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Articolazione:

• Presidenza della Repubblica

• Potere Legislativo (Parlamento)

• Potere Esecutivo (Governo)

• Potere Giudiziario (Magistratura)

Articolazione del potere esecutivo

• Consiglio dei Ministri

• Ministeri (istituiti per legge)

Livello centrale Livello periferico

Ministri senza portafoglio (nominati dal PdR su proposta del PdC):

Non sono preposti a un ministero

Svolgono le funzioni loro delegate dal Presidente del Consiglio

Esempi: Affari europei; Affari regionali, turismo e sport; Coesione territoriale; Cooperazione

internazionale e integrazione; Pubblica Amministrazione e per la semplificazione

Lo Stato: il livello periferico

Giustizia: Istituti penitenziari

Interno: Uffici territoriali del governo (Prefetture)

Dipartimento della pubblica sicurezza (Questure)

Economia e finanze:

• Ragionerie provinciali dello Stato

Istruzione, università e ricerca scientifica: Provveditorati agli studi

Infrastrutture e trasporti:

• Uffici provinciali motorizzazione civile

• Provveditorati alle opere pubbliche

Beni culturali: Sovraintendenze beni artistici e ambientali

Regioni

Ambiti di intervento consolidati:

- Programmazione e coordinamento del sistema socio-economico regionale

- Servizi socio-sanitari (sanità, assistenza sociale, diritto allo studio)

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- Sviluppo economico (commercio, artigianato, turismo, formazione professionale)

- Assetto e utilizzazione del territorio (infrastrutture ed edilizia abitativa, trasporti, ambiente,

pianificazione urbanistica)

C'è stato un processo di arricchimento delle competenze. La sanità è la competenza più importante.

Ogni Regione ha un proprio modello di sanità differente

Formazione professionale: La Regione mette a disposizione servizi per la qualificazione

professionale

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata

alla legislazione dello Stato (art. 117 Costituzione)

Organi principali:

Consiglio

Giunta

Presidente

ENTI LOCALI

Enti locali: parte dell'amministrazione pubblica che nel corso degli anni si è più innovata ed è stata

attenta al cambiamento. Forte relazione diritta con il cittadino

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio

unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative

proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale

Centralità del Comune, ma problemi dimensionali nella gestione dei servizi

Comuni

Realtà particolare perché c'è una forte frammentazione

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Tra 0 e 10.000 oltre l'80% quindi molti piccoli Comuni. Le strutture amministrative piccole rendono

difficile la specializzazione professionale. Si cerca di sostenere strategie di aggregazione per

raggiungere la così detta massa critica.

Funzioni consolidate:

- Ordine, garanzia diritti, legalità (anagrafe, vigilanza urbana, protezione civile)

- Produzione e distribuzione di servizi (manutenzione strade, ciclo dell'acqua, igiene urbana e

raccolta rifiuti)

- Pianificazione economico-territoriale e regolamentazione (licenze edilizie)

- Sviluppo sociale e culturale (servizi sociali, sport, biblioteche)

Le provincie

Dal 1961 al 2004 le Provincie sono quasi raddoppiate, nonostante l'obiettivo fosse opposto.

Funzioni consolidate:

difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente, prevenzione delle calamità, tutela e

valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;

valorizzazione dei beni culturali;

viabilità e trasporti;

protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali, caccia e pesca nelle acque

interne;

organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e

controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;

compiti connessi all' istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione

professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale.

Le nuove funzioni:

Funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei comuni nelle materie e nei limiti indicati

con legge statale o regionale

All'esito della procedura di riordino, sono funzioni delle province quali enti con funzioni di

area vasta:

- pianificazione territoriale di coordinamento nonché tutela e valorizzazione dell'ambiente;

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- pianificazione dei servizi di trasporto, autorizzazione e controllo in materia di trasporto

privato, nonché costruzione, classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione

della circolazione stradale ad esse inerente;

- programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell'edilizia scolastica relativa

alle scuole secondarie di secondo grado.

Altri Enti Locali

Città metropolitane: (Milano, Torino, Bologna)

Acquisiscono le funzioni della provincia

Svolgono ulteriori funzioni come previste dal proprio statuto

Assicurano il coordinamento e l'uso più razionale delle risorse

Unioni di comuni:

enti locali costituiti da due o più comuni di norma contermini, allo scopo di esercitare

congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza.

Forma associata. I comuni o si associano tramite convenzione o creano Unioni. Sono confinanti e si

fa quando i paesi sono molto piccoli. Si crea così una sola giunta dell'unione, un solo presidente

dell'unione ecc.. Questi sono costituiti in modo nominale dai consigli comunali che ne fanno parte.

Altra soluzione sarebbe fare una fusione, ma in Italia si è restii.

Comunità montane o isolane: enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani (o

comuni costituiti nella stessa isola o arcipelago), anche appartenenti a province diverse, per la

valorizzazione delle zone montane per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni conferite e per

l'esercizio associato delle funzioni comunali.

Da qualche anno i comuni con meno di 5.000 abitanti, o 3.000 se sono comunità montane, devono

gestire in forma associata, tramite convezione o unione alcune funzioni fondamentali. Si mantiene

la dimensione del comune di origine, ma c'è una sovrastruttura di secondo livello nominata e non

eletta direttamente.

Si sta cercando di andare verso la fusione per ridurre i costi.

Le partecipazioni degli enti locali

Nel periodo 2005-2008 sono stati rilevati 5.860 organismi partecipati riferibili a 5.928 enti (Comuni

e Province), costituiti da 3.787 società (64,62%) e 2.073 organismi diversi (consorzi, fondazioni,

istituzioni, aziende speciali, aziende servizi alla persona, ecc.). Fonte: Indagine Corte dei Conti

Organismi in cui comuni e provincie partecipano con quote.

I dipendenti pubblici

Oltre 3 milioni di dipendenti pubblici di cui il comparto più rilevante è la scuola, enti pubblici non

economici ecc.. Il numero è comunque in riduzione

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Qualche dato di confronto

FIAT: 223.000 dipendenti, di cui circa 110.000 in Italia; Fiat Group ha ottenuto nel 2008

ricavi per 59,38 miliardi di euro

Ferrari ha fatturato nel 2010 1,9 mld di euro

Gruppo Armani: fatturato 2010 ca 6 mld di euro, oltre 5.000 dipendenti

Gruppo Alpitour: oltre 3.500 dipendenti, fatturato 2009-2010 1,22 mld

Comune di Milano (Bilancio di previsione, p.134) nel 2010 ha entrate per 11,53 miliardi di

euro

IL RUOLO DELLA P.A. NEI SISTEMI SOCIO-ECONOMICI

Le dimensioni della P.A. in Italia è in linea con quella degli altri Paesi, ma è diversa l'incidenza da

che quest'ultima sull'economia. (guarda sotto) 8

I confini dell'intervento pubblico

I suoi confini possono essere differenti e dipendono:

concezione politica e modello economico. Il modello economico può essere diverso: basato

sullo Stato, sul mercato o si sceglie la via della sussidiarietà detta la terza via: un ruolo

importante dello Stato che valorizza la presenza di soggetti intermedi e privati in grado di

erogare servizi utili alla comunità.

