A – T
NTROPOLOGIA CULTURALE ENTORI
I. C A
ULTURA E NTROPOLOGIA CULTURALE
01 C . A .
ONCETTO DI CULTURA E CONCETTO DI CIVILTÀ NTROPOLOGIA CULTURALE ED ETNOLOGIA
L’antropologia culturale è considerata da molti autori una delle 3 scienze sociali di base (sociologia e psico
sociale). Essa si propone la conoscenza teorica dei fenomeni culturali e lo studio del concreto manifestarsi di
questi negli individui e nei gruppi umani.
Per cultura si intende quella concezione della realtà socialmente acquisita o indotta che orienta gli individui
nelle diverse situazioni. Queste si costituiscono nei gruppi per mezzo delle esperienze, delle possibilità che
ciascuno ha e, anche, per effetto della tradizione. L’individuo ne partecipa in quanto membro del gruppo ed è
sollecitato a interiorizzarle e ad assumerle come dati di riferimento per la valutazione della realtà.
S : il termine cultura è utilizzato per indicare ogni prodotto dell’attività umana di un gruppo
TUDI ETNOLOGICI
sociale, l’insieme dei modi di soluzione dei problemi esistenziali che comprende la tecnologia, i prodotti
materiali e dell’attività umana etc. . Simile al concetto di civiltà. Inizialmente, infatti, cultura e civiltà erano
utilizzati come sinonimi (anche da Tylor).
S : il termine cultura è inteso nell’accezione di patrimonio psichico costituentesi nell’interazione
OCIOLOGIA
sociale. Il termine civiltà riguardava, ad esempio per A W , gli aspetti tecnologici e pratici
LFRED EBER
dell’esistenza e per Cultura, invece intendeva gli aspetti spirituali, emotivi e idealistici.
* M I : per civiltà intende l’apparato dei mezzi, l’organizzazione, per cultura il sistema dei fini,
C VER
l’espressione della ns natura nei ns modi di vivere e pensare, nell’arte e letteratura, è il regno dei valori
ed è in antitesi con la civiltà.
* P S : per cultura intende i valori e le norme
ITIRIM OROKIN
A : per cultura si intende quella disposizione ad affrontare la realtà che si costituisce
NTROPOLOGIA CULTURALE
negli individui in quanto membri di una società storicamente determinatasi e determinatesi. E’ quel patrimonio
sociale dei gruppi umani che comprende conoscenze, credenze, ideologie, simboli, norme e valori, nonché le
disposizioni all’azione che da questo patrimonio derivano e che si concretizzano in schemi di attività tipici di
ogni società.
* K K : per loro, la cultura consiste in schemi espliciti e impliciti di e per il
ROEBER E LUCKOHN
comportamento, acquisiti e trasmessi con la mediazione di simboli. Il nucleo della cultura è costituito da
idee tradizionali. I sistemi culturali possono essere considerati da una parte prodotti dell’azione e
dall’altra elementi condizionanti per una azione futura.
02 L . L :
E SCIENZE ANTROPOLOGICHE E SOCIALI E SCIEMNZE SOCIALI DI BASE RISPETTIVI CAMPI DI STUDIO
L’a.c. è una delle scienze antropologiche, queste studiano l’uomo sotto il profilo bio-fisico e bio-ambientale, nel
manifestarsi di sue peculiari attività o modi di essere.
L’insieme dei modi di affrontare i problemi dell’esistenza da parte delle popolazioni primitive, costituisce
l’oggetto di studio dell’etnologia. Lo studio della cultura è l’oggetto dell’a.c. Tale studio è dedicato alle culture
contemporanee. Nell’ambito dell’a.c. vi sono varie specializzazioni (a. economica, a. educativa, a. religiosa etc.).
T. Parsons distingue gli ambiti di competenza delle 3 scienze sociali:
* Psicologia: studia l’individuo
* Sociologia: studia il rapporto interattivo con gli altri individui
* Antropologia culturale: studia il complesso di schemi che intervengono per orientare l’attore alla
situazione e per definire la situazione per lui.
Al I Congresso Italiano di Scienze sociali, un gruppo di studiosi italiani tra il ’57 e il ’58 presentarono un
documento Appunti per un memorandum tendente a definire la posizione dell’a.c. nell’ambito delle scienze
dell’uomo. In tale memorandum, si afferma che il carattere sociale della cultura pone il problema di situarne la
definizione in quella più ampia di società, fondandola su una precisazione dei rapporti tra il concetto di società e
di natura .
