urine,ed inoltre sostanze chimiche INIBITRICI

che al contrario rallentano o fermano la formazione di calcoli.

Quasi sempre i calcoli si formano nei reni dove possono rimanere senza dare sintomi e

quindi “COLICA” e allora non richiedono nessun trattamento. Tuttavia a volte dal rene

possono migrare attraverso le vie urinarie,percorrerle ed essere eliminati con le urine o

durante questa migrazione bloccarsi in punti più stretti delle vie urinarie e creare così

ostruzione e se non sono rimossi si ha una dilatazione delle stesse a monte fino al

rigonfiamento del rene che viene definito “IDRONEFROSI”.

Più il calcolo è grande e più facilmente causa dolore e ostruzione. Il dolore può essere

fortissimo,localizzato al fianco interessato ed irradiato all’inguine e ancora allo scroto

nell’uomo ed alle grandi labbra nella donna,inoltre si può accompagnare a nausea e

vomito e dolori all’addome.

CAUSE DI UNA COLICA RENALE NON DOVUTE A CALCOLI URINARI:

-tumori delle vie urinarie; utero gravido (complicanza della gestazione);

-coaguli di sangue liberati dal rene: in pazienti con trauma e contusione del rene o non

traumatizzati che assumono anticoagulanti;

-ingrossamento eccessivo della prostata nell’uomo;

-calcoli alla cistifellea (colecisti) quando la colica è a destra possono simulare una colica

renale quando in realtà si tratta di una colica epatica;

-la sciatica dovuta spesso a patologie della colonna vertebrale;

-aneurisma dell’aorta addominale,dilatazione di questo grosso vaso arterioso con iniziale

rottura dello stesso,se la colica renale è a sinistra è molto grave poiché se non

riconosciuta tempestivamente porta alla morte in breve tempo.

COSA FARE IN CASO DI COLICA RENALE:

rivolgersi subito a un medico,riposo a letto,borsa calda e se non passa pronto soccorso.

INDAGINI NEL CASO DI COLICA RENALE:

esame urine,ecografia renale e vescicale,radiografia a vuoto dell’addome in posizione

supina(individua la sede dei calcoli)

urografia(si vede tutto presenza di calcoli,sede,eventuali patologie associate all’apparato

urinario)

uretroscopia(indagine invasiva che permette di entrare nell’uretere)

CURE PER I CALCOLI se non espulsi spontaneamente

Calcoli renali:

1) a)Litotripsia extracorporea è un metodo mini invasivo che frammenta a ultrasuoni;

b)litotripsia percutanea: invasivo,piccola incisione al fianco,1 strumento per

localizzare il calcolo,uno per frammentarlo;

c) chirurgia a cielo aperto: apertura dell’addome quando non frantumabili.

2) Calcoli dell’uretere: litotripsia extracorporea,litotripsia con ultrasuoni o laser

attraverso uretroscopio, rimozione con pinza da presa,chirurgia a cielo aperto;

3)Calcoli vescicali: estrazioni o litotripsia attraverso cistoscopio,chirurgia a cielo aperto.

SPORT E APPARATO RESPIRATORIO

Negli sport di resistenza(in prevalenza aerobici) l’apparato respiratorio non è sollecitato

in maniera massimale. IL LIMITE ALLA MASSIMA PRESTAZIONE ATLETICA E’

INFATTI DETERMINATO DALL’APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO.

E’ di grande importanza l’integrità dell’apparato respiratorio,da valutarsi prima di

intraprendere attività sportive(ad es la tubercolosi se clinicamente latente,può

aggravarsi con l’attività fisica). Affezioni delle prime vie respiratorie

(naso,faringe,laringe) possono presentarsi in coloro che praticano la loro attività in

ambienti umidi o freddi.

ASMA BRONCHIALE

Malattia infiammatoria cronica delle vie aeree,multifattoriale(fattori

ereditari,allergeni,favorenti come l’inquinamento,fattori scatenanti come ricordo

immunologico) caratterizzata da crisi bronco-ostruttive reversibili spontaneamente o

dopo trattamento farmacologico.

CAUSE:agenti immunologici,allergici o es fisico.

SINTOMI: dispnea( respiro corto), tosse,crisi asmatica acuta

DIAGNOSI: anamnesi,periodicità stagionale,auscultazione torace,prove allergiche

TERAPIA:desensibilizzazione(vaccini),cortisonici e broncodilatatori.