Paradigmi e modelli di Stato. Questi vengono associati ad una analisi storica, che

rappresenta l'evoluzione della P.A. La prima fase è lo Stato dei diritti: è quella dell'800

dell'Unità Nazionale. Lo Stato dispone di un patrimonio e esercita una funzione di

emanazione di leggi per tutelare i diritti. E' il modello Weber, cioè il modello della

burocrazia. Lo Stato opera in conformità con la legge vigente. La seconda fase passa per il

modello del Welfare State che si fa carico di alcune aree e tipologie di politiche pubbliche

essenziali per il crescere di un Paese. Il welfare comprende pertanto il complesso di

politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita dei cittadini (protezione sociale,

sanità ecc). La P.A. interviene perché tutti possano accedere a tali servizi ad esempio con

politiche di redistribuzione del reddito. Si passa poi al modello dello Stato dei servizi dove la

P.A. si fa imprenditrice diretta ed eroga i servizi anche a domanda individuale. Per questi

servizi nel tempo si evidenzia che la P.A. non è in grado di mantenere l'efficienza come

farebbe, invece, un imprenditore privato. Ultimo passaggio prevede il modello dello Stato

delle regole o relazionale dove la P.A. fa un passo indietro e assume un ruolo importante

nella programmazione delle iniziative dei privati per servizi di ordine pubblico. C'è per

esempio anche la sanità privata gestita da aziende profit e no profit.

I confini dipendono anche dal concetto di interesse pubblico.

Tale concetto evolve nel tempo rispetto ai bisogni collettivi. Da un lato ci sono gli interessi

particolari, che sono individuali, dall'altro ci sono quelli generali: salute pubblica, difesa, tutela

ambiente.

Il concetto di interesse pubblico

Dall'interesse particolare all'interesse generale: Ci sono diverse teorie e definizioni dell'interesse

pubblico:

Teoria della maggioranza: l'interesse pubblico coincide con quello di cui è portatore la

maggioranza della collettività, sempre che esso non contrasti con l'interesse generale.

Secondo tale teoria solo la P.A. è il soggetto che può garantire il perseguimento

dell'interesse pubblico: approccio istituzionale. Chi governa decide qual è il confine

dell'interesse pubblico e le priorità della distribuzione delle risorse (scarse) Fine

strategico.

Teoria dell'interesse comune: definisce l'interesse pubblico come la parte degli interessi

particolari comune ai diversi membri della collettività. C'è un minimo comune denominatore

tra gli interessi particolari di ogni singolo soggetto e quello comune della collettività. La

P.A. utilizza un approccio funzionale nel quale anche altri soggetti di origine privata

possono erogare i servizi di interesse pubblico.

Teoria del valore unitario (configura l'interesse pubblico come la rappresentanza unitaria di

un sistema superiori di valori proprio del modello ideale di collettività. Per garantire la

stessa permanenza in vita di una determinata società, questo interesse, di ordine superiore,

deve essere perseguito in via prioritaria rispetto a qualsiasi altro interesse.)

Dall'approccio istituzionale a quello funzionale

Duplice responsabilità delle amministrazioni pubbliche:

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sul fronte della domanda, selezione dei bisogni da soddisfare: se si hanno

responsabilità funzionali bisogna: capire i bisogni sul fronte della domanda tramite

una loro mappatura. Bisogna definire anche la gerarchia dei bisogni perché le risorse

sono scarse.

definizione delle politiche e delle forme di gestione.

Funzioni e servizi: Si può essere titolari delle funzioni (stabilire le linee guida, destinatari ecc)

ma poi delegarne la fornitura ad altri.

L'approccio funzionale garantisce la possibilità di erogare i servizi anche da privati:

Diversi modelli per definire l'approccio funzionale => interdipendenza strutturale tra privato e

pubblico/ principio di sussidiarietà/ responsabilità sociale dell'impresa

Lo Stato snello comporta una gestione dei servizi in modo funzionale.

I servizi pubblici

Non c'è un quadro giuridico completo in merito a quest'ultimi.

Servizi produttivi a valenza imprenditoriale vs. servizi di natura sociale. C'era una divisione di

questo tipo in passato.

Ad oggi si è passati da una divisione dei servizi economici da quelli non economici

definito dal libro verde sui servizi di interesse generale. Distinzione importante

perché tra le varie forme di gestione dei servizi bisogna scegliere in relazione alla

natura del servizio stesso. Non tutte le forme possono essere utilizzate.

Servizi a domanda individuale vs. servizi indivisibili di utilizzo collettivo. I primi hanno una certa

capienza e esaurita questa il servizio non è più fruibile perché è escludibile.

La classificazione serve per determinare il ruolo del prezzo nell'operazione di scambio e nei

sistemi di misurazione. Nell'erogazione di servizi pubblici c' è assenza del prezzo: servizi

sociali, culturali, biblioteca nei quali non c'è in maniera assoluta, in altri casi c'è, ma questo

prezzo non si forma secondo logiche di mercato. Si determina con una delibera del consiglio

comunale ovvero una delibera amministrativa che tiene conto di criteri di equità (reddito per

esempio).

In assenza di prezzo il manager pubblico non ha un feedback dal mercato e non ha informazioni per

capire l'operato del servizio svolto; questo rende difficile la gestione degli stessi.

Le alternative formule gestionali

Ci sono diverse forme gestionali dei servizi:

a)Gestiti in economia quando il costo è particolarmente elevato:

Comune: ovvero direttamente dalla P.A. Esempio il trasporto scolastico del comune

b)Esternalizzati e quindi gestiti da imprese private o altri enti:

Fondazioni o associazioni 10

Organizzazione no profit per esempio cooperativa di tipo B per l'inserimento di disabili gestita dal

comune

Accordi Enti pubblici: Unioni di comuni

Altri soggetti pubblici: Spa ma anche Srl interamente pubbliche ma anche miste con forme di

cooperazione pubblico-privato, aziende speciali (loro autonomia patrimoniale, organizzativa e

personalità giuridica. Non possono più essere utilizzate per i servizi economici, sono nate per

trasformare le ex municipalizzate) Istituzioni (ente strumentale dell'ente locale con un certo grado di

autonomia per certe attività soprattutto di carattere sociale, con fondi attribuiti dal comune con cui

può esercitare una certa discrezionalità.) Imprese private

Principali aree di intervento della P.A.

Erogazione di servizi ad uso collettivo e a domanda individuale secondo criteri di efficienza e di

efficacia, finalizzata a creare valore per tutto il territorio di riferimento;

Sostegno all'economia nelle diverse fasi congiunturali. Interviene per esempio nel processo

di globalizzazione: sostegno alle PMI per la competizione internazionale; lo fa con Camera

di Commercio per esempio. La P.A. interviene anche in caso di crisi finanziaria ed

economica per esempio con la nazionalizzazione delle banche

Promozione dello sviluppo socio-economico (politiche per la competitività delle imprese e

dei sistemi territoriali, interventi per lo sviluppo sostenibile);

Attuazione di politiche di inclusione sociale per le fasce deboli per sentirsi parte attiva della

collettività

Gestione di situazioni di emergenza sanitaria, sociale, ambientale umanitaria (ad esempio a

catastrofi, calamità naturali, carestie) e di eventi, programmati o non programmati, di ampia

portata (manifestazioni sportive, vertici politici a livello internazionale, G8).

