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Net Present Value

Il Net Present Value, in italiano il Valore Attuale Netto, è un metodo

con cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa

non solo sommandone contabilmente ma attualizzandoli sulla base del

tasso di rendimento atteso medio del progetto (o Weighted Average

Cost of Capital o WACC) n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s 7

NPV - base

Somma per ogni Cash Flow al

investimento momento t

pubblicitario s generato

iniziale che dall’investimento

genera cash flow s

n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s Fattore di attualizzazione al

tempo t in cui viene

effettuato l’investimento s

8

NPV

Presenta un limite fondamentale:

la campagna pubblicitaria non svilupperà un aumento di

capitale quell’anno

Le sue ricadute si avvertiranno negli anni successivi

La formula non riesce a isolare e valutare pienamente il

contributo della campagna pubblicitaria sul fatturato

aziendale 9

NPV – II versione

E’ in grado di collegare gli effetti della campagna pubblicitaria che si

esplicitano nei vari tempi t. α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV +

(

1 ) t

x

=

1

t 10

NPV – II versione

E’ il moltiplicatore della

Costo C della pubblicità: stima quanti

campagna euro vengono generati

pubblicitaria p da un euro speso nella

campagna

α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV E’ la parte di fatturato

+ che diviene flusso di

(

1 ) t

x

= cassa positivo netto

1

t 11

I moltiplicatori

• α: è un valore percentuale di solito in rapporto

al costo della campagna pubblicitaria

• φ: è un valore percentuale che indica la parte

di fatturato che diviene flusso di cassa positivo

netto. Solitamente esiste una stima di φ in %

sul prezzo di vendita.

– Quale sarà il φ di un prodotto che viene venduto a

500€ e ha un flusso di cassa positivo netto di 50€?

12

NPV – II versione

Presenta un limite fondamentale:

La campagna pubblicitaria presenta ricadute economiche

significative non tanto sull’anno in cui vengono effettuati

gli investimenti

Le ricadute sul fatturato però diminuiscono negli anni.

Come valutare questa diminuzione? 13

Il tasso d’oblio

λ

Il tasso d’oblio è indicato con la lettera e rappresenta il tasso con

cui la campagna pubblicitaria perde di efficacia sul consumatore di

anno in anno. α ϕ λ −

⋅ ⋅ ⋅ − 1

(

1 ) t

C

T

= p

PV +

(

1 ) t

x

=

1

t t 14

Marketing

Aspetti quantitativi

- Definizione di una strategia

- Analisi di una strategia

- Indici, ratios e metodi

quantitativi applicati

Alfa Fashion

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Sport Estrazione

Fotografia Lavorazione

Chimica

Alimentare

Alfa Corporate

Obiettivi di lungo termine

di ALFA corporate

• Crescita della redditività

• Sviluppo del fatturato attraverso l’espansione

in nuovi segmenti

• Diminuzione dell’indebitamento attraverso

un maggiore autofinanziamento e, in caso di

necessità, ricapitalizzazione

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• Considerato che per Alfa il costo medio del

capitale è 13,5%, la redditività di ogni business

unit deve essere di almeno un punto

percentuale superiore.

• Ad ogni business unit verrà reso disponibile

capitale in base all’andamento del fatturato; il

capitale utilizzato non potrà mai superare il

65% del fatturato.

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• …

• Ogni business dovrà autofinanziare almeno

l’8% dei nuovi investimenti

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Largo Consumo

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica

Alfafashion

Quale strategia deve realizzare per la sua

business unit il product manager della linea

Alfafashion?

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa Materie prime Organizzativa

Moda e lusso

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica

Alfafashion

Alfafashion: Situazione attuale

• Abiti da donna, da uomo, calzature,

accessori, gioielli, profumi.

• Diversificazione basata sulla forza del

marchio Alfafashion

• Prezzi psicologici

• redditività insoddisfacente

• distribuzione “dispersiva” e “costosa”

Alfafashion

Ipotesi di sviluppo - Negozi di proprietà

• intera gamma di prodotti

• stile di vita

• servizio e assortimento

• contatto con il consumatore e con il mercato

• competenze necessarie

• logistica

• necessità di capitale

Alfafashion: aspetti quantitativi

A 2000

LFAFASHION Dati in mil.

Fatturato 465

Capitale investito 203

MOI 25

Costo del Capitale 27,41

ROI 12,32%

(1) (MOI/Capitale investito) -1,18%

Rispetto allo standard

(3)

C.I./Fatturato 43,66%

21,34%

Rispetto allo standard (2)

Margine sulle vendite 5,38%

(MOI/Fatturato)

A 2000 2001

LFAFASHION

Dati in mil. Dati Stim ati

vi (1)

ati + 338

Fatturato 465 803

tit (2) + 48

Distribuzione 465 513

an

qu Negozi di proprietà 0 290 + 290

i

ett (4) + 300

Capitale investito 203 503

sp (8) + 32

56,6

MOI 25

a

:

ion Distribuzione 25 27,6

ash (3) 29

Negozi di proprietà 0

faf (5) + 41

67,91

Costo del Capitale 27,41

Al (7) -1,06%

11,25%

ROI 12,32%

Rispetto allo standard -1,18% -2,25% +18,98%

C.I./Fatturato 43,66% 62,64%

Rispetto allo standard 21,34% 2,36%

(9) 7,05% +1,67%

Margine sulle vendite 5,38% 8,33

(6) %

Percentuale di autofin. (10) 10,53%

Redditività marginale

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

2000 2001 2002 2003

A LFAFASHION Dati Stimati Dati Stimati Dati Stimati

Dati in mil. (7)

+ 338 + 177 + 150

1.130

Fatturato 465 803 980

(3) (9)

470 400

Distribuzione 465 513 + 48 -43 -70

(8) 730

Negozi di proprietà 0 290 + 290 510 + 220 + 220

(4)

+ 300 + 134 + 63

637

Capitale investito 203 503 700

+ 32 + 69 + 77

MOI 25 56,6 125,5 202,5

Distribuzione 25 27,6 23,5 -4 20 -4

Negozi di proprietà 0 29 102 + 73 182,5 + 81

+ 41 + 18 + 9

Costo del Capitale 27,41 67,91 86,00 94,50

(2) (11)

