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Arco Westcoast

Settore petrolifero

 Abbandono del settore da molti

 concorrenti per profitti negativi

Strategia ARCO: redditività elevata

 – Alaska: riserve di materia prima a basso

costo

– Rete integrata di trasporti, raffinazione e

distribuzione (5 stati costa occidentale)

Valorizzazione: risorse e competenze

Profitti e settore

Associati a:

 Rendita monopolistica: limitazioni

 nella concorrenza

Rendita ricardiana: associati a

 competenze superiori rispetto ai

concorrenti

Rendita ricardiana

Possesso di terre fertili genera profitti

 superiori anche quando il mercato nel

settore del grano era competitivo

(Ricardo)

Difficile separazione tra i due fenomeni

 Rendita monopolistica => frutto di

 competenze interne (barriere entrata,

marchi, brevetti, esperienza,

economie)

Quindi

Anni ’80: strategia come selezione di

 settori, segmenti di mercato, in cui

acquisire un vantaggio competitivo

Anni ’90: strategia non si basa

 sull’imitazione del comportamento dei

concorrenti ma sulla valorizzazione

delle proprie differenze

Vantaggio competitivo

Ricerca e valorizzazione di

 caratteristiche distintive

Implementazione di una strategia che

 riconosca e sviluppi le caratteristiche

distinte di ogni impresa

Il caso Walt Disney

Michael Eisner: presidente 1984

 Declino utili netti e calo quotazioni in

 borsa per 4 anni consecutivi

1984 e 1988: incremento fatturato,

 crescita utili e quotazioni in borsa

Strategia

Nessun cambiamento rilevante

 Venne attuato il piano strategico così

 come pianificato

Principali iniziative: Epcot Center,

 Tokyo Disneyland, Touchstone Films,

Canale televisivo Disney, acquisizione

di Arvida

Cosa successe?

Mobilitazione risorse di base

 Grazie alla società immobiliare Arvida

 Diversificazione in settore residenziale,

 grandi eventi congressuali e villaggi turistici

Alberghi, centri di villeggiatura, realizzazione

 nuove attrazioni, nuovo parco tematico e

nuovo studio Disney Mgm

Cosa successe?

Sfruttamento cineteca Disney:

 – Riedizione di classici

– Vendita videocassette e licenze per

pacchetti

– Marketing più efficace

– Successo del parco di Tokyo ha portato

alla nascita di EuroDisneyland

Cosa successe?

Riorganizzazione studio

 cinematografico

– Espansione etichetta Touchstone

– Ingresso mercato adolescenti e adulti

– Maggiore utilizzo impianti

– Reclutamento registi, produttori,

sceneggiatori

Principale risorsa?

 Fedeltà di persone di età e paesi

 diversi legati al nome e ai personaggi

Strategia basata su

risorse e competenze

Problemi metodologici

 1. Selezione di competenze e risorse

2. Garantire il pieno sfruttamento

3. Difendere la propria posizione

4. Acquisire nuove risorse

Rapporto tra risorse,

capacità e vantaggio

competitivo Fattori

critici di

Vantaggio Strategia successo

competitivo del settore

Capacità organizzative

Risorse

Tangibili Intangibili Umane

Finanziarie Tecnologia Competenze e conoscenze specializzate

Fisiche Reputazione Capacità di interazione e di

comunicazione

Cultura Motivazione

Le risorse dell’impresa

Risorse tangibili

 Risorse intangibili

 Risorse umane

Risorse tangibili

Finanziarie e fisiche

 – Quali opportunità sussistono per

economie nella finanza, nelle scorte e

negli investimenti fissi?

– Quali sono le possibilità per un migliore

impiego delle risorse esistenti?

Risorse finanziarie

Capacità di indebitamento

 Capacità di investimento

 Capacità di autofinanziamento

 Capacità di far fronte a fluttuazione di

 domanda e di profitti

Risorse fisiche

Dimensione e localizzazione impianti e

 attrezzature

Flessibilità impianto

 Riserve materie prime

 Scala ed età media impianti

Risorse intangibili

Tecnologia, reputazione, cultura

 – Tecnologia: brevetti, licenze, esperienza,

copyright, laboratori di ricerca, R&S,

innovazione

– Reputazione: rapporto clienti, marche,

qualità, affidabilità, sicurezza, rispetto

ambientale, politiche sociali

– Cultura aziendale

Risorse umane

Come valutare le risorse umane?

