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Malattie infettive

Malattie esantematiche

Sono malattie causate da patogeni (in particolare virus) e sono caratterizzate dalla comparsa di un esantema, ossia una reazione cutanea generalizzata con comparsa di lesioni ripetitive, tutto questo può causare un quadro patologico infettivo o non infettivo:

  • Patologie non infettive - Per esempio nelle reazioni allergiche. Qui l’esantema rappresenta il segno principale.
  • Patologie infettive - Indica che la malattia è infettiva (in questo caso si parla di malattie esantematiche propriamente dette). L’esantema può essere anche parte di una sintomatologia che non caratterizza però il quadro patologico di quella malattia (per esempio nella mononucleosi).

Lesioni elementari delle malattie esantematiche

  • Macula - Sono delle alterazioni a chiazza del colore della cute che si formano per fenomeni emorragici o pigmentari.
  • Papula - Sono formazioni cutanee solide circoscritte che si formano per edema o per un’infiltrazione cellulare (e a volte può essere l’evoluzione di una macula che diventa papula, in questo caso si chiama maculo-papula).
  • Eritema - È un arrossamento circoscritto o diffuso della cute, non rilevato (non rialzato), che si forma per vasodilatazione.
  • Petecchia - È una piccola emorragia sotto-epidermica che si forma per lesione capillare (spesso dovute a un’alterazione della coagulazione o ad una sepsi).
  • Vescicola - È una piccola raccolta di liquido chiaro che si forma per necrosi cellulare (la necrosi porta un edema intracellulare ed intercellulare) con acantolisi (distruzione dei ponti intercellulari di uno strato dell’epidermide). Un’evoluzione della vescicola che infettandosi diventa purulenta.
  • Pustola - È una formazione di residui essiccati di sangue, siero e pus (quindi è un’evoluzione della vescicola).
  • Crosta - È un’esfoliazione dell’epidermide in lamelle di varia estensione, in genere si presenta dopo un esantema allergico.
  • Squama - È un’esfoliazione dell’epidermide in lamelle di varia estensione, in genere si presenta dopo un esantema allergico.

Varicella

Eziologia

Il virus VZV (varicella zoster) fa parte della famiglia degli Herpesvirus.

Trasmissione

Il virus viene escreto con le secrezioni naso-faringee oppure attraverso il liquido delle vescicole che compaiono durante l'esantema della varicella. Il virus penetra poi nell'organismo attraverso le vie respiratorie o attraverso la cute.

Contagiosità

È il periodo in cui il patogeno può essere trasferito ad un altro soggetto. Nella varicella la contagiosità parte dal giorno antecedente alla comparsa dell'esantema e termina dopo che si sono formate le croste.

Fisiopatologia della varicella

Il virus penetra nella congiuntiva e/o nelle vie respiratorie, iniziando la sua replicazione virale a livello degli organi linfoidi del collo (adenoidi e tonsille). Dopo alcuni giorni si replica anche nella milza e nel fegato, causando una seconda viremia della cute e delle mucose, con la comparsa dell'esantema. Dal momento dell'esantema, ci sarà una sintomatologia comune che comprende: astenia, mancanza di forze, febbricola e dolore muscolare. L'esantema della varicella si presenta prima con macule rosse, poi come maculo-papule e le vescicole papulose contengono un liquido che all'inizio è limpido ma poi diventa torbido (le papule diventano pustole). Nel periodo finale della malattia si formeranno delle croste che poi scompariranno col tempo senza lasciare cicatrici.

Periodo d'incubazione

Il periodo d'incubazione è il tempo che intercorre tra l'acquisizione dell'agente infettante e l'apparizione dell'esantema. Nel caso della varicella, il periodo d'incubazione è di 10-23 giorni (in media dura sui 14 giorni).

Evoluzione cutanea della varicella

Le prime lesioni appaiono sul torace e sull'addome, dopo 12-24 ore vengono interessati il volto e gli arti, ma possono essere presenti anche sul cuoio capelluto e sulla mucosa orale. Inoltre, la varicella può presentarsi con un esantema che varia da persona a persona (da tutto il corpo ricoperto di vescicole a anche 1 o 2 vescicole).

