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Marcatori tumorali Appunti scolastici Premium

Appunti di Metodologia Clinica del prof. Nassi sui Marcatori tumorali: markers tumorali, Caratteristiche teoriche ideali, classificazione operativa, i fluidi biologici, la specificità tissutale, Eventi fisiologici e abitudini voluttuarie, Patologie non tumorali (malattie benigne), Manovre diagnostiche.

Esame di Metodologia Clinica docente Prof. A. Nassi

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QUANDO USARE I MARKERS

TUMORALI

Screening

• : i markers tumorali hanno

sensibilità e specificità limitate.

Non devono quindi essere usati in programmi

di screening di massa.

In alcuni casi i markers possono essere usati

per screening di popolazioni selezionate con

maggior rischio di tumore.

- AFP nell’epatopatia cronica evolutiva

- PSA nei maschi adulti dopo i 60 anni

Marker del carcinoma

della prostata

PSA < 4 ng/ml Soggetti normali

PSA 4 10 ng/ml Ipertrofia prostatica

PSA > 10 ng/ml Tumore prostata

• PSA ( Antigene Prostatico

Specifico)

E’ un marcatore specifico della

prostata ma non del tumore

prostatico in quanto può elevarsi Il PSA nel siero può essere legato o in forma

anche in caso di ipertrofia libera (FPSA libero), e la somma delle due forme

prostatica benigna. costituisce il PSA totale (TPSA).

Il dosaggio del PSA è utile per la Il dosaggio del PSA è molto utile per il rilievo di

diagnosi di tumore prostatico, in ripresa di malattia e per controllare l’andamento

associazione con l’esplorazione della terapia.

rettale e l’ecografia.

QUANDO USARE I MARKERS

TUMORALI

Diagnosi di tumore primitivo

• : generalmente i

markers tumorali non possono essere di aiuto

diagnostico per la limitata sensibilità e

specificità. Fanno eccezione alcuni markers

dotati di alta specificità tissutale che possono

essere usati in alcune particolari patologie.

Metastasi a partenza ignota (sede di

• origine): nella ricerca della sede di origine di

matastasi a partenza ignota l’uso dei markers

può essere utile solo nel caso di tumori

secernenti tessuto specifici.

Marker del carcinoma della

mammella

Antigene carboidrato 15-3 (CA 15-3): associato a tumore mammario avanzato.

 Dosaggi ripetuti nel tempo sono utili per il riconoscimento precoce di ripresa di

malattia e di risposta al trattamento.

Valori falsamente positivi possono essere causati da patologie reumatiche. Lievi

incrementi anche in tumori benigni mammella.

MCA (antigene carboidratico mucoso): in grado di predire la ripresa di malattia

 con anticipo diagnostico rispetto al riscontro clinico o strumentale. Questo si

verifica nella maggior parte delle pazienti che sviluppano metastasi viscerali,

mentre nel caso delle recidive loco-regionali il marcatore si positivizza solo in un

numero più limitato di pazienti (circa il 25-30%).

TPA (antigene polipetidico tissutale): aspecifico, ritrovato anche in altre

 neoplasie e stadi flogistici acuti o patologie benigne di tratto gastroenterico e

fegato.

TPS (polipeptide tissutale specifico): insieme al TPA ed il Cyfra 21.1 sono tra le

 citocheratine più utilizzate come marcatori oncologici. La concentrazione di

queste sostanze nel sangue è proporzionale alla massa del tumore e alla sua

aggressività.

Idrossiprolina urinaria e Osteocalcina plasmatica:

 sono marcatori di metabolismo osseo

QUANDO USARE I MARKERS

TUMORALI

Tumore primitivo già diagnosticato

• : in questo caso il

dosaggio dei markers deve essere fatto per:

- Avere un valore basale prima della terapia;

- Avere indicazioni indirette sulla estensione della

malattia (i valori ematici dei markers sono

proporzionali alla massa del tumore)

- Avere indicazioni aggiuntive circa l’istotipo per i

tumori nei quali diversi istotipi producono

markers diversi;

- Avere indicazioni prognostiche aggiuntive.

