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MARKETING
1° Lezione
Value proposition: è l’o5erta di valore, quello che un’azienda o5re al
suo mercato.
Il brand: quanto contano logo, carattere, colore? Il marketing dice che più
di un segno distintivo, in quanto, il ribranding della Juventus, costato
mezzo milione, poi abbiamo quello di gap. Il ribranding della Juve, è
diventato, mondiale, moderno…andando in contro al mercato mondiale.
Questo segno graJco, è importante perché si riLette sulle vendite, come
per la gap. Quanto conta il nome? Il nome è importante per l’impatto nel
mercato.
Il prodotto: il prodotto deve convincere. Esempio NetLix e Philadelphia. Il
prodotto deve essere ben posizionato nel mercato.
Il package: conta perché è la prima visualizzazione che ho, che mi può attrarre
o respingere.
Il prezzo: va vista in relazione sempre al riposizionamento nel mercato.
La distribuzione: dove trovo il prodotto? Deve essere posizionato a disposizione
del cliente. Abbiamo la testata di gondola (esposizione) e lineare (sca5ale nelle
corsie), due posizionamenti che costano.
La comunicazione (promotion): (promozione: è quando metto qualcosa in
sconto). I più errori di comunicazione ha portato a dolce e gabbane a togliere
tutte le pubblicità e le e-commerce. Hanno anche cancellato anche l’importante
sJlata in Cina.
Il marketing è prima di tutto conoscenza profonda di mercati, persone, attese,
comportamenti.
Processo classico:
1. Analisi dei clienti e concorrenti
2. Strategia di marketing
A) sviluppare una value proposition per un target appetibile.
B) Posizionare il trend e l’o5erta di valore rispetto ai competitors
3. Politiche di marketing
a) design della strategia, seguono decisioni di prodotto, prezzo, distribuzione,
comunicazione ( le tradizionale 4 P: product-place-price-promotion).
2° Lezione
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Sapere Sapere fare Soft skills
Teorie Individui, problemi e Comunicare
opportunità
Modelli risolvere Lavorare in gruppo
progettare ETC
(sapere e sapere fare sono hard skills)
– Cos’è il marketing : druker ha detto riteneva prioritario è l’importanza di
servire il cliente/consumatore. Egli sosteneva «La base del business è creare e
servire il consumatore». Innovazione e marketing generano ricavi, tutto il resto
crea dei costi. Nel marketing facciamo sempre attenzione al ROI, ovvero quanto
spendo in marketing rispetto a quello che mi ritorna. Ecco la deJnizione di
marketing elaborata dall’associazione AMA “il marketing è un’attività, un insieme
di istituzioni, e processi per creare, cominicare, consegnare e scambiare delle
o:erte che hanno un valore, per clienti, partners, e società in generale”, c’è
OFFERTA.
Al centro del marketing c’è il cliente, e per questo cliente devo creare il valore in
un contesto che crea opportunità e vincoli per il marker. La value propositions,
per essere egcace, deve proporre dei beneJci; quindi devo pensare quali
beneJci o5ro a quale target.
I risultati di tic tok: Il marketing deve saper generare fatturato e margini o
successo, che comunque deve essere misurato secondo gli obiettivi
dell’organizzazione. L’azione di marketing deve produrre risultati misurabili
come fatturato, margini, crescita, reputazioni: quindi, creare valore per il
cliente. I brand o5rono beneJci, spesso traducibili in esperienze. È la
componente intangibile a caratterizzante dell’o5erta, in poche parole è la
promessa di beneGci: “service is the fondamentale basis of exchange”. La
value promotions deve creare beneJci.
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Domande di esame:
Qual è il valore per il cliente?
Quanto il tradizionale modello di customer value rispecchia casi come “Calm”?
Sali sono gli elementi vincenti di “Calm”?
Che stimoli di marketing vengono diretti all’utente? (leggere slide di “Calm”)
Riconoscere la tipologia di marketing.
