BORGHESIA E CLASSE OPERAIA
BORGHESIA
Moti 48-49 fallimento perché i sovrani erano tornati sui loro troni dappertutto.
Tra 1850 e 1870 mutamento della società: affermazione borghesia europea e si fece portatrice di elementi di novità e
trasformazione come sviluppo economico, progresso scientifico, merito individuale, libera iniziativa, concorrenza e
innovazione tecnica.
Scala della borghesia: magnati finanza/industria, ceti emergenti (imprenditori, dirigenti aziende, mercanti, banchieri),
borghesia tradizionale, ceto medio e piccola borghesia.
Stile borghese: ben visibile esteriormente
Moralità e rispettabilità: valori fondamentali dell’etica e della cultura borghese sono austerità, propensione al risparmio,
capacità di reprimere gli istinti. Struttura patriarcale in famiglia con subordinazione donna.
Povertà come peccato: la povertà era un difetto morale ed era frutto di colpe ataviche. I poveri rimanevano poveri
perché non conoscevano l’arte del risparmio e non erano in grado di dominare i loro bassi istinti.
RUOLO DELLA DONNA NELL’800
La donna lavoratrice è percepita nel corso del XIX secolo come problema. Prima gran parte del lavoro soprattutto tessile
veniva svolto a casa dalle donne perché dovevano occuparsi della casa. Ora la donna poteva lavorare solo per brevi
periodi, dopo l’infanzia e prima della gravidanza, poi dopo essersi liberata dagli obblighi di madre. Fa quindi lavori
sottopagati anche perché non si specializzano. Il genere viene presentato come unico motivo di differenza tra uomini e
donne sul mercato di lavoro, invece che fare riferimento alle caratteristiche di tale mercato.
Dottrina sfere separate → Detta anche “ideologia della vita familiare”, versione molto particolare della divisione del
lavoro. Le sfere di lavoro sono separate tra uomo e donna. La spiegazione tradizionale legata al trasferimento della
produzione dal nucleo domestico all’industria deve essere messa in discussione: in realtà le donne anche nel XVI e XVII
sec. lavoravano molto al di fuori di casa: spesso, anzi, per lavorare si domiciliavano presso un padrone. Inoltre, le donne
lavoravano in casa anche dalle 5 alle 22: non è così vero che potessero svolgere il proprio ruolo di madri e mogli.
L’inserimento delle donne nel processo produttivo significa che i datori di lavoro hanno deciso di risparmiare sul costo
del lavoro.
Salario di famiglia → Differenti scuole di economia politica teorizzano il cosiddetto salario di famiglia (A. Smith:
diversamente la razza degli operai non potrebbe continuare oltre la prima generazione). Il salario di famiglia è l’idea
secondo la quale il maschio retribuito riceve il corrispettivo del suo lavoro ma di fatto più di quello che gli sarebbe
dovuto perché si presume che debba mantenere la prole e le donne. La donna invece è schiacciata in un ruolo per cui
se va a lavorare vuol dire che il marito è un fallito perché non è in grado di mantenerla. Il salario degli uomini si presume
comprensivo di una quota parte che deve servire al mantenimento della famiglia (donne e bambini): quello della donna
è solo integrativo. È implicito il fatto che lei è mantenuta da maschi. Le donne sole muoiono di fame.
Sindacati → guardano alle donne come concorrenti sleali, non come alleate. Non ammettono le donne sulla base di una
interpretazione rigida del principio di uguaglianza salariale: la donna non ha lo stesso salario dell’uomo, dunque, non
può entrare nel sindacato. Il principio fondante del sindacato è che i lavoratori siano tutti uguali ma loro si offrono con
un salario minore (ragionamento simile a comma 22). La donna non può combattere per un salario paritario, quindi,
resta sempre esclusa. I sindacati fanno una bandiera del salario di famiglia per gli uomini.
POSITIVISMO
Il borghese europeo era caratterizzato da una illimitata certezza nel progresso generale dell’umanità poggiato su
progresso economico e conquiste scientifiche.