COMPLICANZE: ENFISEMA POLMONARE

ASMA DA SFORZO O DA ESERCIZIO= BRONCOSPASMO

Dopo uno sforzo d’intensità come corsa in salita,anche sottomassimale della durata di

5-8 minuti,si manifesta tosse,respiro sibilante e dispnea. E’ frequente nella corsa in

salita,minima nel nuoto ( sport consigliato)

CAUSA: Raffreddamento della mucosa per il calore emesso dalle vie aeree durante lo

sforzo. SI stimolano i MASTOCITI che liberano ISTAMINA che provoca il

broncospasmo.

La somministrazione preventiva di sodio cromoglicato stabilizza i mastociti ed evita le

crisi. Va somministrato 30-45 minuti prima dell’attività.

ATTIVITA’ FISICA: riscaldamento 15-20 minuti,2-3 minuti di lavoro,10-20 minuti di

recupero. RESPIRARE CON IL NASO PER RISCALDARE LE VIE AEREE

Gli asmatici possono svolgere attività sportiva anche agonistica(diversi olimpionici sono

asmatici). Si può migliorare la tolleranza all’esercizio.

ATTENZIONE a condizioni metereologiche e stagioni dei pollini:l’aria atmosferica di

bassa temperatura stimola maggiormente la reattività bronchiale,favorendo la riduzione

del calibro delle vie aeree.

BRONCHITI ACUTE

EZIOPATOGENESI: infettive:batteri,virus,miceti;

CHIMICO-FISICHE: fumo,gas tossici; ALLERGICHE;

SINTOMATOLOGIA: rumori respiratori e tosse

DECORSO:guarigione in tempo variabile o cronicizzazione

DIAGNOSI: reperto toracico auscultatorio,radiografia del torace,esame dell’espettorato

PROGNOSI: generalmente favorevole

TERAPIA:antibiotici,fluidificanti

PREVENZIONE: evitare le cause di irritazione bronchiale,fumo e inquinamento

COMPLICANZE:bronchite cronica e enfisema.

BRONCOPOLMONITE

Infiammazione acuta polmonare.

EZIOPATOGENESI: haemophilus dell’influenza,pneumococco,citomegalovirus

SINTOMATOLOGIA:febbre,febbre con espettorato(CATARRO),dispnea

DIAGNOSI:radiografia del torace,esame batteriologico dell’espettorato

DECORSO variabile

COMPLICANZE:pleurite

TERAPIA: antibiotici

PLEURITI

Processi infiammatori delle pleure(mono o bilaterale)

EZIOPATOGENESI:broncopolmoniti,virus,pneumococchi,stafilococchi,tubercolosi

SINTOMATOLOGIA:dolore,tosse,febbre,versamento

DIAGNOSI:sfregamenti dei foglietti,radiografia del torace

TERAPIA:antibiotici

EDEMA POLMONARE

Accumulo di liquido nello spazio alveolare

SINTOMATOLOGIA:tosse,dispnea,espettorato schiumoso roseo

FORME:a) edema acuto cariogeno dovuto a scompenso cardiocircolatorio

b)edema da aspirazione di succo gastrico

c)edema da annegamento

d)edema da overdose di eroina

TERAPIA urgente! :ossigeno,salassi,farmaci

Poco O2= >globuli rossi= ossigeno + salasso (prelievo di sangue)

ENFISEMA POLMONARE

Dilatazione degli alveoli polmonari con rottura dei setti

EZIOPATOGENESI:bronchite cronica,asma,età

DIAGNOSI:radiografia del torace

TERAPIA:medica e ginnastica respiratoria

COMPLICANZE: pneumotorace

PNEUMOTORACE

Chiuso:entra l’aria e la comunicazione della pleura con l’esterno si chiude;

- Aperto:passaggio continuo di aria;

- A valvola:l’aria entra ma non esce pressione grave.

