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CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLE CARATTERISTICHE MECCANICHE

1. Essenze Forti o Dure : Acero, Castagno, Faggio Quercia

2. Essenze resinose : Abete, Cipresso

3. Essenze dolci o tenere : Frondifere, pioppo, betulla

CLASSIFICAZIONE IN BASE ALL’IMPIEGO

1. Legnami per Combustibile

2. Legnami per uso Industriale : estratti per la distillazione di prodotti chimici

3. Legnami da Costruzione : palificate, lavori di Carpenteria, costruzione di solai o capriate

4. Legnami da lavoro : mobili, infissi e Pavimenti

PROPRIETA’ DEI LEGNAMI

• Resistenza a Trazione e Compressione

Varia a seconda della direzione delle fibre, se la sollecitazione avviene nel senso delle fibre

la resistenza è maggiore, all’aumentare dell’umidita’ aumenta la resistenza.

• Durata

Dipende dalla specie, dal tipo di legno se è giovane oppure no, e dal suo contenuto di

umidita’

• Resistenza al Fuoco

La resistenza al fuoco delle travi in legno è paragonabile a quella dell’acciaio o

dell’alluminio, essa viene aumentata applicando delle speciali vernici ignifughe sulla

superficie interessata

• Conducibilita’ termica ed Elettrica

Il legno è un buon isolante termico ed elettrico infatti questa caratteristicha è dovuto dalla

sua bassa densita’

• Resistenza chimica

Esso infatti viene soprattutto usato in posto in cui l’azione degli agenti chimici ( come il sale

nelle zone marine) è maggiore e pericolosa nel caso in cui si sceglie di adottare altri

materiali.

DIFETTI DEL LEGNO

1. Attaccabilita’ da i Micro-Oganismi

2. Sviluppo Anormale del Tronco ( superf. Irregolare)

3. Nodi

4. Cipollature ( distacco di uno o piu anelli )

5. Doppio alburno o Lunatura ( interposizione di un anello morto tra i vari strati )

RITIRO = caratteristica del legno dovuta alla perdita di umidita’ al suo interno

1. Radiale ( si restringe in larghezza)

2. Assiale ( si restringe in altezza, è abbastanza trascurabile)

3. Tangenziale ( quanto si restringe la circonferenza del tronco ed è generalmente il piu

pericoloso)

IL TASSO DI UMIDITA’ ALL’INTERNO DI UN TRONCO NON DEVE ESSERE SUPERIORE

AL 18%

IMBARCAMENTO = per evitare il fenomeno dell’imbarcamento il legno viene tagliato con

sistemi di taglio differenti, non seguendo sempre la stessa direzione.

LEGNO LAMELLARE = è il legno che offre piu sicurezza per quanto rigaurda la costruzioni di

travi che superino i 5m di lunghezza ( l’altezza della trave è pari approssimativamente a 1/20 della

lunghezza). Viene usato in moltissime forme e dimensioni e la sua provenienza è data dal taglio del

legno di conifere ( abete ).

METODI PER L’ASSEMBLAGGIO:

• Incastri

• Chiodature

• Bullonatura ( il piu usato in quanto è semplice anche nel processo di rimozione )

• Collegamento con viti

• Incastro

• Giunzione con biette e caviglie ( elementi metallici che si inseriscono al suo interno )

I MATERIALI ISOLANTI

I materiali ISOLANTI, possono essere generalmente suddivisi in 3 tipologie:

1. MINERALI: Fibre di Roccia, Lana di Roccia e Vetroceramica Schiumosa

2. VEGETALI ANIMALI : Sughero Naturale e Truciolare di Legno

3. SINTETICI : Polistirene Espanso, Panelli di Poliuretano e Polistirolo Espanso ( i materirali

sintetici, oltre alla Lana di Roccia sono generalmente i piu utilizzati )

LA LANA DI ROCCIA

La lana di Roccia, prende il suo nome agli inizi del 900 quando venne scoperta nelle isole Hawaii.

Essa è la piu itilizzata in quanto fonde insieme la densita della roccia mista alla consistenza della

lana. Oltre ad essere un materiale prettamente naturale ed avere una capacita’ di isolamento termico

elevata, grazie alla sua struttura molecolare è anche Fonoassorbente.

