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Università degli Studi di Torino

Appunti di

MACROECONOMIA

Prof. Lino SAU

Argomenti

20. ANALISI DEI RICAVI

1. Introduzione storica e filosofica alla

macroeconomia 21. MACROECONOMIA: ANALISI

DELL’EQUILIBRIO DI MERCATO

2. Contabilità nazionale e PIL Costruzione della curva di offerta sul

mercato dei beni

3. Le componenti di AD e il saldo di bilancio Legge di offerta e punto di ottimo

Grafico curva di domanda – curva di

4. Le componenti di AD in un sistema offerta

chiuso agli scambi e il moltiplicatore del Disequilibrio (eccedenza e penuria)

reddito 22. CENNI ALLE FORME DI MERCATO

5. Esempi di grafici da commentare Concorrenza perfetta, concorrenza

imperfetta

6. Fondamenti microeconomici: il consumo 23. IL MERCATO DEL LAVORO I^PARTE

7. Il consumo: la classificazione dei beni Domanda del fattore lavoro

Offerta del fattore lavoro

8. La curva di domanda e il concetto di Curva di domanda e curva di offerta

elasticità Saggio marginale di sostituzione

14. CONCETTO DI ELASTICITA’ 24. IL MERCATO DEL LAVORO 2^PARTE

ELASTICITA’ rispetto al reddito, prezzo e Disoccupazione involontaria e

elasticità incrociata disoccupazione volontaria

Teoria di Keynes del 1936

15. FONDAMENTI MICROECONOMICI: LA Introduzione dei sindacati

PRODUZIONE Salari di efficienza e insiders/outsiders

16. I FATTORI PRODUTTIVI 25. I MERCATI MONETARI E FINANZIARI

I^PARTE

17. LA FUNZIONE DI PRODOTTO TOTALE La storia della moneta

Pensiero di Keynes

18. FUNZIONE DI PRODUZIONE E Le funzioni della moneta

PRODUTTIVITA’ Lo studio della domanda e dell’offerta

Legge della produttività marginale della moneta

decrescente

19. ANALISI DEI COSTI DI PRODUZIONE

Economia politica

L’ECONOMIA POLITICA è la scienza che si occupa dello studio e dell’analisi dei sistemi

economici. Si suddivide in:

1. MICROECONOMIA che si occupa dello studio dei singoli agenti economici, imprese e

consumatori e come essi interagiscono fra loro.

2. MACROECONOMIA che considera il comportamento aggregato degli operatori

economici. Studia le relazioni fra le grandezze economiche aggregate (consumi,

produzione, spesa pubblica..) e gli operatori aggregati (famiglie, consumatori, industrie,

Stato..).

ADAM SMITH E LA FILOSOFIA MORALE

L’economia politica è nata dalla filosofia morale, e il “padre” di questa disciplina viene

considerato Adam Smith (Scozia, filosofo ed economista).

- 1776 pubblica: “Ricchezza delle Nazioni” dove illustra la sua teoria, utilizzando la

metafora della “mano invisibile” secondo la quale “l’operato libero di consumatori e

produttori porti all’ottimo sociale o collettivo (ovvero pieno impiego della forza lavoro,

dunque nessuna disoccupazione).

Smith sostiene il principio del “laissez-faire”, ovvero lasciare operare liberamente

consumatori e produttori, che mirando all’ottimo individuale, porterebbero a quello

collettivo.

- Pubblica “Teoria dei sentimenti morali” nel quale afferma come l’altruismo e l’amicizia

siano il fondamento della società.

OPINIONI SULLA TEORIA DI SMITH

A FAVORE:

- L. Robbins (economista ‘900) sostiene che l’economia dovrebbe studiare la locazione

delle risorse e noni fini (questioni etiche). Dunque l’economia dovrebbe essere neutrale

rispetto ai fini e non porsi obiettivi di uguaglianza.

CONTRO:

- A. Sen (filosofo ed economista di origini indiane) afferma che è impossibile separare

economia ed etica.