Il ritardo del sistema pubblico italiano

Difficoltà dell'Italia a competere con gli altri Paesi industrializzati. Non è in grado di innovarsi

Basso livello di funzionalità, di efficienza e di produttività del sistema pubblico freno

all'economia.

Procedure lunghe

Elevati costi della burocrazia

Mancanza di infrastrutture

Processi decisionali complessi e farraginosi 11

Rapporto doing business 2014

Secondo il Rapporto Doing Business 2014 della World Bank, L'Italia si colloca al 65-

esimo posto su 189 Paesi

Fattori che maggiormente incidono sul ritardo del nostro Paese

pressione fiscale e pagamento delle imposte (138-esimo posto)

ottenimento permessi di costruzione (112-esimo) e credito (109-esimo posto)

esecuzione di contratti e relative controversie (103-esimo)

La graduatoria finale tiene conto oltre dei fattori indicati anche di opinion leader

Questo rapporto definisce quanto è facile fare impresa nel nostro Paese e tiene conto di dieci gruppi

di indicatori fondamentali per la stesura del rapporto: (la maggior parte dipendono dalla P.A.)

avvio di un'impresa

rilascio di permessi di costruzione

registrazione della proprietà

accesso al credito

tutela degli investitori

pressione fiscale e modalità di pagamento imposte

burocrazia negli scambi con l'estero

esecuzione dei contratti (giustizia civile)

gestione della crisi aziendali

disponibilità di energia elettrica

Nel 2015 le modalità di calcolo sono state aggiornate e l'Italia si trova il 56-esima posizione; Se

fossero state utilizzate le medesime modalità di calcolo nel 2014 saremmo stati 52-esimi, quindi di

fatto l'Italia ha perso 4 posizioni.

Rapporto del Word Economic Forum

Altro report che viene effettuato e che tiene conto di 3 macro classi che determinano il Global

Competitiveness Index:

Requisiti di base che valutano le istituzioni, le infrastrutture, la stabilità macroeconomica, la

salute e l'educazione primaria

Indici di miglioramento dell'efficienza che misurano l'educazione superiore e la formazione,

il mercato dei beni, il mercato del lavoro, il mercato finanziario, la capacità tecnologica, le

dimensioni del mercato domestico e internazionale

I fattori di innovazione e il grado di maturità espresso dal sistema delle imprese

WEF, The Global Competitiveness Report 2013-2014

L'Italia si colloca al 49-esimo posto su 148 Paesi.

La Germania è quarta

il Regno unito è decimo

La Francia è 23-esima 12

Le linee di intervento più urgenti

Indicatori particolarmente critici nella valutazione comparativa del livello di competitività

sono: Infrastrutture, trasporti, mobilità

Innovazione, ricerca, sviluppo

Formazione del capitale umano

Information e Communication Technologies

Sanità

Infrastrutture, trasporti e mobilità

Mancato adeguamento dell'infrastruttura autostradale: fonte ANCE

Nel decennio 1999-2008 la spesa per gli investimenti relativi alle strade dell'Italia è pari a 87.557

milioni di euro (Francia e Germania hanno speso oltre 110.000 milioni di euro ); fonte International Transport

Forum

Negli anni 70 l'Italia era leader nel trasporto autostradale

Scarsa adeguatezza della rete ferroviaria (aumento traffico a parità di dotazione, AV/totale

rete);

Insufficiente dotazione infrastrutturale del sistema aeroportuale (traffico merci 1/3 di

Germania e Gran Bretagna, 1/2 di Francia)

Modesta capacità competitiva della rete portuale

L'arretratezza delle infrastrutture di trasporto penalizza l'Italia anche nel settore del turismo

Nella classificazione del World Economic Forum "Travel and Tourism Competitiveness

Report 2009" l'Italia si classifica 27esima su 139 Paesi analizzati; la nostra competitività

turistica è frenata dalla necessità di ammodernamento del sistema dei trasporti terresti

(39esimo posto), e da preoccupazioni legate alla sicurezza (48esimo posto), oltre dalle

politiche di prezzo attuate dagli operatori del settore (129esimo posto)

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Innovazione ricerca e sviluppo

Rapporto 2008 Innovazione di sistema (Fondazione Rosselli): si basa sull'indice aggregato di

innovazione (valutazione di 28 parametri, aggregati in 7 macro aree):

conoscenza tecnico-scientifica

importanza delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione

capitale umano

sostegno finanziario alle attività di ricerca

caratteristiche generali del contesto economico

caratteristiche generali del contesto istituzionale

dotazione infrastrutture di base

In base al rapporto Rosselli si distinguono tre gruppi di Paesi: quelli altamente innovativi, quelli

mediamente innovativi e quelli scarsamente innovativi. Del primo gruppo fanno parte Svezia,

Finlandia, Danimarca, Stati Uniti e Regno Unito

L'Italia si colloca nell'ultimo gruppo in 16-esima posizione sul campione di 19 nazioni europee ed

extra-europee considerate.

Rispetto alle 7 macro aree:

le performance peggiori sono quelle relative al capitale umano (ultima

posizione con 3,4 ricercatori/1000 lavoratori contro 16,6 di Finlandia, 8,2 di

Francia e 7,2 di Germania);

quelle migliori sono relative all'importanza delle tecnologie ICT, in ragione

del più elevato numero di telefoni cellulari attivi ogni 1000 abitanti (con

1351,4 cellulari ogni 1000 abitanti l'Italia è al primo posto fra le 19 economie

mondiali)

Spesa lorda (pubblico e privato) in ricerca e sviluppo: Italia (1,1% PIL), Svezia (3,7% PIL),

Germania (2,5% PIL), Francia (2,1% PIL).

Scuola, Università e formazione professionale

Rapporto annuale dell'OCSE "Education at a Glance" 2011 (aggiornati al 2009). Si basa su:

• i livelli di educazione e i numeri degli studenti;

• i benefici economici dell'educazione sia per i singoli sia per la società;

• i costi dell'educazione sia privati che pubblici;

• l'ambiente scolastico, la composizione del corpo docente, le condizioni di lavoro e il

trattamento retributivo degli insegnanti.

Investimenti in formazione: in Italia quota di spesa pubblica salita al 9,4% nel 2008 (a fronte

del 9% nel 1995) ma al di sotto della spesa media OCSE pari al 12,9%.

Basso tasso scolarizzazione: 10% laureati nella fascia 55‐64; il 20% nella fascia 25‐34

Italia (1999‐2009): tasso di crescita medio annuo di oltre il 4,6% delle persone laureate

(media OCSE del 3,7%)

Tasso abbandono scolastico: 17%, 44% per immigrati; cfr. report PISA

Competenze degli adulti: 70% italiani è sotto il livello 3, con decremento delle competenze

a partire dai 16 anni; cfr.rapporto PIAC

Scarsa attrattività studenti stranieri (1,7% vs. 22,6% USA)

Fuga dei cervelli 14

Tempo trascorso a scuola: Italia (oltre 8 mila) contro 6.732 ore (Media OCSE) per la fascia

di età dai 7‐14 anni.