 Strumento del modello di competenze:

 identificazione di un profilo

(competenze, attitudini, conoscenze)

associato ad ogni categoria di

lavoratore

Es 4 parametri: raggiungimento

 obiettivi, capacità soluzione problemi,

interazione con gli altri, lavoro di

gruppo

Dalle risorse alle

competenze distintive

Selznick: competenze distintive (abilità

 rispetto ai concorrenti)

Ansoff: competenze distintive (analizzare le

 basi delle strategie di sviluppo delle

imprese)

Hamel e Prahalad: competenze centrali o

 core competence (contribuiscono alla

creazione di valore per il consumatore o

all’efficienza nelle modalità di offerta servizio

– formano le basi per entrare in un nuovo

mercato)

Identificazione delle

competenze

Classificazione funzionale

 Catena del valore

 – McKinsey

– Porter

McKinsey Servizio

Distribuzione

Marketing

Produzione

Progettazione

di prodotto

Tecnologia

Porter

Attività primarie: logistica in entrata,

 produzione, logistica in uscita,

marketing e vendite, servizio

Attività secondarie: infrastrutture

 dell’impresa, gestione risorse umane,

sviluppo tecnologia,

approvvigionamenti

La valutazione

dell’investimento pubblicitario 1

Contenuti

• Rendimento dell’investimento pubblicitario

• Tasso d’oblio 2

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

• Come si contabilizza la spesa

pubblicitaria?

• Come effettuo scelte di marketing

strategiche redditizie per l’impresa? 3

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

Due ipotesi:

1. L’effetto della pubblicità dura nel tempo

2. L’effetto della pubblicità è limitato nel

tempo

L’investimento in pubblicità è una spesa

corrente o un investimento?

Va imputata nell’esercizio in cui viene

inserita o in quello in cui viene pagata? 4

Certamente la pubblicità ha un’efficacia che

si sviluppa su più periodi:

è determinante capire come quantificare

questi periodi di tempo e l’efficacia della

campagna pubblicitaria 5

Effetti della pubblicità

Come quantificare ciascuno di questi momenti del ciclo di vita del consumatore

che fanno seguito all’investimento in pubblicità?

Pubblicità Conosce Prova Si fidelizza Diffonde

€? €? €? €? 6

Net Present Value

Il Net Present Value, in italiano il Valore Attuale Netto, è un metodo

con cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa

non solo sommandone contabilmente ma attualizzandoli sulla base del

tasso di rendimento atteso medio del progetto (o Weighted Average

Cost of Capital o WACC) n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s 7

NPV - base

Somma per ogni Cash Flow al

investimento momento t

pubblicitario s generato

iniziale che dall’investimento

genera cash flow s

n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s Fattore di attualizzazione al

tempo t in cui viene

effettuato l’investimento s

8

NPV

Presenta un limite fondamentale:

la campagna pubblicitaria non svilupperà un aumento di

capitale quell’anno

Le sue ricadute si avvertiranno negli anni successivi

La formula non riesce a isolare e valutare pienamente il

contributo della campagna pubblicitaria sul fatturato

aziendale 9

NPV – II versione

E’ in grado di collegare gli effetti della campagna pubblicitaria che si

esplicitano nei vari tempi t. α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV +

(

1 ) t

x

=

1

t 10

NPV – II versione

E’ il moltiplicatore della

Costo C della pubblicità: stima quanti

campagna euro vengono generati

pubblicitaria p da un euro speso nella

campagna

α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV E’ la parte di fatturato

+ che diviene flusso di

(

1 ) t

x

= cassa positivo netto

1

t 11

I moltiplicatori

• α: è un valore percentuale di solito in rapporto

al costo della campagna pubblicitaria

• φ: è un valore percentuale che indica la parte

di fatturato che diviene flusso di cassa positivo

netto. Solitamente esiste una stima di φ in %

sul prezzo di vendita.

– Quale sarà il φ di un prodotto che viene venduto a

500€ e ha un flusso di cassa positivo netto di 50€?

12

NPV – II versione

Presenta un limite fondamentale:

La campagna pubblicitaria presenta ricadute economiche

significative non tanto sull’anno in cui vengono effettuati

gli investimenti

Le ricadute sul fatturato però diminuiscono negli anni.

