Malattie neoplastiche
Il tumore è la crescita incontrollata e dinamica di cellule nello spazio e nel tempo. Tutte le neoplasie (intese come complesso di malattie e non come malattia unica) hanno alla base dell’eterogeneità un disordine proliferativo. È la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari. Si può generare da cellule specializzate di tutti i tipi, originando da un clone mutato che si replica indefinitamente accumulando e fissando continue mutazioni.
Cancerogenesi (sviluppo tumore)
Avviene in 3 step:
Iniziazione
Fase iniziale in cui avviene l’esposizione ad un iniziatore cancerogeno causando un danno permanente nel DNA. La cellula si dice “iniziata” ed è potenzialmente in grado di generare un tumore. Ovviamente l’iniziazione da sola non è sufficiente, infatti questo danno deve essere fissato da almeno un ciclo di replicazione, perché se la cellula non si divide il danno può essere riparato.
Gli agenti cancerogeni possono essere:
- Fisici: raggi UV in particolare UVB 280-300 nm che creano dimeri pirimidinici.
- Chimici: ad azione diretta come i chemioterapici che quindi non hanno bisogno di una conversione metabolica per danneggiare il DNA; ad azione indiretta come i prodotti tossici che si formano durante la cottura eccessiva di cibi come il benzo(α)pirene modificato a eposside che crea sul DNA un sito apurinico.
- Biologici: come i virus a DNA che si inseriscono in questo creando problemi agli oncosoppressori, oppure quelli a RNA che sequestrano gli oncogeni, anche batteri come Helicobacter sono cancerogeni poiché generano adenocarcinomi dello stomaco.
Promozione
Fase in cui le cellule iniziate, sotto l’influenza di un TPA, proliferano. I TPA sono molecole che non causano mutazioni ma sono mitogeni.
Progressione
Avviene in seguito ad una prolungata esposizione ad un TPA, si forma quindi un nido di cellule pre-neoplastiche che raggiunge una massa critica e che acquistano ulteriori mutazioni che portano ad una definitiva proliferazione incontrollata delle cellule, senza più i controlli canonici. Si sviluppa così il tumore. Il periodo che intercorre tra la cellula iniziata e la manifestazione tangibile del tumore è chiamato periodo di latenza e può durare anche anni.
Fattori predisponenti al cancro
Possono essere:
- Ambientali: esposizione asbesto, abitudini alimentari errate, fumo, alcolismo.
- Predisposizione genetica: es la poliposi adenomatosa familiare insorge quando il gene APC è mutato. Questo è un oncosoppressore che codifica per una proteina che arresta la proliferazione cellulare bloccando la funzione del gene beta-catenina e TCF. Quando APC è mutato queste ultime due proteine daranno sempre segnali di crescita cellulare generando polipi peduncolati e sessili nel colon.
- Condizioni predisponenti non ereditarie: può creare neoplasie la proliferazione rigenerativa che può avvenire nei casi di infiammazione cronica. Durante quest’ultima infatti viene prodotto TNF-α che, oltre ad indurre la sintesi di se stesso, regola la trascrizione di geni coinvolti nella proliferazione come Myc, ciclina D e proteine anti-apoptotiche.
In generale i tumori sono formati dal parenchima tumorale, costituito da cellule neoplastiche tumorali (proliferanti), e lo stroma, formato da tessuto connettivo, vasi, macrofagi e linfonodi con funzione di sostegno. Questi due elementi comunicano affinché la massa possa crescere.
Tumore benigno e maligno
Un tumore benigno è quello che ha caratteristiche micro- macroscopiche innocue che rimarranno nella sede di origine. Però devono comunque essere trattati perché possono compromettere il funzionamento di organi e tessuti. Le cellule tumorali benigne generalmente sono ben differenziate ed assomigliano alle loro controparti normali di origine, ed inoltre la velocità di proliferazione è bassa poiché è inversamente proporzionale al grado di differenziamento (anche se delle volte è influenzata anche da vari fattori come le fluttuazioni ormonali).
I tumori benigni inoltre sviluppano un involucro di tessuto connettivo chiamato capsula fibrosa (origina dalla matrice extracellulare del tessuto di origine) che li separa dal tessuto di origine e rende semplice la rimozione chirurgica poiché ha dei margini ben definiti. Quindi non si ha né metastatizzazione, né infiltrazione in altri tessuti.
Mentre i tumori maligni, chiamati anche cancro in riferimento al granchio che si aggrappa a tutto ciò con cui entra a contatto, hanno la capacità di invadere, infiltrare e distruggere i tessuti circostanti. Le cellule di un tumore maligno, a differenza di quelle di un tumore benigno, non sono ben differenziate e mostrano il fenomeno dell’anaplasia, ovvero regrediscono ad uno stadio più primitivo che rende difficoltoso trovare terapie adeguate ed inoltre con questo fenomeno avvengono anche dei disordini morfologici (nucleo stesse dimensione di citoplasma dovuto ad aneuploidia causata dalle replicazioni aberranti).
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