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La sindrome di Butterfly

In una sequenza del film The World of Suzie Wong (Richard Quine) nel 1960, Suzie, una prostituta

di un bordello di Hong Kong, viene picchiata da un marinaio e corre a rifugiarsi da Robert Lomax,

un pittore americano, interessato a lei, che cerca di aiutarla. In una scena del film, in cui la

protagonista chiede a Robert di dire che era stato lui a picchiarla, è possibile vedere la visione

orientalista (la sindrome di Butterfly), una tendenza espressiva che nel cinema, in televisione e al

teatro avvelena con cliché sessisti e razzisti la rappresentazione dell’Oriental woman.

Asian americans and american film

L’Asia è il continente più esteso del pianeta ed ospita centinaia di differenti comunità culturali, ma i

“ridotti” “orientali”.

film americani li hanno a personaggi stereotipati, in personaggi Il più comune

di questi era qualcuno con un comportamento ambiguo, un inglese parlato male e, soprattutto, con

gli occhi stretti che suggerivano un animo diabolico. Questo era lo stereotipo Orientale, un classico

nei film di Hollywood. I personaggi asiatici erano spesso personaggi secondari o, al massimo,

cattivi (qualche volta anche detective). Molto raramente attori asiatici riuscivano ad ottenere un

ruolo principale, perché in questo caso venivano scritturati attori bianchi per la parte; la tradizione

“yellow

della face” (trucco per farli sembrare asiatici, ma grottesco) rimase in voga dal 1960 al

1970. Il termine Orientalismo si riferisce al modo in cui gli europei e le altre culture occidentali

immaginano l’idea dell’Asia; è una teoria di come la cultura di europei e occidentali abbia definito

sé stessa, creando un’immagine dell’Oriente. Un’immagine ben precisa di come era visto è

incapsulata nell’opera Madame Butterfly. La parola Orientale porta con sé degli aspetti negativi e

molti asiatici la trovano offensiva, la parole Asiatico è preferita, ma anche questa (insieme a

Asiatico Americano) è potenzialmente riduttiva, poiché ogni nazione del continente ha le sue

specificità. Gli asiatici erano piuttosto sconosciuti in America fino alla seconda metà del

diciannovesimo secolo, quando l’espansionismo dei Western ha permesso agli americani di venire a

contatto con questa cultura. L’immigrazione asiatica ha comportato molti pregiudizi e

discriminazione (“yellow race”): c’erano leggi specifiche che non approvavano l’immigrazione

asiatica o che legislavano quali tipi di lavoro potevano fare in America. Molti di loro andarono a

“Chinatowns”,

vivere nelle cosiddette dei ghetti urbani; alcuni di loro, a causa di queste restrizioni,

si diedero alla criminalità e nacquero così delle gang criminali e tra queste gang (1910-1930) ci

furono degli scontri per il controllo dei traffici illeciti e ben presto Hollywood iniziò a rappresentare

nei propri film questa situazione. Nei film americani c’era un altro tema spesso affrontato: le

“razze”

relazione tra due diverse finiscono sempre in disastro. Una star asiatica del cinema muto fu

l’attore giapponese Sessue Hayakawa, che divenne un simbolo di romanticismo, interpretando

spesso principi o altri tipo di nobiluomini esotici. Iniziò poi a produrre i propri film quando si

stancò degli stereotipi di Hollywood. Il cinema di Hollywood marginalizzò i problemi, i personaggi

e gli attori Asiatici Americani semplicemente ignorando la loro esistenza. Il Codice di Produzione

proibiva non solo le scene di sesso e violenza, ma anche i riferimenti alla politica nazionale o

globale. L’Asia e la sua popolazione erano viste come esotici colori locali. Le due immagini

principali degli Asiatici nei classici di Hollywood sono Charlie Chan e Dr Fu Manchu, entrambi

rappresentanti dello stereotipo dell’imperscrutabile Orientale, potenzialmente inaffidabile per via

del suo misterioso atteggiamento. Charlie Chan era un detective Cinese Americano e membro della

polizia di Honolulu e venne creato dal misterioso scrittore Earl Derr Biggers e apparve per la prima

volta nel 1926, ma non venne mai interpretato da un attore asiatico, ogni attore doveva indossare

“yellowface”

una per sembrare cinesi. Questo personaggio è stato spesso criticato poiché è

diventato velocemente uno stereotipo, oltre al fatto che chi lo interpretava era poco credibile come

“cattivo”

asiatico. L’opposto di Charlie Chan era il Dr Fu Manchu, il stereotipato, creato da

“yellow

Englishman Sax Rohmer e anche lui interpretato da attori bianchi con la face”. Questi

personaggi divennero così popolari che il tipo di personaggio venne approfondito da altri registi.

L’immagine più frequente della donna asiatica nel mondo di Hollywood era quello della Dragon

Lady, generalmente una spia o una super criminale (Anna May Wong divenne piuttosto famosa per

averla interpretata, ma presto, frustrata dal trattamento degli asiatici a Hollywood, andò all’estero

per fare film). L’attacco a sorpresa del 7 Dicembre 1941 a Pearl Harbor, portò gli USA nella

seconda guerra mondiale. Hollywood lavorò con le agenzia federali per produrre propaganda e per

drammatizzare il conflitto internazionale, molti di essi rappresentarono i soldati giapponesi come

cattivi assetati di sangue e per rappresentarli nel cinema di guerra usarono lo stereotipo

dell’orientale impassibile. In altri film, invece, iniziarono a distinguere gli asiatici a seconda della

loro nazionalità e, sebbene rimanessero stereotipati, lo erano in modo positivo. Dopo la Rivoluzione

Comunista in Cina (1949) gli USA si avvicinarono al Giappone e nelle due decadi successive si

dedicarono a contrastare le possibilità di nascita del comunismo nelle terre asiatiche, a partire dalla

Korea. Negli anni 50, poi, le leggi contro il matrimonio interraziale tra asiatici e caucasici venne

abrogata dalla corte americana e questi tipi di relazione divenne ancora più comuni. La

rappresentazione di queste relazioni nei film era tollerata dagli americani, in quanto solitamente si

concentravano sul forte uomo bianco e sulla sua adoratrice donna asiatica. Negli anni 60 la lotta al

comunismo passò dalla Cina e dalla Korea, alla guerra in Vietnam, ma i film evitarono l’argomento.

Solo in seguito si iniziò a parlare dell’argomento al cinema, ma solamente dal punto di vista

dell’impatto che ha avuto sugli USA. Negli anni 70 iniziarono a diffondersi i film sul kung fu e la

figura più famosa che ne emerse fu quella dell’attore ed esperto di arti marziali (Cinese Americano)

Bruce Lee, che morì molto giovane (32 anni) per emorragia cerebrale al picco massimo della sua

popolarità e questo lo portò a stabilirsi come figura di culto internazionale (destino simile a quello

del figlio, Brandon Lee). Molte volte nei film sul kung fu i personaggi bianchi interpretavano il

ruolo di cattivi e razzisti e il pubblico si schierava dalla parte dell’eroe asiatico espero di arti

marziali. Nonostante questo, questi film non parlavano troppo esplicitamente di politica e

rimanevano ricchi di stereotipi, e la maggior parte era girata da uomini bianchi. Nella metà degli

anni 70 i film sul kung fu avevano raggiungo alti livelli di popolarità e Hollywood rilasciò un film

più gentile e tranquillo sulle arti marziali, nel 1984, The Karate Kid. Gli stereotipi, nonostante il

periodo di tolleranza e sensibilità per l’argomento, rimasero persistenti nei film Hollywoodiani. Gli

asiatici americani sono tuttora scritturati per ruoli secondari, spesso stereotipati, magari anche in tv

shows multiculturali. In più ad Hollywood stanno scritturando più asiatici che asiatici americani. Al

giorno d’oggi è aumentato l’interesse per i film creati in Asia, come, per esempio, quelli di

animazione (es. anime etc). Mentre gli americani sembrano interessati alla cultura asiatica, i film

che parlino di quella asiatica-americana ancora non riescono a trovare il loro posto nella cultura del

cinema commerciale. Tuttora le storie della cultura asiatica-americana sono quasi emarginate nel

mondo del cinema americano. IDENTITA’-IDENTIFICAZIONI

 Ognuno di noi costituisce un complesso identitario.

 Le IDENTIFICAZIONI si costituiscono entro un sistema di relazioni (famiglia/vilaggio/regione/città).

 Ci si identifica in una rete di appartenenze o nell’appartenenza mitica che ci rimanda a un qualsiasi tipo di comunità

 Nessuno appartiene ad una sola comunità per sempre, infatti la nostra identità individuale è in continua mutazione.

 MOLTEPLICITA’ DI IDENTITA’ = la nostra identità individuale è il frutto della compresenza di più identità.

 Il termine IDENTITA’ si può applicare ad una serie di questioni differenti.

 IDENTITA’ INDIVIDUALE / COLLETTIVA / CULTURALE/ DI GENERE / GENERAZIONALE / POLITICA / RELIGIOSA /

CALCISTICA.

PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE E IDENTITA’ NAZIONALE.

 –

IDENTITA’ VARIABILE / PLURALE / MULTIDIMENSIONALE / NON RIDUCIBILE ALLA SOLA IDENTITA’ ETNICA

RELIGIOSA NAZIONALE

 –

FENOMENO: RELAZIONALE DINAMICO (si dovrebbe parlare di processi di strategie identitarie).

 DEVEREUX → p o esso pe so ale di ide tifi azio e = sfo zo i essa te di p ese va e il p op io esse e.

 LAVORO INDIVIDUALE SULL’IDENTITA’ = SINTESI DELL’IO.

Si rinfrange i un immaginario comunitario, producendo un’identificazione FITTIZIA e ALTALENANTE con un

o riferimento collettivo mobile (maggioritario/minoritario, alienante/precario).

Si inscrive a rapporti sociali ineguali.

o Risponde ad assegnazioni svalorizzanti e a situazione di ripulsa, oppure si lega al complesso di superiorità

o nazionale.

 DOMINANTE DI IDENTIFICAZIONE → p ivilegia la p op ietà dell’identità

SUPERIORITA’ NAZIONALE = MODALITA’

nazionale, negandola agli altri e facendo di essi un oggetto di etnicizzazione squalificante.

 PIANO POLITICO/ IDEOLOGICO, problema fondamentale dell’identità nazionale, o meglio del monopolio dell’identità

nazionale, considerata PRIMARIA e SUPERIORE.

 = PRIVILEGIO DI NASCITA →le o igi i so o fo da e tali, pe e te popolazio i di

NAZIONALITA’ origine

immigrata , il marchio della differenza si ritiene passi di generazione in generazione.

 UNIONE EUROPEA → diffe e ze t a nazionali di essa e gli extra-comunitari , coloro che non sono europei di

origine.

LE CARTE DI IDENTITA’ NAZIONALE: L’ESEMPIO FRANCESE.

 = RECENTI →

DOCUMENTI DI IDENTITA’ sono comparsi durante la WWI per verificare l’identità degli stranieri, che

pote ze st a ie e spio aggio → ti o di go a sui do u e ti he i di ava la dizio e

potevano essere agenti di

lavoratore straniero .

 FRANCIA: →NASCITA CONTROLLO POLIZIESCO →

D’IDENTITA’ PER GLI STRANIERI LIBRETTO ANTROPOMETRICO

o → vi e a o des itte tutte le isu azio i a e allo

PER I NOMADI scientismo razziale dell’epoca (RAZZISMO e

SCIENTISMO e a o pa te delle p ati he di o t ollo delle popolazio i → CONTROLLO PRINCIPALE = PERMESSO

DI SOGGIORNO e LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE (per gli altri stranieri bastava una dichiarazione di residenza

rilasciata dal comune, necessaria per lavorare).

→ p i a egola e tazio e he i po e u a a ta d’identità →gli st a ie i

ai lavoratori stranieri e

boches)

o i nemici interni (stranieri residenti in Francia) erano sottoposti al controllo poliziesco.

→ tutti gli st a ie i doveva o di hia a e la p op ia p ese za alla polizia lo ale e uelli appa te e ti a

o potenze nemiche venivano rinchiusi in campi di concentramento (regolamento della III Repubblica).

 DOPO la WWI iniziano ad apparire carte d’identità nazionali, PRIMA l’identità era dichiarata mediante la tessera

ferroviaria e per gli uomini anche attraverso il libretto militare (per le donne era difficile provare la loro identità).

 DOPO WWII inizia la psicosi dei documenti e del permesso di soggiorno e si inizia a vivere nella loro ossessione.

 STATO → de eta uali so o i → o esisto o di itti

nazionali e quali gli stranieri dell’uomo, ma diritti elargiti a

discrezione dello Stato Nazionale e dunque diversi a seconda se si è nazionali o meno.

L’IDENTIFICAZIONE ALTERNATIVA: NAZIONALI/STRANIERI

 Quando si distinguono i NAZIONALI, si attribuiscono agli altri denominazioni etniche, che evidenziano la loro

differenza.

 L’opposizione tra nazionali e stranieri è collocabile tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900.

PRIMA → STRANIERI = ALTRI i ge e ale = olo o he p ove iva o da u paese vi i o o po o o os iuto

o (identità non definita in base alla separazione tra nazionali e stranieri).

