Le malattie infettive sono tutte le affezioni causate da microrganismi. La storia della
Mummia di Ramses V, probabilmente morto di vaiolo nel 1157 a.C. Le specie
microbiche costituiscono circa il 60% della biomassa della terra, fino ad oggi è stato
identificato solo lo 0.5% dei 2-3 miliardi di specie microbiche di cui si stima l’esistenza.
La capacità di controllare le malattie infettive è una conquista recente. L’era pre-
antibiotica: nel corso dei secoli l’umanità è stata vittima di numerose pandemie. Tra il
XIV e il XV sec. il nostro continente ha rischiato il collasso demografico a causa di
ripetute ondate di vaiolo, tifo e peste. Ancora nel XIX sec. l’aspettativa media di vita
era di 50 anni e la probabilità di morire a causa di malattie infettive era del 40%. Nel
1800 in Europa fino al 70% delle donne che partorivano in ospedale moriva per sepsi
puerperale da streptococco. Nel 1918, al termine della I guerra mondiale, un’epidemia
di influenza colpì Europa, Asia, Australia, nord e sud America. L’epidemia causò la
morte di oltre 30 milioni di individui, un numero superiore alle vittime di guerra. Nel XX
secolo con l’introduzione degli antibiotici e con le campagne di vaccinazione di massa
si è assistito a un drastico calo della mortalità per malattie infettive, specialmente nei
bambini. Tali benefici hanno riguardato tuttavia quasi esclusivamente i paesi
industrializzati. Nel 1967, quando l’OMS lanciò la campagna di eradicazione del vaiolo,
l’«antico flagello» minacciava il 60% della popolazione mondiale, uccideva un malato
su 4, deturpava o accecava la maggior parte dei sopravvissuti ed eludeva ogni forma
di trattamento. Ogni anno nel mondo muoiono circa 57 milioni di persone, 14.82
milioni di queste morti sono dovute a malattie infettive (26%) e la maggior parte si
verifica in persone di età inferiore ai 50 anni.
Un’infezione si definisce emergente quando la sua incidenza nell’uomo è aumentata
negli ultimi 30 anni o minaccia di aumentare nel prossimo futuro, una malattia che non
è mai stata identificata prima nell’uomo, per esempio HIV/AIDS, SARS o la variante
della malattia di Creutzfeld-Jakob (“mucca pazza”). Le malattie riemergenti sono
quelle che sono in circolazione da decadi o secoli, ma recentemente sono in rapido
aumento oppure sono ritornate in una forma, area geografica o ospite umano
differente, o infine con un nuovo pattern di farmacoresistenza, come la febbre da virus
West Nile nell’emisfero occidentale, vaiolo delle scimmie negli US, ripresa della
dengue in Brasile e in altre aree del Sud America. Le malattie intenzionalmente
emergenti sono quelle che vengono introdotte deliberatamente per atti di
bioterrorismo.
L’emergenza delle malattie infettive è causata dalle interazioni dinamiche tra agenti
infettivi in grado di evolversi rapidamente e cambiamenti dell’ambiente e dei
comportamenti dell’ospite che forniscono a tali agenti delle nuove nicchie ecologiche.
I fattori che contribuiscono all’emergenza di malattie infettive sono:
Cambiamenti ambientali e sviluppo dell’agricoltura; per l’aumentata possibilità
che agenti patogeni rompano la barriera tra gli animali e l’uomo. Lo
spostamento degli animali in cerca di cibo a seguito di deforestazione; Animali
costretti a entrare in stretto contatto con gli umani; Uomini che penetrano o
modificano regioni non popolate ed entrano in contatto con serbatoi animali o
vettori. Cambiamenti negli ecosistemi acquatici come la diga di Assuan in
Egitto che ha rallentato il flusso causando il movimento delle lumache verso
nord che portano lo Schistosoma mansoni nell’Alto Egitto. Riscaldamento
globale con l’aumento delle precipitazioni e la creazione di nuovi habitat per le
zanzare o l’aumento di vegetazione e di conseguenza dei roditori. Temperature
più alte negli oceani favoriscono la crescita di Vibrio parahaemolyticus nei
molluschi.