Come valutare questa diminuzione? 13

Il tasso d’oblio

λ

Il tasso d’oblio è indicato con la lettera e rappresenta il tasso con

cui la campagna pubblicitaria perde di efficacia sul consumatore di

anno in anno. α ϕ λ −

⋅ ⋅ ⋅ − 1

(

1 ) t

C

T

= p

PV +

(

1 ) t

x

=

1

t t 14

Marketing

Aspetti quantitativi

- Definizione di una strategia

- Analisi di una strategia

- Indici, ratios e metodi

quantitativi applicati

Alfa Fashion

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Sport Estrazione

Fotografia Lavorazione

Chimica

Alimentare

Alfa Corporate

Obiettivi di lungo termine

di ALFA corporate

• Crescita della redditività

• Sviluppo del fatturato attraverso l’espansione

in nuovi segmenti

• Diminuzione dell’indebitamento attraverso

un maggiore autofinanziamento e, in caso di

necessità, ricapitalizzazione

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• Considerato che per Alfa il costo medio del

capitale è 13,5%, la redditività di ogni business

unit deve essere di almeno un punto

percentuale superiore.

• Ad ogni business unit verrà reso disponibile

capitale in base all’andamento del fatturato; il

capitale utilizzato non potrà mai superare il

65% del fatturato.

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• …

• Ogni business dovrà autofinanziare almeno

l’8% dei nuovi investimenti

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Largo Consumo

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica

Alfafashion

Quale strategia deve realizzare per la sua

business unit il product manager della linea

Alfafashion?

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa Materie prime Organizzativa

Moda e lusso

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica

Alfafashion

Alfafashion: Situazione attuale

• Abiti da donna, da uomo, calzature,

accessori, gioielli, profumi.

• Diversificazione basata sulla forza del

marchio Alfafashion

• Prezzi psicologici

• redditività insoddisfacente

• distribuzione “dispersiva” e “costosa”

Alfafashion

Ipotesi di sviluppo - Negozi di proprietà

• intera gamma di prodotti

• stile di vita

• servizio e assortimento

• contatto con il consumatore e con il mercato

• competenze necessarie

• logistica

• necessità di capitale

Alfafashion: aspetti quantitativi

A 2000

LFAFASHION Dati in mil.

Fatturato 465

Capitale investito 203

MOI 25

Costo del Capitale 27,41

ROI 12,32%

(1) (MOI/Capitale investito) -1,18%

Rispetto allo standard

(3)

C.I./Fatturato 43,66%

21,34%

Rispetto allo standard (2)

Margine sulle vendite 5,38%

(MOI/Fatturato)

A 2000 2001

LFAFASHION

Dati in mil. Dati Stim ati

vi (1)

ati + 338

Fatturato 465 803

tit (2) + 48

Distribuzione 465 513

an

qu Negozi di proprietà 0 290 + 290

i

ett (4) + 300

Capitale investito 203 503

sp (8) + 32

56,6

MOI 25

a

:

ion Distribuzione 25 27,6

ash (3) 29

Negozi di proprietà 0

faf (5) + 41

67,91

Costo del Capitale 27,41

Al (7) -1,06%

11,25%

ROI 12,32%

Rispetto allo standard -1,18% -2,25% +18,98%

C.I./Fatturato 43,66% 62,64%

Rispetto allo standard 21,34% 2,36%

(9) 7,05% +1,67%

Margine sulle vendite 5,38% 8,33

(6) %

Percentuale di autofin. (10) 10,53%

Redditività marginale

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

2000 2001 2002 2003

A LFAFASHION Dati Stimati Dati Stimati Dati Stimati

Dati in mil. (7)

+ 338 + 177 + 150

1.130

Fatturato 465 803 980

(3) (9)

470 400

Distribuzione 465 513 + 48 -43 -70

(8) 730

Negozi di proprietà 0 290 + 290 510 + 220 + 220

(4)

+ 300 + 134 + 63

637

Capitale investito 203 503 700

+ 32 + 69 + 77

MOI 25 56,6 125,5 202,5

Distribuzione 25 27,6 23,5 -4 20 -4

Negozi di proprietà 0 29 102 + 73 182,5 + 81

+ 41 + 18 + 9

Costo del Capitale 27,41 67,91 86,00 94,50

(2) (11)

-1,06% +8,45% +9,23%

19,70% 28,93%

ROI 12,32% 11,25% (12)

Rispetto allo standard 15,43%

-1,18% -2,25% 6,20%

(1) (10)