 I azio ali NON posso o s ive e la lo o sto ia azio ale → i uo i sto i i devo o esse e A-NAZIONALI / A-

NAZIONALISTI (devono rimanere estranei alla prospettiva nazionalista .

 a e i a o → spiega he i FRANCESI so o dive tati

EUGEN WEBER (storico francesi dopo il XIX SECOLO, quando si

generalizza e diviene di massa l’identificazione in quanto nazionali.

PRIMA → i sindacati e i partiti volevano LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE e i lavoratori stranieri NON erano soggetti a

o limitazioni.

FINE → si evolve il o etto di CLANDESTINITA’→ dal lavo o la desti o alla atego ia di la desti o.

o → MILLERAND i ist o del lavo o so ialista → LEGISLAZIONE CHE LIMITA L’ASSUNZIONE DI

o LAVORATORI STRANIERI IN CONTRATTI RIGUARDANTI SETTORI PUBBLICI.

SUCCESSIVAMENTE a he il ovi e to ope aio si o ve ti à al PROTEZIONISMO → MOVIMENTO SINDACALE :

o 1. Appoggia le differenziazioni tra nazionali e stranieri.

2. Non difende la libera circolazione.

3. Vuole limitare l’ingresso ai lavoratori stranieri.

→ CGT → pe sava solo ai lavo ato i f a esi pe ò ette a p ofitto l’adesione degli stranieri e dei

o lavoratori immigrati (per incrementare le file del sindacato e del movimento comunista).

DOPO → i o i ia la de a azio e tra nazionali e stranieri.

o

 RAFFORZAMENTO DIFFERENZIAZIONE TRA NAZIONALI E STRANIERI → o i ovi e ti di li e azio e e i dipe de za

dei Paesi coloniali (nuove ondate di immigrazione provenienti da Paesi di ex-colonie).

/ → FRANCIA → URBANIZZAZIONE → o e to delle i ig azio i i te azio ali → gli i ig ati

o fornivano manodopera che veniva chiamata manodopera immigrata o manodopera di lavoratori stranieri

PRIMA → paese u ale.

 NAZIONALE → CONTEMPORANEO.

TRIONFO IDENTITA’

 Quando vi è una certa parità tra nazionali e stranieri si verifica un razzismo più attivo.

 La proprietà nazionale si permette di dire NOI e ci permette di pretendere che i diritti siano riservati a NOI

NAZIONALI.

 PRIVILEGI NAZIONALI = PRIVILEGI DI NASCITA.

LE IDENTIFICAZIONI ETNICHE IN FRANCIA.

 IDENTIFICARE QUALCUNO PE RLA SUA NAZIONALITA’ = VALORIZZARLO (lo colloca ugualmente con noi nazionali).

 FRANCIA:

TEDESCHI e ITALIANI = considerati alla pari dei francesi.

o PORTOGHESI = popolazione straniera più numerosa, ma considerati alla pari dei francesi (non sono visti

o secondo una pre-percezione da pregiudizio, il che abolisce la differenza).

MAGHREBINI = minoranza soggetta ad attacchi razzisti, diversi perché non europei e vengono etnicizzati

o he va ia ili, a o u ue svalo izza ti → soggetti ad a use

mediante appellativi etnici (designazioni etni

auto ati he te do o a deli ue e, osta o a o ai o t i ue ti f a esi, e … , ta t’è che esistevano le

Brigate Nordafricane .

ARABI → MUSULMANI →i dividuati a p i a vista, o e se la eligione fosse visibile.

o

 DA PREGIUDIZIO → pe ezio e he ea ste eotipi

PRE-PERCEZIONE

FORMA DI ETNOCENTRISMO che pone al centro l’identità nazionale.

o IL POPOLO DEL BLUES

INTRODUZIONE

Il nero come schiavo e il nero come americano sono due cose diverse. L’autore vuole descrivere il cammino

dello schiavo per arrivare alla cittadinanza attraverso la musica a lui più legata: blues (e di conseguenza

anche il jazz). Il blues ha avuto un certo peso per gli schiavi .

 

1961 PUNTO DI PARTENZA STORICO DATA DI IMPORTAZIONE DI NERI IN AMERICA

=

ORIGINE DEL BLUES ATTO DI NASCITA DEI NERI AMERICANI

IL NERO COME NON AMERICANO: ALCUNI ANTEFATTI

 Quando i neri arrivarono in America erano africani

 

Venivano venduti in schiavitù aspetto più crudele = essere condotti in un paese con un tipo di

cultura e società che era in antitesi con la loro concezione di vita sulla Terra.

 Agli africani non era concessa l’appartenenza al genere umano

 Fra padrone e schiavo non c’era comunicazione su alcun piano umano, ma la relazione che si può avere

con un pezzo di proprietà schiavo fisicamente diverso dal padrone e parlava una lingua

completamente diversa

 Lo schiavo non aveva alcuna possibilità di carattere intellettuale

 Fine dell’africano in America = fornire lavoro agricolo a buon mercato

 L’africano poteva essere affrancato, ma rimaneva sempre separato dalla società, veniva comunque

considerato un ex-schiavo

 La maggior parte degli atteggiamenti, delle tradizioni e delle caratteristiche culturali del nero

americano si ricollegano direttamente o indirettamente all’Africa

 Gli africani si ritrovarono costretti in un mondo completamente alieno, dove nessun riferimento o

forma culturale collegati ad atteggiamenti umani a loro familiari era disponibile

 

Le culture africane e il peso della cultura incrociata hanno prodotto il nero americano nuova razza

 Oggi, la società americana vede molti discendenti degli schiavi negare ogni rapporto con la cultura

originaria (tentativo di assimilazione completa con la cultura americana)

IL NERO COME PROPRIET À

 Di tutti i popoli che formano la popolazione degli Stati Uniti, i neri sono gli unici discendenti di gente

che non era venuta volontariamente in America gli africani furono portati in questo paese in ceppi

 I neri che nel 1865 furono formalmente affrancati dalla schiavitù non erano più africani, ma americani

 I primi africani nati in America conoscevano l’Africa solo attraverso racconti dei loro parenti più anziani

 I bambini venivano separati dai loro genitori africani perché avevano una buona quotazione sul

mercato (le mamme se ne sbarazzavano per non fargli provare l’orrore della schiavitù)

 

Nel Nuovo Mondo vi sono esempi di tradizioni africane intatte Africanesimo ancora parte della vita

dei neri del Nuovo Mondo

SCHIAVI AFRICANI, SCHIAVI AMERICANI: LA LORO MUSICA

 

= =

BLUES PADRE LEGITTIMO DEL JAZZ MUSICA INDIGENA AMERICANA PRODOTTO NERO IN AMERICA

 

Precedenti del Blues = canti di lavoro afroamericani/neroamericani origine musicale nell’Africa

Occidentale (come musica religiosa nera)

 In condizioni di schiavitù un canto di lavoro si può sviluppare più rapidamente rispetto a qualsiasi altro

canto

 La musica nata dopo la schiavitù africana negli Stati Uniti era la più ricca di africanismi e la più estranea

all’Africa MUSICA DELLA SECONDA GENERAZIONE DI SCHIAVI

 Fino al Diciannovesimo secolo si potevano udire e vedere autentici canti e danze africani nella parte più

meridionale degli Stati Uniti

 Il canto di lavoro assunse una fisionomia precisa

 I padroni bianchi proibirono ogni riferimento agli dei e alle religioni africane, ma lo schiavo continuava a

cantilenare i suoi canti nativi anche se erano proibiti questi canti si modificarono in forme non

proibite

 difficile determinare dopo quanto tempo dovettero stare gli schiavi in America prima che i canti

È 

africani del lavoro cominciassero ad assumere riferimenti extrafricani =

PRIME MODIFICAZIONI AGGIUNTA

(con il passare del tempo neppure i neri capirono più l’africano)

DI PAROLE STRANIERE

 ’

,

LA LINGUA LE TRADIZIONI E LA MUSICA AFRICANE FURONO TRASFORMATE DALL ESPERIENZA AMERICANA IN UNA FORMA

INDIGENA AMERICANA

 

Maggiore sopravvivenza musica africana nei ritmi uso di effetti ritmici polifonici e contrappuntistici

la ragione che indusse lo sviluppo delle qualità ritmiche può essere fatta risalire all’uso dei tamburi a

fini di comunicazione

 Diversità melodica musica africana deriva dall’interpretazione del cantante tecniche vocali dei canti

di lavoro e dei blues derivanti dalla tradizione musicale dell’Africa occidentale

 

Tecnica del canto antifonale la prima voce canta un tema, il coro poi le risponde

 

Improvvisazione la natura dei primi canti di lavoro ci suggerisce che essi erano improvvisati

 Uso di racconti della tradizione popolare nel testo dei canti anche quando non accompagnati da musica

= principale strumento educativo

 Musica africana diversa da quella occidentale perché si tratta di musica funzionale ( musica seria =

mai stata parte integrante della vita degli occidentali)

 

Il concetto occidentale di bellezza non può essere ricondotto alla musica africana il concetto

occidentale di musicalmente educata è estraneo alla musica africana e afroamericana

MUSICA E RELIGIONE AFROCRISTIANA

 Il cristianesimo fu adottato dai neri, prima dei grandi tentativi di conversione operati da missionari e

evangelizzatori.

 Avvicinamento al cristianesimo perché le religioni africane erano proibite e gli africani nutrivano

rispetto per le divinità dei conquistatori

 Cristianesimo attraente per lo schiavo perché era qualcosa che faceva l’uomo bianco che anche lui

poteva fare.

 Chiese nere episcopali e presbiteriane del Nord fondate da neri liberati

 Primi tentativi degli schiavi di abbracciare il Cristo bianco scoraggiati perché il credo dei teologi cristiani

riteneva gli africani delle bestie i bianchi pensavano che dato il cristianesimo agli africani, non

potevano esserci più reali giustificazioni per schiavizzarli

 

Inizi Diciannovesimo secolo tentativo di convertire gli schiavi per proteste di quaccheri e altri gruppi

religiosi

 

Schiavi interessati più agli evangelisti e ai battisti questi ultimi permisero ai neri di partecipare alle

funzioni e cominciarono a nominare ministri e diaconi neri

 Il cristianesimo iniziò ad essere utilizzato come un codice di condotta per i neri.

 Prime chiese cristiane nere/case di preghiera = punti focali della vita sociale nera (luoghi in cui i neri

potevano esprimersi liberamente)

 

Musica afrocristiana melodica e musicale si sviluppò sui modelli europei e americani, mutandone

degli aspetti superficiali fu una creazione originale

Altri lati del Mondo

Sottolineare la radicale opposizione e ribellione a quell’ordine estetico che le accademie occidentali

avevano istituito a paragone supremo dei secoli XVII/XVIII/XIX, definendo un sistema del Bello

pesantemente influenzato (dopo il 1661) dalle regole dell’Accademia delle Belle Arti pirigina che

aveva stabilito dei confini eurocentrici, codificati e invalicabili, respingendo ogni forma d’arte che

differisse da essi. (Nella prima metà dell’800) La scoperta di altri popoli e culture da parte di

un’Europa in perpetua ricerca di terre, era in corso già da secoli. Ma i primi pittori moderni

‘scoperte’ “fonte

d’Europa percepirono la portata di arti da loro come di confronto e ispirazione”

‘scoperta’

soltanto al momento in cui si definiva la rottura polemica con l’Accademia. La dei primi

pittori moderni era avvenuta attraverso molteplici canali, la documentazione storica è

impressionante. Oltre ai viaggi, ai resoconti di essi e al crescente agitarsi di mercanti e collezionisti,

in Occidente ebbero un grande effetto divulgativo le Esposizioni Universali che dal 1851 alla prima

metà del 900 si inaugurarono nelle principali città. In queste fiere si mostravano come trofei i

reperti delle spedizioni e delle conquiste, si celebrava in realtà la supremazia coloniare sebbene poi,

il Nazismo, porrà fine a mostre di arti ritenute responsabili della degenerazione dell’arte moderna.

‘primitive’

Le arti delle società dette allora non trovarono subito una collocazione precisa. Nel

corso del XIX secolo si erano costituite dunque alcune nuove discipline:l’etnografia, l’etnologia,

l’antropologia: esse avevano il compito di descrivere, comparare, interpretare, studiare le arti e le

“popolazioni

tradizioni di quei popoli ancora recentemente chiamati a livello etnologico”. Il

compito dell’etnografo non è soltanto arduo, ma presuppone formazione interdisciplinare e cultura,

giudizio e obiettività. Nel 1966 l’etnologia e l’etnografia hanno lasciato il passo a una antropologia

culturale. Al termine di etnologia religiosa fa eco un altro termine, etnostoria, coniato per occuparsi

‘senza

di quei popoli o gruppi umani considerati storia’. L’ambiguità di questo termine ha permesso

un distanziamento psicologico necessario come alibi per procedere a genocidi, rapine e

deportazioni. Si iniziò, poi, a costruire musei e dipartimenti etnografici e antropologici, alcuni di

essi assomigliavano alle sale delle Esposizioni Coloniali. Già agli inizi del secolo, antropologi come

Franz Boas, capostipite della scuola americana di antropologia culturale, dovettero constatare

quanto elaborata fosse la produzione letteraria, musicale ed artistica di culture reputate primitive.

