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“Il verbo è quella parola che in più ha il tempo” (Aristotele)

La televisione ed il cinema ad esempio esistono perché gli uomini mettono in atto comportamenti

che li fanno arrivare direttamente a noi, li elaborano. Queste forme di comunicazione esistono nel

tempo e negli ambienti (Es.: la televisione esiste in casa ed in particolare in cucina e/o nel salotto/Il

cinema esiste nella sala cinematografica, ambiente nel quale si gode di uno spettacolo che ci

“riempie gli e le orecchie”). Lo stesso film trasmetto nella sala cinematografica possiamo vederlo

anche altrove, ma noi non agiamo allo stesso modo; al cinema per vedere il film dobbiamo stare

molto in silenzio mentre se lo stesso film lo guardiamo a casa possiamo parlare con i famigliari,

alzarci, fare anche rumore o ascoltare una musica di sottofondo.

I media esistono come verbi e come sostantivi, è come dire che i media sono azioni. Infatti, come

detto prima, si muovono in un certo ambiente e nel tempo (il tempo parte dalla nascita alla morte, il

tempo per il vivente va in una sola direzione, il tempo infatti è una dimensione unilaterale attraverso

il quale si svolge l'esistenza dell'uomo). La storia infatti ci permette di strutturare la nostra esistenza,

attraverso il tempo appunto.

Nel tempo la dimensione narrativa è molto importante; il racconto è il modo attraverso cui gli esseri

umani danno significato alle cose, attraverso il tempo. I mezzi di comunicazione si sono evoluti non

solo nel tempo, bensì attraverso il tempo.

Tutte le rivoluzioni, per quanto riguarda i media, sono visibili?

Ci sono diverse fasi storiche, per esempio nel 1450 la rivoluzione della stampa, mentre oggi ad

esempio viviamo in una fase dominata dal computer e da Internet. Possiamo dunque dire che la

storia dei media è costituita da passaggi storici radicali.

Certo però c'è anche da considerare un dato molto importante, e cioè che non tute le rivoluzioni

sono altrettanto visibili (Es.: il container) e che molte sono date per scontate (Es.: il telefono).

messa a disposizione del pubblico il brevetto della fotografia,

Altra rivoluzione importante: 1839 →

ed invenzione del francobollo che ha radicalmente cambiato la circolazione della posta. Il

francobollo infatti fa si che la posta venga pagata da chi la invia e non da chi la riceve. Si paga

dunque una tassa allo stato, il quale mette in circolazione la lettere/posta. La posta diventa un canale

molto moderno e statale, il concetto non riguarda più la distanza ma la nazionalità (Es.: se mando

una lettere a Pinerolo ed una a Siracusa il costo da sostenere è esattamente lo stesso).

Molte rivoluzioni in questo ambito sono scomparse oppure stanno scomparendo (Es.: il telegramma,

che è un medium che sta scomparendo anche in Italia), mentre altre, come il sistema della posta,

continuano a persistere.

Studiare la storia, non significa solo studiare il passato, ciò che ormai è superato, ma significa

rintracciare i processi di cambiamento.

Stampa, giornale ed altre forme di comunicazione

La stampa ha cambiato in modo profondo non solo la lettura. Infatti dopo l'avvento della stampa è

diventato più che normale leggere in silenzio (gli studi degli amanuensi invece erano uno dei luoghi

più numerosi che ci fosse), perché inizia a diffondersi l'idea che la lettura fosse una cosa personale.

La stampa ha portato con sé l'idea del diritto d'autore, anche se con l'avvento di Internet questa idea

sta venendo meno. Si deve quindi parlare di rivoluzioni.

La grandezza della storia è che i processi hanno una velocità differente ed ergo i tempi sono

differenti; la storia è fatta di processi diversi che si sovrappongono, ci sono tanti possibili racconti

che hanno durate differenti.

La forma del libro a stampa per esempio non nasce con la stampa, ma nel XII secolo con l'avvento

delle prime Università (intendiamo l'idea di libro moderno, quella con pagine, indice etc...).

possiamo dire che la stampa meccanizza, standardizza l'idea di libro che vi era in precedenza.

C'è una vera pluralità di tempi e di processi. Il tempo del giornale ha un tempo immediato perché il

tempo della modernità ha un tempo di immediatezza. La struttura del giornale, a mosaico, è la

la notizia invecchia ma la struttura no (i titoli principali vengono

stessa di tantissimi anni fa →

scritti con un carattere più grande e postati in prima pagina).

Nessun medium esiste da solo

Proprio per il fatto che ci sono diversi livelli di rivoluzione e diversi tempi, nessun medium esiste da

solo e nessuna forma di comunicazione esiste da sola. Per esempio alla parola si affiancava già nei

popoli primitivi il rito, ed ad entrambe le forme di comunicazione si affiancava l'uso della pittura

(dipinti rupestri).

Nelle società moderne la quantità di forme di comunicazione sono aumentate e sono diventate man

mano con il passare del tempo più complesse. Tra le diverse forme di comunicazione c'è una

divisione dei compiti che influenza anche il cambiamento. Quando arriva la televisione nel '54

(prima l'unico mezzo di trasmissione delle notizie e delle informazioni presente nelle case era la

radio, che stava in salotto, e alla sera i componenti della famiglia si radunavano per ascoltarla), alla

RAI coloro che si occupavano di questo mezzo di trasmissione dicevano che coloro che lavoravano

per la radio “lavoravano alla nostra povera sorella cieca”.

In realtà la radio non muore nel '57/'58, ma anzi nasce un nuovo modo di “fare” la radio. Si inizia a

parlare di apparecchi transistor che sono piccoli e costano poco. Iniziano ad insediarsi nelle camere

dei ragazzi. Nasce quindi il sistema dei media per gli adolescenti. Oltre agli apparecchi transistor gli

adolescenti iniziano a posizionare nelle proprie camere anche i poster. Questa è la nuova cultura

adolescenziale. La radio inizia dunque a migrare nelle stanze periferiche della casa e non resta più

solamente in salotto. Successivamente poi nasce anche l'auto – radio che è un gadget per le

automobili che permette di tener compagnia al guidatore e a coloro che sono nella macchina.

Ciò che rende tutto questo molto innovativo è il fatto che la radio la si può portare in giro e quindi

non muore con l'avvento della televisione ma si trasforma cambiando il suo ambiente (è possibile

posizionarla in tutti gli ambienti possibili). Altra novità è appunto che con l'arrivo del transistor

cambia il pubblico ascoltatore. Scompaiono dei generi che in precedenza erano classici (la

commedia/lo sceneggiatore radiofonico passa dalla radio alla televisione) per dar spazio a molta

musica. Nelle radio pubbliche viene trasmessa molta musica per i giovani.

La nascita delle prime stazioni radio specializzate in Rock 'n Roll

Nel '64 nasce la radio pirata specializzata in Rock 'n Roll (Es.: Radio Caroline è una stazione radio

britannica fondata nel 1964 da Ronan O'Rahilly per eludere il controllo della popolare trasmissione

musicale in case discografiche nel Regno Unito e la BBC) e nel '66 nasce Radio Montecarlo

anch'essa specializzata in Rock 'n Roll. Entrambe le stazioni radio si mantengono con la pubblicità

delle sigarette. La radio dunque inizia a ricavarsi un suo spazio, diventando un mezzo in

movimento.

A differenza di come si è soliti pensare, in realtà l'avvento di un nuovo medium non uccide quello

precedente, bensì lo sposta sì di ambiente ma soprattutto di significato.

Al cinema cambia ad esempio lo schermo (Il Cinema Scope consiste nel deformare, in ripresa, le

immagini e poi disanamorfizzarle in proiezione al fine di ottenere fotogrammi a largo campo visivo

anni cinquanta dalla

(2,35:1), con un conseguente gradevole effetto. Tale sistema fu brevettato negli

20th Century Fox ed utilizzato per la prima volta nel film La Tunica del 1953) che diventa più

grande e con una risoluzione maggiore. Il cinema scope scoppia con la televisione la quale spinge le

persone ad andare al cinema per vedere le cose su di uno schermo nettamente più grande di quello

della televisione.

Cambia la funzione di alcuni media

Nell'epoca del computer cambia il ruolo della televisione. Cambia anche il ruolo del quotidiano

(giornale) che fino agli anni '70 era considerato un organo di notizie primarie. Il quotidiano poi

assume una funzione di commenti, interviste, richieste, servizi. Il giornale però non sparisce, è

cambiata solamente la sua funzione (è anche cambiato il formato, lo stile giornalistico).

Il medium disegnato per eccellenza nel '900 è il fumetto perché si rivolge principalmente ai bambini

ed agli adolescenti (come avviene per i cartoni animati).

McLuhan dice che il fumetto è meno definito e racconta dei pezzetti di storia (per il resto lascia

libera interpretazione alla mente del lettore, opposto alla fotografia). È il tipico medium freddo.

Nel fumetto l'immagine disegnata si valorizza.

Bisogna ragionare in termini sistemici. Il vivere è sistemico, il sociale è sistemico a maggior

ragione. McLuhan parla di sistema; per capire un mezzi di comunicazione bisogna metterlo in

relazione con gli altri.

La comunicazione di massa con quale scienza deve essere affrontata?

I media sono delle industrie, sono tecnologie gestite industrialmente. Si può fare uno studio

economico dei mezzi di comunicazione.

Dal 1980 nasce una gestione aziendale della televisione; la televisione italiana viene considerata

come sistema commerciale di tipo redditizio, con Silvio Berlusconi.

Quando parliamo di studio sociale dei media dobbiamo intendere lo studio da una parte di forme e

di organizzazione della produzione (Es.: il giornale esiste una sociologia della comunicazione),

dall'altra parte lo studio linguistico e semiotico (lo studio sei segni i quali hanno determinati

significati). Inoltre dobbiamo intendere questo studio sia dal punto di vista economico che dal punto

di vista critico (perché un autore oppure un film è particolarmente grande e gode di maggiore fama

rispetto ad un altro?). Si possono dunque studiare diversi aspetti, ma ciò che bisogna fare è studiare

i media in modo sistematico, in modo quantitativo ed organico.

Tutti questi aspetti devono essere visti nel loro insieme, come una totalità che comprende una

varietà di aspetti che sono tutti, a loro modo, significativi.

Come possono essere studiati i mezzi di comunicazione?

Un aiuto per lo studio di questi fenomeni ci arriva da un economista americano di nome John

McLaughlin, il quale pubblica un articolo nel quale è inserita una sorta di mappatura del sistema di

comunicazione.

Al fine di proporre questa mappa McLaughlin dice che bisogna costruire un asse cartesiano nel

oggetto che si può

quale alla base dell'asse delle ascisse troviamo il prodotto (Es.: libro →

acquistare sul mercato), mentre all'opposto del prodotto possiamo trovare i servizi (Es.:

abbonamento del pullman, alla televisione etc diritto ad usufruire di un determinato servizio).

Nel sistema dei media quindi si possono distinguere sia prodotti che servizi, ma non solo; nell'asse

delle ordinate invece troviamo i supporti (Es.: se compro una risma di carta sto acquistando un

supporto, stessa cosa vale per l'apparecchio telefonico/anche il televisore è un supporto) e al suo

apposto i contenuti.

• Servizi

Reti telefoniche •

• Reti televisive

Reti postali

• Art. 15 Internet

Internet

Internet Internet

Supporti Contenuto

• •

Apparecchio telefonico/radiovisivo Dischi

• •

Carta Giornale (anche se oggi mi posso anche

abbonare, ho una componente di

servizio)

• Libro

• Art. 21

Prodotto

Al centro di tutto questo schema troviamo Internet, il quale raggruppa sia i servizi, sia i supporti, sia

i contenuti, sia i prodotti.

La posta è un servizio privo di contenuto, mentre con disco intendiamo l'acquisizione di un prodotto

fisico. La merce finale assume una delle quattro forme.

Questa mappa è fortemente descrittiva e non valutativa (non dobbiamo dare dei giudizi di valore;

non vene detto ad esempio che Internet è migliore del libro cartaceo), oltre ad avere un carattere

puramente economico (bene acquisibile da parte del consumatore). Un altro vantaggio di questa

mappa è il fatto che quando nasce un nuovo media possiamo collocarlo tranquillamente in essa, in

una delle sue quattro “caselle”. Questa mappa infatti è:

− basata sull'esistenza di tecnologie molto complesse (dalla stampa in poi).

− Basata su un sistema di business

Il telegrafo però ad esempio non ha più spazio in questo tipo di mappa, anche se siccome abbiamo

definito un modello che è sistematico ed interpretativo possiamo collocare qualunque media

(moderno) in essa. Questa mappa ci aiuta a capire qualcosa che altrimenti non avremmo capito.

Il quadrante servizi/contenuti

Possiamo anche mettere nel settore servizi, servizi con contenuti oppure servizi in abbonamento

(Es.: agenzia di stampa).

In generale questi servizi con contenuto fanno parte di quel vasto ed importante campo della

che nasce essenzialmente con la radio.

comunicazione chiamato broadcasting,

Il quadrante contenuti/prodotti

Questo è settore è strategico nella storia delle comunicazioni perché passa attraverso il libro, il

giornale, per poi arrivare al disco, al film etc...

.

Si parla di settore editoriale

L'editore è colui che trasforma le parole in oggetti fisici (mercato dei libri).

Il quadrante servizi/supporto

In questo tipo di quadrante abbiamo le reti, o meglio i vettori (servizi che trasportano dei supporti

la posta permette di far arrivare una lettera nella casa del

nei quali ci può essere di tutto →

destinatario, ma in questa lettere può esserci qualsiasi tipo di contenuto). Il servizio postale per

esempio trasporta il contenuto, attraverso una lettera per esempio, per mezzo del francobollo.

Vettori pubblici: poste.

Vettori privati: i corrieri.

Settore supporti/prodotto

In questo settore troviamo prodotti che possono essere definiti delle vere e proprie apparecchiature

(apparecchiature di radio, di computer, di ripresa etc...) e altri che sono oggetti fisici che alimentano

le apparecchiature (Es.: la carta alimenta la stampa).

In questo campo le costituzioni non ci entrano; i prodotti vengono trattati come merci normali da

tutte le altre.

Per quanto riguarda le reti televisive abbiamo una situazione di totale monopolio nel sistema

occidentale per lunghi anni (Es.: Italia 1924/1954 fino al 1976).

Nel 1976 c'è la fine del monopolio RAI ed esplode la radio e la televisione commerciale.

Nel settore di comunicazione dei contenuti, la televisione porta nelle case diversi contenuti

accessibili a tutti.

In questa fase non c'è una tutela di manifestazione del pensiero, perché le regole sono

tendenzialmente diverse.

I quattro settori della mappa e le loro ripercussioni nella Costituzione

Sono quattro settori che hanno regole di funzionamento molto diverse tra di loro.

Per il settore editoriale e quello dei vettori vigevano regole diverse anche nella Costituzione.

tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo

Art. 21 →

scritto o ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o

censure.

Appunto perché lo stato si deve astenere dall'intervenire su queste questioni, all'inizio del 1700 si

parlava di libertà di stampa. Il “mezzo stampa” viene utilizzato al fine di far circolare le idee e

dunque promuovere il dibattito.

Non a caso il primo emendamento della Costituzione americana fa riferimento alla stampa e dice

che il congresso degli Stati Uniti non deve imporre alcuna legge che riguardi la stampa. Il primo

emendamento infatti garantisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero

esercizio, nonché la libertà di parola e stampa; il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di

appellarsi al governo per correggere i torti. In sostanza il legislatore americano si deve

assolutamente disinteressare della stampa (non ci devono essere interferenze).

Il settore editoriale è dunque tutorato in termini di libertà. Anche per il cinema esista la liberà di

pensiero.

Art 15. la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione

sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria

con le garanzie stabilite dalla legge.

L'art.15 quindi si riferisce al diritto alla riservatezza (vettori).

Da una parte con l'articolo 21 abbiamo un diritto positivo a creare e diffondere, dall'altra parte con

l'articolo 15 abbiamo un diritto rivolto alla tutela della nostra comunicazione privata.

Abbiamo detto che vigono per questi settori regole diverse. La libertà di stampa.

Il primo aspetto fondamentale da tener in considerazione è che nelle democrazie liberali la libertà di

stampa si è imposta fin dalle origini come prima libertà. Questo è stato essenziale perché la libertà

di stampa è la libertà più critica dei governati nei confronti dei governanti (dove c'è la libertà di

stampa non ci sono sudditi).

La stampa ovviamente può veicolare contenuti anche orrendi, ma i limiti alla libertà sono

inevitabili; le norme contro la diffamazione (anche la libertà di stampa più estrema permette questo

tipo di norme).

E' dunque meglio lasciare la massima libertà possibile in questo ambito in quanto il fatto che uno di

noi consideri determinate cose repellenti (Es.: la diffamazione), non è detto che sia così in realtà,

oltre al fatto che le idee devono essere libere di essere espresse da tutti.

Se ci pensiamo bene, le dittature vietano la libertà di stampa perché i governati altrimenti avrebbero

il diritto di criticare i governanti, oltre al fatto che sarebbe una difesa nei loro confronti perché

potrebbero anche impedire che i governanti diventino dittatori. Corea, paese dove vi è una assoluta

Ci sono Paesi oggi che cercano di limitare l'uso di Internet →

mancanza di libertà di stampa.

Questo tipo di settore possiamo dire che sia il più tutelato rispetto agli altri tre.

Normative che li fanno funzionare sul piano economico e relazionale

Il settore prodotto/contenuti, oltre alla libertà di stampa, ha avuto bisogno anche del diritto d'autore

(copyright).

Il problema è che l'economia della comunicazione è una economia tendenzialmente diversa rispetto

agli altri tipi di merce. Perché?

Perché l'informazione circola diversamente rispetto agli altri tipi di merce; l'appropriazione di

queste merci è essenzialmente singola (Es.: la lavatrice).

Nel libro l'informazione, a differenza di quanto succede per la lavatrice, non si deteriora con l'uso,

al massimo può invecchiare (Es.: pensiamo all'informazione giornalistica). Per quanto riguarda ad

esempio il libro l'informazione circola più liberamente delle altre merci.

