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Mandato di arresto europeo Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale penale progredito sul mandato di arresto europeo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bontempelli dell’università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto processuale penale progredito docente Prof. M. Bontempelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

le altre caratteristiche conseguenze e particolarità che riguardano il fatto per cui si

chiede la consegna. Secondo la legge italiana devono essere allegati: la copia del

provvedimento restrittivo della libertà o la sentenza definitiva di condanna,

relazione sui fatti addebitati alla persona, disposizione di legge applicabili, dati

segnaletici utili per individuare la persona. Se lo stato membro non fornisce la

documentazione è possibile da parte del presidente della corte o delegato

chiedere al ministro di chiedere la documentazione, il ministro dovrà far anche

presente allo stato che ha emesso il MAE che questa documentazione è elemento

necessario per procedere alla valutazione della richiesta. Principio della doppia

incriminazione = l’Italia dà esecuzione al MAE solo se il fatto è previsto come reato

anche dalla legge italiana, fatta eccezione per reati tributari. Il principio della

doppia incriminazione subisce una grande deroga: esistono 32 fattispecie in cui la

consegna è obbligatoria (articolo 8), non sarà necessario verificare se il fatto

costituisce reato in uno dei due ordinamenti perché si debba procedere alla

consegna. Tuttavia non è così semplice valutare se il fatto contestato rientri in una

delle ipotesi dell’articolo 8.

Procedimento

Misure Cautelari = questa misura è adottato con ordinanza che deve essere

motivata a pena di nullità. Una volta che l’ordinanza cautelare è emanata occorre

procedere entro 5 giorni all’audizione dell’interessato, garanzia fondamentale. È il

presidente della corte o un delegato a condurre questa audizione in cui deve darsi

informazione del contenuto del MAE e della possibilità di dare il consenso, che

permette di seguire un iter più rapido e snello. A questa audizione dovrà essere

presente un difensore di fiducia o d’ufficio. Dell’ordinanza cautelare dovranno

essere informati i familiari o l’autorità consolare. Viene poi fissata con decreto

udienza in camere di consiglio. Non si dice ma sembra naturale conseguenza del

deposito il diritto delle parti di estrarre copia degli atti. È sempre possibile chiedere

ulteriore documentazione al fine della decisione sul MAE e può svolgere ogni

ulteriore accertamento, dunque ampi poteri istruttori. Svolgendosi in camere di

consiglio è necessaria la presenza del procuratore generale e del difensore, non

sono obbligati a comparire i rappresentanti dello stato richiedente e il soggetto da

consegnare. Viene emessa una sentenza entro 60 giorni dall’esecuzione della

misura cautelare altrimenti la persona sarà rimessa in libertà, tempi stretti che

garantiscono la libertà della persona soggetta alla limitazione. La decisione

favorevole sarà pronunciata con sentenza laddove ci sono gravi indizi di

colpevolezza. La decisione contraria comporta il rifiuto alla consegna, l’articolo 18

indica alcuni casi tipici di rifiuto. Il rifiuto comporta il venir meno dell’ordinanza

cautelare.

Impugnazioni

La normativa ricalca la disciplina in tema di estradizione. Ricorso in cassazione che

potrà valutare anche il merito. Termini brevi = 10 giorni dalla conoscenza del

provvedimento e i soggetti legittimati sono la persona interessata, il difensore, il

procuratore generale. Manca la possibilità di impugnare il provvedimento da parte

del rappresentante dello stato richiedente, sebbene sia legittimato a partecipare e

a ricevere gli avvisi dell’udienza. il ricorso sospende l’esecuzione della sentenza e la

corte deciderà con una sentenza con il procedimento dell’articolo 127 c.p.p. la

decisione è depositata con motivazione e se invece è deciso con rinvio, sarà

rinviata alla corte di appello.

Consenso alla consegna: procedura semplificata

Il consenso dell’interessato deve essere dato nel corso dell’audizione o

successivamente per mezzo di dichiarazione al direttore della casa di reclusione,

oppure durante l’udienza e fino alla conclusione della discussione. Il consenso deve

essere libero, spontaneo, prestato alla presenza del difensore e irrevocabile. Se

viene prestato il consenso la procedura è semplificata perché la corte di appello

provvede con un’ordinanza, e non con sentenza, pronunciata senza ritardo. La fase

giurisdizionale è imprescindibile e così anche la garanzia, tuttavia in questo caso è

più semplice e contratta: non oltre 10 giorni dopo aver sentito procuratore,

difensore e persona interessata. L’ordinanza è depositata in cancelleria con avviso

del deposito a tutte le parti, prenderne visione e estrarne copia. Infine si procede

alla consegna della persona. 5 aprile 2016

Procedura attiva

La procedura attivata dall’Italia dà origine a una richiesta di MAE attiva. Prevede a

differenza dell’estradizione un ruolo affidato al ministro di giustizia solo di ricezione e

trasmissione alla corte di appello. È il presidente della corte di appello il vero

protagonista dal momento che irrinunciabile è la fase giurisdizionale, mentre è

eliminata la fase amministrativa del controllo discrezionale del ministro.

