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Introduzione al corso media: storia e teoria

Cosa sono i media?

Che cosa sono i media? Cosa si intende per comunicazione? Con la parola media, derivante dal latino, possiamo indicare gli strumenti della comunicazione umana. È medium infatti qualsiasi strumento che serve a produrre, trasmettere, ricevere, elaborare un determinato messaggio.

Rivoluzione tecnologica tra gli anni '70 e 2000

Tra gli anni '70 e 2000 c'è stata una vera rivoluzione che ha portato alla moltiplicazione dei satelliti; questo fatto ha reso possibili altri fenomeni come la geo-sorveglianza, la geo-localizzazione, ovviamente oltre all'uso di Internet. Questo ci fa capire che siamo ogni giorno circondati, sia nell'ambiente interno che nell'ambiente esterno, da tantissimi media. Ma ciò che radicalmente ha permesso di ridurre i costi di trasporto in modo molto radicale, è stato il container, il quale ha permesso che le operazioni venissero eseguite principalmente dalle macchine.

Una ulteriore innovazione che ha permesso di far funzionare i container e soprattutto ha impedito che questi cadessero durante i trasporti è stata la chiusura ri-apribile. Ad ispirare questa idea è stato il lego (1964), il quale aveva rivoluzionato il mondo del giocattolo. Questo permise di impilare, sovrapporre, accatastare e dis-impilare i container con un gesto rapido e poco faticoso.

Il mondo della comunicazione

Quando parliamo di comunicazione ci riferiamo a un grande sistema fatto di tecnologie e pratiche (Es.: la tastiera di un computer permette all'essere umano di schiacciare le lettere con 4-6 dita contemporaneamente e non soltanto con 2 dita per volta; questo rende il processo molto più veloce). La comunicazione infatti è un mondo concreto, materiale, fatto di oggetti, apparati, persone ed abitudini.

L'avvento del microfono

Il microfono è un trasduttore di tipo elettro-meccanico in grado di convertire le onde di pressione sonora in segnali elettrici. È in sostanza una macchina di potenziamento della voce, macchina che ha cambiato la storia del suono del XX secolo. In che modo? Prima del microfono, i cantanti di musica classica che cantavano in pubblico dovevano avere una voce particolarmente forte ed "educata", anche semplicemente per potersi far sentire dal pubblico. È il microfono che ha reso possibili l'arrivo di voci considerate "inconcepibili" in passato.

Il microfono, oltre ai suoi numerosi usi, è stato ed è molto importante in ambito politico. Infatti, in generale, fino all'invenzione del microfono e del suo correlato, gli altoparlanti, il politico solamente attraverso la sua voce poteva farsi sentire da un numero solo esiguo di persone. Gli altoparlanti rendono possibile l'ascolto della voce di una sola persona a tantissime persone (Piazza Venezia a Roma: la folla a distanza anche di chilometri poteva sentire quello che diceva Mussolini e l'eco "magico" della sua voce permesso dall'altoparlante). Attraverso questo strumento di comunicazione, ad esempio, il ritmo nei concerti oltre che sonoro diventa anche tattile (questo è possibile notarlo soprattutto nei concerti rock).

I media come parte dell'ambiente

I mezzi di comunicazione costituiscono una parte dell'ambiente in cui viviamo; è un ambiente mediatico fatto, come detto in precedenza, di parole, segni pratiche, persone, abitudini. È attraverso il microfono che gli ambienti vengono trasformati, soprattutto dal punto di vista percettivo.

La generazione del giradischi

Il concerto rock porta alla generazione del giradischi. Si passa dal grammofono al giradischi, attraverso il quale la musica viene portata nelle case. A differenza di quello che avveniva per la radio, con il grammofono si poteva ascoltare la musica che si voleva. Quando arrivano i primi giradischi, la prima reazione dei cantanti fu negativa, in quanto pensavano che d'ora in poi nessuno sarebbe andato più ai loro concerti perché ormai la musica poteva essere ascoltata liberamente nelle case (e successivamente anche al di fuori della propria abitazione attraverso le cuffie portatili). La musica possiamo dire che è diventata onnipresente, soprattutto oggi. Ai concerti si va lo stesso a sentire la musica perché quel tipo di musica non diventa più consumo, ma celebrazione e partecipazione attiva.