-1,06% +8,45% +9,23%

19,70% 28,93%

ROI 12,32% 11,25% (12)

Rispetto allo standard 15,43%

-1,18% -2,25% 6,20%

(1) (10)

65,00% 61,95%

+18,98% +2,36% -3,05%

C.I./Fatturato 43,66% 62,64%

Rispetto allo standard 21,34% 2,36% 0,00% 3,05%

(14)

+1,67% +5,76% +5,11%

Margine sulle vendite 5,38% 7,05% 12,81% 17,92%

+33,91% +156,97%

Percentuale di autofin. 8,33% 42,24% 199,21%

(6) (5) (13)

+40,88% +70,80%

10,53% 51,42% 122,22%

Redditività marginale

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

Fatturato

1200

1000 730

800 510

290

600 0

400 513 470

465 400

200

0 Distribuzione Negozi di proprietà

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

140,00%

120,00%

100,00%

80,00%

60,00%

40,00%

20,00%

0,00% C.I./Fatturato Percentuale di autofin. ROI

Redditività marginale Margine sulle vendite

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

250

200

150

100

50

0 Distribuzione Negozi di proprietà

Alfafashion: aspetti quantitativi - piano triennale

1200 250

1130

980

1000 202,5 200

803

800 700 150

637

125,5

600 503

465 100

400 56,6

203 50

200 25

0 0

Fatturato Capitale investito MOI

Alfafashion Punti di criticità

• Rapporti con la distribuzione indiretta

• Incremento della complessità gestionale

• Necessità di nuove competenze

• Sviluppo verticale con notevoli investimenti

e diminuzione della flessibilità

• Ciclicità e crisi del settore lusso

Alfafashion Conclusioni

• Visibilità triennale

• Necessità di approfondimenti quantitativi

• L’importanza degli scenari

• La necessità del capitale

La valutazione

dell’investimento pubblicitario 1

Contenuti

• Rendimento dell’investimento pubblicitario

• Tasso d’oblio 2

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

• Come si contabilizza la spesa

pubblicitaria?

• Come effettuo scelte di marketing

strategiche redditizie per l’impresa? 3

Valutazione dell’investimento

pubblicitario

Due ipotesi:

1. L’effetto della pubblicità dura nel tempo

2. L’effetto della pubblicità è limitato nel

tempo

L’investimento in pubblicità è una spesa

corrente o un investimento?

Va imputata nell’esercizio in cui viene

inserita o in quello in cui viene pagata? 4

Certamente la pubblicità ha un’efficacia che

si sviluppa su più periodi:

è determinante capire come quantificare

questi periodi di tempo e l’efficacia della

campagna pubblicitaria 5

Effetti della pubblicità

Come quantificare ciascuno di questi momenti del ciclo di vita del consumatore

che fanno seguito all’investimento in pubblicità?

Pubblicità Conosce Prova Si fidelizza Diffonde

€? €? €? €? 6

Net Present Value

Il Net Present Value, in italiano il Valore Attuale Netto, è un metodo

con cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa

non solo sommandone contabilmente ma attualizzandoli sulla base del

tasso di rendimento atteso medio del progetto (o Weighted Average

Cost of Capital o WACC) n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s 7

NPV - base

Somma per ogni Cash Flow al

investimento momento t

pubblicitario s generato

iniziale che dall’investimento

genera cash flow s

n CF

= ts

NPV +

(

1 ) ts

k

= 0

s Fattore di attualizzazione al

tempo t in cui viene

effettuato l’investimento s

8

NPV

Presenta un limite fondamentale:

la campagna pubblicitaria non svilupperà un aumento di

capitale quell’anno

Le sue ricadute si avvertiranno negli anni successivi

La formula non riesce a isolare e valutare pienamente il

contributo della campagna pubblicitaria sul fatturato

aziendale 9

NPV – II versione

E’ in grado di collegare gli effetti della campagna pubblicitaria che si

esplicitano nei vari tempi t. α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV +

(

1 ) t

x

=

1

t 10

NPV – II versione

E’ il moltiplicatore della

Costo C della pubblicità: stima quanti

campagna euro vengono generati

pubblicitaria p da un euro speso nella

campagna

α ϕ

⋅ ⋅

C

n

= p

NPV E’ la parte di fatturato

+ che diviene flusso di

(

1 ) t

x

= cassa positivo netto

1

t 11

I moltiplicatori

• α: è un valore percentuale di solito in rapporto

al costo della campagna pubblicitaria

• φ: è un valore percentuale che indica la parte

di fatturato che diviene flusso di cassa positivo

netto. Solitamente esiste una stima di φ in %

sul prezzo di vendita.

– Quale sarà il φ di un prodotto che viene venduto a

500€ e ha un flusso di cassa positivo netto di 50€?

12

NPV – II versione

Presenta un limite fondamentale:

La campagna pubblicitaria presenta ricadute economiche

significative non tanto sull’anno in cui vengono effettuati

gli investimenti

Le ricadute sul fatturato però diminuiscono negli anni.

Come valutare questa diminuzione? 13

Il tasso d’oblio

λ

Il tasso d’oblio è indicato con la lettera e rappresenta il tasso con

cui la campagna pubblicitaria perde di efficacia sul consumatore di

anno in anno. α ϕ λ −

⋅ ⋅ ⋅ − 1

(

1 ) t

C

T

= p

PV +

(

1 ) t

x

=

1

t t 14

Glossario minimo di marketing

Efficienza = capacità di raggiungere un obiettivo di produzione al minimo costo, ovvero con un

dato ammontare di risorse, hotel era il massimo risultato di produzione

- l'efficienza deriva dal fatto che le risorse sono finite e vanno a ridursi sempre di più ma

bisogna poi considerare che i bisogni del genere umano vanno ad aumentare sempre di più;

l'efficacia = la capacità di raggiungere un obiettivo prefissato (non basta essere all'efficace mai

soprattutto necessario essere efficienti).