Etnologi e Antropologi avevano dovuto constatare l’esistenza, presso culture considerate più

elementari, di complesse strutture simboliche, cosmologiche e linguistiche, nonché un altro livello

“il

di perfezione tecnica e iconografica. Claude Lévi-Strauss in Regarder, Ecouter, Lire scrisse

processo mentale umano umano è ovunque lo stesso, senza distinzione di razza e di cultura e ogni

fenomeno culturale è il risultato di circostanze o avvenimenti, storici”.Boas definiva così la

tendenza culturalista e storicista dell’antropologia americana. In atto c’era una polemica tra la

visione dell’Occidente da parte dell’Oriente e viceversa. Il nodo della questione, secondo Arnold

Toynbee, risiede nel fatto che la cultura del più forte diventa veicolo di violenza nel processo stesso

‘scoprendo’

dell’incontro. Nelle metropoli europee, e celebrando il valore artistico delle arti non

europee, gli artisti moderni rappresentavano, forse, la cattiva coscienza della cultura occidentale.

Come se il violento confronto in corso già da secoli provocasse infine negli artisti la

consapevolezza di una segreta e universale rivincita. Il rispecchiamento estetico sublimava la

violenza dello shock culturale. I pittori moderni mostrarono le proprie opere assieme a quelli di

“primitive”,

artisti tradizionali delle società dette mettendone in risalto il valore plastico con nuovi e

arditi criteri di allestimento; attinsero a piene mani, e con ostentata ammirazione, a un ricco mondo

di forme plastiche e significati simbolici e questo entusiasmo animò anche poeti, scrittori, ballerini

etc. (elaborazione sincretismo estetico). Sarebbe errato però dire che gli artisti moderni occidentali

della prima metà del secolo abbiano realmente capito e conosciuto le arti e le culture che andavano

‘primitive’

scoprendo; contribuirono tuttavia a riscattare le opere di numerose culture considerate e

a collocarle nel campo dell’arte. Gli artisti della prima metà di questo secolo potrebbero essere

accusati di avere in qualche modo accomunato indiscriminatamente tecniche, funzioni, epoche,

culture etc in una retorica del primitivismo che ha contribuito a rafforzare vecchi pregiudizi e nuovi

“La

esoterismi. La cultura africana, per esempio, è rimasta imprigionata in una visione primitivista.

crisi dell’arte moderna europea non sembra toccare l’ambiente italiano. Passeranno alcuni anni

‘scoperta’ ‘negra’.

prima che si prenda coscienza del significato della rivoluzionaria dell’arte Il

clima culturale italiano negli anni successivi non è favorevole alla diffusione dell’interesse per le

arti extra-europee” (Ezio Bassani). Alla Mostra di Venezia del 1922 venivano esposte 33 sculture

africane, ma essa ricevette un’accoglienza distratta, sbrigativa e irridente. L’Italia si era chiusa. I

“primitivi

Futuristi, d'altronde, poiché si consideravano loro stessi i di una sensibilità

completamente nuova” non erano stati inclini a cercare genealogie storiche di alcun genere. Perilli,

però, sosteneva la necessità di riaprirsi alla cultura europea. Il ritardo storico dell’Italia nel dibattito

sulle arti del mondo è un dato di fatto che oggi pesa sulla nostra situazione culturale. Le

inquietudini in Italia potrebbero condurre alla consapevolezza necessaria per affrontare i mutamenti

del nuovo millennio o potrebbero anche essere travestimento di vecchie concezioni, violenze e

fobie. Il distanziamento psicologico e la banalizzazione riduttiva che essi permettono sono forse

rivelatori di un conflitto psicologico non risolto (classificazione razziale): definire l’origine altrui,

non la propria. La familiarità che nasce tra l’etnologo e la cultura visitata conduce a una modifica

della terminologia usata. Lo sviluppo, poi, delle tecniche audio-visive ha imposto un tipo di

percezione che i musei non possono ignorare: tanto ottimismo sul ruolo dell’illustrazione

fotografica deve essere tuttavia ridimensionato quando l’immagine riproduce gli esseri piuttosto che

le cose. L’analisi critica del materiale mostrerebbe le tappe storiche di una ideologia dello sguardo

occidentale. L’invasione della riproduzione ha anche portato a una graduale perdita dell’oggetto, a

“partecipazione

una senza appartenenza e senza coinvolgimento” (Jacques Derrida). Questa nuova

“la

fase del confronto: cancellazione delle distanze” (Toynbee, 1952) e la collisione tra civiltà

diverse che vivono una simile sindrome dell’incontro, serviranno a salvaguardare un entroterra

d’intesa e convivenza. La questione che si pone è il problema dell’interpretazione. Tutto questo

significa una rivalutazione globale dei suoi presupposti teorici. Rivalutazione critica e metodologica

già in atto, ma di cui tuttavia tanti storici dell’arte non sono ancora al corrente. Il mito

“primitive”)

dell’anonimato etnologico (assenza creazione individuale nelle società si è rivelato

errato. Se il mondo dell’arte contemporanea si è, dopo l’iniziale entusiasmo, chiuso è forse proprio

a causa di tanta egoistica esaltazione (cioè a causa del fatto che consideravano la propria arte

“altri”

superiore e quella degli meno importante e puramente estetica). Gli artisti contemporanei,

pur cercando risposte nel proprio patrimonio di segni, forme, simboli, partecipano alle grandi

rielaborazioni visive e concettuali dell’arte di questo secolo. Poco spazio è stato però offerto ad

artisti di altri paesi. Per capire tutti questi meccanismi è necessario rintracciare i presupposti storici

di incomprensioni e malintesi che pesano ancora sui rapporti tra le culture del mondo e l’arte

occidentale. L’enigma della conoscenza. Senza la consapevolezza di questo enigma, ogni discorso

può essere vano.

Pregiudizio della LINGUA (Mondher Kilani)

 

Il messianismo della lingua Legame tra la lingua e il sentimento di appartenenza

ad una nazione o gruppo// Messianismo della lingua nella storia dell’Europa:

traduzione della bibbia Lingua araba sacralizzata per la Umma / Lingua ebraica per

la formazione dello stato d’Israele / Dialetto marginalizzato / La lingua diventa una

barriera culturale.

 

La purezza della lingua La lingua pura può essere associata ad un determinato

gruppo autoctono di lingue colte del XV secolo in europa // XIX secolo movimenti di

purificazione della lingua: eliminazione delle contaminazioni straniere e dei dialetti

 Risposta all’invasione culturale.

 

Lingua e pulizia etnica: l’esempio del serbo-croato La guerra militare tra serbi,

croati e bosniaci continua sotto forma di guerra linguistica // Serbo-croato

invenzione del XIX secolo che porterà poi alla formazione della jugoslavia // De-

serbizzazione e de-croatizzazione della lingua da parte delle istituzione che portano

alla divisione e alla creazione di lingue separate per i serbi, croati, montenegrini e

bosniaci.

 

La grammatica comparata: una gerarchia delle lingue Linguistica comparata

nata dall’idea di una lingua originaria, una lingua madre (rappresentata dall’ebraico)

// Comparazione e classificazione: scoperta del sanscrito come lingua indoeuropea

d’origine al posto dell’ebraico

 

Il mito dell’origine indoeuropea, ovvero la manipolazione dell’identità Si è partiti

dalla ricerca dell’origine delle lingue per poi sfociare ad un altro ordine di discorsi

sulla storia dei popoli e delle conquiste // L’origine della lingua indoeuropea porta

alle teorie razziali e al concetto di ariano, utilizzato in origine dagli antichi indiani e

iraniani per definire se stessi

 

La fine del mito indoeuropeo Linguisti fanno rientrare l’indoeuropeo all’interno

della famiglia eurasiatica e poi nostratica, per trovare un legame tra gene e lingua //

Popolazione germanica considera la propria lingua più vicina al ceppo indoeuropeo

e lo fa suo collegando poi discorsi evoluzionisti, biologici e genetici che porteranno

alla purezza della razza

 

Gerarchia delle lingue e gerarchia dei popoli o delle <<razze>> Si considera la

lingua di popoli altri come lingua vicina al contesto animale piuttosto che umano //

Greci coniano il termine”barbaro” (onomatopea del sonoro emesso dagli stranieri) //

Grammatica comparata incontra il razzismo nel XIX secolo // Appropriazione

germanica dell’indoeuropeo come rifiuto semitico // Classificazione delle lingue tra

ontogenesi (stadi di sviluppo dell’individuo) alla filogenesi (tappe evolutive

dell’umanità)

 

Il caso creolo e il pregiudizio della lingua Tutt’ora presente il pregiudizio basato

sulle lingue// Giudizio di valore su una lingua a partire da un’altra lingua

considerata come dominante (politicamente, socialmente e culturalmente)

 La politica della lingua, ovvero l’imposizione linguistica. L’esempio del francese

nazionale Processo di centralizzazione e unificazione della nazione attraverso la

lingua 1539 il francese diventa la lingua ufficiale fino alla rivoluzione francese con

l’annientamento dei dialetti nelle trincee della prima guerra mondiale molti soldati

venivano uccisi se non sapevano il francese per diserzione -> per questione di

sopravvivenza si imparava il francese

 

Lingua e dialetti Qualità negative per i dialetti, ma non per caratteristiche

intrinseche, bensì per il rapporto di forze politico ideologiche che si vengono a

Minore diffusione spaziale per alcuni dialetti (italiano, francese, arabo, …)

creare //

che vengono reclusi a contesti più privati, ma non per altri (tedesco, svizzero, …)

utilizzati anche in televisione, nel dibattito politico e a scuola.

 

Lingue regionali e minoritarie Carta europea sulle lingue minoritarie del 1992:

nessuna gerarchizzazione delle lingue, bensì evitare che alcune lingue minoritarie

“handicappate”.

divengano lingue La Francia non ha aderito alla carta //

Promuovere la pluralità delle lingue contrasta l’idea di una lingua e di una cultura

ufficiale

 

Lingua e sessismo Assenza di designazioni femminili In svizzera e nel Quebec il

linguaggio epiceno antisessista si è sviluppato

1. In origine. La prospettiva filosofica.

 

Pensiero di Fernand Braudel le civiltà si organizzano e si trasformano a partire dagli spazi e dalle

condizioni date perché sono figlie dei privilegi immediati dei quali l’uomo si è subito impadronito

// considera felici le civiltà fluviali del mondo antico (fiorite accanto a grandi fiumi) e le civiltà

talassocratiche (dono del Mediterraneo) // la geografia indica una modalità interpretativa, alla

base del pensiero storico e filosofico: dalla geografia non si può prescindere.

  

Pensiero di Hegel ridisegna la mappa delle civiltà del tempo posto centrale al Vecchio

Mondo (Europa) perché ha al suo centro il Mediterraneo ricchezza di una storia millenaria //

peculiare geografia // Mediterraneo collocato al centro tra tre continenti, li unisce e fa di tre

mondi una totalità.

 

Mediterraneo = inizio della storia del mondo il filosofo ne da un’immagine solidificata, che lo

trasforma in uno spazio tangibile e concreto.

 

Carte geografiche verosimiglianza nel riprodurre sulla carta spazi e territori

2. Mediterraneo e rappresentazione. La cartografia.

 

Planisfero di Gerardus Mercator (Mercatore) pone al centro il mar Mediterraneo //

rappresentazione del mondo ancora oggi accettata e a tutti nota // non rispetta le reali

proporzioni dei luoghi raffigurati, non tenendo conto della sfericità della terra e dello

schiacciamento dei poli // idea di un’Europa più estesa di altri continenti // proiezione che

conferisce una centralità visiva all’Europa e all’area mediterranea (estensione maggiore del mare

rispetto alle sue reali dimensioni)

  

Arno Peters 1975 nuova proiezione cartografica della terra nella quale vengono rispettate le

giuste proporzioni tra superfici e continenti, compresa l’area mediterranea.

 I planisferi di Mercatore e Peters sono carte informative, punti di riferimento spaziali che nel

tempo si sono fatti sempre più affidabili e precisi.

3. Mediterraneo e racconto letterario.

 

William Shakespeare ci fa arrivare magistrali narrazioni sul Mediterraneo ( Mercante di Venezia

// Pericle principe di Tiro // Otello ) principalmente con Antonio e Cleopatra ( mare =

palcoscenico della lotta politica tra Roma ed Egitto, Mediterraneo rappresentato come una

potenza concreta) e La Tempesta (Mediterraneo di fantasia).

 

Abrham Ortelius 1570, autore del primo atlante mai pubblicato Theatrum Orbis Terrarum

 Mediterraneo = spazio scenico in una lettera ai Corinti di San Paolo

 

Joan Janssonius nella sua carta mostra il bacino orientale del Mediterraneo in una pagina

aperta, illustra con parole e immagini il viaggio di Enea.

 

Herman Moll raffigura il Mediterraneo in una carta narrativa del tutto priva di decorazioni,

finalizzata a mostrale le tappe del viaggio di Ulisse.

 Le Topografia tendono a dedicarsi di più alla raffigurazione della parte orientale del Mediterraneo,

che nella maggior parte delle carte è centrale // l’Oriente interessava le potenze coloniali europee

impegnate da quasi due secoli nella conquista della via delle Indie e del mercato delle spezie (che

successivamente diverranno monopolio ella corona britannica con lo scisma dalla Chiesa di Roma

che proibiva il commercio con gli infedeli )

 La parte occidentale è trascurata.