Retribuzione insegnanti inferiore al valore medio dei paesi OCSE

Assenza meccanismi valutazione lavoro insegnanti

Utilizzo delle ICT

Le tecnologie ICT sono un importante driver strategico per:

l’innovazione

lo sviluppo di nuove idee

l’economia

il cambiamento organizzativo delle imprese

le relazioni commerciali delle imprese

Accesso a Internet (numero di utenti internet ogni 1000 abitanti: Italia in 15‐esima posizione

con un valore di 593 contro i 787 della Svezia al primo posto)

Numero di utenti a banda larga ogni 1000 abitanti: Italia (147,84) a fronte del 319,75 della

Danimarca prima nella graduatoria

Costo medio di accesso alla rete: 3 volte quello della Germania

Sanità

La sanità concorre non esclusivamente al benessere del Paese, ma anche alla produttività dello

stesso. Per esempio il tentativo di ridurre il periodo di malattia dei lavoratori. Si fa una valutazione

costi-benefici.

Italia: aspettativa di vita tra le più elevate (pari a 81,2 anni a fronte del valore medio OCSE

di 79 anni), inferiore solamente a Giappone, Svizzera ed Australia

Numero di medici in servizio ogni 1000 abitanti (Italia 3,7; valore medio Paesi OCSE pari a

3,1)

Personale infermieristico (Italia 7 infermieri per 1000 abitanti ; valore medio Paesi OCSE

pari a 9,6)

Tecnologie avanzate per la diagnostica: (Italia 30,3 apparecchi TAC per 1 milione di abitanti

contro il valore medio OCSE di 20,2)

Spesa sanitaria 2009: Sistema Sanitario Nazionale + quella posta in capo ai cittadini (Italia,

9,5% del PIL; media dei Paesi OCSE pari all'9,6%); Francia: 11,8%; Germania: 11,6%

Euro Health Consumer Index, 38 indicatori che coprono 6 aree chiave per il consumatore (il

diritto dei pazienti a essere informati, la sanità elettronica, i tempi di attesa, i risultati,

l'ampiezza e l'accessibilità dei servizi forniti, i farmaci)

Italia al 15‐esimo posto su 33 Paesi Europei

I sistemi sanitari europei con le migliori prestazioni sono l'Olanda (875 punti), la Danimarca

(819) e l'Islanda (811)

CASO: TASSE DA PAGARE...GUAI IN VISTA

Due enti contrapposti: Comune (Centro destra) e Provincia (Centro sinistra)

Aumento TARSU del 13% da parte del Comune per la gestione del servizio per un aumento del

costo e per i relativi problemi di copertura dei costi del smaltimento dei rifiuti.

Contributo addizionale versato dal Comune e alla Provincia passa dal 5% al 4,8%.

Il Comune accusa la Provincia di aver effettuato tale riduzione come manovra elettorale.

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Sia l'aumento del Comune che la riduzione della Provincia sono legittimate

Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali: vi deve essere collaborazione tra Comune

e Provincia. (vedi commi evidenziati)

MORALE: Ogni decisione deve tenere conto:

Sistema istituzionale: le competenze di Comune e Provincia

Sistema politico: orientamenti politici contrapposti

Sistema aziendale: risorse, efficienza ed efficacia e qualità dei servizi.

Sistema istituzionale:

Riguarda i rapporti tra diritti e doveri e gli ambiti decisionali dei diversi enti e dei diversi organi.

che guarda alle regole tra i diversi enti e istituzioni (interne) e della P.A. con soggetti giuridici

esterni. E' il quadro normativo

Sistema politico:

Le decisioni sono influenzate dal sistema politico e delle modalità con cui si cerca di ottenere il

consenso. Le scelte tengono conto delle aspettative e degli interessi dei diversi gruppi sociali.

Sistema aziendale:

In ogni istituto posso osservare l'azienda che è l'ordine economico, ovvero gli insieme degli

accadimenti economici.

Le decisioni della P.A. influenzate anche da fattori quali risorse limitate e servizi offerti (efficacia

ed efficienza)

LE DETERMINANTI DEL FUNZIONAMENTO DELLA PUBBLICA

AMMINISTRAZIONE

Sistema istituzionale

Riguarda i rapporti tra diritti e doveri e gli ambiti decisionali dei diversi enti e dei diversi

organi 16

Complesso dei principi, dei criteri e degli strumenti attraverso cui si garantisce l'equilibrio

tra i poteri formali dei vari organi interni e i rapporti di diritti o doveri con soggetti giuridici

esterni.

E' il quadro normativo che stabilisce il sistema delle regole dei rapporti interni e i diritti e doveri

della PA

Sistema politico

Riguarda le relazioni tra i rappresentanti dei diversi gruppi della popolazione, ossia i partiti,

i movimenti, le lobby, i gruppi di pressione esterni ed interni

E' l'insieme dei principi, delle forme e dei modi tramite i quali si organizzano e si

confrontano i sistemi sociali

Ha l'obiettivo di garantire l'equilibrio fra valori, attese, interessi di diversi gruppi sociali

Sistema aziendale

E' l'insieme dei principi, dei criteri, dei metodi e degli strumenti di svolgimento delle attività che

hanno lo scopo di realizzare un equilibrio tra bisogni e risorse limitate, tra domanda e offerta di

servizi pubblici

Alcune considerazioni

In passato: forte rilevanza dei sistemi politico e istituzionali

Oggi: è richiesta ed auspicata (anche dalle leggi) un maggior peso del modello aziendale, processo

di aziendalizzazione. Il sistema aziendale non è prevalente, ma deve comunque essere considerato

al fine di una corretta gestione del complesso al fine dell'efficienza e dell'efficacia. La P.A. non ha

come obiettivo la produzione di ricchezza, ma vi è comunque una dimensione aziendale che

richiede un equilibrio tra risorse e risultati al fine di mantenere il sistema.

Impostazione del corso: il modello aziendale non deve essere assoluto e dominante (possibili

storture...), ma nel funzionamento concreto (decisioni, azioni, comportamenti) vi deve essere un

maggior equilibrio e contemperamento fra i tre sistemi.

Le storture che si sono verificate in passato derivano dal fatto che l'aziendalizzazione veniva

considerata non compatibile con l'ambito pubblico (finalità economiche)

Alcune conseguenze

Criteri decisionali

fonte di legittimazione

Criteri di valutazione dell'operato della P.A.

Criteri decisionali:

Bisogna tenere conto dei 3 diversi sistemi: criterio legalità, impatto politico e sistema aziendale.