65,00% 61,95%

+18,98% +2,36% -3,05%

C.I./Fatturato 43,66% 62,64%

Rispetto allo standard 21,34% 2,36% 0,00% 3,05%

(14)

+1,67% +5,76% +5,11%

Margine sulle vendite 5,38% 7,05% 12,81% 17,92%

+33,91% +156,97%

Percentuale di autofin. 8,33% 42,24% 199,21%

(6) (5) (13)

+40,88% +70,80%

10,53% 51,42% 122,22%

Redditività marginale

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

Fatturato

1200

1000 730

800 510

290

600 0

400 513 470

465 400

200

0 Distribuzione Negozi di proprietà

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

140,00%

120,00%

100,00%

80,00%

60,00%

40,00%

20,00%

0,00% C.I./Fatturato Percentuale di autofin. ROI

Redditività marginale Margine sulle vendite

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

250

200

150

100

50

0 Distribuzione Negozi di proprietà

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

1200 250

1130

980

1000 202,5 200

803

800 700 150

637

125,5

600 503

465 100

400 56,6

203 50

200 25

0 0

Fatturato Capitale investito MOI

Alfafashion Punti di criticità

• Rapporti con la distribuzione indiretta

• Incremento della complessità gestionale

• Necessità di nuove competenze

• Sviluppo verticale con notevoli investimenti

e diminuzione della flessibilità

• Ciclicità e crisi del settore lusso

Alfafashion Conclusioni

• Visibilità triennale

• Necessità di approfondimenti quantitativi

• L’importanza degli scenari

• La necessità del capitale

La valutazione

dell’investimento pubblicitario 1

Contenuti

• Rendimento dell’investimento pubblicitario

• Tasso d’oblio 2

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

• Come si contabilizza la spesa

pubblicitaria?

• Come effettuo scelte di marketing

strategiche redditizie per l’impresa? 3

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

Due ipotesi:

1. L’effetto della pubblicità dura nel tempo

2. L’effetto della pubblicità è limitato nel

tempo

L’investimento in pubblicità è una spesa

corrente o un investimento?

Va imputata nell’esercizio in cui viene

inserita o in quello in cui viene pagata? 4

Certamente la pubblicità ha un’efficacia che

si sviluppa su più periodi:

è determinante capire come quantificare

questi periodi di tempo e l’efficacia della

campagna pubblicitaria 5

Effetti della pubblicità

Come quantificare ciascuno di questi momenti del ciclo di vita del consumatore

che fanno seguito all’investimento in pubblicità?

Pubblicità Conosce Prova Si fidelizza Diffonde

€? €? €? €? 6

Net Present Value

Il Net Present Value, in italiano il Valore Attuale Netto, è un metodo

con cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa

non solo sommandone contabilmente ma attualizzandoli sulla base del

tasso di rendimento atteso medio del progetto (o Weighted Average

Cost of Capital o WACC) n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s 7

NPV - base

Somma per ogni Cash Flow al

investimento momento t

pubblicitario s generato

iniziale che dall’investimento

genera cash flow s

n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s Fattore di attualizzazione al

tempo t in cui viene

effettuato l’investimento s

8

NPV

Presenta un limite fondamentale:

la campagna pubblicitaria non svilupperà un aumento di

capitale quell’anno

Le sue ricadute si avvertiranno negli anni successivi

La formula non riesce a isolare e valutare pienamente il

contributo della campagna pubblicitaria sul fatturato

aziendale 9

NPV – II versione

E’ in grado di collegare gli effetti della campagna pubblicitaria che si

esplicitano nei vari tempi t. α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV +

(

1 ) t

x

=

1

t 10

NPV – II versione

E’ il moltiplicatore della

Costo C della pubblicità: stima quanti

campagna euro vengono generati

pubblicitaria p da un euro speso nella

campagna

α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV E’ la parte di fatturato

+ che diviene flusso di

(

1 ) t

x

= cassa positivo netto

1

t 11

I moltiplicatori

• α: è un valore percentuale di solito in rapporto

al costo della campagna pubblicitaria

• φ: è un valore percentuale che indica la parte

di fatturato che diviene flusso di cassa positivo

netto. Solitamente esiste una stima di φ in %

sul prezzo di vendita.

– Quale sarà il φ di un prodotto che viene venduto a

500€ e ha un flusso di cassa positivo netto di 50€?