4. L’invenzione dell’Oriente.

 Nello stesso periodo si forma il concetto di Orientalismo (Oriente = invenzione dell’Occidente),

cosa resa possibile da Napoleone che nel 1798 attraversa il Mediterraneo e invade l’Egitto

dirigendosi verso la Siria considerava l’Oriente il luogo ideale per le conquiste coloniali francesi

// aspetto interessante e anomalo = a monte della strategia militare c’è un’informazione culturale

circa i territori e le popolazioni che si vanno a conquistare e a depredare.

 Dalla Francia arriveranno le prime risposte al colonialismo francese da parte di intellettuali

 

militanti e poeti uomini nati nelle colonie ma emigrati in Francia intellettuali figli di due

mondi

 Mediterraneo = spazio d’acqua sul quale si affacciano amici e nemici di un tempo, colonizzatori e

ex-colonizzatori, padroni e sudditi era destino che le sponde sud e nord dovessero prima o poi

entrare in contatto

   

Frantz Fanon 1961 I dannati della terra disamina dei danni prodotti dal colonialismo

francese sulla mente e sul corpo dei suoi colonizzati

 

Aimé Césaire riscrive in francese La Tempesta shakespeariana dalla quale il Mediterraneo è

sparito e l’opera si è trasformata in un dialogo sul tema del potere coloniale e sulla ricerca della

libertà da parte dei colonizzati

 

Léopold Sédar Senghor senegalese che affidava alla poesia l’orgoglio di essere nero

(Negritudine).

5. Oltre il mediterraneo: due mari a confronto.

 Mediterraneo = culla del grande poema omerico

   

1992 isola del Mar dei Caraibi (St.Lucia) Omeros Derek Walcott riscrive l’Odissea,

reinterpretandola e portandola verso la contemporaneità (ottomila versi in lingua inglese

impastata di creolo patois // utilizzo della terza rima dantesca) Ulisse è trasportato nel mar

dei Caraibi e assiste all’invasione coloniale e al trasformarsi del suo mondo e della sua cultura (i

due mari entrano in dialogo) per effetto del colonialismo i due mari non sono più gli stessi: il

Mediterraneo ha perso la sua innocenza e il mar dei Caraibi è infettato dal turismo.

 Numerosi intellettuali caraibici hanno riflettuto e scritto su interconnessioni e differenze tra i due

mari, ponendoli in dialogo tra loro entrambi sono considerati culla delle origini

 

Edouard Glissant mar dei Caraibi = aperto che diffrange e favorisce l’emozione della diversità

 un mare nel quale nel corso di tre secoli si sono incontrati elementi culturali // mar

Mediterraneo = un mare che concentra il pensiero dell’uomo verso l’Uno e l’unità infatti

attorno al suo bacino si sono sviluppate le grandi religioni monoteiste.

6. L’Italia mediterranea

 La collocazione dell’Italia al centro del Mediterraneo ci permette di parlare di Italia Mediterranea

  

Franco Voltaggio Italia mediterranea. I flussi migratori nelle principali città rivierasche

percorso di conoscenza sulla cultura mediterranea dell’Italia, ricca di 8000mkm di coste, lungo

quattro grandi direttrici geografiche che vengono seguite e raccontate attraverso i porti che

incontrano // undici città rivierasche scelte come primi terminali di approdo o come secondi

terminali contrassegnati da una permanenza definitiva o prolungata // di questi luoghi ci vengono

– – 

raccontate storia e tradizioni culti religiosi modelli di organizzazione sociale attenzione ai

flussi migratori = mobilitazione di affetti / idee / cultura movimenti da cui scaturisce un

processo che avvia un incontro-scontro tra paesi ospiti.

7. Migrazione e narrazione.

 La letteratura italiana si è dimostrata profetica per quanto riguarda il tema della migrazione e delle

conseguenze che avrebbe portato con sé l’Italia dopo la guerra aveva un alto tasso di

emigrazione Moravia e Pasolini avevano previsto che nel futuro sarebbe accaduto il contrario.

   

1964 Italia forte fenomeno migratorio verso diverse aree del mondo tali migrazioni non

interessavano direttamente il Mediterraneo, che tuttavia si fece testimone muto e struggente

della miseria e della speranza umana.

  

Sciascia Il lungo viaggio storia di un gruppo di siciliani che vengono imbrogliati da uno

scafista, che prende loro dei soldi con la promessa di portarli in America, ma in realtà finge il

viaggio e loro si ritrovano bloccati in Sicilia, anni dopo il tratto di Mediterraneo in cui Sciascia

ambienta la sua stria sarebbe divenuto teatro di incessanti e tragici attraversamenti di esseri

umani in fuga dalle loro terre.

  

Salento = spartiacque tra due mari (Adriatico e Ionio) 1991 primo sbarco degli Albanesi

(naufraghi volontari e disperati) quando videro arrivare gli albanesi, gli abitanti della costa

salentina li raccolsero, pensando ad un evento improvviso, destinato a scomparire rapidamente //

aspetto collaterale dell’incontro traduzione in italiano di opere di autori albanesi

contemporanei

 

Mediterraneo = sulle sue coste si affacciano 22 paesi esempio di multiculturalismo difficile da

contenere in un unico racconto.

Parole contro F. Faloppa

La parola ebreo: la parola ebreo e giudeo hanno avuto (e hanno tutt’ora) svariati significati in alcune

lingue europee, un vero e proprio carico di insulti: alcuni di essi non sono più in uso, altri

rimangono nella lingua di tutti i giorni. L’identità del popolo ebraico si dissimula nel suo nome, che

“nomade”),

rimanda infatti al viaggio. (capostipite Eber = ma è possibile far risalire l’origine del

nome anche a fonti egizie e mesopotamiche o al latino. L’etnonimo si caricò nelle lingue romanze

di significati spregiativi. Tra il X e l’XI secolo gli ebrei esercitavano vari mestieri, ma verso la fine

del secolo la crescita dei centri urbani favorì l’emarginazione degli ebrei e la necessità di migliorare

il sistema monetario. Ai cristiani però era proibito concedere prestiti a interesse, ma agli ebrei

questa pratica era vietata soltanto nei confronti dei correligionari quindi, estromessi da molte

professioni, agli ebrei non rimase che svolgere l’attività di prestatori, attività che garantiva loro

margini elevati di guadagno, ma appena necessari per la sopravvivenza e per il diritto di residenza

(non potevano fare a meno di comprare la protezione di re, sovrani o istituzioni comunali). Questi,

a loro volta, necessitavano della presenza dei prestatori ebrei perche essi assolvevano al compito di

fornire liquidità a contadini e piccoli commercianti e, inoltre, garantivano circolazione di denaro e

di merci, impedendo stagnazioni economiche. Tuttavia molti cristiani erano impegnati in questa

stessa attività, magari usando gli ebrei come prestanome oppure personalmente. Fra i cristiani che

agivano personalmente, si distinsero alcune confraternite di mercanti lombardi, che a partire dal

Duecento si stabilirono prima in Francia e poi nelle Fiandre per dedicarsi ai commerci e al credito.

Non di rado, nella città di Parigi, la parola lombart si trova insieme alla parola juif (ebreo) e il

riferimento è sempre al credito e all’usura; equazione che si venne perfezionando nel secondo

“un’ideologia

trentennio del XIII secolo, funzionalmente al precisarsi di della positività cristiana

degli scambi e dei commerci”: per rendere accettabile l’immagine dei cristiani dediti alle nuove

attività finanziarie occorreva isolare quella dei vecchi prestatori ebrei (usurai manifesti). All’usura

manifesta venne associata l’idea di estraneità al sistema economico e alla società cristiana. Dalla

“usuraio” “giudeo”

fine del Duecento e diventarono così sinonimi intercambiabili. L’ebreo era visto

come un elemento di inquietudine che attraverso l’uso del denaro poteva rovinare le basi dell’intera

società cristiana, come già aveva reso impossibili le condizioni di vita dei ceti più bassi.

Cristiani e non cristiani: concetti e sentimenti come l’identità e l’alterità. Opposizioni che

“noi” “altri”,

distinguono e separano il dagli inevitabilmente e qualitativamente diversi. Parole

come cristiano e cattolico, nate come termini liturgici, nel tempo sono passate a indicare, almeno

nella cristianità, l’essere umano per definizione. Difetti di ogni tipo si attribuiscono invece a chi

cristiano o cattolico non è, all’eretico, verso il quale è d’obbligo essere diffidenti. (pagano=

bambino non ancora battezzato e quindi in pericolo di stregoneria). Una delle abitudini più

esecrabili attribuite ai non cristiani è sempre stata quella di pronunciare invano il nome di Dio, il

bestemmiare.

La parola turco: usato come termine di paragone qualitativamente inferiore; nella lingua italiana,

“non

riferendosi ad atti sconsiderati e deleteri e accennando a cattiva condotta. Il turco è l’empio, il

“turco”

battezzato”. Rappresentato in modo farsesco, deriso e festeggiato, il è una presenza da

esorcizzare, una paura da allontanare, un’incarnazione del male a cui contrapporre la fede e i valori

“Turco” “forte”,

della collettività, una minaccia avvertita come reale. divenne sinonimo di

“crudele”, “barbaro” in molte lingue europee non a caso nei secoli in cui la potenza dell’impero

ottomano era all’apogeo (presa di Costantinopoli, 1453, e il primo dei due assedi di Vienna, 1529),

che diffuse sentimento di terrore in gran parte d’Europa. La Chiesa, per la quale i turchi

costituivano un pericolo, contribuirono a foraggiare un timore costante nelle popolazioni (es.

“scuro”,

Erasmo e Lutero). Saraceno, e turco, come attributo vale ma nei dialetti (saracino) è anche

“uomo

sinonimo di crudele, brutale”. Al pari di turco, saracino è stato per lungo tempo l’infedele, il

pagano, colui che proveniva dalla Saracinia, paese dei Saraceni e paese pagano in generale. La

sinonimia di saraceno e pagano è così marcata che viene chiamato pagano in alcuni dialetti lo stesso

“grano saraceno”. L’etimologia di saraceno è tuttora discussa e due sono le ipotesi che si

contrappongono. La prima vuole che all’origine dell’etnonimo vi sia l’arabo sarq (oriente), mentre

l’altra la fa risalire al greco saraka (città dell’Arabia). I cronisti cristiani spesso ignoravano la

differenza tra i due termini, utilizzandoli come sinonimi al punto che, quando dal dodicesimo secolo

in avanti la conoscenza dell’Islam si fece più approfondita, il termine in molti contesti cominciò a

“maomettano”.

valere semplicemente

La parola negro: il nigger era un animale o una merce di cui si aveva proprietà e questo termine

“qualità

divenne spesso attributo negativo con il senso di cattiva o inferiore”. Ad esso, poi, nel XIX

secolo si affiancarono poi altri sinonimi di negro, che finirono per acquisire un intento offensivo:

coon, boogie, boogie man (uno dei nomi del Diavolo in alcuni stati del Sud), Jim Crow (sorta di

“nero”

giullare con il viso dipinto di che rappresentava il nero oppresso ma felice, idiota, ma

canterino). Se nell’ango-americano nascono e si diffondono, di negro, alcuni sinomini derogatori,

“della

nell’italiano dell’Ottocento il termine indica chi è razza nera”, schiavo, da cui negraia tuttora

“razza”

in uso anche nei dialetti. Il riferimento alla in alcune delle definizioni della seconda metà

del XIX secolo lascia intendere che la lezione di tutta la letteratura filosofica e antropologica circa

“razze”

l’ineguaglianza delle umane, era stata assimilata anche in Italia, dove avrebbe presto trovato

originali epigoni. A partire dagli anni Venti, una certa letteratura di consumo, che sfruttava con

“esotico” “coloniale”, “negro”,

grande successo il motivo e era tornata a diffondere, del una

immagine subumana, selvaggia, bestiale, che tuttavia non era priva di motivi di fascinazione.

Questa miscela tra bestialità ed erotismo si rafforzò sino all’inizio, nel 1935 (guerra d’Abissinia),

mentre i guerrieri etiopi venivano presentati come bestie feroci, le etiopi apparivano come preda e

bottino di guerra, capaci di soddisfare tutti i desideri sessuali dei soldati italiani. Già nel 1936, però,

“negre”

per i gerarchi fascisti l’unione sessuale fra soldati italiani e cominciò a diventare un

problema, un rischio e cioè quello di contaminare la purezza dell’italica stirpe. Il crescente razzismo

propugnato dal fascismo trovava vasta eco anche sui quotidiani del regime. Negli USA, il 7 marzo

“New

1930, il York Times” annunciò che da quel momento in poi avrebbe scritto la parola negro

con l’iniziale maiuscola, fu un atto di riconoscimento nei confronti della dignità razziale. La lettera

maiuscola era la conclusione vittoriosa di una campagna che in alcune grandi città degli stati del

“nera”.