Chi sono i marketer? In che settori lavorano? Per quali clienti?:
Un Marketing Manager comincia ogni sua attività dello studio del
mercato di riferimento, deJnendo minuziosamente il pubblico al quale
verrà indirizzata l’attività di marketing che seguirà; non solo: compiti del
Direttore Marketing sono anche analisi della concorrenza, sviluppo e test
del prodotto, analisi dei suoi punti di forza e di debolezza e restyling
periodico così da garantire l’aderenza alle richieste che egli dovrà essere
in grado di trarre dai segnali del mercato. Il Direttore Marketing dovrà
occuparsi anche di analizzare e applicare le strategie per poi tradurle in
operatività.
Abbiamo vari tipi di marketing:
• Marketing sociali: associazioni no proJt, pubblicità progresso.
• Marketing territoriali, turistico: propongo una destinazione
• Marketing culturale:
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• Marketing dei prodotti e servizi
• Marketing sportivo
• Marketing cinematograJco
• Marketing politico
• Marketing personale: quello di noi stessi
Quali sono le regole del gioco: il marketing è contesto ben regolamentato.
Occorre conoscere le norme, che variano da paese in paese. Alcune
pubblicità, infatti sono vietate in alcuni paesi, e per questo ogni paese le
sue norme.
Deontologia del marketer, il codice etico del marketer secondo
AMA: ci sono dei principi etici che bisogna rispettare, non si può nuocere,
manipolare, di5ondere informazioni false, ci deve essere massima
trasparenza.
In che senso il marketing è un gigante? La toolbox del marketer è
diventata molto complessa. Vedere continuo dalle slide
Copiare immagine dei riferimenti del marketing dalle slide.
3° Lezione
CX: customer experience.
Nel marketing abbiamo tre tipi di media:
1) Owned: tutti quei canali di proprietà esclusiva del brand, che può
gestire e controllare in totale autonomia (sito web, online e ooine
stores, blog, social networks, app, magazines, brochures, etc..);
2) Paid: ci riferiamo, come suggerisce il nome, a quei canali in cui è
necessario investire un budget determinato per essere visibili ad un
pubblico che generalmente non conosce il brand e i suoi
prodotti/servizi (pubblicità su giornali, tv, cartelloni, ma anche ads su
Facebook, Twitter, etc..);
3) Earned: al contrario del paid, il canale earned è totalmente gratuito
perchè tutta la pubblicità è generata automaticamente dal bacino di
utenza, grazie al “passaparola”, e non è assolutamente controllabile
(retweets, likes, commenti, condivisioni, online reviews, etc..).
Riferimenti culturali del marketing
– Marketing applicato all’economia
– Marketing e management
– Marketing applicato nella sociologia: il marketing mi aiuta a capire
come cambiano i consumatori. Chi sono i millenials? Chi è nata inizio 80 e
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Jne 90 viene considerato millenial. Es. Alessi, regine del design in crisi.
L’Alessi produce oggetti per la casa, è stata Jno a ieri un’azienda gioiello
del made in Italy. Ora è in crisi, perché dal punto di vista sociologico? La
classe media diminuisce, l’addio alle liste di nozze, ormai le persone
cercano esperienze.
– Marketing in sociologia e psicologia: la psicologia si occupa
dell’individuo e dei suoi meccanismi cognitivi. Btw usa il why-buy quindi
l’individuo che risponde a questo richiamo che tipo di meccanismo mette
in atto? È qualcuno che vuole una bella macchina, quindi soddisfa quello
livello di status dei bisogni di auto-soddisfazione.
Caso chilli’s bottle, che lettura di cambiamenti sta usando? Il tempo
dell’impatto ambientale, proponendo un prodotto che soddisfa quel lato
sociale. Punta anche alla psicologia dell’indoviduo, presentando un
prodotto stilistico.
– Marketing nell’antropologia: studio delle culture umane, ci interessa
l’antropologia culturale. Es: raduno della ducati, è stata una azienda
pioniera del marketing tribale, fan che si riunivano nei fan club, quello era
un buon modo di fare marketing, ha cominciato a coltivare questi club,
facendo leva sui gruppi che si uniscono spontaneamente per sostenere
questo brand.
– Marketing nelle arti: arte contemporanea e marketing. (street
ambiente marketing, guerriglia marketing…sono di tipo artistico ma
comunque sono volti ad impressionare, devono dare sorpresa a chi le
osserva, operazione che servono a impressionare fortemente il pubblico.)
abbiamo anche le Performing Arts.