12

NPV – II versione

Presenta un limite fondamentale:

La campagna pubblicitaria presenta ricadute economiche

significative non tanto sull’anno in cui vengono effettuati

gli investimenti

Le ricadute sul fatturato però diminuiscono negli anni.

Come valutare questa diminuzione? 13

Il tasso d’oblio

λ

Il tasso d’oblio è indicato con la lettera e rappresenta il tasso con

cui la campagna pubblicitaria perde di efficacia sul consumatore di

anno in anno. α ϕ λ −

⋅ ⋅ ⋅ − 1

(

1 ) t

C

T

= p

PV +

(

1 ) t

x

=

1

t t 14

Glossario minimo di marketing

Efficienza = capacità di raggiungere un obiettivo di produzione al minimo costo, ovvero con un

dato ammontare di risorse, hotel era il massimo risultato di produzione

- l'efficienza deriva dal fatto che le risorse sono finite e vanno a ridursi sempre di più ma

bisogna poi considerare che i bisogni del genere umano vanno ad aumentare sempre di più;

l'efficacia = la capacità di raggiungere un obiettivo prefissato (non basta essere all'efficace mai

soprattutto necessario essere efficienti).

L'impresa - organismo vivo che coordina prestazioni di lavoro e strumenti adeguati per il

conseguimento di finalità economica.

- deve avere la caratteristica di mirare ad un profitto perché alla caratteristica di essere

soggetto a rischio.

Fattori produttivi: terra

capitale

lavoro

conoscenza

negli anni settanta il punto strategico del fattore produttivo era la terra che oggi fa parte del capitale

sociale ed è passato il primo posto a far parte del fattore produttivo la conoscenza.

Che cosa si intende per profitto?

1) differenza tra i ricavi costi riguardanti un certo periodo di tempo

- si fa la somma dei ricavi - tutti i costi della differenza positiva si è avuto un profitto.

2) è differenza tra due capitali economici storicamente formati o determinati

ipotetica mente in due diversi momenti

- si prende il capitale storico si fa la differenza - il capitale determinato se positivo sia un

ricavo.

Obiettivi di impresa:

- rafforzamento della propria posizione sul mercato

- aggiornamento tecnologico

- miglioramento relazionale umano

- miglioramento situazione finanziaria o di liquidità

1

- specializzazione produttiva e delle maestranze (questo è anche uno strumento per

aumentare l'efficienza).

Azienda uguale complesso di beni organizzati per la produzione di altri beni e servizi.

- da non confondere i due termini (impresa e azienda) perché l'azienda e il braccio operativo

dell'impresa, nell'agenda non ci sono azionisti mentre nell'impresa si..

Industria: modo di produzione di merci su larga scala, mediante macchinari mossi da energia

non umana e non animale, questo modo di produzione richiede cospicui di capitali finanziari.

Caratteristica: - grande quantità di macchinari

- grossi investimenti finanziari

-conoscenza - attraverso lo sviluppo tecnologico per riuscire a produrre sempre

di più - grossi rischi finanziari (per il fatto che sono di mezzo grossi capitali)

- grossa possibilità di guadagni.

Prodotti: e il termine generico che indica la fine di una produzione.

1 maestranze = componente umano 1

Prodotti si dividono in: beni- a prevalente conta molto materiale

servizi a prevalente contenuto immobiliare

Nel sistema attuale il Pil maggiore dato dal settore dei servizi.

Produttività media = quantità prodotta

quantità di risorse impiegate

- la produttività e l'altra faccia della efficienza . 2

E E

A A

L’utilizzo dei sistemi informativi nel L’ “AZIENDA” PUBBLICA

Settore Pubblico Congruenza tra risorse ed

Economicità obiettivi

Produzione e Con o senza mercato

distribuzione Persone fisiche e

Soggetto giuridiche cui sono

aziendale riferibili i risultati delle

attività svolte

I° Lezione 1 2

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Amministrazione

Le aziende pubbliche devono: l’attività posta in essere per

perseguire i fini istituzionali.

fornire ai cittadini un elevato livello di

servizio Essa consta di tre momenti:

…cercando allo stesso tempo… gestione

™ organizzazione

di ridurre i costi necessari alle prestazioni ™

di tali servizi. rilevazione

™

3 4

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 1

E E

A A

Amministrazioni e La ragioneria pubblica

aziende pubbliche

l’amministrazione è attività svolta Ha come oggetto tipico le

all’interno dell’azienda

la distinzione è utile tenuto conto che: determinazioni e le rilevazioni

da un lato le aziende pubbliche

™ quantitative delle aziende

svolgono funzioni cosiddette pubbliche, considerate negli aspetti

“istituzionali” o “potestative” economici della loro esistenza al

(esercizio di poteri sovraordinati fine di produrre la conoscenza

rispetto ai privati); necessaria per lo sviluppo

dall’altro esse hanno esteso le loro

™ competenze ad attività a prevalente dell’amministrazione razionale.

contenuto economico. 5 6

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Ciclo conoscitivo aziendale Schemi di bilancio

Bilancio pluriennale e relazione

Programmazione decisioni

informazioni previsionale e programmatica;

Bilancio annuale di previsione finanziario,

in termini di competenza economica;

Rendiconto della gestione:

Controllo Esecuzione Conto del bilancio

™ Conto economico

™

risultati Conto del patrimonio

™

7 8

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 2

E E

A A Relazioni tra i livelli di controllo

Il controllo di gestione

nel Settore Pubblico Livelli

organizzativi Politiche Azioni correttive

Organo CONTROLLO input

STRATEGICO

politico

è contemporaneamente Attuazione Rilevazione Budget Azioni correttive

processo variabile organizzativa CONTROLLO DI input

feedback GESTIONE

Direzioni Analisi

Attuazione Programmazione

Scostamenti operativa Azioni correttive

fondato sulla contribuisce a definire CONTROLLO

OPERATIVO

pianificazione integrale il quadro dei compiti e Uffici feedback Attuazione Analisi Scostamenti

ed integrata dell’attività delle responsabilità

e sul confronto fra Livello delle

obiettivi e realizzazioni Strategiche Direzionali Operative informazioni

9

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Il sistema di controllo di gestione AGENDA

Fattore di supporto al processo decisionale;

Impiego di strumenti tecnico-contabili che

permettano di configurare il controllo quale 1. Settore pubblico: le ASL

processo direzionale per il governo. 2. Cambiamenti tecnologici

Budget (PEG) 3. Hospital Resource

Resourse Planning

Contabilità analitica

Strumenti Analisi di bilancio

Il sistema di reporting 11 12

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 3

E E

A A

ASL ASL in Italia

197 Aziende Sanitarie Locali.

Enti dotati di personalità giuridica Operano attraverso 934 distretti con le

pubblica, di autonomia organizzativa, competenze di seguito elencate:

amministrativa, patrimoniale, contabile,

1. 1. 159 centri ufficiali di prenotazione,

gestionale e tecnica; 167 dipartimenti di salute mentale,

Provvedono ad organizzare l’assistenza 180 dipartimenti di prevenzione,

92 servizi di trasporto e centro dialisi,

sanitaria nel proprio ambito territoriale 138 dipartimenti materno infantili,

e ad erogarla attraverso strutture 189 servizi di assistenza domiciliare

pubbliche o private accreditate. integrata.

13 14

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Programmazione: definizioni

ASL in Italia Modalità di assunzione Risultato

Condizioni iniziali decisioni e realizzazione

Le aziende sanitarie locali hanno la delle azioni

disponibilità del proprio patrimonio secondo Assenza obiettivi

il regime della proprietà privata, tuttavia i condivisi e sistematici “Day by Day”

1. Disponibilità di risorse

beni mobili e immobili che le unità sanitarie

locali utilizzano per il perseguimento dei loro

fini istituzionali costituiscono patrimonio

indisponibile e la loro alienazione è Presenza di obiettivi

condizionata dal parere della Regione di condivisi e sistematici

Disponibilità di risorse

appartenenza della azienda sanitaria. Programmata

15 16

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A

Modello manageriale Programmazione Sanitaria

Pianificazione Adattare o orientare un sistema organizzato

Esplicitazione della missione

9 affinché produca determinati risultati:

Selezione degli obiettivi

9 Decisioni anticipative (strategiche, tattiche, operative)

9

Organizzazione

1. 1. predisponendo un cammino

Divisione del lavoro e distribuzione delle responsabilità per

9 razionale e realistico

specifiche parti dell’obiettivo complessivo

Staffing

9 fornendo i mezzi necessari

Direzione/attuazione attuando interventi

Identificare una leadership in modo che sia in grado di

9 garantire che il lavoro svolto sia adatto al conseguimento monitorando il percorso e

degli obiettivi prefissati

Insegnamento, motivazione e supporto del personale

9 valutando i risultati

Controllo

Determinazione di ciò che è stato conseguito; valutazione

9 della performance; assicurazione dei un feedback 17 18

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E E

A A Programmazione

Spirale della Programmazione come processo dinamico

Valutare gli scostamenti tra

risultato ottenuto e obiettivi La programmazione va intesa non come un

singolo momento composto da una serie

Definire rigidamente stabilita di tappe, ma come un

Obiettivi e

1. 1.