Cambiamenti demografici e comportamentali;
Viaggi e commerci internazionali;
Tecnologia e industria;
Adattamento e mutazioni microbiche;
Collasso delle infrastrutture sanitarie pubbliche.
AIDS (Acquired Immunodeficiency Syndrome) è una sindrome ad eziologia virale
causata dal retrovirus HIV (Human Immunodeficiency Virus) e caratterizzata da una
grave compromissione dell’immunità cellulo-mediata che favorisce la comparsa di
infezioni opportunistiche, manifestazioni neurologiche e neoplasie. Causata da un virus
quindi gli antibiotici sono inutili, HIV si modifica rapidamente ed è difficile fare un
vaccino. Infetta i CD4. I CD4 sono linfociti essenziali per le difese immunitarie, sotto un
certo valore di CD4 il paziente non è in grado di difendersi da alcune infezioni
altrimenti innocue (infezioni opportunistiche). La morte sopraggiunge in genere
proprio a seguito di una manifestazione opportunistica (infezioni o tumori) non per
azione diretta di HIV. Malattia cronica, dal contagio alla morte possono passare 10-20
anni. Nella prima fase i sintomi sono inesistenti o scarsi e l’unico segno di malattia è la
presenza di anticorpi (sieropositivitò). Alla comparsa della prima manifestazione
opportunistica il paziente viene classificato come AIDS.
Nel 1981: in California si riscontrano numerosi casi di giovani precedentemente sani,
omosessuali, con malattie rare come il sarcoma di Kaposi o la polmonite da
Pneumocystis carinii, linfoadenopatia persistente. Presentano un comune difetto
immunologico: deficit immunità cellulare soprattutto linfociti T CD4 e probabile
eziologia retrovirale.
Trasmissione dalla scimmia all’uomo tramite processi alimentari, contaminazione
ematica. Stretta relazione filogenetica tra HIV-2 e SIV, un virus proveniente da una
specie di scimpanzee (Pan troglodytes troglodytes). Vendita carne di primati nell’
Africa centro occidentale, Esposizione a sangue di primati durante la macellazione.
È un virus estremamente labile nell’ambiente esterno. Infettività 20-30 volte inferiore
all’HBV. Isolato da molti materiali biologici come Sangue, Sperma, Secrezioni vaginali,
Latte materno e Liquido amniotico.
La Trasmissione parenterale (ematica) tramite Sangue ed emoderivati. Siringhe
ed aghi infetti (tossicodipendenti), Esposizione occupazionale. La prevenzione
per la trasmissione parenterale si compie testando tutti i derivati del sangue
(dal 1988 in Italia screening obbligatorio), sterilizzando tutti gli strumenti
invasivi e usando le norme di precauzione universali per il personale sanitario.
Per Trasmissione sessuale (70-80% di tutte le infezioni): Eterosessuale o
Omosessuale. La prevenzione per la trasmissione sessuale tramite l’utilizzo del
preservatio dall’inizio del rapporto, in rapporti sessuali con partner di cui non sia
certo lo stato rispetto all’HIV, avendo rapporti sessuali con un solo partner HIV-
negativo, non avendo rapporti sessuali.
Per Trasmissione materno-fetale: Gravidanza, Parto, Allattamento. Prevenzione
si fa raccomandando il test per HIV a tuttele donne in gravidanza: se HIV + si fa
una terapia anti-HIV durante la gravidanza (per abbassare la carica virale nel
sangue materno). Parto cesareo elettivo e non si allattata.
