Teoria della crescita
Definiamo PIL reale Q il rapporto tra il PIL nominale Y (valore finale dei beni e dei servizi prodotti all'interno di uno Stato valutati ai prezzi di mercato) e un indice dei prezzi (Indice armonizzato dei prezzi al consumo, Deflatore del PIL).
Il tasso di variazione γ prende il nome di tasso di crescita (congiunturale) dell'economia. Se γ>0 l'economia si trova in una fase di espansione, se γ<0 l'economia si trova in recessione, se invece γ oscilla intorno a 0 l'economia tende a ristagnare.
Utilizzando la metodologia di Prescott è possibile scomporre la serie del PIL reale nella somma di due componenti: trend e ciclo.
Trend e ciclo
Il trend misura la tendenza di fondo dell'economia, ossia l'andamento del PIL reale nel lungo periodo, al netto delle oscillazioni transitorie. Il ciclo misura le oscillazioni di breve periodo del PIL reale intorno alla sua tendenza di fondo.
La teoria della crescita si occupa di studiare l'andamento di fondo del PIL reale astraendo dalle oscillazioni di breve periodo.
Smith
Nella sua opera più importante "Indagine sulla ricchezza delle nazioni", l'economista e filosofo scozzese si interroga su quali elementi determinino il benessere materiale della collettività, misurato in termini di PIL reale pro capite. Smith vede nel progresso tecnico e in particolare nella divisione del lavoro, il motore fondamentale della crescita. Attraverso la suddivisione in fasi di un processo produttivo complesso, è possibile, secondo Smith, ottenere un incremento rilevante nel volume della produzione aggregata.
Elementi fondamentali per la crescita secondo Smith
- Specializzazione della forza lavoro (learning by doing)
- Risparmio nei tempi morti
- Specializzazione dei macchinari
In questo caso si ha un esempio di rendimenti crescenti di scala: all'aumentare degli input, l'output cresce in maniera più che proporzionale. Perché questo processo giunga a buon fine è necessario che crescano in contemporanea le dimensioni del mercato e il numero di acquirenti. La diminuzione dei costi di produzione deve tradursi in una diminuzione dei prezzi e in un incremento della domanda.
Malthus
È il primo dei grandi economisti classici ad analizzare le possibili difficoltà che un'economia può incontrare lungo il proprio percorso di crescita. Una prima difficoltà, identificata da Malthus, è legata alla possibile scarsità di domanda aggregata. Ciò avviene nel caso in cui i lavoratori non hanno i mezzi per acquistare ciò che producono, senza che i capitalisti e i proprietari terrieri possano sostituirsi interamente ad essi.
Una seconda difficoltà è legata al diverso andamento nel tempo della popolazione e delle risorse alimentari. Malthus ipotizza che la popolazione (N) cresca in progressione geometrica e le risorse alimentari (Q) in proporzione aritmetica. La conseguenza inevitabile è che, prima o poi, la popolazione superi le risorse alimentari e Q/N cominci a diminuire.
Oltre un certo punto la diminuzione di Q/N deve arrestarsi, generalmente come conseguenza di eventi catastrofici (carestie, malattie o guerre) che determinano una brusca diminuzione della popolazione e un nuovo aumento di Q/N. È possibile ottenere l'equilibrio tra la popolazione e le risorse.