La compresenza e l'interdipendenza dei tre sistemi determina l'assunzione di diversi criteri

decisionali:

Sistema istituzionale: legalità

Sistema politico: opportunità e consenso, trasparenza e credibilità, efficacia ed equità

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Sistema aziendale : convenienza e razionalità economica (efficacia e efficienza)

(*) Fonte di legittimazione

Nelle amministrazioni private chi genera valore economico acquisisce potere decisionale e

mantiene posizioni di governo

Nelle amministrazioni pubbliche chi ottiene il consenso acquisisce potere decisionale reale

sulle risorse economiche

Criteri di valutazione:

La P.A. viene valutata su diversi piani

L'operato delle amministrazioni pubbliche può essere valutato con riferimento:

Al rispetto delle regole (legalità)

All'utilizzo delle risorse (funzionalità ed economicità)

Agli effetti sulla società (efficacia ed equità)

rapporto tra amministratori e amministrati (consenso, trasparenza, credibilità)

Efficacia, efficienza ed economicità

Sono considerati i tre principi che meglio interpretano il modello e la logica aziendale

Sono riferiti ai rapporti che si stabiliscono tra gli elementi che qualificano i processi aziendali:

fattori produttivi (input)

risultati dell'attività amministrativa (risultati intermedi o output)

effetti sui bisogni finali a cui è orientata l'attività svolta (risultati finali o outcome)

Economicità

Raggiungimento delle finalità istituzionali

La sequenza logica sul piano tecnico è la seguente:

VERIFICA DELL'EFFICACIA DELL'AZIONE

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AMMINISTRATIVA

(idoneità dell'azione a soddisfare i bisogni)

RICERCA DELL'EFFICIENZA

(individuazione delle modalità di produzione di

prestazioni e servizi con il minor impiego di risorse)

RISPETTO DEL PRINCIPIO DI ECONOMICITÁ

(assicurare che il livello di risorse disponibili, acquisito tramite

tributi, prezzi dei servizi o altro, sia coerente e compatibile con il

livello di bisogni che si è scelto o si è obbligati per legge a soddisfare)

Relazioni tra le "E"

Nel concreto le decisioni non possono seguire questa sequenza lineare, ma devono cercare di

trovare con continui aggiustamenti livelli soddisfacenti/accettabili di efficacia, efficienza,

economicità

Più elevati livelli di efficacia ed efficienza, consentono di perseguire l'economicità (autonomia

economica dell'azienda proiettata nel lungo periodo) o di perseguire più soddisfacenti livelli

di economicità: ciò a parità di altre condizioni

Tuttavia se esistono forti pressioni/vincoli esterni, non controllabili dagli organi aziendali, che

spingono ad innalzare il livello quali-quantitativo dei bisogni che si rivolgono alle aziende

pubbliche e a tenere bassi i livelli di risorse (es. riduzione dei tributi), anche alti livelli di

efficacia e di efficienza non sono sufficienti a garantire condizioni di economicità

L'equilibrio tra le tre "E" può essere valutato con riferimento:

All'intera azienda pubblica (impostazione corretta)

A settori più o meno ampi dell'attività, impostazione utile ai fini di controllo

manageriale, ma che a volte porta verso logiche di "equilibri (ottimi) parziali" non

compatibili con l'equilibrio (ottimo) complessivo dell'azienda

Le riforme della P.A. 19

La riforma della P.A. prende avvio a partire dagli anni '90. Le leggi sono necessarie ma non sempre

risultano essere sufficienti. La norma non fa la riforma, deve cambiare il comportamento delle

persone per portare ad un cambiamento definitivo. Tante riforme sono rimaste incompiute o

semplicemente sulla carta.

Prima grande riforma Riordino delle autonomie locali: 142/1990 che introduce una serie di

principi innovativi. Gli enti locali hanno autonomia patrimoniale, statutaria e organizzativa.

Definisce come si possono organizzare i servizi pubblici (forme gestionali). Introduce un principio

nel quale si dice che la politica ha il ruolo nell'amministrazione pubblica di fissare le linee guida e

gli obiettivi, dall'altra parte la dirigenza attua tale direttive per ottenere i risultati. Grande novità è,

quindi, la necessità di definire con chiarezza la sfera di pertinenza di amministratori e management.

Introduce, inoltre, una diversa gestione dei servizi (non solo in economia), ma secondo altri criteri.

Contiene indicazioni circa la formazione dell'Unione dei comuni e comunità montane.

Legge 241/1990 contiene il principio della trasparenza (CARTABILITY)

D.lgs 81/1993 legge di elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti delle province che va nella

direzione di rafforzare il concetto di autonomia locale, gestionale e finanziaria. Tocca il sistema

politico creando una maggiore responsabilità ed esposizione al giudizio degli elettori, focalizzando

l’attenzione sui livelli di servizio assicurati e sulla qualità dell’azione amministrativa nel suo

complesso.

D.lgs 77/1995: Nel 1995 Piano Esecutivo di Gestione: strumento di programmazione e di

autorizzazione alla spesa finalizzato a ordinare e a razionalizzare l’attività degli enti locali,

attraverso la previsione di obiettivi, risorse e responsabilità di gestione, che risulta ispirata a criteri

di efficienza, efficacia economicità e trasparenza dell’azione amministrativa. Imposto a quei comuni

con più di 15000 abitanti (facoltativo al di sotto). Tale strumento consente alle due sfere,

amministrazione e management, di interagire in maniera coordinata creando un punto di incontro:

non c'è sovrapposizione, ma allo stesso modo si cerca di evitare la divergenza. Questo è possibile

perché esso contiene l'indicazione puntuale di obiettivi e risorse allocate. Il piano riordina il sistema

contabile e introduce una logica di responsabilizzazione sugli obiettivi (compensi in relazione ai

risultati ottenuti).

La contabilità delle amministrazioni pubbliche è una contabilità finanziaria (rileva entrate ed uscite

e non costi e ricavi). Dal 1995 il legislatore ha previsto l'obbligo non di tenere la partita doppia (in

maniera sistematica), ma di costruire alla fine dell'anno sulla base dei valori finanziari, i prospetti di

Conto Economico e Situazione Patrimoniale. Il d.lgs 118/2011 riconferma tale obbligo per

rafforzarlo.

D.lgs 150, 2009- riforma Brunetta: Principali obiettivi della riforma: assicurare la trasparenza;

premiare il merito; valutare le prestazioni; ridefinire le regole della contrattazione collettiva

nazionale e integrativa: valorizzare la professionalità dei dirigenti; rafforzare e semplificare il

quadro delle sanzioni. Il principio della trasparenza trova attuazione tramite un programma triennale

che ogni P.A adotta per la trasparenza della performance e per l’integrità e attraverso un’apposita

pagina web => Ciclo della performance. Esso si articola nelle seguenti fasi: definizione degli

obiettivi (strategici e gestionali); misurazione e valutazione (performance individuale e

organizzativa); rendicontazione. Riprende il concetto di osservazione dei risultati e dei compensi.

Decreto legge 174/2012: norme in materia di società partecipate e della qualità del servizio che essi

erogano

Le aree della riforma Bassanini

Uno Stato leggero: Il “Federalismo amministrativo” Un’amministrazione che parla in italiano

Riforma dei Ministeri Amministrazione on-line (e-Government)

Semplificazione di norme e procedure (Es autocertificazione e SUAP)

Lo spazio amministrativo Europeo Un’amministrazione orientata alla qualità e ai risultati

Riforma del lavoro pubblico – distinzione tra politica e amministrazione

20

Punti attraverso cui riformare la P.A. Benché siano datati, sono assolutamente attuali. Le priorità

della riforma Bassanini sono le stesse priorità che valgono oggi!