Un ulteriore problema è che tradurre l'informazione in merce significa limitare la circolazione (Es.:

i programmi televisivi non vengono visti dalle persone nel momento in cui non pagassero il servizio

abbonamento mediaset/canone etc...).

Il copyright

Il copyright (termine di lingua inglese che letteralmente significa diritto di copia), nato in

Inghilterra nel 1470, è l'equivalente del diritto d'autore nei paesi di common law, come gli Stati

Uniti e la Gran Bretagna, dal quale però differisce, sotto vari aspetti.

Applicare il copyright significa fissare una limitazione alla circolazione dei prodotti editoriali.

Per capire la logica del copyright dobbiamo riferirci ad una nostra esperienza: comprare il libro in

libreria costa molto di più rispetto a se lo stesso libro viene acquistato in copisteria. La nota

differenza di prezzo è evidente in quanto nel momento in cui compriamo il libro in libreria

paghiamo il diritto alla riproduzione.

Il problema più grosso dell'economia della rete di oggi è quello di far rispettare il copyright.

C'è anche il copyright sulle canzoni ed anche su alcuni contenuti di Internet. C'è da dire però che ad

oggi il copyright sulle canzoni di Internet (ad esempi) non esiste più, è “morto” (limitando la

Itunes).

circolazione faccio pagare di più le cose, le canzoni per esempio →

Il diritto d'autore

Nel sistema europeo continentale si parla di diritto d'autore, che non è un diritto economico ma

bensì un diritto della persona.

Il diritto d'autore infatti è la posizione giuridica soggettiva dell'autore di un'opera dell'ingegno a cui

i diversi ordinamenti nazionali e varie convenzioni internazionali riconoscono la facoltà originaria

esclusiva di diffusione e sfruttamento. E' l'autore (diritto morale) che dovrebbe poter vincolare la

stampa.

Sono dunque due diverse logiche che convergono verso una stessa idea di fondo dunque.

Quando scade il diritto d'autore (questo avviene per i testi antichi normalmente) la pubblicazione è

libera (le collane di tesi classici infatti possono avere prezzi anche modici).

Ma quando scade il diritto d'autore?

Normalmente scade quando è passata almeno una generazione dopo la morte dell'autore. In realtà

quello che interessa di più al mercato di business è che questo diritto duri il più possibile.

La Germania ad esempio ha imposto che il diritto d'autore scada 70 anni dopo la morte dell'autore

(per quando riguarda i film/canzoni, il diritto d'autore scade alla morte dell'ultimo componente

dell'equipe).Quando scade il diritto d'autore i prezzi crollano.

Il diritto d'autore crea una situazione di monopolio, ed oltre a limitare la circolazione del bene nei

confronti del pubblico, la limita anche nei confronti dei concorrenti.

L'economia della pubblicità cosa vende?

Vende la nostra attenzione (vende la nostra testa dicono dicono gli americani per esempio).

Si presume che se un certo numero di persone vede un determinato programma, questo programma

verrà riproposto l'anno successivo (“quello che vale per quest'anno varrà anche per l'anno

prossimo”). Di solito infatti le serie Tv che hanno ottenuto un basso numero di ascolti, non verranno

più riproposte gli anni successivi, o meglio verranno riproposte ma con nuovi contenuti, ambienti,

personaggi etc..., di modo da non riottenere un insuccesso televisivo.

Come possiamo misurare il numero di spettatori per programma, in modo da sapere se questo

programma potrebbe andar bene per il prossimo anno oppure no?

fonte autorevole e imparziale dei dati che fotografano, 24 ore su 24, minuto per minuto,

Auditel →

tutta la Tv: digitale terrestre, satellitare, via cavo etc...(misura l'attenzione di 1000 famiglie in tutta

Italia).

A differenza della televisione, in Internet i contatti si possono contare uno per uno, i contatti, a

differenza della televisioni dove sono presumibili, in questo caso si calcolabili (Es.: se apriamo un

filmato di YouTube in basso al fondo possiamo notare quante visualizzazioni ha, a quante persone

piace quel filmato, a quante non piace etc...).

Nella maggior parte dei siti Internet è richiesto un profiling del consumatore, attraverso il quale si

può sapere chi è, che programmi preferisce guardare, che cosa compra su Internet, quali prodotti, a

quali prezzi etc...Ciò che noi facciamo su Internet non è più qualcosa di nascosto.

Ithiel de Sola Pool (1917 – 1984), pioniere delle scienze sociali

Studia il sistema dei media dal punto di vista costituzionale e politico, non tanto dal punto di vista

economico. Si chiede come si fa a garantire la massima libertà alla comunicazione (1983 prima

della caduta del muro di Berlino e poco prima della sua morte).

La massima libertà possibili è legata alla libertà di stampa perché quest'ultima è la massima

garanzia che ci sia (in alcuni paesi non è ancora oggi garantita Cina, Corea del Nord etc...).

La stampa deve essere libera senza autorizzazione e senza censure.

Nel campo della radio – televisore, in tutti i paesi compresi gli Stati Uniti, non è presente lo stesso

livello di libertà. Anche il web pone libertà molto significative.

Come è organizzato il si sistema dei media?

Il principio della libertà di stampa, principio Settecentesco ma con qualche origini già nel tardo

Seicento, parte con sé l'idea fondamentale che quante più idee circolano in un Paese, tanto più c'è la

possibilità per il popolo di farsi una propria idea. Quanto più idee circolano dunque, tanto più il

potere può essere criticato. Infatti i regimi autoritari, per esempio, come prima cosa attaccano la

libertà di stampa limitandola moltissima. Il potere autoritario teme non solo la libertà di stampa

bensì qualsiasi forma di libertà (il potere Cinese teme il potere di Internet). Infatti una pluralità e

moltiplicazione di opinioni è sempre una minaccia per questi tipi di regime.

La libertà di stampa piena non dovrebbe avere gli aiuti di Stato.

La libertà è problematica, la libertà fa domande mentre le dittature danno risposte, che però quasi

sempre sono sbagliate. Non ci sono infatti garanzie assolute per la felicità umana.

La libertà di stampa non garantisce l'uguaglianza e la giustizia sociale, ma garantisce che il Governo

possa essere criticato dal popolo per il fatto che circolino idee diverse (ciò però non vuol dire che il

popolo abbia sempre l'idea giusta, anzi). La democrazia infatti non garantisce l'idea giusta ma

semplicemente una libertà delle idee (pensiamo ad Hitler che andò al potere democraticamente con

il voto del popolo). Bisogna dunque pensare alla libertà della manifestazione del pensiero come

libertà essenziale e non come garanzia. La libertà può portare le persone a fare delle scelte sbagliate

anche.

Si può dire che nel sistema dei media, preso nel suo insieme, ci sia un livello di libertà pari a quello

che la libertà di stampa garantisce ai giornali?

La risposta è no in quanto ci sono alcuni settori dei media nei quali non è garantito lo stesso livello

di libertà, ma non perché ci siano dei limiti ad una stampa che potrebbe danneggiare gli interessi

delle persone. È giusto che il cittadino sia difeso dalla diffamazione e dalla privacy per esempio.

Non sono limiti alla libertà di stampa ma bensì modi di conciliare la libertà di stampa con altre

libertà altrettanto importanti, quali per esempio godere di una propria riservatezza.

La stampa deve lasciare in pace le persone, è giusto che i singoli individui privati vengano lasciati

stare, ma d'altra parte ciò non deve avvenire se le persone sono individui pubblici perché altrimenti

potrebbero esserci gravi problemi per lo Stato e quindi per tutti i cittadini.

Il problema della pornografia

Prima i giornali contenenti anche solo corpi nudi venivano sequestrati; negli anni '70 le cose

cambiamo radicalmente, nei giornali c'erano rappresentazioni del nudo da parte sia del corpo

maschile che del corpo femminile, oltre ad atti sessuali.

Nel 1920 – 1933 negli Stati Uniti ci fu quel fenomeno chiamato proibizionismo per cui venne

vietata la vendita e l'uso degli alcolici. Questo conseguì un forte aumento della criminalità

organizzata. Il problema della pornografia è in parte simile a quello del proibizionismo statunitense

ma la liberazione in questo caso è avvenuta di fatto e senza l'entrata in vigore di alcuna legge (come

avvenuto invece per il proibizionismo).

Nel 1972 le edicole avevano riviste nelle quali erano presenti atti sessuali anche forti, ma queste

riviste potevano essere consultate anche da un bambino piccolo in quanto non c'erano limiti di età,

oltre al fatto che non erano incelofanate queste riviste.

Nel corso del XX secolo dunque quel limite alla libertà della pornografia venne liberalizzato, fatta

eccezione per la pedopornografia e per la pornografia molto violenta.

Oggi la libertà di stampa diventa quindi totale, si può ormai pubblicare tutto, anche grazie (dato da

non dimenticare) all'avvento di Internet, anche se nessuna libertà garantisce garantisce scelte

razionali. La libertà è anche libertà di fare cattivo uso delle cose.

Se si mettono dei limiti alla pornografia e come se si mettessero dei limiti alla libertà di stampa,

infatti la libertà di stampa centra paradossalmente con la libertà delle pornografia.

Chi è il soggetto della libertà di stampa? Esiste il diritto del cittadino a ricevere l'informazione?

Il soggetto ovviamente è chi scrive e chi pubblica, chi diffonde e manifesta un pensiero libertà

attiva. Questa libertà è a capo di autori ed editori quindi.

Gli editori sono coloro che pubblicano e rendono pubblico, mentre gli autori hanno il diritto che

nessuno riproduca la loro opera senza il loro consenso.

Il diritto ad essere informati è teoricamente più importante della libertà di stampa, in quanto

riguarda tutti. In Internet il numero di coloro che leggono un messaggio diminuisce, mentre

aumenta il numero di prodotti testuali che vengono letti da un numero di ridotto di persone. Sono

dunque più i prodotti di coloro che usufruiscono dei prodotti.

Non è più importante la libertà di tutti?

In parte si.

La libertà di accesso all'informazione è fondamentale soprattutto in questo periodo storico, grazie

all'avvento di Internet. Ci deve essere sempre qualcuno che ci informa .

La libertà di stampa dunque garantisce la diversità, ma non garantisce la ricezione. Chi emette

opinioni attraverso la stampa ha interesse che queste siano diffuse e conosciute; la libertà di stampa

nei regimi liberali è trattata con la logica del mercato: diffondere le idee come si diffondono le

merci. Il mercato favorisce fenomeni come il fallimento di alcune imprese ed il successo di altre.

La libertà di stampa riguarda autori ed editori

Gli autori sono, come detto in precedenza, coloro che scrivono i testi, mentre gli editori sono coloro

che coordinano i vari compiti (mettono insieme l'autore con altre mansioni di tipo grafico,

tipografico...e portano il libro fino alla vendita). Ma quali sono le mansioni specifiche di un editore?

− selezionare dei libri

− programmare l'uscita dei libri

− coordinare i diversi mestieri per arrivare al compimento del libro

− curare il libro, fare in modo che non abbia dunque errori di stampa e che abbia una

impaginazione decorosa

− trasformare un'idea in merce

L'editore del giornale ha invece un compito più impegnativo: deve assicurare che il giornale esca

tutti i giorni, deve assicurare che abbia le notizie principali etc...(nei giornali i giornalisti non curaro

ma scrivono i giornali).

Il compito dell'editore è molto importante anche nel campo dell'editoria discografica (Rivoluzione

codice a barra che trasferisce l'informazione al fisco, oltre

non vista che riguarda il commercio →

che ai magazzini delle varie catene di supermercati) in quanto c'è anche il talent scout. L'editoria

discografica vende a fasce d'età più particolari ed in modo più organizzato, rispetto all'editoria

giornalistica che si riferisce si a tutti ma principalmente ad un pubblico di adulti (quindi meno

diffusa tra i giovani ad esempio).

Un altro aspetto fondamentale per la produzione discografica è la forza della hit parade (che

sicuramente supera le classifiche dei libri più venduti) perché sono molto importanti e sono più di

“moda” le classifiche dei dischi più belli. Ma chi fa la classifica?

Prima c'erano enti specializzati che facevano queste classifiche telefonando ai vari negozi, questo

però era abbastanza controproducente in quanto questi enti finivano per telefonare solo ai negozi del

centro città non considerando quelli di periferia che oltretutto probabilmente avevano già fatto delle

loro classifiche/selezioni. Altra differenza è che nel campo discografico non è presente il

meccanismo della resa, mentre per l'editoria sì.

Il codice a barra invece ci dice le vendite effettive, senza l'utilizzo di ricorrere a telefonate (che

spesso oltretutto possono portare a risultati anche distorti). Cambiano dunque tantissime cose, il

Rock per esempio scende di livello in classifica e sale il country western negli Stati Uniti, cambia la

logica del mercato, cambiano le classifiche etc...anche se rimane il talent scout.

Adesso i talent scout guardano YouTube (i gruppi Indie arrivano al grande pubblico attraverso

Internet senza neanche passare dalla radio nonostante la sua diffusione).

Ed il cinema? Qual'è il problema?

Un meccanismo commerciale diverso dal libro e dal disco avviene per il cinema.

Il problema è che produrre un film costa tantissimo, certo anche produrre una canzone costa, ma tra

i due non c'è paragone. È la produzione cinematografia in sé che costa molto.

Per fare un film infatti ci vuole un “esercito” perché la quantità di persone impiegate per la

produzione cinematografica è immensamente superiore (in confronto ad una composizione

musicale). Il regista è il conduttore di “questo esercito” che vuole arrivare a creare un prodotto

unico mettendo insieme tutti i componenti a disposizione.

Il filma nasce dall'idea, la quale diventa soggetto, il quale diventa immagine, la quale diventa per

finire sceneggiatura. Bisogna anche produrre le riprese, montare le scene, riprodurre i suoni, luoghi,

sopralluoghi, comparse, confezionamento, c'è bisogno di scenografi e tecnici del suono etc...Il

montaggio è fondamentale, è un lavoro enorme e molto delicato.

Per riprodurre un film occorre avere metaforicamente una macchina produttiva gigantesca, avendo

oltretutto a disposizione contesti enormi.

Chi garantisce la resa del film sono soprattutto i divi (Es.: Tom Cruise), anche se essi costano tanto

e non tutte le case cinematografiche possono sempre permetterseli.

I divi sono però una garanzia parziale di resa, oltre al fatto che sono una possibilità di un costo

aumentato senza la certezza assoluta del successo della produzione.

Ciò che conta moltissimo per l'industria cinematografica sono sì i premi dei festival (Es.: Cannes)

ma soprattutto gli oscar, in quanto ci stiamo riferendo ad una industria che deve quotare il valore

delle persone.

“Produrre un film significa fare una grossa scommessa”, infatti il passaggio dall'idea alla merce è

costoso. Un divo per esempio può essere sorprendente per 10 anni agli occhi di tutti, ma

all'undicesimo anno di lavoro al pubblico può non piacere più (stessa cosa vale per il Rock e la

musica leggera, ma la “fortuna” è che i costi sono notevolmente più bassi).

La nostra tende ad essere un'industria conservatrice; i grandi attori discografici scommettono su

idee anche sconosciute ed attori sconosciuti, ma non sempre questa selezione va a buon fine in

termini di guadagno e di incassi.

Il cinema dall'inizio fino agli anni '50 – '60 faceva la maggior parte dei soldi nelle sale

cinematografiche, e pensava che la televisione fosse una concorrente (le case discografiche chiesero

di trasmettere i film in televisione non più il sabato ma per esempio il lunedì di modo che il sabato

la gente poteva andare tranquillamente al cinema). Il cinema successivamente inizia a fare soldi

anche grazie alla televisione perché paga i diritti per trasmettere film di successo. Si passa poi

cinema da casa).

addirittura negli anni '80 all'”home video” (videocassette, VHS, poi DVD →

Con il passare del tempo quindi cambia il ciclo di vita del film; ci sono film che non passano

neanche più nelle sale cinematografiche, ma vengono trasmessi direttamente in televisione.

Un'ulteriore garanzia per un produttore cinematografico è il fatto che ogni film deve essere sì

diverso dagli altri film (altrimenti non esisterebbe la novità), ma allo stesso tempo deve somigliare

agli altri film (ovviamente a quelli che hanno avuto successo in precedenza) Es.: film Western, il

genere spesso è ripetitivo ma diverso allo stesso tempo.

Da tener anche conto dei successi improvvisi.

Il regista è una figura di fondamentale importanza, è una figura che principalmente ha il compito di

coordinare questa complessa macchina produttiva.

“Deve coordinare il suo esercito”.

Il broadcasting, la radio e la televisione

Altro settore strategico che però si comporta sul piano giuridico ed economico in modo differente

rispetto agli altri. È il settore del broadcasting (Es.: radio, web radio, web tv etc...). Il broadcasting

nasce sotto forma di diffusione circolare ovvero telefonica e telegrafica (differente da quanto

avviene per la radio). Il broadcasting non deve produrre prodotti fisici, ma trasmetterli.

La differenza tra il broadcasting e l'editoria sta principalmente nella forma di diffusione; l'editoria

diffonde dei prodotti (il cinema produce le pellicole, oggi chiamate pizze in quanto assomigliano

proprio alla forma della pizza), mentre la radio – televisione mettono in circolazione dei messaggi

nel corso del tempo.

Per la prima volta a Budapest viene lanciato il messaggero telefonico che permette la diffusione,

con uno speciale abbonamento, di un giornale settimanale per chi lo richiede, e altri programmi di

intrattenimento come la musica per esempio.

La caratteristica principale che però distingue il telefono circolare dal giornale e dai libri è la

simultaneità.

Nel campo radiofonico e televisivo possiamo distinguere tre principali funzioni:

− produzione dei programmi

− trasmissione dei programmi

− programmazione dei programmi stessi

Trasmettendo in simultanea la radio piuttosto che la televisione, organizza non solo i contenuti ma i

tempi di ascolto delle persone. Oltretutto, solo negli ultimi anni, abbiamo la possibilità dell'ascolto

in differita (caratteristica del digitale per esempio). La radio e la televisione organizzano dunque i

programmi lungo il tempo delle persone. Le aziende televisive devono controllare la trasmissione

(che può essere totale o parziale) e la programmazione.

