LA FORMULAZIONE DELLA STRATEGIA DI BUSINESS
Il piano di business
Il primo ciclo di pianificazione è finalizzato a definire le linee strategiche della SBU
(strategic Business unit), dove si definiscono le strategie competitive da porre in atto nelle
ASA (area strategiche d’affari) in cui si opera.
Le ASA sono segmenti di mercato omogenei; invece, le SBU sono unità organizzative
responsabili della gestione della posizione strategica dell’impresa in una o più ASA.
La strategia competitiva adottata ha l’obiettivo di ottenere vantaggi competitivi sui
concorrenti, che assicurano una soddisfacente redditività nel tempo ed il conseguimento
degli obiettivi stabiliti nella corporate.
La struttura del piano di business comprende un sommario che sintetizzi i principali
contenuti del piano, l’orientamento della direzione sulle prospettive economiche, gli
obiettivi auspicati, le risorse da investire, l’analisi dell’ambiente interno ed esterno e,
successivamente, l’identificazione delle alternative strategiche da scegliere per quanto
riguarda:
• L’ampiezza orizzontale e verticale del business;
• I vantaggi competitivi da acquisire, sviluppare e difendere in ogni ASA;
• Il ruolo del business nel ruolo del portafoglio d’attività dell’impresa per il
conseguimento della strategia aziendale, con la definizione degli obiettivi di SBU in
termini di strategia di sviluppo, i flussi finanziari, le sinergie da realizzare con altre
componenti dell’impresa.
Alla fine s’arriva alla valutazione delle proposte realizzate, che dovranno basarsi su di
un’analisi comparata dei vantaggi e dei pericoli che ogni alternativa considerata presenta.
Concetti base per la formulazione della strategia competitiva
I fattori determinanti della redditività a medio termine di un’impresa sono:
• L’attrattività del settore in cui opera: è definita dall’intensità della competizione.
Essa determina il profilo potenziale del complesso delle imprese del settore.;
• La capacità competitiva dell’impresa: si riflette sulla quota del valore creato nel
settore di cui essa può appropriarsi.
Porter, modifica questa impostazione affermando che:
• Le aziende, attraverso le loro strategie, possono modificare la struttura ed il grado
d’attrattività del settore;
• L’impresa, posizionata nel settore, può, collocandosi bene, ottenere alti margini di
profitto, anche se la struttura del settore è sfavorevole e pertanto la redditività
media del mercato è modesta.
Porter afferma anche che, per ottenere risultati a lungo periodo superiori alla media,
un’impresa deve acquistare un vantaggio competitivo sostenibile nei confronti dei
concorrenti, che consenta d’appropriarsi di una quota più elevata del settore.
Le scelte sono da effettuarsi in base al tipo di vantaggio che si vuole conseguire, l’ambito in
cui lo si vuole raggiungere, le opzioni possibili. Si configurano tre strategie di base:
leadership di costo, differenziazione e focalizzazione.
I metodi d’attuazione delle scelte dipendono dalla struttura del settore. 1
La condizione necessaria per l’acquisizione di vantaggi competitivi duraturi è lo sviluppo di
una formula imprenditoriale che assicuri coerenza e consonanza tra le aspettative ed i
vincoli espressi dall’ambiente di riferimento ed i valori, le capacità e le risorse dell’impresa.
Questa imposizione è data dal modello SWOT, il quale afferma che la strategia deve
fondarsi sull’analisi delle minacce / opportunità dell’ambiente e dei punti di forza /
debolezza dell’impresa e deve essere rivolta ad individuare l’alternativa strategica che le
concilia ad un accettabile livello di rischio.
Secondo Coda, la formula imprenditoriale di un’impresa è la risultante delle scelte di fondo
riguardanti:
• I mercati in cui operare;
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