-

Pneumotorace= presenza di aria nello spazio pleurico può essere :

a)spontaneo:lacerazione parete pleura anche in seguito a sforzi moderati

b)post traumatico:per lo più in associazione a fratture costali e sternali

SINTOMI:dolore,tosse,dispnea grave

DIAGNOSI:radiografia del torace

TERAPIA:guarigione spontanea(raccolta d’aria modesta),intervento chirurgico

I sintomi sono spesso sottovalutati ed il dolore erroneamente attribuito al contatto fisico

FATTORI DI RISCHIO: fumo di tabacco ed inalazione di droghe

SPONTANEO E SPORT:ciclismo,basket,alpinismo,jogging,tennis,golf

TRAUMATICO E SPORT:hockey,box,calcio,scherma,tuffi,snowboard

PATOLOGIE DELL’ORBITA

ferite arcata sopraciliare(nel pugilato)

fratture orbitali(da contraccolpo dell’occipitale o del frontale

calcio,ciclismo,tennis,sci,rugby,automobilismo,judo,hockey,golf)

PATOLOGIE PALPEBRA E CONGIUNTIVA

-Palpebra:di natura traumatica,consistono in edema(accumulo di liquidi negli spazi

interstiziali)

Ematoma(accumulo di sangue fuori dai vasi)

Ecchimosi(livido)

-Congiuntiva:di natura infiammatoria: congiuntivite da raggi UV(sciatori)

Congiuntivite da piscina(batterica)

Congiuntiviti da corpi estranei

SINTOMI:fotofobia(eccessiva sensibilità alla luce);iperemia(aumento sangue)

Secrezione catarrale

TERAPIA:colliri e occhiali

PATOLOGIE DEL BULBO OCULARE

CORNEA:lesioni traumatiche per colpi(nel pugilato,lotta,pallacanestro,

pallavolo,tennis,sci). I colpi possono essere portati direttamente o tramite oggetti

scagliati o per cadute.

RETINA:

1) le contusioni retiniche si risolvono con il riposo a letto e la somministrazione di vaso

protettori. Colpiscono tennisti e calciatori.

2)il distacco di retina interessa chi pratica sport di contatto per la ripetitività dei traumi.

Il tempo di latenza può variare da qualche ora a qualche mese dal combattimento,la

riparazione è chirurgica. E’ NECESSARIA L’ESCLUSIONE DALL’ATTIVITA’

AGONISTICA.

VISITA OCULISTICA:SI impone nel pugilato,lotta,judo,karate,rugby,tuffi,discesa

libera,bob,slittino,hockey. E’ richiesta anche nei portatori di lenti,nei diabetici,negli

ipertesi.

CAUSE DI NON IDONEITA’:virus insufficiente,cataratta,esiti di distacco di

retina,paralisi muscolari,strabismi.

PATOLOGIE OTORINOLARINGOIATRICHE (ORL)

EPISTASSI da traumi diretti (sangue dal naso)

a) FRATTURA OSSA NASALI da sport di contatto

b) TRAUMI DELL’apparato uditivo:ipoacusia da microtraumi ripetuti

c) Barotraumi(subacquei,paracadutisti,tuffi)

Traumi acustici(specialità di tiro)

OTITI:processi infettivi acuti dell’orecchio

Causati da:stafilococchi,pseudomonas. Provocano dolore,mal di testa e febbre. Attenzione

al freddo,ai baro traumi,all’ingresso di acqua nell’orecchio esterno.

Vi è una visita specialistica,decongestionanti,antibiotici.

PATOLOGIE CUTANEE

La cute stabilisce e regola i rapporti tra ambiente esterno e inerno. Tali rapporti si

intensificano nello sport.

La patologia cutanea nello sport non è grave ma ha una ELEVATA INCIDENZA

- FLITTENE TRAUMATICHE (BOLLE)

Per sfregamento di funi, attrezzi, remi, racchette, calze, scarpe. All' interno della bolla si

trova SIERO oppure SIERO E SANGUE;

- INDURIMENTI (CALLOSITA');

- INTERTRIGINE

Lo sfregamento di due superfici cutanee ad eritema e disepitelizzazione con bruciore

(soprasella)

- ALOPECIA DA TRAZIONE

Perdita di peli o capelli (sciatori)

- per l'uso di indumenti stretti che sfregano;

- per l'uso di caschi.

- PATOLOGIE DELLE UNGHIE

- unghia incarnita;

- ematoma sub ungueale.

