I tumori ossei
Definizione: Condizione morbosa legata alla formazione di un tessuto nuovo aberrante e patologico che diventa causa di malattia per i tessuti preesistenti.
Fattori di rischio
I fattori di rischio sono molteplici: esposizione a radiazioni, agenti alchilanti, acido nitrico, amine aromatiche, idrocarburi policiclici, virus che alterano la matrice del DNA e dell'RNA.
Manifestazioni cliniche
I tumori da un punto di vista clinico possono estrinsecarsi con un dolore spontaneo o provocato o durante un movimento. Ci sono tuttavia forme tumorali che decorrono in maniera silente e solo nello stadio preterminale danno una sintomatologia.
Nei tumori ossei il dolore incomincia a comparire quando la malattia assume un significato patologico; addirittura, ci si accorge di avere una lesione osteolitica quando si è determinata una frattura cosiddetta patologica.
In alcuni casi, se il tumore è proliferante come per esempio un osteoblastoma, si ha una tumefazione; la consistenza del tumore è sempre dura, non mobile nei piani sottostanti, ben aderente ai piani sottostanti, scarsamente dolente. La cute soprastante di solito è tesa, è presente un reticolo venoso, e nei tumori ossei, soprattutto nelle forme metastatiche, si hanno fratture.
Mezzi diagnostici
- Esame radiografico
- TAC
- RMN
- Arteriografia (per evidenziare un’eventuale deviazione del percorso di un vaso)
Una volta individuata la neoformazione, si richiede un esame istologico e a seconda della formazione, un’asportazione di essa e un reperto intraoperatorio in estemporanea. Poi, a seconda della natura benigna o maligna della lesione, si prosegue con una condotta chirurgica diversa. La scintigrafia si esegue attualmente subito dopo l’asportazione di una massa tumorale. Se il referto scintigrafico è negativo, si rimanda il discorso dopo sei mesi o un anno.
Classificazione su base istogenetica
- Tumori di origine ossea:
- Benigni: osteoma, osteoma-osteoide, osteoblastoma
- A bassa malignità: osteosarcoma iuxtacorticale
- Maligni: osteosarcoma
- Tumori di origine cartilaginea:
- Benigni: condromi, fibroma condromixoide, esostosi *
- Tumori di origine fibrosa ed istiocitaria:
- Benigni: fibroma istiocitario, istiocitoma benigno fibroso
- Maligni: fibrosarcoma, tumore a cellule giganti, istiocitoma
- Tumori di origine mesenchimale e midollare: sono quasi tutti maligni, ricordiamo il sarcoma di Ewing, il reticolosarcoma, il plasmacitoma, il linfosarcoma, il linfoma di Hodgkin
* Secondo Campanacci, le esostosi non devono essere inserite tra i tumori benigni. Esistono due forme di esostosi: solitaria e malattia esostosa.
Condroblastoma
È un tumore di origine cartilaginea, benigno, cresce e si sviluppa per lo più a ridosso della cartilagine di accrescimento, predilige l'età giovanile. Le sedi predilette sono le epifisi per lo più prossimali: l'epifisi della tibia, dell'omero, del femore. Il quadro radiografico si presenta come un'area di rarefazione ovale endostale (questo radiograficamente l'andamento benigno); vi è un orsetto sclerotico che delimita l'area di tessuto patologico. Di solito la corticale nel quadro radiografico è integra, ma col passare del tempo, il condroblastoma comporta la comparsa di ulteriori sintomi.
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