Identità
Identità – 1. Di persona, l’essere quello e non un altro: stabilire, provare l’identità di qualcuno, chi egli sia veramente; controllare l’identità di qualcuno, verificare che le sue generalità corrispondano veramente a quelle indicate in apposito documento (documento d’identità). 2. In psicanalisi, identità psicologica, il senso e la consapevolezza di sé come entità distinta dalle altre e continua nel tempo; 3. In sessuologia, identità sessuale, l’intima e profonda consapevolezza e convinzione che ogni individuo ha del sesso cui ritiene di appartenere; si dice anche sesso psicologico, che può, in qualche caso, non corrispondere al sesso morfologico.
Identità è un termine vago che si può applicare a molteplici situazioni. Si può parlare di identità individuale e collettiva. Più identità formano delle comunità d’appartenenza. In Italia vi è una forte identità di luogo testimoniata dagli scontri coi Paesi vicini. Avere molteplici identità è possibile, ciò non significa non averne alcuna; inoltre l'identità non è statica ma in continua evoluzione. Il mediatore non è mai una figura neutra; si mette personalmente in gioco, anche una traduzione, che non sia superficiale, comporta mettere in gioco le proprie conoscenze, idee e sentimenti. All'interno dell'identità esiste l'identità culturale, che può o meno identificarsi col luogo di nascita/residenza.
Furto d'identità
Furto d’identità: ‘“togliere”’ l’identità a qualcuno e darla a qualcun altro, avvenuto in molti Paesi anglofoni. Les enfants de la Grande Route era un’associazione svizzera che toglieva i bambini dalla strada e ne favoriva l’adozione, spesso i bambini erano strappati ai genitori e dati alle famiglie che non potevano averne (furto d’identità).
Anche il termine cultura presenta delle definizioni variegate, è un insieme complesso e organizzato di credenze e pratiche, è acquisita dall’uomo, cioè non innata, per via generazionale (dai più grandi ai più piccoli); è una configurazione dinamica e mutevole assunta da una società umana. L’idea della cultura come ‘“blocco statico”’ è da mettere in discussione, gli elementi di una cultura possono essere cambiati attraverso un apporto di modifiche da altre culture.
Nascita del pregiudizio che si trasforma in razzismo
Pregiudizio: giudizio formato prima (di conoscere). I pregiudizi possono essere caldi, ovvero positivi o freddi, cioè negativi. Se una cultura ha certe caratteristiche, non si può avere la presunzione di pensare che la propria sia migliore o di metterle in discussione.
L’identità è unica (DNA, cultura), tuttavia si possono creare false identità virtuali (sul web). In epoca fascista e poi nazista viene inventato il concetto di razza, in realtà la razza non esiste: sono stati presi 7 campioni di DNA, tra cui quello di uno scimpanzé e i ricercatori non sono riusciti a distinguerlo da quelli umani. Mussolini, assieme agli scienziati fascisti, stabilì che esisteva una razza superiore: la razza italica. Venne inventato che la razza inferiore fosse quella ebraica. A causa di queste e altre teorie furono sterminati milioni di ebrei (dietro vi erano ragioni economiche, in quanto gli ebrei erano intellettuali e ricchi).
Stereotipi e pregiudizi
Stereotipi e pregiudizi sono ampiamente diffusi e visti come ‘“impliciti e apparentemente ragionevoli”’. Il termine stereotipo indicava la riproduzione di immagini a stampa per mezzo di forme fisse, oggi sono immagini mentali che ognuno si forma. Il Mein Kampf si diffonde dal 1924, l’ascesa al potere di Hitler inizia nel 1933. In questo periodo nasce la pubblicità: ‘“Difendiamo la razza ariana!”’.
- Nordici sono il prototipo dell’umanità, al vertice della piramide razziale:
- Nordici
- Mediterranei
- Razze ‘“colorate”’: gialli, neri
- Ebrei come razza considerata ‘“a parte”’
La conferenza di Berlino (1884-1885), a cui parteciparono le maggiori potenze europee, fu l'occasione per spartirsi l'Africa, ragion per cui molti confini tra Stati africani sono lineari.
Il termine stereotipo deriva dal greco ma non ha un’origine antica (ca. 1900); la stampa in stereotipia indica la stampa a caratteri fissi. In linguistica è l’immediatezza nell’associazione di aggettivi ad alcuni sostantivi; in letteratura è legato al genere letterario: caratteristiche tipiche di un genere che lo fanno riconoscere; in psicologia sociale è la credenza, idea, pregiudizio che ci si fa su un gruppo sociale, generazionale, ecc. Lo stereotipo si incrocia, ad esempio, con le idee che una nazione ha di un’altra e viceversa. Spesso nasce da un luogo comune e, per essere tale, deve essere condiviso. Si tratta di idee radicate, tant’è che è molto difficile da mettere in discussione. La prima reazione nei confronti degli altri è spesso stereotipata.