È L’UNICO materiale, che riesce a coniugare in se 4 principi fondamentali :

1. Protezione dal Fuoco

La lana di roccia, provenendo da elementi di tipo naturale come la roccia, non permette al

fuoco di oltrepassarla creando cosi una vera e propria barriera contro la propagazione delle

fiamme. Essa infatti fonde a 1000° e nonostante questo, non è tossica in quanto è un

materiale puramente naturale

2. Incombustibilita

Deriva grazie alla sua struttura cellulare, che impedisce e frena il passaggio delle fiamme

attraverso la sua consistenza

3. Isolamento termico

La sua struttura permette il mantenimento del calore abbassando la trasmittanza

4. Fonoassorbimento

La lana do roccia, è usata anche come isolante acustico in quanto la densista e struttura del

suo materiale lo permetto

La lana di roccia viene applicata sulle pareti formando il cosidetto “ cappotto termico” con il quale

l’edificio riesce a mantenere il suo calore interno.

Nel caso in cui questo materiale debba essere impiegato per un sottofondo su cui sara’ previsto il

calpestio, la densita del materiale dovra’ essere SUPERIORE in modo tale da evitare la

deformazione che potrebbe compromettere l’omogeneita’ del pavimento sottostante.

LANA DI VETRO

La lana di vetro, proprio come la lana di Roccia, è usata su larga scala nel campo dell’isolamento

Termico Acustico e Ignifugo sul campo dell’edilizia grazie alle caratteristiche molto simili alla sua

coetanea Lana di Roccia.

Anch’essa è infatti utilizzata per l’isolamento di Tetti; Pareti o Pavimenti.

Le sue principali caratteristiche sono :

1. RESISTENZA AL FUOCO

2. ADATTABILITA’ ALLE SUPERFICI

3. RIVESTITA CON BITUME NEL CASO IN CUI LA SI VUOL RENDERE

IMPERMEABILE

POLISTIRENE ESPANSO

Il polistirene espanso/estruso, viene venduto sotto forma di pannelli di colore giallo/blu impiegati

nel campo dell’isolamento “ a cappotto” dell’edilizia.

Le sue principali caratteristiche, anch’esse molto simili a quelle della Lana di Roccia o la Lana di

Vetro, lo classificano uno dei materiali piu comuni e piu usati per quanto rigaurda qsto tipo di

isolamento.

La produzione del polistirene nasce dalla miscelazione di cristalli di polistirene con alcuni additivi

specifici ed un case espandente, creando cosi una miscela liquida.

Questa miscela, viene portata ad una certa temperatura e dopo una fase di estrusione, viene irrigidita

fino a farla diventare delle misure ottimali e standard con la quale viene venduta.

NORMATIVA CASA CLIMA= è una normativa in vigore al Nord Italia la quale “obbliga” tutti i

costruttori e progettisti a realizzare edifici in cui sia presente un cappotto termico in modo tale da

ottimizzare al meglio l’utilizzo di energia per il riscaldamento in modo tale da evitare dispersioni di

calore inutili che porterebbero quindi ad un maggior consumo di energia.

ROMA DELIBERA 48 = norma con cui si staiblisce che gli edifici di nuova costruzione o gli

edifici che vengono ristrutturati devono essere predisposti di impianti volti al risparmio energetico

come pannelli solari, recupero delle acque piovane e sistemi di riscaldamento a basso consumo

energetico

ISOLAMENTO A “CAPPOTTO”

Per quanto riguarda il sistema dell’isolamento a “cappotto”, esso consiste nel creare un ulteriore “

strato” tra l’ambiente interno della casa ( in questo caso le pareti perimetrali) e l’ambiente esterno

( l’aria ).