L'impresa - organismo vivo che coordina prestazioni di lavoro e strumenti adeguati per il

conseguimento di finalità economica.

- deve avere la caratteristica di mirare ad un profitto perché alla caratteristica di essere

soggetto a rischio.

Fattori produttivi: terra

capitale

lavoro

conoscenza

negli anni settanta il punto strategico del fattore produttivo era la terra che oggi fa parte del capitale

sociale ed è passato il primo posto a far parte del fattore produttivo la conoscenza.

Che cosa si intende per profitto?

1) differenza tra i ricavi costi riguardanti un certo periodo di tempo

- si fa la somma dei ricavi - tutti i costi della differenza positiva si è avuto un profitto.

2) è differenza tra due capitali economici storicamente formati o determinati

ipotetica mente in due diversi momenti

- si prende il capitale storico si fa la differenza - il capitale determinato se positivo sia un

ricavo.

Obiettivi di impresa:

- rafforzamento della propria posizione sul mercato

- aggiornamento tecnologico

- miglioramento relazionale umano

- miglioramento situazione finanziaria o di liquidità

1

- specializzazione produttiva e delle maestranze (questo è anche uno strumento per

aumentare l'efficienza).

Azienda uguale complesso di beni organizzati per la produzione di altri beni e servizi.

- da non confondere i due termini (impresa e azienda) perché l'azienda e il braccio operativo

dell'impresa, nell'agenda non ci sono azionisti mentre nell'impresa si..

Industria: modo di produzione di merci su larga scala, mediante macchinari mossi da energia

non umana e non animale, questo modo di produzione richiede cospicui di capitali finanziari.

Caratteristica: - grande quantità di macchinari

- grossi investimenti finanziari

-conoscenza - attraverso lo sviluppo tecnologico per riuscire a produrre sempre

di più - grossi rischi finanziari (per il fatto che sono di mezzo grossi capitali)

- grossa possibilità di guadagni.

Prodotti: e il termine generico che indica la fine di una produzione.

1 maestranze = componente umano 1

Prodotti si dividono in: beni- a prevalente conta molto materiale

servizi a prevalente contenuto immobiliare

Nel sistema attuale il Pil maggiore dato dal settore dei servizi.

Produttività media = quantità prodotta

quantità di risorse impiegate

- la produttività e l'altra faccia della efficienza . 2

E E

A A

L’utilizzo dei sistemi informativi nel L’ “AZIENDA” PUBBLICA

Settore Pubblico Congruenza tra risorse ed

Economicità obiettivi

Produzione e Con o senza mercato

distribuzione Persone fisiche e

Soggetto giuridiche cui sono

aziendale riferibili i risultati delle

attività svolte

I° Lezione 1 2

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Amministrazione

Le aziende pubbliche devono: l’attività posta in essere per

perseguire i fini istituzionali.

fornire ai cittadini un elevato livello di

servizio Essa consta di tre momenti:

…cercando allo stesso tempo… gestione

™ organizzazione

di ridurre i costi necessari alle prestazioni ™

di tali servizi. rilevazione

™

3 4

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 1

E E

A A

Amministrazioni e La ragioneria pubblica

aziende pubbliche

l’amministrazione è attività svolta Ha come oggetto tipico le

all’interno dell’azienda

la distinzione è utile tenuto conto che: determinazioni e le rilevazioni

da un lato le aziende pubbliche

™ quantitative delle aziende

svolgono funzioni cosiddette pubbliche, considerate negli aspetti

“istituzionali” o “potestative” economici della loro esistenza al

(esercizio di poteri sovraordinati fine di produrre la conoscenza

rispetto ai privati); necessaria per lo sviluppo

dall’altro esse hanno esteso le loro

™ competenze ad attività a prevalente dell’amministrazione razionale.

contenuto economico. 5 6

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Ciclo conoscitivo aziendale Schemi di bilancio

Bilancio pluriennale e relazione

Programmazione decisioni

informazioni previsionale e programmatica;

Bilancio annuale di previsione finanziario,

in termini di competenza economica;

Rendiconto della gestione:

Controllo Esecuzione Conto del bilancio

™ Conto economico

™

risultati Conto del patrimonio

™

7 8

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 2

E E

A A Relazioni tra i livelli di controllo

Il controllo di gestione

nel Settore Pubblico Livelli

organizzativi Politiche Azioni correttive

Organo CONTROLLO input

STRATEGICO

politico

è contemporaneamente Attuazione Rilevazione Budget Azioni correttive

processo variabile organizzativa CONTROLLO DI input

feedback GESTIONE

Direzioni Analisi

Attuazione Programmazione

Scostamenti operativa Azioni correttive

fondato sulla contribuisce a definire CONTROLLO

OPERATIVO

pianificazione integrale il quadro dei compiti e Uffici feedback Attuazione Analisi Scostamenti

ed integrata dell’attività delle responsabilità

e sul confronto fra Livello delle

obiettivi e realizzazioni Strategiche Direzionali Operative informazioni

9

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Il sistema di controllo di gestione AGENDA

Fattore di supporto al processo decisionale;

Impiego di strumenti tecnico-contabili che

permettano di configurare il controllo quale 1. Settore pubblico: le ASL

processo direzionale per il governo. 2. Cambiamenti tecnologici

Budget (PEG) 3. Hospital Resource

Resourse Planning

Contabilità analitica

Strumenti Analisi di bilancio

Il sistema di reporting 11 12

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 3

E E

A A

ASL ASL in Italia

197 Aziende Sanitarie Locali.

Enti dotati di personalità giuridica Operano attraverso 934 distretti con le

pubblica, di autonomia organizzativa, competenze di seguito elencate:

amministrativa, patrimoniale, contabile,

1. 1. 159 centri ufficiali di prenotazione,

gestionale e tecnica; 167 dipartimenti di salute mentale,

Provvedono ad organizzare l’assistenza 180 dipartimenti di prevenzione,

92 servizi di trasporto e centro dialisi,

sanitaria nel proprio ambito territoriale 138 dipartimenti materno infantili,

e ad erogarla attraverso strutture 189 servizi di assistenza domiciliare

pubbliche o private accreditate. integrata.