4° Lezione
– Marketing psicologia: il nuovo ristorante sperimentale di mcdonald’s ,
quali sono gli elementi, le immagini sono tutti studiati per dare un e5etto
all’entrata (le persone all’entrata scelgono i primi tre items che hanno
visto)= decision anchoring; non vengono inseriti i prezzi nelle immagini
(rimozione del conLitto); i menù sono costruiti per la working memory
(memoria breve termine, quindi max 7 elementi per menù e circa 7
menù); uso del principio della Gestalt per indirizzare attenzione e
memoria sui menù a prezzo maggiore; price anchoring: i menù premium
inducono chi compra menu low cost a comprarne quantità maggiori;
gestione dissonanza cognitiva, con immagini “healthy look”.
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– Marketing scienze delle comunicazioni e della
narrazione (digital marketing e altro): vari tipi di
pubblicità: pubblicità cartacea, pubblicità OOH (out of
home), digital marketing, digital
(email) marketing, guerriglia
marketing, promozioni, product
placement, brande content,
sponsorizzazioni; istant/real time
marketing approJtto di un errore di
un concorrente o altro, per entrare
in una comunicazione divertente,
che fa divertire il consumatore e lo
porta a ricordarsi.
Cosa succede quando il
destinatario riceve
questo messaggio:
Modello AIDA: ottenere modello di acquisto
desiderato, cercare di far nascere l’attenzione, il
messaggio deve aver qualcosa che mi faccia prestare
attenzione, o è interessante o è divertente; ma
l’attenzione può anche diventare interesse (siamo stati attenti, ci siamo
divertiti ma non tutti sono portati ad andare), l’interesse può portare
desiderio e quindi a compiere l’azione di comprare.
6 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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Scienze della narrazione (Storytelling) e brand management: lo
storytelling può creare un brand capace di distinguersi dalla concorrenza,
donando personalità al brand, con l’obiettivo di creare engagement con i
pubblici attraverso la loro risposta emotiva, passaggio alla memoria di
lungo termine e identiJcazione nel brand tramite la narrazione:
– Marketing neuroscienze: le neuroscienze nascono con i progressi
delle scienze del cervello, ma in particolare nel marketing si parla di ciò
quando si inizia a parare dell’esperimento di pepsi challenge. Caso coca
cola-pepsi: si prende un gruppo di consumatori e viene fatta degustare la
coca cola e la pepsi se Enza sapere cosa però stavano bevendo, e gli
viene chiesto pi quale preferiscano e tutti, senza saperlo, l’80% scelgono
la pepsi; poi lo stesso esperimento però conoscendo cosa stavano
bevendo e questa volta l’80% dice la coca cola. Nel 2003 si decide di
ripetere l’esperimento ma questa volta si chiede alla persone viene messa
una calotta per fare un’analisi funzionale al cervello, per vedere quali aree
del cervello si attivano, succede che quando stanno facendo la
degustazione al buio si accende la parte del gusto, che si attivava di più
per la pesi, mentre quando vedono cosa bevono si spegne quella del
gusto e si accende quella della memoria; la coca cola ha un potere
superiore come brand perchè attiva ricordi nelle perone. Cosa ci spiega
questo esperimento? Ci spiega che quando compriamo un prodotto non
compriamo un prodotto ma compriamo dei beneJci. Ed è questo che deve
saper fare bene un brand.
L’ultima pubblicità del natale 2018 di John Lewis avrà lo stesso successo?
(SFONDO GIALLO) un regalo è più di un regalo.
Quando si vede uno storytelling il nostro cervello produce ossitocina (e
questo dovrebbe dare un senso di benessere).
– Marketing data science e MARTECH: martech è l’abbinamento
intelligenza artiJciale e marketing. Nel 2018 l’umanità ha generato più
dati di tutti gli anni passati. Nel 2011 Watson batte due campioni di
Jeopardy. Nel 2016 Alpha Go del team google deep mind batte il campione
mondiale di go 4-1. 8 by yoox è una collezione disegnata da una
macchina, che crea in base a delle informazione sulle preferenze delle
persone. La rivoluzione tech ha tanti aspetti: blockchain, robotica,
chatbots e virtual assistants, al intelligenza artiJciale…
5° Lezione
7 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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Per fare neuro-marketing bisogna che ci sia un team e un marketer di
neuro-scienziati.