Circa 4900 nuove infezioni da HIV ogni giorno nel 2016, più del 95% nei paesi in via di
sviluppo, circa 70% in Africa Sub Sahariana, oltre 400 in bambini (meno di 15 anni),
4.500 in adulti, di cui oltre il 48% sono donne e circa il 30% colpiscono persone tra i 15
ed i 24 anni.
Dal contagio dopo 10-15 gg si ha un’infezione acuta; tra 3 e 6 mesi la formazione
anticorpi (periodo finestra); infezione cronica: asintomatica, con sintomi aspecifici, con
infezioni opportunistiche minori; fase terminale (AIDS conclamato) con infezioni
opportunistiche maggiori e morte.
Per i test diagnostici sospetto di Infezione cronica ricerca degli anticorpi anti-HIV, per
l’nfezione acuta Monitoraggio in infezione cronica, ricerca e quantizzazione del virus.
Classificazione dell’infezione da HIV secondo CDC: Ogni paziente con malattia da HIV
viene indicato: con una lettera (A, B, C) che indica lo stadio clinico della malattia, con
un numero (1, 2, 3) che indica il numero dei linfociti T CD4. A per infezione retrovirale
acuta, per infezione asintomatica e per linfoadenomegalia generalizzata. B per
condizioni sintomatiche non incluse nella categoria A né in quella C. C per la presenza
di condizioni cliniche indicative di AIDS (manifestazioni opportunistiche).
Categorie secondo il numero di CD4: 500/mmc ( 29%); 200-499/mmc (14-28%);
200/mmc ( 14%).
CDC gruppo A per sindrome retrovirale acuta più infezione asintomatica. Sindrome
retrovirale acuta: manifestazioni cliniche, immunologiche e virologiche che
accompagnano o precedono la sieroconversione anticorpale. Incidenza: 50-80% dei
casi. Le manifestazioni cliniche (sindrome similmononucleosica) compaiono dopo 1-2
settimane dal contagio. Il quadro sintomatologico viene attribuito all’infezione da HIV
quasi sempre a posteriori, anamnesticamente. Aspetti clinici infezione primaria:
spesso asintomatica, sindrome mononucleosica (Cefalea, Febbre, Malessere, Astenia,
Mal di gola, Linfoadenopatia, Esantema), altri segni (Ulcerazioni mucose, Linfopenia,
Piastrinopenia). Aspetti virologici: carica virale elevata, disseminazione del virus negli
organi linfatici, ELISA e/o WB negativo o indeterminato.
Infezione asintomatica è spesso una diagnosi occasionale: Test come screening (donne
in gravidanza, detenuti), Test volontario per percezione del rischio (rapporti
omosessuali o eterosessuali non protetti, partner sieropositivo), Test offerto in
presenza di infezioni sessualmente trasmesse, IST (sifilide, epatite virale, gonorrea,
ecc.).
INFEZIONE SINTOMATICA PRECOCE (CDC B) ARC. Presenza di almeno uno dei seguenti
sintomi: Febbre (intermittente o continua), che dura più di 1 mese e non dipende da
altre patologie; Diarrea persistente per più di un 1 mese; Calo ponderale: più del 10%
del peso corporeo; Alterazioni degli esami di laboratorio: per Anemia, Leucopenia,
Trombocitopenia, Riduzione marcata dei linfociti CD4+. Manifestazioni opportunistiche
“minori” quindi Candidosi persistente (>1 mese), orofaringea o vulvovaginale;
Leucoplachia orale; Dermatite seborroica; Herpes zoster ricorrente e
multidermatomerico; Displasia cervicale moderata, severa o con carcinoma in situ;
Neuropatia periferica; Infezioni batteriche minori come otiti, sinusiti o polmoniti.