13 14

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Programmazione: definizioni

ASL in Italia Modalità di assunzione Risultato

Condizioni iniziali decisioni e realizzazione

Le aziende sanitarie locali hanno la delle azioni

disponibilità del proprio patrimonio secondo Assenza obiettivi

il regime della proprietà privata, tuttavia i condivisi e sistematici “Day by Day”

1. Disponibilità di risorse

beni mobili e immobili che le unità sanitarie

locali utilizzano per il perseguimento dei loro

fini istituzionali costituiscono patrimonio

indisponibile e la loro alienazione è Presenza di obiettivi

condizionata dal parere della Regione di condivisi e sistematici

Disponibilità di risorse

appartenenza della azienda sanitaria. Programmata

15 16

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 4

E E

A A

Modello manageriale Programmazione Sanitaria

Pianificazione Adattare o orientare un sistema organizzato

Esplicitazione della missione

9 affinché produca determinati risultati:

Selezione degli obiettivi

9 Decisioni anticipative (strategiche, tattiche, operative)

9

Organizzazione

1. 1. predisponendo un cammino

Divisione del lavoro e distribuzione delle responsabilità per

9 razionale e realistico

specifiche parti dell’obiettivo complessivo

Staffing

9 fornendo i mezzi necessari

Direzione/attuazione attuando interventi

Identificare una leadership in modo che sia in grado di

9 garantire che il lavoro svolto sia adatto al conseguimento monitorando il percorso e

degli obiettivi prefissati

Insegnamento, motivazione e supporto del personale

9 valutando i risultati

Controllo

Determinazione di ciò che è stato conseguito; valutazione

9 della performance; assicurazione dei un feedback 17 18

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Programmazione

Spirale della Programmazione come processo dinamico

Valutare gli scostamenti tra

risultato ottenuto e obiettivi La programmazione va intesa non come un

singolo momento composto da una serie

Definire rigidamente stabilita di tappe, ma come un

Obiettivi e

1. 1.

priorità processo dinamico e flessibile, costituito da una

Effettuare spirale di sforzi crescenti tesi verso il

l’intervento miglioramento

1. Population based planning: soddisfare i

Pre-definire i Identificare bisogni di salute della intera popolazione

criteri di risorse e

Stabilire le

valutazione del verificare la in funzione delle risorse disponibili

procedure e

raggiungimento disponibilità

fissare i tempi

obiettivi 19 20

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 5

E E

A A

Programmazione Istituzioni

come processo dinamico Appropriatezza

Equità

2. Istitution based planning: identificazione dei tipi e

livelli di servizio necessari a soddisfare la mission

dell’organizzazione.

1. 1.

• Relazione sullo stato di salute Manager

Professionisti

• Piani aziendali, budget, reporting MISSIONE

Efficacia Efficienza

• Linee guida, percorsi diagnostico terapeutici

3. Program planning: formulazione e attuazione dei

piani di attività di specifiche popolazioni

• Vaccinazioni Pazienti

• Prevenzione tumori Qualità

•… 21 22

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Nuovi fabbisogni informativi delle

Perché controllare? ASL e delle Aziende Ospedaliere

Emerge la necessità di dotarsi di strumenti informativi adeguati,

ovvero: Le Aziende Sanitarie sono chiamate a rispondere a

RISULTATI due questioni di carattere strategico:

SOCIALI Coniugare la crescente domanda di prestazioni

1. 1.

Coerenza tra le finalità perseguite dalla con l’insieme di risorse economiche e

struttura e le aspettative del contesto organizzative disponibili;

RISULTATI

RISULTATI Necessità di comprendere che la centralità della

COMPETITIVI

ECONOMICI relazione erogatore-cliente riguarda non solo la

Equilibrio tra gli Posizionamento dell’azienda qualità del servizio ma l’essenza e il focus

rispetto agli altri attori che

elementi positivi e dell’insieme delle attività aziendali.

negativi della operano nel contesto di

gestione riferimento

OCCORRONO SISTEMI DI GESTIONE DELLE INFORMAZIONI

A SUPPORTO DELL’ATTIVITÀ AZIENDALE 23 24

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 6

E E

A A

Il sistema informativo dell’ASL AGENDA

AMBIENTE

UTENTI •Igiene industriale

•Anagrafe sanitaria •Igiene alimenti

•Autorizzazioni •Acque potabili

•Vaccinazioni •Sicurezza ambienti

•Prescrizioni •Lavoro

•Scheda utenti •Igiene allevamenti

DIREZIONE

•Cartelle cliniche •Dati sintesi attività

1. •Dati sintesi utenza

•Rendiconto economico 1. ITC nel settore pubblico

•Flussi trimestrali

•Relazioni 2. Cambiamenti tecnologici

SERVIZI RISORSE

•Accettazione ricoveri •Personale dipendente

•Prenotazioni 3. Hospital Resource Planning

•Convenzioni

•Gestione laboratori •Acquisti

•Gestione reparti •Contabilità

•… SUPPORTO

•Delibere

•Protocollo

•Archivio

•… 25 26

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A E-Government

Diffusione di Internet è uno strumento innovativo, in grado

influenza le di facilitare e semplificare i rapporti

amministrazione pubbliche

2. 2. tra l’Ente ed il cittadino, i rapporti

all’interno dell’Ente stesso e tra l’Ente

sia nell'attività istituzionale interna, e le aziende e si compone di:

sia nella comunicazione con l’esterno

(cittadini, enti, aziende). G2C G2B G2G G2E

27 28

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 7

E E

A A Maggiori vincoli

G2C in materia finanziaria

Government-to-Citizen

(Ente ed il cittadino) necessità

G2B di eseguire un continuo monitoraggio

Government-to-Business

2. 2. della spesa;

(Ente e le aziende)

G2G valutazione accurata dei programmi

Government-to-Government esistenti;

(Ente e le altre Amministrazioni) possibilità di considerare in tempo

G2E o azioni

reale possibili alternative

Government-to-Employee

(Ente ed i dipendenti) correttive.

