MARKETING:
ESEMPI DOMANDE PARZIALI (2 TIPI):
1 TIPO:
- QUALE DI QUESTE DIMENSIONI NON è PARTE DEL MACROAMBIETE
a. DEMOGRAFIA
b. INNOVAZIONE (generica, non osservabile)
c. SOCIO-CULTURALE
d. TECNOLOGICA
-QUALI TRA I SEGUENTI NON è UNA DIMENSIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO DI MARKETING?
a. SISTEMA DELLE RILEVAZIONI INTERNE
b. RICERCHE DI MERCATO
c. FORZA VENDITA
d. MARKETING INTELLIGENCE
- QUALI TRA I SEGUENTI CRITERI NON è UNA CONDIZIONE PER UNA EFFICACE IDENTIFICAZIONE
DEI SEGMENTI DI MERCATO?
a. misurabilità
b. stabilità
c. identificazione
d. scalabilità
2 TIPO:
-I MARKETER DESCRIVONO IL MODO IN CUI UN CONSUMATORE ELABORA LE INFORMAZIONI E
DEFINISCE IL MODELLO DECISIONALE PER ARRIVARE ALLE SCCELTE DEL PRODOTTO/MARCA
COME:
a. valutazione delle alternative
b. ricerca di informazioni
c. acquisto d’impulso
d. percezione del bisogno
L’AZIENDA PARMISAN, PRODUTTORE NEL SETTORE DEI FORMAGGI, STA ANALIZZANDO LA SUA
-
QUOTA DI MERCATO RETAIL NEL SEGMENTO DEI FORMAGGI IN ITALIA. SCOPRE CHE IL SUO
L’INDICE DI COPERTURA NUMERICA è DEL 78%,
INDICE DI PENETRAZIONE è DEL 70%. MENTRE
L’INDICE DI COPERTURA PONDERATA è DEL 35%. SULLA BASE DI QUESTE INFORMAZIONI, COSA
LE CONSIGLIERESTE DI FARE?
a. cercare di fidelizzare i clienti-distributori attuali
b. incrementare il numero di distributori con i quali lavora (se indice di copertura numerica era basso)
c. migliorare il portafoglio di clienti-distributori serviti (QUALITà) perché abbiamo un indice di copertura
ponderata BASSO quindi dobbiamo scegliere i distributori migliori.
d. attuare strategie per vendere quantitativi più elevati ai distributori fedeli
INDICE DI COPERTURA PONDERATA permette di valutare la bontà dei distributori
INDICE DI PENETRAZIONE (esposizione scafale/ tecniche di esposizione/presenza gamma prodotto
presso il distributore migliora capacità di fare sell out) SE BASSA dobbiamo migliorare livello di
accettazione dei nostri prodotti verso i distributori, diversi metodi: aumentando qualificando
migliorando la gamma prodotti.
SE BASSO: AUMENTO GAMMA PRODOTTI oppure MIGLIROAMENTO SPAZIO ESPOSITIVO A
queste sono le due modalità per aumentare l’indice di penetrazione (migliorare i livelli di
SCAFALE
accettazione dei prodotti verso i distributore)
esempio pagina 161 capito 6
scomposizione della quota di mercato
QUOTA DI MERCATO= Qi/Q= 10%
COPERTURA PONDERATA= ACSi/Q = 70%
indice di penetrazione = Qi/ACSi=14,3%
copertura numerica=Ni/N= 37,5%
La quota di mercato di mulino del 10% rispetto alla copertura ponderata del 70% significa che Mulino ha
ma ogni cliente compra poco dall’impresa infatti l’indice di
una buona copertura della clientela (70%)
penetrazione è solo del 14,3%.
la copertura numerica di Mulino del 37,5% rispetto alla copertura ponderata del 70% significa che i clienti
serviti da Mulino sono mediamente i maggiori acquirenti sul mercato (il 37,5% del mercato vale il 70% degli
acquirenti) Cos’è il Marketing?
CAPITOLO 1:
Marketing è un orientamento complessivo dell’impresa; è legato al concetto di mercato.
Definizione di Marketing (1): Insieme delle conoscenze, delle competenze, delle attività e degli strumenti
utilizzati dall’impresa ai fini della creazione di valore per i diversi stakeholder e per la società in generale,
attraverso la comprensione, la gestione e il controllo delle relazioni con il mercato. (PER E CON I
STAKEHOLDER, Probabile domanda)
• Centralità delle dinamiche di mercato e di un rapporto solido e continuativo con mercato e clienti
• Soddisfazione clienti/ ”costumer satisfaction” → successo + vantaggio sui concorrenti e possibilità di
performance economiche positive.