INFEZIONE SINTOMATICA TARDIVA (CDC C) malattia conclamata: presenza di una delle
infezioni opportunistiche maggiori o delle neoplasie indicate come caratteristiche di
AIDS; tempo di sopravvivenza alla diagnosi di AIDS influenzato da diversi fattori:
patologia d’esordio dell’AIDS, età del paziente alla diagnosi, terapia antiretrovirale. Le
Patologie opportunistiche maggiori sono: Infezioni fungine quindi Candidosi, PCP
(Polmonite da Pneumocystis carinii), Criptococcosi extrapolmonare, Istoplasmosi,
Coccidioidomicosi; Infezioni virali quindi Citomegalovirosi disseminata o retinica,
Herpes simplex disseminato o cronico, PML-Leucoencefalite multifocale progressiva;
Infezioni protozoarie come Toxoplasmosi cerebrale, Criptosporidiosi intestinale,
Isosporiasi intestinale; Infezioni batteriche quindi Polmoniti batteriche ricorrenti, Sepsi
da Salmonella recidivanti, Micobatteriosi atipiche e Tubercolosi; Neoplasie, Sarcoma di
Kaposi, Linfomi non-Hodgkin, Linfoma cerebrale primitivo, Carcinoma invasivo della
cervice uterina; Patologie provocate da HIV, AIDS - dementia complex (ADC), Wasting
Syndrome.
Neoplasie in HIV: AIDS-definenti Virus, Sarcoma di Kaposi KSHV, Linfoma non-Hodgkin
EBV, KSHV, HIV, Carcinoma cervice invasivo HPV. AIDS-associate: Malattia di Hodgkin
EBV, Leiomiosarcoma (pediatrico) EBV, Ca. squamoso congiuntivale HPV, Carcinoma
squamoso anale HPV.
Eradicazione del virus Attualmente impossibile. Soppressione virale massima e
durevole è possibile. Recupero immunologico o prevenzione dell’immunosoppressione
è possibile. Miglioramento della qualità della vita è possibile. Riduzione morbilità e
mortalità HIV-correlata a volte possibile.
Pre-HAART: Decorso della malattia rapidamente fatale; Assistenza diretta
principalmente al trattamento delle infezioni opportunistiche ed alle cure
palliative; Qualità della vita fortemente condizionata dai sintomi.
Post-HAART: Decorso della malattia ad andamento cronico; Malattia comunque
sempre contagiosa e potenzialmente letale; Regimi terapeutici estremamente
complessi e gravati da numerosi effetti collaterali; Sottostima del rischio di
contagio; Persistenza della discriminazione.
definizione Aderenza: Ingestione del corretto numero di pillole, al momento giusto, in
accordo con le eventuali restrizioni dietetiche prescritte. Deve derivare da un processo
decisionale condiviso dal paziente e dall’operatore sanitario.
Caratteristiche della terapia anti-HIV che possono influenzare l’aderenza:
Trattamento di lunga durata; Possibilità che l’assunzione delle terapie faccia
svelare la sieropositività; L’assunzione della terapia “ricorda” la condizione di
infezione e malattia; Interferenza di alcune condizioni HIVcorrelate.
Fattori che influenzano negativamente l’aderenza: Paziente (Dipendenze in atto
droga e/o alcol, Sesso maschile, Età giovane, Depressione, Bassi livelli
educativi, Mancanza di autostima, Ansia, Dolore, Assenza di miglioramento
clinico); Farmaco (Frequenza delle dosi >2/die, Numero di pillole, Tipo di
farmaco, Impossibilità di assumere il farmaco fuori casa, Restrizioni dietetiche,
Effetti collaterali); Struttura sanitaria (Rapporto medico-paziente non valido,
Precedenti esperienze negative con strutture sanitarie).
Legge 135/90 Interventi di prevenzione, informazione, ricerca e sorveglianza
epidemiologica. Costruzione e ristrutturazione reparti di malattie infettive e laboratori
ed integrazione degli organici di personale. Ospedalizzazione diurna. Assistenza
domiciliare. Formazione operatori sanitari. Tutela dei pazienti HIV+ Tutela della privacy.