29 30

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Evoluzione a tre dimensioni ICT nel settore pubblico

Introduzione a partire dagli anni ’70.

Integrate Servizio senza frontiere

(Rete integrata di

organismi che Funzionamento Interconnesso

collaborano) Tre scuole di pensiero:

Integrazione dei servizi amministrativi 2.

PA Connesso

Integrazione degli sportelli

e

al

della ur

Gestione integrata dei dati

Condivise ult

(Rete di c trasformismo;

o

organismi Architettura IT della PA

Attività nt

ottimizzati) me

Ritorno dell’investimento a

i continuismo;

b Collaborativo

m

Strategie della PA Ca

Indipendenti strutturalismo.

Servizi in linea di una singola organizzazione

(Processi

ottimizzati) Dinamica

Siti web informativi (Aperta,

Cooperativo Virtualizzata,

Integrata

Separata Sempre in linea)

Infrastruttura tecnologica 31 32

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 8

E E

A A ICT nel settore pubblico: teorie

ICT nel settore pubblico: teorie Continuismo:

Trasformismo: Le ICT rappresentano lo stato attuale

il sistema sociale contemporaneo sta 9

9

2. 2. di un processo di sviluppo a lungo

subendo una “rivoluzione” in una “società

dell’informazione” radicalmente nuova; termine delle capacità tecnologiche;

Ne consegue una metamorfosi sociale Non sarà l’utilizzo delle ICT a

9 9

paragonabile alla transizione prima alla trasformare le istituzioni sociali, bensì

società agricola e poi alla società le politiche sociali;

industriale; Le previsioni possono basarsi sulla

9

Le previsioni possono basarsi sulla estrapolazione di esperienze passate.

9 identificazione di tendenze innovative. 33 34

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Sistemi Informativi nelle ASL

ICT nel settore pubblico: teorie La necessità di governare l’evoluzione che sta

cambiando le ASL, richiede INFORMAZIONI sempre più

Strutturalismo: Accurate;

Le ICT hanno implicazioni rivoluzionarie

9

2. 1. Integrate;

rispetto alla struttura economica e Tempestive.

porteranno importanti cambiamenti anche

della struttura sociale;

Non solo gli sviluppi tecnologici influiranno

9 sulle caratteristiche sociali: esiste un SISTEMI INFORMATIVI

processo in cui gli impulsi degli sviluppi intesi come leva strategica di cambiamento

tecnologici e gli input che provengono dalla SISTEMI INFORMATIVI TECNOLOGIA

società si tarano vicendevolmente. 35 36

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 9

E E

A A ITC nel settore pubblico: approccio

ICT nel settore pubblico: approccio aziendale ai sistemi informativi

aziendale ai sistemi informativi I sistemi operativi sono variabili organizzative

L’economia aziendale definisce che hanno la funzione di rendere concretamente

l’assetto organizzativo dell’azienda operativo il disegno della struttura

2. 2.

come la configurazione risultante organizzativa, agendo sul comportamento dei

dal combinarsi: soggetti nel triplice senso di:

della struttura organizzativa; guidarlo e responsabilizzarlo;

svilupparne le qualità e motivarlo;

sistemi operativi; dotarlo di informazioni per decidere e

operare.

37 38

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

ITC nel settore pubblico: approccio ITC nel settore pubblico: approccio

aziendale ai sistemi informativi aziendale ai sistemi informativi

Hanno un ruolo integrativo e strumentale della

Guida e struttura organizzativa:

responsabilizzazione: “chi deve fare,

SISTEMA DI che cosa e come”

PIANIFICAZIONE E

2. 2. Struttura

CONTROLLO Difficoltà a tradursi in

organizzativa comportamenti reali.

- Esplicitare gli obiettivi

Sviluppo e motivazione Rilevazione dati e - Supportare i sistemi

delle risorse umane: produzione Sistemi decisionali con

SISTEMA DI GESTIONE informazioni: operativi informazioni utili

DEL PERSONALE SISTEMA INFORMATIVO - Rafforzare la

AZIENDALE motivazione del personale

39 40

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 10

E E

A A

ITC nel settore pubblico: approccio Informazione e

aziendale ai sistemi informativi sistema informativo

Grazie ai sistemi operativi, oltre al Settore pubblico:

“chi deve fare, che cosa e come”

2. 2. trasformazione del suo tradizionale modello

I manager hanno ben chiaro amministrativo da burocratico a manageriale

Necessità di un sistema informativo che

Verso quali obiettivi muoversi includa oltre ai misuratori di dimensione

Con quali informazioni decidere;

con quale “contropartita” essere finanziaria, anche la contabilità economica;

ricompensati e incentivati. Utilità dei dati è legata alla tempestività

della sua determinazione;

41 42

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Il sistema informativo Il sistema informatico

È costituito da un insieme di elementi Tra gli elementi che costituiscono il sistema

interrelati che interagiscono per raggiungere informativo vi è una componente tecnologica:

2. 1.

un unico scopo; mezzi e strumenti utilizzati per supportare il

tali elementi cooperano per produrre processo;

parte del sistema informativo realizzata

informazioni significative; attraverso l’ausilio di tecnologie informatiche.

le informazioni prodotte supportano le Enterprice Resource Planning (ERP)

attività di tutti i soggetti che operano

all’interno dell’Ente; Software applicativi ad ampia copertura funzionale

in grado di integrare le diverse aree funzionali e

INPUT Sistema OUTPUT di gestire in maniera integrata i processi.

Patrimonio informativo Informazioni

dei dati 43 44

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A

ITC nel settore pubblico: approccio ITC nel settore pubblico: approccio

aziendale ai sistemi informativi aziendale ai sistemi informativi

Sistema Informativo Aziendale

Sistema Informativo Aziendale Presiede:

2. 2.

È uno dei sistemi operativi che ha la funzione Il processo di conversione dei dati in

di mettere a disposizione di tutti gli informazioni significative;

operatori aziendali i dati e le informazioni L’accumulazione di “conoscenza” a

rilevanti per supportare le diverse tipologie supporto dei processi decisionali,

di decisioni che devono essere assunte agevolando il processo di interpretazione e

nell’ambito di ciascuna attività aziendale. decisione.