- J.M. Keynes (economista britannico) fautore dell’intervento pubblico in economia,

sostiene che nulla, tranne nelle eccezioni “by accident” (puramente casuale) o “by

design” (dietro un progetto) possa garantire l’ottimo sociale. Nel 1926 pubblica “La fine

del laissez-faire”.

- J. Stiglitz afferma che la “mano invisibile” è tale perché non esiste.

Contabilità nazionale

PRODOTTO INTERNO LORDO

Il Pil è un valore fondamentale della macroeconomia. Si intendono

tutti i servizi e beni finali (dato dalla somma delle loro quantità per i

rispettivi prezzi) prodotti all’interno dei confini nazionali in un dato

periodo (solitamente anno solare) dai residenti. E’ considerato un

indice quantitativo di benessere relativo e non assoluto. Inoltre è il

risultato della combinazione di fattori produttivi quali: lavoro (L),

capitale (k) e terra.

Il BES (INDICE DI BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE) è un alternativa al Pil per fornire un

indice di benessere più preciso.

PIL = prezzi x quantità

Nel PIL i beni e i servizi possono essere calcolati a PREZZI DI MERCATO (incluse le

imposte indirette, es. Iva) oppure al COSTO DEI FATTORI (al netto delle imposte indirette,

escluse).

Il PIL, dal punto di vista della produzione, è anche il totale del valore aggiunto

di tutte le imprese che operano nell’economia in un dato periodo di tempo.

VA (valore aggiunto): è il valore della produzione del prodotto finale meno il valore dei

beni intermedi utilizzati.

Possiamo calcolarlo per ogni stadio di produzione.

es. valore della farina - il costo del grano

Il Pil può suddividersi in:

1. PIL REALE/A PREZZI COSTANTI: non tiene conto dei prezzi, ma solo della variazione

delle quantità. Viene preso in considerazione un anno base, per vedere le quantità dei

beni e servizi prodotti. Sono escluse le imposte indirette.

t= anno base

es. prezzi 2010 x quantità 2019

2. PIL NOMINALE/A PREZZI CORRENTI: tiene conto della variazione dei prezzi. Sono

incluse le imposte indirette.

i= beni

t= tempo

p= prezzo

q= quantità

es. prezzi 2019 x quantità 2019

I BENI DI PRODUZIONE sono beni a cui serve un’ulteriore trasformazione.

Si suddividono in:

1. BENI INTERMEDI, impiegabili solo una volta;

2. BENI STRUMENTALI, impiegabili più volte;

I BENI DI CONSUMO si suddividono in:

1. BENI DI CONSUMO IMMEDIATO;

2. BENI DI CONSUMO DUREVOLE.

Il PNL (PRODOTTO NAZIONALE LORDO) contiene al suo interno anche ciò che i cittadini

italiani conseguono all’estero e ciò che i cittadini stranieri producono in Italia.

L’ IPC (INDICE DEI PREZZI A CONSUMO) misura il costo d’acquisto di un determinato

paniere di beni rappresentativo, tenendo conto degli acquisti di un consumatore medio.

Il REDDITO NAZIONALE RN considera i cittadini italiani che lavorano all’estero (es.

frontalieri).

Il PIN (PRODOTTO INTERNO NETTO) viene calcolato sottraendo al PIL quella parte di

investimenti che copre l’ammortamento dei beni capitali deperiti. Infatti, parte del

capitale fisico a disposizione di un sistema economico, con il trascorrere degli anni non è

più utilizzabile per la produzione.

DEFLATORE DEL PIL o INDICE DI PAASCHE

Si intende la variazione di prezzi fra l’anno base e l’anno corrente. É dato dal rapporto fra

Pil nominale e Pil reale. DEFLAZIONE (contrario di INFLAZIONE) s’intende

l’abbassamento dei prezzi. (Uno dei compiti della BCE è mantenere i prezzi costanti).

Se il rapporto è:

> 1 : inflazione

< 1 : deflazione

= 1 : prezzi stabili

FLUSSO CIRCOLARE

L’analisi macroeconomica è svolta sulla base del cosiddetto Flusso Circolare:

settore privato, settore pubblico, settore monetario finanziario e settore

estero, sono tra loro interdipendenti.

