Malattia di Alzheimer
La malattia di Alzheimer rappresenta il 50-60% di tutte le forme di demenza. Descriveremo lungamente la patogenesi e le prospettive terapeutiche dell'Alzheimer tra poco. Comunque, sia per ora anticipiamo che si tratta di una malattia che esiste sia in forma sporadica sia in forma familiare (quasi sempre a trasmissione autosomica dominante). Le alterazioni istopatologiche tipiche dell'Alzheimer sono: la presenza di placche amiloidi extracellulari (formate, vedremo, da peptide beta-42) e la presenza di grovigli neurofibrillari intracellulari (formati da proteina tau).
L'Alzheimer è una demenza che esordisce con la compromissione dell'ippocampo e della corteccia entorinale, cioè le aree del cervello deputate all'immagazzinamento dei ricordi. Per questo il deficit cognitivo iniziale tipico dell'Alzheimer consiste in disturbi della memoria episodica e dell'apprendimento. Invece le funzioni visuo-spaziali e motorie sono conservate, almeno all'inizio.
Schema della stadiazione neuropatologica
La stadiazione neuropatologica della malattia di Alzheimer è eseguibile con PET:
- Negli stadi I e II (stadi trans-entorinali) si vede che il cervello è tutto sano a parte l'ippocampo e la corteccia entorinale.
- Negli stadi III e IV (stadi limbici) si vede l'estensione alla corteccia limbica e al lobo temporale.
- Negli stadi V e VI (stadi neocorticali) le alterazioni si diffondono a interessare diffusamente i lobi frontali e temporali, mentre i lobi parietali ed occipitali vengono risparmiati fin quasi alla fine.
All'inizio della malattia, la degenerazione neurofibrillare e l'accumulo di amiloide interessano i neuroni della corteccia entorinale, da cui origina il fascio perforante, e le cellule piramidali dei campi CA1 e CA3 dell'ippocampo, da cui origina il circuito di Papez. Questo circuito coinvolge l'ippocampo, i tubercoli mammillari e i nuclei anteriori del talamo ed è il circuito preposto alla memorizzazione delle informazioni provenienti dal mondo esterno e quindi alla "creazione dei ricordi". In pratica, fa sì che quello che il soggetto apprende venga immagazzinato in una parte del suo cervello. Perciò, in questa fase, il soggetto non si ricorda di aver conosciuto ieri una persona o un fatto, però si ricorda benissimo il passato remoto. Per questo, l'esordio clinico della malattia è "un deficit selettivo dell'apprendimento e della memoria episodica". Le funzioni motorie sono normali e l'esame obiettivo neurologico è negativo.
Poi, con la progressione della malattia, le alterazioni si diffondono a tutto l'ippocampo e alla corteccia entorinale, che praticamente fungono da "magazzini" della memoria. A questo punto, quindi, il soggetto comincia a non ricordarsi più nemmeno delle cose passate.
La RM di un paziente con MCI amnesico mostra un ippocampo perfettamente normale, mentre alla RM di un paziente con Alzheimer, anche in fase precoce, un bravo ed esperto radiologo può vedere che la forma dell'ippocampo è già un po' alterata. La progressione della malattia è inevitabile ma molto lenta. Fox, per esempio, ha dimostrato che in pazienti con Alzheimer familiare è già presente una pronunciata atrofia dell'ippocampo e della corteccia entorinale molti anni prima che venga fatta la diagnosi clinica. A questo scopo possono essere molto importanti il test MMSE (specialmente nella domanda che testa la memoria a breve termine), il test delle 15 parole di Rey e il test della figura di Rey. Solo in una fase molto avanzata di Alzheimer, invece, sarà alterato anche il test dell'orologio.
Quindi, diventa molto importante riuscire a distinguere un vero e proprio Alzheimer in fase precoce da un MCI di tipo amnesico: è una sfida abbastanza difficile per il medico che si trova di fronte una persona anziana. Vediamo qualche suggerimento utile:
| Alzheimer | MCI amnesico |
|---|---|
| Dimentica completamente le esperienze | Dimentica parti di un'esperienza |
| Raramente se ne ricorda in un secondo momento | Spesso se ne ricorda in un secondo momento |
| Diventa gradualmente incapace di seguire istruzioni scritte o orali | È capace di seguire istruzioni |
| Diventa gradualmente incapace di usare appunti per ricordare le cose | Può ovviare al deficit mnesico usando appunti per ricordare le cose |
| La perdita della memoria interferisce con le attività quotidiane | Non ha alcuna limitazione nelle attività quotidiane |
| Diventa gradualmente incapace di curare la propria persona | Cura la propria persona come ha sempre fatto |
L'inizio, dunque, di solito è un disturbo della memoria e dell'apprendimento, poi compaiono deficit di almeno un'altra funzione cognitiva, ad esempio: disnomia.