Per riformare la P.A. occorrono si leggi, ma le leggi non sono sufficienti per raggiungere un

risultato sul piano pratico!

Pensare che una legge cambi i comportamenti è ILLUSORIO. Occorre che il cambiamento penetri

in maniera capillare in tutte le P.A. che i soggetti che gestiscono le risorse siano realmente

competenti e che gli strumenti già previsti siano utilizzati in maniera congiunta.

Per Stato leggero si intende una P.A. che non gravi troppo ma che consenta alle imprese di

aumentare la propria competitività.

Uno Stato leggero che fa meno per farlo meglio

La sussidiarietà orizzontale: ripensare la missione dello Stato focalizzandola sul suo core-business

• dismettere funzioni non essenziali

• esternalizzare o privatizzare servizi che possono essere meglio svolti dal mercato o da

organizzazioni non-profit

• liberalizzare le public utilities

Una P.A. performance-oriented una rivoluzione culturale

• Prima: un approccio giuridico-formale

contano solo regole e procedure, non c'è attenzione a qualità e risultati

• Ora: al servizio del cittadino-utente

qualità del servizio e customer satisfaction come criteri direttivi dell'attività delle Pubbliche

Amministrazioni

un nuovo controllo sulle performance, accanto a controlli di legittimità più efficaci ma

meno invasivi

promuovere la crescita professionale: un piano straordinario per la formazione

maggiore trasparenza: al momento sono registrati presso il Dipartimento della Funzione

Pubblica 1700 URP

meglio

Una P. A. performance-oriented il nuovo management

• Il ruolo unico dei dirigenti dello Stato

• Accesso per concorso pubblico; fino al 5% dal privato con contratto a termine

• Fine dell'inamovibilità dei dirigenti: incarichi a termine (da 2 a 7 anni); licenziamento dei dirigenti

incapaci; valorizzazione dei capaci e meritevoli

• Trattamento accessorio variabile in relazione alle performance

Una P. A. performance-oriented i nuovi controlli interni

• Definizione annuale degli obiettivi

• Un'unità di valutazione in ogni ministero o agenzia

• Controllo strategico e controllo di gestione

• Coordinamento della Presidenza del Consiglio su valutazione e controllo strategico

• Banca dati con le direttive dei ministri e gli indicatori di performance

• Carte dei servizi 21

• Verso standard di qualità a livello europeo

New public management

Applicazione di principi e tecniche del management privato

Ridimensionamento intervento pubblico (privatizzazione ed esternalizzazione)

Decentramento amministrativo

Orientamento al cittadino-cliente

Responsabilizzazione del management su risultati e performance

Sistemi premianti legati alle performance

Competizione tra pubblico e privato e ampio ricorso a forme di quasi mercato

New public management pone l'attenzione sulle condizioni interne e sul loro funzionamento per la

ricerca di una maggiore efficienza (valutazione personale, dirigenza, responsabilizzazione degli

obiettivi ecc). Il cittadino è cliente del servizio.

New public service

Servire cittadini non clienti

Aumentare la partecipazione popolare

Accrescere l'accountability (trasparenza)

Valorizzare le persone e non solo la produttività

New public service, forma di transazione. Il cittadino è sia cliente, utente del servizio, che soggetto

economico (lo sono i prestatori di lavoro come stakeholder) dell'azienda.

Importante è la valorizzazione del capitale umano, per far emergere le loro skills.

Maggiore partecipazione popolare alle decisioni pubbliche.

Public governance

Attenzione al contesto e centralità delle relazioni con l'ambiente

Cittadino quale stakeholder attivo

Rivisitazione del rapporto tra livello politico e amministrativo

22

Innovazione focalizzata non solo sul management interno ma anche sulle altre aree di

governance

La public governance pone più attenzione al contesto. Ci sono diversi attori e la P.A. ha il ruolo di

"cabina di regia", interagisce con i vari soggetti. La centralità è data dalle relazioni che si creano tra

i vari soggetti. Il management deve avere competenze più complete; una funzione dirigenziale

centrata non solo sull'efficienza e sulla qualità, ma sul rapporto con l'ambiente e il soddisfacimento

degli stakeholders. Il rapporto con l'amministrazione cambia perché anche il manager è più

proiettato all'esterno. Il cittadino non è solo cliente ma vengono considerati tutti i bisogni che

quest'ultimo possiede, viene considerato nelle decisioni pubbliche come soggetto attivo.

LE RELAZIONI DELLE AZIENDE PUBBLICHE

Le relazioni: alcune classificazioni

Le relazione delle aziende pubbliche si classificano secondo due criteri:

1 criterio di classificazione:

Relazioni di sistema pubblico vs

Relazioni con l'ambiente esterno (fornitori, utenti ecc)

I livelli di efficacia, efficienza, economicità dipendono in misura rilevante (più rilevante

rispetto alla realtà dell'impresa) dalle relazioni di "sistema pubblico"

2 criterio di classificazione:

Relazioni collaborative

Relazioni competitive

Competizione collaborativa

Relazioni con l'ambiente esterno

• Diverse classi di portatori di interesse

- Fornitori

- Istituti di credito

- Associazioni di categoria e di rappresentanza degli interessi

• Comportamenti opportunistici o collaborativi?

Sono solo gli amministratori a gestire tale relazioni o è anche il management?

Collaborare o competere?

• Relazioni competitive (enti locali, imprese pubbliche) Le aziende pubbliche si muovono in un

sistema di mercato e quindi hanno dei competitors. Anche gli enti locali però devono competere: per

attrarre gli investimenti, per avere un portafoglio servizi unico e ampio => marketing territoriale

• Relazioni collaborative

- All'interno del sistema pubblico (associazionismo):gestione associata come le Unioni di Comuni

- Con il settore privato (PPP): public private partnership => società miste, patti territoriali,

operazioni di finanza di progetto. E' un ambito innovativo, la P.A. non ha soldi e quindi utilizza

l'ambito privato (risorse e competenze)

• Competizione collaborativa: coopetiton. Collaborazione tra ASL di una regione per avere fattori

competitivi a prezzi più vantaggiosi, ma allo stesso tempo competono sul lato dei finanziamenti per

le prestazioni effettuate

• Diverse competenze e modelli di management 23

Relazioni di sistema pubblico

Il fatto che un ente sia un'azienda che appartiene anche a un sistema pubblico è importante per

capire come esso riesca a perseguire l'economicità

Su due fronti:

1. Attribuzione di competenze modelli di Stato

2. Sistema di finanza pubblica

Autonomia gestionale è il riflesso delle relazioni di sistema pubblico (funzionale e

finanziaria).

Autonomia finanziaria e autonomia funzionale sono condizionate dalle relazioni di sistema

pubblico.

Revisione logiche di progettazione e gestione delle relazione (ruolo degli organismi

collegiali => Conferenza Stato-Regione)

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di

Trento e Bolzano opera nell’ambito della comunità nazionale per favorire la cooperazione

tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni e le Province Autonome, costituendo la "sede

privilegiata" della negoziazione politica tra le Amministrazioni centrali e il sistema delle

autonomie regionali.