PRODUZIONE E DOMANDA AGGREGATA

Bisogna sempre considerare due sfere nella macroeconomia: la DOMANDA e l’OFFERTA.

Il livello di produzione aggregata è il totale dei redditi guadagnati in un certo periodo,

quindi possiamo assumere che sia pari al RN (Y).

Y= RN se Y= beni e servizi di un determinato paese che vengono

domandati

Y = C + I + G + (X-M)

C= consumi

I= investimenti

G= spesa pubblica

X= esportazioni

M= importazioni

La domanda aggregata è costituita da quattro componenti:

1. CONSUMI AGGREGATI (C) delle famiglie. Dipende dalla scelta del consumatore e dal

VINCOLO DI BILANCIO (reddito che ha a disposizione il consumatore);

2. INVESTIMENTI AGGREGATI (I) spesa per i beni di investimento (es. macchine/impianti

di produzione);

3. SPESA PUBBLICA (G) che si divide in CORRENTE (medici, docenti, funz. amministrativi.)

e PER INFRASTRUTTURE (ponti, strade, banda larga.);

4. ESPORTAZIONI (X) AL NETTO DELLE IMPORTAZIONI (M), (X-M).

SALDO DEL BILANCIO PUBBLICO

É dato dalle entrate, meno le spese.

SBG = TA – (G+TR)

TA= tasse (entrate per lo Stato)

G= spesa pubblica

TR= trasferimenti (sussidi es. disoccupazione o trasferimenti alla produzione es. cassa

integrazione)

Se:

(G+TR) = TA : saldo/ bilancio in pareggio

(G+TR) > TA : deficit

(G+TR) < TA : avanzo

SALDO DELLA BILANCIA COMMERCIALE

La differenza fra esportazioni ed importazioni è detta anche SALDO DELLA BILANCIA

COMMERCIALE (SBC). Sono compresi solo beni e servizi, non movimenti di capitale.

SBC = (X-M)

Se la differenza è:

> 1 : surplus (esporto più di quello che importo)

< 1 : deficit (importo più delle esportazioni)

= 1 : pareggio

SALDO DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Sono compresi solo i movimenti di capitale e gli investimenti diretti esteri IDE (es. se una

società piemontese apre una sua filiale in Cina, avremo un investimento diretto estero).

SBP = (X-M) + MC

MC= movimenti di capitale (comprare obbligazioni estere)

MOVIMENTI DI PORTAFOGLIO comprare obbligazioni interne.

RAPPORTO DEFICIT\PIL

Il rapporto deficit\Pil può essere a INDEBITAMENTO NETTO cioè che non tiene conto

della spesa per interessi. La differenza con AVANZO o DISAVANZO PRIMARIO è che

quest’ultimo tiene conto della spesa per interessi.

CONDIZIONE DI EQUILIBRIO MACROECONOMICO

Y = D

Y= offerta aggregata

D= domanda aggregata

VISIONI DIFFERENTI: O D oppure D O?

→ →

1. Smith: visione che enfatizza il ruolo dell’offerta O D;

2. Keynes: visione che enfatizza il ruolo della domanda D O.

IL CONSUMO AGGREGATO

C = C0 + cY

C0= consumo autonomo (non dipende dal reddito Y)

c= PMC propensione marginale al consumo;

Y= reddito corrente, quando si calcola il consumo aggregato si fa riferimento al reddito in

quel preciso istante.

PMC: esprime la variazione del consumo aggregato al variare del reddito corrente.

Il consumo cresce al crescere del reddito, ma meno che proporzionalmente (meno del

reddito) (0 < c < 1) non avremo mai C = Y.

Il consumo aggregato risulta maggiore in chi ha un reddito medio-basso rispetto a chi

ha un reddito medio-alto.

Questa funzione è un’equazione di una retta: Co intercetta all’origine ed è il

termine noto;

C è il coefficiente angolare

(pendenza della retta).