È strettamente collegato al ‘“pensare per immagini”’, ad esempio Italia = pasta, pizza, mafia. L’imagologia è una branca degli studi delle relazioni tra culture riguardo come si sviluppano e quale ruolo hanno le immagini che ogni popolo ha di un altro partendo dalla convinzione che queste hanno una forte importanza e mettono in evidenza caratteristiche (superficiali) che vengono rese visibili dai mass media e non frutto di studi e/o esperienza. Il processo di creazione degli stereotipi parte da una realtà di fondo su cui opera l’opinione pubblica che forma un giudizio ‘“imagotipico”’. Ad esempio: ‘“tutti gli italiani sono mafiosi”’ è essenzialista, discriminatorio e manipolatore; col passare del tempo si cristallizza e diventa stereotipo. Negli ultimi tempi si è studiato come lo stereotipo abbia una doppia valenza.
Tutti agiamo secondo un processo di analogia, ovvero associamo quello che vediamo a qualcosa di già visto. È errato applicare stereotipo come giudizi morali o collettivi. Erodoto già trasmetteva stereotipi che i Greci avevano su altri popoli, ad esempio l’Egitto, oppure la descrizione della Germania da parte di Tacito, o ciò che Marco Polo diceva sull’Oriente. Ogni popolo ha la propria ‘“essenza”’, ‘“spirito”’; nella creazione della propria identità di popolo ci si confronta con le identità altrui (nazionali). Attraverso l’unione di immagini, sono state inventate le cosiddette ‘“comunità immaginate”’. ‘“La tavola dei popoli”’ Vulkertafel classificava i popoli da Occidente verso Oriente, dalla Spagna alla Turchia per mezzo di caratteristiche quali: vizio, abbigliamento, virtù, ambiente, religiosità, divertimento, ecc. Era uno strumento pratico nel 1700, più si va verso Oriente, più le caratteristiche sono negative.
Modalità di rapportarsi all’altro
- Mania, infatuazione, ad esempio il sogno americano
- Fobia, la paura di ciò che viene da un’altra parte
- Filia, un rapporto di rispetto e confronto su un piano paritario rispetto alla propria nazione, supera lo stereotipo
In Italia, il doppiaggio nasce in epoca fascista; vengono eliminati i riferimenti alla cultura americana e non italiana in generale e tradotti i nomi di persone, città, ecc. Nel 1939 fu realizzato il primo doppiaggio, quello di Via col vento, è particolarmente significativa la figura della Mami di colore. Al 1800 risalgono le esposizioni universali e gli zoo umani: venivano portati degli uomini, ad esempio africani, e tenuti in esposizione dietro delle grate. A Parigi vi erano i Jardins d’acclimatation.
Iconografia, immagini, arte moderna
Sin dai graffiti, questi testimoniano la volontà di lasciare delle tracce. La borghesia era l’unica classe sociale con la possibilità di acquistare dei dipinti (olio su tela).
Iconografia e iconologia
L’iconografia è la branca della storia dell’arte che descrive, classifica, interpreta e cerca fonti documentarie utili a ricostruire eventi storici, usanze, ecc. L’iconologia è la descrizione, l’interpretazione di immagini, simboli e figure allegoriche che compaiono nell’arte.
1863 – Thomas J. Baker, The Secret of England’s Greatness (Victoria presenting a Bible in the Audience Chamber at Windsor), Victoria, in quanto imperatrice delle Indie, ‘“consegna”’ civilizzazione e religione agli Indiani. Imposizione della cultura. Ca. 1800 – Marie-Guillemine Benoist, Portait d’une négresse, rappresenta una donna di colore per nulla gioiosa. 1843 – Eugène Delacroix, Femmes d’Algers dans leur Appartement, un ‘“harem”’ in Algeria, colonia francese; sorta di bordello. Le donne risultano tutte enigmatiche. Assia Djebar ha scritto un libro ‘“Donne di Algeri nei loro appartamenti”’ contro l’idea che si ha delle donne orientali-algerine, questo testo manifesta indignazione e voglia di riscatto. Ben Okri, africano che vive a Londra, mostra indignazione su quello che vede nel museo etnografico sull’Africa: è troppo riduttivo.
1955 – Pablo Picasso, Donne d’Algeri nei loro appartamenti, al quadro di Delacroix viene aggiunta la scomposizione cubista. 1907 – Pablo Picasso, Les demoiselles d’Avignon, raffigura maschere africane, nasce il Cubismo. 1935 – Pablo Picasso, La bambina e il Minotauro, mostra i rapporti di forza.