La condizione umana si esplica a 2 livelli: biologico e sociale. Dall’integrazione fra gli organismi biologici
umani nasce, una realtà superiore autonoma, nel quadro della quale, i singoli individui condizionandosi
reciprocamente si modificano. Questa realtà si chiama: livello sociale. Il concreto situarsi del livello sociale in un
momento storico determinato, nell’ambito di precisi i rapporti con un proprio ambiente ecologico, costituisce la
società concreta.
I fenomeni umani trasformati con l’integrazione sociale, si strutturano nel contesto di ciascuna società, in ambiti
molto generali di omogeneità che si chiamano piani sociali:
* P IANO ECONOMICO 1
* P IANO SOCIOLOGICO
* P IANO DELLA CULTURA
Nel suo strutturarsi il livello sociale risolve in sé quello biologico umano. La differenziazione della natura in
livelli organizzativi via via più complessi, comporta un’articolarsi della ricerca scientifica in scienze diverse. Vi
è quindi un gruppo di scienze finalizzate alla condizione umana che sono dette scienze dell’uomo. Esse sono le
scienze biologiche e le scienze sociali. Queste ultime studiano la società.
Per gli studiosi del Memorandum per fare una buona classificazione delle scienze sociali, si può far
corrispondere all’articolazione della Società in piani, una suddivisione delle scienze sociali ad esse riferite:
P – E
IANO ECONOMICO CONOMIA
P –
IANO SOCIOLOGICO SOCIOLOGIA
–
PIANO DELLA CULTURA ANTROPOLOGIA CULTURALE -
’ PSICOLOGIA
INTERAZIONE DEL LIVELLO BIOLOGICO E LIVELLO SOCIALE CON L AMBIENTE ECOLOGICO
Per gli studiosi del Memorandum, l’a.c. analizza il piano della cultura. Per loro, il fenomeno della cultura, è
considerato come l’insieme dialettico dei patrimoni psichici esperienziali individuali costituitisi nel quadro di
una società storicamente determinata. In tale quadro, le componenti della cultura (conoscenze, fantasie, simboli
etc.), interagiscono direttamente e indirettamente sia tra loro sia con la società. E’ chiaro che nessuna cultura
esiste al di fuori degli individui.
03 E. S
CIVILTÀ E CULTURA SECONDO APIR
1884-1939: S è stato uno dei primi autori a promuovere la riflessione sulla distinzione tra il concetto di
APIR
cultura e quello di civiltà. Egli indica 3 modi per utilizzare il termine cultura
1. E : Termine che viene usato per indicare ogni elemento socialmente ereditato nella vita
TNOLOGICO
dell’uomo, sia materiale che spirituale.
2. L : Ricchezza individuale basata sulla sapienza ma non limitata a questa.
INGUAGGIO CORRENTE
3. A : Attitudini generali che conferiscono ad ogni singolo popolo il proprio distinto posto nel
NTROPOLOGICO
mondo. Cultura diviene in questa accezione, quasi sinonimo di spirito o di genio di un popolo.
S parla di genio di un popolo e distingue le culture in genuine (cioè consapevoli e armonizzate con il
APIR
proprio genio, coerenti) e spurie (cioè devianti dal proprio genio).
S critica la cultura americana.
APIR
04 U : A.L. K
NA REAZIONE ANTROPOLOGICA AL BIOLOGISMO IL SUPERORGANICO SECONDO ROEBER
K (1876-1960) eminente antropologo, etnologo, archeologo e linguista nordamericano, reagì al
ROEBER
biologismo con un articolo che apparve sull’American Anthropologist. In realtà la sua è una critica ai sociologi
quali Spencer, Le Bon, e altri che hanno creato una gran confusione tra fenomeni organici, biologici e quelli
culturali. K. Chiarisce la differenza tra concetto di evoluzione organica e di evoluzione sociale, per lui l’uomo,
non ha bisogno di modificare nel tempo la propria natura per adattarla all’ambiente nel quale vive, egli ha la
possibilità, con le proprie risorse, di agire direttamente sulla natura (es. differenza di adattamento al freddo
polare di un orso e di un eschimese, quest’ultimo, si copre con una pelliccia e che non sviluppa una folta
peluria). Nella civiltà risiede la differenza tra uomo e animale. Fondamentale è il linguaggio. Inoltre K. Afferma
che nell’uomo vi sono elementi ereditari e congeniti ed elementi che sfuggono alle leggi della ereditarietà
biologica (bimbo cinese allevato in america, conserva gli occhi a mandorla, ma mangerà con la forchetta). K.
Riferendosi all’uomo, parla di livello superorganico . K. Critica Le Bon, il quale tentò di spiegare la civiltà
sulla base della razza.