RISPARMIO AGGREGATO

Il risparmio aggregato S è un complemento

al consumo, quello che non consumo

andrà in risparmio. Reddito non consumato. Non è una componente della domanda

aggregata ma il suo complemento.

S = Y – C

S= risparmio

C= consumo

Sostituiamo C nell'equazione con la funzione:

Y – (C0+cY)

Facciamo un raccoglimento parziale:

- C0 + (1-c)Y

-Co= coefficiente angolare che intercetta il quadrante negativo

Anche questa funzione è un’equazione di una retta:

Il coefficiente angolare (1-C) è la

PROPENSIONE MARGINALE AL

RISPARMIO: essa è il complemento ad 1

della PMC. É data dal reddito complessivo

degli italiani, meno il consumo

complessivo (consumo aggregato) 1-C.

Il risparmio negativo è dato da chi

consuma, ma non ha reddito (es. studenti, disoccupati) e dunque non risparmia (come

se si indebitassero).

L

A FUNZIONE KEYNESIANA DELL’INVESTIMENTO AGGREGATO

Con investimento aggregato si intende la variazione negli stock di capitale. ( K \ K).

Δ

I = I0 – bi

I0= investimento autonomo

b= elasticità o sensibilità dell’investimento al tasso i

i= tasso d’interesse

INVESTIMENTO AUTONOMO: è la parte d’investimento che si fa sulla base delle

aspettative di profitto future; non dipende dal tasso di interesse i.

Keynes sosteneva che le aspettative di profitto futuro, a medio-lungo termine,

dipendessero dagli “Animal Spirits”, gli slanci vitali degli imprenditori.

Al crescere del tasso di interesse i, diminuisce l’investimento I e viceversa.

LA SPESA PUBBLICA e LE TASSE

La spesa pubblica (G) è esogena cioè decisa dal governo.

G = G0

Si divide in SPESA PUBBLICA CORRENTE (medici, docenti, funzionari amministrativi..) e

SPESA IN INFRASTRUTTURE (ponti, strade, banda larga..); la spesa pubblica è finanziata

in parte dalla pressione fiscale (imposte dirette IRPEF e indirette IVA).

GETTITO FISCALE

TA = tY

t= pressione fiscale

Aliquota fiscale è in proporzione al reddito: 0<t<1

In presenza di tasse il reddito disponibile:

Yd = Y-TA

LE COMPONENTI DELLA DOMANDA AGGREGATA IN UN SISTEMA CHIUSO E IL

MOLTIPLICATORE DEL REDDITO

sistema chiuso: non prendiamo in considerazione X, M e MC.

1. In equilibrio:

D = C+I+G =

sostituiamo le equazioni delle componenti della domanda nell’equazione:

= (Co+cY) + (Io+bi) + Go

Definiamo A come la somma di tutte le componenti autonome (esogene):

A = Co+Io+Go spesa autonoma

Quindi scriviamo:

1.1 D=(A-bi) + cY lo teniamo fuori perchè dipende dal reddito

raccogliamo

Imponiamo in modo esplicito

2.O=Y offerta=output

D=Y condizione di equivalenza Y=(A-bi) + Cy

Risolviamo la condizione di equivalenza per Y:

Y-cY=(A-bi) quindi Y(1-c) = (A-bi)

Y = 1 / (1-c) x (A-bi)

1/(1-c)= moltiplicatore del reddito

A= PMS

Poiché c<1 allora 1/(1-c)>1, cioè >1 ne deriva che variazioni di A provocano

aumenti più che proporzionali del reddito Y perchè il moltiplicatore è

maggiore di 1.

- Abbiamo considerato il caso in cui TA=tY=0

Se le consideriamo = 1/(1-c) (1-t) con >1

In questo modello REDDITO-SPESA, la domanda D influenza l’offerta O.

IL MOLTIPLICATORE DEL REDDITO

Il moltiplicatore del reddito ( ) misura la variazione del reddito al variare della spesa.