Il settore del broadcasting organizza, come detto, il tempo di vita delle persone a partire dal suo

tempo.

Questa è una novità assoluta della radio, prima non c'era alcuna forma di simultaneità di massa,

mentre in questo momento storico la radio dice la stessa cosa a milioni di persone (questo metodo

funziona soprattutto nelle dittature, ma anche nella democrazia). Roosevelt usava per esempio

sistematicamente la radio per una trasmissione settimanale; gli americani conoscevano la sua voce

ma spesso non il suo corpo (lui in quel periodo era sulla sedia a rotelle). La radio è un mezzo

attraverso il quale la voce anche solo di una persona può essere ascoltata da milioni e milioni di

persone come se quella persona stesse parlando ad ogni singoli individuo che ascolta. “Roosevelt

trasformava la nazione in una casa, o meglio in una serie di case tutte uguali tra loro”.

L'importanza del segnale orario

Nel 1924 il programma radiofonico più gradito era quello del Segnale Orario. Gradito sia come

forma di novità assoluta ma anche affascinante per la sua credibilità scientifica ( garantita

scientificamente dall’istituto Galileo Ferraris di Torino, per quanto riguarda l'Italia). Un programma

e un’informazione quindi oggettiva trasmesso simultaneamente a milioni di persone ma di fatto

come se fosse esposta singolarmente ad ogni individuo.

Nel 1966 venne introdotta l'ora legale e alcuni italiani scrissero delle lettere di protesta alla RAI

sostenendo che bisognava rispettare il sole o le decisioni di Dio. In realtà l'ora è sempre legale, l'ora

italiana non si rifà al sole oppure a Dio, bensì allo Stato Italiano (fissata dall'osservatorio Monte

Mario di Roma). L'Italia aderisce alla convenzione mondiale dei fusi orari; l'ora italiana è fissata

dallo Stato Italiano secondo questa convenzione.

Gli enti che hanno spinto per la convenzione mondiale dei fusi orari sono le ferrovie canadesi (le

quali occupavano 4 fusi orari diversi, dopo che il mondo venne diviso in “spicchi”).

A differenza di quelle canadesi, le ferrovie statunitensi non erano unificate e quindi non avevano

questo problema, mentre quelle della Russia erano ancora tecnologicamente ancora molto arretrate

e quindi anch'esse non avevano questo problema.

Il tempo, che non diamo per scontato, è il frutto di convenzioni, di regole fissate ben precise.

La comunicazione moderna, che comprende sia trasporti che media, richiede tempi convenzionali

ed organizzati. Diventare italiani per persone che facevano parte di stati diversi (Ducato di Parma,

Regno delle Due Sicilie etc...), significava anche avere una unica ora. È la radio che diventa il

garante di questa ora unica (il segnale orario in televisione è, non a caso, prima del tele – giornale

oppure all'interno delle sigle del tele – giornale, a dire che questa ora è quella garantita come le

notizie giornalistiche vengono trasmesse).

Il primo messaggio oltre l'oceano (Cornovaglia - Canada)

L’idea fissa che da qualche tempo assillava Guglielmo Marconi era il collegamento di telegrafia

senza fili che mettesse in collegamento l’Europa e l’America, dimostrando così, praticamente, che

era possibile superare l’ostacolo costituito dalla curvatura terrestre.

Molti scienziati ritenevano infatti che le onde radio si propagassero orizzontalmente, come una linea

retta, e quindi, essendo la terra rotonda, sarebbe stato impossibile collegare due punti che si

trovassero oltre l’orizzonte, tanto distanti l’uno dall’altro. Nel gennaio 1901 iniziarono i test

sperimentali con l’isola di Wight che convinsero definitivamente Marconi che il collegamento di

telegrafia senza fili con l’America fosse attuabile.

Il trasmettitore di Poldhu rappresentava quanto di meglio si potesse costruire con la tecnologia

disponibile e riassumeva tutti i perfezionamenti resi possibili dagli esperimenti precedenti.

Guglielmo Marconi partì infatti dall'idea che una stessa trasmissione radio potesse andare da una

parte all'altra della terra attraverso le onde radio (che funzionavano indipendentemente dalla

distanza).

Trasmette più informazioni la televisione o la radio.

La televisione trasmette più informazioni della radio in quanto in un programma televisivo ci sono

anche le immagini (mentre nella trasmissione radio c'è solo la voce di chi parla) che cambiano 25

volte al secondo (per il cinema cambiano 24 volte al secondo). Questo perché il cervello umano ha

una caratteristica percettiva particolare; al di sotto del decimo di secondo (ovviamente varia

leggermente da persona a persona) il nostro occhio non è in grado di fissare una immagine.

Perché ci sia una impressione più nitida del movimento la televisione deve mandare immagini a 25

millesimi di secondo l'una dall'altra.

La trasmissione radiofonica inizialmente è strettamente locale; la trasmissione radiofonica nazionale

si ha solamente attraverso i ripetitori di segnale. La stessa trasmissione arriva da Milano a Palermo

in quanto i ripetitori di segnale rilasciano il segnale dopo averlo ricevuto, attraverso appunto il

ripetitore. La radiofonia e la televisione inviano uno stesso segnale agli apparecchi elettrici presenti

prima a livello locale e poi a livello nazionale.

La radiofonia, e poi la televisione, nascono in Europa come forme di comunicazione a carattere

prettamente nazionale (La BBC (sigla di British Broadcasting Corporation) fondata il 18 ottobre

1922 come British Broadcasting Company Ltd., è il più grande e autorevole editore radiotelevisivo

del Regno Unito con sede a Londra. Offre un servizio regolare di trasmissioni e produce anche

propri programmi e servizi di informazione). Il sistema radiofonico americano e dell'America latina

è totalmente differente perché basato sulla nascita di enti radiofonici privati.

Negli Stati Uniti (intorno agli anni '30) nascono tre sistemi televisivi nazionali, oltre a tantissime

altre reti locali: la NBC (National Broadcasting Company) che poi si suddividerà in ABC

(American Broadcasting Company) e NBC, e la CBS (Columbia Broadcasting System).

Il modello statunitense è basato principalmente sulla pubblicità, infatti i pubblicitari acquistano “le

teste degli spettatori”, o meglio acquistano il tempo di attesa previsto da parte del pubblico. La BBC

invece è l'unica grande rete senza pubblicità, la quale vende solo per fare un garantire un servizio

alla nazione. La BBC diventa quindi anche il modello delle altri reti televisive europee e non solo

(Es.: Canada). Il fondatore della BBC Reith dichiara che il compito principale della BBC è quello di

educare, informare e intrattenere (infatti un medium di massa che trasmette simultaneamente non

può non avere come compito anche quello di informare; l'informazione inoltre tanto più è valida

i giornali radio prima veniva trasmesso una volta al giorno, poi si è

quanto più è aggiornata →

passati a tre volte, fino ad arrivare ad ogni ora del giorno).

Il sistema dei ripetitori e l'uso dell'etere

Le due caratteristiche principali della radio sono: la rapidità e la simultaneità con cui vengono

trasmesse le informazioni in tutto il Paese.

Il sistema di informazione nazionale è sempre stato la radio e nel 1972 c'è anche la possibilità di

leggere lo stesso quotidiano nelle diverse città italiane (Es.: il giornale era lo stesso sia a Milano che

a Siracusa, cambiavano solo le informazioni locali) grazie allo sviluppo dei mezzi telematici

La radio e la televisione, grazie al sistema dei ripetitori, possono trasmettere ugual cose ed

informazioni in tutto il Paese.

Alcuni paesi già negli anni '30 -'40 iniziarono a fare una politica per la diffusione internazionale.

Potenzialità straordinarie della radio diffusione circolare : Broadcasting.

La televisione riprenderà molto dal modello radiofonico: il sistema americano è centrato tutto sulla

pubblicità, mentre il sistema britannico privilegia il servizio pubblico. Negli Stati Uniti c'è una

situazione di mercato a livello locale ed un oligopolio a livello nazionale molto ristretto. In Europa

c'è quasi dappertutto un monopolio essenzialmente di Stato. In Italia sì c'è la libertà di stampa ma

l'80% dell'audience televisiva è nelle mani della RAI e di Mediaset. La RAI in Italia riceve il

canone, sui suoi tre canali, perché presta un servizio pubblico. spazio di proprietà di Stato.

La radio e la televisione si basano principalmente sull'uso dell'etere →

Ci possono anche essere concezioni dell'etere, per esempio quando viene concessa la frequenza

radiofonica. Le frequenze radiofoniche e televisive per molto tempo restarono limitate.

Alla radio non è possibile una libertà come la libertà di stampa; oggi le frequenze non sono così

limitate come si sostiene, e man mano che la tecnologia si evolve il problema delle frequenze risulta

meno pesante. Con il passaggio al digitale la quantità di spazio necessaria per la frequenza inizia a

diminuire. Non possiamo dare a tutti l'accesso radiofonico e radiotelevisivo in quanto si tratta di un

mezzo troppo influente e potente, per cui bisogna tenerli sotto controllo attraverso lo Stato.

Con l'arrivo della televisione c'è anche la paura della pornografia. 1954 iniziano le trasmissioni

televisive e si arrivò al punto che il Papa di allora Papa Pio XII disse che la televisione potrebbe

rovinare le menti delle nuove generazioni, e quindi bisognava tenerla sotto controllo.

La radio e la televisione divennero dunque monopolio pubblico con la sola motivazione che erano

troppo potenti per essere concesse ai privati.

Negli Stati Uniti e in America Latina non è così, e in Unione Sovietica siccome la preoccupazione

del regime staliniano era grande, non venne riprodotta la radio via etere ma solo quella via

filo/cavo. Questo perché un apparecchio di telefonia di questo tipo non avrebbe potuto sintonizzarsi

con gli altri Paesi. O addirittura in Germania l'ascolto della radio via etere era proibito e punito con

la pena di morte (in Unione Sovietica la tecnologia era diversa ovvero basata via cavo e quindi le

radio straniere non si potevano ascoltare): insomma il principio di libertà viene sovvertito.

Reith (fondatore BBC) dice che nel loro paese, essendo democratico, la radio aveva un monopolio

solo perché veniva esercitato un servizio. Come mai accetta che la radio come servizio pubblico

dovesse essere anche di intrattenimento? Le persone non volevano solo educazione, informazione

etc...ma volevano anche musica, commedie, comici che si esibissero e quindi anche intrattenimento.

In Germania e in Unione Sovietica la radio non trasmetteva musica leggera ma solo musica classica

, e in questi due Paesi la funzione di educazione era più forte. In Germania la musica arriva con

l'inizio della Seconda Guerra Mondiale in quanto doveva rallegrare e tenere compagnia alle truppe.

Media: strumenti che servono sì alla diffusione dell'informazione ma non solo

I media sono contemporaneamente strumenti che servono a diffondere le informazioni e allo stesso

tempo servono a limitare questa diffusione. In alcuni Paesi c'è l problema di voler limitare

l'informazione, se non per motivi economici, per motivi politici.

Le dirette televisive sono spesso la continuazione delle dirette radiofoniche (pensiamo alla BBC che

adesso è anche un programma televisivo per esempio); il sistema del broadcasting nasce con la

radio e diventa radio – televisione. Certo ci sono anche canali televisivi che non hanno alcuna

affinità con la radio: mediaset, canale 5, alcuni programmi privati etc...

Il sistema britannico nel 1954, accanto alla BBC, nasce come un sistema parallelo di televisione

commerciale chiamato MB , il quale si regge solo sulla pubblicità.

In Italia la RAI sì fa pubblicità (1957 nascita di Carosello) e nel '76 molte reti televisive private

iniziano a “vivere” solo di pubblicità. I pubblicitari sono fortemente interessati alla TV perché le

visualizzazione delle merci sono importantissime (molte merci che compriamo al supermercato le

compriamo in quanto le riconosciamo, le abbiamo già viste in precedenza). Ci sono in Tv piccoli

spettacoli che non fanno solo visualizzare la merce ma la raccontano la mitizzano. La pubblicità è

una grande macchina che ha come fine quello di far soldi. La pubblicità infatti ha grandi

potenzialità economiche.

Perché queste macchine funzionino ci devono essere delle condizioni: innanzitutto la possibilità di

creare aziende televisive (per molti decenni c'è stato il monopolio radio – televisivo).

All'interno di uno Stato esiste di fatto un monopolio che permette di raccogliere sia il denaro dalla

pubblicità, sia il canone per il servizio pubblico. Si parla di contratto di concessione quando lo Stato

concede all'azienda l'uso delle onde dell'etere in cambio di un impegno da parte della rete televisiva

di rispettare alcune condizioni.

Inoltre il monopolio coincide con il servizio pubblico; lo Stato ammette una azienda a percepire il

canone perché offre ai suoi telespettatori un servizio pubblico, e questo comporta che l'azienda

abbia l'obbligo di effettuare delle trasmissioni pre – definite (se la RAI è la principale azienda

culturale italiana, è perché ci sono questi tipi di accordi che vanno avanti da decenni; la RAI ha

attualmente 13000 di dipendenti grazie alla pubblicità e soprattutto al canone il quale è un fatto

economico, politico e giuridico). Fino al 1974 la RAI ha il monopolio assoluto e la tecnologia radio

– televisiva continua a reggersi sull'emissione lungo le vie dell'etere.

La televisione via cavo

cavo avvolto da una gomma all'interno della quale si trovano un numero elevato

Cavo coassiale →

di fili telefonici presenti su uno stesso asse. Nasce così la televisione via cavo negli anni '60, a

cominciare dagli Stati Uniti. La televisione via cavo permette un abbonamento (l'etere invece

permette a tutti di sintonizzarsi) e la qualità media dell'immagine può essere più elevata. La nascita

della televisione via cavo coincide, negli Stati Uniti, con il passaggio alla tv a colori (prima la tv era

visibile solo in bianco e nero, e con il passare del tempo solo al cinema era possibile vedere un film

a calori). Negli anni '70 il monopolio radiofonico “va a morire” e quello televisivo è decisamente

più complicato.

IL SECAM/NTSC e la PAL

Negli anni '60 cominciano ad arrivare le prime televisioni a colori (gli Americani pur di arrivare al

colore si accontentarono di una tecnologia scarsa e scarna).

Ci sono due tecnologie contrastanti in Europa:

• francese: SECAM/NTSC

• tedesca: PAL

L'Italia si trova a dover scegliere tra queste due opzioni. Intanto la pressione della Germania è

fortissima, mentre dall'altra parte il SECAM, che era dominante in Francia e nell'Europa dell'Est,

interessa una parte del mondo collettivo italiano in quanto l'Italia aveva una grande industria di

produzione di elettrodomestici (una delle più forti d'Europa), e infatti se si sceglieva SECAM ci si

trovava di fronte all'industria francese che non era particolarmente forte e quindi l'Italia sotto questo

punto avrebbe potuto dominare.

Nel 1972 succedono due cose fondamentali:

4. ci sono le olimpiadi di Monaco e si effettuano degli esperimenti della televisione a colori

con il sistema SECAM

5. a Biella cominciano le trasmissioni via cavo (lungo le strade della città per collegare i

possibili abbonati viene messo un cavo). Da tener presente che l'articolo 21 della

Costituzione Italiana sostiene la libertà di manifestazione del pensiero. Il cavo non usa le

frequenze dell'etere. Intanto TeleBiella ricorre alla Corte Costituzionale.

Sempre nel 1972 cominciano le trasmissioni sperimentali via SECAM della televisione a colori, ma

alla fine dell'anno vennero interrotte. Una serie di forze politiche (principalmente i componenti del

partito repubblicano) appoggiati dai sindacati fecero una battaglia contro la tv a colori. Nel 1976

arriva la tv a colori ma non vi è più il sistema SECAM bensì PAL (alcuni sostennero che ci fu

corruzione per arrivare alla televisione a colori da parte della grande industria tedesca e per questo

per 4 anni venne sospesa la televisione a colori 1972 – 1976).

In Italia vennero istallati ripetitori esteri ma persistono dei problemi:

• c'è il monopolio televisivo RAI e c'è una televisione via cavo che è stata bloccata e per

questi ci si rivolge alla Corte Costituzionale. C'è dunque una guerra tra chi istalla i ripetitori

e chi li vuole rimuovere.

Nel 1974 vengono emanate due sentenze:

• La televisione via cavo è lecita (il monopolio via cavo può restare).

• Il ministero delle poste non ha il diritto di chiudere le reti estere (di fatto è come se fosse

finito il monopolio). Nel 1976 non c'era il monopolio dell'etere per quanto riguarda la radio.

Tra il 1975 – 1990 (in Italia l'etere è sregolato, salvo le sentenze della Corte Costituzionale) non

viene messa in vigore nessuna legge su come possa funzionare questo sistema, e nel frattempo

molte sequenze vennero occupate nel 1975/1976.

Nel 1976 la Corte Costituzionale emana una nuova sentenza: “purché in ambito locale sono

possibili le reti televisive via etere” il monopolio televisivo della RAI non vale per le

trasmissioni via etere purché si riferiscono ad un ambito locale. Intanto tra il 1976 – 1979 le

trasmissioni italiane non pagano il copyright e per questo ci sono reti televisive che trasmettono

film 24 ore su 24 gratuitamente.

La prima rete televisiva privata

Nel 1980 un imprenditore milanese (Silvio Berlusconi) lancia la prima rete televisiva privata.

Berlusconi propone un progetto di televisione nazionale privato; si assicura la collaborazione di

Mike Bongiorno (canale 5) che allora era un personaggio molto conosciuto e famoso, per arrivare

ad una televisione nazione il cui progetto e le sue idee erano basate su: aggirare la sentenza della

Corte Costituzionale (che escludeva la programmazione in ambito nazionale: “Purché in ambito

locale” affermava la sentenza). Intanto per i suoi canali il livello della pubblicità locale era povero.

Ma Berlusconi come fa a fare le trasmissioni a livello nazionale?