Per diminuire la dispersione di calore proveniente dall’interno viene installato questo tipo di

isolamento chiamato “a cappotto” proprio perche avvolge tutta la casa abbassando quindi la

dispersione di calore. È predisposto in questo modo partendo dall’interno :

• Muratura preesistente

• Lana di roccia ( o altro materiale isolante ancorato alla parete tramite degli appostiti supporti

metallici )

• Rete in Nylon in modo tale da evitare crepe o spacchi sulla superf. Di intonaco

• Intonaco

• Tinteggiatura

IL SUGHERO

Il sughero, è un altro materiale proveniente dal bacino del mediterraneo dalla Quercia del Sughero

che grazie alle sue capacita ( resistenza alla compressione per quanto riguarda il calpestio,

impermeabilita’ econsistenza ) che viene usato per l’isolamento dell’abitazione

Troviamo infatti le sue applicazioni in : Intercapedini, sottotetto, pavimenti

LANA DI LEGNO

La lana di legno è fondamentalmente composta da fibre vegetali ( abete) miscelate con quelle

liquide ( cemento ) in modo tale da ottenere un prodotto finale in grado di essere utilizzato per

quanto riguarda l’isolamento acustico e termico.

Non solo, la lana di legno viene anche usata per la costruzione di blocchi prefabbricati visto il suo

peso relativamente leggero nel quale puo’ essere eseguito un getto di cemento in modo tale da

rendere ancora piu consistente il tutto.

Non si esclude inoltre, il fatto che il muro costituito da questo tipo di pannelli, possa essere armato.

IL CANTIERE

Possiamo suddividere le fasi del progetto in 3 divisioni fondamentali :

1. PROGETTO PRELIMINARE

In questo tipo di progetto si evidenziano le caratteristiche qualitative e funzionali

dell’opera che si andra’ a costruire, è fondamentalmente un PROGETTO PER LA

COMMITTENZA la quale dovra’ verificare l’uso di regolari norme di costruzione.

2. PROGETTO DEFINITIVO

È definito PROGETTO PER LE AUTORITA in quanto contiene tutti gli elementi

necessari ai fini del rilascio delle autorizzazioni ed approvazioni necessare, assume il

carattere di una realizzazione finale generale, con i primi calcoli di strutture ed impianti

3. PROGETTO ESECUTIVO

È progetto che poi verra’ utilizzato in cantiere. Esso contiene la suddivisione della

struttura con ogni calcolo strutturale numerato e classificato di relativo computo metrico

al quale l’impresa operatrice puo fare riferimento qual’ora sorga un dubbio o un

incomprensione nei precedenti progetti.

Secondo il codice degli appalti decreto legislativo 163 del 12 Aprile 2006

CRONOPROGRAMMA E DIAGRAMMA DI GANTT

L’organizzazione e il tempo che ad ogni azione si dedico è una parte fondamentale per quanto

riguarda la gestione del cantiere. Per far fronte a questo tipo di problema infatti si fa riferimento al

Diagramma di Gannt nel quale vengono descritte le lavorazioni e la loro durata, in modo tale che se

è possibile svolgere 2 lavorazioni contemporaneamente, queste verranno svolte in modo tale da

guadagnare tempo nellla realizzazione del prodotto finale.

ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE DEL CANTIERE

Stabilito dal Decreto Ministeriale 1, Il cantiere per rispettare le normative, deve possedere le

seguenti strutture:

1. Area deposito Manufatti e Baracca di cantiere

2. Banco ferraioli

3. Area di betonaggio

4. Servizi igenici

5. Gru ( se presente)

6. Deposito attrezzature

7. Area di carico /scarico

8. Zona stoccaggio materiali

9. Delimitazione area di cantiere

10. Viabilita’ pedonale e viabilita’ Carrabile

PROCESSI COSTRUTTIVI

1. FONDAZIONI

1. Scavo

2. Predisposizione del piano di posa

3. Realizzazione delle casseformi

4. Getto di calcestruzzo ( nel quale rimangono scoperti superiormente

solo i ferri per il collegamento dei pilastri del piano primo )

Disarmo delle casseformi

2. SOLAI 1. Banchinaggio ( per sorreggere il solaio quando verra’ eseguito il getto

di cemento

2. Posizionamento travetti

3. Sistemazione delle pignatte di laterizio

4. Getto di gemento

3. TRAVI 1. Casseformi


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in gestione del processo edilizio - Project Management
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.granata.37 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Materiali e sistemi costruttivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof D'Olimpio Domenico.

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