Già nei primi anni dell’epidemia l’AIDS si associa a paura, colpevolizzazione,
discriminazione e pregiudizio. Gli stessi operatori sociosanitari provavano disagio e
difficoltà nel dare soluzione ai quesiti dei cittadini e alle problematiche sollevate dai
pazienti. Approvazione di una specifica normativa per richiamare l’attenzione su
aspetti già esistenti nell’ordinamento giuridico ma quasi “dimenticati” di fronte
all’emozione sviluppatasi. Consenso al test. Riferimenti nella Costituzione e nella legge
di istituzione del Servizio Nazionale. Principio di autodeterminazione del paziente nel
processo di diagnosi e cura. Il paziente è il protagonista nella gestione della propria
salute, che resta un suo bene personale. Screening per HIV Non esiste alcuna
normativa che preveda un trattamento sanitario obbligatorio specifico per i pazienti
affetti da HIV. Non giuridicamente legittimo proporre di sottoporre "routinariamente"
al test per HIV alcune categorie (chi deve essere sottoposto a intervento chirurgico,
donne gravide, ecc.), senza preventivo consenso. Ingiustificato anche se lo scopo
fosse tutelare la salute degli operatori sanitari. Assistenza sanitaria oggi: La gestione
dell’infezione da HIV necessita, ormai per definizione, di un approccio integrato per
l’attuazione del quale è richiesta la collaborazione di strutture assistenziali differenti e
di molteplici figure professionali Processo assistenziale complesso. Meno episodi di
degenza ordinaria, Maggior ricorso ad accessi di Day Hospital o ambulatorio, Terapie
estremamente costose, Complesso monitoraggio clinico e di laboratorio, Costante
aumento dei nuovi casi di infezione che richiedono trattamento. Le nuove diagnosi
sono spesso di pazienti già in fase di malattia conclamata. I “rovesci” della medaglia:
L’AIDS ha anche provocato positivi cambiamenti nella prevenzione, nell’assistenza e
cura dei malati, nelle politiche sanitarie e nel rispetto dei diritti del cittadino, Questioni
etiche, Ricerca scientifica, Rapporto medico-paziente Etica. Ha sollevato nuovi
problemi etici: rispetto della privacy e del segreto professionale (quando ancora
l'Autorità Garante della Privacy non era stata nemmeno programmata), consenso
informato a cure e partecipazione a studi sperimentali, problematica sulla necessità di
informare i familiari o il partner del malato circa la sieropositività, rivalutazione
dell’importanza del counselling, diritto/dovere alle cure, desiderio di procreazione,
richiesta d’eutanasia o di suicidio assistito. Ricerca Non vi è altro esempio nella storia
della medicina di un trasferimento così significativo di fondi destinati alla ricerca, alla
prevenzione, alle cure, quale quello che si è verificato per la lotta all'AIDS Qualità della
vita e dell’assistenza, Qualità della vita oltre che quantità di vita, Soddisfazione degli
utenti, dei familiari e degli operatori, Il trattamento e la cura dell'infezione da HIV ci
hanno obbligato a considerare ogni singolo atto medico all'interno di un contesto
sociale che contribuisce a determinare il risultato dell'atto stesso.
Malaria Parassitosi provocata da protozoi intracellulari obbligati appartenenti al
genere Plasmodium e trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare femmine del
genere Anopheles .“Mal aria” malattia contratta in zone considerate malsane (paludi,
acquitrini, ecc.). Trasmissione da Puntura di zanzara femmina infetta del genere
Anopheles, da Inoculazione di sangue infetto: Emotrasfusioni, Siringhe contaminate,
Trasmissione transplacentare. “Malaria da aeroporto”: soggetti residenti in aree
indenni da malaria infettati da zanzare trasportate da aerei provenienti da zone
endemiche.
Esistono 400 specie diverse di Anopheles; solo 27 fungono comunemente da vettori.
Puntura: ogni 2-4 giorni, di sera e di notte. Vivono vicino al