In sostanza lui rinuncia per 12 anni all'informazione (1980 – 1992), infatti come si può notare non

fa trasmissioni di informazione, non fa le dirette di calcio per esempio, ma fa trasmissioni di

intrattenimento e poche inchieste. Berlusconi non fa la diretta e neppure la simultaneità (nel 1994

diventa Presidente del Consiglio), eppure le trasmissioni di canale 5 vengono viste in tutta Italia.

Secondo le sue stesse dichiarazioni lui ha usato il sistema delle videocassette (registrazione

videomagnetica che nasce tra il '68 e il '72 per il grande pubblico), trasmettendo nello stesso

secondo la stessa videocassetta in tutta Italia. Nel 1984 alcune città come Torino e Milano

sospendono le Televisioni di Silvio Berlusconi perché trasmettevano in ambito nazionale e non

locale (come era previsto). Craxi (Presidente del Partito Socialista Italiano divenuto poi Presidente

del Consiglio dei Ministri tra il 1983 e il 1987) emana un decreto legge superando ciò che la Corte

Costituzionale aveva stabilito in precedenza, ed affermando che si poteva trasmettere anche in

ambito nazionale, oltre a convalidare la teoria delle videocassette di Berlusconi.

Iniziarono ad esserci ripetitori di Canale 5 in tutta Italia e nel 1981 due aziende decisero di

rete 4 / Fiat e Gruppo Rusconi

trasmettere in ambito nazionale altre due canali: Mondadori → →

Italia 1. Nel 1982 la Fiat e Rusconi si ritirarono dal mercato sostenendo che Italia 1 non stava

rendendo profitti a sufficienza. Nel caso di Mondadori si decide di fronteggiare canale 5 acquisendo

l'uomo più popolare del momento, Enzo Tortora (precedentemente arrestato per camorra, accusa che

poi venne prosciolta perché lui risultò innocente) e Pippo Baudo. Si narra che Mondadori sia stato

sconfitto da Berlusconi a causa della concorrenza tra due trasmissioni: Uccelli di Rovo e Venti di

guerra, con conseguente perdita di pubblicità e profitti. Alla fine dunque anche Mondadori si ritirerà

dal mercato nel 1984.

Berlusconi e le reti televisive

Silvio Berlusconi comprò dunque Rete 4, Canale 5 e Italia 1, perché le due aziende, Fiat e

Mondadori, si ritirarono da mercato (è l'azienda Fininvest che compra questa tre reti). Berlusconi

passò dunque da avere una rete televisiva a tre reti televisive nel giro di pochissimi anni.

In Italia dunque ci sono due reti alla pari: la RAI con tre canali e Mediaset con altrettanti tre canali.

Mediaset vive solo di pubblicità, mentre la RAI vive di pubblicità e canone. Si passa quindi ad un

sistema perfetto di duopolio.

Nel 1990 viene emanata una legge (legge Mammì) che fissa la situazione della televisione, vennero

riconosciute le frequenze di proprietà di coloro che le stavano usando, e forse meglio dire

occupando. In sostanza chi occupava lo spazio televisivo poteva continuare ad occuparlo. Si accettò

fino in fondo che le trasmissioni via etere potessero essere nazionali e non più solamente locali. Le

tre reti Mediaset cominciarono ad emettere anche trasmissioni quali il telegiornale diretti da Emilio

Fede per quanto riguarda rete 4, Enrico Mentana per quanto riguarda Canale 5 e Paolo Liguori per

Italia 1.

Berlusconi si è dunque impossessato in tre anni di tre reti televisive nazionali diverse.

Come è successo tutto questo?

Sicuramente una buona parte del ceto politico ha favorito questa marcia di Berlusconi (il partito

socialista di Bettino Craxi uno fra tutti che era alleato di Berlusconi).

La proprietà di Fininvest è privata e di chi sia la proprietà non lo si può veramente sapere però.

Nel 1991 la caduta di Craxi ha rappresentato l'inizio della carriera politica di Berlusconi (1991 –

1994). Le reti televisive di Berlusconi non sono reti militanti, ma trasmissioni di puro

intrattenimento. E come dire che da una parte i partiti si trasformano in televisione (Es.: la radio),

mentre dall'altra la televisione di trasforma in partito (Es.: Mediaset).

Il 1974 e la legge sul divorzio

Il referendum sul divorzio rappresenta un passaggio chiave per la storia italiana; ha cambiato molte

cose dalla vita sociale degli italiani in quanto è diventata un vera e propria legge.

La Democrazia Cristiana che era contro il divorzio essendo sempre stata legata all'influenza della

chiesa e del clero, sosteneva che l'Italia doveva restare un paese cattolico.

La grande maggioranza dei giornali dell'epoca sostenevano che il referendum sarebbe stato vinto

dai Democristiani (i giornali lo davano ormai già come un fatto scontato). Anche gran parte

dell'opinione pubblica sosteneva appunto che avrebbero vinto coloro che non volevano il divorzio.

Per la prima volta la RAI, per opera del suo Direttore Generale Bernabei, si schierò in maniera

militante a favore della Democrazia Cristiana. Nonostante tutto il referendum a favore del divorzio

passò con l'appoggio quasi del 60% degli italiani.

Di conseguenza ci fu un vero crollo del sistema RAI e del suo Direttore Generale, sistema che non

poteva più far parte della democrazia cristiana in maniera univoca e con molti giornalisti che

vollero conoscere obiettivi futuri.

Nel 1975 venne varata la riforma della RAI per cui l'azienda rimaneva unica sul piano strettamente

giuridico – economico , ma venne divisa sul piano politico. E come?

Rai 1 rimase della democrazia cristiana, Rai 2 rimase al partito socialista e Rai 3 andò nelle mani

del partito comunista (anche se ci mise 12 anni circa). Sistema definito così Lotizzato.

Lotizzazione / perché il sistema politico ci tiene così tanto nel controllare la RAI?

Lotizzazione: la televisione viene spartita tra i vari politici (un canale viene dato ad uno e così via).

I partiti mettono i loro uomini: “La RAI diventa la succursale del sistema politico italiano dove si

regolano i conti”.

Il sistema politico ci tiene molto a controllare la Rai perché presenta 13000 dipendenti e quindi c'è

la possibilità di avere spesso dei posti di lavoro disponibili (il ceto intellettuale viene diviso in base

al partito di appartenenza e quindi trova una occupazione in base a questo principio). Gli uomini

politici sono infatti convinti che più spazio hanno, più potere hanno (non ha caso dopo che Renzi ha

ricevuto l'incarico di Presidente del Consiglio è andato in trasmissione da Fabio Fazio per ottenere

un suo spazio e farsi notare da un pubblico prettamente di sinistra).

I politici più spazio hanno in televisione più possiamo dire abbiano potere.

Anche se a differenza di quanto detto però se ci pensiamo Berlusconi ha acquisito tanto potere ma

in televisione ci è andato ma molto di rado, e quando ci è andato o da solo oppure con cassette

videoregistrate perché lui è la televisione, lui rappresenta la televisione, il pubblico come lettore lo

vede addirittura come “il signor televisione”.

Beppe Grillo invece si presenta in televisione come una faccia cattiva, arrabbiata che grida, viene

infatti riconosciuto come l'espressione della rabbia.

In Italia non contano tanto i giornali (letti ormai solamente da un pubblico molto residuo) e la radio

(molti lo ritengono un mezzo tecnologico ormai obsoleto e quindi rimane un medium a cui viene

data poca attenzione), ma conta soprattutto la televisione che ha un numero di telespettatori enorme

(anche se attualmente in calo a cause dell'arrivo di Internet).

La pubblicità ed il servizio pubblico

Le emittenti vendono pubblicità e vengono pagate per il nostro spazio di attenzione, oppure

vengono servizio pubblico (in questo caso vengono pagate da un canone che è una tassa sul

possesso dell'apparecchio televisivo che corrisponde ad un servizio pubblico). La RAI ottiene il

canone ma è stata pagata (Es.: radio radicale) dallo Stato per le trasmissioni Parlamentari almeno in

teoria, non è detto infatti che ci sia solo una azienda di servizio pubblico.

C'è una grande azienda, la RAI, che è un'entità che possiede il quasi monopolio del servizio

pubblico. La RAI prende il denaro dal canone (molti miliardi) ma in cambio di che cosa?

Reith diceva in cambio di un servizio fatto di educazione, informazione ed intrattenimento.

Tutte le reti televisive fanno informazione ed intrattenimento. L'educazione si dice che non faccia

audience, ma in realtà non è così (Es.: Discovery Channel).

Esistono diversi tipi di televisione:

− televisione gratuita con pubblicità

− televisione con canone

− televisione con abbonamento

La Rai è considerata servizio pubblico perché è una emanazione del ceto politico, è dominata è

suddivisa tra le varie forze politiche (è una vera e propria continuazione del sistema politico).

La televisione privata è infatti “posseduta” dalla persona che guida e possiede un partito che

controllare il 30% dei voti in Italia.

C'è però conflitto di interesse perché ad esempio quando la sinistra è al governo, la RAI diventa la

principale comunicazione del sistema politico italiano.

Il problema è che; in Italia c'è la libertà di stampa quindi in teoria il servizio televisivo dovrebbe

essere governato da una pluralità di partiti ma tre canali su sei sono governati da una sola persona.

In Italia nell'ultimo secolo la vendita di quotidiani è stata al di sotto del livello di 6 milioni di

persone, quindi si parla di una piccola minoranza degli italiani. Mentre la vendita di televisori

(presenti per il 98% delle famiglie italiane) è stata solamente superata dalla vendita di frigoriferi.

Per quanto riguarda invece la radio, essa è un medium sicuramente più seguito di quanto si pensi.

La televisione effettivamente condiziona la vita e i comportamenti delle persone?

Spesso i discorsi fatti in TV non sono particolarmente efficaci. Eppure “chi non c'è in TV non

esiste”. Però possiamo dire che l'assenza televisiva è anche efficace; ci sono molte persone che

giocano sull'assenza, uno fra tutti Beppe Grillo (la sua presenza in televisione è centellinata ed

organizzata appositamente).

La retorica politica si basa sulla contrapposizione (Es.: noi siamo il centro destra, voi siete gli altri,

il centro sinistra) e la forza di questa retorica è proverbiale (non serve stare sempre in televisione,

bensì poco e soprattutto nel momento giusto). La sinistra crede che la televisione sia fondamentale

ma non sa usarla, mentre la destra sì, sa usarla fin troppo bene.

Una potenza della televisione sta nel definire chi c'è e non tanto come le persone possono “imitare”

la gente, infatti esserci, essere presenti in televisione, ha un altro valore: se sei in televisione vuol

dire che hai potere. Uno degli aspetti più reali del potere (ad eccezione di quando vi è la rottura a

causa di rivoluzioni e grandi movimenti di massa) è che esiste una tendenza all'inerzia del potere. In

televisione va chi ha il potere, è questo è una sorta di dimostrazione della propria forza.

Il potere televisivo è esibito come esclusività: “io sono dentro, io sono forte, e voi siete fuori, voi

non avete potere”.

Alle elezioni voto chi comanda perché in questo modo potrò ottenere dei favori in futuro: questo

atteggiamento è più radicato nel sud in quanto la divisione del potere è più marcata e più tragica

(divisione tra padroni e servi). Addirittura si pensa che si può solamente sopravvivere grazie a dei

protettori “speciali” come Santi, Politici, Mafiosi etc...

In parte però è così dappertutto: chi comanda comanderà, si tende a votare chi ha già il potere

perché c'è più possibilità che lo mantenga.

Essere in televisione significa essere il potere e quindi la possibilità di ottenere ulteriore potere.

Esserci vuol dire contare, contare significa avere consenso e avere consenso significa continuare a

contare (è un circolo vizioso). Consenso e continuare a contare possiamo dire che in questo ambito

possono essere considerati come sinonimi. Se si esce dalla scena pubblica si esce da tutto.

Ci sono milioni di italiani che votano Silvio Berlusconi perché si chiama così e perché è il padrone

di 3 reti televisive. In Italia la televisione e il Parlamento sono l'uno lo specchio dell'altra.

Il sistema inglese invece non funziona così, sia la BBC che la radio inglese avevano contratto che

impedivano la penetrazione (in un certo modo) nelle reti televisive, nei contratti erano presenti

regole che garantivano il sistema televisivo.

Nel sistema tedesco invece c'è la presenza dei singoli stati nelle reti televisive. Angela Merkel

comanda tutta la televisione in Germania.

In Europa dunque la televisione è principalmente nelle mani delle forze politiche.

Nel sistema statunitense c'è un oligopolio privato. La televisione pubblica è presente quanto la radio

pubblica. Sono presenti 3 reti nazionali (che hanno non pochi obblighi) più altre varie reti locali.

Tutte le reti televisive devono fare servizio pubblico ed un minimo di educazione; ciascuna di

queste reti vive di pubblicità. Sono presenti in questo sistema anche le reti a pagamento, con la

nascita delle televisioni via cavo (anni '70) CBS, NBC, ABC.

Si è passati dunque da uno dei paesi più liberi , ad uno dei paesi più conformista della storia: le

libertà sono rispettate ma le opinioni anomale non hanno molto spazio. Le reti televisive

recepiscono questo. La libertà di televisione non porta quasi mai a frattura, eccetto una volta:

Nella primavera del '68 il commentatore della CBS, programma più ascoltato negli Stati Uniti, disse

che se gli Stati Uniti avessero continuato nella guerra del Vietnam le cose si sarebbero messe male.

Il Presidente americano (Johnson) dopo qualche giorno si dimise.

I “mestieri” della televisione sono fondamentalmente tre:

1) trasmettere

Inviare il proprio messaggio simultaneamente a milioni di abitazioni che possono riceverlo o meno.

Anche la rete radiofonica presenta questa caratteristica.

Esistono impianti di trasmissione che agiscono su delle frequenze, o via cavo (in Italia non c'è più)

o via satellite, o addirittura con il web (ci sono programmi web che ci permettono di ascoltare radio

di tutto il pianeta in simultanea).

Trasmettere generalmente attraverso ripetitori televisivi medium nazionali, anche la stampa (perché

è scritta con la lingua nazionale). La stampa è in lingua italiana ed è stata un mezzo che ha

rafforzato la lingua nazionale e se ne è rafforzata lei stessa. La stampa dunque è stata decisiva per la

formazione dell'idea di nazione.

La scuola standardizza la lingua nella testa dei bambini, la stampa standardizza la lingua anche al

fine di diffonderla. Insomma, la stampa ha standardizzato la lingua che a scuola viene fatta

imparare. Anche la televisione standardizza la lingua nazionale.

La stampa è fondamentalmente il primo medium nazionale. L'idea di nazione è centrata sulla piena

corrispondenza tra i confini dello stato, ci deve essere una lingua ed un senso di appartenenza ad

essa. Ci sono stati e ci sono ancora problemi di plurilinguismo; in Belgio è ancora presente il

problema irrisolto della lingua tra fiammingo e vallone.

L'italiano è una lingua artificiale, costruitasi tra il '700 – '800, la quale ha definito la lingua che

sarebbe stata studiata a scuola. La televisione ha solo successivamente ripreso questa lingua.

Fino agli anni '50 il più popolare dei media, la musica leggera, “parlava” con un dialetto napoletano.

Gli italiani si sono abituati a parlare così e l'italianizzazione è stata dovuta:

• alla scuola

• alla televisione

• all'immigrazione dal sud verso il nord

• trasmissione di funzioni a livello locale e nazionale

2) programmare

Decidere a quali ore vanno quali trasmissioni (messaggio programmato).

→ film); bisogna far coincidere le fasce orarie con i

L'ora è molto strategica (Es.: 9 di sera

programmi. La programmazione è come il mercato della televisione: decido a chi (più o meno) far

vedere una determinata cosa (Es.: probabilmente avrà più successo un film ridicolo in

programmazione ad una ora giusta (le 9 di sera), piuttosto che un film straordinario ma in

programmazione in un ora sbagliata (le 3 di notte)).

Invenzione del traino quiz su Rai 1 prima del telegiornale: pubblico di famiglie piuttosto

tradizionali. La televisione infatti è un medium fortemente abitudinario, cattura un determinato

pubblico. Per essere un mezzo di straordinaria qualità, per esempio la televisione, deve

programmare in modo da “pescare” il pubblico giusto nell'ora giusta.

Es.: se un certo pubblico guarda l'Eredità di Carlo Conti, vedrà quasi sicuramente anche il

telegiornale che segue questo programma delle 7 di sera (ora di cena, ora non a caso). Oppure

ancora, mettere un programma che parla di ricette e di cucina all'ora di pranzo è una strategia, un

lavoro del programmatore per migliorare l'Auditel (migliaia di inchieste presso famiglie che devono

dire sì cosa piace di più e cosa piace di meno, ma soprattutto quando, a che ora sono più protesi a

guardare la televisione).

Nascita del Palinsesto pergamena sulla quale si cancellano le cose e si riscrivono subito dopo.

Il Palinsesto è appunto qualcosa che viene cancellato e riscritto (proprio come avveniva per le

pergamene antiche) che prevede la programmazione di giorni e delle settimane.

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì

8

10

12

12

Palinsesto = programmazione.

Tecnica per far conoscere la programmazione attraverso giornali, promo (la televisione che fa

pubblicità, che promuove se stessa).

Il primo giornale della radio italiana è radio orario e poi radio corriere.

Il primo giornale di programmazione è tv sorrisi e canzoni di Silvio Berlusconi (compra il giornale

che propaganda i programmi, tra cui anche i suoi ovviamente).

C'è molto in gioco l'abitudine, per cui se voglio vedere un programma interiorizzo l'orario (Es.:

L'eredità di Carlo Conti è tutte le sere alle 7 di sera). A volte il programma lo si guarda non tanto

perché lo si voglia guardare veramente ma appunto per “forza dell'abitudine”, che è la potenza della

televisione.

La televisione infatti è il medium più abituale che esista e non a caso è “sposato” con la casa; una

parte considerevole degli ambienti e delle scene presenti nei film (ad accezione ad esempio dei film

western) simulano ambienti domestici (il salotto fra tutti). Nel Reality soprattutto fanno vedere una

casa come la tua, persone come te, delle quali segui l'esistenza mentre vivi, attraverso medium

come la televisione, il web etc...Stiamo guardando la vita in simultanea di qualcuno esattamente

come noi (medium abitudinario della vita visto da fuori).