In questa procedura normale possono esserci delle varianti:

1. Consenso della persona soggetto del MAE. Questo semplifica la procedura,

non evita la decisione della corte d’appello poiché è una garanzia

giurisdizionale sempre prevista, ma semplifica l’iter. Il consenso può essere

prestato dall’audizione del soggetto interessato fino alla conclusione del

dibattimento prima della decisione. In presenza del consenso c’è

un’ordinanza depositata in cancelleria e si evita così la sentenza.

2. Si potrebbe inserire l’arresto della persona che dovrà essere consegnata. Il

MAE potrebbe essere inserito nel sistema SIS, la PG che ha accesso a questi

sistemi di coordinamento viene a conoscenza che il soggetto in questione

dovrà essere fermato e consegnato, e a questo punto si procede all’arresto

della persona il cui nome è inserito nel SIS. L’arrestato viene posto a

disposizione del presidente della corte di appello, la competenza viene

radicata sulla base del luogo dove l’arresto è avvenuto. La PG deve anche

informare il ministro della giustizia, che dovrà attivarsi per ottenere il mandato

d’arresto e tutta la documentazione che deve essere allegata. La PG deve

anche consegnare all’arrestato una comunicazione che lo informa della

possibilità di acconsentire alla consegna, del diritto di nominare un difensore,

altrimenti si procede alla nomina di un difensore di ufficio, del diritto di

assistenza di un interprete. La legge legittima ad arrestare il soggetto sulla

base della segnalazione del soggetto nel sistema SIS, ma è sufficiente?

Arresto è una misura pre cautelare però è pur sempre limitativa della libertà

seppure provvisoria, allora si pone il problema poiché le regole europee

sembrano sovrapporsi e derogare a quella che è la disciplina tipica del

nostro sistema. In questo caso la L. 69/2005 non rinvia alle regole sull’arresto

contenute nel codice di procedura italiano, allora sembra che sia sufficiente

la segnalazione. Le garanzie sono salvaguardate ma successivamente

all’arresto. Il presidente entro 48 ore dalla ricezione del verbale di arresto

deve informare il procuratore generale e poi procedere all’audizione. In

primo luogo occorrerà accertare che non ci siano stati errori nella procedura

e nell’identità altrimenti si procede all’immediata liberazione del soggetto.

Laddove invece tutto è avvenuto secondo le norme, c’è la convalida

dell’arresto e la valutazione della necessità o meno di una misura coercitiva

che deve essere valutata rispetto al pericolo di fuga. Una volta che l’arresto

è convalidato non si protrae la limitazione, a meno che non subentri una

misura cautelare. Infine il presidente fissa la data per l’udienza e ci si innesta

nella fase giurisdizionale necessaria e imprescindibile davanti alla corte

d’appello.

Alla fine del procedimento giurisdizionale se la decisione è favorevole alla

consegna, la persona deve essere consegnata entro 10 giorni dalla sentenza

irrevocabile con cui è stata data esecuzione al MAE o dall’ordinanza. La consegna

avviene con le modalità e le regole concordate tra i paesi. Possono tuttavia esserci

due ipotesi di sospensione della consegna:

1. Quando ricorrono cause di forza maggiore che impediscono la consegna, la

legge tuttavia non spiega quale queste siano. Il presidente sospende

l’esecuzione e ne dà immediata notizia al ministro perché informi l’altro paese

2. Quando sussistono motivi umanitari o gravi ragioni per ritenere che la

consegna metterebbe in pericolo la vita o la salute della persona stessa, il

presidente allora con decreto motivato può sospendere l’esecuzione del

MAE dando sempre notizia al ministro che informerà lo stato di emissione di

questa sospensione.

Nel momento in cui viene meno la ragione che ha dato adito alla sospensione, il

presidente deve dare tempestiva notizia al ministro affinché sia concordata una

nuova data per procedere alla consegna. Qualora scadano i termini entro cui

procedere alla consegna, la custodia cautelare eventualmente disposta perde

efficacia, e occorrerà disporre l’immediata liberazione salvo il caso in cui i termini

siano trascorsi per comportamento imputabile all’interessato.