Gli orientamenti nella gestione della relazione:
- Orientamento alla produzione
- Orientamento al prodotto
- Orientamento alla vendita
- Orientamento al mercato
- Orientamento alla sostenibilità
La differenza tra orientamento alla vendita e orientamento alla vendita al mercato
Starting point Focus Means ends
The selling FACTORY Existing products Selling and Profits through
concept promoting sales volume
The marketing MARKET Customers Integrated Profits through
concept needs marketing customer
satisfaction
FONDAMENTALE DELL’ORIENTAMENTO AL MERCATO È LA CREAZIONE DI VALORE
OBIETTIVO
PER GLI STAKEHOLDER DI RIFERIMENTO ATTRAVERSO IL PERSEGUIMENTO DI TRE OBIETTIVI
SPECIFICI:
1. SODDISFAZIONE DEL CLIENTE
2. VANTAGGIO COMPETITIVO DURATURO
3. REDDITIVITÀ DI LUNGO PERIODO
Marketing → per gestione delle imprese, ma applicabilità investe tematiche e aree diverse. Le decisioni di
valore per il cliente → ruolo attivo del cliente nella relazione con
marketing sono guidate dal concetto di
l'impresa. Il contesto in cui opera l'impresa dispone di risorse limitate, perciò il marketing deve supportare il
crescente orientamento delle imprese verso un approccio di sostenibilità (perseguire protezione
ambientale, equità e giustizia sociale e sviluppo economico).
Obiettivi e presupposti del marketing: cambiamenti domanda, concorrenza e complessità→ 4
DIMENSIONI: BISOGNA ASSECONDARLE
1) VARIETÀ,
2) VARIABILITÀ,
3) INTERDIPENDENZA (TUTTI I CONTATTI DI NETWORK. UN TEMPO FAMIGLIA)
4) INDETERMINAZIONE/IMPREVEDIBILITÀ DEI CLIENTI (NEGLI ACQUISTI NEI METTERE LIKE)
1.1 CONCETTO E CARATTERISTICHE DEL MERCATO “creare e mantenere i clienti”.
Impresa esiste in relazione con clienti e mercato e ha come finalità
→ il marketing (=logica di management e insieme tecniche e
(P.Drucker) Rapporto impresa-mercato
strumenti di gestione) lo interpreta e lo gestisce: analizza i mercati, formula le decisioni più adeguate e
verifica i risultati ottenuti dall'impresa con le sue politiche di mercato.
Si tratta di una disciplina multiforme. Definizione 1* richiama alcuni concetti base:
1. marketing è l'orientamento complessivo dell'impresa; è una logica di impresa in grado di orientarne le
attività al mercato in modo completo e consapevole (non è solo una funzione organizzativa!). È utile
affinché l'impresa abbia nel mercato e nelle sue esigenze il punto di riferimento principale.
2. marketing è una disciplina di impresa con caratteristiche interdisciplinari: per conoscere il mercato
occorrono conoscenze economiche ma anche sociologiche, psicologiche, quantitative, statistiche,
informatiche, ambientali. Questo perché il mercato è influenzato da fenomeni complessi che devono essere
interpretati tramite conoscenze e sensibilità adeguate.
3. le azioni di marketing vengono suddivise in 2 componenti: di carattere conoscitivo (individuazione e
comprensione analitica ambiente e mervato) e di tipo strategico e operativo (predisposte decisioni e atti per
raggiungimento obiettivi prefissati)
4. il marketing gestisce le relazioni tra gli attori che compongono il mercato, in particolare quelle con i
clienti, per ottenere vantaggi concorrenziali e un migliore risultato economico.
