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diversi ambiti, possa tradursi in autonomia della persona nel suo complesso e

comunque in una migliore qualità della vita della persona.

L'intervento riabilitativo viene finalizzato verso quattro obiettivi:

il recupero di una competenza funzionale che, per ragioni

• patologiche, è andata perduta (ripresa della deambulazione dopo

una protesizzazione all’anca)

l'evocazione di una competenza che non è comparsa nel corso

• dello sviluppo (acquisizione della scrittura in un bambino con

sindrome di Down)

la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale

• cercando di modificare la storia naturale delle malattie cronico

degenerative (distrofie, sclerosi, demenza, ecc.)

la possibilità di reperire formule facilitanti alternative (utilizzo di

• sedie a rotelle, PEG, ecc.)

L’inizio dell’intervento riabilitativo ha inizio nel momento stesso in cui il danno

si instaura, mentre il termine è stabilito da un accurato bilancio tra la

stabilizzazione degli esiti e la presenza di potenzialità di recupero.

La riabilitazione si divide in 3 stadi:

il primo stadio ha luogo nel momento stesso in cui si verifica la

• menomazione, pertanto, o in fase acuta di malattia o all’accertamento di

una patologia cronica o congenita

il secondo stadio prende avvio appena superata la fase acuta della

• malattia, concerne infatti la fase post acuta e riguarda sia le strutture

ospedaliere sia quelle extra ospedaliere di riabilitazione

il terzo stadio richiede interventi sanitari meno sistematici (in quanto

• l’handicap è stabilizzato) e pertanto praticabili anche ambulatorialmente,

finalizzato al mantenimento delle autonomie conseguite e ad evitare

possibili involuzioni

Sul piano operativo è utile distinguere tra:

interventi riabilitativi prettamente di tipo sanitario

• interventi riabilitativi prettamente di tipo sociale

Inoltre vengono definite attività sanitarie di riabilitazione gli interventi

valutativi, diagnostici e terapeutici finalizzati a portare il soggetto affetto da

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menomazioni a minimizzare e a contenere la sua disabilità e inoltre a portare il

soggetto disabile a muoversi, camminare, parlare, mangiare, vestirsi, ecc.

Infine si definiscono attività di riabilitazione sociale le azioni e gli interventi

finalizzati a garantire al disabile la massima partecipazione possibile alla vita

sociale con la minore restrizione possibile delle sue scelte operative.

Recenti e importanti modificazioni per quanto riguarda la riabilitazione sono:

2001: l’organizzazione mondiale della sanità (WHO) approva

• definitivamente la nuova classificazione che sostituisce l’ICIDH, cioè l’ICF

2004: nuova definizione dell’UE di medicina fisica e riabilitativa

• Regionalizzazione della sanità in Italia

• Creazione dei LEA

5 – SCALE DI VALUTAZIONE IN RIABILITAZIONE

Numerosi fattori hanno prodotto ultimamente una rapida evoluzione delle

discipline inerenti la riabilitazione e alcuni di questi fattori sono:

Aumento della vita media

• Maggiore sopravvivenza grazie alle discipline mediche

• L’evoluzione di tecnologie e metodologie utili

• Nascita e crescita dell’EBM

Le competenze della medicina riabilitativa sono prettamente cliniche,

educative e gestionali, mentre gli obiettivi sono l’autonomia e la qualità della

vita.

La valutazione in medicina riabilitativa può essere clinica o strumentale e deve

essere effettuata periodicamente (fase acuta, fase di recupero, fase di

stabilizzazione, ecc.).

La medicina riabilitativa valuta secondo l’ICF le funzioni corporee, le attività e

la partecipazione, mentre secondo l’ICIDH valuta le menomazioni, la disabilità e

gli handicap.

In medicina riabilitativa, misurare significa quantificare un’osservazione in

rapporto ad un sistema di riferimento, mentre valutare significa attribuire

significato ad un dato o ad una misura.

Le scale di valutazione standardizzate non sono alternative all’esame fisiatrico

e possono essere nominali, ordinali, ad intervallo, di rapporto o composite, e

tipizzano e quantizzano la menomazione, la disabilità e l’handicap.

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Le scale di valutazione sono valide, semplici, affidabili, rapide, sensibili e di

facile lettura.