L'idea del satellite per le telecomunicazioni viene da Alexander Bell, il quale enuncia la possibilità

tecnica di capire l'intera terra da tre satelliti che comprendono le trasmissioni in tutta l'orbita

terrestre. I satelliti possono rimandarsi la stessa comunicazione, possono trasmettersi tra di loro.

Tutta la terra può essere raggiunta dalla stessa trasmissione (canzone Beatles: “All the need is

love”).

I satelliti di comunicazione si sono però con il tempo modificati; trasmissione via etere negli ultimi

anni e sviluppo del digitale terrestre che può essere “free” o “criptato”. Questa è la base tecnologia

del Broadcasting che trasmette la simultaneità.

In realtà attraverso questi canali (satellite, via caso o etere) passa la “rete delle reti”: Internet (reti

via radio, web tv, web radio etc...). Oppure c'è la possibilità di collegarsi via web alla trasmissione

televisiva via etere. C'è anche la possibilità di leggere delle trasmissioni tv in momenti successivi

alla loro emissione.

Il più diffuso nella emissione di tipo satellitare (stessa cosa avviene nella web radio) è un altro

canale che permette di sentire e vedere le trasmissioni televisive a distanza di tempo: You – Tube (ci

sono anche dei canali televisivi specializzati) che è un servizio internet di video nato con l'idea di

dare spazio alla auto – trasmissione di video prodotti in modo dilettantistico.

volontariamente, a carattere gratuito, si

“YouTube infatti è la persecuzione del copyright” →

mettono dei sottotitoli in italiano a delle trasmissioni che magari sono uscite in America e non

ancora in Italia.

Un emittente tv deve cercare di controllare, per quanto possibile, la sua trasmissione. I punti di

forza della televisione a pagamento è che si può vedere:

6. Eventi sportivi

C'è un grande pubblico che vuole vedere eventi sportivi in diretta. Io la partita di calcio per esempio

la posso vedere in Tv abbastanza nitidamente ed il sonoro molto spesso esalta quello che succede

(nello stadio invece c'è l'effetto presenza, si vuole “vivere” il rapporto con la squadra e si vuole farsi

vedere vado allo stadio per essere nella partita, non per guardarla, pensiamo solo agli ultras che

sono girati di schiena rispetto al campo non vedendo quindi la partita, per dare spettacolo; lo stadio

diventa un vero e proprio luogo di festa). C'è una diversa divisione dei compito tra stadio e

televisione.

• Film che non sono ancora stati trasmessi nella televisione “free”

Le televisioni a pagamenti forniscono infatti serie solo per loro a volte; è una sorta di cinema auto –

prodotto della tv a pagamento. La televisione deve trasmettere e programmare e ciò che vende ai

pubblicitari è il tempo degli spettatori.

Ma chi faceva pubblicità sulle reti di Silvio Berlusconi?

Le grandi aziende di beni di consumo (anche le televendite anche se di meno) come pasta, dolciumi,

detersivi (i bene del supermercato) perché far pubblicità significa rendere familiare un certo

oggetto. Ma quanto conta veramente la pubblicità?

Una signora compra Dash e non Dixan perché Dash probabilmente è più visibile di Dixan, è più

pubblicizzato. Le compagnie pubblicitarie però contano direttamente e anche indirettamente, infatti

se un prodotto non è presentato in televisione, questo sarà un vero e proprio elemento di debolezza

per il prodotto stesso. La pubblicità funziona se la consideriamo come parte di un sistema che

conosciamo poco.

C'è da dire anche che almeno una parte degli investimenti di Mediaset arrivano dall'ambito politico,

ma il Broadcasting è fondamentale soprattutto per l'aspetto economico in quanto esso è la funzione

che permette anche di far corrispondere al programma le persone che possono e vogliono vedere il

trasmessi dopo le 11 per impedire che i bambini, che sono già a

programma stesso (film violenti →

dormire, li vedano/i cartoni animati vengono trasmessi tra le 7.30 – 8.30 in modo che le mamme

siano facilitate a far alzare i bambini per andare a scuola). La produzione dei cartoni animati è

costosissima perché ogni fotogramma deve essere disegnato, per questo vengono trasmessi

lavoro nero). I giapponesi hanno un centro unico

tantissimi cartoni giapponesi (Corea del Nord →

al mondo di produzione di cartoni animati. Il problema è che alcuni cartoni animati si rivolgono

solo ai bambini, altri si rivolgono solo agli adolescenti ed altri ancora si rivolgono solo agli adulti.

Ad un certo punto nelle reti televisive italiane cominciano a comparire cartoni animati di qualunque

genere. Vantaggio della tv per bambini? Sono meno difesi di fronte alla pubblicità; se c'è la

pubblicità del dentifricio a forma di puffo, che interrompe il cartone i puffi, i bambini vorranno quel

dentifricio (altre strategie dei produttori).

Altri esempi: trasmissione all'ora di pranzo di programmi di cucina, trasmissioni di traino per cui

subito dopo un programma di quiz c'è il telegiornale, oppure ci sono anche esempi di scelta di tipo

politico, come allocare alle 21 una serie di trasmissione a carattere politico (8 e mezzo/Servizio

pubblico). In questo modo però ad esempio La7 fa concorrenza a Rai 3. La7 infatti crea una

programmazione serale che è fortemente politicizzata. Si qualifica presso una fascia di pubblico

particolare.

Una rete si qualifica con determinati orari, ma i programmi chi li fa?

Le reti Tv producono in proprio solo una parte dei programmi che trasmettono ed una parte di essi

può essere comprata: sul mercato pure e semplice (film, cartoni animati, serie televisive).

Una serie tv per esempio può essere prodotta per mio conto dandola in appalto ad una azienda

specializzata alla quale si chiede per esempio di fare una serie tv seguendo determinate

caratteristiche e dettagli oppure si può dare più di una idea.

idea elaborata dalle caratteristiche del programma

In quest'ultimo casi di parla di format →

televisivo. In televisione si paga il format, se si vuole fare e trasmettere il Grande Fratello per

esempio si deve pagare il format del Grande Fratello.

3)produzione

Con produzione si possono intendere molte cose: produrre in casa qualcosa, comprare sul mercato,

comprare un format etc...

Se una serie televisiva ha avuto molto successo un anno, molto probabilmente verrà trasmessa

l'anno successivo perché si pensa possa avere successo quanto l'anno prima (nel 1974 la BBC lancia

Rin Tin Tin). Se una serie va bene un anno, normalmente andrà bene anche negli anni successivi.

Ci sono serie che sono lunghe tantissimo: “Sentieri” trasmessa alla radio nel 1937 la prima

puntata. Le Saop Opera spesso hanno lo stesso protagonista e sono girate spesso sempre nello stesso

ambiente. La caratteristica principale comunque rimane la durata. Essi campano con la pubblicità

dei detersivi e normalmente vengono trasmesse di pomeriggio.

Negli anni '70 ci sono state due Rivoluzioni:

• Dallas.

Rivoluzione della Saop Opera in prima serata →

La Rai ne compra 10 puntate. Questa rivoluzione viene intuita da Mediaset che inizia a mandare in

onda Dallas tutte le sere su canale 5.

• serie poliziesca giorno e notte E.R.

Si parla di serie miste dove c'è qualcosa che si conclude e qualcosa che continua da una puntata

all'altra. Le forme di linguaggio sono nuove. È un poliziesco dove sono molto importanti anche le

procedure e soprattutto il carattere istituzionale: la vita della stazione di polizia.

Simultaneamente nascono altre serie anche se con caratteristiche diverse: Star Trek.

Anche il reality inizia ad avere una forma di serialità.

Una serie televisiva può essere tranquillizzante se dopo 3 anni è andato tutto bene, allora si presume

che anche il 4 andrà bene. Ci sono anche diversi elementi di giudizio.

E se sono serie televisive nuove come si fa?

Il trucco è fare serie che sono un po' dell'uno e un po' dell'alto. Devono essere serie diverse dalle

altre ma devono avere alcune caratteristiche comuni. Niente garantisce però che qualcosa che

somiglia ad una serie precedente sia di successo, come l'idea originaria, per la nuova serie.

Negli Stati Uniti le idee vengono sottoposte ai grandi produttori Hollywoodiani. Nella prima fase

alcune idee vengono direttamente scartate, nella seconda fase l'industria cinematografica e

televisiva finanziano il passaggio successivo, ovvero il passaggio alla sceneggiatura che permetterà

di dare in mano l'idea a professionisti che la trasformeranno in sceneggiatura che saranno

ulteriormente sottoposte ad imprese (anche in questo caso alcune idee verranno scartate).

Nell'ultima fase alcune sceneggiatura vengono ritenute interessanti e si procede con il Pilot (puntata

di prova). L'azienda può dire ad esempio che vanno bene 13 puntate per il prossimo anno oppure

può dire che l'idea, la sceneggiatura va bene ma deve essere modificato qualcosa.

Quando la serie televisiva non viene realizzata ad esempio, in molti casi va al cinema sotto - forma

di film e non di serie (viene commissionata la produzione).

Come si decide se il Pilot funziona o no?

La puntata di prova viene sottoposta a dei campioni. Si fa una produzione che a volte è abbastanza

libera, mentre a volte si tratta di un campione più tecnico (si selezionano le persone). Ci si basa

principalmente sull'audience e quindi sugli ascolti.

Qual'è il tipo di serie per cui il test dell'audience televisivo è più soddisfacente?

Quando la gente ride. La risata dello spettatore è un punto a favore per la messa in scena della serie.

E' perché non si fa la stessa cosa per le serie drammatiche?

Perché quando ci troviamo davanti alla televisione non piangiamo quasi mai, molto raramente,

mentre al cinema sì (ovviamente dipende anche dall'età delle persone). Tutto questo perché

l'impatto immersivo nella sale cinematografica, non è lo stesso di quando ci troviamo di fronte ad

un televisore, magari anche da soli. Nella sala cinematografica sono “violentemente” immerso

perché non ho distrazioni come quando mi trovo davanti al televisore (mangio, la gente parla,

guardo il telefono, faccio una chiamata etc...questo mi permette non concentrarmi effettivamente su

ciò che sto guardando, non sono totalmente immerso in esso).

Settore tecnico essenziale: i vettori

E' il settore che permette di trasportare l'informazione.

Il settore della comunicazione di massa ha subito una vera e propria rivoluzione quando è arrivata la

trasmissione radiofonica via etere, e la prima forma in cui potevano circolare da una persona

all'altra oppure tra le varie aziende le informazioni è stata il sistema postale. Questa forma sembra

antichissima ma in realtà non è proprio così. Per secolo questo sistema funzionava in grandi imperi

come quello cinese e romani, in modo sistematico in quanto gli imperi stabilivano delle “stazioni di

posta” (luoghi nei quali vi era il cambio dei cavali e del corriere quando necessario).

Stazione di posta significa un trasporto ininterrotto delle lettere o del plico nei vari imperi. La posta

era destina al re (o all'imperatore), ma anche i privati potevano usufruire di questo mezzo di

trasmissione purché fossero nobili o oppure potessero permetterselo dal punto di vista economico.

I tempi erano molto lunghi perché i mezzi erano lenti, oltre ad essere un sistema estremamente

costoso.

Che cosa ha rivoluzionato il trasporto delle poste?

La ferrovia in quanto meno costoso come sistema di trasporto, anche se il primo grande salto è stato

fatto dal telegrafo (basato sul sistema elettrico). I grandi innovatori furono infatti dei telegrafisti, a

cominciare da Edison.

Il 1790 è l'anno della Rivoluzione francese per cui l'idea di Stato era di tipo centralizzato. Il

principio era portare i comandi dallo Stato verso le periferie e fare in modo oltretutto che le risposte

di queste ultime arrivassero al centro. C'era una gestione dell'informazione come fatto di potere

(durante la Rivoluzione Francese Napoleone abolì i feudatari). La cosa importante era che Parigi

comunicasse con le periferie. Alla fine del XVIII secolo Napoleone Bonaparte, con il suo esercito,

occupò l’Italia e mise in atto, fin da subito, una delle sue più importanti e innovative strategie

militari, la quale giocò un ruolo fondamentale nel mantenimento del suo dominio nelle terre

conquistate.

Napoleone e il telegrafo otticoQuesta nuova strategia (Chappe 1790) si basava sull’utilizzo del

telegrafo ottico: un nuovo e veloce sistema di comunicazione che andava a sostituire quello

tradizionale, ormai vecchio e lento, dove i messaggi venivano portati a destinazione da corrieri a

cavallo o da carrozze postali. Questi percorrevano al massimo 30-40 km in 4-5 ore, dopodiché i

cavalli, esausti, dovevano essere sostituiti. In un giorno si potevano percorrere 60/70 km, ma

solamente in condizioni ottimali e senza contrattempi. A volte i messaggi non venivano nemmeno

recapitati, perché il sistema era esposto al rischio di cattura del messaggero.

Il territorio francese venne, sempre in età napoleonica, cosparso di torri che arrivavano addirittura

fino a Venezia. Con un cannocchiale si potevano vedere l'una con l'altra e su ogni torri c'era una

persona la quale aveva un apparecchio che muovendolo poteva far vedere le lettere dell'alfabeto a

chi lo stava guardando (Esempio di messaggio: correte correte, c'è la Rivoluzione!).

Questo è un sistema complicato non simultaneo ma in questo caso ci volevano ore perché il

messaggio arrivasse a destinazione e non più giorni, come avveniva con il cavallo ed il corriere.

Un altro mezzo di trasmissione del messaggio è il piccione viaggiatore.

La rapidità dell'informazione era ricchezza e questo principio vale ancora adesso.

Con Internet si trasforma l'informazione in ricchezza attraverso il segreto. Se tutti sanno tutto

l'informazione vale poco, mentre se solo alcuni sanno una determinata cosa quell'informazione vale

moltissimo.

Gli Stati moderni hanno bisogno di sapere sempre tutto, di essere continuamente aggiornati. Prima

che la tecnologia arrivasse si manifestò il bisogno della rapidità in modo che vengano creati nuovi

apparati tecnici pur di accelerare l'informazione.

Rivoluzioni

− Ferrovia

− Telegrafo

− Fotografia

Per quanto riguarda la ferrovia c'è una vera e propria applicazione al trasporto di una innovazione

che in precedenza era applicata in altri campi: forza a vapore.

Watt inventò una valvola di regolazione (nota ancora oggi come "regolatore di Watt") per

mantenere costante la velocità della macchina a vapore, trovò il modo di trasformare il moto

rettilineo alternato dello stantuffo nel moto rotatorio continuo di un volano. Introdusse il "doppio

effetto", ovvero l'immissione di vapore in maniera alternata alle due estremità del cilindro, in modo

da azionare il pistone sia nella corsa di andata sia in quella di ritorno. Infine, inventò l'indicatore per

misurare la pressione del vapore durante tutto il ciclo di lavoro del motore.

Watt fu di grande aiuto nello sviluppo della macchina a vapore, trasformandola in una sorgente di

potenza economica sfruttabile. Egli capì che la macchina di Newcomen sprecava quasi tre quarti

del vapore nel riscaldamento del pistone e della camera, e sviluppò di conseguenza una

dell'energia

camera di condensazione separata, che ne aumentò considerevolmente l'efficienza. Ulteriori

raffinamenti resero la macchina a vapore il lavoro della sua vita. Watt pensò di applicare la pentola

a pressione alle fabbriche, creando tante macchine a pressione che avrebbero fatto funzionare i

macchinari nell'industria (alimentati da centrali termiche).

Stevens – ingeniere - fu tra i primi a compiere esperimenti sulla navigazione a vapore. Nel 1792

brevettò due motrici marine; costruì poi un battello a vapore. Nel1803brevettò una caldaia

multitubolare. Successivamente costruì un battello a due eliche e quindi la nave Phoenix, che fu la

prima nave a vapore a compiere un viaggio in mare. Interessatosi anche alle costruzioni ferroviarie,

costruì (1832) la prima ferrovia nello stato di New Jersey e fu il primo costruttore americano di

locomotive. Per Steavens l'idea era quella di creare una vettura alimentata dalla forza a vapore, di

creare una locomotiva che a sua volta avrebbe trascinato le altre vetture.

Ulteriore invenzione: i binari

L'idea era quella di mettere le vetture sopra dei binari che avrebbero indirizzato il movimento oltre

che a contenere il moto della macchina.

Problema? La ferrovia diede luogo a vere e proprie reti con scambi e con incroci (semafori etc...),

ma il problema fu nel sincronizzarli tutti per evitare che i treni si scontrassero in certi punti.

È in questo caso che interviene il telegrafo elettrico che era sicuramente più veloce del treno. Ogni

medium infatti ha bisogno di un medium più veloce di lui (altro esempio.: aviazione civile radio)

I media servono a portare un informazione che permetta un funzionamento efficace dei media

stessi.

La rete ferroviaria è un grande sistema tecnico e l'incubo fin dalle sue origini è sempre stato il

tracollo dei sistemi tecnici.

La rete telegrafica fu il primo ed autentico “sistema nervoso” di un Paese, dotato di “nervi” che

trasportano le informazioni. Con la ferrovia arriva anche la rivoluzione del francobollo, non c'è più

bisogno del corriere, c'è un vero e proprio rovesciamento del pagatore (rete che serve e collega

l'intero paese). Tutto il sistema di comunicazione infatti si basa sull'idea che paga chi manda,

pensiamo al telegramma, alla chiamata o alla lettera.

Dall'ufficio postale parte il “porta – lettere” che porta il telegramma nelle case per esempio. Tutto

questo è costoso perché è elettrico. Il costo della lettera è proporzionale al peso e alla distanza. Il

costo del telegramma è proporzionale infatti alla distanza e al numero delle parole inseritesi. Per

questo nascono anche parole ed espressioni uniche (Es.:vedendovisi) e i titoli dei quotidiani

moderni vengono abbreviati per pagare meno (Es.: crolla il governo Moro).

Adesso un tweet assomiglia ad un telegramma.

