MARKETING
CHE COSA Fa CHI SI OCCUPA DI MARKETING?
MARKETING è il nome assegnato alle attività che si svolgono all’interfaccia tra un’organizzazione e suoi clienti.
L’obbiettivo e far si che i potenziali clenti decidano di realizzare le loro transazioni cpn la propria organizzazione,
piuttosto che con quella degli altri.
Per avere successo chi svolge questa attività deve offrire ai clienti ciò che essi desiderano acquistare a un prezzo
congruente al suo valore.
La responsabilità è garantire che il cliente si collochi stabilmente al primo posto nei pensieri dell’impresa. Chi opera nel
marketing concentra tutta la sua attenzione sul cliente, ponendolo al centro della prospettiva aziendale.
LO SVILUPPO DEL CONCETTO DI MARKETING
Il concetto di marketing è piuttosto recente.
I COMPITI QUOTIDIANI DEL MARKETING
Chi opera nel marketing deve occuparsi del mix di marketing descritto da McCarthy come le quattro P del marketing:
-‐ PRODOTTOà il prodotto deve risultare idoneao alla funzione per la quale il cliente intende utilizzarlo
-‐ PUNTO DI VENDITAà il prodotto deve essere reso disponibile nel luoghi in cui il gruppo obbiettivo di clienti
trova più comodo acquistarlo
-‐ PROMOZIONEà pubblicità e gli strumenti di comunicazione devono trasmettere il messaggio dell’impresa in
conformità con ciò che il particolare gruppo di consumatori e clienti desidera
-‐ PREZZOà il prezzo deve esprimere il valore del prodotto cui si riferisce. Uno dei principi fondamentali del
concetto di marketing è che i clienti sono quasi sempre disposti a pagare un po’ di più per qualcosa che risponda in modo
ottimale alle loro necessità.
Questo modello è risultato utile fnchè è stato applicato alla produzione e al marketing di prodotti fisici ma con la crescita
dell’offerta di servizi non costituisce un’immagine sufficientemente rappresentativa. Nel 1981 Blooms e Bitner
proposero uno schema a sette P :
-‐ PERSONEà i servizi dipendono dalle persone, per esempio il comportamento dei camerieri di un ristorante
-‐ PROCESSOà i servizi sono spesso effettuati in presenza del consumatore, il processo attravero il quale vengono
erogati è anch’esso parte di ciò che il consumatore acquista. Es: c’è differenza tra un ristorante di classe e un fast food
-‐ PROVA FISICAà quasi tutti i servizi contengono qualche elemento fisico. Es: un pasto al ristorante è una cosa
fisica
ATTIVITà DI MARKETING
In un certo sento tutti quanti i membri di un’organizzazione sono responsabili di garantire che le esigenze dei clienti
vengano soddisfatte.
Coloro che sono a diretto contatto con i clienti dell’impresa svolgono un ruolo particolarmente importante.
L’orientamento al marketing è adottato perché funziona meglio di qualsiasi altro approccio: i clienti sono più disposti a
spendere i loro soldi per beni e servizi che rispondono adeguatamente alle loro necessità. Curare i propri clienti fà bene
all’azienda.
SIGNIFICATO TERMINI MARKETING
CLIENTIà persone o imprese che acquistano prodotti o servizi
CONSUMATORIà coloro che utilizzano veramente il prodotto o lo consumano, i clienti sono anche consumatori
BISOGNIà una mancanza percepita di qualcosa, l’individuo non solotanto non possiede un certo bene, ma anche è
cosciente di esserne privo
PREFERENZAà è un qualcosa che può soddisfare al meglio uno specifico bisogno, si trasforma in DOMANDA quando il
potenziale cliente è in grado di pagare per ottenere ciò che desidera
PRODOTTOà è un’insieme di benefici. Questa visione è orientata al consumatore perché sottolinea che i consumatori
saranno indotti ad acqusitare un certo prodotto solamente se valuteranno di poterne ricavare benefici.
