Macroeconomia contemporanea
In un saggio del 1958 è Phillips ad ipotizzare una relazione inversa tra il livello dei salari monetari, il tasso di disoccupazione, il suo tasso di variazione, e dall'adeguamento dei salari al livello generale dei prezzi P. Quando la domanda di lavoro è elevata e il tasso di disoccupazione è basso, le imprese saranno maggiormente disposte ad aumentare i salari nominali, per attrarre i lavoratori più validi rimasti sul mercato del lavoro. Quando invece la domanda di lavoro è bassa e il tasso di disoccupazione è alto, i salari monetari faticheranno a diminuire per la resistenza che i lavoratori fanno contro la sua diminuzione. L'equazione della curva che attraversa la nuvola di punti (nota come curva di Phillips) è stimata attraverso il metodo dei minimi quadrati.
Teoria della curva di Phillips rielaborata da Lipsey
- Se è basso quindi. I posti liberi sono maggiori del numero dei disoccupati. Questo porterà i salari nominali ad alzarsi, per attrarre più lavoratori.
- Se l'economia ha un tasso di disoccupazione neutrale.
- Se è alto quindi. Il numero dei disoccupati supera il numero di posti di lavoro liberi. Questo porta i salari a diminuire lentamente.
Il modello Reddito-Inflazione
Una riformulazione della curva di Phillips può essere fatta evidenziando la relazione inversa tra il tasso di inflazione e il tasso di disoccupazione. In questo modo si ottiene il cosiddetto "menù per la politica economica", il quale evidenzia come, attraverso politiche monetarie della Banca Centrale sia possibile tenere sotto controllo il tasso di disoccupazione di una economia.