Positivismo: corrente di pensiero che considerava la conoscenza scientifica come l’unica valida e che applicava i metodi
delle scienze naturali a tutti i campi dell’attività umana. Il pensatore francese Comte tracciò i lineamenti di una nuova
scienza della società: la sociologia.
Darwin: “origine della specie umana” (1859) formula la teoria dell’evoluzione: la natura è soggetta a un incessante
processo evolutivo, guidato da un meccanismo di selezione naturale che determina la sopravvivenza degli individui
meglio attrezzati per reagire alle sollecitazioni dell’ambiente e la scomparsa degli elementi meno adatti. Questa teoria
andava contro le credenze religiose per la quale l’uomo era un’opera divina
SVILUPPO DELL’ECONOMIA
Forte espansione del settore industriale e dell’agricoltura (sviluppo ferrovie)
Fattori sviluppo: età del ferro e del carbone. Importante la macchina a vapore alimentata a carbone e costruita in ferro.
Questo sviluppo avvantaggiava Francia, Germania e riduceva la distanza con la Gran Bretagna.
Nuove normative e libero scambio: rimozione vincoli giuridici e diffusione del libero scambio
Capitali e banche: si sviluppano organizzazioni finanziarie, si moltiplicano le società per azioni e nascono le banche di
investimento.
RIVOLUZIONE TRASPORTI
Influenza abitudini e modi di pensare. Nasce idea di mondo unito in cui le parti sono legati da rapporti di
interdipendenza.
1872: inaugurato il Fréjus
1869: inaugurata la linea ferroviaria transcontinentale da New York a San Francisco alla conquista dell’Ovest.
Anni ‘50/’60: comunicazioni telegrafiche
Per la prima volta si hanno tecnologie che permettono di bucare le montagne e nascono i trafori. Circolano i libri e i
giornali, si leggono le notizie dell’estero. L’attività editoriale, che ha già avuto un boom con illuminismo e Rivoluzione
francese, qua diventa un mercato nazionale, fa circolare ovunque. È nato quindi il romanzo, nuova forma di narrazione
che rispecchia il secolo, modo nuovo di raccontare che arriva a gente che prima non leggeva. Nei luoghi pubblici chi sa
leggere legge anche per gli altri. Le informazioni che circolano sono anche scientifiche, arrivano nuove conoscenze
anche dall’estero.
DALLE CAMPAGNE ALLE CITTÀ
Mondo rurale: Il mondo contadino presentava grandi differenze tra Stato e Stato e fra regione e regione. Grazie alla
rivoluzione dei trasporti, i contadini poveri della Gran Bretagna lasciarono i loro paesi per andare a dissodare le terre
vergini del Nord America.
ABBANDONO CAMPAGNE E URBANESIMO
Nell’800 si moltiplicarono le grandi città (più di 100mila abitanti) e in Asia si crearono le città emporio, ovvero i centri di
scambio situati vicino alle foci di fiumi navigabili o ai terminali di linee ferroviarie.
Punti di riferimento sono stazioni, Borsa, grandi magazzini e tribunali.
Vengono costruite le reti fognarie e quelle dell’acqua potabile per migliorare le condizioni igieniche.
Si sviluppa il trasporto pubblico e Londra negli anni ’70 ha già la metropolitana e le strade, sia centro che periferia,
vengono illuminate.
QUATTRO ESEMPI DI RINNOVAMENTO URBANO
Parigi: sventrato il centro medievale con i suoi vicoli stretti per favorire i larghi viali chiamati boulevard al fine di
scoraggiare il ripetersi di sommosse urbane (facilitava la mobilitazione dell’esercito); furono costruite quattro nuove
stazioni e quindi ponti sulla Senna, parchi e edifici pubblici.