QUANDO USARE I MARKERS

TUMORALI

Monitoraggio a breve termine dopo la

• terapia primaria:

- Livelli elevati persistenti dopo una

terapia ritenuta radicale (es. chirurgia)

suggeriscono la possibile presenza di

malattia occulta, residua o disseminata;

- Riduzione dei livelli possono indicare

la capacità del tumore di esprimere il

marker;

Monitoraggio a lungo termine (follow up) dopo la

• terapia primaria:

- L’incremento di un livello di un marker tumorale può

suggerire la ripresa della malattia;

- L’incremento del livello del marker può precedere di

parecchi mesi l’evidenza clinico/strumentale della

ripresa della malattia;

- Nel caso di neoplasie curabili in fase avanzata il

marker può incidere in modo critico sulle decisioni

cliniche.

Monitoraggio della terapia nella

• malattia avanzata

: i markers sono

indicatori di risposta o di fallimento

della terapia.

UTILIZZO DEI MARCATORI TUMORALI

Nella diagnosi precoce e/o nello screening di massa nessuno dei marcatori

tumorali oggi in uso presenta caratteristiche idonee a questa funzione.

Nella diagnosi differenziale , in questo campo i marcatori tumorali hanno

apportato una notevole agevolazione per il medico curante in associazione

con altre metodiche diagnostiche.

Sono di valido aiuto per una diagnosi differenziale in pazienti in cui si

sospetta la presenza di neoplasia, anche con sintomatologia non ben

definita.

Nella caratterizzazione biologica della neoplasia : lo studio dei marcatori

tumorali è importante per completare il quadro per la definizione di isotipo,

in collaborazione con l'anatomo patologo si può ricercare il marcatore su

cytosol o tessuto.

Il valore del marcatore contribuisce alla stadiazione e alla prognosi e quindi

risulta indispensabile per determinare l'opportuna strategia terapeutica.

Nel monitoraggio : questo è il caso in cui è più usato il marcatore tumorale

ed è il ruolo più importante di tali indagini cliniche.

L'utilizzazione dei Markers tumorali è richiesta in occasione di casi pre e

post operatori, durante le relative terapie radio o chemio e nei casi in cui si

sospetta la possibile formazione di metastasi.

Associazione marcatore-neoplasia

Neoplasia mammaria: CEA, fosfatasi alcalina,

γ-GT, CA 15-3.

Neoplasia prostatica: PSA

Neoplasia dell’ovaio: CA 125

Neoplasia del colon-retto: CEA

Neoplasia del pancreas: CA 19-9 o GICA

Neoplasia polmonare: CEA, PAG, calcitonina.

Neoplasia epatica: CEA, α-fetoproteina, γ-GT.

Neoplasia tiroidea: CEA, calcitonina

Localizzazione prima scelta seconda scelta

CERVELLO NSE, TK, TPA CEA (metastasi)

IPOFISI hPrl (prolattinoma)

hGH (agromegalia)

ACTH (S.Cushing)

NEUROBLASTOMA NSE, LDH, ferritina, Gangliosidi (GD2)

DISTR.CERVICOFACCIALE CA19-9, CA50, TPA, TA 4

ED ESOFAGO

TIROIDE : - C. MIDOLLARE Calcitonina, CEA, NSE, TPA

- C. FOLLICOLARE hTG, CEA, TPA

- C. INDIFFERENZIATO CEA, TPA

PARATIROIDI PTH

MAMMELLA CA15-3, MCA, CEA, TPA, CA549 CA50, NSE, B2Micr., SP1

POLMONE e BRONCHI

- ADENOCARCINOMA CEA, CA19-9, TPA Ferritina

- SQUAMOSO EPIDERM TPA, Ferritina, TA4

- MICROCITOMA TPA, NSE

STOMACO CA19-9, CA50, CA125, CEA, TPA CA72-4, TAG72 B2micr., NSE, AFP, CKBB, Gastrina, Aldolasi