Nella musica rock, tanto più in quella dal vivo, l'esperienza uditiva e tattile viene percepita non solo come onde sonore, ma onde appunto che fanno vibrare, nel vero senso della parola, l'ambiente in cui ci troviamo. La stessa cosa vale per le partite di calcio; i tifosi spesso vanno allo stadio non tanto per guardare la partita (a volte si riducono a guardare solamente qualche pezzo e per di più non sul campo bensì sul maxi-schermo presente negli stadi), ma per farsi sentire dagli altri e per sentirsi appartenenti a un gruppo. Per contro ad esempio, nel concerto di musica classica l'aspetto più caratteristico è il silenzio della platea, infatti gli ascoltatori di questo genere di musica sono "addestrati" al silenzio.

La musica è "addestrata" ad ascoltare i suoi del mondo, e questo avviene quando c'è silenzio, si sente solamente il proprio respiro. Chi va ad ascoltare un concerto di musica classica è come se diventasse "solo orecchio", infatti tutto il resto del corpo, tutto ciò che non è strettamente sonoro viene escluso.

L'avvento della televisione

I media potenziano i nostri sensi, li estendono e li amplificano in qualche misura. Questo può essere anche detto per la televisione, la quale ci permette di vedere a una distanza inconcepibile con il binocolo (per non parlare ad occhio nudo) avvenimenti del mondo, della realtà sociale lontana dalla nostra (Es.: vedo quello che sta succedendo attualmente nella piazza di Kiev in Ucraina). I media si inseriscono nel nostro ambiente di vita, e questo ambiente è fatto essenzialmente di esseri umani come noi, con i quali costruiamo un rapporto.

Negli anni post guerra la città diventa una realtà fisica sempre più complessa, fatta da un numero sempre crescente di infrastrutture, servizi e tecnologie (si parla di crescente urbanizzazione). Gli ambienti sono fortemente artificiali e mediati da apparati tecnologici di cui i media ne sono una parte. Infatti, tanto più viviamo in un mondo fortemente socializzato come la città, quanto più la società richiederà mezzi tecnologici come i media (in sostanza tanto più viviamo in un mondo di esseri umani, quanto più viviamo in un mondo di macchine).

Forma di comunicazione scritta

Per scambiarci messaggi scritti abbiamo a disposizione un numero infinito di mezzi. Se prima l'unica possibilità di scambiare informazioni, in forma scritta, era data dalla posta e dal telegrafo, oggi possiamo contare su:

  • SMS (Whatsapp e altri...)
  • Fax
  • Posta elettronica (e-mail)
  • Skype (primo strumento nella storia a fare la video-fonia)
  • Lettera
  • Telegramma
  • Messaggeria di Facebook
  • E tanti altri...

Questi sono tutti media simili ma parzialmente diversi, in quanto differiscono per alcuni aspetti. Noi siamo tenuti ad effettuare delle scelte quotidianamente, in quanto dobbiamo dare un senso ai vari momenti della nostra vita, in base a quale strumento di comunicazione utilizzare (Es.: se sono di fretta e sto per andare a lavoro non userò Skype, bensì un semplice SMS, oppure se aspetto una risposta immediata non utilizzerò la posta elettronica, bensì Whatsapp che è una chat istantanea e così via). C'è una sorta di diversificazione strategica tra i vari mezzi di comunicazione, ma al tempo stesso c'è una interrelazione di tipo sistemico.

Da tenere molto presente che i media sono innestati su sistemi di altro genere → rete elettrica, rete telefonica e quant'altro. Imparare a leggere e scrivere è una tecnica appresa in quell'istituzione chiamata scuola; essa organizza infatti buona parte dell'esistenza umana, oltre al fatto che fa interiorizzare una vasta gamma di abitudini. Esistono anche le tecnologie della comunicazione, infatti i media sono diventati apparati tecnologici a partire dalla stampa (prima macchina utilizzata per la comunicazione). Per ogni modello di comunicazione abbiamo una varietà di scelte possibili, ed è per questo che si parla di carattere plurale dei media. Per capire i media possiamo dire che ci vuole una cultura abbastanza mobile.

Poesia, prosa e comunicazione orale

La differenza fondamentale tra poesia e prosa è che la prima ha un ritmo e la seconda no. La poesia per essere capita, deve essere intesa anche per quello che non dice esplicitamente, essa infatti per essere apprezzata spesso richiede diversi tempi di lettura. Con il passare del tempo la poesia perde gran parte della sua forma narrativa e acquista una forma espressiva, emotiva (si parla di storicizzare). La canzone è una forma di poesia narrativa in musica.

