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«Manuale di semiotica»

Ugo Volli - Riassunto

1. COMUNICAZIONE – COMUNICAZIONE /

SIGNIFICAZIONE • ABDUZIONE: Noi costruiamo delle regole ipotetiche per

spiegare quel che accade e le applichiamo ai casi che

stiamo esaminando

Messaggio /

Emittente Destinatario ↓

testo Nota: Sulla base che tutto ciò che accade abbia senso

> TRE MODI POSSIBILI IN CUI PUO’ VERIFICARSI COMUNICAZIONE: > TRE CONCETTI IMPORTANTI:

COMUNICAZIONE

COMUNICAZIONE FORMULAZIONE DI

SIGNIFICAZIONE

IN SENSO STRETTO INFERENZE • Diffondere informazioni su di se

• Emittente • Emittente non- • Non c’è SIGNIFICAZIONE

intenzionale intenzionale emittente • Destinatario ricostruisce intenzione emittente → Interpreta

• Ricevente • Ricevente • C’è interpretante messaggio → Reagisce messaggio

intenzionale intenzionale • Nota: Caratterizza meccanismi che rendono possibile

comunicazione

(interpretante) INFORMAZIONE

• Capacità di ridurre incertezza sullo stato di cose

1.3.RICEZIONE

RICEZIONE

• Atto con cui un certo messaggio/testo è fatto proprio da un destinatario/ricettore/ricevente

• È il punto di partenza del complicato processo di interpretazione

• È l’atto decisivo della comunicazione

• Nota: Ci può essere comunicazione senza emittente ma non può esserci comunicazione senza ricezione (= senza

destinatario)

• Senza ricezione effettiva si può solo avere tentativi di comunicazione

ATTO SEMIOTICO FONDAMENTALE: Consiste nella comprensione del senso, non nella produzione di segni

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (1)

1. EMITTENTE

Schema di

Jakobson: 2. CONTATTO (Canale)

3. MESSAGGIO

4. CODICE

5. CONTESTO (Contenuto)

6. DESTINATARIO

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (2)

EMITTENTE: • Formula ed emette il messaggio

Deve avere • Obiettivi del suo messaggio

ben chiaro: • Natura del soggetto a cui si vuole rivolgere

• Modalità di costruzione del messaggio deve tenere conto di:

• Influenza che vuole esercitare su destinatario

• Stato conoscenze che si prevedono comuni

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (3)

CONTATTO / Canale • È il mezzo attraverso cui avviene comunicazione

• Ci sono 5 canali:

Fonico-acustico 1. Visivo

(parlato) 2. Uditivo

Due tipologie di canale: 3. Gustativo

4. Tattile

Grafico-visivo (scritto) 5. olfattivo

> Es. scrittura: supporto che consente a scrittura di essere visualizzata (supporti cartacei, video, etc…)

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (4)

• È il centro del processo comunicativo

MESSAGGIO • Lega emittente e destinatario

• Costituisce atto sociale di instaurare un contatto

CONTENUTO: è condizionato da obiettivo della comunicazione

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (5)

• È il sistema di segni mediante il quale

CODICE di formula e si comprende il messaggio

• Deve essere interpretato

• Emittente e destinatario devono usare codice comune per comprendersi

> Esempio di codice → Linguaggio: Insieme di regole > Diversi tipi di codici:

• Grafico

(codice più complesso di cui disponiamo • Sonoro

• Gestuale

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (6)

CONTESTO / • Ambito in cui viene prodotto il testo

• Argomento o oggetto del messaggio cui l’emittente si

Contenuto riferisce

CONTESTO → REALTA’ «EXTRALINGUISTICA»: Insieme delle condizioni spazio-temporali, sociali, psicologiche

dei soggetti che partecipano all’atto comunicativo

1.4. I FATTORI DELLA COMUNICAZIONE (7)

DESTINATARIO • È colui che è interessato ad assumere il messaggio

Deve essere in grado

di: …Quando ciò non «FALLIMENTO»

• Interpretare messaggio avviene… COMUNICAZIONE!

• Risalire significato che

emittente aveva voluto dare

Nota: Nessun messaggio è efficace se non si considera qualità del destinatario!

