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Manuale di semiotica

Comunicazione

1° assioma della comunicazione: Non si può non comunicare, ossia significare. Ogni cosa ha un senso e diffonde informazioni su di sé, ha un aspetto che viene interpretato. Le cose ci appaiono sensate perché le interpretiamo secondo determinate etichette.

La comunicazione è la trasmissione di messaggi da emittente a destinatario.

Significazione = ricchezza di senso: Ogni comportamento è possibile fonte di comunicazione. La significazione è la trasmissione di comunicazione operata dal destinatario (emittente assente o virtuale) che decide di riconoscere un segno e lo interpreta applicando determinate regole.

Abduzione

Abduzione: Ragionamento semi-logico con cui il destinatario costruisce regole ipotetiche e le attribuisce a ciò che percepisce per affibbiare un senso alle cose. La significazione caratterizza anche la comunicazione.

Significazione: È il destinatario che decide di considerare qualcosa come messaggio - riconosce la ricchezza di senso delle cose e ne abduce il significato (interpreta tramite regole ipotetiche) e gli attribuisce rilevanza rispetto alla realtà.

Si può fare comunicazione manipolando la significazione (packaging): modifica l'aspetto esteriore, il destinatario non percepisce più ciò che l’oggetto è, ma percepisce ciò che l’emittente (chi ha modificato l’aspetto) vuole comunicare.

Informazione: La capacità di ridurre l’incertezza sullo stato del mondo. Può essere ridondante (eccessiva info) o ellittica/implicita (taciuta in parte perché logica).

Ricezione: Atto (non passivo) con cui un messaggio o testo è fatto proprio (vi si attribuisce un senso, interpretazione) da un essere umano o dispositivo (destinatario). L’emittente realizza un tentativo di comunicazione, ma solo il destinatario la realizza.

Elemento essenziale della comunicazione, ci deve essere, al limite anche virtuale (voce di uno che grida nel deserto) o come auto-ricezione (opere d’arte: l'autore è il primo ricettore del suo lavoro).

Il ricettore definisce e contestualizza il messaggio: atto semiotico fondamentale = comprensione di un messaggio, non tramite assegnazione di regole generali, ma tramite confronti e rilevazione (meraviglia) di differenze.

Produzione segni: Manipolazione e realizzazione di simboli che per loro natura chiedono di essere interpretati. Lettore modello, ricettore virtuale con un determinato codice; destinatario rappresentato è presente nel testo.

Elementi che misurano la complessità della ricezione:

  • Dimensione: da esclusivamente percettiva (allarme) a elaborativa (testo complesso).
  • Canali: visiva, auditiva, tattile.
  • Codici: iconico, testuale, simbolico.
  • Contenuti: 4 sensi (letterale, anagogico, morale, allegorico).
  • Atteggiamenti del lettore (da succube a resistente).

Fattori: Emittente, messaggio, destinatario.

Messaggio: Oggetto materiale (segnale) che si presta a essere fisicamente spostato da una parte all’altra, sostituto dei contenuti mentali che si vorrebbe poter trasmettere. Il segnale quindi è l’oggetto materiale che costituisce il messaggio.

Canale: Mezzo di contatto fisico tra emittente e destinatario.

Codice: Mezzo di contatto immateriale tra emittente e destinatario.

Contesto: Riferimento al mondo reale.

Funzioni

  • Espressiva (o emotiva): Lo scopo dell’emittente è di comunicare sentimenti, emozioni, ecc.
  • Conativa (o persuasiva): Persuadere il destinatario a fare qualcosa o convincere di una determinata opinione.
  • Referenziale (o informativa): L’emittente si limita a trasmettere o richiedere una semplice informazione; il discorso si rivolge interamente al contesto (es. sono le 8.30).
  • Fatica (o di contatto): Lo scopo è di stabilire un semplice contatto comunicativo, serve per verificare il canale.
  • Metalinguistica: Il discorso verte sulla lingua stessa (il messaggio), sul significato delle parole e sulle sue regole.
  • Poetica: Si concentra sul codice; sfruttare al massimo le possibilità evocative della lingua, valorizza il contesto attraverso una particolare ricerca espressiva.