La cosa importante è che nella poesia il suono delle parole è importante quanto il loro significato, anche se il significato ci porta spesso a trascurare l'elemento fonico (e viceversa). In molte poesie contemporanee la forza del poeta sta nell'esprimere cose, avvenimenti tranquilli con dei versi molto violenti, oppure viceversa nell'esprimere cose, avvenimenti violenti con dei versi molto calmi e tranquilli.

La poesia, forma di comunicazione che ha una forte sua specificità, è un medium appunto diverso dalla prosa, anche se sono costituiti entrambi di parole. La poesia è un'espressione che fa uscire le parole che Hegel chiamava "La grande prosa del mondo".

I miti hanno la caratteristica di non avere un autore, esistono già da prima. Il mito infatti è qualcosa che è stato tramandato, ci sono tantissime versioni che si assomigliano l'una all'altra, ma ci sono anche miti che vengono raccontati in modo completamente differente da persona a persona. Gli esseri umani si servono dei miti per dare un senso alla propria vita; il senso del mito non è mai compiuto, è infatti l'incompiutezza del mito che ci aiuta a costruire il significato di esso stesso. Si può dire che "ogni civiltà inizia con i miti" oppure per riprendere una frase di K. Chesterton "Il mondo non languirà mai per mancanza di meraviglie, ma soltanto quando l'uomo cesserà di meravigliarsi". Il mito è molto importante perché è la forma più antica di comunicazione orale, è una forma di Broken Knowledge; è un fenomeno sia moderno sia antico. Anche oggi infatti i miti vengono tramandati, anche se spesso con forme distorte. Ci sono forme di comunicazione che favoriscono il messaggio chiuso, ed altre che favoriscono quello aperto (l'oralità è frammentaria proprio per il fatto che quando viene detta una cosa, essa sarà diversa da quello che è stato detto la volta precedente).

Bacone e i generi della scrittura filosofica

Molti messaggi possono essere frammentari, a tal proposito Bacone parlava dei generi della scrittura filosofica. Bacone dice che ci sono due modi di trasmettere la conoscenza:

  • Knowledge Broken (conoscenza spezzata)
  • Knowledge Continue (conoscenza strutturata, continua)

Per Bacone il pensiero non deve essere solo rassicurante, per cui si può dedurre che preferisca il primo tipo di conoscenza (Es.: il jazz nasce in un posto imprevedibile, da persone imprevedibili ed inserisce la frammentazione del suono → Broken). Il messaggio strutturato non deve però essere considerato peggiore rispetto all'altro in quanto ci sono state opere molto importanti strutturate dall'inizio alla fine (Divina Commedia).

I media trasmettono messaggi che non arrivano nello stesso modo alle persone, infatti si può distinguere una diversa elaborazione.

L'informatica e il montaggio

La tecnica del montaggio nasce nel cinema. Per montaggio possiamo intendere una fotografia in movimento (montata), la cui relazione è costruita per accostamenti spesso violenti (Broken). Quando vediamo due immagini, notiamo una terza immagine che è di completamento delle altre due. Ci sono anche romanzi che sono montaggio, per esempio nei romanzi dove vi è un passaggio da un luogo ad un altro.

L'informatica ha introdotto software di montaggio che possono essere applicati da chiunque (YouTube: immensa sala di montaggio → "è un continuo andare in giro per un universo fatto di accostamenti continui, a volte consapevoli e inconsapevoli).

Marshall McLuhan e le diverse epoche

Marshall McLuhan è stato un sociologo canadese. È diventato da autore di moda ad autore classico. La sua fama è legata alla sua interpretazione innovativa degli effetti prodotti dalla comunicazione sia sulla società nel suo complesso sia sui comportamenti dei singoli. Lui distingue tra due tipi di epoche:

  • Le epoche "hot": calde, strutturate, "dell'agire senza reagire". Questo modello si rifà al libro e alla scuola; la scuola ha la struttura di un libro, infatti essa ha una composizione molto ordinata e lineare. L'epoca hot richiede poca partecipazione da parte del pubblico; si concentra su un organo sensoriale alla volta. Questo tipo di supporto non richiede interpretazione perché dà tutte le informazioni necessarie per comprendere. Alcuni esempi di media hot includono radio, libri e conferenze.
  • Le epoche "cool": fredde, frammentarie, interattive, in quanto chi riceve il messaggio ha il compito di completarlo. Sono epoche molto antiche (l'oralità infatti è cool), ma anche epoche molto moderne (in quanto arrivano dopo la stampa). L'epoca cool richiede al pubblico di essere attivo e di compilare, occupare le informazioni partecipando mentalmente. Questa è detta partecipazione multi-sensoriale. Alcuni esempi di mezzi "freddi" sono TV, seminari e cartoni animati.