Nord era stata condotta prevalentemente dall’intellettualità Se a nigger veniva attribuito un

chiaro significato negativo e razzista, Negro era stato riabilitato ma anche immediatamente criticato

perché fissava, immutabilmente, un’appartenenza razziale basata esclusivamente sul colore della

“neri”proprio

pelle. Tuttavia il termine manteneva un certo fascino presso molti intellettuali per

questa sua forza e il suo valore di parola identitaria, riconosciuta e riconoscibile. Per rivalorizzare

“negritude”

questo termine in francese si iniziò ad utilizzare la parole che esprimeva i valori di un

movimento culturale a Parigi negli anni Trenta ed evocava uno stato d’animo, orgoglio, fierezza,

bellezza, purezza. Questo orgoglio costituisce terreno fertile alla nascita del movimento Black

Power che condanna l’assimilazione intesa come composizione di gerarchie socioeconomiche e

come rifiuto di un’identità e di una coscienza razziale. Black acquisisce un forte e preciso

significato politico e si propone come un’alternativa all’ormai usurato Negro e rimane il termine più

accettato e usato almeno fino al 1988, quando il leader Jesse Jackson consiglia di sostituirlo con

afro-american.

AUSTRALIA

NOTA IMPORTANTE --> come datazione in questo documento viene usata BP, che vuol dire

"Before present", quindi tot anni prima di adesso, il problema è che non sappiamo quando cazzo

è stato scritto questo fottutissimo documento :)

38 000 BP --> registrata la presenza di Aborigeni presso "Lake Mungo"

• Successivamente vengono ritrovati i resti di un uomo e una donna (sepoltura a cremazione)

• 1770 --> James Cook prende possesso di tutta la costa est dell'Australia, alzando la bandiera

• inglese

1788 --> il capitano Arthur Philip alza la bandiera inglese presso "Sydney Cove" --> la

• popolazione aborigena oppone resistenza immediata.

1804 --> vengono autorizzate repressioni in Tasmaina in risposta alla resistenza degli Aborigeni.

• 1816 --> vengono autorizzati movimenti di Aborigeni.

• Il Governo dell'Australia dell'ovest scaglia contro gli Aborigeni 25 pattuglie di polizia a cavallo

• 1835 --> John Batman --> vuole fare un trattato con gli Aborigeni --> l'unico trattato fatto con la

• popolazione autoctona (non riconosciuto dalle autorità coloniali).

1838 --> Massacro di "Myall Creek"

• 1848 --> I poliziotti di NSW sono mandati in Queensland per uccidere gli autoctoni e aprire

• l'isola agli insediamenti.

1851 --> fondazione colonia della Virginia.

• 1869 --> Victoria --> "Act of Protection and Management of Aboriginal natives"

• 1893 --> NSW (Aboriginal Protection Board)

• 1890 --> Jandamarra (della resistenza degli Aborigeni) dichiara guerra agli invasori in West

• Kimberlyes e evita insediamenti per 6 anni.

Nel nord "Aboriginal Ordinance Act" impedisce di invadere la Riserva degli Aborigeni.

• 1928 --> Massacro di Coniston

• 1934 --> viene inaugurata la "Arnhem Land Aboriginal Reserve"

• 1938 --> 26 Gennaio --> Sydney --> conferenza degli Australiani Aborigeni --> protesta pacifica

• degli Aborigeni contro la disuguaglianza e l'ingiustizia

Il Governo NSW cambia la politica contro gli Aborigeni --> da protezione ad assimilazione

• 1939 --> Protesta a Cummeragunga

• 1940 --> NSW Aborigines Welfare Board

• 1942 --> gli Aborigeni sono collocati in campi di controllo

• 1946 --> per frequentare scuole pubbliche i bambini Aborigeni devono presentare un certificato

• medico

1963-67 --> vengono condotti test atomici (Aborigeni soffrono per le radiazioni)

• 1962 --> "Commonwealth Electoral Act" --> diritto di voto agli Aborigeni

• 1963 --> la polizia espelle i residenti e brucia gli insediamenti a Mapoon

• Il Governo Federale adotta una politica di integrazione degli Aborigeni

• "Stockmen" (non so che cazzo vuol dire, su internet dice tipo magazzinieri) e le donne

• protestano contro le intollerabili condizioni di lavoro e i salari inadeguati

Australia del sud --> "Aboriginal Lands Trust"

• 1967 --> referendum per cambiare la costituzione federale, la quale discrimina gli Aborigeni -->

• gli Aborigeni vengono riconosciuti come cittadini australiani con tutti i diritti

1972 --> 26 Gennaio --> "Tent Embassy" degli Aborigeni fuori dal Parlamento a Camberra, che

• è rimossa dalla polizia il 20 Luglo.

1975 --> fondazione del "World Council of Indigenous People"

• 1976 --> "Aboriginal Land RIght Act" passa nel Parlamento Federale --> permette il

• riconoscimento dei territori Aborigeni a più di 11000 Aborigeni

1979 --> "Aboriginal Development Commission"

• 1981 --> "Pitjantjatjara Land Right Act"

• 1982 -> proteste degli Aborigeni a Brisbane durante i Commonwealth Games

• 1983 --> delegazione di 5 Aborigeni va a Ginevra per partecipare al "Working Gropu of

• Indigenous Populations" dell' "United Nations Commission on Human Rights"

1987 --> commissione reale per i morti Aborigeni

• 1992 --> primo incontro del "National Council for Reconciliation" in Camberra

• 1995 --> inchiesta sulle "stole generations" --> bambini rubati alle famiglie per farli crescere con

• i bianchi

2008 --> Apologia Nazionale

ABORIGINAL LITERARY MOVEMENt

Gli Aborigeni hanno avuto il minimo contatto con gli altri popoli. La loro cultura è stata molto

diversificata, con diverse lingue parlate, ma condividevano il territorio, le strutture familiari, la

spiritualità e le cerimonie.

"Dreamtime"--> rivela il loro senso di sacra interrelazione con tutte le creature viventi -->

connessione di passato, presente e futuro in una realtà spirituale.

Dopo la colonizzazione, gli Europei si sono appropriati delle terre degli Aborigeni e hanno forzato

la loro assimilazione --> il movimento Aborigeno è emerso ed è diventato una domanda di diritti

civili.

La letteratura Aborigena è stata influenzata dalla narrativa di tradizione orale.

Gli antropologi hanno rivelato la cultura aborigena al resto del mondo, ma solo nel 1960 il mondo

ha sentito la voce degli aborigeni, parlare sulle loro vite.

Molti scrittori hanno raccontato le storie degli Aborigeni

Oggi esistono istituzioni che promuovono le arti e la letteratura aborigena

La letteratura aborigena è emersa tramite autobiografie e esperienze di vita

LEGGITI L'ULTIMA PAGINA DELL'AUSTRALIA

IDENTITA'/IDENTIFICAZIONI TE LO AVEVO GIA' MANDATO

CULTURA (Annamaria Rivera)

Il malinteso della cultura --> idea implicita della gerarchia primitivo/civilizzato.

• Genesi e sviluppi del concetto antropologico di cultura Cultura= Colere=coltivare ->

• acculturamento -> elitario Seconda metà dell’800 in antropologia, la cultura si democratizza->

estensione geografica e del contenuto. Successivamente il termine include anche costumi e

abitudini. Cultura materiale: oggetti, tecniche e attività. Cultura: 1)insieme complesso

organizzato di credenze e pratiche 2)è acquisita dall’uomo in forme sociali 3)è trasmessa da una

generazione all’altra 4)ha una forma più o meno riconoscibile

La cultura fra universalismo e particolarismo: Universalista, elaborato dagli illuministi in

• opposizione alla natura // Particolarista, elaborato nel romanticismo come configurazione

particolare di credenze e costumi --> ogni cultura come universo autonomo

Le irrisolte ambiguità del concetto di cultura --> rischio dell’astrattismo culturale che trascende i

• rapporti e gli attori sociali.

Natura/cultura: dicotomia o dialettica? --> Iniziale separazione di natura e cultura. Rapporto di

• interazione tra natura e cultura che è reso possibile dal contesto.

La logica delle culture: continuità, comunicazione, scambio. Continuità della cultura in quanto

• ibrida e meticcia. Umanità divisa in isole culturali separate -> razzismo Prestiti e innesti culturali,

scambi e comunicazione.

La cultura come invenzione e costruzione sociale --> la cultura è una costruzione sociale in

• continua invenzione da parte degli attori sociali propensi a rappresentarsi in termini culturali per

distinguersi da altri.

Individui, culture e società --> rapporto fra individui e cultura di appartenenza -> la cultura

• determina l’uomo e di conseguenza l’uomo la determina. La cultura non è una forza che agisce

sull’uomo; organizzazione della diversità. Parlare di culture è una metafora, all’interno ci sono

individui che agiscono.

Immigrazione, diaspore e processi di métissage --> Culture di diaspora: forme di resistenza o

• espressioni identitarie difensive da parte di gruppi sociali dominati e/o esclusi. Scomparsa e

ricomposizione di alterità culturali meticcie, ibride.

La retorica dell’autenticità --> idea diffusa che ci sia qualcosa di originario nelle culture ->

• concezione a-storica ->nostalgia delle radici -> retorica dell’autenticità ->integralismi,

nazionalismi, separatismi, razzismo

STEREOTIPO etnico, razziale, sessista (Mondher Kilani)

Significato e funzioni dello stereotipo --> Lo stereotipo è l’idea spontanea che ci si fa di un

• qualcuno o di qualcosa attraverso la propria cultura e il proprio ambiente sociale. Si forma

attraverso forme indirette come i cliché Semplificazione e generalizzazione della realtà sociale

Lo stereotipo della razza--> XIX secolo colonizzazione giustificata attraverso la missione

• civilizzatrice su popolazione stereotipate. La craniologia aiutò il pregiudizio stereotipato

Stereotipo razziale e marchio fisico --> Credenza nelle differenze fisiologiche tra le razze:

insensibilità al dolore fisico e impassibilità di fronte alla morte dei propri cari Il marchio naturale

viene dopo lo schiavismo: gli schiavi sono stati resi negri e non viceversa -> esperienze dei

rapporti sociali rispetto alla natura biologica

Lo stereotipo sessista --> Stereotipo delle donne risale al mito delle Amazzoni: immagine

• negativa della donna guerriera con caratteristiche maschili XIX secolo: donna fragile, debole,

passiva, emotiva passionale, suggestionabilE. Donne come eterni minorenni. La condizione

della donna, secondo l’antropologia fisica del XIX secolo, è frutto della biologia e non della

storia Figura della donna relegata all’ambito materno.

Lo stereotipo del Giapponese: tra fascino e repulsione Anni 70 e 80 il modello giapponese

• seduce e inquieta allo stesso tempo --> Entrata del giappone nell’economia e la sua supremazia

--> Comunicazione interculturale messa in difficoltà.

La forza dello stereotipo I pregiudizi sono una credenza senza ragionamento --> Polonia 1990:

• pregiudizio sull’alta percentuale di ebrei nella popolazione; in realtà erano pochissimi ->

antisemitismo retrospettivo dei polacchi

IMPERO BRITANNICO

Con la morte di Elisabetta I inizia un periodo di profonda crisi interna

• Seicento = epoca di guerre civili e rivoluzioni --> furono gettate le basi della supremazia

• britannica nel mondo dell'Ottocento

I rapporti tra l'evoluzione interna e quella d'oltremare erano complessi (occasionalmente

• derivavano da una politica coloniale mirata e coerente) oantagonisti.

All'inizio del Seicento si cercava di mettere i piedi sulla costa orientale dell'America

• settentrionale fuori dalla sfera controllata dalla Spagna.

Re Giacomo giunse al potere, ponendo fine alla guerra con la Spagna.

• 1494--> trattato di Tordesillas--> la Spagna si era divisa il mondo al di fuori dell'Europa con il

• Portogallo.

1604--> trattato di Londra--> gli inglesi riconoscevano solo i diritti che si fondavano su

• un'occupazione di fatto.

Gli inglesi volevano creare colonie di insediamento e trarne profitto (avvantaggiati dal fatto che

• le regioni costiere nordmericane erano scarsamente popolate).

John Lock --> per legittimare le prese di possesso--> II Trattato sul governo civile -->

• giustificazione = può nascere la proprietà soltanto laddove è stato investito lavoro umano, cioè

soltanto chi coltiva la terra in modo sistematico e finalizzato hai il diritto di rivendicarla per sé.

Gli inglesi del Seicento si consideravano il nuovo popolo eletto, sotto la crescente influenza del

• puritanesimo sulla mentalità nazionale --> giustificava l'appropriazione del territorio in America

Nella prima fase di fondazione delle colonie inglesi si possono distinguere quattro centri

• geografici: area della baia di Chesapeake, territorio intorno a Playmouth, baia di Massachusetts

e qualche isola delle Indie occidentali. VIRGINIA

10 aprile 1606 --> gruppo di mercanti londinesi riceveva una concessione per fondare una

• colonia tra il 34º e 45º parallelo

20 dicembre --> tre navi salparono e il 26 aprile 1607 raggiunsero la baia di Chesapeake.

• Venne edificata Jamestown = primo insediamento della futura Virginia: .

• Primi anni = difficilissimi -->i promotori e i partecipanti non avevano obiettivi unitari e chiari

• sull'equilibrio tra investimenti a lungo termine e aspettative di guadagno a breve.

Si credeva di fare rapidamente fortuna scoprendo oro o dedicandosi alla pirateria e pensavano

• che al cibo ci avrebbero pensato gli indiani, ma soltanto di rado i nuovi arrivati riuscirono ad

acquistare il mais locali o altri viveri ed erano quindi legati alle forniture della madrepatria.

Giugno 1610 --> l'arrivo di una flotta impedì che la popolazione rimanenti sciogliesse la colonia.