Importante

Non grattare le vescicole durante la varicella e durante altre malattie esantematiche perché rompendosi prima del dovuto possono causare cicatrici che rimarranno per tutta la vita.

Terapia per la varicella

La terapia si basa su un farmaco chiamato aciclovir, che viene somministrato in dosi differenti in base al soggetto (bambino, adulto o immunodepresso). In caso di superinfezione, oltre ad aciclovir si usano antistaminici e antibiotici.

Complicanze della varicella

  • Polmonite varicellosa - È la complicanza più importante, causata da alterazioni immunologiche date dal virus che può portare a superinfezione batterica in cui si devono poi usare antibiotici.
  • Impetiginizzazione delle vescicole - È molto frequente, le vescicole della varicella s’infettano e quindi anche qui oltre alla terapia virale si deve aggiungere l’antibiotico.
  • Cheratite - Infezione della cornea con alterazione della vista.
  • Piastrinopenia - Scarsa produzione di piastrine dovuta ad un’infezione a livello midollare.
  • Nevrassite - È un’encefalite localizzata soprattutto nel cervello caratterizzata da atassia (cioè mancata coordinazione muscolare).

Morbillo

Eziologia

Virus della famiglia Paramyxovirus, genere Morbillovirus.

Trasmissione

Il virus viene escreto per via orofaringea tramite tosse e starnuti, e penetra nell’organismo attraverso la congiuntiva o le mucose delle vie respiratorie.

Incubazione

Dura 9-12 giorni; in questo periodo non si rilevano segni particolari tranne un lieve esantema maculoso e fugace (spesso non viene notato, quindi definito un rush cutaneo prodromico).

Contagiosità

Da 5 giorni prima dell’esantema a 5 giorni dopo l’esantema.

Evoluzione cutanea del morbillo

Nella fase d’invasione virale c’è febbre, corizza (raffreddore), laringotracheite, cheratocongiuntivite e appare il segno di Koplik (lesioni delle mucose orali con una punta biancastra). Nella fase esantematica, appare l’esantema dopo 14 giorni dal contagio, caratterizzato da maculo-papule prima dietro l’orecchio, poi si diffondono al volto, al collo, al tronco e agli arti (non vengono colpiti palmo delle mani e pianta dei piedi). Nei primi giorni l’esantema si concentra al volto, che appare edematoso (gonfio), accompagnato da febbre alta, tumefazione linfoghiandolare retroauricolare e retronucale, astenia e fotofobia (sensibilità elevatissima alla luce che causa grande fastidio).

Terapia per il morbillo

Si basa su antibiotici, reidratazione venosa, lavaggi nasali-oculari, aerosol e antistaminici (non c’è un antivirale specifico per il morbillo).

Forme particolari di morbillo

  • Morbillo emorragico - Si presenta con emorragie cutanee e mucose, con febbre alta e spesso polmonite.
  • Morbillo ipertossico - Si presenta in bambini immunodepressi.
  • Morbillo in gravidanza - Può causare aborto o parti prematuri.

Complicanze del morbillo

  • Miocardite - Può portare a morte.
  • Bronchiolite - Soprattutto nei bambini.
  • Broncopolmonite morbillosa - Può causare superinfezione come nella polmonite varicellosa.
  • Laringite stenotica - Infiammazione della laringe che può diffondersi nei bronchi.
  • Otite - Infiammazione dell’orecchio.
  • Encefalomielite - Malattia autoimmune che provoca la degradazione della mielina nei nervi encefalici.

Profilassi del morbillo

Vaccinazione trivalente MPR (morbillo, parotite e rosolia) - Viene fatta tra i 12-15 mesi di vita con richiamo a 5-6 anni.

Post-esposizione (bambino esposto al morbillo) - Si può utilizzare la vaccinazione entro 72 h dall’esposizione oppure le Ig standard 0.25 mL/Kg entro 6 gg dall’esposizione.

Rosolia

Eziologia

Virus della famiglia Togaviridae, genere Rubivirus.

