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Medicina fisica e riabilitativa

ICD international classification of disease

Una classificazione delle malattie può essere definita come un sistema di categorie al quale sono assegnate le diverse entità morbose. Lo scopo dell’ICD è di permettere una sistematica rilevazione, analisi, interpretazione e comparazione di dati di mortalità e morbosità raccolti in differenti paesi o aree, anche in tempi diversi. Viene usata a livello nazionale per scopi epidemiologici e di gestione della sanità, tali scopi includono l’analisi della situazione sanitaria in determinate popolazioni ed il monitoraggio dell’incidenza e prevalenza delle malattie. La ICD è classificata in tre livelli: lista delle malattie, guida agli utenti e indice alfabetico.

ICIDH international classification of impairment, disability and handicap

A differenza dell’ICD, che si preoccupa di classificare malattie e sintomi, si occupa della condizione di salute di un individuo, intendendo con ciò qualsiasi alterazione o modificazione dello stato di salute che può interferire con le attività quotidiane. La classificazione si divide in tre parti indipendenti (menomazioni, disabilità, handicap) con un sistema di codificazione autonomo a tre cifre, di cui le prime due per le categorie e la terza per la specificazione delle sottocategorie.

Le menomazioni (Impairment) sono divise in 9 gruppi di categorie:

  • Menomazioni delle capacità intellettive
  • Altre menomazioni psicologiche
  • Del linguaggio
  • Auricolari
  • Oculari
  • Viscerali
  • Scheletriche
  • Deturpanti
  • Generalizzate, sensoriali e di altro tipo

Le disabilità (Disability) sono divise in 9 gruppi di categorie:

  • Disabilità nel comportamento
  • Nella comunicazione
  • Nella cura della persona
  • Locomotorie
  • Dovute all’assetto corporeo
  • Nella destrezza
  • Circostanziali
  • In particolari attività
  • Altre restrizioni dell’attività

Gli handicap invece sono classificati in 6 gruppi di categorie:

  • Handicap nell’orientamento
  • Nell’indipendenza fisica
  • Nella mobilità
  • Occupazionali
  • Nell’integrazione sociale
  • Nell’autosufficienza economica

ICF international classification of functioning, disabilities and health

Prende il posto dell’ICIDH e il cambio di nome deriva dall’esigenza di prendere in considerazione le esperienze positive. A differenza della classificazione precedente, infatti, non classifica le conseguenze di una malattia ma propone una classificazione degli elementi che concorrono a determinare lo stato di salute di un individuo. La disabilità ed il funzionamento umano sono il risultato di interazioni fra lo stato di salute e fattori di contesto, tale interazione è complessa, bidirezionale e dinamica.

Gli scopi dell’ICF sono:

  • Fornire una base scientifica per classificare le conseguenze delle malattie
  • Stabilire un linguaggio comune per migliorare il trasferimento di dati
  • Permettere la comparazione dei dati attraverso stati, discipline sanitarie, tempo e servizi socio sanitari
  • Fornire un unico sistema di codificazione per il sistema di informazione sanitario

La classificazione si compone in due parti: la prima esplora gli ambiti della salute ed indaga la persona in quanto individuo, mentre la seconda esplora gli ambiti legati alla salute indagando la persona in quanto essere sociale sottoposto all’influenza di fattori ambientali.

La prima parte ha due componenti:

  • La funzione d’organo: mentale, sensoriale, dolore, immunitario, ecc.
  • La struttura d’organo: occhio, orecchio, cuore, polmoni, sistema nervoso, ecc.

Sono state individuate inoltre nove aree, ciascuna delle quali può essere definita in termini di performance (ciò che un individuo riesce a fare nel quadro della sua vita reale) e/o in termini di capacità (descrive la possibilità di un individuo di effettuare un compito).

La seconda parte dell’ICF prende in considerazione i fattori contestuali, ossia il quadro nel quale si svolge la vita di una persona. Questa sezione comprende:

  • I fattori personali
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Scienze mediche MED/33 Malattie apparato locomotore

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