assumono peso maggiore nei mercati con forte concorrenza → modo di sviluppo
5. Relazioni con i clienti
del marketing relativo → non ci sono attività di marketing ottime o pessime in assoluto, ma solo
migliori/peggiori rispetto ai concorrenti. Le modalità più idonee per un vantaggio competitivo si possono
comprendere solo riferendosi al settore
6. oltre al mercato, occorre conoscere anche le caratteristiche, le capacità e le potenzialità dell'impresa
7. le decisioni di marketing vengono classificate in base alla rilevanza, alla difficoltà e al rischio;
distinguiamo marketing strategico (=decisioni con impatto nel lungo periodo, corrette o meno in base a
successo o insuccesso impresa) e marketing operativo (=attua le decisioni prese a livello strategico
utilizzando al meglio il cosiddetto marketing mix (strumenti e tecniche)
8. relazione col mercato deve essere impostata e condotta con continuità. L'impresa ha successo se ha un
posizionamento distintivo (risponde con attenzione soddisfando i clienti meglio dei concorrenti) e se l'offerta
è caratterizzata da eccellenza esecutiva nella quotidianità delle relazioni con il mercato
9. obiettivo ultimo del marketing → gestione dei processi di generazione del valore per stakeholder e
società → attenziona al valore dell'output (progettazione, realizzazione, distribuzione, acquisto, uso e
dismissione)
10. marketing è metodo, rigore e contemporaneamente inventiva, creatività (intuito + rigore di analisi e
decisione)
11. rigore nei comportamenti dell'impresa vs mercato deve accompagnarsi a equilibrio, correttezza (rischio
→ generare condizione positiva
di eccedere) e atteggiamento responsabile, nella logica della sostenibilità
per mercato e impresa → “etica di marketing”
1.2 L’EVOLUZIONE DEL PENSIERO E DELLA PRATICA DI MARKETING
Marketing → continua evoluzione. >to market=portare al mercato → relazione con i commerci,
collegamento con attività e relazioni di scambio. Strumenti di marketing come la pubblicità risalgono ai
tempi della civiltà greca e romana, ma le prime imprese modernamente organizzate in cui si intravedono
forma iniziali di un orientamento di marketing nascono solo con la Rivoluzione Industriale.
Le prime forme codificate di marketing (sul piano applicativo e su quello teorico) appaiono all'inizio del '900
in modo più puntuale negli anni '30 → affermazione tecniche di massa x
negli Stati Uniti e si compiono
eccesso domanda rispetto all'offerta determinato da incrementi nel reddito disponibile. (lavoro di stampo
tayloristico) Tecniche di produzione di massa → prodotti standardizzati e non sempre adatti ai gusti dei
clienti → necessità di riorientare processo produzione-consumo garantendo al consumo-mercato un
maggiore rilievo. Dopo la Grande Crisi (1929), le imprese iniziano ad interrogarsi su come rivitalizzare
rapporto con mercato: non basta più produrre, serve individuare necessità prima della fase produttiva.
teoriche di marketing: “Teoria della concorrenza monopolistica” (E. Chamberlin,
Prime concettualizzazioni
1936) → vengono citate alcune leve di marketing (spese di vendita e pubblicità) come modalità per
ottenere vantaggio sui concorrenti. (Concorrenza monopolistica = via intermedia monopolio/concorrenza
perfetta). Il marketing si sviluppa in modo completo in ambienti economici dove la concorrenza tra imprese
è molto forte; una delle sue finalità è la capacità di generare condizioni di isolamento monopolistico, quindi
di un vantaggio concorrenziale.
Il marketing assume una connotazione di tipo manageriale solo negli anni '60. Si fonda su principi di analisi,
pianificazione e controllo delle attività; si possono così definire principi normativi e regole di comportamento
che si concretizzano nella pianificazione delle attivitàe nell'assunzione di decisioni razionali. Il marketing
diventa così il campo di intervento deputato della differenziazione dell'offerta e il marketing mix costituisce
gli strumenti che la possono attuare.
ITALIA: qui nasce qualche anno dopo a causa di autarchia, fascismo e conflitti mondiali che hanno in parte
interrotto lo sviluppo industriale italiano. Solo nei primi anni '60 ci si pone il problema di come gestire le
relazioni con il mercato (le imprese statunitensi se lo erano poste anni prima!); la struttura del sistema
industriale italiano però non ha favorito l'applicazione di una logica manageriale. Si tendeva a privilegiare
logiche gestionali basate sull'interpretazione individuale dei mercati piuttosto che affidarsi ad una disciplina
ritenuta “di importazione” e scarsamente idonea. Il boom economico degli anni '60 garantì inoltre un
periodo di intensa crescita a molte imprese, in una situazione di totale indipendenza dall'applicazione di
logiche gestionali di tipo manageriale. In generale però le imprese italiane si avvicinarono al marketing
approfittando dell'esperienza già sviluppata in altri contesti (multinazionali estere vedevano Italia come
mercato di sbocco e vi applicavano tecniche di marketing). Il contributo degli studiosi italiani (ed europei) è
stato significativo su 2 versanti: da un lato il marketing si inserì nel contesto degli studi dell'economia di
azienda, dall'altro si è arricchito e completato con gli studi di economia industriale e analisi di settori tra cui
primeggia quello distributivo e lo studio dei rapporti industria-distribuzione. Non fu così una semplice
trasposizione nella realtà italiana, ma si arricchì di autonomia concettuale ed originalità. Esiste poi un
“marketing all'italiana” tipico di molte PMI che necessita di una maggiore presa di coscienza da parte di
imprenditori e manager e di un po' di “promozione del marketing italiano”.