FEGATO - C. EPATOCELLULARE AFP, TPA, 5 NT B2micr:, ca50, ca19-9

- METASTASI T. PRIMITIVI CEA, TPA CA125, BhCG, Ferritina

- EPATOBLASTOMA CEA, TPA

VIE BILIARI CA50, CA19-9, TPA CA125

C.CIRROSI CEA, CA19-9, CA125, TPA AFP, CKBB, CA50

COLON RETTO CA19-9, CA125, CEA, CA195, TPA B2micr:, CA50, CKBB

PANCREAS CA19-9, CA125, CEA, CA195, TPA CA50, NSE, CKBB

ISOLE LANGHERANS Insulina, Glucagone

SURRENE ACTH, Cortisolo

Localizzazione prima scelta seconda scelta

FEOCROMOCITOMA NSE, Catecolamine, VMA

RENE CA50, B2micr:, TPA ur., Ferritina CEA, CA19-9, Aldolasi

VESCICA CA50, B2micr:, TPA ur., CA19-9 CEA, SP1

PROSTATA PSA, PAP, TPA, F.Alcalina, 5 NT CA50, CKBB, Aldolasi

TESTICOLO

- A. NON SEMINOMATOSO BhCG, AFP, TPA SP1, LDH

- A. SEMINOMATOSO BhCG, TPA

UTERO - ENDOMETRIO CA50, CA125, CA19-9, CEA TPA, B2micr., Aldolasi

- CERVICE CEA, TA4

OVAIO - T. MUCINOSI CEA, CA19-9 CA50, TPA, SP1

- T. EPITELIALI CA125, CEA, CA72-4

- T. CEL. GER. (Coriocarcinoma) AFP, BhCG

- SENO ENDODERMICO AFP

TROFOBLASTO CEA, BhCG, TPA

LINFOMA NON HODGKIN B2micr., T-K, Ferritina IgA, IgG, IgM, IgE

MALATTIA DI HODGKIN T-K, TPA

LEUCEMIE T-K, B2micr., TdT, Ferritina TPA, IgA, IgG, IgM, IgE

METASTASI OSSEE Idrossiprolina, Osteocalcina, Fosf. Alcalina, 5 NT

NEOPLASIE - N. EPITELIALI Acido Sialico, TPA

- N. MESENCHIMALI Acido Sialico, TPA

alfa-fetoproteina (AFP)

• in condizioni normali è prodotta solo nel sacco

vitellino e dagli epatociti fetali e in misura minore

dalle cellule del tratto gastrointestinale e renali

fetali

• AFP aumentata può essere rilevata in pazienti con

epatocarcinoma primario o con tumori delle cellule

germinali derivate dal sacco vitellino

• Può essere lievemente aumentata anche durante la

gravidanza o a seguito di patologie benigne del

fegato

Determinanti antigenici

embrionali rivelati con anticorpi

monoclonali

• CA19-9, CA 50, CA 19-5

– carcinomi del colon, del pancreas ed epatocellulari

• CA 125

– importante nel carcinoma ovarico

– utilizzato anche per il follow up dei tumori uterini e di tumori benigni

come le endometriosi

– a seguito di chemioterapia si può avere una riduzione di questo

marcatore che però non correla con l’andamento del tumore

• CA 15-3

– importante nel tumore della mammella è presente anche in altri

adenocarcinomi: colon,polmone, ovaio e pancreas

– può essere elevato anche nell’epatite cronica, nella cirrosi epatica,

nella sarcoidosi, tubercolosi e il lupus eritematoso sistemico

• CA 72-4

– unico marcatore del carcinoma gastrico

Calcitonina

• ormone peptidico circolante che

aumenta nei pazienti con maggior

turnover del tessuto osseo associato alla

presenza di metastasi ossee.

• si trova elevato in maniera ectopica

anche nei carcinomi broncogenici

• è elevato anche nel carcinoma midollare

della tiroide.