Telegrafo e Ferrovia

Il telegrafo e la ferrovia sono talmente collegati che negli Stati Uniti man mano che la ferrovia

avanza “stende” i pali del telegrafo. Anche in Europa sono dipendenti l'uno dall'altro.

La prima agenzia di stampa nasce grazie dal telegrafo (l'agenzia Stefani è stata la prima agenzia di

stampa italiana, fondata da Guglielmo Stefani il 26 gennaio 1853, con l'appoggio di Camillo Benso,

conte di Cavour). Al fine di fornire una stampa che non è di Stato ma controllata dallo Stato, grazie

alle agenzie dell'informazione. Il controllo del telegrafo è nelle mani della Western Union (Stati

Uniti) e dei servizi postali pubblici (Europa). La rivoluzione successiva dunque fu nel campo dei

vettori.

Il telefono fu inventato attraverso una serie di tappe ma diventò una tecnologia relativamente

sviluppata negli anni '80 de l'”800. C'era la tendenza di fare in modo che diventasse un apparecchio

domestico ed un apparecchio pubblico. Per quanto riguarda il telegrafo era necessaria l'elettricità ed

il telegrafista e le informazioni non circolavano sotto forma di lettere ma attraverso il codice morse

costituito da punti e linee perché siamo sulla linea elettrica. In questo caso passano sulla linea

elettrica informazioni decodificate di interruzione delle linee stesse (S diventa tre punti e lo o

diventa tre linee per cui possiamo formulare il segnale di aiuto, S.O.S con estrema rapidità). Il

codice Morse, detto anche alfabeto Morse, è un sistema per trasmettere lettere, numeri,e segni di

punteggiatura per mezzo di un segnale in codice ad intermittenza. Fu oggetto di studio di Samuel

Morse del 1935, ma venne realizzato dal tecnico Alfred Vail, suo collaboratore. Il codice Morse è

una forma di comunicazione digitale, tuttavia a differenza dei moderni codici binari che usano solo

due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse ne usa cinque: punto (.), linea (–),

intervallo breve (tra ogni lettera), intervallo medio (tra parole) e intervallo lungo (tra frasi).

In sostanza il sistema elettrico diventa una base diretta per la trasformazione delle informazioni.

Esempi:

Telefono: mette in connessione una grande varietà di punti

Citofono: comunicazione tra punti e solo due punti. Mette in connessione via voce due punti.

Switching o "commutazione"

Possiedono circuiti più complessi rispetto ad un alimentatore tradizionale, ma hanno diversi

vantaggi, tra cui un minore ingombro e peso a parità di potenza, un rendimento maggiore e quindi

minore calore prodotto, ma sono meno adatti per l'uso in laboratorio, essendo caratterizzati da un

elevato ripple e dalla generazione di componenti spurie ad alta frequenza, che possono interferire

nel funzionamento di alcune apparecchiature.

I problema è che devo avere la certezza che nessuno senta i messaggi, ad eccezione ovviamente dei

destinatari (nella centrale telefonica tutti si collegano con tutti, prima manualmente poi

componendo dei numeri). Occupare le centrali telefoniche significa bloccare la comunicazione

all'interno dello Stato.

Bell ed il telefono moderno

Alexander Bell fu un ingegnere, inventore e scienziato statunitense di origine scozzese. Bell è stato

il primo a brevettare un telefono funzionale (l'inventore riconosciuto del telefono è Antonio

Meucci). Bell inventa il telefono moderno e sostiene che ci vuole anche questo tipo di sistema (One

Nation One System) per avere tutti gli Stati Uniti collegati da un unico sistema telefonico (sistema

urbano ed extraurbano). Il sistema telefonico è un sistema elettrico.

Con la nascita del telefono nasce un grande apparato tecnologico di trasporto della comunicazione,

di trasporto e di commutazione. (Il telegrafo è del 1876 mentre la prima centrale elettrica del mondo

è del 1881).

La rete telefonica è, come detto, una rete elettrica specializzata e commutata, anche se ben presto

diventò non specializzata (l'elettrificazione è un processo interminabile dice Edison)

La differenza della rete elettrica e telefonica sta nel fatto che la prima è più semplice, non ha

bisogno di commutazione, non c'è bisogno che ci sia qualcuno che colleghi utente per utente, è

unidirezionale, mentre il telefono è pluridirezionale. La telefonia infatti raggiunge tutti

indipendentemente, salta le barriere che in precedenza erano impossibili da oltrepassare, permette la

comunicazione a soggetti che in precedenza o erano esclusi da essa oppure potevano comunicare

la donna fino all'epoca del telefono non poteva infatti

solo in modo mediatico (Es.: le casalinghe →

avere una vita pubblica se non mediata dal marito). Con l'arrivo del telefono era permesso alle

donne di parlare quanto gli uomini, se non addirittura di più. Anche gli adolescenti iniziarono a

poter comunicare senza mediazioni che prima erano ovvie. I primi telefoni avevano grandi problemi

di comunicazione e la o si sentiva meglio delle altre vocali (Alò è nato con il telefono in quanto è

più udibile come forma di saluto –> Edison).

Bell pensa di fare la rete telefonica, pensa di poter portare la voce nelle case (si ispira

principalmente a due invenzioni: acquedotto e rete del gas 1850), ma deve portare anche la voce da

un posto all'altro del paese.

La grande rivoluzione della rete telefonica la fa il fascismo (1925 telefonia nazionale) che

distribuisce compagnie telefoniche in tutta Italia.

• nord – ovest (stiff)

• nord – est (pell)

• emilia e parte dell'adriatico (timo)

• tirreno

• sud (set)

C'è inoltre una sesta compagnie che le collega tutte.

Come fanno i soldi le compagnie telefoniche?

Per oltre un secolo grazie al fatto che avevano il monopolio (fare, decidere il prezzo che si vuole)

del telefono, infatti non esisteva concorrenza nel settore telefonico. Solo negli anni '90 Omnitel (poi

diventata Vodafone) inizia a fare concorrenza a Telecom mobile (Tim) sul settore della telefonia

mobile.

Bisogna pagare l'abbonamento per avere l'apparecchio telefonico; io possono avere l'apparecchio

telefonico nel momento in cui mi approprio di una compagnia. Pago delle tasse e pago le singole

telefonate, soprattutto per quelle inter – urbane.

Negli Stati Uniti c'è una penetrazione massiccia del telefono nelle case. In Italia per favore la

diffusione senza e diminuire le tariffe viene introdotto un sistema chiamo duplex: la telefonia è una

tecnologia inventata nel 1928 dalla Stipel allo scopo di rendere accessibile il servizio telefonico a

più abbonati a costi inferiori. Consisteva nella condivisione di una linea tra due abbonati, che

veniva occupata in ingresso o in uscita da uno dei due mediante sollevamento della cornetta

microfonica che comandava un relé che escludeva l'altro utente. A termine un breve squillo

avvertiva della disponibilità di linea libera. In sostanza due abbonati pagavano per una sola linea.

In precedenza il telefono presente nell'abitazione era controllato e di “proprietà” del capo famiglia.

Possiamo dire che comunque il telefono è stata una invenzione molto utile che porta non solo voce

ma anche molti altri tipo di messaggio (Oggi Internet).

Un esempio di tecnologia che non porta solo la voce è il fax: servizio telefonico consistente nella

trasmissione (invio e ricezione) di immagini fisse (tipicamente copie di documenti). Da un punto di

vista tecnologico è uno standard di telecomunicazioni. Vi è una riproduzione delle informazioni in

segni grafici.

Quando nasce il telefono nasce con lui anche l'idea di portare forme di broadcasting, anche se poi

arriva la radio e viene affondata l'idea iniziale.

Nel '66 c'è un accordo tra Sip e la Rai per cui i fili del telefono vengono usati come vettore (in

questo caso vettori che portano musica classica e leggera). Si parla del Filodiffusione per parlare

della rado diffusa attraverso una rete di telecomunicazioni il cui ultimo tratto, quello che raggiunge

l'utente, utilizza il doppino telefonico con cui sono cablati gli edifici serviti della telefonia fissa. Il

sistema nacque nel 1931 in Svizzera, dove la conformazione del territorio era tale da non garantire

tramite onde radio una copertura capillare. C'è l'abitudine ad avere la musica d'ambiente: muzak

company vende nastri pre – registrati che possono durante anche giorni interi e vengono posti negli

ambienti pubblici (Es.: ascensori, supermercati, sale d'attesa...). La filodiffusione nasce dai fili dei

telefoni ma esce come se fosse una radio.

La differenza tra la filodiffusione (anni '50 – '60) e radio normale e che ci vuole un canone apposito

che viene pagato alla Rai, la quale in parte si tiene il ricavato ed in parte lo dona alla compagnia

telefonica.

La città contemporanea è un fatto sociale ed un apparato tecnologico

Oggi il numero di apparecchi cellulari rappresenta circa la metà del numero di abitanti sulla terra,

ma ci sono molti apparecchi tecnici complessi, più di quanti sono gli esseri umani sulla terra.

Strumenti entro i quali le persone basano la loro esistenza (pensiamo ad esempio agli orologi).

La città contemporanea è un fatto sociale ed un immenso apparato tecnologico in quanto la città è

una delle grandi invenzioni romane (Gerico, che si trova nella Cisgiordania, è la città più antica del

mondo, è del neolitico, risale probabilmente a 2000 anni prima di Cristo).

La città è un'invenzione, ma cosa intendiamo per invenzione?

7. fin dalle origini ci sono stati apparati tecnici come strade, acquedotti

città)

8. e apparati politici (polis →

Gli apparati tecnici non possono esistere senza gli apparati politici, e viceversa gli apparati politici

non possono esistere senza gli apparati tecnici. La città dunque si classifica come una invenzione

tecnologica sempre più complessa dal medioevo ad oggi. Ma qual'è stata l'invenzione decisiva per

permettere lo sviluppo della città?

• i mezzi pubblici, i tram e le ferrovie urbane (Chicago è una delle città più moderne al mondo

sotto questo aspetto)

Per quanto riguarda la città come fatto sociale ed idea tecnica bisogna tenere in conto sia delle reti

visibili (Es.: trasporto pubblico), sia di quelle nascoste (Es.: elettricità, gas) al fine di tenere unite e

collegate le varie città. Senza la tecnologia di rete non ci sarebbe la città come fatto sociale e

viceversa senza il fatto sociale non ci sarebbe la città come tecnologia di rete (Es.: se non ci fossero

i grandi apparati tecnici telefonici non ci sarebbe Internet).

L'economia di mercato

L'informazione per circolare ed avere valore economico ha bisogno dell'economia di mercato e

quest'ultima economia ha bisogno di comunicazione. Caratteristica fondamentale dell'economia

capitalistica:

• il mercato inteso come sistema di scambi basato sull'idea di merce (e della quantificazione

di essa attraverso la moneta) che si estende a tutte o quasi tutte le forme di beni esistenti.

Il mercato come istituzione è molto antico. Una città senza denaro infatti fa fatica a vivere, ma

anche un economia di auto – sussistenza può avere bisogno di beni che non vengono auto –

prodotti. Le fiere soddisfano questo bisogno (la seta per esempio è un bene intorno al quale è

costruita la via più antica di scambio). La vita regolare era fatta di obblighi nei confronti del

feudatario e della chiesa, il mercato era l'eccezione. La fiera normalmente c'era una volta l'anno.

Con la fiera vi era la possibilità di acquistare merci non prodotte localmente.

“Il capitalismo possiamo dire che è la fiera di tutti i giorni”; la fiera diventa la regola, il fatto

ordinario dell'esistenza. Ci sono beni che arrivano da tutte le parti del mondo ogni giorno, la città

moderna nasce infatti attorno al capitalismo mercantile.

Inoltre, perché il capitalismo funzioni ci deve essere il macchinario industriale (investire nelle

industrie per ottenere un interesse e quindi un profitto). Il mercato è un sistema economico razionale

attraverso il qual chi vende e chi compra deve essere continuamente informato sui prezzi, sulle

informazioni utili riguardanti il prodotto e quant'altro. Il vantaggio competitivo che si ha rispetto

alle altre forme di economica è che appunto si può scegliere l'acquirente su una base oggettiva del

prezzo e della valutazione (stessa cosa vale per il venditore).

Legge della domanda e dell'offerta concorrenza perfetta.

Il rapporto tra giornale ed economia

I giornali nascono con una funzione importante: quella di far circolare l'informazione economica

(Venezia, Londra, Genova sono le principali città dove c'è un ampio sviluppo del giornale).

All'inizio si comprava il giornale per vedere i prezzi delle cose, leggere le inserzioni etc...(le

inserzioni erano presenti soprattutto nella prima pagine del Times, giornale di Londra).

Per l'economia moderna la circolazione delle informazioni, che attraversa il sistema dei media a

partire dal telegrafo, dal telefono e dalla posta, è fondamentale. Il capitalismo ha una grande

voracità dei mezzi di comunicazione e oggi le economia che sono state fuori dal capitalismo oppure

oggetto stesso di capitalismo, sono entrate nelle economie capitalistiche (Es.: pensiamo all'Africa

Nera, al Kenya). Il capitalismo continua ad imporsi sul pianeta anche grazie a queste tecnologie, a

cominciare appunto dalla posta; più il capitalismo moderno si è formato, più si è affermata la

comunicazione (attraverso le moderne tecnologie di informazione) e viceversa.

Quando più viviamo in una economia capitalistica, tanto più abbiamo bisogno di questi tipi di

tecnologie di trasmissione delle informazioni. La circolazione delle informazioni deve essere

persino più veloce della circolazione delle merci. Possiamo quindi parlare di un fatto tecnico e socio

– culturale di enorme portata.

Società individualiste

Nelle società non solo capitalistiche ma anche individualiste la vita del singolo e decisa dal singolo

stesso. In Indivia per esempio la nascita di una persone ne determina la sua vita (sistema delle

caste), mentre in Italia non è decisa alla nascita la sorte di una persona (almeno in teoria), non senza

costi però.

In una società individualistica, fatta di immigrazioni ed emigrazioni, la comunicazione ha un ruolo

decisivo perché le istituzioni tradizionali non hanno più il compito e la capacità di organizzare la

nostra esistenza. Individualismo: parte della nostra immagine dell'essere umano.

Il problema della libertà di scelta è che essa non garantisce che l'individuo effettuerà la buona

scelta, quella giusta.

Con il cellulare c'è la libertà di creare i propri contatti, decidere con chi voler comunicare in rete. È

una libertà personale di scelta che è acquisita oramai anche prima di andare a scuola. Oggi ci sono

più cellulari che persone (alcuni ne posseggono addirittura 4); l'avere infatti il proprio cellulare sta

diventando una cosa essenziale, quasi come avere i vestiti addosso.

Il problema è che una società totalmente individualistica tende a diventare a – sociale in quanto

l'individualismo è una caratteristica del mondo moderno che a volte tendiamo a dare troppo per

scontata.

L'idea di scelta è una idea bella ma esile, ci si può pentire anche delle proprie scelte fatte, solamente

dopo averle eseguite; tutti i beni del mondo ci assoggettano a delusioni tranne uno: il denaro. Il

denaro infatti è sempre potenzialmente tutti i beni esistenti che in sé non ci deludono, c'è sempre la

possibilità di spendere il denaro in tanti modi diversi.

In una società individualistica la struttura familiare non regge a determinate pressioni e per questo

entrano in gioco e funzionano delle istituzioni specifiche (L'Italia è il secondo paese al mondo, dopo

il Giappone, che risparmi di più), come ospedali, ospizi etc...in questo caso ad esempio gli anziani

perdono peso nella società in quanto vengono “emarginati” dalla società stessa.

Il rischio della a – socialità è grandissimo.

Alexis De Tocqueville e la democrazia in America

1831 Alexis De Tocqueville studia la società americana ed il sistema giuridico in particolare,

essendo lui un giurista (oltre ad essere filosofo, storico e politico francese). Scrive due libri dallo

stesso titolo “La Democrazia in America”. All'epoca la democrazia non era un'ovvietà come oggi e

gli Stati Uniti rappresentavano LA Democrazia. Nel 1835 scrive il primo libro, nel 1840 il secondo.

Nel primo libro parla diffusamente del ruolo dei giornali in America, fa osservazione su come

funziona la democrazia in America (corporazioni). Dice che la stampa spesso spettegola e per

questo può anche distruggere la reputazione di una persona. Nel secondo libro torna sul tema della

stampa e sembra quasi contraddirsi da solo in quanto afferma che la stampa è essenziale per una

società individualistica; una società rischierebbe di non essere riconosciuta come tale se non ci fosse

qualcosa che tiene unite le persone, qualcosa che le lega tra di loro; persone che hanno gli stessi

interessi di basa, persone che hanno un mondo in comune il quale è fatto di notizie che riguardano

tutti. “I giornali non difendono semplicemente la società, bensì salvano la civiltà”.

Tocqueville afferma che il sentimento dominante nelle società democratiche è l'invidia.

Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, Tocqueville si interroga sulle basi della democrazia

pensando appunto che la tendenza generale ed inevitabile dei popoli sia la democrazia. Secondo lui,

questa non deve soltanto essere intesa nel suo senso etimologico e politico (potere del popolo) a

anche e soprattutto in un senso sociale: corrisponde a un processo storico che permette l'eguaglianza

delle condizioni che si traduce con:

• L'instaurazione di un'uguaglianza di diritto (tutti i cittadini sono assoggettati alle stesse

norme giuridiche mentre sotto l'ancien régime, la nobiltà ed il clero beneficiavano di una

legislazione specifica , i nobili ad esempio erano esenti dal pagamento delle imposte).

• Una mobilità sociale potenziale (mentre la società di ordini dell'ancien régime implicava

un'eredità sociale quasi totale, ad esempio, i capi militare erano necessariamente derivati

dalla nobiltà.

• Una forte aspirazione degli individui all'uguaglianza (tuttavia, l'uguaglianza delle condizioni

non implica la scomparsa di fatto delle diverse forme di diseguaglianza di natura economica

o sociali).