05 I L DETERMINISMO AMBIENTALE SECONDO GOLDENWEISER
Il primo etnologo a sostenere che l’ambiente fisico abbia importanza sullo sviluppo delle civiltà e delle culture fu
Federico Ratzel, fondatore dell’antropogeografia. G. manifestò il suo dissenso su tale affermazione. Egli
afferma che non tutti gli uomini viventi in ambienti simili, reagiscano all’ambiente nello stesso modo. Pur
compiendo questa critica, il G. esorta a non studiare solo l’influenza dell’ambiente sull’uomo, ma ad esaminare
storicamente come l’uomo possa essere agevolato o limitato nella sua azione dall’ambiente in cui vive.
06 I Kroeber
L PROBLEMA DEL DETERMINISMO SECONDO
Per K. Il verificarsi di eventi, invenzioni e espressioni creative è in relazione all’ambiente cultura nel quale vive
l’uomo che a tali manifestazioni ha dato vita e nel quale le manifestazioni stesse devono essere usate (Napoleone
oggi, non avrebbe creato un Impero). La tesi del determinismo del K. Afferma che eventi storici e scoperte non
sono solo da ricollegare alla personalità dei loro autori, ma da mettere in rapporto con la cultura cui questi autori
appartenevano.
07 C Kroeber
ONCETTO DI STORIA NELLA CONCEZIONE ANTROPOLOGICA DI
2
La storia per K. È alla base degli studi sociali, anche se le interpretazioni storiche dei fatti sociali sono
indubbiamente soggettive. E’ la storia culturale, quella che l’A.C. si prefigge.
08 LA CONCEZIONE FUNZIONALISTICA DELLA CULTURA E DELLA CIVILTÀ
Il funzionalismo per Malinowski (1884-1942), è un metodo per affrontare lo studio dei fatti sociali. Esso
presuppone una teoria generale della cultura, che egli stesso elaborò in vari scritti dal1922 in poi.
L
A CULTURA COME APPARATO PER SODDISFARE I BISOGNI
Per M. la cultura è l’insieme dei manufatti, dei beni, dei processi tecnici, delle idee, delle consuetudini, dei
valori propri di ciascuna società. La cultura è per l’antropologo funzionalista un vasto apparato attraverso il
quale l’uomo è messo nelle condizioni migliori per affrontare i problemi concreti e specifici che incontra nel suo
adattarsi all’ambiente per la soddisfazione dei suoi bisogni. Gli esseri umani anche se sono animali, essi, vivono
in condizioni fisiologiche continuamente modificate da condizioni di cultura. L’organizzazione sociale, è in tale
quadro, parte della cultura.
Un’altra caratteristica specificatamente umana è lo sviluppo del simbolismo (linguaggio). L’uso del linguaggio,
rende possibile la tradizione e l’educazione, che permettono la continuità della cultura.
L A SODDISFAZIONE DEI BISOGNI CULTURALI PRIMARI E SECONDARI
Per M., è fondamentale per l’uomo anche la soddisfazione dei . A tale soddisfazione,
BISOGNI DERIVATI O SECONDARI
provvedono in ogni società, il sistema economico, il controllo sociale, l’organizzazione politica e l’istruzione.
Innanzi tutto M. sostiene che ogni cultura ha bisogno di saper produrre, divulgare e usare un complesso di beni.
Per risolvere questo problema ogni società umana, deve disporre di una organizzazione economica. Ogni
società, ha poi bisogno, di un complesso di norme che regolino la vita comune. A rendere possibile la
cooperazione nelle società umane provvede il controllo sociale, la sua azione è integrata dall’apparato della
struttura politica che, per M. è il sistema che definisce i rapporti dei membri tra loro e assicura la difesa della
società stessa. Ogni cultura ha anche la proprietà accumulativa in virtù della quale, fa tesoro di esperienze di
generazioni. Il tramandare conoscenze alle generazioni è compito dell’istruzione.
S ISTEMA DI SODDISFAZIONE
B ISOGNI
* L’apparato culturale di oggetti e beni di * A ciò provvede l’economia
consumo deve essere prodotto usato conservato
attraverso una produzione costantemente
nuova.
* Il comportamento dell’uomo deve essere * A ciò provvede il controllo sociale
codificato, regolato.
* Il materiale umano deve essere rinnovato, * A ciò provvede l’educazione
formato
* In ogni società l’individuo deve poter disporre
dei mezzi idonei ad assicurare l’esecuzione dei * A ciò provvede l’organizzazion politica.
suoi ordini. I NTEGRAZIONE CULTURALE E INTERRELAZIONE DELLE ISTITUZIONI
In stretto rapporto con la teoria della cultura come apparato per soddisfare i bisogni umani è nel pensiero di M.
anche l’altra teoria di cultura come sistema di istituzioni in rapporto di mutua interdipendenza. Per M. è dannoso
distruggere le tradizioni di una società, poiché ciò significherebbe privare questo organismo della sua corazza
protettiva e lasciarlo andare in rovina. Ogni istituzione deve essere considerata nel complesso culturale cui
appartiene. L’ ANTROPOLOGIA APPLICATA
Da tali premesse prende origine il movimento di antropologia applicata, cui M. è considerato il fondatore.