α

Es.

c=0,8 quindi 1/ (1-0,8) = 1/0,2=5

Per ogni $ di reddito, l’80% va al consumo; il 2°% in risparmio.

C=0,5 quindi 1/ (1-0,5) = 1/0,5=2

PMC<PMS

Un’elevata PROPENSIONE MARGINALE AL CONSUMO (PMC) favorisce l’aumento del

reddito (Y).

- se PMC diminuisce, diminuisce, (PMS) PROPENSIONE MARGINALE AL RISPARMIO

α

aumenta;

- se PMC aumenta, aumenta, PMS diminuisce.

α

- se la PMS è troppo alta questa sfavorisce il livello di reddito Y raggiunto dal paese.

Il risparmio s, dal punto di vista macroeconomico, non è sempre una virtù, perchè può

frenare la crescita del reddito Y e di conseguenza l’occupazione.

Se aumenta una delle componenti della domanda, aumenterà di conseguenza più che

Proporzionalmente il reddito Y (offerta).

es. se = 2 e la spesa autonoma aumentasse di 100 il reddito varierebbe di:

α

∆Y = 100 = 200

α

Questo risultato è stato formulato da Keynes nella Teoria Generale dell’Occupazione,

dell’Interesse della moneta (1936) e capovolge la cosiddetta Legge di Say, secondo la

quale l’offerta determina la domanda.

Secondo Say,O D supply side economics

Per Keynes, invece, è la domanda che determina l’offerta effettiva, che si forma nel

sistema macroeconomico, cioè il reddito e l’occupazione.

L’EQUILIBRIO SUL MERCATO DEI BENI (EQUILIBRIO REALE)

1. D=(A-bi)+cY TA=0 per semplicità

2. O=Y l’offerta è pari all’output aggregato (Y)

3. D=Y condizione di equilibrio Y=(A-bi)+cY

→ →

O D supply side

D O demand side

DOMANDA EFFETTIVA E REDDITO DI EQUILIBRIO Bisettrice: luogo dei punti infiniti di

equilibrio in cui D=Y

Y: livello di reddito di equilibrio

Yfe: equilibrio reale di pieno

impiego o full employment

Quando Y*< Yfe, per raggiungere

un equilibrio c’è bisogno di un

intervento di politica economica:

qui l’equilibrio si raggiunge by

design.

Per raggiungere la piena occupa-

zione aumenta G, la spesa pubblica:

D si sposta verso l’alto;

A’ > A perché G aumenta facendo

aumentare Y (Y**>Y*) tendono

verso Yfe.

ANALISI DATI DI CONTABILITÀ NAZIONALE E TEMI ATTUALI DI MACROECONOMIA

(esempi per domanda aperta esame)

Analizzare le grandezze macroeconomiche:

1.PIL:

ad es. in questa tabella viene preso in considerazione il PIL ai prezzi di

mercato, quindi con IVA compresa (inserire anche la definizione).

2.Debito pubblico:

è costituito dalla somma di tutte le passività che lo Stato italiano ha nei confronti di chi

ha finanziato la spesa pubblica.

La spesa pubblica non è soltanto finanziata dalle tasse, ma lo Stato italiano fiananzia la

spesa pubblica emettendo delle obbligazioni.

Le obbligazioni sono un debito che lo stato contrae nei confronti di chi le compra.

In Italia, il maggiore problema legato al debito pubblico è il servizio del debito, cioè il

pagamento degli interessi sul debito pregresso.

La spesa pubblica viene anche finanziata con l’emissione di titoli di stato.

3.Confronto deficit-PIL:

vedi Saldo del bilancio pubblico

Quando confrontiamo il deficit con il PIL possiamo tener conto di due fattori:

1.Indebitamento netto (tiene conto della spesa per gli interessi) che è considerato qui;

2.Avanzo o disavanzo primario (non tiene conto della spesa per gli interessi). Ad es. in

Italia negli ultimi anni si hanno degli avanzi primari.

4.Inflazione:

Tasso di inflazione: variazione di prezzi intercor

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.bonino97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sau Lino.
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