> Differenza ricevente-destinatario:

Ricevente → Colui che riceve messaggio anche se non è diretto a lui

1.4. JAKOBSON – LE DIMENSIONI DELLA

COMUNICAZIONE

• Studia organizzazione interna del messaggio

SINTATTICA secondo rapporto messaggio / codice / canale

SEMANTICA • Studia il modo in cui messaggio si rapporta al

suo contenuto/contesto

(messaggio / contesto) • Lega messaggio a emittente e destinatario

PRAGMATICA • Riguarda effetti, modalità di enunciazione, etc…

1.4. LE FUNZIONI DELLA COMUNICZIONE

EMOTIVA Capacità che ogni emittente ha di esprimere sé, i suoi sentimenti, la sua identità nel messaggio

Lavoro che si fa per garantire un contatto

FÀTICA È inerente al canale

Esempio: Diciamo «Pronto» quando rispondiamo al telefono

POETICA Riguarda organizzazione interna del messaggio

Definisce il codice in uso e quindi rapporti con interlocutori

METALINGUISTICA Il discorso verte sulla lingua stessa, sui significati delle parole e delle sue regole

REFERENZIALE Permette al messaggio di mettersi in rapporto con il mondo, di parlare di qualche cosa, definisce il contesto

Si cercano gli effetti sul destinatario → persuadere qualcuno a fare qualcosa

CONATIVA può essere espressa come una supplica, minaccia, suggerimento, osservazione

Nota: Ogni atto comunicativo contiene, almeno in potenza, tutti i fattori della comunicazione e ne comprende

anche tutte le funzioni!

2. SEGNO • VALORE DI UN SEGNO: Viene determinato

SAUSSURE: «Il segno è confrontando il segno stesso con i suoi

un’espressione che rimanda a similari/opposti e con il contesto

un contenuto» SAUSSURE:

• Il valore di un segno è determinato da ciò che

HJELMSLEV: «Il segno è lo circonda

un’entità generata dalla • Sistema linguistico: è una serie di differenze di

suoni combinate con una serie di differenze di

connessione fra espressione e idee

contenuto»

2.1. SIGNIFICANTE E SIGNIFICATO (1)

• Trattare qualcosa come messaggio → attribuirgli rilevanza rispetto alla realtà,

RICONOSCIMENTO supporre he ci sia un contesto cui esso rimanda o si riferisce

DI UN SEGNO: • Azione svolta da destinatario (= decide di considerare certo elemento della

realtà come messaggio)

• È un oggetto a due facce → relazione che lega significante a significato

«SEGNO» • Non è una cosa ma una relazione sociale e culturale!

RELAZIONE • Relazione tra significante e significato

• Quando si instaura → non è più possibile pensare a significato senza suo

SEGNICA significante

2.1. SIGNIFICANTE E SIGNIFICATO (2)

SIGNIFICATO: FUNZIONE

SEGNICA

Espressione Contenuto

• Insieme di tutti i possibili sensi che un segno può (Hjelmslev)

avere

• È un concetto, risultato di una costruzione culturale →

Ci permette di comprendere un certo campo di realtà • Espressione: è tale solo perché è espressione di

• PIRETO: SIGNIFICATO → «Insieme, classe di possibili un contenuto

contenuti mentali» • Contenuto: è visibile e percepibile solo in quanto

contenuto di un’espressione

SIGNIFICANTE:

• Entità dotata di una identità riconoscibile da tutti i Nota:

membri del gruppo → Realtà psichiche condivise • Non si avrà mai «funzione segnica» senza

espressione e contenuto

• Espressione e contenuto non si presenteranno mai

> ENTITÀ SEMIOTICHE: sono costrutti psichici, non senza che tra loro ci sia «funzione segnica»

oggetti materiali!

2.2. L’INTERPRETANTE – PEIRCE (1)

Per parlare di RELAZIONE SEGNICA deve esserci qualcuno in grado di costruire associazione tra

significato e significante!

Gli oggetti reali non significano nulla fino a quando non vengono percepiti come cose

1 autonome → Diventano unità culturali che si possono nominare

La semiosi (processo di produzione del senso) interviene solo quando un interprete

2 istituisce un nesso tra un’unità (→ espressione) e contenuto

Allo schema binario del segno bisogna aggiungere un terzo elemento → INTERPRETANTE (Peirce)

L’INTERPRETANTE – La semiosi secondo Peirce (2)

• «Un segno (rapresentament) è qualcosa che sta a

PEIRCE: qualcuno per qualcosa sotto qualche aspetto o capacità»