La conferenza Stato-Regioni:

è la sede dove il Governo acquisisce l’avviso delle Regioni sui più importanti atti amministrativi e

normativi di interesse regionale;

persegue l’obiettivo di realizzare la leale collaborazione tra Amministrazioni centrale e regionali;

si riunisce in una apposita sessione comunitaria per la trattazione di tutti gli aspetti della politica

comunitaria che sono anche di interesse regionale e provinciale

Le relazioni che si istaurano nel sistema pubblico condizionano pesantemente l'economicità.

Competenza: titolarità della funzione, ambito in cui operare.

Titolarità di funzioni pubbliche

Svolgere una funzione pubblica significa avere la responsabilità ed il potere decisionale

originario di dare una risposta a bisogni pubblici

Dire che un ente è titolare di una funzione significa dire che i suoi organi possono scegliere

autonomamente:

Quali bisogni soddisfare

In quale ordine di priorità

In quale modo soddisfarli

Esercizio di funzioni pubbliche

Esercitare una funzione significa:

Avere la titolarità degli atti (formali e sostanziali) per realizzare le azioni necessarie per

rispondere al bisogno 24

Avere l'autonomia di scegliere le diverse modalità per erogare il servizio, la risposta al

bisogno, per ottenere il risultato

Titolarità ed esercizio

Titolarità ed esercizio delle funzioni possono essere disgiunte, ossia far capo a enti/ istituti/

aziende diversi/e

Diversi modelli di Stato:

Centralità dello Stato

L'estensione dell'intervento pubblico, la tipologia delle funzioni svolte e la loro distribuzione tra i

diversi enti seguono la seguente logica:

• Una certa "concezione" di Stato e la sua forma determinano e definiscono gli ambiti privilegiati

dell'intervento pubblico

• In relazione a differenti modelli istituzionali lo Stato definisce la distribuzione delle funzioni tra i

diversi enti (diversi livelli di governo)

Sussidiarietà

La definizione e la distribuzione delle funzioni tra i diversi livelli di governo seguono questo

processo:

• La società nelle sue varie articolazioni (famiglie, imprese, associazioni, ecc.) è lasciata libera di

rispondere ai vari bisogni

• I bisogni cui la società non è in grado di rispondere autonomamente vengono demandati agli enti/

istituti pubblici via via di "ordine superiore" (enti locali, regione, stato nazionale, organismi

sovranazionali) le cui funzioni diventano in un certo senso residuali.

La sussidiarietà verticale si esplica nell'ambito di distribuzione di competenze amministrative tra

diversi livelli di governo territoriali (livello sovranazionale: Unione Europea-Stati membri; livello

nazionale: Stato nazionale-regioni; livello subnazionale: Stato-regioni-autonomie locali) ed esprime

la modalità d'intervento, sussidiario, degli enti territoriali superiori rispetto a quelli minori, ossia gli

organismi superiori intervengono solo se l'esercizio delle funzioni da parte dell'organismo inferiore

sia inadeguato per il raggiungimento degli obiettivi.

La sussidiarietà orizzontale si svolge nell'ambito del rapporto tra autorità e libertà e si basa sul

presupposto secondo cui alla cura dei bisogni collettivi e alle attività di interesse generale

provvedono direttamente i privati cittadini (sia come singoli, sia come associati) e i pubblici poteri

intervengono in funzione ‘sussidiaria', di programmazione, di coordinamento ed eventualmente di

gestione.

Ai bisogni di interesse pubblico non rispondono solo soggetti pubblici, ma possono esserci anche i

cosi detti corpi intermedi. Se questi non rispondono correttamente ci sarà l'intervento del sistema

pubblico

Valutazioni

Il primo modello

Viene definito Stato‐centrico (o statalista)

E’ caratterizzato da una distribuzione delle funzioni dall’alto (Stato) verso il basso (enti

locali) 25

Una maggiore quota di funzioni resta nella sfera di gestione o di influenza dello Stato

Il secondo modello

Viene definito a centralità della società (civile) o di tipo autonomistico e/o federalista

E' caratterizzato da una distribuzione delle funzioni dal basso (enti locali) verso l'alto (Stato,

organismi sovranazionali)

Una quota maggiore di funzioni resta nella sfera di gestione o di influenza degli enti locali

Devolution e sussidiarietà

Devolution: processo che partendo dal principio di sovranità dello Stato sancisce il passaggio di

funzioni:

alle regioni o agli enti locali

ad organismi sovranazionali

alla società (civile), alle imprese (for profit, non profit)

Sussidiarietà: processo tramite cui si intende ridefinire la distribuzione delle funzioni tra i vari enti

sulla base di valutazioni di accettabilità (sul piano politico‐sociale) e di sostenibilità (sul piano

economico e amministrativo)

Il modello Stato centrico

Si può configurare nei seguenti sistemi:

Stato unitario accentrato (lo Stato mantiene la maggior parte delle funzioni e le svolge con

un forte accentramento sul piano decisionale e organizzativo). La maggior parte delle

funzioni sono in capo alla P.A. centrale.

ESEMPI: Nuova Zelanda:

• Stato unitario con decentramento amministrativo (lo Stato mantiene la maggior parte delle

funzioni, ma le svolge tramite suoi organi decentrati sul territorio o delegando un'ampia parte di atti

e compiti agli enti subnazionali). L'Italia in passato ha attraversato una fase di questo tipo.

ESEMPI: Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Francia

Possibili indicatori del grado di decentramento

quota della spesa del governo centrale sul totale della spesa pubblica e sul totale del carico

fiscale

percentuale dei dipendenti pubblici che operano a livello di governo centrale rispetto agli

altri livelli di governo

Il modello autonomistico

• Stato delle autonomie locali (lo Stato attribuisce numerose funzioni proprie agli enti subnazionali

tramite un processo che è stato denominato di "devoluzione delle funzioni")

• Stato federale "per processo di devoluzione" (si ha quando sono attribuite agli enti subnazionali,

federalismo regionale, o agli enti locali, la maggior parte delle funzioni, riservando allo Stato solo

quelle che consentono di mantenere la sua identità)

26

ESEMPI: Italia

Il modello logico della "sussidiarietà" si configura nei seguenti sistemi :

Stato del "federalismo originario" (ossia si creano prima gli enti locali, cantoni, stati federati

e poi si aggregano in stato federale)

ESEMPI: USA, Germania, Svizzera, Canada

Dissoluzione del modello di Stato nazionale e creazione di forme nuove tipo "Europa delle

regioni" o " Europa delle città‐stato” (modelli futuribili)

L'autonomia gestionale viene scomposto di due dimensioni:

autonomia finanziaria: livello di acquisizione delle fonti di finanziamento. Si possiede

autonomia nella scelta del mix. Se è bassa le fonti finanziarie derivano da alti livelli di

governo => Finanza derivata

Criterio della spesa storica: autonomia finanziaria bassa di un Comune. L'anno successivo

riceverà finanziamenti nella misura in cui ha speso l'anno precedente.

autonomia funzionale: discrezionalità che un soggetto ha nell'identificazione dei bisogni

presenti sul territorio, quali sono i bisogni più rilevanti, le modalità più efficaci di risposta

dei bisogni (fronte offerta), come organizzare i servizi per dare una risposta. Autonomia

nella definizione delle combinazioni economiche =>Titolarità della funzione.