Un unico giornale per ciascuna città

In una società individualistica i mezzi di comunicazione condivisi sono essenzialmente usati per

definire la vita sociale, a cominciare dalla città. La città moderna è quel luogo dove tutti leggono lo

stesso giornale e condividono le stesse notizie (a Torino fino a 40 anni fa tutti leggevano solo la

Stampa, a Milano invece il Corriere della Sera). E come dire che “l'agenda dei torinesi era scritta da

un unico giornale”. La stampa veniva chiamata la “Bugiarda”, anche perché il fato che tutti

leggessero lo stesso giornale non voleva dire che tutti credevano a quello che c'era scritto su di esso.

I mezzi di comunicazione di massa sono tanto più indispensabili quando più le persone non

vogliono sentirsi parte della massa e quindi uguali agli altri (la massa parla male della massa

stessa). Noi infatti abbiamo un rapporto strano con la massa, facciamo parte di essa da un lato, ma

dall'altro facciamo finta di non sapere di essere parte e alla fine invidiamo chi si distacca da essa.

Diritto dell'individualità: nelle società individualiste non si può vivere senza strumenti che tengano

l'individuo continuamente in contatto con i suoi simili. Ci deve essere almeno l'impressione che lui

abbia la possibilità di scegliere e questo non deve essere imposto dall'alto.

La città è un luogo nel quale quotidianamente incontriamo persone che non conosciamo, ma che

fanno parte del nostro stesso ambiente umano. Noi abbiamo il bisogno di essere in contatto

continuamente con gli altri; abbiamo il bisogno di questo sistema di contatti, il qualche ci permette

di non essere soli, ma essere riconosciuti come individui.

Negli anni '30 si diffonde il film di gangster (con questo termine gangster si identifica un membro

di un'organizzazione criminale, generalmente di bande organizzate, o anche di stampo mafioso. I

gangster sono criminali organizzati, che hanno la propria occupazione in attività o imprese

criminali) come ad esempio Scareface che racconta l'ascesa di un delinquente, un individuo che sale

la scala sociale, ma ad un certo punti si ritrova da solo e noi capiamo che sta per morire (tutto

questo avviene in città). Un altro esempio è Piccolo Cesare che fu il primo gangster movie sonoro.

La comunicazione non basta mai

L'informazione erogata e messa in circolo in una società può continuare a crescere continuamente.

Si parla appunto di un andamento a spirale della comunicazione, più aumentano le tecnologie a

disposizione, più crescono i modi ed i mezzi per comunicare e più se ne sente il bisogno. Quindi

possiamo dire che più siamo connessi più sentiamo il bisogno di essere connessi; questo bisogno è

legato anche al mercato, infatti più la società è individualistica più dipendiamo dai media per

fondare e basare (addirittura) la nostra esistenza.

La persona che vive da solo, è autonoma, ha esigenze di contatto e di connessione maggiormente

continue rispetto ad una persone che vive ancora all'interno del nucleo famigliare. Noi siamo in

ogni caso, sia se viviamo da soli o in famiglia, permanentemente in contatto con il mondo. C'è

anche da dire però che quanto più siamo connessi tanti più siamo soli e quando la condizione

dell'essere solo e connesso diventa una condizione normale il bisogno diventa ancora più continuo.

Negli ultimi anni questo processo a spirale è precitato perché la potenza delle tecnologie è cresciuta

inesorabilmente; questo processo nasce con la città moderna, con il giornale moderno e con il

mercato moderno.

Alla fine del '700 incomincia ad esserci una pressione sempre maggiore verso comunicazione più

avanzata, che passa attraverso l'invenzione del telegrafo, delle poste moderne e dalla ricerca di

tecniche di copiatura rapida di documenti.

Nel primo '800 oltre all'invenzione del telegrafo e del giornale moderno c'è l'invenzione del

francobollo che ridimensiona il sistema delle poste.

La fotografia

Sempre ne l'”800 ci sono anche altri fenomeni in attesa per esempio l'invenzione della macchina

fotografica la quale è estremamente complessa (inizialmente – 1939 – il Senato Francese acquista il

brevetto della fotografia e lo regala all'umanità, per cui tutti possono diventare fotografi). Tra il

1839 e il 1849 la fotografia è una tecnologia ancora per pochi, solamente per gli aristocratici o per

coloro che decidono proprio il mestiere del fotografo. scrittura della luce). La

La fotografia è la tecnica di fissazione attraverso la luce (fotografia →

fotografia porta in se anche un'altra idea: la luce scrive per noi. La fotografia infatti è un prodotto

fatto dalla luce con il nostro aiuto (noi decidiamo cosa inquadrare, dove posizionare la macchina

etc..). E' la prima volta che si pensa alla luce come automatismo culturale.

Nel 1888 George Eastman lanciò la Kodak (lo slogan era: voi schiacciate il bottone e Kodak fa il

resto). “Con la Kodak il fotografo siamo tutti noi”.

Nascono dunque macchinari che fabbricano l'informazione.

Rapporto fotografia/società individualistica; tutti abbiamo una faccia che può restare fissata anche

quando non ci saremo più. Dalla fotografia deriva il diritto ad avere un'immagine propria. La

fotografia però standardizza anche l'immagine; stabilisce una forma per la faccia delle persone.

La macchina fotografica è una delle prime macchine che escono dalle fabbriche per entrare nelle

case delle persone e poi nel nel 1860 arriva anche la macchina da cucire.

La fotografia è una vera e propria riproduzione visiva, e attraverso essa, la quantità di immagini

presenti nel mondo si moltiplica.

Oltre all'aumento della produzione umana dell'informazione (giornali, libri...) arriva appunto la

produzione meccanica dell'informazione, la fotografia (prima della rivoluzione digitale si contano 2

miliardi di fotografie in tutto il mondo).

Altre invenzioni

1877/1878, data della nascita del primo fonografo: uno dei primissimi strumenti pensati per poter

registrare e riprodurre un suono, progettato da Thomas Edison. Per cui oltre alla fotografia si

iniziano a produrre anche i suoni.

Grammofono: è stato il sistema di registrazione e, soprattutto, di riproduzione di suoni più

utilizzato a partire dal 1870 fino agli anni '80 del novecento. Fu inventa dal tedesco Emile Berliner

che sostituì il cilindro del fonografo con un disco.

Il mondo della della comunicazione pubblica diventa sempre più privato e domestico.

Il libro Gutemberghiano è ancora “grande” verso la fine de l'”800, quando si iniziano ad inventare i

libri tascabili. Viene dato l'avvio al concetto di fondo che prevedeva il portarsi dietro il libro, stessa

cosa ovviamente avveniva per la Kodak, in quanto le fotografie si portano negli album o addirittura,

con il passare del tempo, in tasca.

La casa diventa un luogo di deposito di varie forme di comunicazione; la prima macchina mobile di

informazione è l'orologio da polso. C'è dunque la trasformazione dell'orologio come una merce

andante. Diventa mobile anche la radiolina, grazie all'invenzione del transistor (detto anche

transitore, è un dispositivo a semi – conduttore largamente usato sia nell'elettronica analogica che

nell'elettronica digitale. Il termine è stato spesso utilizzato nel linguaggio comune anche per

identificare le piccole radio AM portatili a pile, che furono la prima applicazione di questi

dispositivi a raggiungere il mercato di massa, negli anni cinquanta del XX secolo).

C'è poi anche l'invenzione del mangia – dischi (si intende un tipo di giradischi portatile automatico

in cui il disco in vinile da leggere veniva introdotto attraverso una fessura nell'involucro esterno. Un

meccanismo interno a molla, sollecitato dell'introduzione del disco, fissava quest'ultimo piatto, il

quale iniziava a ruotare, mentre la puntina si posava sulla superficie del supporto dando inizio alla

riproduzione) con particolari caratteristiche li permettono di essere portatile, e della radio mobile

che poteva essere portata in auto.

Alla fine degli anni '60 si fa un ulteriore salto in avanti invenzione di un apparecchio portatile

acustico che permetteva all0individuo di isolarsi dal mondo: i walkman a cassetta. Offrendo alla

gente la possibilità di portare la musica sempre con sé, il walkman divenne uno dei prodotti di più

anni ottanta, divenendo a tutti gli effetti l'icona di una

grande successo commerciale degli

generazione. Al Walkman sono stati dedicati anche dei successi della musica pop (come "Wired for

Sound" di Cliff Richard), mentre sul mercato si diffusero velocemente centinaia di cloni. Spesso,

nelle campagne promozionali, il Walkman veniva rappresentato come il compagno perfetto per chi

fa jogging o per gli amanti del roller-skating. Sony ha venduto più di 330 milioni di Walkman, 150

dei quali negli USA.

Più media iniziano a crearci un universo tutto nostro fatto di noi e il/i media.

Con il walkman viviamo dentro la nostra musica e ci isoliamo completamento dalle altre persone,

dall'ambiente in cui ci troviamo, insomma da tutto.

La telefonia cellulare ed il gioco

Poi arriva l'invenzione della telefonia cellulare; nel momento in cui siamo connessi, siamo connessi

con qualunque punto e parte del mondo (pensiamo che con Skype possiamo vederci con un amico

che si trova ad Hong Kong per esempio). Da quando c'è il telefono quindi dipendiamo meno dalla

localizzazione. Quando infatti si passa al telefono cellulare la de – localizzazione esplode.

Con il telefono cellulare sono potenzialmente sempre raggiungibile, questa è una fortuna sì ma

anche una sfortuna, è una vera e propria arma a doppio taglio (possiamo mentire attraverso l'uso del

cellulare). Più la società è individualistica e più ha bisogno di connessioni. Siamo sempre più

carichi di oggetti che ci accompagnano lungo la nostra vita: Mp3, cellulare, Tablet, Kiddle.... →

bisogno di comunicazione che continua a crescere sempre di più.

I social network ormai disponibili su molteplici dispositivi tecnologici ridefinisce le nostre amicizie;

pensiamo per esempio a Facebook, la rete dei contatti sulla nostra rubrica del telefono cellulare

oppure ai contatti email. Nel 2007 abbiamo addirittura un unificazione tra cellulare e computer:

l'iPad inventato da Steve Jobs.

C'è una contraddizione; noi abbiamo il bisogno da andare via da tutti ma al tempo stesso ci

portiamo tutto dietro, c'è il bisogno di allontanarci portandoci tutto dietro. Noi siamo stracarichi di

informazione continuamente, siamo immersi nella comunicazione e al tempo stesso continuiamo a

cercare nuove comunicazioni. Noi siamo una umanità connessa, siamo una umanità che attribuisce

alle macchine una varietà di compiti. Per esempio le funzioni del telefono sono molteplici:

chiamare, mandare messaggi istantanei, giocare, collegarci ad internet per cercare nuove notizie.

La funzione che la macchina assume nel caso del gioco (il telefono cellulare è una macchina

versatile che contiene diversi programmi) è molto importante perché il cellulare può essere

considerato come una vera e propria scatola di giochi. È infatti possibile trovare una varietà di

giochi in un piccolo apparecchio. Il cellulare ed il computer sono anche dei veri compagni di gioco

in quanto sono macchinari che rispondono alle nostre azioni, mosse (pensiamo quando giochiamo a

scacchi “contro” il computer o il cellulare). Sono dunque apparecchi che fanno da alter – ego nella

mia attività ludica (dobbiamo battere la macchina quando giochiamo).

Altre funzioni relative all'attività ludica: è la macchina che ci inserisce nel gioco, noi ci facciamo

insegnare dal computer le regole del gioco, stiamo giocando contro una macchina che ci ha

insegnato come si gioca, in questo caso è lei che comanda quindi (se facciamo una mossa errata il

computer ce lo segnala e non possiamo andare avanti, ma anzi siamo costretti a cambiare mossa). Il

computer fa quindi da arbitro.

Noi ci portiamo dietro quotidianamente delle tecnologie ludiche che sostituiscono il partner fisico,

eppure mediamo con lui. Noi si portiamo addosso le teorie e le regole del gioco dettate dalla

macchina, così come ci portiamo la macchina fotografica che ad un certo punto diventa la macchina

di tutte le macchine. Ognuno scatta il suo ritratto (il cosiddetto “selfie”) e lo costruisce

continuamente.

Sempre più connessioni tra le diverse tecnologie

C'è una sorta di continuità storica nella storia dei media. Noi viviamo con e tra i media che non

sono solo uno strumento di mediazione, anche anche un ambiente nel quale ci muoviamo, ed il

cellulare per esempio mi può rafforzare il legame con quell'ambiente (google maps). Noi ormai non

riusciamo a vivere senza essere accompagnati dalla comunicazione.

Il nostro comportamento nell'ambiente informativo e mediatico assomiglia a quello di cacciatori e

raccoglitori dice Marshall MaLuhan. Noi ci muoviamo continuamente a caccia di informazioni che

immagazziniamo solo in parte attraverso Wikipedia, Youtube etc... C'è bisogno di collegamento

continuo e molte delle cose che sappiamo le sappiamo per caso o perché a partire da una dato

informazione vogliamo approfondirla (collegamenti su Wikipedia). Siamo alla ricerca sempre di

nuove informazioni. C'è stata una vera e propria rivoluzione nella teoria della conoscenza (parte

della percezione).

Gipson e la percezione visiva

James Jerome Gibson è stato uno psicologo statunitense. Influenzato dalle teorie

comportamentiste è considerato uno dei più importanti psicologi del XX secolo nel campo della

percezione visiva. Studiando la percezione per conto dell'aeronautica militare degli USA durante la

seconda guerra mondiale, sviluppò l'idea che negli oggetti in movimento esistono maggiori stimoli

visivi rispetto a quelli statici. Inaugurò una nuova matrice di ricerca in campo percettivo che definì

ottica ecologica. I suoi concetti fondamentali sono la percezione non mediata da altri processi

mentali, di invarianti percettivi che rimangono costanti al variare della percezione. Nonostante

critiche da parte di altri psicologi l'approccio ecologico divenne un fattore fondamentale per i

successivi studi sulla percezione: essa non verrà più studiata solamente in ambito strettamente di

laboratorio ma soprattutto in circostanze ambientali quotidiane. Gipson ci ha aiutato a pensare alla

teoria della visione dicendo che gran parte che viene detto sulla percezione visiva parte dal

presupposto che è innaturale; come se fossero tutte fotografie, una in successione all'altra.

Noi vediamo vivendo, stano immersi un un ambiente visico e visivo senza distinzione. C'è un

adattamento dell'ambiente in base alle nostre esigenze. Si fa un percorso visivo continui, si

“scannerizza l'ambiente”, ma c'è anche un processo di fissazione interna di queste cose che

condiziona ciò che vediamo.

L'informazione non raccolta

L'esperienza umana ci porta ad una conoscenza come adattamento all'ambiente, è una attività di

continuo apprendimento che ci permette di continuare a vivere. Infatti questo stesso modo di

pensare ci può far capire quanto e come siamo immersi nel mondo dell'informazione.

Molto importante è lo sfondo, e lo stesso vale per l'udito in quanto i rumori di fondo di cui spesso

non ci accorgiamo neanche ci siano sono molto importanti (Es.: siamo al bar e c'è una canzone di

sottofondo, stiamo dicendo una cosa magari “intima” ad un amico, appena la canzone finisce e

arriva il silenzio cambia qualcosa in noi, ci zittiamo, nonostante non stessimo ascoltando la canzone

e addirittura non ci eravamo accorti della sua presenza).

L'informazione non raccolta non è non rilevante, anzi non è detto che non ci influenzerà in futuro.

C'è anche la semi – consapevolezza per cui noi raccogliamo molte informazioni in condizione di

semi – consapevolezza anche se non ce ne accorgiamo.

Noi viviamo in un'epoca nella quale il libro non è più la forma dominante di acquisizione delle

informazioni. Chi dice quali sono le informazioni che ci interessano?

Le informazioni che ci interessano sono quelle che impariamo a scuola e che dobbiamo usare

quando lavoriamo.

Un sintomo di intelligenza sta nel saper fare i collegamenti giusti ed immagazzinare l'informazione

che stavamo cercando, oltre a cercare anche molte informazioni correlate che non stavamo cercando

crescita permanente, non ha regole. I giornalisti cercano l'informazione che serve e “se

(Youtube →

ne vanno”). Per noi tutto il rumore è possibile informazione.

noise musica come arte di rumori (Luigi Russolo è stato un compositore e pittore

Rumore → →

italiano. Futurista e firmatario del manifesto l'arte dei rumori, nel 1913, in cui si teorizzava

l'impiego del rumore per arrivare a comporre una musica costituita da rumori pure invece che da

suoni armonici, è considerato il primo artista ad aver teorizzato e praticato il concetto di noise

music).

Tutto il '900 è stato caratterizzato a attraversato dal concetto di rumore; era considerata musica solo

ciò che era composta da note musicale (ordine), mentre tutto il resto era rumore (disordine). Il

rumore era appunto percepito come disordine, come non informazione, che poteva essere usato al

massimo come indizio, segnale (Es.: la caduta di oggetti in casa è un segnale di terremoto).

Noi dobbiamo abituarci a vivere nel e con il disordine. L'abilità importante oggi è quella di

raccogliere informazioni riguardanti la situazione nella quale siamo inseriti e ci veniamo a trovare al

fine di gestirla come noi preferiamo.

Oggi viviamo in una cultura in cui il disordine informatico è parte essenziale della nostra vita e noi

dobbiamo imparare ad attraversarlo per non farci sopraffare.

Il sistema telefonico e la nascita dell'IRI

Il sistema telefonico italiano è nato sotto il fascismo (1924 – 1925).

Come già detto in precedenza vennero distribuite compagnie telefoniche in tutta Italia, era cinque

ma ce n'era una sesta che le collegava e le raggruppava tutte chiamata telefoni di Stato.