Le scale di valutazione del danno e della menomazione quantificano l’evento

dell’effetto patogeno che ha agito su strutture anatomiche, apparati o sistemi

funzionali e alcuni esempi sono:

Glasgow coma scale: misura le alterazioni dello stato di coscienza nei

• pazienti in coma basandosi su 3 parametri (apertura degli occhi, risposta

motorie e risposta verbale)

ASIA scale: misura il danno motorio e sensitivo nel mieloleso

• VAS: misura il dolore

• Zung depression scale e Beck depression scale: misurano la depressione

• Motricity index: misura il danno muscolare del paziente emiplegico

• MMSE: misura lo stato mentale globale

• Ashworth scale: misura la spasticità di un gruppo muscolare

• Modified somatic perception questionnaire: misura il grado di

• somatizzazione

Oswestry low back pain questionnaire: misura il danno da lombalgia

• cronica

Roland-Morris disability scale: misura il danno da rachialgia

Le scale di valutazione della disabilità utilizzano la valutazione funzionale che è

un metodo per descrivere le limitazioni e le possibilità, e di misurare le capacità

di compiti necessari alla vita quotidiana, alcuni esempi di queste scale sono:

Harris hip score: è una scala per la coxoartrosi

• WOMAC osteoarthritis index: misura la disabilità da artrosi

• FIM: scala di misurazione della disabilità

• Barthel index: è composta da 10 item come controllo vescicale,

• alimentazione, cura e igiene personale, ecc.

Katz index: misura l’indipendenza del soggetto nella vita quotidiana

Le scale di valutazione dell’handicap prendono in considerazione aspetti

psicologici, sociali ed economici ed alcuni esempi sono:

CHART questionnaire: misura le dimensioni dell’handicap soprattutto nel

• mieloleso

CIQ: misura l’integrazione di un soggetto con postumi di trauma

• cranio-encefalico

SF-36: misura lo stato di salute di un soggetto e comprende ad esempio

• funzione fisica, funzione sociale, limitazioni, dolore, ecc.

SIP: composta da 136 voci che definiscono i cambiamenti apportati da

• uno stato morboso in un soggetto

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Una delle scale più importanti è la scala FIM che è uno strumento validato per

misurare la disabilità, predisporne gli opportuni interventi e verificarne

l’efficacia.

La scala FIM esplora una serie di ambiti assegnando a ciascuno un punteggio

(indice di gravità della disabilità in quell’ambito) assegnando un punteggio da 1

a 7 per ogni voce ed è costituita da 18 voci che definiscono la cura della

persona, il controllo sfinterico, la capacità di effettuare trasferimenti, la

locomozione, la capacità di comunicare, ecc.

6 – STRUMENTI RIABILITATIVI

Infrasuoni: le loro frequenze arrivano al limite inferiore dell’udibile, sono

• generati con sistemi meccanici o pneumatici e vengono applicati in sede

locale o generale.

Hanno effetti vasomotori, mobilizzano le secrezioni bronchiali, ecc.

Ultrasuoni: hanno una frequenza tra 1 e 3 MHz, vengono applicati

• localmente anche in acqua ed hanno un effetto fibrinolitico e fibrolitico di

micromassaggio e orientamento del collagene cicatriziale.

Onde elettromagnetiche: si differenziano per frequenza e lunghezza

• d’onda (magnetoterapia, IR, UV, laserterapia, ecc.)

IR: sono una forma di energia calorica con luce visibile e radiazioni

• invisibili, provocano effetti locali (riscaldamento, vasodilatazione,

eritema, ecc.) ed effetti generali (vasodilatazione splancnica,

rilassamento muscolare, incremento dell’ematocrito, ecc.)

Vengono prodotti da lampade contenenti gas rari e un filamento di

tungsteno.

UV: rispetto ai raggi dello spettro visibile hanno frequenza maggiore ma

• minore lunghezza d’onda, possono essere lunghi (danno fluorescenza

utile in diagnostica dermatologica), medi (producono eritema e lieve

pigmentazione) o corti (eritema precoce e severa pigmentazione, hanno

un effetto letale sulle cellule).

Producono calore, hanno un’azione locale e generale e provocano sulla

cute eritema e pigmentazione.

L’esposizione può durare al massimo 15 minuti e vengono irradiati

mediante una tavoletta con 4 fari che verranno scoperti ad uno ad uno.

Laser: amplificazione della luce per mezzo di emissione di radiazioni,

• hanno effetti biostimolanti ed antalgici sui tessuti con accelerazione dei

processi fisiologici ed incremento del microcircolo.

Sono indicati per tendiniti, contratture muscolari, piaghe, artrosi, ecc.

È costituito da un materiale attivo (CO2, Argon, Elio, Neon), un sistema di

pompaggio ed un risonatore ottico.

TENS: stimolazione nervosa elettrica transcutanea, ha una bassa

• frequenza rettangolare con effetto antalgico per liberazione di endorfine.

Viene applicata per 15-30 minuti tranne nei portatori di pacemaker.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wallacekr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie dell'apparato locomotore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Ammendolia Antonio.

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