priorità processo dinamico e flessibile, costituito da una

Effettuare spirale di sforzi crescenti tesi verso il

l’intervento miglioramento

1. Population based planning: soddisfare i

Pre-definire i Identificare bisogni di salute della intera popolazione

criteri di risorse e

Stabilire le

valutazione del verificare la in funzione delle risorse disponibili

procedure e

raggiungimento disponibilità

fissare i tempi

obiettivi 19 20

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E E

A A

Programmazione Istituzioni

come processo dinamico Appropriatezza

Equità

2. Istitution based planning: identificazione dei tipi e

livelli di servizio necessari a soddisfare la mission

dell’organizzazione.

1. 1.

• Relazione sullo stato di salute Manager

Professionisti

• Piani aziendali, budget, reporting MISSIONE

Efficacia Efficienza

• Linee guida, percorsi diagnostico terapeutici

3. Program planning: formulazione e attuazione dei

piani di attività di specifiche popolazioni

• Vaccinazioni Pazienti

• Prevenzione tumori Qualità

•… 21 22

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A Nuovi fabbisogni informativi delle

Perché controllare? ASL e delle Aziende Ospedaliere

Emerge la necessità di dotarsi di strumenti informativi adeguati,

ovvero: Le Aziende Sanitarie sono chiamate a rispondere a

RISULTATI due questioni di carattere strategico:

SOCIALI Coniugare la crescente domanda di prestazioni

1. 1.

Coerenza tra le finalità perseguite dalla con l’insieme di risorse economiche e

struttura e le aspettative del contesto organizzative disponibili;

RISULTATI

RISULTATI Necessità di comprendere che la centralità della

COMPETITIVI

ECONOMICI relazione erogatore-cliente riguarda non solo la

Equilibrio tra gli Posizionamento dell’azienda qualità del servizio ma l’essenza e il focus

rispetto agli altri attori che

elementi positivi e dell’insieme delle attività aziendali.

negativi della operano nel contesto di

gestione riferimento

OCCORRONO SISTEMI DI GESTIONE DELLE INFORMAZIONI

A SUPPORTO DELL’ATTIVITÀ AZIENDALE 23 24

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A

Il sistema informativo dell’ASL AGENDA

AMBIENTE

UTENTI •Igiene industriale

•Anagrafe sanitaria •Igiene alimenti

•Autorizzazioni •Acque potabili

•Vaccinazioni •Sicurezza ambienti

•Prescrizioni •Lavoro

•Scheda utenti •Igiene allevamenti

DIREZIONE

•Cartelle cliniche •Dati sintesi attività

1. •Dati sintesi utenza

•Rendiconto economico 1. ITC nel settore pubblico

•Flussi trimestrali

•Relazioni 2. Cambiamenti tecnologici

SERVIZI RISORSE

•Accettazione ricoveri •Personale dipendente

•Prenotazioni 3. Hospital Resource Planning

•Convenzioni

•Gestione laboratori •Acquisti

•Gestione reparti •Contabilità

•… SUPPORTO

•Delibere

•Protocollo

•Archivio

•… 25 26

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E E

A A E-Government

Diffusione di Internet è uno strumento innovativo, in grado

influenza le di facilitare e semplificare i rapporti

amministrazione pubbliche

2. 2. tra l’Ente ed il cittadino, i rapporti

all’interno dell’Ente stesso e tra l’Ente

sia nell'attività istituzionale interna, e le aziende e si compone di:

sia nella comunicazione con l’esterno

(cittadini, enti, aziende). G2C G2B G2G G2E

27 28

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176

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1.53 MB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Marketing del primo anno per il corso di Economia aziendale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: risorse e competenze, glossario minimo di marketing, che cosa si intende per profitto?, obiettivi di impresa, la produttività e l'altra faccia dell'efficienza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Camerino - Unicam
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Camerino - Unicam o del prof Ciccardini Elvio.

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