Il cliente deve percepire che gli sto o5rendo valore. Questo processo
avviene con enormi cambiamenti tecnologici.
Non sempre il marketing riesce nei suoi obiettivi, proprio perchè il
contesto è molto complesso. Nel
caso segway ci sono stati problemi
di UX e CX, ci sono stati problemi
normativi, problemi di
assicurazioni, in generale ci sono
stati una sottovalutazione dei
problemi, e una sopravvalutazione
della value proposition.
“il marketing non l’arte di
trovare dei modi furbi per fare
quello che si vuole, ma è l’arte di creare valore per il cliente”
8 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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Quali sono le attività di marketing?
La struttura classica di un piano di marketing rispecchia i processi descritti
prima: analisi, strategia e politiche. Cosa vuol dire prendere decisioni sul
prodotto? I
canali distributivi serve per fare
arrivare il prodotto alle persone. I maggior canali di distribuzione sono:
Product placement: branded content.
9 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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Le 4P
potrebbero essere considerate di più:
10 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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Le altre p che sono state aggiunte appartengono al mondo dei negozi, degli
sportelli bancari…è un mondo in cui i
processi in cui l’evoluzione
tecnologia cambia le cose e
rende queste 3 P inutili.
Il modello alternativo è
quello delle 4C: le 4p sono
sbagliate perchè sono viste dal
lato dell’azienda.
6 ° Lezione
11 Scaricato da Silvia Morello (silvia.filippo09@gmail.com)
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L’orientamento del marketing: l’orientamento è la direzione in cui guardo e
viene sviluppato anche dalle imprese (determina il successo delle stesse).
Esempio può essere McDonald, che guarda al mercato e raccoglie numeri e dati
dei clienti.
Vi sono 3 gruppi di orientamento:
1) Orientamento all’interno (in world);
4) Orientamento all’esterno (out world);
5) Orientamento al cliente, ai vari stakeholder o alla sostenibilità.
Si può deJnire una sorte di linea evolutiva, anche se non assoluta: chi
rimane indietro non sopravvive al mercato.
Tipi speciJci di orientamento:
1) Orientamento al prodotto (in world): i consumatori preferiscono il
prodotto di alta qualità, di grande di5erenziazione. Il problema in se è
che oggettivamente l’oggetto può essere di buona qualità, ma non è
detto che soddisJ il cliente soggettivamente;
6) Orientamento alla produzione (in world): si tende a massimizzare
l’egcenza produttiva;
7) Orientamento alle vendite (in world): sono esempio le tattiche
aggressive, come i call center. Il problema è che questi soggetti non
guardano al mercato; in sostanza il cliente non conta nulla;
8) Orientamento al mercato (out world): l’esempio qui citato è Tesla:
si guarda a tal punto il cliente che l’azienda riesce a calcolare
esattamente il numero assoluto di potenziali clienti, in base a dei
modelli. Il target preferito di Tesla sono gli uomini dai 30 anni ai 60
anni, con un reddito familiare annuo che superi gli 80.000$, attenti al
tema ambientale e che vogliono un’auto di lusso ad un prezzo non
troppo alto.
Il loro problema è mantenere nel tempo la loro Market Orientation.
McDonald è ancora quella che riesce meglio, tramite:
• Brand Extension (ad esempio si è allargata costruendo dei ca5è
adiacenti ai propri stabilimenti);
• McDelivers (consegne a domicilio);
• Menù per salutari.
Invece CocaCola sta pian piano perdendo valore. Il Bluckbuster (prodotto
che da il nome al brand, in questo caso la CocaCola) non va più così forte,
dato che si preferiscono bevande più salutari. La Coca Light non ha
spaccato, dato che era stata venduta come prodotto naturale al 100%,
mentre, invece, così non è. Ora sta provando a riprendersi con il lancio di
una bevanda completamente diversa, naturale, che non ha in comune con
la casa madre nemmeno il nome.
12 Scaricato da Silvia Morello (s
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