«Qualcosa» «Qualcuno» «Qualcosa» La relazione segnica va presa come

«triadica» e non come binaria

Rapresentamen Interprete Oggetto INTERPRETE

«Sotto qualche aspetto o

RAPRESENTAMEN INTERPRETANTE •Colui che coglie relazione tra

capacità» significato e significante

Qualcosa che sta per qualcos’altro → per il suo Qualunque altra rappresentazione riferita allo

oggetto stesso oggetto Il rapresentament sta per l’oggetto solo a

partire da una determinata scelta di pertinenza INTERPRETANTE

Es: Macchia sulla pelle, al medico, sta per Es: La parola «morbillo» (lega sintomo a causa) •Secondo significante →

morbillo è l’interpretante del segno Es: Omino disegnato rappresenta solo alcune evidenzia in che senso un certo

qualità che possiede l’uomo significante veicola dato

significato

•È a sua volta un segno

Non deve necessariamente assumere forma

verbale, può anche essere un’immagine o un Ogni volta che c’è

testo comunicazione/significazione c’è pertinenza (=

scelta preliminare di ciò che ci interessa)

2.3. CLASSIFICAZIONE DEI SEGNI (1)

ICONICI INDICALI SIMBOLICI

Rapresentamen simile al loro Hanno una qualche connessione Hanno relazione arbitraria con

oggetto fisica con il loro oggetto l’oggetto

Similarità di forma tra Rapporto fisico con l’oggetto Motivazione arbitraria e culturale

espressione e contenuto

2.3. e 2.4. Classificazione dei segni – SEGNI ICONICI e INDICALI (2)

SEGNI ICONICI SEGNI INDICALI

RELAZIONE PROCESSO

• Relazione fra segno e oggetto è • Si basa su contiguità fisica, traccia, tra segno e

caratterizzata da somiglianza oggettiva

ICONICA oggetto

SEGNICO

• Ha capacità di significare → • È un segno fisicamente connesso al proprio

L’espressione è sotto un certo aspetto

SEGNO oggetto, riceve senso dal rapporto fisico con tale

INDICE

simile al proprio contenuto oggetto

ICONICO • Es: illustrazioni, ritratti, carte • Es: firma, impronta digitale, fotografia

geografiche

• Proprietà di due figure uguali in tutto ma

non nella dimensione • Anche i segni indicali richiedono un certo

«addestramento» per essere riconosciuti

• Poggia su convenzione (= trascurare rapporto Addestramento

SIMILITUDINE • Sarebbe meglio parlare di «dimensione indicale

dimensionale del segno rispetto a quello predominante», più che di segno indicale

dell’oggetto rappresentato)

• Iconicità del segno visivo si accompagna a un

margine di convenzione

2.5. Classificazione dei segni – SEGNI

SIMBOLICI e CODICI

SEGNI SIMBOLICI CODICI

• Costituiscono il campo della relazione

RELAZIONE • È detta tale quando in sua assenza non vi arbitraria

sarebbe legame tra significante e significato

SIMBOLICA • È arbitrario → Ha solo motivazione storica o • Sono liste di accoppiamenti socialmente stabiliti

SIMBOLO culturale CODICI fra tipi di significanti e tipi di significati

• Es: segni stradali, simboli matematici, linguaggi • Es: semafori → «verde» passare, «rosso»

arrestarsi

> LINGUAGGI UMANITÀ: la loro diversità prova l’arbitrarietà su cui sono costruiti

• Il rapporto tra significante e significato si spiega solo per ragioni storiche

2.6. Classificazione dei segni - ARBITRARIETÀ

ARBITRARIETÀ ARBITRARIETÀ

VERTICALE ORIZZONTALE

In ogni segno arbitrario, significante e In un sistema simbolico i significanti servono

significato sono legati solo in maniera storica solamente a differenziarsi reciprocamente

e contingente

Es: Nel codice dei semafori non esiste nessun Es: Fonemi → Nella lingua devono esserci

legame tra colori e significati suoni che si oppongono tra loro

• Anche con tali cambiamenti di significante il sistema

rimarrebbe lo stesso

SIGNIFICANTI DI SISTEMA DI SEGNI ARBITRARI: Non sono portatori di senso in sé, ma

solo per loro capacità di differenziarsi/opporsi uno all’altro

2.7. Classificazione dei segni – CONNOTAZIONE

e METASEGNI

CONNOTAZIONE METASEGNI

Un segno denotativo originario diventa oggetto di un

DENOTAZIONE metasegno

• Rapporto tra significante e significato è semplice e ben

delimitato METASEGNO

• È effetto di una certa configurazione della relazione segnica

• Il segno denotativo diventa significante di un nuovo segno • Si avvale di certe caratteristiche del significante del

connotativo segno per trasmettere «istruzioni per l’uso» del

segno stesso

CONNOTAZIONE • Es: Tipo di codice che si sta usando in

• Il significante è usato per richiamare significati ampi e vaghi comunicazione (una frase va presa sul serio o no, a