- PATOLOGIE DA AGENTI FISICI

- eritema solare

- chieilite attinica (fissazione del labbro da freddo)

- invecchiamento cutaneo precoce (da sole)

- PATOLOGIE DA CALORE

- iperidrosi (eccesso di sudore)

- ustioni

- orticaria fisica da: - frizione

- pressione

- stress e sudore

- PATOLOGIE DA FREDDO

- geloni

- congelamento

- PATOLOGIE DA AGENTI CHIMICI

- dermatiti da contatto (cloro, gomma, plastica, farmaci, lozioni, pomate)

- PATOLOGIE DA MICETI

Cause:

- sudorazioni eccessive;

- prolungata esposizione all'acqua o ad ambienti caldo umidi (piscine, spogliatoi,

docce);

- scarsa igiene

- uso di calzature e abbigliamento inadatti

- piede dell'atleta

- tinea inguinale

- intertrigine da candida

- pitiriasi versicolor

- onicomicosi

- PATOLOGIE DA BATTERI

- follicoliti del pelo

- foruncolo

- impetigine (infezione contagiosa da stafilococco con pustole e croste, rischio di

epidemie)

- idrosadenite (ascelle)

- PATOLOGIE DA VIRUS

- verruche plantari

- verruche volgari

frequentemente le infezioni sono provocate dall'HPV. Altre infezioni sono causate da

HERPES VIRUS

- PATOLOGIE DA ECTOPARASSITI

- scabbia

- pedicolosi

LA DISIDRATAZIONE

L'acqua costituisce il 60% del peso corporeodi un adulto, percentuale che diminuisce con

l'aumento dell'età.

I 2/3 dell'acqua sono contenuti nello spazio intracellulare, 1/3 in quello extracellulare

(plasma sanguigno, liquido interstiziale, linfa)

La disidratazione è una carenza idrica che si determina nell'organismo nel corso di

numerosi eventi morbosi, in conseguenza di una eccessiva eliminazione di acqua o una

scarsa introduzione.

E' uno stato patologico che si instaura quando il BILANCIO IDRICO, ovvero la quantità di

acqua assunta meno l'acqua persa, è NEGATIVO. L'acqua persa è maggiore.

La disidratazione puo essere mortale se non corretta al momento della sua insorgenza.

In fondo se si fa attività sportiva si suda, si consumano calorie, quindi si deve bere subito

per produrre una prestazione senza rischi.

molti allenatori consigliano di non bere ma solo di sciacquarsi la bocca con l'acqua ma

così le perdite non vengono riequilibrate e aumentano i rischi di disidratazione.

OSMOLARITA' PLASMATICA = concentrazione delle soluzioni, numero totale di molecole

e ioni presenti in un litro di soluzione.

Di norma è tra 285 e 290 mOsm/kg

Variazione del 2-3 % di osmolarità plasmatica provocano stimolo della sete

Si definisce SOGLIA OSMOTICA DELLA SETE, il livello assoluto di osmolarità che

determina lo stimolo della sete.

Il centro della sete è l'IPOTALAMO che viene stimolato ad ogni minima variazione di

osmolarità.

CLASSIFICAZIONE DI DISIDRATAZIONE:

DISIDRATAZIONE IPERTONICA;

1. DISIDRATAZIONE IPOTONICA;

2. DISIDRATAZIONE ISOTONICA.

3.

(Un essere umano in condizioni di riposo e ad una temperatura di circa 20°C perde circa 1

ml di acqua al minuto). Sudore, attività fisica ecc. -> 25 ml al minuto

DISIDRATAZIONE IPERTONICA

1.

Perdita maggiore di acqua rispetto a quella di sodio.

- alimentazione con pasti asciutti con esclusione di liquidi sperimentati da Taffel

- naufraghi e chi si perde nel deserto terminando le scorte idriche

- ostacolata ingestione liquidi : paziente in coma, ostruzione del cardias

- assenza senso della sete: neonati, aterosclerosi, trauma cranici

- diabete isipido

- iperpiressia (febbre altissima)

- prolungata esposizione al calore, ustioni

DISIDRATAZIONE IPOTONICA

2.

Consiste nella eliminazione di sodio più di acqua

- stenosi pilonica (restringimento del piloro/malattia gastrointestinale)

- occlusione intestinale

- fistole intestinali, biliari e pancreatiche

Non aumenta l'osmolarità plasmatica, diminuiscono sodio e cloro, aumenta l'ematocrito,

l'emoglobina e la protidemia totale(proteine totali nel sangue.)

DISIDRATAZIONE ISOTONICA

3.