Se non sei autonomo (autonomia bassa), invece, non si ha autonomia funzionale ma si

esercitano delle funzioni che vengono decise in modo sovraordinato. => Esercizio della

funzione.

1 quadro: alta responsabilizzazione sui risultati di gestione => Il Comune decide dove investire i

soldi e come finanziarsi (maggiore pressione fiscale o prezzo più elevato dei servizi pubblici per chi

li utilizza). L'autonomia comporta però una piena responsabilizzazione e quindi c'è una risposta

diretta in merito ai risultati ottenuti.

2 quadro: Spinte strutturali ed espansione spesa deficit => deresponsabilizzante: i finanziamenti

arrivano da terzi quindi l'ente non è portato a risparmiare. Ad oggi ci troviamo verso questa

situazione. 27

3 quadro: Rischi di elevata insoddisfazione sulla qualità dei servizi. Cosa più teorica che reale.

Percorso fino ad oggi nella P.A. di decentramento amministrativo nell'ottica della spinta

all'autonomia finanziaria. (ES: IMU per maggiore autonomia)

4 quadro: assenza totale di autonomia

LE CARATTERISTICHE DELLA GESTIONE DELLE AZIENDE PUBBLICHE

Le caratteristiche 28

Sono le caratteristiche delle combinazioni economiche della P.A. che si riflettono sulle modalità con

cui si svolgono le funzioni:

Eterogeneità delle funzioni e dei servizi

Formalità dell'azione amministrativa: livello burocratico

Mancanza del prezzo nella cessione dei servizi pubblici

Trasparenza degli atti

Interdipendenza di tempi/ritmi istituzionali con tempi/ritmi gestionali

Effetto annuncio: condizionare l'opinione pubblica

Sostituzione di obiettivi particolari agli obiettivi della P.A.: come posso convivere obiettivi

particolari con obiettivi istituzionali

Competenza territoriale

Eterogeneità delle funzioni e dei servizi

Gli enti locali hanno diverse funzioni tra loro anche diverse

EMANAZIONE DI LEGGI, REGOLAMENTI, ATTI FORMALI

Regolatore di rapporti sociali e dell'economia, assume l'ipotesi che la correttezza di una

norma formale di per sé produca il risultato.

Gli enti locali, soprattutto quelli di livello superiore, assumono dei provvedimenti. Il criterio

della conoscenza della norma e degli ordinamenti è fondamentale, mentre la ricerca di efficienza

ed efficacia in queste circostante è di poca rilevanza. E' riconducibile allo Stato del Diritto, non

si ha necessità di particolare competenze manageriali per fare questo.

PRODUZIONE DI BENI PUBBLICI (COLLETTIVI)

Assenza di una vera domanda e di concorrenza diretta e quindi le scelte hanno un elevato

livello di discrezionalità da parte degli organi politici di governo. Molti sono erogati in

condizione di monopolio, ma implicano comunque lo svolgimento di un'attività tecnico-

produttiva di combinazione di fattori produttivi.

Servizi ad uso collettivo: non saturano la capacità produttiva e sono servizi non escludibili

(sicurezza, illuminazione, difesa ecc)

PRODUZIONE DI BENI DIVISIBILI ED ESCLUDIBILI

È la risposta alle esigenze di far fronte a fallimenti di mercato, espressione di solidarietà

verso gruppi deboli. Ha per oggetto beni di natura individuale (divisibili ed escludibili

nell'uso) che comunque la società giudica in un determinato periodo storico di interesse

generale e di cui si fa carico

Servizi a domanda individuale: escludibili e che possono saturare la capacità produttiva. C'è un vero

e proprio cliente (biblioteche, musei, centri sportivi ecc)

La produzione di servizi fa si che assume rilevanza l'organizzazione dei fattori produttivi e, quindi,

efficacia ed efficienza entrano in giochi come fattori da considerare.

TRASFERIMENTI FINANZIARI

Avviene tramite la raccolta di tributi di diversa natura e l'erogazione di mezzi finanziari

sotto forma di pensioni, contributi vari alle famiglie, incentivi e sussidi finanziari alle

29

imprese. Realizza la funzione di redistribuzione della ricchezza attribuita da alcune teorie

economiche alla Pubblica Amministrazione

EMANAZIONE DI INDIRIZZI, PROGRAMMI, LINEE GUIDA

Sono gli strumenti attraverso cui l'amministrazione cerca di influenzare indirettamente i

comportamenti di soggetti terzi senza usare poteri sovraordinati; richiede la specificazione di

obiettivi economici e sociali da raggiungere, indicazione di percorsi da seguire, etc.

(Realizza il modello dello Stato delle Regole)

Piano di Governo del territorio: strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale con lo

scopo di definire l'assetto dell'intero territorio. Esso regolamenta l'iniziativa privata attraverso

regole che sono pensate per rispondere ad una logica di interesse pubblico (esempio collocazione

delle imprese sul territorio).

Conseguenze

L'eterogeneità dei prodotti richiederebbe

Diverse strutture organizzative

Modalità di svolgimento (meccanismo operativo)

Professionalità

Criteri di valutazione dei risultati.

Al contrario, prima dell'avvio dei processi di riforma della PA tali funzioni venivano svolte in

enti/aziende caratterizzati da forti uniformità nelle strutture e modelli di funzionamento.

Differenziazione delle strutture organizzative in base alle funzioni svolte: c'è molta eterogeneità, ma

le strutture sono tra loro molto simili. Questo non facilità il funzionamento stesso.

C'è un criterio di perfetta uniformità nell'ambito della P.A. (modello burocratico). I soggetti hanno

in realtà bisogni differenti e questo deve essere considerato tramite una flessibilità organizzativa

interna.

Formalità dell'azione amministrativa

I processi decisionali e operativi devono svolgersi secondo modalità predefinite poiché

nell'amministrazione pubblica la forma assume rilevanza di sostanza.

La P.A. deve essere neutra quindi c'è un'esigenza di formalità in quanto la forma è sostanza.

Inoltre la forma è anche garanzia, in buona parte, del modo di procedere. Ci sono comunque

controlli successivi per verificarne la correttezza.

Le modalità di scrittura degli atti della P.A. devono rispettare una particolare forma e sono soggetti

a controlli interni.

Determina (presente negli atti): decisione che impegna la spesa e permette che eventuali servizi

vengano svolti e pagati. Serve anche per capire il processo organizzativo che viene seguito dalla

P.A. per un determinato servizio.

=> Delibere Giunte/Consigli o determina sono le modalità che garantiscono la formalizzazione

degli atti => Richiamo delle norme che danno sostanza agli atti stessi.

C'è poi il controllo contabile interno che ne verifica la correttezza.

La formalizzazione è un'esigenza intrinseca che però spesso viene portata all'eccesso e

diventa inutile, superflua, dannosa 30


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PIACENZA - CREMONA)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simonab1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e management delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Zuffada Elena.

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