Saggio di Ben Okri ‘“Tra le pietre mute”’ riguardo le menzogne sull’Africa. ‘“La via della fame”’ spirito bambino in attesa della rinascita. ‘“L’Italia porta gioia e civiltà ovunque”’ copertina di un quaderno. Margherita Sarfatti era la ghostwriter del Duce. ‘“Amore negro”’ era un libro proibito di Maria Assunta Negri. Un altro mezzo di diffusione delle idee erano i fumetti (nati negli USA). Ad esempio, ‘“Hogan’s Alley”’ riprende trame, personaggi e stereotipi tipici della tradizione anglo-americana. 1928 – fumetto Lyman Young, Tim Tyler’s Luck (Cino e Franco) hanno sempre a che fare con indigeni assetati di sangue, si ritrovano spesso in difficoltà, ma hanno sempre la meglio. 1937 – nasce il fumetto di Tarzan. Tintin è pubblicato sui giornali di destra. 1960 – Hugo Pratt, rivoluziona e rivisita il fumetto e crea il personaggio Corto Maltese 1719 – ‘“Robinson Crusoe”’, romanzo razzista d’avventura.
Immagini e pubblicità
Stereotipo: stereòs, rigida + topos, impronta. 1922 – Walter Lipmann sostiene che ci adattiamo allo stereotipo e ci sentiamo a nostro agio in esso. Il processo di stereotipizzazione presenta tre tappe:
- Differenza-disuguaglianza
- Delegittimazione
- Categorizzazione sociale
Per essere tale, uno stereotipo deve essere condiviso, il soggetto in questione viene categorizzato; la sua stereotipizzazione sminuisce la sua identità particolare. L’attribuzione di alcuni tratti a un gruppo etnico è influenzata dall’immagine che ne danno i mezzi di comunicazione di massa. Ad esempio, nel 1939, a seguito del doppiaggio di ‘“Via col vento”’, la figura della serva di colore ‘“Mami”’ viene assunta come modello della persona di colore: ignorante e tendente al ridicolo.
Vi sono tre tipologie di stereotipo:
- Di genere: uomo o donna
- Etnico-razziale
- Nazionale
Es. pubblicitari, bambina bianca a un bambino nero ‘“Why doesn’t your mamma wash you with fairy soap?”’ ‘“Cecil Rhodes”’, il Colosso di Rodi coi piedi sull’Africa, dominazione inglese.
Mito di ‘“Sbiancare l’etiope”’. Luciano ‘“Sbiancare un etiope è un processo inutile”’; Erasmo da Rottedam ‘“Probabilmente la massima viene da una favola di Esòpo, un etiope viene lavato tante volte da farlo ammalare e comunque rimasto di colore”’. Vista l’impossibilità di sbiancare un etiope, e quindi di farlo diventare come i bianchi, l’etiope è inferiore. ‘“Labour in vain”’ (washing Ethiopian) nome di vari pub inglesi. Questa è la civiltà del sapone: Pears’ and Co: ‘“Il nostro prodotto è in grado di sbiancare un etiope”’ - 1807.
Disney – ‘“Los tres caballeros”’: non si voleva che l’America Latina si schierasse con Germania e Italia (1944).
Codici non verbali – L'importanza del lavoro di un traduttore-mediatore
Es. Mr Bean – exam Traduttore → testo scritto → codice verbale → tipo testuale (com’è organizzata la lingua). Deve sapere quando nasce un determinato testo, conoscere il contesto culturale, diacronico e sincronico. Interprete → orale. Deve conoscere il contesto generale e situazionale, l’evento, interpretare appunto il codice verbale e non verbale, culturale.
Valori culturali di fondo
- Spazio e tempo
- Pubblico/privato
- Gerarchia, status, rispetto
- Famiglia – anche in senso allargato
- Onestà, lealtà, fair play
- Mondo metaforico
Codici non verbali
- Espressioni, gesti, odori, rumori corporei
- Distanza tra i corpi, vestiti e status symbol, oggetti
Codici verbali
- Suono
- Scelta delle parole
- Problemi grammaticali
- Struttura del testo
- Aspetto socio-pragmatico
Eventi comunicativi
- Cocktail e pranzo
- Telefonata
- Lavoro di gruppo
- Discorso in pubblico
- Trattativa
Modello di comunicazione interculturale:
- Software mentale: fattori culturali che influenzano la comunicazione (competenza)
- Software di comunicazione: tutti i codici, i linguaggi sia verbali che non verbali (competenza)
- Di contesto: regola lo svolgimento di un evento comunicativo (performance)
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Mediazione
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Appunti Mediazione
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Diritto dell'arbitrato e della mediazione
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Appunti terza parte corso Arte e mediazione museale