Trasmissione

Avviene per via aerea nella rosolia acquisita o per via verticale nella rosolia congenita. Il virus viene escreto per via oro-faringea tramite tosse e starnuti, poi penetra attraverso la congiuntiva o le mucose delle vie respiratorie. Sono necessari rapporti stretti e prolungati per il contagio (una singola esposizione non è pericolosa).

Incubazione

12-23 giorni.

Contagiosità

Da 5 giorni prima dell’esantema a 5 giorni dopo l’esantema.

Evoluzione cutanea della rosolia

Nella rosolia acquisita nel primo periodo d’infezione, il soggetto è asintomatico. 4-5 giorni prima dell’esantema può comparire una linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) soprattutto retroauricolare, retronucale e cervicale, che può persistere per 1-2 settimane. Quando appare l’esantema, c’è anche febbre moderata e le maculo-papule rosa si diffondono dal volto al tronco agli arti. Dopo 5 giorni, l’esantema scompare.

Terapia per la rosolia

Va data in base ai sintomi, quindi antipiretici in caso di febbre alta e antistaminici per il prurito.

Profilassi

Può essere attiva (con vaccino) o passiva (con Ig specifiche).

Forma congenita di rosolia

È causata da difetti congeniti della donna gravida che verranno ereditati dal nascituro:

  • Malformazioni cardiache - Acquisite tra la 4o e la 10o settimana di gravidanza.
  • Alterazioni oculari - Acquisite tra la 6o e la 10o settimana di gravidanza, caratterizzate principalmente da cataratta uni/bilaterale.
  • Sordità - Acquisite tra la 9o e la 10o settimana di gravidanza, può essere sordità uni/bilaterale.

Complicanze della rosolia

  • Interessamento articolare - I sintomi vanno da modeste artralgie alle dita, ai polsi e alle ginocchia, fino ad artriti simili all’artrite reumatoide. L’interessamento articolare è raro nel bambino mentre nelle donne adulte compare nel 30% dei casi.
  • Nevrassite - Complicanza rara ma se presente ha una mortalità del 20% dei casi.
  • Encefalite progressiva - È rarissima.

Mononucleosi

Eziologia

Virus EBV (Epstein-Barr), della famiglia Herpesvirus.

Trasmissione

Orofaringea, si trasmette con contatti stretti (baci e scambi di saliva) non si trasmette con droplets (goccioline).

Incubazione

Varia da 10 a 60 giorni.

Contagiosità

Varia da 2 settimane prima delle manifestazioni cliniche fino a 6 mesi dopo la guarigione.

Simptomatologia clinica

È caratterizzata da linfoadenopatia, febbre, astenia, cefalea, angina mononucleosica (spesso scambiata per tonsillite batterica) e epatosplenomegalia. Quest’ultima, associata a linfoadenopatia e all’angina, dà un quadro quasi certo di mononucleosi. Nella mononucleosi, l’esantema può essere fugace e non è sempre presente.

Terapia per la mononucleosi

Va data in base ai sintomi, quindi antipiretici, antinfiammatori e corticosteroidi (in caso di complicanze).

Complicanze della mononucleosi

  • Rottura della milza - Rara ma molto severa perché porta a morte nel 90% dei casi.
  • Ipertrofia del tessuto linfatico - Causa ostruzione delle vie respiratorie superiori e richiede l’intervento di corticosteroidi.
  • Meningite/encefalite - Rara (1% dei casi).
  • Anemia emolitica/piastrinopenia - Rarissima.

Scarlattina

Eziologia

Streptococcus Pyogenes - Batterio gram + produttore di tossine pirogene.

Trasmissione

Per via respiratoria, tramite droplets di saliva o da alimenti contaminati.

Incubazione

2-5 giorni.

Contagiosità

Cessa dopo 1-2 giorni di antibiotici.

Evoluzione cutanea della scarlattina

All’inizio c’è una faringo-tonsillite, febbre elevata, cefalea, dolori addominali e vomito. In seguito appare un esantema maculo-papuloso a punta di colore rosso vivo che inizia prima dagli arti, poi si... (testo originale incompleto)

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Scienze mediche MED/17 Malattie infettive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicolaspatriarca00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Lichtner Miriam.
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