R ELATIVISMO E NEUTRALISMO CULTURALE
Dalle premesse di M. si sviluppò la teoria del che ebbe in M.J. Herskovits il suo maggior
RELATIVISMO CULTURALE
sostenitore. Egli dalla constatazione della differenza dei costumi dei diversi popoli e del fatto che questi costumi
hanno nel proprio specifico ambito culturale, una loro ragione d’essere, trasse la conclusione della relatività dei
valori morali. Per H. non esisterebbe un sistema universale di valori oggettivamente determinato, bensì, questo o
quel sistema di valori in questa o quella cultura.
09 L ’
O STRUTTURALISMO E L ANTROPOLOGIA SOCIALE
C R B ( )
RITICA DEL FUNZIONALISMO MAINOWSKIANO SECONDO ADCLIFFE ROWN STRUTTURALISTA
Lo strutturalismo (che ha come oggetto di studio la conoscenza delle strutture sociali delle comunità umane)
3
ebbe come maggior esponente Radcliffe Brown. Lo strutturalismo divenne un problema di attualità quando
Brown attaccò Malinowski (in occasione di un discorso al Royal Antropological Institute di Londra 1940),
definendolo un irresponsabile e disconoscendo l’esistenza di una scuola funzionalisa.. Per Brown, il termine
funzione è un termine equivoco, che M. aveva usato malamente confondendo funzione con uso. Per Brown, il
concetto di funzione nelle scienze sociali implica l’idea di società come organismo vitale, composto di unità o
parti singole, tenute in relazione da una rete di mutue relazioni, interagenti tra loro.
I ’ B
L CONCETTO DI STRUTTURA NELL ANTROPOLOGIA SOCIALE SECONDO ROWN
Brown considerava l’antropologia sociale una branca delle scienze naturali. I fenomeni sociali, per Brown, sono
una definita classe di fenomeni naturali, tutti sono connessi con l’esistenza di strutture sociali, e lo studio di
queste ultime, costituisce l’oggetto di studio dell’antropologia sociale, che ha per fine la ricerca delle relazioni
associative fra organismi viventi. I fenomeni sociali non sono l’immediato risultato della natura di singoli esseri
umani, ma il risultato della struttura sociale dalla quale i fenomeni vengono collegati. Brown precisa cosa
intende per strutture sociali:
1. Gruppi sociali persistenti quali nazioni, tribù, clans che hanno una continuità, malgrado i cambiamenti
delle persone che vi appartengono.
2. le relazioni sociali tra persona e persona: es. quelle di parentela.
3. la differenziazione di individui in classi in base al ruolo sociale.
Il concetto di strutture sociali può essere per Brown utilizzato per affrontare 3 tipi di problemi:
: consistenti nell’identificazione delle strutture sociali, nel rilevare
a) RELATIVI ALLA MORFOLOGIA SOCIALE
differenze e somiglianze tra esse e per classificarle.
R : consistenti nell’esame delle modalità in cui le strutture sociali
b) ELATIVI ALLA FISIOLOGIA SOCIALE
funzionano.
R : consistenti nell’esaminare come si formano nuovi tipi di strutture sociali.
c) ELATIVI ALLO SVILUPPO
Per Brown le strutture sociali hanno alcune proprietà
* Assicurare la continuità di esistenza alla società.
* Sono dinamiche: nascono e muoiono individui, ma la struttura rimane la stessa.
* Riferimento all’estensione dell’area occupata: è raro incontrare comunità che non hanno
contatti con l’esterno e che hanno un’area ben delimitata. Per Brown è preferibile
studiare comunità limitate in ampiezza.
* Formazione della personalità sociale: ogni persona è al contempo cittadino, impiegato,
figlio, marito etc. L’insieme di queste posizioni, costituisce la sua personalità sociale.
F ’
INALITÀ DELL ANTROPOLOGIA STRUTTURALISTICA
Brown, afferma , che l’antropologia strutturalistica, si propone 2 scopi:
1. raggiungere una conoscenza morfologica dei singoli tipi di strutture sociali delle comunità umane
(identificazione delle strutture sociali).
2. stabilire una morfologia comparata dei diversi tipi di strutture sociali.
Questi 2 obiettivi sono in relazione di mutua dipendenza. L’antropologo sociale, vuole conoscere come i
fenomeni strutturali si conservano e si tramandano nel tempo, quali son
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