45 46

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A Il modello

AGENDA dell’Hospital Resource Planning

Tre generazioni di sistemi informativi adottati

nelle aziende sanitarie:

1. SI automatizzati: finalizzati al supporto

3. delle attività amministrative e contabili;

1. ITC nel settore pubblico 2. SI automatizzati integrati: si sono ampliati

in modo da supportare alcune attività

2. Cenni di Ragioneria Pubblica relative alla gestione del paziente

(accettazione ed alcuni servizi diagnostici)

3. Hospital Resource Planning 3. HRP (Hospital Resource Planning):

strumento per la gestione e

l’ottimizzazione del funzionamento della

struttura sanitari nel suo complesso

47 48

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 12

E E

A A

Hospital Resource Planning Hospital Resource Planning

Assumono un ruolo rilevante le problematiche Macroaree le attività aziendali:

inerenti alla gestione del paziente e delle

attività (cliniche, amministrative, 1. Area amministrativa

diagnostiche) eseguite in funzione di

3. 3. 2. Area ospedaliera

quest’ultimo. Area della

produzione

3. Area dei servizi al territorio

Costruire incrementalmente un

patrimonio informativo comune 4. Area direzionale

che sia direttamente utilizzabile

OBIETTIVO da tutti i settori interessati, in 5. Area delle relazioni esterne (front office)

modo da facilitare una gestione

coordinata ed efficiente di tutte

le attività dell’organizzazione 49 50

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A

Hospital Resource Planning Hospital Resource Planning

Principali flussi informativi esistenti tra gli Il sistema HRP si fonda sulla realizzazione di

elementi del sistema: due “database nodali” rappresentati dal:

“moduli”, coincidenti con determinate sistema contabile (contabilità generale ed

attività di gestione e/o processi dell’azienda; analitica) nell’area amministrativa;

3. 3.

attività direzionale; dalla base dati dell’ERP nell’area

attività d’interscambio dati/informazioni/ ospedaliera e territoriale

beni/servizi con soggetti esterni;

“database nodali” che, per il numero e la Electronic

Patient

rilevanza dei dati e delle informazioni che Record

Sistema contabile:

raccolgono e sintetizzano, si rivelano Contabilità generale

“cerniere” cruciali nella circolazione e Contabilità analitica

nell’integrazione dei flussi. 51 52

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 13

E E

A A

Hospital Resource Planning Hospital Resource Planning

L’approccio tradizionale: Con il sistema HRP:

sistema progettato partendo dai C’è lo specifico obiettivo di supportare:

3. 3.

fabbisogni gestionali delle singole unità 1. finalità primaria le base dati

organizzative, con obiettivo successivo contabili e quelle della gestione

di alimentazione delle procedure integrata dei dati del paziente;

contabili e creazione delle cartelle 2. finalità di secondo livello di derivare

cliniche elettroniche. dalle basi dati nodali i dati necessari alla

gestione di specifiche attività o processi

53 54

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI

E E

A A

Hospital Resource Planning Hospital Resource Planning

Principio generale alla base del disegno Sotto il profilo delle architetture di sistema,

progetturale di un HRP: l’HRP è il risultato:

Centralità del paziente e dei processi di Dell’integrazione del sistema, progettato e

3. 3.

carattere diagnostico e terapeutico; implementato con l’immediata condivisione

delle due base dati da parte di tutti i

Interpretazione del sistema contabile quale moduli;

unica base dati idonea ad accogliere tutti i

valori economici delle risorse utilizzate e Oppure dall’integrazione ex-post dei moduli

delle attività svolte; preesistenti

Valorizzazione economica delle attività

cliniche svolte rispetto al trattamento del

singolo paziente. 55 56

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di V.TRADORI a cura di V.TRADORI 14

1) Dati i seguenti valori (in milioni di euro) per l’ anno 2003:

fatturato 940

capitale investito 450

margine operativo 80

Illustrare e analizzare attraverso gli indici conosciuti la situazione dell’ azienda e,

ipotizzando i dati mancanti, calcolare la redditività marginale del 2004.

2) Pregi e difetti della matrice Boston nella valutazione delle aree strategiche di affari.

3) Illustrare il concetto di elasticità e le implicazioni di marketing.

4) Caso Wally Yacht: illustrare le scelte di posizionamento sul mercato.

E E

A A

L’utilizzo dei sistemi informativi nel AGENDA

Settore Pubblico 1. Gli elementi del sistema informativo

2. La pianificazione del sistema informativo

3

. Le problematiche specifiche del sistema

informativo per il settore pubblico

II° Lezione 1 2

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A Il sistema informativo

Il sistema informativo è un insieme ordinato di

elementi che rilevano, elaborano, scambiano e

archiviano dati con lo scopo di produrre e

1. Gli elementi del sistema informativo distribuire le informazioni nel momento e nel

luogo adatto alle persone che in azienda ne

hanno bisogno, utilizzando la tecnologia più

appropriata e applicando le logiche e i metodi

suggeriti dalle discipline economico-aziendali

3 4

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

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E E

A A

Relazione dati, informazione e conoscenza Componenti del sistema informativo

Il sistema informativo è composto da:

Sistema Informativo Aziendale 1. Un insieme di principi generali e obiettivi che

Accumulo delle definiscono il piano e le modalità di sviluppo

conoscenze del sistema informativo e che ne ispirano

l’architettura realizzativa

CONOSCENZA (*) 2. Un “patrimonio” di dati

DATI RISULTATI 3. Un insieme di procedure per l’acquisizione e il

Elaborazioni, INFORMAZIONI Interpretazioni,

classificazioni, decisioni, azioni trattamento dei dati e la produzione di

selezioni, sintesi informazioni

(*) CONOSCENZA = combinazione eterogenea di istinti, idee, (Segue)

sensazioni, regole e procedure che guidano azioni e decisioni. 5 6

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A Componenti del sistema informativo