Possiamo dunque distinguere due diverse forme di comunicazione: nei messaggi aperti il fruitore deve ricevere, mentre nei messaggi chiusi il fruitore deve intervenire. Con il termine fruitore intendiamo sia il lettore di un libro, sia l'ascoltatore di musica e sia lo spettatore di uno spettacolo. Entrambi i tipi di società hanno dai lati peggiori/negativi e dei lati migliori/positivi.

Il momento più radicale di fissazione della cultura è stato rappresentato dall'avvento della stampa; la stampa fissa, standardizza, stabilizza, regolarizza. Da sottolineare che la civiltà della stampa è la civiltà della scuola, degli autori (nasce in quegli anni il diritto d'autore). Essa nasce nel '400 in Inghilterra. La stampa è il prototipo della macchina industriale, mentre il computer è il prototipo della macchina post-industriale.

La stampa costruisce prodotti (i libri per esempio che devono essere seguiti dall'inizio alla fine del processo), e la lettura in questa epoca è strutturata, standardizzata. Noi esseri umani ci muoviamo in una sorta di epoca di esplorazione e, a tal proposito, McLuhan affermava che per certi aspetti siamo tornati ad uno stato di degrado riconducibile alla società di caccia e raccolta (caccia e raccolta di informazioni in questo caso); questo per dire che ci troviamo in un mondo in cui non vi è un modo ordinato di cercare le cose, la nostra "caccia e raccolta" viene solamente fatta sulla base delle nostre esigenze.

Il telefono è un medium interattivo, mentre il computer si presenta come uno strumento di comunicazione calda in quanto noi non possiamo intervenire (stessa cosa avviene quando leggiamo un libro, di solito abbiamo sempre una matita in mano che ci permette di sottolineare le cose che ci interessano di più). La lettura del computer è tattile oltre che visiva dunque in questo caso vi è una opposizione tra media caldi e media freddi.

Slogan: "Il medium è il messaggio"

Il messaggio non sta in quello che è il contenuto, bensì nel mezzo stesso; il mezzo infatti oltre a trasferire contenuti, li inquadra e dà loro un senso ed un significato (Es.: visione lineare del microfono → il microfono cambia la voce oltre che trasferirla. In un modo più estremo potremmo dire: il microfono fa la voce).

Ci sono esperienze tattili o prossemiche; il telefono è fondamentale per sentire il tono della voce, esso potrebbe essere un mezzo usato per colmare una distanza tra i due interlocutori nel momento nel quale stanno parlando, dunque è come se fosse quasi un'esperienza tattile.

Marshall McLuhan non è un autore di riferimento di tipo ideologico, bensì classico. Un classico è un testo o un autore che ogni generazione rilegge e ri-interroga, è un testo o un autore che non esaurisce mai la sua potenza conoscitiva, "è un testo o un autore senza il quale noi saremmo più poveri". Ogni generazione ricostruisce e ricrea la sua cultura, partendo anche da quella precedente; bisogna introdurre una visione di tipo teorico basata sul concetto di "classico" e non sul concetto di "scienza".

Marshall McLuhan

  • È considerato tra i classici della teoria della comunicazione quello che "allena" di più le persone. La connessione secondo lui è un elemento fondamentale del pensiero che ci permette di conoscere e capire le cose, il mondo.
  • È un autore che si proponeva di scrivere come Joyce (scrivere per provocare la mente del lettore), in quanto voleva fare l'esperienza di conoscenza spezzata (broken knowledge).
  • Il mezzo in quanto tale è secondario perché è un fatto puramente tecnico. L'accusa che venne rivolta a McLuhan fu quella di essere un determinista tecnologico. Quello che conta veramente è quello che viene trasferito, dunque quello che conta non sono gli strumenti. Ciò che conta possiamo dire che non sono le persone ma ciò che viene detto da loro, conta quello che si dice.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Media: Storia e teoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Ortoleva Peppino.
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