• Ci furono incomprensioni tra gli indiani e i primi europei --> il capo Powhatan considerava

• Jamestown sotto la sua sovranità e gli inglesi inscenarono un'intronizzazione in cui egli

diventava re per grazia di Giacomo I.

Dal 1610 ci furono numerosi assalti e tentativi di assedio da parte degli indiani ai quali i coloni

• reagirono sempre con spedizioni punitive --> lo stato era quasi perennemente di guerra.

Il matrimonio tra la Pocahontas (figlia del capo) e l'inglese John Rolfe fu celebrato nel 1614 -->

• lasposa portava in dote un trattato di pace con il padre che diede stabilità fino al 1622.

La coltivazione del tabacco dava un prodotto da esportare e alla fine del Cinquecento

• l'Inghilterra aveva scoperto il piacere del tabacco e il fumo diventò presto di moda

Rapida espansione della coltura del tabacco --> la Virginia aveva conseguito piena

• legittimazione economica e i piantatori approfittavano del monopolio che il governo garantiva

loro (la coltivazione del tabacco era vietata in Inghilterra).

La Virginia fu la prima colonia della Corona

• In origine esistevano impresa collettiva su iniziativa privata: per fondare la prima colonia è stata

• creata una compagnia di concessioni che aveva messo a disposizione il capitale necessario che

lo Stato non voleva investire --> la concessione garantiva alla società il monopolio sulla

sfruttamento delle risorse del suolo e sul commercio // le dava pieni poteri per respingere gli

attacchi sulla terra e sul mare // i futuri coloni avrebbero mantenuto i diritti inglesi -->

l'amministrazione della colonia era competenza di un organo consiliare nominato dal re e

consigli a Londra.

Poi la Corona si ritirò dall'amministrazione e la società commerciale fu trasformata in una

• società per azioni --> si partecipava comprando una o più parti e il valore di una singola azione

copriva i costi dell'attrezzatura e del trasporto per un colono (oppure si emigrava in Virginia

spese proprie).

Dopo il 1614 dalla gestione comune della terra si passa alla spartizione in singole particelle che

• si potevano acquistare sia lavorandoci per sette anni, sia comprandole.

La compagnia garantiva chi si era insediato stabilmente in Virginia il diritto di essere

• rappresentati in una propria assemblea costituita da 22 delegati, eletti in 11 distretti da tutti gli

uomini sopra i 17 anni --> si sarebbero riuniti una volta all'anno assieme al governatore e al suo

consiglio per discutere le proposte di legge.

La coltivazione del tabacco e le riforme (agraria e amministrativa) avevano gettato le basi per il

• futuro sviluppo della colonia, ma la Virginia Company londinese non riuscì a trarne profitto (crisi

del tabacco).

Dopo un assalto indiano gli inglesi si sentirono giustificati ad attaccare i "selvaggi”.

• Si ebbe la fine della Virginia Company che non era più in grado di contrastare le ripercussioni

• sulla popolazione e l'economia.

24 maggio 1624 --> Giacomo I la sciolse con un decreto giudiziario -->da quel momento la

• Virginia sarebbe stata sottoposta alla Corona, che nominò un nuovo governatore.

Da allora si delineò uno sviluppo costante grazie ad un ininterrotto aumento della popolazione.

• La maggior parte degli immigrati era richiamata dalla domanda crescente di manodopera a

• poco prezzo per la coltivazione del tabacco che continuava ad espandersi.

Le condizioni caotiche dei primi decenni in Virginia si trasformarono in rapporti ordinati che

• rispecchiavano il quadro della patria inglese.

La società coloniale era organizzata secondo una gerarchia dove l'elite dei grandi proprietari

• delle piantagioni assunse una posizione sociale politica di potere equivalente a quella della

nobiltà terriera.

Nella colonia valeva il diritto inglese e l'amministrazione copiava le istituzioni della madrepatria,

• con la quale i legami commerciali e sociali erano strettissimi.

NUOVA INGHILTERRA

Prima metà del Seicento --> motivi religiosi spinsero numerosi inglesi ad emigrare oltreoceano

• Esodo = conseguenza della Riforma in Inghilterra --> Enrico VIII aveva messo in atto la

• separazione da Roma e fondato una Chiesa di Stato con il re come capo supremo --> aveva

lasciato la riforma a metà perché rimanevano nella liturgia e nell'organizzazione della Chiesa

molti elementi della tradizione cattolica

Dopo la morte di Elisabetta I la politica statale verso la Chiesa sembrava tendere al ritorno del

• cattolicesimo romano e i convinti assertori della riforma radicale vedevano l'Inghilterra sempre

più abbandonata alla cosiddetta controriforma europea.

I puritani costituivano una posizione interna in contrasto con la Chiesa ufficiale e si ritrovarono

• presto esposti alle persecuzioni statali.

1608 --> una piccola comunità dei dintorni di York emigrò in Olanda, ma temeva di perdere la

• propria identità inglese perciò si decise di emigrare sulla costa americana --> il gruppo riesce a

ottenere un finanziamento da un consorzio londinese e l'autorizzazione di stabilirsi come

comunità indipendente in Virginia.

Il 6 settembre 1620, 120 migranti lasciavano l'Inghilterra a bordo della Mayflower e sbarcarono

• l'11 novembre fondando New Plymouth.

I migranti non avevano la concessione reale e tutti maschi (successivamente chiamati padri

• Pellegrini) sottoscrissero il Mayflower Compact in cui manifestavano la loro volontà di unirsi in

una Civil Body Politic, una comunità che perseguiva scopi unitari secondo regole note a tutti.

La metà dei nuovi arrivati supera il primo inverno e l'anno successivo, nonostante il buon

• raccolto (Thanksgiving Day), la carestia riuscì ad essere evitata soltanto passando da una

gestione collettiva della terra alla spartizione in appezzamenti per singole famiglie.

Rapporti ufficiali con l'Inghilterra non erano stati chiariti e l'insediamento modello dei puritani finì

• per confluire nel Massachusetts, verso la fine del Seicento --> la fondazione del Massachusetts

si basava sugli stessi motivi che avevano spinto all'esodo i padri Pellegrini e nel 1629 si ottiene

la concessione reale per fondare una "New England" sulla costa dell'America settentrionale.

Dopo che nel 1629 i primi coloni si erano insediati nelle vicinanze dell'attuale Boston, incomincia

• un vero e proprio esodo di massa verso l'America, che si interruppe soltanto nel 1642, quando

scoppiò la guerra civile in Inghilterra.

Il il consolidamento del Massachusetts era dovuto al fatto che la società incaricata per la

• fondazione era un'organizzazione commerciale ed erano importanti le motivazioni economiche

di fronte alla crisi in Inghilterra.

Tra coloro che arrivavano nella nuova Inghilterra era frequente trovare gente che viaggiava a

• proprie spese, gruppi locali o della stessa regione che si stabilivano assieme nella nuova patria

in luoghi coscritti che presto assumevano un carattere cittadino.

La popolazione autoctona nel frattempo era stata dimezzata a causa delle malattie che

• portavano gli europei.

La situazione del Massachusetts era diversa da quella della Virginia perché la concessione non

• indicava espressamente Londra come sede--> i direttori della Massachusetts Company

stabilirono che l'amministrazione della colonia doveva essere autonoma.

Nacque una comunità politica --> l'assemblea dei soci agiva come un parlamento il direttore da

• essa eletto era governatore di una colonia inglese (governo autonomo era molto più sviluppato).

La colonia era governata da un'oligarchia a carattere religioso, il cui fondamentalismo non

• tollerava deviazioni--> fondarono una Nuova Inghilterra sulla base della vera dottrina.

Si svilupparono altri contrasti all'interno del puritanesimo e nacquero comunità autonome che si

• sarebbero poi unite in nuove colonie.

All'inizio mancavano le basi giuridiche di una concessione reale, ma le colonie puritane si

• riproducevano come per scissione cellulare e per la prima volta l'iniziativa dell'espansione non

dipendeva più dalla capitale, ma dalla periferia dell'impero.

MARYLAND

Per la fondaazione della colonia del Maryland furono i determinanti motivi economici e religiosi.

• Novità --> la colonia fu creata da un singolo (modello della colonia di proprietà).

• 1625 -->George Calvert tentò di offrire un rifugio ai suoi compagni di fede in America, in realtà

• soltanto per opporsi all'intolleranza puritana in Massachusetts e creare le premesse per una

convivenza tra cattolici e protestanti senza discriminazioni reciproche.

Cecilius, il figlio, riuscì ad ottenere nel 1632 un feudo per un insediamento --> la nuova colonia

• prese il nome della regina e diventò il Maryland.

La colonia rimase sottoposta alla Corona e Calvert diventò un sovrano quasi autocratico nei

• confronti della colonia.

Formalmente si cercò un collegamento con le strutture feudali, dividendo la terra in vasti

• appezzamenti (dai quali il signore ricavava le sue rendite) che erano gestiti da singoli mezzadri

Il proprietario possedeva inoltre il diritto di fondare città e porti, di levare le tasse di controllare la

• pratica religiosa, però doveva donare al monarca due frecce l'anno come dominio silbolico.

I cattolici erano una minoranza di numerosi esponenti di un protestantesimo aggressivo e fecero

• apparire come un'utopia la visione di Calvert di una società laica: nonostante tutto i cattolici

godevano di una posizione migliore che in qualunque altro posto sotto la sovranità della corona

inglese. I CARAIBI

L'espansione inglese nel primo Seicento comprendeva anche l'arcipelago delle Indie occidentali

• e penetrava perciò in territorio spagnolo.

Gli spagnoli avevano occupato le quattro grandi isole delle Indie occidentali: Cuba, Hispaniola,

• Porto Rico e Giamaica --> poi si concentrarono sulla creazione di un regno continentale in

America centrale e meridionale.

Nei Caraibi si creò un vuoto di potere che lascia spazio alla pirateria e al contrabbando

• 1623 --> primo insediamento inglese --> Saint Kitts

• 1625 --> insediamento sull'isola di Barbados

• Nel 1628 il conte di Carlisle ottenne da Carlo I una concessione di proprietà per Barbados e le

• isole Leeward

1655-1656 --> la Giamaica passa in mano agli inglesi.

• Successivamente gli inglesi si interessarono alle nuove colonie dei Caraibi perché c'era la

• prospettiva di rapidi guadagni e di una crescita sociale.

Il tabacco venne sostituito dalla canna da zucchero, la cui coltivazione richiedeva un lavoro più

• intenso e conveniva soltanto se praticata su vasta scala --> si necessitava di un capitale

consistente per grandi piantagioni con una manodopera numerosa e a poco prezzo

L'importanza economica delle colonie caraibiche aumentava senza sosta e la monocoltura

• soddisfaceva la domanda in crescita costante dello zucchero che era diventato un prodotto di

largo consumo.

Ci furono ingenti guadagni per l'aristocrazia dei piantatori e considerevoli entrate doganali per lo

• Stato.

Nei possedimenti caraibici fu chiaro in quale misura l'impero traeva profitto dalla schiavitù e dal

• commercio degli schiavi --> per ottenere il massimo guadagno da un'agricoltura tropicali furono

sviluppate le forme più brutali di sfruttamento della forza del lavoro --> il lavoratore era una cosa

che apparteneva al proprietario

La legge di Barbados constatava sin da principio la fondamentale assenza di diritti di uno

• schiavo --> i negri e gli altri schiavi venivano considerati per natura barbari, selvaggi e non

addomesticati, risultavano del tutto inadatti a essere governati secondo i diritti, le leggi e le

usanze della loro nazione.

Gli africani imbarcati a forza andavano incontro a condizioni di lavoro e di vita durissima nelle

• piantagioni e il tasso di mortalità superava quello di natalità --> la mortalità era incrementata da

lavoro durissimo/ punizioni / cibo insufficiente/ vestiario/ condizioni di vita che favorivano le

epidemie--> per le schiave le condizioni di lavoro avevano come conseguenza l'infertilità

Poiché i piantatori preferivano la manodopera maschile e le famiglie venivano sempre divise, la

• popolazione degli schiavi nelle isole caraibiche si mantenne soltanto attraverso la prosecuzione

del commercio di uomini fino al 1807, quando il parlamento britannico vieto il traffico degli

schiavi. ESPANSIONE COLONIALE DOPO IL 1660

Tra il 1640 il 1660 ci fu una pausa nell'espansione transatlantica dell'Inghilterra --> furono gli

• anni della guerra civile.

Non vennero fondate altre colonie in America, tranne la Giamaica, e si estinse il flusso degli

• emigranti quando, con la vittoria nella guerra civile, i puritani videro aprirsi la prospettiva di uno

Stato confessionale sul suolo inglese.

1660 = restaurazione della monarchia e inizio di una nuova fase dell'espansione coloniale.

• 1663 = Carlo II accordare una concessione a otto speculatori nobili Che riguardava l'intero

• territorio situato tra la Virginia e la Florida spagnola --> nacque la Carolina --> Charleston fu il

principale insediamento // inizialmente i fondatori volevano creare una colonia simile al Mary

land (far nascere una società coloniale organizzata sul modello della gerarchia feudale) E venne

persino stesa una costituzione, ma tutto ciò si rivelò un'utopia.

Crebbe nella parte meridionale il numero degli immigranti provenienti da Barbados (vittime della

• rivoluzione dello zucchero che avevano perso la terra e il lavoro) // più a nord migrava

soprattutto che non vedevo un futuro perse in Virginia --> nel 1701 la Carolina venne divisa in

Nord e sud (il principale prodotto di esportazione delle due Caroline divenne il riso, grazie al

lavoro degli schiavi).