Componenti del sistema informativo Insieme di

procedure per

Patrimonio di l’acquisizione e

4. Un insieme di persone che sovrintendono alle dati il trattamento

tecnologie e alle procedure dei dati e la

Principi e produzione di

obiettivi che

5. Un insieme di strumenti tecnologici necessari informazioni

ispirano il sistema

per il trattamento, scambio, diffusione e e ne condizionano

Strumenti e

archiviazione di dati e informazioni lo sviluppo e

tecnologie per l’architettura Persone che

il trattamento, sovrintendono

l’archiviazione alla tecnologia

dei dati e la e alle

produzione di procedure

informazioni

7 8

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 2

E E

A A Il ciclo di vita del sistema informativo

La produzione di informazioni è collegata alla

mission dell’Ente/Azienda pubblica, la quale

condiziona il sistema informativo nel suo:

- Contenuto

2. La pianificazione del sistema informativo - Arco temporale

- Architettura tecnologica

Il sistema informativo è anche legato al livello di

automatizzazione delle informazioni e alla

complessità della struttura aziendale

9 10

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

Il ciclo di vita del sistema informativo Lo studio di fattibilità

- Analisi preliminare

- Studio di fattibilità PIANIFICAZIONE Per una corretta pianificazione del sistema

- Selezione dei progetti informativo occorre realizzare uno studio di

fattibilità

- Progettazione

- Realizzazione SVILUPPO

- Avviamento

- Esercizio ESERCIZIO

- Check-up 11 12

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 3

E E

A A

Lo studio di fattibilità Lo studio di fattibilità

COS’E’: COSA NON E’:

-Insieme di attività di analisi finalizzate ad -Documento di intenti della direzione generale o

ottenere un quadro globale e prospettico del dello staff addetto ai sistemi informativi

sistema informativo -Un capitolato per l’acquisto di tecnologia

-Strumento per gestire la complessità mediante informatica

l’analisi delle possibili alternative, una valutazione

dei rischi di realizzazione e un’analisi dei costi e

dei benefici attesi 13 14

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

Lo studio di fattibilità Fasi per lo studio di fattibilità

QUANDO SI FA: Le fasi per un corretto studio di fattibilità sono:

- Realizzazione di nuovi sistemi informativi 1. Analisi della situazione esistente

- Revisione di sistemi informativi esistenti 2. Progettazione della soluzione di massima

- Realizzazione di nuove infrastrutture 3. Valutazione dei rischi

tecnologiche 4. Segmentazione del progetto di massima in

- Revisione di infrastrutture tecnologiche già

esistenti sottoprogetti e selezione degli stessi

- Estensione e/o diffusione di sistemi applicativi 5. Analisi di fattibilità economica e dei benefici

e/o infrastrutture tecnologiche 6. Raccomandazioni per la fase realizzativa

- Esternalizzazione della gestione del sistema

informativo aziendale 15 16

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 4

E E

A A 1. Analisi della situazione esistente

1. Analisi della situazione esistente L’analisi della situazione attuale si struttura:

L’analisi della situazione di partenza è

fondamentale per determinare un quadro A. Analisi di contesto

complessivo finalizzata a: - Ripresa della visione strategica e degli obiettivi

1. Recepire le strategie aziendali - Analisi del contesto tecnologico

2. Analizzare il contesto normativo, organizzativo

e tecnologico e le sue potenziali evoluzioni - Analisi del contesto normativo

3. Determinare i fabbisogni informativi necessari B. Analisi organizzativa

per il raggiungimento degli obiettivi - Utilizzo di modelli di analisi organizzativa

4. Valutare l’attuale sistema informativo - Utilizzo di strumenti di rappresentazione

grafica (ad esempio flow chart) (Segue)

17 18

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

1. Analisi della situazione esistente 2. Progettazione della soluzione di massima

C. Analisi dei flussi informativi Lo studio di fattibilità deve contenere i requisiti

- Utilizzo di strumenti di analisi dei fabbisogni di massima della soluzione proposta, vale a

informativi dire le condizioni e gli standard essenziali che

la soluzione proposta deve rispettare sia sotto

- Valutazione del patrimonio informativo e il profilo organizzativo che sotto il profilo

informatico esistente informativo e tecnologico

19 20

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 5

E E

A A

2. Progettazione della soluzione di massima 3. Valutazione dei rischi

Nella progettazione occorre identificare i

Per la progettazione della soluzione di massima si principali rischi, i quali potrebbero:

dovranno considerare: - Modificare le tempistiche, allungando i tempi

1. Gli obiettivi del progetto - Incrementare i costi

2. Le modifiche dei processi organizzativi previsti - Generare problemi di integrazione con l’attuale

3. Le specifiche applicative sistema informativo

4. Le specifiche tecnologiche 21 22

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

3. Valutazione dei rischi 3. Valutazione dei rischi

I principali elementi da considerare sono: C. Impatti organizzativi prodotti: analizzabile in

A. Complessità aziendale: analizzabile in base a: base a:

- Rilevanza strategica - Modificazione dei processi organizzativi

- Interfunzionalità - Integrazione di processi organizzativi

- Livello di integrazione - Modificazione di ruoli e mansioni

B. Dimensione del progetto: analizzabile in base: D. Know how disponibile: analizzabile in base a:

- Dimensione complessiva del progetto - Know how utenti interni del sistema

- Eterogeneità degli attori coinvolti - Know how specialisti interni del sistema

- Dimensione economica complessiva del - Know how interno di project management

progetto (Segue) (Segue)

23 24

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 6

E E

A A

3. Valutazione dei rischi 4. Segmentazione in sotto progetti

E. Grado di innovazione tecnologica prevista: Il progetto viene scomposto in sotto progetti al

analizzabile in base a: fine di determinare la priorità di attuazione e di

allocazione delle risorse.

- Utilizzo di nuovi sistemi operativi E’ opportuno valutare ogni sotto progetto per

- Utilizzo di nuove soluzioni applicative aree di:

- Utilizzo di infrastruttura tecnologica e - Risultato

comunicazione - Complessità

- Obbligatorietà relativamente alle norme di

legge

25 26

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A 5. Analisi di fattibilità economica e dei

5. Analisi di fattibilità economica e dei benefici

benefici Fattibilità economica Quadro delle risorse

Æ necessarie per le fasi di

sviluppo e gestione

del sistema

Occorre che il progetto, coerentemente con i suoi Analisi dei benefici: Monetizzabili

Æ

obiettivi, venga valutato sul piano della (direttamente correlati

fattibilità economica e dell’analisi dei benefici. con i costi)

Non monetizzabili

Æ (miglioramento servizi

al cliente, dell’immagine

dell’Ente, delle

informazioni, ecc.)

