Marketing
CAPITOLO 1
Il marketing nell’economia e nella gestione d’impresa
Il marketing è “l’insieme delle conoscenze, delle competenze, delle attività e degli strumenti
utilizzati dall’impresa ai fini della creazione di valore per i diversi stakeholder e per la società in
generale attraverso la comprensione, la gestione e il controllo delle relazioni con il mercato”.
[Storia: l’utilizzo di alcuni tipici strumenti di marketing, quale la pubblicità, e di facile riscontro ai tempi della civiltà
greca e romana e poi in modo crescente nel medioevo, durante Rinascimento ma è con la rivoluzione industriale e la
nascita delle prime imprese organizzate che si intravedono le forme iniziali di un orientamento al marketing. Le prime
forme codificate di marketing apparvero negli Stati Uniti agli inizi del novecento E si compirono in modo più puntuale
negli anni 30. Il riferimento è legato alla affermazione delle tecniche di produzione di massa favorite da un costante
eccesso di domanda rispetto all’offerta, a sua volta determinato da costanti incrementi di reddito disponibili.]
Creare valore: dare al cliente il valore atteso (che si aspetta) nell'utilizzo del prodotto. Se i clienti
sono contenti allora ottengo un valore anche io come azienda. Conta dunque che il cliente
PERCEPISCA il valore del bene. Ognuno di noi è diverso dall'altro.
à il valore atteso deve essere il più possibile congruente al valore percepito
ß
Relazioni con il mercato: È importante instaurare con il cliente un rapporto di KEYWORDS
tipo duraturo (Lungo termine) Gestire mercato
Scambio
In definitiva il marketing è un orientamento complessivo dell’impresa al Generare-‐erogare
mercato ed è legato al concetto di mercato stesso (Market). valore
Orientando dunque l’impresa al mercato si devono perseguire 3 obiettivi. Soddisfazione cliente
Redditività per l’impresa
Obiettivi:
Soddisfazione del cliente
-‐ Vantaggio competitivo duraturo
-‐ Redditività di lungo periodo
-‐
Si farebbe un errore grossolano se in un’aula (maschi e femmine, stessa età, stessi interessi, stesso corso, marketing)
si considerassero uguali le nostre idee di vacanza ideale, ad esempio. Ognuno di noi ha volontà di visitare posti diversi.
-‐ ES: Finlandia vs New York -‐ Mettiamoci dalla parte della Finlandia: io non ho da offrire quello che ha New York. Ho da
offrire una vacanza nella natura. Se i clienti ritengono che la Finlandia possa essere un bel luogo dove passare le
vacanze allora andranno li. Questo per dire che non bisogna mai generalizzare.
IMPRESA CLIENTI CONCORRENZA
Non può coprire tutti i mercati Hanno esigenze diverse Rivolgere particolare att.ne alla
Quindi scelgo quelli a me più Es: Appartamenti c’è chi concorrenza perché è in continuo
à
congeniali preferisce quelli di gruppo, chi quelli movimento: può accaparrarsi quote
singoli, chi quelli al piano terra, chi di mercato in poco tempo.
quelli al primo piano…
Sistema di marketing: customer driven
Fornitori impresa/concorrenti intermediari
à à à
che erogano il valore (supermercati, dealers)
consumatore
Tutto parte dai fornitori e termina con i consumatori, creando valore.
* se sia i fornitori che l’impresa svolgono correttamente il proprio lavoro ma il compito degli intermediari non viene
eseguito correttamente, ciò si riflette necessariamente sull’opinione del consumatore.
Marketing operativo: agisce sulla commercializzazione
Marketing strategico: analizza i bisogni dei potenziali
consumatori (per posizionamento)
* è difficile riposizionare un prodotto se posizionato in modo sbagliato.
Fase delicata
Perché è importante la soddisfazione del cliente?