1.3 PRESUPPOSTI E OBIETTIVI DEL MARKETING
Il marketing si fonda su un ampio insieme di presupposti:
- 1° è legato alla DOMANDA che si origina da consumatori e clienti: con l'evoluzione della domanda,
l'impresa deve affinare le sue capacità di lettura e interpretazione del mercato + generare elementi di
differenziazione concorrenziale volti all'incremento del valore per il cliente
- 2° è la CONCORRENZA: più è intensa, più è indispensabile una gestione guidata dal marketing e le
azioni di marketing sono visibili (nuovi prodotti o proposte commerciali, campagne promozionali e
Un “marketing latente” serve però anche in condizioni concorrenziali statiche proprio per
pubblicitarie).
determinare una forza innovativa, di cambiamento e migliore interpretazione dei mercati.
- 3° presupposto rintracciabile nella presenza di continue CONDIZIONI CHE PROVOCANO situazioni di
CAMBIAMENTO → stimolo allo sviluppo del marketing; può avvenire congiuntamente nelle imprese e nei
mercati. Il marketing deve far sì che il cambiamento non allontani imprese e mercato, sfruttando al
massimo i punti di contatto.
“Finestre strategiche” = opportunità visibili ma di breve durata che si presentano all'impresa che deve
essere nelle condizioni di poterle cogliere per evitare che si “chiudano” rendendo difficile il forzare
l'ambiente alla ricerca di nuove opportunità. Se vengono colte dai concorrenti, l'immobilismo dell'impresa
trasforma l'opportunità del passato in una minaccia per presente e futuro. Come nascono queste finestre
strategiche? Dai consumatori e i loro comportamenti di acquisto (gusti ed esigenze si evolvono); dalla
di prodotto e di processo (potenziale innovativo → nuovi prodotti e migliori processi produttivi);
tecnologia
dall'evoluzione del sistema distributivo (incide su vicinanza domanda e offerta e sulle possibilità di definire
e trasferire il valore economico al cliente).
Presupposti del marketing determinano presa di coscienza da parte dell'impresa sulla necessità di un
intenso orientamento al mercato. Sono riassumibili nelle condizioni di incertezza, instabilità e complessità
→ più l'ambiente ha queste caratteristiche, più l'impresa deve conoscerlo ed agire cercando di ottenere le
migliori performance possibili. Il marketing si colloca così in una posizione centrale nell'ambito dei processi
decisionali e manageriali delle imprese moderne → non può esserci differenza tra obiettivi di impresa e
obiettivi di marketing. Il valore per impresa e cliente che la gestione di marketing dovrebbe generare è il
valore economico → obiettivo primario, poi anche obiettivi specifici (riconducibili ad esso):
• continua ricerca della soddisfazione “customer satisfaction” → ha una correlazione positiva
del cliente -
con la business performance. Più la c.s. è alta, maggiore è il ritorno sul capitale investito (ROI) e più
elevato è il tasso di crescita della quota di mercato (anche se non è l'unico fattore che incide sulle
performance dell'impresa).
Customer satisfaction (cliente si affiderà all'impresa dalla quale ha ottenuto risposte positive e sarà
disposto a pagare un prezzo superiore rispetto ad un altro concorrente perché riconosce di avere una
garanzia di risultato positivo) → a costi minori (non deve più convincere il cliente all'acquisto dispiegando
tutte le sue capacità di offerta) e a prezzi superiorii → maggiori volumi di vendita nel lungo periodo (elevati
tassi di riacquisto) → maggiore redditività. Cliente soddisfatto induce l'impresa a ricercare continuamente
nuove modalità per soddisfarne le esigenze, che sono in costante evoluzione → l'impresa persegue così
“consigliano”).
una logica di innovazione e differenziazione continua dell'offerta (clienti
Inoltre, l'impresa ottiene vantaggio anche dal passaparola del cliente che con esperienze positive convince
altri consumatori alla prova → comunicazione o “word of mouth” : credibile e a costo 0 per l'impresa. Il
cliente ha poi un'immagine positiva dell'impresa che va oltre il singolo prodotto, permettendo così una più
facile accettazione delle novità da essa offerte → “estensione della fiducia” che aiuta processi innovativi.
Da tutto ciò deriva una continua possibilità di crescita per l'impresa. Migliore è la performance, più elevato è
il valore economico dell'impresa stessa.
CUSTOMER SATISFACTION (obiettivo qualitativo) → CUSTOMER RETENTION (trattenimento) →
CUSTOMER LOYALTY:
• ottenimento di un vantaggio competitivo duraturo e difendibile*
• perseguimento d
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.