Lo stato italiano fa nascere l'IRI – acronimo di Istituto per la ricostruzione industriale – è stato un

ente pubblico italiano, istituito nel 1933 e liquidato nel 2002. E' un ente che comprende vari settori:

alimentare, aerospaziale, auto, costruzioni navali, chimica, editoria, finanza, informatica,

microelettronica, metallurgia, telecomunicazioni, trasporti e soprattutto il settore dell'acciaio oltre a

settori strategici nel campo bancario. Nacque per iniziativa dell'allora capo del Governo Benito

Mussolini al fine di evitare il fallimento delle principali banche italiane (Commerciale, Credito

Italiano e Banco di Roma) e con esse il crollo dell'economia, già provata dalla crisi economica

mondiale iniziata nel 1929. Nato dunque nel '33 l'IRI comprende tre delle principali compagnie

telefoniche; sono dunque compagnie formalmente private ma sotto il controllo pubblico. Sono

ufficialmente mercato ma nella realtà appartenenti allo Stato. Dopo la guerra l'IRI rimase

fondamentalmente sotto il controllo del Governo fino a quando del suo crollo (anni '80).

Il sistema telefonico è dunque monopolistico e nasce la società italiana per questo sistema: Telecom

Italia società privata anche se le procedure vengono dettate dal Governo (stessa cosa avveniva

per la RAI). Queste sono società che danno reddito alla Stato ed il vertice è nominato dal ceto

politico. Queste aziende diventano aziende politicamente condizionate.

Il monopolio diventa un'arma molto potente sia nei confronti del cittadino sia nei confronti del

singolo politico.

Anni '80 – '90

Tra gli anni '80 e gli anni '90 assistiamo ad un vero e proprio cambiamento; nasce la telefonia

mobile (il telefono è sempre stato fisso). Il motivo per cui avviene questa rivoluzione è legato alla

mobilità personale. Rivoluzione che raggiunge il suo culmine esplosivo negli anni '90.

Il telefono mobile era un apparecchio a disposizione di un numero esiguo della popolazione in

quanto era molto costoso, era complicato ed era pesante (infatti le prime radiomobili pesavano

anche 1 kg ed erano molto complesse da usare).

La rivoluzione è legata al significato della parola cellulare: la prima grande invenzione tecnologica

che portò al telefono mobile venne fatta in Scandinavia e consistette nel suddividere l'etere in celle.

Attraverso queste celle, che ci sovrastano mentre camminiamo oppure anche mentre ci muoviamo

in macchina, man mano che ci spostiamo il nostro cellulare si collega ad una centralina la quale a

sua volta è collegata ad altre celle (quando non c'è campo e perché il cellulare non raggiunge la

cella corrispondente oppure siamo situati in un punto a metà tra due celle ed in questo caso il nostro

cellulare non sa a quale cella connettersi). Il funzionamento di questo sistema ha permesso di

rendere accessibile la telefonia mobile ad un numero molto elevato di persone.

Nel 1990 c'è una norma che stabilisce che devono essere tassati i beni di lusso ed oltre agli yacht

c'erano anche i telefonini, anche se nel giro di pochi anni, 4 forse 5, cambiò tutto ed i telefonini

potevano anche svolgere altre funzione oltre che chiamare: possibilità di inviare sms (inoltre si

abbassarono anche le tariffe dei telefonini).

Ci fu una rivoluzione di marketing che rese il cellulare accessibile all'intera umanità

la scheda ricaricabile (prima c'erano solo gli abbonamenti ed il problema era

sostanzialmente →

che non si sapeva quanto si sarebbe speso a fine mese e anche per questo i genitori non avrebbero

mai lasciato il telefono in mano ai figli). La scheda ricaricabile diventa un oggetto che non pone

problemi di alcun tipo alle persone, le quali non si sentivano sicure degli abbonamenti. Con la

scheda telefonica sapevano sempre quanto avevano speso (se potevi comprarti una scheda

ricaricabile allora potevi chiamare altrimenti no).

La concorrenza

Le tariffe iniziarono a moltiplicarsi ed a raddoppiarsi quasi quando nacque la concorrenza. Da un

certo momento in poi si creò un mercato attraverso il quale un numero sempre maggiore di persone

iniziò a dotarsi di questo apparecchio sapendo di poter tenere sotto controllo il traffico e quindi le

proprie chiamate attraverso appunto la scheda ricaricabile. Il numero di telefonini aumentò a

dismisura tanto che il numero di telefonini era diventato pressoché maggiore rispetto al numero

degli abitanti (non era tanto il numero di telefonini ma la quantità di numeri/sim che un solo

proprietario possedeva).

Attraverso questo business gigantesco la quantità di traffico telefonico diventò enorme.

Ma quanto costa alla compagnia telefonica un nostro sms? Il nostro messaggio siccome viene

inviato tra gli intervalli delle conversazioni ha costo 0.

Questo business inizia a porsi il problema del monopolio. Nascono i concorrenti, ci sono: Omnitel

(dell'Olivetti) che diventerà Vodafone, Wind e Tre. Ci sono dunque poche società che devono

dividersi lo stesso mercato, anche se la compagnia principale rimane Telecom Italia che prenderà il

nome di Tim e quindi gli altri gestori sono costretti a prendersi una “fetta” minore del mercato.

Due fenomeni:

− Su una serie di cose non c'è concorrenza (nessuno dei gestori dice “do ai clienti gli sms

gratis, anzi tra i vari gestori costano all'incirca lo stesso prezzo, in quanto c'è un cartello ,

ovvero un raggruppamento di società che stabiliscono i prezzi in modo che gli effetti della

concorrenza vengano annullati; le tariffe di base sono simili.

− Nuovi clienti da sottrarre ai concorrenti: si fanno concorrenza sul “portare via i clienti

dell'altra compagnia” infatti c'è sempre una tariffa promozionale se passi da un gestore

all'altro (Es.: hai chiamate gratis per tre mesi se passi a Vodafone). Questo viene fatto perché

tra gli elementi importanti di una compagnia c'è il fatto che bisogna presentare agli azionisti

la crescita della clientela a quella compagnia. Devono dunque sostenere di aver acquisito

questo numero determinato di clienti in questo mese per poter esibire appunto l'acquisizione

di nuovi clienti.

Questi sistemi si basano dunque su di un oligopolio che presenta una forte presenza pubblica basata

su accordi evidenti di cartello che impediscono la concorrenza tra prezzi troppo diversi.

Passaggio al digitale, Internet arriva nelle case comunicazione che

Intorno alla seconda metà degli anni '90 si passa dall'analogico al digitale →

richiede molte meno frequenze. Il cellulare diventa potenzialmente un computer: scatta foto, ha

molti giochi e tante nuove applicazioni/programmi etc...

Nel 2007 con Steve Jobs nasce l'iPhone (approfittando del web 2.0) che è un telefono con effetti di

un vero e proprio pc. Paradossalmente il sistema della comunicazione cellulare diventa un sistema

di Internet mobile.

Internet arriva nelle case ed la sua caratteristica principale è il decentramento . Internet è infatti

una rete decentrata, non c'è un centro di rete che fa funzionare tutto Internet. Non è Telecom che

controlla la rete e neanche la CIA.

L'idea Rivoluzionaria della rete è una idea militare. Siamo negli anni '60, anni della Guerra Fredda.

Il problema è che quando si fa un colpo di Stato si è soliti occupare la compagnia dei telefoni, oltre

che alle stazioni radiofoniche e televisive, per poter controllare tutto il Paese senza che vi sia

comunicazione all'interno. I Russi dirigono le loro armi verso appunto i grandi centri dell'apparato

tecnologico del Paese. Il rischio è che il Paese rimanga senza una linea di comando. All'interno di

ogni unità militare si replica il comando centrale.

Idea: creare una rete di telecomunicazione non abbia più bisogno del telefono cellulare. E la risposta

fu Internet in quanto esso collega tanti punti con reti diverse, non c'è un unico centro come

avveniva ad esempio per Telecom Italia. Internet è infatti la più decentrabile delle reti.

Lo scambio di comunicazioni tra le Università. L'avvento di Internet

Tra gli anni '70 e gli anni '90 arriva una rete di collegamento che unisce le diverse Università

americane che fa nascere anche la posta elettronica per favorire la connessione tra le persone. Nasce

educazione/ .com commerciale/ .org organizzazione non

Internet (i siti finiscono con: .edu → → →

commerciale). Negli anni della grande diffusione della rete di comunicazione digitale si comincia a

pensare ad un allargamento della rete con funzioni di altro genere.

Nasce la graficizzazione della rete Internet. C'è quindi una graficizzazione dei computer, anni '80,

che si basa sulla rivoluzione congiunta del mouse e dell'uso dello schermo.

Il mouse permette di introdurre l'interfaccia tattile, agiamo come se entrassimo nello schermo con la

nostra mano (con il touch questo si vede in maniera ancora più evidente). Accanto al mouse arriva

user friendliness introdurre delle interfacce “amichevoli”.

la raficizzazione dello schermo → →

L'interfaccia è il modo in cui un oggetto si relazione con una persona oppure una persona si

relazione con un'altra persona.

L'idea di base che viene elaborata di fatto dalla Apple è l'idea delle finestre , il computer comincia

ad avere uno schermo che lo si può suddividere in diverse finestre e può far comparire mentre si sta

lavorando ulteriori finestre; finestre che possono dare alle informazioni del computer una struttura

leggibile: le cartelle, le finestre di conversazione dell'utente, le varie finestre che suddividono

l'informazione complessiva del pc etc...Tutto questo viene copiato da Microsoft e viene fuori il

problema del copyright; c'è una causa che va avanti per anni ma alla fine vince Microsoft. Apple

dice che Microsoft ha copiato il “look and fell” e Microsoft chiede in tribunale se si potesse mettere

il copyright sul “look and fell”. Il tribunale americano affermò che il look and feel poteva essere

copiato (www. World Wide Web.).

(Il 17 marzo del 1988 Apple intentò una causa contro Microsoft e Hewlett-Packard.

Oggetto principale del contendere era l’interfaccia grafica di Windows e la sua imitazione dei

capisaldi introdotti con il Lisa e poi diffusi con il Macintosh. L'azienda di Cupertino cheideva

all'epoca 5 miliardi e mezzo di dollari per danno ma non aveva fatto i conti con un accordo di tre

anni prima. Nel novembre del 1985 c'era stato un primo contrasto legale dopo l’uscita di Windows

1.0, ma quando Gates minacciò di interrompere lo sviluppo di software per Macintosh,

l’amministratore delegato John Sculley aveva concesso a Microsoft il diritto di usare alcuni

elementi dell’interfaccia utente del Mac.

Su questo elemento si basò la difesa con il risultato fu che nel settembre del 1994 il tribunale si

pronunciò in favore dell’azienda di Redmond (e la faccenda fu definitivamente archiviata nel 1997).

Apple, ormai ai minimi storici come presenza sul mercato, si ritrovò con un nulla di fatto e 10

milioni di dollari di spese legali da pagare).

Sempre più operatori iniziamo a realizzare microprocessori sempre più piccoli e sempre più potenti.

Si potenzia la rete con la fibra ottica, con i satelliti, con la digitalizzazione, con la razionalizzazione

delle compagnie cellulare. La domanda di informazione che circola è sempre maggiore, cresce a

dismisura ed la quantità di informazione che circola per forza di cose cresce.

Problema: ma una rete decentrata è controllabile? Sicuramente non è controllabile come una rete

fissa. Questo è un problema di pochi come la Cina, la Russia, la Corea del Nord. Se un paese ha

paura di Internet, rende non – accessibile l'accesso alla rete (pensiamo alla Corea attualmente cosa

sta facendo). Tutte le informazioni che gestiamo sulla rete vengono convogliate da una serie di

computer che controllare come ci stiamo muovendo sulla rete. Ma queste informazioni che le

raccoglie?

• i grandi centri di spionaggio mondiali

• alcune compagnie che sono situati in nodi strategici

Per esempio “google” controlla le nostre ricerche perché nel momento in cui noi digitiamo qualcosa

sulla pagine di google noi e come se facessimo una domanda al computer centrale di google, il

quale registra il nostro indirizzo e la parola che noi abbiamo cercato. Nel giro di pochi secondi

google ci fa un elenco di tutti i collegamenti possibili relativi a quella parola e nel giro di poche

settimane è capace di fare profilo dell'utente (quali sono i siti più ricercati, a che ora si connette

solitamente etc...).

Il settore dell'hardware

E' un settore strumentale che fabbrica degli apparecchi, è un settore strategico perché si basa su di

una comunicazione che è mediata da tecnologie complesse e inventata nel corso degli ultimi due

secoli (pensiamo ad esempio alla televisione che da sola richiede apparecchi di trasmissione, di

recezione e quant'altro, oppure pensiamo al telegrafo che si trovava nell'ufficio postale a supporto

del quale c'era un adulto che decodificava i messaggi, oppure ancora pensiamo alla macchina

fotografica che serve non solo a produrre). Ci si dota dunque di apparecchi non solo per produrre

comunicazione ma anche per ricevere comunicazione.

Con l'avvento de telefono cambia tutto; il telefono è mezzo di trasmissione ma anche di ricezione

(si può parlare ma anche ricevere le parole di un'altra persone, anche molto distante

geograficamente da noi). Prima c'era il microfono che era separato dall'apparecchio attraverso il

quale si sentiva, poi nasce la cornetta attraverso la quale possiamo sia sentire che parlare. Con il

telefono comincia “una storia nuova”. Negli stessi anni nasce anche il fonografo di Edison.

Succede che nasce un apparecchio per ricevere, e questo nasce con la radio. Inizialmente i ricevitori

radio erano professionali, ma anche dopo nate le trasmissioni radiofoniche si pone il problema con

la radio a galena è un

che apparecchio si doveva e poteva sentire la radio (apparecchi a Galena →

semplice tipo di ricevitore radio. Non ha bisogno di batterie o altra fonte di energia ad eccezione

delle onde radio ricevute grazie a una lunga antenna esterna). Per i primi anni sentire la radio

significava utilizzare apparecchiature che non tutti sapevano utilizzare in quanto molto complesse.

Negli anni '20 nascono gli apparecchi ricevitori, domestici, che erano dotati di valvole. La radio la

si poteva ascoltare anche negli spazi domestici e si poteva cambiare canale e alzare il volume (user

friendliness) le operazioni in questo caso era semplici ed alla portata di tutti. Il numero di

apparecchi di ricezione della comunicazione si è moltiplicato: televisione, gira – dischi, ed il

computer ha raggruppato tutte queste apparecchiature (con il computer possiamo ascoltare la

musica e se abbiamo una connessione ad Internet anche guardare la televisione).

In sostanza i produttori dell'hardware hanno cominciato a produrre strumenti utili a fabbricare il

messaggio ed a ricevere/gestire il messaggio.

La nascita del cinema

Prima c'erano solo macchine di produzione di massaggi, le quali non venivano usate per la loro

ricezione ma al massimo per la loro elaborazione. È nel settore dell'hardware che si creano

rivoluzioni tecnologiche che permetteranno la costruzione di forme di comunicazione di massa

sempre più avanzate.

Questo è un settore di puro supporto: noi compiamo un televisore ma vogliamo scegliere i canali,

noi compriamo un lettore Mp3 e vogliamo scegliere quale canzone ascoltare.

É attraverso questo settore che nasce nel 1895 il Cinema con i fratelli Lumiére. Le caratteristiche

fondamentali del cinema: - fotografia in movimento (il cinema rimase muto fino al '27/'28) – la

proiezione. Il film diventa uno spettacolo collettivo; la proiezione trasforma la fotografia in

movimento in un vero e proprio spettacolo collettivo.

Nel frattempo, qualche tempo prima Edison aveva pensato alla fotografia in movimento con il

cinetoscopio che è un apparecchio ideato nel 1888, precursore di un proiettore cinematografico. Fu

sviluppato tra il 1889 e il 1892. l'idea del cinetoscopio era vedere il movimento mentre i fratelli

Lumiére inventarono un apparecchio simile chiamato cinematografo. I fratelli Lumiére sono stati

due imprenditori francesi, inventori appunto del cinematografo e tra i primi cineasti della storia.

Ad altre persone venne l'idea che si poteva fotografare qualcosa che era al di sotto della visione

dell'occhio umano; sono sperimentatori che hanno hanno l'idea di creare macchine che fossero in

grado di percepire quello che l'essere umano non può vedere o perché troppo lontano o perché

troppo piccolo. Fu inventato il cannocchiale/telescopio nel '600 che fu uno strumento ottico per

l'osservazione ravvicinata di oggetti terrestri. La differenza più significativa rispetto a un telescopio

astronomico è che fornisce immagini dritte anziché capovolte. Il cannocchiale venne inventato

innanzitutto per la marina; con il cannocchiale infatti era possibile vedere le navi nemiche dove si

stavano dirigendo e si poteva vedere quanto era lontana la costa. Venne anche usato per stabilire

qualcosa che avveniva nelle corse di cavalli: vedere se il cavallo sollevava tutte le zampe da terra

quando saltava.

Venne poi inventato il microscopio al fine di poter vedere il vivente che l'occhio umano non vedeva

(ambito biologico, chimico e medico). Il microscopio infatti è uno strumento che consente di

risolvere i ingrandire oggetti di piccole dimensioni per permetterne l'osservazione diretta, o indiretta

tramite fotografia e sistemi elettronici. Può essere ottico, e quindi basato sull'osservazione

nell'ambito dello spettro elettromagnetico della luce in senso lato, basato sull'osservazione tramite

fasci di elettroni, a scansione di sonda, basato sull'esplorazione della superficie del campione con

una sonda materiale, o di altro tipo.

Se l'immagine dura, persiste/persiste meno di un decimo di secondo noi non riusciamo a vederla.

Bisognava inventare un'immagine che fissasse le immagini a meno di un decimo di secondo →

scattare tante foto al secondo che rivestite allo stessa velocità danno la stessa immagine.

Noi vediamo altre persone muoversi mentre le guardiamo, possiamo dire che queste persone vivono

nel nostro tempo e in un tempo altro; la magia del cinema sta nella contemporaneità del movimento,

grazie alla pellicola infatti si può riprodurre il movimento perché lo si fotografa a meno di 1 decimo

di secondo e lo si proietta e quindi lo si vede alla stessa velocità. Le pellicole c'era e quindi si

potevano fare i film, ma il problema era come vendere il film, ovvero come trasformare in merce

un'idea di base di tipo tecnico (fotografia “mitragliata” a 16 fotogrammi al secondo). Come rendere


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Media: Storia e teoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Ortoleva Peppino.

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