All’atto della consegna c’è un problema del “pre sofferto”: deduzione del periodo

di custodia preventivamente sofferto dalla pena che dovrà scontare nel paese a

cui è consegnato.

Ci sono poi delle ipotesi di rinvio della consegna: quando la persona deve essere

sottoposta a procedimento penale in Italia, o quando deve scontare una pena per

un reato diverso da quello del MAE = principio di prevalenza della giurisdizione

penale italiana, tuttavia su richiesta dell’autorità giudiziaria emittente la corte di

appello può disporre un temporaneo trasferimento del soggetto.

Principio di specialità: principio che si ritrova anche nel MAE e comporta che la

persona consegnata non potrà essere sottoposto a procedimento diverso rispetto

a quello per il reato per cui il MAE è stato emesso. Se non ci fosse questo principio,

il MAE sarebbe strumentalizzato nel senso di ottenere la consegna di un soggetto e

poi sottoporlo a procedimenti per reati che non avrebbero consentito l’estradizione

o la consegna. Nel momento in cui si svolge l’audizione da parte della corte di

appello può rinunciare all’applicazione del principio di specialità. La consegna è

sempre subordinata alla condizione che questa non avvenga per un fatto diverso

e anteriore rispetto quello contenuto nel MAE. Tuttavia a questo principio ci sono

non poche eccezioni (6 casi) che semplifica la procedura e i rapporti, ma in queste

ipotesi derogatorie sono ridotti e sacrificati i diritti della persona destinataria del

Mandato Europeo, ipotesi delicate e importanti. Nell’ambito di questi strumenti di

cooperazione troveremo sempre un contemperamento di due esigenze: strumenti

snelli e veloci per la lotto alla criminalità transnazionale e garanzie e tutele del

soggetto sottoposto a procedimento, non sempre il bilanciamento è operato in

modo corretto. Laddove le garanzie del soggetto non sono salvaguardate

correttamente si pongono dei problemi di legittimità davanti alla corte

costituzionale, alla corte di giustizia. La procedura del MAE non può mai andare a

comprimere i diritti fondamentali indicati e evidenziati in modo preciso dalla L.

69/2005. 6 aprile 2016

Quali strumenti per poter ottenere la consegna della persona per sottoporla a

processo o all’esecuzione di una pena?

Estradizione

 MAE

Procedura attiva

Richiesta da un’autorità italiana, il ruolo del ministro della giustizia è un mero incarico

di ricezione e trasmissione, dunque residuale. La richiesta può provenire:

Dal giudice che ha applicato una misura cautelare custodiale.

 Dal pubblico ministero che ha emesso l’ordine di esecuzione di una pena

 detentiva.

Dal pubblico ministero presso il magistrato di sorveglianza per quanto attiene

 all’esecuzione di misure di sicurezza personali detentive.

La competenza per la richiesta del MAE va attribuita in via funzionale al giudice che

sta procedendo anche se fosse diverso da quello che ha emesso l’ordinanza

applicativa della misura cautelare. Il ministro interviene non con un funzione

decisionale ma solo amministrativa, di ricezione e trasmissione all’autorità

competente del paese dell‘unione in cui la persona si trova. Non sono previsti

strumenti per impugnare il MAE nella fase in cui l’autorità giudiziaria emette la

richiesta. Questo strumento è usato quando si conosce che il luogo della residenza,

del domicilio è in un altro stato. Nel caso in cui non si conosca il luogo in cui il

soggetto nei cui confronti deve essere eseguita una misura o la sentenza si trova o

si sta recando allora si userà il sistema informativo Shenghen (SIS) = tutte le autorità

giudiziarie e di polizia potranno conoscere che nei confronti della persona è stato

emesso un MAE così da intervenire. L’inserimento nel sistema SIS equivale al rilascio

di un MAE. Anche nella procedura attiva il mandato deve avere un particolare tipo

di contenuto che diverge da prodotto da una procedura passiva. Quello che

comunque è necessario sono: gli elementi necessari per l’identificazione, la misura

che deve essere applicata o la pena da scontare, l’indicazione dell’autorità

richiedente, descrizione del fatto contestato. Se il provvedimento italiano

applicativo della misura cautelare, della pene definitiva perde efficacia o è

annullato o revocato, perderà efficacia anche il MAE ed è necessario operare

questa comunicazione.

Principio di specialità: la ratio è sempre quella di evitare di sottoporre la persona

per cui è stata chiesto il mandato sia sottoposta a procedimenti diversi. Valgono le

eccezioni proprie della procedura attiva.