Soddisfazione del cliente
Innovazione
Riacquisto: sacrificio per acquisto <
beneficio Referenze: Rolls Royce fa motori alla Boeing,
Margini la quale le fa avere le sue impressioni
Fedeltà: upselling (paghi di +)/cross-‐selling
Ampliamento d ella fedeltà: crea un
(paghi per altri prodotti dello stesso brand)
migliore contesto aziendale
Profitti Crescita
Risultati
Presupposti del marketing
2 Assiomi fondamentali:
DOMANDA: gestire la domanda in continuo cambiamento; assenza di assoluti, tutto ciò va
-‐ contestualizzato in un momento di cambiamento continuo essere flessibili (Marketing
à
information). Oggi i consumatori sono sempre più difficili da accontentare infatti essi sono pragmatici, selettivi,
competenti, esigenti e molto attenti ai dettagli, ma anche infedeli, Nomadi, sensibili al prezzo, alla ricerca
dell’affare e disorientati. Le aziende non possono prescindere da questa situazione.
CONCORRENZA: occhio alla concorrenza. A volte è necessario risegmentare il mercato. Nei
-‐ mercati è sempre più difficile competere, essendo spesso maturi (es: pasta), con confini variabili (banche e
assicurazioni), convergenti, in crisi, nascenti.
Dal concetto generale di valore ai valori d’impresa, di mercato e per il cliente
La parola valore ha una pluralità di significati trasversali: deriva dal latino
“valeo” e
successivamente le sono stati affiancati significati più o meno nobili nel campo dell’economia
aziendale e del management.
Partiamo dal presupposto che l’impresa deve essere guidata attraverso una continua creazione di
valore per il mercato, per i clienti e per se stessa. Il processo di creazione del valore prende avvio
dall’individuazione delle fonti: i fornitori delle risorse non sono solamente i fornitori di risorse
tangibili ma anche quelli di risorse
intangibili (conoscenze, competenze, cultura di impresa,
relazioni, fiducia…). Le fonti
esterne di generazione del valore possono essere numerose e
possono trovarsi in luoghi molto distanti tra loro. È dunque necessario comprendere in che misura
questi “fornitori” (di risorse tangibili e non) possono contribuire al processo di creazione del
valore.
Si possono distinguere le seguenti fonti:
-‐ Conoscitive
-‐ Interpretative: dell’ambiente esterno e delle capacità interne
-‐ Organizzative: volte a trovare i migliori meccanismi per districare il valore dell’organizzazione e
verso il mercato
-‐ Imprenditoriali: nuove idee
-‐ Di controllo: presidio
L’impresa è in grado di generare un ottimo valore per il cliente se svolge in modo opportuno 3
macroprocessi: innovazione, differenziazione e comunicazione. Proprio perché si tratta di
macroprocessi, in essi si può individuare un certo numero di processi più
elementari, altrettanto
fondamentali per la creazione del valore per il cliente. Dai risultati generati da questi processi
prendono avvio i processi di innovazione, sia i processi di creazione ex novo di soluzioni adatte ai
clienti.
Il momento successivo riguarda la
produzione fisica del valore incorporato nel prodotto/servizio.
Una volta compiute tutte le operazioni necessarie, si passa ai processi di trasferimento dei valori al
mercato il valore può essere trasferitosi in senso fisico, sia con attività di comunicazione,
aumentando la qualità del prodotto/servizio.
Il ruolo attivo del cliente nella definizione del valore rappresenta una delle frontiere concettuali
più attuali centralità del cliente.
à
Infatti i clienti non sono in cerca di specifici prodotti, ma di
soddisfazione, generata dalla capacità
di “problem solving” dell’impresa. I prodotti presentano pericoli per la cessione di un servizio
intangibile. È, in definitiva, proprio il cliente che è in grado di dare un significato di valore
all’offerta (focus su “ value in use” e non sul “
value in exchange” = focus sul solo prodotto).
Il valore intangibile non è più semplicemente creato istituito dall’impresa mercato, ma
rappresentava il frutto di un processo di co-‐creazione tra imprese e clienti sequenza circolare
à
cliente-‐impresa
Orientamento delle imprese verso il mercato
Non tutte le imprese hanno lo stesso orientamento verso mercato. Qui sotto i tipi di
orientamento:
-‐ il I
orientamento è
ALLA PRODUZIONE.
Caratteristiche delle imprese che adottano questo approccio: massimizzano i
profitti e
diminuzione dei
costi. Quindi si cerca di ottimizzare i processi produttivi. Orientamento
tipico dell
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