Nacquero le colonie di mezzo: New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware --> permisero il

• legame tra gli insediamenti della Nuova Inghilterra e le colonie dei piantatori a sud

Carlo II portava avanti una politica anti olandese: affidò al fratello l'aria tra la nuova Inghilterra il

• Maryland, nonostante lì, sull'isola di Manhattan, gli olandesi possedessero da tempo una base

fiorente, New Amsterdam --> iniziò il secondo conflitto anglo-olandese //nel 1664 cadde nuova

Amsterdam e la colonia venne ribattezzata New York

New Jersey --> si insediarono perlopiù emigranti dalla nuova Inghilterra.

• La society of friends era una comunità religiosa quacchera, frutto della rivoluzione inglese, che

• fece sorgere sette numerose --> la dottrina era un individualismo estremo e la parola di Dio si

manifestava soltanto a ogni singolo con l'illuminazione interiore --> rifiutavano ogni forma di

autorità e gerarchia --> Uno dei sostenitori più influenti fu William Penn, il quale ricevette da

Carlo II una lettera di privilegio per fondare una colonia, che sarebbe stato il rifugio per i suoi

compagni di fede perseguitati --> la colonia venne chiamata Pennsylvania // il territorio era

adatto alla coltivazione del grano //la costituzione progettata da Penn garantiva la tolleranza //

con gli indiani Penn tento di trovare una collaborazione, però fallì il suo tentativo di realizzare

una convivenza pacifica fra bianchi e indiani //L'appropriazione della terra avviene in modo del

tutto è regolare, a scapito dei primi possessori.

Successivamente nacque anche l'ultima delle 13 colonie, la Georgia, per motivi strategici e

• filantropici --> avrebbe dovuto colmare i buchi tra la Carolina e la Florida spagnola e avrebbe

dovuto costituire un argine di protezione contro gli attacchi spagnoli, ma anche gli indiani -->

nacque come un progetto per inviare i detenuti in America --> economia della Georgia si

sviluppò sul modello della colonia della Carolina.

ESPANSIONE E MIGRAZIONI

Con la fondazione di colonie di insediamento sulla fascia costiera dell'America settentrionale,

• l'Inghilterra aveva inaugurato una forma nuova dell'espansione europea oltre mare.

Gli inglesi furono i primi a non accontentarsi di fondare singole basi commerciali e crearne una

• nuova terra civile non sottomettendo ne depredando le civiltà autoctone.

Il destino degli indiani fu segnato dalle epidemie.

• Introducendo le forme dell'agricoltura europea, i coloni toglievano gli abitanti auto con le basi di

• sussistenza (disboscamenti e prati recintati sostituivano i luoghi aperti dove cacciavano gli

indiani, che furono spinti verso ovest dal flusso di immigranti).

Alla base ci fu un'immigrazione massiccia.

• La maggior parte dei britannici non lasciava il paese da conquistatore, in cerca di bottino oltre

• mare o per sfruttare la manodopera locale, mai per rifarsi un'esistenza con le proprie mani.

Di norma decidevano spontaneamente o influenzati dalla propaganda degli imprenditori

• coloniali.

Generalmente si mandavano nelle colonie i delinquenti e gli elementi indesiderati (poveri, donne

• anziane e nobili che pesavano sulle finanze dei comuni).

Lo Stato non perseguiva una politica coloniale mirata, molto dipendeva dall'interesse di

• imprenditori privati.

Il contingente maggiore dei migranti britannici proveniva in un primo tempo dall'Inghilterra

• successivamente dalla Scozia e anche dall'Irlanda.

Nel 700 aumentò il numero dei coloni tedeschi --> Plantation Act (1745) --> Siri naturalizzato,

• uno straniero doveva soltanto sul giornale per sette anni in una colonia britannica (solo i cattolici

erano esclusi da questa regola).

Nel corso di un secolo l'Inghilterra era riuscita a ritagliarsi un posto di riguardo tra le potenze

• coloniali europei e grazie gli insediamenti sulla fascia costiera orientale del Nord America

Fino alla fine del settecento le colonie americane avrebbero costituito il cuore del nuovo impero

• coloniale -->

I pirati e la periferia dell'impero mondiale :

Le sole fortune dei francesi e degli inglesi durante il '500 furono gli atti di pirateria.Francia che

Inghilterra ebbero un ruolo marginale nell'espansione oltremare e questo è dovuto a fattori interni

ed esterni. Il fattore esternofu certamente il Trattato di Tordesillas del 1494 con il quale il papa

divise il mondo tra Spagna e Portogallo, garantendo garantendo così la potenza degli iberici.I

fattori interni invece furono dati dai conflitti dinastici e politici che incalzavano la Francia e

l'Inghilterra del XVI secolo. Tali avvenimenti fecero si che i due regni operasseroai margini della

conquista riducendo la loro presenza solo ad atti di pirateria.

L'impero inglese nel Nuovo Mondo e in Asia 1500-1700 (INGLESI):

L'Inghilterra mosse i sui passi alla ricerca di una via alternativa per raggiungere l'Asia cercando un

passaggio a nord-ovest che avrebbe permesso di evitare i portghesi lungo la costa africana. Fu

Giovanni Caboto a rivendicare all'Inghilterra il Nord America. Caboto credeva che la maggior

parte delle spezie provenisse dal nord dell'Asia e quindi fu questa la motivazioni di trovare un

passaggio verso il nord. Enrico VII fu molto interessato a tale impresa, specialmente dopo essersi

pentito di non avere aiutato Colombo quando gli chiese supporto. Caboto accettò di viaggiare a

proprie spese e in cambio ricevette dal re le lettere patenti che gli accordavano piena autorità e

potere di navigare e di scoprire terre in nome dell'Inghilterra.Caboto prese il largo nel maggio

1497 da Bristol e arrivò nel Terranova a fine giugno. Enrico VII gli concesse una pensione annua.

Nel 1498 intraprese un secondo viaggio con navi e marinai concessi dal re ma subito una nave

ritornò mentre delle altre quattro non si seppe più nulla.

Il passaggio a nord-ovest:

Successivamente fu sir Hemprey Gilbert a cercare un passaggio a nord ovest. Dal 1576 al 1578

egli seguì le tre spedizioni di Martin Frobisher nell'Artico canadese. Nel 1578 Gilbert allestì una

flotta e salpati da Plymouth si avviarno verso l'America; nel 1583 riscì a portare cinque navi fino a

Terranova. Henry Hudson proseguì l'opera di Gilbert risalendo il fiume e scoprendo la zona intorno

alla baia che porta il suo nome; qui scoprì una regiona dedita alla produzione di pellicce.

Pirateria e colonie permanenti:

Gli ingenti quantitativi di metalli provenienti dalle Americhe e diretti a Siviglia erano un allettante

bottino; la guerra tra Elisabetta I e Francesco II portò all'adozione di misure più audaci

nell'atlantico.John Hawkins e Francis Drake erano dediti al commercio degli shiavi tra 1560-70

quando la loro flotta fu scoperta dagli spagnoli a San Juan; i due persero ingenti perdite e solo le

loro due navi si salvarono. Con l'aiuto di pirati francesi e i cimaroons (schiavi fuggiti agli spagnoli),

Drake catturò un convoglio pieno di argento proveniente dal Perù, diventando cosi molto

ricchi.Nei decenni successivi l'Inghilterra di Elisabetta I divenne molto più aggressiva sia nel

Nuovo Mondo che in Asia. Nel 1584 Walter Raleigh ebbe la patente regia decennale per esplorare

l'America, erano garantiti il diritto di proprità su tutti i territori scoperti dietro versamento di 1/5 dei

metalli preziosi scoperti. Nell'aprile 1584 venne allestita una flotta che risalì le coste dell'America

del Nord, dalla Florida fino alla Carolina del Nord e queste terre furono chiamate Virginia, li venne

allestita una colonia sull'isola di Roanoke sotto la guida di John White il quale però dovette

ritornare in Inghilterra, quando questi vi ritornò nel 1591 scoprì che la colonia era scomparsa. Fu

con Giacomo I e poi Carlo I che vennero creati insediamenti permanenti; le colonie avrebbero

arricchito la corona con nuove tasse doganali e sia i cittadini privati con gli nvestimenti. I metalli

preziosi erano ai vertici delle priorità ma vi fu anche un'alta richiesta di pesce e legno per costruire

le navi. Dal punto di vista religioso, i protestanti inglesi vedevano alle colonie come un'occasione

per diffondere il Vangelo tra gli indigeni .Sotto il profilo politico gli obiettivi erano, dato il forte

sentimento antispagnolo, quelli di creare piazzeforti da cui attaccare l'America Spagnola. Dal

punto di vista sociale la disoccupazione dilagante e la crescita demografica di Londra avevano

indotto a pensare ce l'Inghilterra fosse sovrappopolata e che quindi le colonie fossero una valvola

di sfogo per tale fenomeno. Il problema della carona inglese tuttavia consisteva nella penuria di

denaro poiché i monarchi inglesi dipendevano ancora da forme di tassazione di tipo medievale.

Elisabetta I superò tale difficoltà accettando i contributi dei corasri come Drake.

Virginia e Massachusetts:

Nel 1606 venne istituita la Virginia Company che comprendevale compagnia di Londra e Plymouth

(compagnia finalizzate a colonizzare aree differenti dell'America del nord). Queste due compagnie

avevano la proibizione di fondare colonie a meno di 160 km l'uno dall'altra. La prima spedizione

della Virginia Company salpò nel dicembra 1606 e ne maggio 1607 approdò nell'isola di

Jamestown dove fondarono un insediamento. Le difficoltà furono numerose per via degli indiani e

per la difficoltà di trovare cibo tanto che molti coloni morirono. Grazie agli sforzi di John Smith e al

matrimonio tra l'indiana Pocahontas e John Rolf venne inaugurata una pace nel 1614 e la

colonia resse. Qui Rolf scoprì il tabacco, il quale essendo troppo forte per i gusti europei, si diede

a sperimentazioni aromatiche e dolcificanti; nel 1617 venne inviato un carico di tabacco in

Inghilterra, iniziando a diventare una moda grazie ai primi prezzi relativamente bassi. Per

agevolare l'espansione della produzione di tabacco furono importati dall'Angola manodopera

africana con contratti vincolati e poi come veri e propri schiavi. Nel 1624 la Virginia Company

venne sciolta e la Virginia divenne colonia reale. Nella Virginia del nord la compagnia di Plymouth

ebbe meno successi per via del suolo roccioso e del clima molto rigido; solo verso gli anni 30 del

'600 Giacomo I concesse alla compagnia il New England, New Jersey e Nuova Scozia. Sir Edwin

Sandys, tesoriere della compagnia, concesse ai pellegrini di insediarsi nella parte settentrionale.

Nel 1620 il Mayflower e i pellegrini fondarono Plymouth colony; tra 1620-40 si ebbe una grande

espansione di inglesi in New England. La colonia del Massachusetts divenne la più importante

tanto che venne creata la Bay Company per colonizzare la regione. La situazione caotica in

Inghilterra dovuto allo scontro tra re e parlamento fece si che molti puritani, perseguitati

dall'arcivescovo William Laud, venissero mandati in Massachusetts; i coloni celebrarono nel luglio

1630 il giorno del Ringraziamento anche se le difficoltà dovuto a scarsità di cibo, malattie, clima

rigido e conflitti con gli indiani non mancarono.

I Caraibi, l'America meridionale e il commercio triangolare:

Dopo la guerra civile e l'esecuzione di Carlo I nel 1649 seguì il Commonwealth e il coverno

dittatoriale di Cromwell come lord protettore (1653-58). la piccola nobiltà e ii mercanti si

aspettavano una decisa espansione oltremare di cui tappa fondamentale era spezzare il

predominio olandese; fu così che nel 1651 si ebbe l'Atto di Navigazione con il quale si decretava

che tutte le merci in entrata e uscita dall'Inghilterra dovessero viaggiare su navi inglesi. Secondo

passo fu poi, dal 1652-54, la prima guerra contro gli olandesi che portò a una solida presenza

inglese nei Caraibi e in America meridionale. Nel 1623 era già partita la colonizzazione delle isole

St.Chistopher, Nevis, Barbados e Montseratt. Dopo il 1630 venne introdotta la canna da zucchero

portando così a una crescente domanda di schiavi. Nel 1655 Cromwell armò una spedizione nei

Caraibi e sottrasse la Giamaica agli spagnoli; gli inglesi si stabilirono a Guyana e in Suriname.

Qeuste attività portarono gli inglesi a scontrarsi con gli spagnoli e la CompagniaOlandese delle

Indie Occidentali. La seconda (1664-67) e la terza (1672-74) guerra olandese scoppiarono per la

competizione commerciale e imperiale delle due potenze; l'ottimismo della restaurazione di Carlo

II aveva portato a una politica mercantile antiolandese aggressiva tanto che si arrivò alla resa di

New Amsterdam per essere poi ribattezzata New York dagli inglesi. Nel 16772 fu creata la Royal

African Company la quale aveva il monopolio del commercio degli schiavi; questo commercio

aveva molti profitti e molti erano i mercanti che volevano prendere parte a questo lucroso

commercio, il Parlamento inglese decise di sospendere il monopolio...ogni anno 20 mila schivi si

muovevan oper l'Atlantico. Nel 1700 venne sviluppato il commercio triangolare che vedeva le

merci inglesi scambiate in Africa con gli schiavi i quali venivano mandati in America e da li le merci

americane come zucchero, caffè, tabacco e rum venivano inviate in Inghilterra, tutto questo

secondo rotte triangolari Inghilterra-Africa, Africa-America, America-Inghilterra. Questo

commercio garantiva profitti ai mercanti coinvolti e rafforzava l'impero inglese nel Nuovo Mondo.