Scomputo del pre sofferto possibilità di computare ai fine della durata complessiva

della misura cautelare o della determinazione della pena da eseguire del pre

sofferto in altro stato. Possibilità di sottrarre dai termini massimi della misura il periodo

pre sofferto, la corte costituzionale intervien con sentenza 143/2008 dichiarando

l’incostituzionalità dell’articolo 63 L. 69/2009 nella parte in cui non prevede che il

periodo pre sofferto possa essere scomputato anche nei termini di fase.

Misure cautelari reali

Collegate al MAE e all’Estradizione non esistono solo le misure cautelari personali,

ma anche quelle reali = su richiesta dell’autorità giudiziaria o d’ufficio dalla corte

d’appello può essere disposto il sequestro dei ben necessari ai fini della provo

ovvero suscettibili di confisca in quanto costituenti il prodotto, il profitto o il prezzo

del reato. In questo caso la richiesta dovrà specificare se ha finalità di prova o di

confisca.

Articolo 18 L. 69/2005

La corte di appello rifiuta la consegna in determinati casi previsti dal legislatore. Il

principio è quello che bisogna favorire la consegna, una decisione deve essere

riconosciuta e eseguita senza porre ostacoli. Invece i casi di rifiuto pongono dei

limiti, eccezione al principio del reciproco riconoscimento delle decisioni. Tra questi

casi tassativamente elencati (20) alla lettera r = la corte di appello deve rifiutare la

consegna della persona nel momento in cui la richiesta di MAE è esecutivo cioè

volto a ottenere la consegna per eseguire nei suoi confronti una pena detentiva o

misura di sicurezza privativa della libertà, se è cittadino italiano e la misura può

essere eseguita nel territorio italiano con le modalità del nostro ordinamento. La

ragione di questa previsione è quella di far scontare la pena nell’ambito del

contesto sociale e familiare suo proprio, senza recidere alcun legame.

Discriminante perché trattamento diversificato per i cittadini italiani. Articolo 4

numero 6 della decisione quadro che ha introdotto il MAE parla di residenza e

dimora nello stato di esecuzione, allora i giudici sia per un problema di violazione

delle norme che non consentono discriminazione tra i cittadini che fanno o meno

parte, sia sulla base della normativa della decisione quadro incostituzionale della

lettera r, nella parte in cui non prevede il rifiuto di un cittadino membro di un altro

paese UE che risieda e abbia dimora in Italia. Spetterà all’autorità giudiziaria italiana

accertare questi presupposti cioè che il cittadino abbia la resistenza effettivo e

legittimo in Italia e in secondo luogo se la pena può essere eseguita secondo le

modalità previste dal diritto interno. 7 aprile 2016

MISURE CAUTELARI REALI

Incidono su dei beni, ma sono sempre collegate con il procedimento di

trasferimento e consegna di una persona. Si possono innestare sia nella procedura

attiva che in quella passiva:

Procedura attiva: il provvedimento che incide sui beni e sulle cose ai fini della

 confisca o del sequestro deve essere trasmesso insieme al MAE.

Procedura passiva: su richiesta dell’autorità giudiziaria che ha emesso il MAE,

 la corte d’appello provvede. Nella richiesta dello stato membro deve essere

la precisione se i beni devono essere sottoposti a vincolo ai fini di sequestro o

di prova, il presidente potrà invitare l’autorità dell’altro stato membro a

trasmettere le ulteriori indicazioni. La corte di appello provvede con decreto

motivato e poi si applicheranno quasi tutte le norme che disciplinano il

sequestro probatorio nel nostro paese.

Una volta che l’autorità avrà valutato l’opportunità e accolto la richiesta dell’altro

stato di sottoporre a vincolo i beni, dopo averle sequestrate dovrà consegnarle

all’autorità dell’altro paese. La consegna avviene secondo le forme concordate.

Quando il sequestro ha una finalità probatoria, la consegna è subordinata alla

futura restituzione dei beni nel momento in cui la finalità processuale si conclude.

Invece se la finalità è il sequestro, devono essere salvaguardati i diritti di terzi su quei

beni, e l’eventuale problema di concorso di sequestri provenienti da autorità

differenti.

La procedura del MAE sostituisce la procedura dell’estradizione nell’ambito dei

paese membri dell’Unione. A seconda dell’ordinamento giuridico internazionale a

cui si fa riferimento ci sono strumenti molto diversi: mondo, consiglio d’Europa,

Unione Europea, Italia. se i paesi coinvolti in un processo di consegna di un soggetto

si applicano gli strumenti elaborati delle istituzioni europee e sostituiscono quelli

internazionali dunque il MAE sostituisce l’estradizione. Se i rapporti sono tra paesi non

entrambi membri dell’Unione si applicano gli strumenti internazionali di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.monti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale penale progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Bontempelli Manfredi.

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