Segno

Significazione: Riconoscimento di un segno. Un segno è qualcosa che è riconosciuto da qualcuno come indicazione di qualcos’altro, è il livello minimo del senso.

Relazione signica: Segno = significante / significato (relazione sociale culturale); uno non può esistere senza l’altro (solidarietà).

Significato: Concetto, contenuto, insieme di singoli possibili contenuti mentali, di tutti i possibili sensi che quel segno può avere.

Significante: Espressione, entità stabili, fondate su codici e convenzioni culturali, non individuali ma collettive, realtà psichiche condivise. Espressioni diverse che non incidono sul significato, per cui sono pertinenti.

SIM: Si divide il segno in significante e significato per semplificare lo studio della lingua.

Un martello: il significato è la funzione (ciò che serve per martellare), l'espressione è lo strumento (martello o chiave inglese o altro).

Strumento: Similmente collega due insiemi: gli oggetti specifici con le specifiche operazioni che si possono compiere. L’identità degli strumenti linguistici consiste nella loro funzionalità comunicativa.

L’identità degli strumenti semiotici non è nell’aspetto concreto ma nel senso dato che non sono oggetti materiali ma costrutti psichici. Uno stesso significante può avere diverso significato, o viceversa (vigile e semaforo).

Interpretante: Entità (strumento: parola o indicazione) utilizzata dall’interprete per esprimere il segno rilevato, o almeno alcune proprietà semantiche.

Interprete: Chi costruisce la relazione signica e coglie il nesso tra significante (rapresentamen) e significato. L’interprete utilizza l’interpretante per cogliere il segno.

Gli oggetti non significano alcunché finché non sono percepiti e diventano unità culturali. La semiosi (produzione e circolazione del senso) inizia quando un interprete crea un nesso tra un’espressione e un contenuto. L'interpretante è a sua volta un rapresentamen che richiede un interpretante e così via; semiosi illimitata: ogni segno suggerisce qualcosa al segno successivo. Cultura: pratica della semiosi illimitata.

Pertinenza: Scelta di ciò che bisogna mettere in evidenza.

Peirce

Un segno (o rapresentamen) è qualcosa che sta a qualcuno (interprete) per qualcosa (contenuto, significato) sotto qualche aspetto o capacità (pertinenza). Il segno articola due elementi che con la loro relazione reciproca stabiliscono la funzione semiotica.

Classificazione dei segni

  • Iconici: Tra rapresentamen e oggetto vi è una somiglianza oggettiva, con un certo margine di convenzione, dato che la somiglianza è relativa alla società in cui è usata (figure, onomatopee). Sono organizzate secondo un principio analogico riconosciuto (anche se magari prodotte in digitale).
  • Indicali: Tra rapresentamen e oggetto vi è una contiguità fisica (traccia o calco): es. indice (segno fisico dell’oggetto che rappresenta – indicazione) o firma (traccia della presenza fisica di chi firma) o impronta digitale o bandierina del vento. Anche questi sono relativi alla società in cui sono utilizzati. Può essere utilizzato per mentire, ma di base gli indici sono considerati fonti di verità. L’enunciazione è un indice importante.
  • Simbolici: Nessuna rapporto determinato tra rapresentamen e oggetto, ma solo relazione simbolica e arbitraria, senza la quale non vi sarebbe nessun legame. Si basa su codici, ossia liste di accoppiamenti tra significanti e significati (1 a 1). L’arbitrarietà rende possibile rappresentare negazioni.

I codici sono in genere ridondanti e solo parzialmente utilizzati per combattere il rumore.