Consiste in perdite bilanciate di acqua e sodio. Non si modifica l'osmolarità plasmatica,

aumentano emoglobina ed ematocrito (test che misura il volume delle cellule ematiche

rispetto al plasma. Si contrae diuresi

- gastroenterite

1 somministrare soluzioni con basso contenuto di Sali;

2 somministrazione di soluzione salina ipertonica al 3%;

3 somministrare soluzioni contenenti elettroliti ( sodio, potassio ecc.) per normalizzare

l'osmolarità;

Non solo h2o -> diluisce il plasma e non apporta sali

SINTOMATOLOGIA DELLA DISIDRATAZIONE ( deplezione = diminuzione )

3 FASI :

1° fase : in una fase precoce la sete compare allorchè la deplezione idrica raggiunge il 2%

del peso corporeo

2° fase : la mancata ingestione di liquidi per 72-96 ore comporta invece un deficit del 6%

del peso corporeo con comparsa di una disidratazione di media gravità con comparsa di

cute secca , pallida, salivazione scarsa, eccitazione psichica, contrazione della diuresi

3° fase : se la deplezione idrica supera il 7% del peso corporeo compaiono segni

compromissioni psichica, deliri, allucinazioni, convulsioni e stato di coma

DIAGNOSI

La diagnosi di disidratazione e semplice, essendo sufficiente una attenta visita clinica del

paziente e cioè l'osservazione della mucose visibili, delle pliche cutanee, del sistema

nervoso centrale e periferico.

il paziente disidratato viene raramente ricoverato e quando succede di norma è anziano

con problematiche vascolari, cardiache

normalmente il paziente disidratato in 3/4 giorni riprende un grado di discreto benessere

SINTOMI SOGGETTIVI: ansia, astenia, freddezza all'estremità, palpitazioni, vertigini, sete.

SINTOMI OGGETTIVI: ipotensione, ipovolemia, secchezza di cute e mucose, variazioni

nel quadro elettrolitico

CONSEGUENZE DELLA DISIDRATAZIONE:

- un organismo che si sta disidratando risponde bloccando o comunque limitando il

meccanismo della sudorazione: una reazione di difesa che tende a risparmiare il poco

liquido ancora presente.

La mancata sudorazione può portare a problematiche di termoregolazione

- colpo di calore

- ipovolemia: diminuzione della volemia (volume totale del sangue). La circolazione del

sangue risulta alterata, provocando un affaticamento cardiaco che nei casi più gravi, può

portare ad un collasso cardiocircolatorio.

- allucinazioni, disturbi gastrointestinali ecc.

SOGGETTO A RISCHIO

- Neonati: più soggetti a gastroenteriti virali

- Anziani: < stimolo della sete. Alcuni limitano l'assunzione di liquidi per problemi legati

all'incontinanza urinaria

- Sportivi: notevole perdita di liquidi per sudorazione

REIDRATAZIONE -> ACQUA -> è IL PRINCIPALE SOLVENTE NEL QUALE

AVVENGONO LE REAZIONI METABOLICHE

ACQUA: - Tra i 4°- 10°

- leggermente frizzante

- basica (migliore per i reni)

- minerale

- con zuccheri (soluzione glucosale) e sali (preferibilmente calcio)

DIABETE diabete mellito =

sindrome

Problema planeterio in rapida espansione, fra le principali minacce alla salute pubblica

Oggi 200 milioni di persone al mondo. 2025 numero in raddoppio

PANCREAS: - insulina cellule beta

- glucagone cellule alfa

DIABETE di tipo 1

5-10%; insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas, carenza insulinica

assunta.

- insorgenza precoce

- progressiva distruzione cellule beta del pancreas

- predisposizione genetica

- fattori ambientali

- prevalentemente autoimmune

- insulino dipendente

Esordio rapido, debolezza, confusione mentale

DIABETE di tipo 2

90-95 %; riduzione della sensibilità degli organi periferici all'insulina

- esordio tardivo (in genere dopo i 40 anni)

- colpisce preferibilmente soggetti obesi

- non è provocata da deficiente produzione di insulina (insulinoresistenza)

- non è autoimmune

- non c'è riduzione cellule beta

- può andare da insulinoresistenza assoluta a relativa

Esordio lento, obesità, stanchezza, prurito vulvare


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe.15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bartolucci Cesare.

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