La Compagnia inglese delle Indie orientali (EIC):

Nel 1600 Elisabetta I assegnò un monopolio di 15 anni, al governatore e alla compagnia dei

mercanti di Londra che commerciavano nelle Indie Orientali. La compagnia aveva 125 azionisti, un

governatore e 24 direttori. Il problema degli inglesi, proprio come quello olandese, era quello di

erodere il potere portoghese. Nel 1583 Ralph Ficth partì con un gruppo di mercanti alla volta

dell'Asia. Dapprima raggiunsero Aleppo nel Mediterraneo e poi percorsero la Mesopotamia fino

ad arrivare a Baghdad per poi raggiungere Bassora nel 1583, dopo questo raggiunsero via mare

la fortezza portoghese di Hormuz dove furono arrestati e trasferiti a Goa. Il vicerè Francisco de

Mascarenas li interrogò e li trattenne fino a dicembre, poi grazie a un prestito di 2000 ducati da

parte delgesuita Stevens, Ficht fu liberato con la promessa di rimanere a Goa cosa che però non

avvenne perchè fuggì nell'aprile del 1584. Ficht viaggiò fino alla corte dell'imperatore moghul

Akbar ed esplorò una parte dell'Asia (Bengala, Pegu, Birmania, Malesia e Malacca) infine

raggiunse Londra nel 1591.

La rivalità con gli olandesi in Indonesia 1600-1623:

Gli inglesi decisero di concentrare le loro attivitò dove il potere olandese era debole: in Indonesia.

Nel 1591 alcuni mercanti inviarono 3 navi con lo scopo di esplorazione e di pirateria comandate

da James Lancaster il quale salpò da Plymouth e raggiunse la penisola malese nel 1592; la

spedizione non ebbe grande successo e fece ritorno in Inghilterra nel 1594. Si riscattò l'anno

successivo saccheggiando Pernabuco in Brasile e la Compagnia delle Indie Orientali lo scelse per

dirigere una spedizione nel 1601. Nel 1602 Lancaster raggiunse l'Indonesia e negoziò coi sultani

locali molti trattati commerciali; in Indonesia riuscì a far istituire un fondaco a Bantam e ad

ottenere un carico di spezie

proveniente dalle Molucche. Come ricompensa Elisabetta I lo fece cavaliere. Nel 1604-05 venne

fatta una seconda spedizione nelle Molucche ad opera di Henry Middleton che ebbe analoghi

successi. Tuttavia benchè vi fossero successi, la Compagnia delle Indie orientali ebbe molti

problemiperchè fino al 1614 essa non fu una compagnia per azioni ma ogni viaggio era finanziato

separatamente e alla fine venivano divisi i guadagni; questo voleva dire che era impossibile

competere con la VOC olandese. Dal 1614 al 1657 la Compagnia delle Indie Orientali si servì di

azioni a breve termine; solo con Cromwell nel 1657 essa divenne una società per azioni

permenante potendo così competere con la rivale olandese. In questa fase gli inglesi si espansero

molto in Indonesia e ottennero il fondaco di Mackassar, Run, Nailaka e Amboin nelle Molucche. La

VOC tuttavia rese difficile la vita agli inglesi e il massacro di Amboin ad opera del governatore

olandese Van Speult. Tale atrocità ebbe l'effetto desiderato di rintuzzare la presenza della

Compagnia delle Indie Orientali inglesi. Era chiaro che i maggiori profitti degli inglesi non

sarebbero arrivati dall'Indonesia.

Il trasferimento in Persia e India 1620-1700:

I dirigenti della Compagnia delle Indie Orientali avevano deciso di diversificare le attività

commerciali e dato che era difficile vendere lana e altri articoli nell'Asia tropicale, si scelse una via

commerciale intra asiatica per evitare l'esborso di ingenti quantitativi di moneta. L'India divenne

uno degli obiettivi dell'Inghilterra. Smythe decise che era saggio avviare relazioni commerciale in

aree dove i poteri locali potessero difendere gli inglesi dai concorrenti olandesi. Tra 1606 e il

1639gli inglesi cercarono di ottenere privilegi commerciali dallo scià di Persia e lo zamorin di

Calicut e l'imperatore Moghul. Nei primi venticinque anni gli inglesi rafforzarono le loro relazioni

grazie alle missioni diplomatiche alla corte dei regnanti e vincendo contro i portoghesi nella

battaglia navale di Surat.Le ambasciate cominciarono nel 1607 con William Hawkins il quale

conoscendo il turco divenne il primo ambasciatore di re Giacomo I presso la corte Moghul;

tuttavia gli intrighi degli olandesi e dei portoghesi spinsero Hawkins ad andarsene. Nel 1610 la

Compagnia delle Indie Orientali decise di fare dell'India e di Surat il principale obiettivo; nel 1613

dopo tentativi e respinte riuscirono a far aprire un fondaco a Surat. Infine la missione diplomatica

di Thomas Roe tra 1615-19 fecero si che venisse riconfermato il fondaco di Surat oltra ad

assicurare ed estendere i privilegi commerciali in altre parti dei domini dell'imperatore Moghul.

Crebbero dei fondaci ad Agra, Amhabad e Broach. Una volta essersi espansi a Surat era invitabile

guardare al Mar Rosso e al Golfo Persico anche se il principale ostacolo era la fortezza

portoghese di Hormuz. La lotta tra portoghesi e inglesi fu inevitabile nel 1620 nove navi inglesi

arrivarono a Hormuz e Qeshm i quali attaccarono, insieme a persiani (nemici dei portoghesi), le

due fortezze espugnandole. Lo scià di Persia fu molto soddisfatto della cacciata dei portoghesi

dai suoi domini e conferì alla Compagnia delle Indie orientali metà delle spoglie delle due forteze

più il 50% dei dazi doganali nello scalo di Hormuz. Per tutta l'India furono costruiti fondachi come

a Calicut, Golconda, Belasore, Hugli; Keeling creò dei fondachi nel golfo Persico nello Gujarat e

Malabar. Sulle attività della Compagnia delle Indie orientali influì molto la guerra dei trent'anni, le

guerre civili in Inghilterra, il Commonwealth, la dittatura di Cromwell. I ritorni sugli investimenti non

arrivarono più a eguagliare quelli della prima compagnia, la guerra civile pesò gravemente sulla

quarta senza contare che il monopolio della compagnia non era sicuro. Le cose migliorarono nel

1657 quando Cromwell diede una nuova concessione alla Compagnia delle Indie Orientali; fu poi

con Carlo II che vennero riconfermate le concessioni del 1657. venne riconfermato il fondo

permanente a base azionaria, la compagnia poteva arrestare e rimpatriare i contrabbandieri,

poteva fare guerra e stipulare paci con sovrani non cristiani e poteva esercitare giurisdizioni civili e

penali nei suoi insediamenti.Grazie ad un accordo matrimoniale col Portogallo, l'Inghilterra

ricevette l'isola di Bombay ma poi Carlo II la cedette ala Compagnia delle Indie orientali in cambio

di 10 steline d'oro all'anno; in una posizione strategica , Bombay divenne la base operativa della

Compagnia delle Indie Orientali. Grazie a gerald Aungier, Bombay prosperò diventanto un grande

centro religioso e commerciale dove la libertà religiosa attirava moltissimi mercanti più diversi tra

loro. Nel 1690 la presidenza della Compagnia delle Indie orientali venne spostata da Surat a

Bombay. Nel frattempo anche Fort S.George a Madras ebbe lo stesso destino di fioritura grazie

alle sagge politiche di William Langhorn.Nel 1700 l'inghilterra aveva solide basi nell'Atlantico e in

India, con la fine della guerra con la Spagna e il trattato d Utretch del 1713 che pose fine alla

guerra di successione spagnola, l'Inghilterra guadagnò una parte del lucroso commercio degli

schiavi (asiento) dell'America spagnola. Grazie poi al trattato di Metheuen del 1703, il Portogallo

divenne un alleato affidabile; per quanto riguarda gli olandesi invece erano stati nettamente

sconfitta, la VOC aveva perso l'occasione di distruggere la Compagnia delle Indie oriental iinglesi

in India quando ancora era in periodo di crisi. L'ultimo rivale sui mari era rappresentato dalla

Francia.La sfida francese

1500-1600 (FRANCIA):

La campagna francese doltremare francese iniziò con Francesco I che decise di contestare la

divisione del mondo tra le potenze iberiche prevista dal trattato di Tordesillas; sogno di Francesco

I era creare un impero che potesse competere con i suoi rivali. Se i suoi esploratori avessero

trovato una via per l'Asia, la ricchezza che ne sarebbe conseguita avrebbe aumentato la sua

reputazione e l'oro avrebbe potuto permettere la continuazione di guerre. Nel 1525 finanziò la

spedizione di Giovanni da Verrazzano per cercare un passaggio a nord-est; Verrazzano rivendicò il

Terranova alla Francia e poi esplorò buona parte della costa orientale chiamandola “francesca”.

Nel decennio successivo Francesco I fu impegnato nelel guerre d'italia e fu catturato da Carlo V;

solo nel 1534 finanziò la spedizione di Jaques Cartier.

I viaggi di Jaques Cartier 1534-1544:

Nella sua prima navigazione egli raggiunse il Terranova che esplorò e dove acquistò pellicce agli

indiani, inoltre scoprì e risalì il fiume San Lorenzo e rivendicò la regione in nome del re.Il secondo

viaggio iniziò nel maggio del 1535 e vide Cartier risalire il San Lorenzo fino al villaggio urone di

Stadacona e nell'ottobre raggiunse Hochelaga. Cartier e i suoi rimasero a Stadacona tutto

l'inverno fino a maggio dopodichè part' alla volta della Francia portandosi con se il capo urone

Donnacona per raccontare la storia di un regno pieno d'oro e pietre preziose. Questo secondo

viaggio svelò gran parte dell'estensione San Lorenzo e il ricco potenziale del commercio delle

pellicce. La terza spedizione fu aavviata nel maggio 1541 con l'intento di scoprire il regno di

Saguenay (quello della storia dell'urono) e di stabilire un insediamento lungo il San Lorenzo;

Cartier fondò Charlesbourg-Royal composta da coloni e galeotti esiliati. I coloni iniziarono la

ricerca di metalli preziosi i quali furono trovati e inviati alla madre patria. Tuttavia nel 1541-42 le

condizioni peggiorarono, gli indiani divennero sempre più ostili e lo scorbuto dilagò; Cartier

aspettava Sieur de Roberval ingaggiato dal Francesco I per colonizzare il Canada. Nel 1542 i

coloni ritornarono in Francia.Francesco I aveva nominato Reberval tenente generale per il paese

del Cananda cl fine di costruirvi piazzeforti e chiese; Reberval ripristinò l'insediamento di

Charlesboug-Royal ed esplorò il San Lorenzo fino alle cascate di Motnreal. Il duro inverno del

1542-43 e i vari problemi come malattie e ribellioni furono affrontati con grande tenacia anche se

fin'ora le disavventure furono superiori rispetto ai vantaggi; nel 1543 Francesco I mandò i soccorsi

ma Reberval e i coloni rimasti gettarono la spugna e se ne andarono.I tentativi cinquecenteschi di

scoprire il passaggio a nord ovest e della colonizzazzione del Canada erano falliti. Dopo la morte

di Francesco I la Francia fu dilaniata dalle guerre di religione che resero impossibile ogni

colonizzazione finanziata dalla corona; soltando nobili e mercanti finanzivano spedizioni private

partendo dai porti della Bretagna e Normandia. I pescherecci francesi incrociarono lungo le coste

del Cananda banchi di merluzzo e iniziarono e rendere vivo il commercio di pellicce con gli uroni e

gli irochesi. La spedizione francese più importante i Brasile fu fatta nel 1555-60 quando Nicolas

Durand de Villegagnon raggiunse la baia di Ganabara e vi eresse Fort Coligny da cui però furono

espulsi nel 1560 quando il governatore generale portoghese Mem de Sà sopraggiunse con una

robusta forza armata.

L'impero Francese in Canada e nei Caraibi 1600-1700 :

Con Enrico IV e Luigi XIII si ebbero nuovi progetti coloniali sostenuti dalla monarchia. Nel 1608

Enrico IV sostenne il primo insiediamento canadese sotto Samuel de Champlain il quale esplorò la

regione del San Lorenzo e trattò con le tribù locali per avere informazioni sulle grandi vie d'acqua

dell'interno. Nel 1605 venne fondata l'habitation di Port Royal e negli anni successivi Champlain

esplorò tutta la costa atlantica dell'America Settentrionale fino a Cape Cod ottenendo come

risultato un'accurata mappa della zona. Nel luglio del 1608 venne fondata un habitation a Quebec.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e interculturale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliamains di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla mediazione inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Saracino Mariantonietta.

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