Antigene carcinoembrionario

(CEA)

• glicoproteina con peso molecolare di

circa 200 kDa

• il marcatore più utilizzato per i tumori

gastrointestinali

• si associa con la presenza di metastasi e

con una cattiva prognosi

• ad oggi spesso viene sostituito con i

determinanti carcinoembrionali

monoclonali erb

Oncoproteina p185 (c- B-

2)

• principale marcatore per il tumore della

mammella e dell’ovaio, aumenta nel 25-30% dei

casi

• migliore indicatore prognostico sia per le

recidive che come indice di sopravvivenza

superato solo dalla presenza di linfonodi

positivi

• utile per identificare quelle pazienti che

risponderanno meglio ad alte dosi di

chemioterapia adiuvante

CYFRA 21-1

• frammento della citocheratina 19

• un aumento indica cattiva prognosi nel

caso di carcinoma a cellule squamose del

polmone

Gonadotropina corionica

(hCG)

• livelli elevati di questo ormone si trovano nei

tumori trofoblastici, nel coriocarcinoma e nei

tumori testicolari.

• aumento della subunità beta può essere indice

di metastasi da coriocarcinoma anche se la

concentrazione della forma integra non cambia

• la subunità beta può essere indice di cancro

uroteliale, mentre la alfa di tumore endocrino

del pancreas

Enolasi neuro-specifica

• subunità gamma di un isoenzima enolasi della

via glicolitica, presente soprattutto nei

neuroni e nelle cellule neuroendocrine

• livelli elevati si trovano nei tumori di origine

neuroendocrina

• è un marcatore specifico del tumore del

polmone a piccole cellule utile nel monitorare

la risposta alla terapia e la presenza di

recidive

Peptide associato all’ormone

paratiroideo

• aumenta nella maggior parte dei pazienti con

ipercalcemia associata a cancro

• può essere utile nella diagnosi differenziale di

ipercalcemia associata a tumore rispetto a

quella dovuta a iperparatiroidismo, sarcoidosi,

intossicazione da vitamina D

• pazienti con ridotta funzione renale possono

avere un aumento di questo peptide anche

senza la presenza di neoplasie

Antigene prostatico

specifico

• marcatore tumorale maggiormente specifico

• non discrimina sempre le formazioni benigne

da quelle maligne. A questo proposito è utile

misurare la percentuale di PSA libera che è

maggiore nelle formazioni benigne

• deve essere monitorato il suo andamento nel

tempo

• è utilissimo per la rivelazione di metastasi o di

recidive dopo asportazione chirurgica della

prostata

Antigene polipeptidico tissutale

(TPA)

• mix di citocheratine epiteliali a basso peso molecolare

• abbondante nelle cellule in mitosi, molto meno nelle

cellule in interfase, è un buon indicatore di

proliferazione cellulare

• è sensibile ma non specifico

• in associazione con altri marcatori, soprattutto il CEA,

serve per monitorare diversi tumori epiteliali:

mammella, colon-retto, ovaio, vescica e polmone.

• è utile per discriminare tra colangiocarcinoma

(positivo) e carcinoma epatocellulare (negativo).

•Il CEA (Antigene Carcino-Embrionale) è presente nel siero durante la vita

fetale per poi scomparire quasi del tutto nella maggior parte degli individui

adulti.

•È ritenuto il marcatore più idoneo delle neoplasie maligne del tratto

gastroenterico, senza tuttavia essere un marker con caratteristiche ideali.

•Oltre il 50% dei pazienti con cancro del colonretto presentano valore del

CEA normale, inoltre è possibile avere livelli di CEA abnormi (superiori a 5

ng/ml) in patologie non neoplastiche come malattie infiammatorie del

colonretto, malattie epatiche croniche (90% dei casi) o acute (15% dei casi),

o in assenza di condizioni patologiche specifiche come nel caso dei

fumatori.

•l CEA non è pertanto utilizzabile come test di screening in persone

asintomatiche;il suo ruolo è da collocarsi nel follow up oncologico. Per

esempio, una elevazione del CEA in paziente operato di cancro del colon-

retto è predittiva di recidiva neoplastica.

Antigene carcinoembrionale (CEA)

Valori normali inferiori a 2.5 ng/ml

3. Monitoraggio del trattamento chemio e radioterapico


PAGINE

65

PESO

1.06 MB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - durata 6 anni)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Nassi Antonio.

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