• Es: Foto paesaggio, può indicare che genere letterario appartiene libro)

• Luogo preciso (segno indicale)

• Natura (connotazione)

3.1. STRUTTURE – ASSSE SINTAGMATICO E

PARADIGMATICO

RELAZIONE SINTAGMATICA RELAZIONE PARADIGMATICA

• Lega ogni elemento ad altri che

• Lega elementi contigui potrebbero stare al suo posto (= elementi

simili)

• Es: frase di un testo, • Questi elementi sono opposti ma simili

abbigliamento completo, • Es: sopra una camicia posso mettere una

palinsesto tv giacca, un gilet, un maglione

ASSE DEL SISTEMA

ASSE DEL PROCESSO

→ Organizzano e definiscono risorse culturali e comunicative disponibili in una società

3.2. ESPRESSIONE E CONTENUTO, FORMA E

SOSTANZA (Hjelmslev)

> Doppia articolazione del piano dell’espressione e del contenuto in sostanza e forma

Significante Significato

ESPRESSIONE CONTENUTO

Segno di una sostanza del contenuto Unità che consiste di «forma del contenuto» e «forma

SEGNO dell’espressione»

Segno di sostanza dell’espressione

• Organizzazione puramente razionale di un piano

FORMA • Articola materia sensibile → significazione

• È la materia → «insieme delle abitudini delle società»

SOSTANZA • Supporto variabile che la forma prende in carico

3.3. FONEMI, TRATTI PERTINENTI (1)

La lingua si deve analizzare a due livelli:

PIANO ESPRESSIONE: PIANO CONTENUTO:

• Elementi più piccoli capaci di portare autonomamente • Oggetto a cui corrisponde una parola

significato • Oggetto corrispondente a singolo

• Es: parole grammatica tradizionale

MONEMI LESSEMA / monema

SEMEMA

• Elemento minimo autonomo

• Es: lettere di una parola

FONEMI • Unità più piccole di natura teorica

• Caratteristiche arbitrarie che ogni lingua ha scelto per SEMI

stabilire differenza tra due fonemi

TRATTO • Es: differenza tra p e b

PERRINENTE Elementi minimi autonomi sul piano del contenuto

sono più grandi di quelli dell’espressione

3.3. FONEMI, TRATTI PERTINENTI (2)

• TRE CATEGORIE DI SEMI:

• Grandezze del piano del contenuto delle lingue naturali

SEMI FIGURATIVI • Corrispondono a figure del mondo (esteriorità / interiorità)

• Grandezze che non hanno corrispettivo sensibile → servono per categorizzare relazioni

SEMI ASTRATTI tra elementi

• Es: Relazione/termine; processo/relazione

• Sovrappongono ad altre articolazioni semiche categoria di «euforia/disforia» → Le

SEMI TIMICI trasformano in sistemi assiologici (= rivestono certo valore per soggetto)

> FONEMI: Identificati come «non segni»

• Entrano a far parte di sistema di segni

• Vengono definiti «figure»

> LINGUA: è un sistema di figure che si possono usare per costruire segni, non un puro sistema di segni

(Hjelmslev)

VALORE LINGUISTICO (Saussure)

«Nella lingua non esistono altro che differenze» Saussure

• DIFFERENZE FONICHE: Sono ciò che contano nella parola (non il suono in se stesso) →

Permettono di distinguere parola da tutte le altre

VALORE DI UN • Corrisponde a un concetto, è puramente differenziale

SEGNO: • È definito negativamente rispetto ad altri termini del sistema, non positivamente

Modo più semplice per esprimere valore di un segno è dire ciò che

il segno NON è, ciò a cui è DIVERSO

> PROVA DI COMMUTAZIONE: Permette di operare distinzione Valore del segno è nei due

fondamentale tra forma e sostanza, sia del contenuto che

dell’espressione piani della lingua

• Arbitrarietà del segno si trova in arbitrarietà tra forma-sostanza

3.4. SEMANTICA

• SEMANTICA: Ramo della linguistica che studia significato di simboli, parole, frasi

> TRE FILONI PRINCIPALI: • Un segno è in grado di dire qualcosa rispetto al mondo

SEMANTICA DEI • Significato di un segno → operazione di riferimento a referente

«VALORI DI VERITA» • Obiettivo: Definire condizioni logiche che consentono a enunciato di dire qualcosa sul mondo

«TEORIA DELLA • Obiettivo: Stabilire stretto legame tra significato dei segni-comprensione che abbiamo di essi

COMPRENSIONE» • Viene attivata quando mente umana si trova di fronte a

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.monardo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Ferraro Guido.
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