Le politiche economiche di lungo periodo
Introduzione
Questo lavoro riguarda l’evoluzione temporale di un sistema economico. Nel linguaggio corrente, le parole crescita e sviluppo vengono comunemente utilizzate come sinonimi. Nella letteratura economica, invece, i due termini hanno assunto nel tempo un significato ben distinto; vi troviamo, infatti, una comune convenzione che attribuisce ai modelli di crescita il compito di spiegare fattori e condizioni di crescita in equilibrio del reddito nei paesi sviluppati e che ritiene, invece, che l’economia dello sviluppo tratti della struttura e del comportamento del sistema economico dei paesi poveri.
Noi prenderemo in considerazione i modelli di sviluppo di Domar e Harrod ed il modello di crescita neoclassico di Solow. I primi, di stampo keynesiano, si basano essenzialmente sui concetti di moltiplicatore del reddito e di acceleratore; il secondo, invece, attribuisce al progresso tecnologico la capacità di far crescere il sistema economico. Infine, analizzeremo brevemente la nuova frontiera riguardante questo genere di modelli, che è costituita dalla teoria della crescita endogena.
Il sistema economico semplificato utilizzato dai modelli
Nella seguente trattazione faremo riferimento a un sistema economico semplificato senza scambi con l’estero, in cui esistono solo due settori, famiglie ed imprese. Le imprese possiedono un certo capitale che utilizzano per produrre un bene omogeneo. Questo capitale non deperisce e viene di anno in anno opportunamente adeguato sulla base di valutazioni compiute dagli imprenditori. Il bene prodotto è venduto alle famiglie, le quali lo utilizzano per soddisfare i propri bisogni immediati di consumo oppure viene da queste risparmiato per poterlo poi consumare in futuro.
Naturalmente, il risparmio non rimane ozioso presso le famiglie; queste, infatti, lo danno in prestito alle imprese, che lo richiedono al fine di compiere i propri progetti d’investimento. È facilmente intuibile che, perché vi sia equilibrio nel sistema in un determinato periodo, l’ammontare di risparmio delle famiglie e l’entità degli investimenti delle imprese debbano coincidere.
Nei seguenti modelli che sintetizzano il comportamento dei vari agenti presenti nel sistema economico troveremo, quindi, sempre caratterizzati i due settori, famiglie ed imprese, insieme alle condizioni che mettono in equilibrio il sistema. Osserveremo, dunque, come ogni autore immagini e sintetizzi il comportamento perpetrato nei due settori ed il modo in cui le condizioni di equilibrio del sistema vengano da essi diversamente specificate.
Sono opportune alcune precisazioni. Nel sistema economico possiamo distinguere con riferimento al tempo due tipi di variabili:
- Variabili stock: Sono le variabili la cui entità è determinabile solo facendo riferimento a un singolo istante di tempo. Ad esempio, lo stock di capitale, Kt, e la capacità produttiva, Xt.
- Variabili flusso: Sono le variabili la cui entità è determinabile solo con riferimento a un intervallo di tempo; ad esempio, la produzione, Yt, gli investimenti, It, ed il risparmio, St. Le variabili flusso sono variazioni di variabili stock; ad esempio, l’investimento è la variazione dello stock di capitale.
Per ogni variabile il tempo di riferimento è indicato in pedice. Ad esempio, Yt indica la produzione al tempo t.
L’esempio seguente chiarirà meglio la differenza. Supponiamo di poter rappresentare il tempo con una linea retta, dove t-1, t e t+1 indicano tre intervalli di tempo successivi:
- t-1 t t+1
In base a quanto detto, Yt, ad esempio, essendo una variabile flusso, indica la quantità del bene prodotta dall’inizio alla fine dell’anno t.
Qualche problema lo creano le variabili stock. Prendiamo, ad esempio, il capitale al tempo t, Kt. Questa notazione viene da alcuni utilizzata per indicare l’ammontare totale di capitale in possesso delle imprese alla fine del periodo t e utilizzato nel corso dell’anno per produrre la quantità di bene Yt; tale capitale è così costituito dal capitale esistente alla fine dell’anno t-1 e dagli investimenti compiuti nell’anno t (Kt = Kt-1 + It).
Alternativamente, Kt indica l’ammontare di capitale posseduto dalle imprese all’inizio del periodo t e che è già stato utilizzato nel corso dell’anno per produrre la quantità di bene Yt; in base a quanto detto, Kt è ora costituito dal capitale posseduto dalle imprese all’inizio del periodo t-1, più gli investimenti compiuti nello stesso periodo (Kt = Kt-1 + It-1).
Come si può notare, il problema che creano queste variabili è puramente concettuale, dipende solo dal momento in cui la variabile stock viene misurata (31 dicembre o 1 gennaio)! Nel seguito della trattazione avremo modo di appurare che i modelli di sviluppo utilizzano la prima definizione, i modelli di crescita la seconda.
Domar e lo sviluppo in equilibrio
Si supponga che in un’economia chiusa al tempo t tutte le imprese presenti nell’economia producano un solo bene, Yt.
Settore famiglie
Le famiglie domandano Yt per soddisfare le proprie scelte di consumo, Ct, o di risparmio, St, cioè lo conservano per consumarlo in seguito: (1). Sia s la propensione media e marginale al risparmio costante nel tempo per ipotesi; cosicché: (2) e (3).
Settore imprese
Se da un lato abbiamo le famiglie che richiedono il prodotto da consumare e risparmiare, dall’altro lato esistono naturalmente delle imprese che debbono fornire tale prodotto, soddisfare, quindi, la domanda delle famiglie. Domar suppone che lo stock di capitale posseduto dalle imprese al tempo t abbia una certa capacità produttiva (fissa perché siamo nel breve periodo), Xt, che suppone anche essere in rapporto di stretta proporzionalità con lo stock di capitale: (4), dove v è il rapporto capitale/prodotto costante per ipotesi.
È ovvio che le imprese modificheranno in ogni periodo lo stock di capitale in loro possesso per adattare la propria capacità produttiva alle esigenze della domanda: (5)
Condizioni di equilibrio
Perché vi sia equilibrio, in ogni periodo le decisioni riguardanti quanto risparmiare prese dalle famiglie devono coincidere con le scelte d’investimento operate dalle imprese: (6). Domar aggiunge a questa un’altra condizione che richiede, affinché il sistema cresca in equilibrio, che l’incremento di domanda tra un periodo e l’altro continui ad essere soddisfatto.