27 28

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 7

E E

A A L’outsourcing dei sistemi informativi

6. Raccomandazioni per la fase realizzativa

E’ opportuno inserire delle raccomandazioni che L’Ente/azienda pubblica potrebbe decidere di

verranno utilizzate per la predisposizione del affidare a terzi la responsabilità del governo

capitolato. Tali indicazioni sono utili per dei sistemi informativi.

definire le modalità di approvigionamento, per

la tipologia di fornitore, la selezione delle

offerte, ecc. 29 30

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

L’outsourcing dei sistemi informativi L’outsourcing dei sistemi informativi

Vantaggi Vantaggi

C. Operativi:

A. Economici: - Maggiore flessibilità dei fornitori esterni

- Riduzione di costi rispetto alla struttura interna

- Smobilizzo di investimenti - Utilizzo di tecnologie standard e scelta del

- Passaggio da costi fissi a costi variabili miglior rapporto qualità/prezzo

B. Strategico-organizzativi:

- Concentrazione delle risorse sul proprio core

business

- Migliore gestione della tecnologia a seguito

della difficoltà di gestire con rapidità

l’evoluzione tecnologica (Segue)

31 32

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 8

E E

A A

L’outsourcing dei sistemi informativi L’outsourcing dei sistemi informativi

Rischi

Rischi C. Operativi:

- Perdita di autonomia informatica e del

A. Economici: controllo sul processo produttivo del servizio

- Riduzione del potere negoziale con il fornitore - Rigidità del fornitore a richieste di modifiche

- Difficoltà a prevedere switching cost evolutive

B. Strategici:

- Perdita di controllo su una variabile strategica

- Smobilitazione della struttura interna e

dipendenza totale dal fornitore (Segue)

33 34

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

Il monitoraggio del sistema informativo

Periodicamente viene monitorata l’efficacia e

l’efficienza del sistema informativo mediante il

check up.

Il check up si sviluppa su tre fasi: 3. Le problematiche specifiche del sistema

informativo per il settore pubblico

- La fase di analisi (fase conoscitiva sia dei

processi che del sistema informativo)

- La fase di diagnosi (che verifica le anomalie

riscontrate sia organizzative che di sistema

informativo)

- La fase della revisione (interventi correttivi di

riallineamento) 35 36

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 9

E E

A A

Problematiche specifiche delle pubbliche 1. La previsione

amministrazioni

Le problematiche specifiche riguardano: Rispetto alle imprese private la previsione

assume particolare rilevanza per le pubbliche

1. La fondamentale importanza della previsione amministrazioni, la quale assume efficacia

autorizzatoria

2. Le fasi dell’entrata e le fasi della spesa

3. Il sistema integrato di contabilità

Tali caratteristiche ne condizionano il

sistema informativo 37 38

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO

E E

A A

2. Le fasi dell’entrata e le fasi della spesa 3. Il sistema integrato di contabilità

Fasi dell’entrata Il sistema integrato di contabilità prevede che i

fatti amministrativi siano rilevati:

Versamento

Liquidazione Riscossione

Previsione - In contabilità generale (COGE)

- In contabilità finanziaria (COFI)

Fasi della spesa Pagamento

Impegno Liquidazione

Previsione 39 40

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 10

E E

A A

3. Il sistema integrato di contabilità 3. Il sistema integrato di contabilità

Fasi dell’entrata Fasi della spesa COFI

COFI

Previsione Previsione

COFI

Liquidazione Impegno COFI

COGE COFI

Riscossione Liquidazione COGE

COGE COGE

Versamento Pagamento

41 42

L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico L’utilizzo dei sistemi informativi nel settore pubblico

a cura di F.SERVATO a cura di F.SERVATO 11

Marketing

Aspetti quantitativi

- Definizione di una strategia

- Analisi di una strategia

- Indici, ratios e metodi

quantitativi applicati

Alfa Fashion

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Sport Estrazione

Fotografia Lavorazione

Chimica

Alimentare

Alfa Corporate

Obiettivi di lungo termine

di ALFA corporate

• Crescita della redditività

• Sviluppo del fatturato attraverso l’espansione

in nuovi segmenti

• Diminuzione dell’indebitamento attraverso

un maggiore autofinanziamento e, in caso di

necessità, ricapitalizzazione

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• Considerato che per Alfa il costo medio del

capitale è 13,5%, la redditività di ogni business

unit deve essere di almeno un punto

percentuale superiore.

• Ad ogni business unit verrà reso disponibile

capitale in base all’andamento del fatturato; il

capitale utilizzato non potrà mai superare il

65% del fatturato.

Divisione Alfa Consumer

Ratios stabiliti dal responsabile della

divisione prodotti di largo consumo

• …

• Ogni business dovrà autofinanziare almeno

l’8% dei nuovi investimenti

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Largo Consumo

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa

Moda e lusso Materie prime Organizzativa

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica

Alfafashion

Quale strategia deve realizzare per la sua

business unit il product manager della linea

Alfafashion?

Gruppo ALFA

ALFA

Corporate

Largo Consumo Tecnologie innovative Consulenza alle Imprese

Sport Meccanica Finanziaria

Prodotti per Tessile Tecnica

la casa Materie prime Organizzativa

Moda e lusso

Alfafashion

Fotografia Estrazione

Lavorazione

Alimentare Chimica


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AUTORE

Exxodus

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Marketing del primo anno per il corso di Economia aziendale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: risorse e competenze, glossario minimo di marketing, che cosa si intende per profitto?, obiettivi di impresa, la produttività e l'altra faccia dell'efficienza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Camerino - Unicam
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Camerino - Unicam o del prof Ciccardini Elvio.

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