Arbitrarietà:

  • Verticale: Significante e significato sono legati solo in maniera storica e contingente.
  • Orizzontale: In un sistema simbolico i significanti e i significati servono solo a differenziarsi reciprocamente.

Denotazione: Rapporto tra significante e significato è chiaro.

Connotazione: Il significante richiama significati più ampi e vaghi. La denotazione è parte della connotazione.

Secondo la semiotica, la connotazione è un effetto di una configurazione della relazione segnica, ossia quando un segno normale (denotativo) diventa significante di un nuovo segno connotativo (es. nonnina in pubblicità). Molto evidente la componente ideologica.

Metasegni: Il segno diventa il significato di un altro segno. Aspetto dichiarativo della comunicazione – veicola i contenuti della comunicazione – realizzato da segni arbitrari.

Aspetto relazionale – aggiusta i rapporti fra interlocutori – segni indicali o iconici.

Strutture

Il funzionamento di ogni elemento della comunicazione non dipende solo da come è costituito, ma dal suo rapporto con altri elementi.

Due relazioni orizzontali:

  • Relazione sintagmatica: Ogni elemento è legato agli altri cui è congiunto (vicinanza spaziotemporale); asse del processo = serie degli elementi congiunti che si oppongono fra loro per categorie e si pongono a vicenda dei vincoli – rappresentabile da percorso a caselle.
  • Relazione paradigmatica: Tra elementi interscambiabili, elementi opposti ma simili che formano l’asse del sistema - rappresentabile da percorso a ramificazione (rapporto associativo).

Gli assi del sistema e processo (con le loro possibilità e negazioni) organizzano le strutture comunicative tenendo conto delle esigenze della società in cui sono inserite, piano del significato e del significante (piani in cui valgono le relazioni sintagmatiche e paradigmatiche).

Ulteriore articolazione: Ognuno dei due piani si costituisce di sostanza (materia linguistica) e forma.

  • Sostanza dell’espressione: Voce articolata – i pigmenti utilizzati in un dipinto.
  • Forma dell’espressione: Fonologia, sintassi di una lingua.
  • Sostanza del contenuto: Modo di pensare.
  • Forma del contenuto: Schema lessicale.

Piani conformi: Per ogni unità del piano dell’espressione vi è un’unità del piano del contenuto - se così non è piani biplanari, accade se i piani sono organizzati secondo unità di dimensioni diverse.

Simbolico o semi-simbolico: i due sistemi hanno in comune parte dell’organizzazione.

I sistemi linguistici sono biplanari, hanno una doppia articolazione: espressione e contenuto si compongono di unità di dimensioni diverse.

  • Espressione: Monemi (parole) fonemi (lettere).
  • Contenuto: Lessemi o sememi (realizzazioni concrete che assumono valore all’interno del testo in cui sono inserite) semi (componente minore).

Cambiamenti di suono hanno effetto sul fonema ma non sul lessema.

Tratti pertinenti: Differenze tra i vari fonemi simili (p/b).

Studio del significato

Semantica:

  • S. filosofica: Valori di verità del segno rispetto al mondo.
  • S. cognitica: Punto di vista psicologico sul legame tra significato dei segni e loro comprensione.
  • S. semiotica: Ricerca di un metodo per la descrizione del piano del contenuto dei linguaggi; il segno è una selezione di parte del piano del contenuto, significato come unità culturale; queste unità culturali vengono studiate nella loro organizzazione. Campo molto variabile, dato l’illimitato numero di significati attribuibili, ogni spiegazione è relativa.

Per determinare il significato di un segno, lo si deve scomporre in fattori minimi, riconoscendogli un’organizzazione.

S. strutturale: Non si parte da un lessema, ma vi si arriva elementi minimi del contenuto.

SEMI

Hanno natura strutturale. Sono operatori di differenza con valore relazionale, sono identificati sulla categoria semantica, perché costitutivi di una determinata cultura.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Facchetti Giulio.
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