Bisogna distinguere tra:
beni fisicià comprende un bene fisico e l’erogazione di esso
servizià comprende un bene fisico, è fortemente deperibile e non può essere posseduto
MERCATIà sono tutti i componenti effettivi e potenziali dei prodotti dell’impresa. Di divide il mercato complessivo in
segmenti: gruppi di clienti con caratteristiche ed esigenze omogenee
nicchie: categorie di prodotti e bisogni molto specifici
PREZZOà è la qunatità di denaro che si deve corrispondere per acqusitare il prodotto
VALOREà indica quanto vale il prodotto nella percezione del cliente o del consumatore
L’AMBIENTE DI MARKETING
L’AMBIENTE DI MARKETING
L’ambiente di marketing è un intreccio di opportunità e trappole per l’organizzazione. Si divide in:
-‐ ambiente esterno: è tutto ciò che avviene fuori dall’organizzazione
-‐ ambiente interno: sono i fattori di marketing che si manifestano all’interno dell’organizzazione
Per affrontare le forze operanti dell’ambiente esistono sostanzialmente due approcci:
-‐ reattivo: i fattori ambientali sono incontrollabili e quindi si è inclini a modificare i piani di marketing per
adattarli ai mutamenti esterni
-‐ proattivo: si sforza di cambiare l’ambiente, convinti che molti dei fattori ambientali possono essere governati o
almeno in qualche modo influenzati
L’AMBIENTE ESTERNO
Il più delle volte non può essere direttamente controllato.
Và ulteriormente scomposto in due categorie:
-‐ microambiente: i fattori vicini all’organizzazione. I fattori microambientali sono il parco clienti e l’ubicazione dei
magazzini
-‐ macroambiente: i fattori comuni a tutta la società. Comprende i fattori come la legislazione statale e la
concorrenza estera
ANALISI AMBIENTALE
il modo più semplice per valutare la condizione dell’azienda è l’analisi SWOT (Strenghts (punti di forza), Weakness
(punti di debolezza), Opportunities (opportunità), Thresats (minaccie)).
I punti di forza e di debolezza sono fattori specifici dell’organizzazione mentre opportunità e minaccie emergono
dall’ambiente esterno; una minaccia può trasformarsi senz’altro un’opportunità.
Un altro modo utile per analizzare l’ambiente esterno è l’analisi STEP (Socioculturale, tecnologico, economico e
politico).
MICROAMBIENTE
è formato da quei fattori che impattano da vicino sull’organizzazione e consiste in:
1-‐CONCORRENTIà molte volte le aziende non sono in grado di identificare con precisione i propri concorrenti. Ciò che i
marketing manager devono stabilire è quale concorrente offre i prodotti o i servizi più simili in termini di capacità di
soddisfare le esigenze dei consumatori. L’operazione di suddivisione dei consumatori in gruppi con caratteristiche ed
esigenze simili si chiama segmentazione. Avendo ogni segmente esigenze differenti, la minaccia della concorrenza
nasce da fonti diverse.
I concorrenti possono essere sia aziende che offrono prodotti simili ma anche organizzazioni.
Si deve affrontare una situazione di concorrenza monopolistica in cui ogni impresa cerca di acquistare ima quota di
mercato sufficiente a consentirle di controllare il mercato ma senza la reale prospettiva di diventare fornitore unoico per
la su categoria di prodotii.
L’azienda dominante può trovare più utile cercare di estendere il suo mercato totale per la sua categoria di prodotti che
non puntare ad acquistare una fetta più ampia di mercato esistente.
Il modello delle cinque forze di Michael Porter analizza la concorrenza e sono:
-‐ il potere contrattuale deo fornitori: più è elevato più aumentano le pressioni competitive
-‐ potere contrattuale dei clienti: più è elevato più l’ambiente diventa competitivo
-‐ minaccia dell’ingresso di nuovi operatori
-‐ minaccia della comparsa di prodotti e servizi sostitutivi
-‐ la competizione tra i concorrenti esistenti
Identificare i concorrenti è un punto cruciale
2-‐CLIENTIà possono mutare le loro esigenze come scomparire del tutto. Le loro esigenze hanno enorme importanza ed
è essenziale che i nuovi segmenti possano essere identificati facilmente e con buona precisione
3-‐FORNITORIà un fornitore ha il potere di creare problemi a un’azienda fornendo beni di qualità insufficiente o non
rispettando le scadenze di consegna.
La moderna teoria degli acquisti e delle forniture sostiene che il rapporto tra fornitori e clienti debba essere
paricolarmente stretto
4-‐INTERMEDIARIàsono rivenditori, l’azienda deve riuscire a instaurare un rapporto proficuo con questi intermediari.
Degli intermediari posono far parte anche fornitori di servizi di marketing. Bisogna instaurare buone relazioni anche con
gli intermediari
5-‐PUBBLICOà
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