Londra: l’intervento pubblico risultò quasi assente. L’espansione della città era nelle mani dei privati che, attraverso un
meccanismo di leasing, cedevano agli imprenditori edilizi diritti di superficie periodi determinati (99 anni) rimanendo
però in possesso del terreno
Vienna: vengono abbattute le antiche mura e viene costruita la Ringstrasse, ovvero un’ampia strada circolare dove
furono collocati i principali edifici pubblici creando una vita di passeggio e un punto di ritrovo per la vita intellettuale e
mondana.
Chicago: è una metropoli nata dal nulla, quasi completamente distrutta da un incendio viene costruita sperimentando
per la prima volta i grattacieli.
NASCITA MOVIMENTO OPERARIO E PRIMA INTERNAZIONALE
Il proletariato assumeva consistenza e i salati dell’industria erano mediamente superiori a quelli del settore agricolo.
Trade Union Congress: costituzione formata dal movimento operaio Britannico e che riuniva tutti i delegati dei maggiori
sindacati.
Teorie di Proudhon: Francia, sorta di cooperativismo a sfondo anarchico. Tesi che ebbero successo anche in Italia
(proletariato di fabbrica pressoché inesistente).
Prima internazionale 1864: nata dall’opposizione crescente di proletariato e borghesia. i tenne a Londra nel 1864 ed era
un vero e proprio spauracchio per i governi. Il suo funzionamento venne gravemente compromesso dall’eterogeneità
delle sue componenti e dalle aspre rivalità che dividevano i suoi capi.
Contrasto tra socialisti e proudhoniani: primi congressi vedevano i proudhoniani sconfitti ma gli ideali vennero ripresi in
modo più radicale dal russo Bakunin.
Contrasto Marx e Bakunin: Per Bakunin l’ostacolo principale che impediva il conseguimento della piena libertà era
costituito dall’esistenza dello Stato: lo Stato era, assieme alla religione, lo strumento di cui si servivano le classi
dominanti per mantenere la maggioranza della popolazione in condizioni di inferiorità economica e intellettuale. Marx
pubblicò Il Capitale nel 1867, in cui affermava che la realizzazione del socialismo sarebbe derivata dalle leggi stesse
dello sviluppo economico: anch’egli vedeva nello Stato e nella religione degli strumenti al servizio delle classi dominanti,
ma li collocava nella sfera della sovrastruttura considerandoli un prodotto della struttura economica basata sullo
sfruttamento che era la prima cosa da scardinare.
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LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
CRISI E PROTEZIONISMO
Tra il 1870 e il 1914 l’economia capitalistica subì una serie di trasformazioni e tale periodo fu chiamato seconda
rivoluzione industriale.
Sovrapproduzione e caduta dei prezzi: fu un prodotto delle trasformazioni organizzative e delle innovazioni tecnologiche
che permisero di ridurre progressivamente i costi di produzione. Gli scambi continuarono a crescere ovunque e il tenore
di vita migliorò.
Crisi agraria in Europa: La caduta dei prezzi si fece sentire con maggiore intensità nel settore agricolo. Questo ribasso
avvantaggiò i consumatori delle città, ma provocò la rovina di molte aziende agricole soprattutto nelle regioni in cui le
tecniche produttive erano rimaste più arretrate.
Protezionismo: I paesi europei misero in campo la politica del protezionismo con dazi elevati per i prodotti agricoli ed
industriali al fine di tutelare le produzioni interne dalla concorrenza estera.
Declino della Gran Bretagna: era la patria del libro scambio e si vide ridurre gli sbocchi di mercato per le sue merci,
vedendo aumentare lo sviluppo delle industrie nei paesi concorrenti. Reagì intensificando gli scambi con la colonia.
Capitalismo finanziario: Nacquero i cartelli fra aziende dello stesso settore che si accordavano sulla produzione e sui
prezzi e anche vere e proprie concentrazioni fra imprese prima indipendenti. Negli Stati Uniti e in Germania ci furono i
primi casi di monopolio. Fra banche e imprese si venne a creare un forte rapporto di interdipendenza dando origine al
cosiddetto capitalismo finanziario.
ACCIAIO, CHIMICA ED ELETTRICITÀ
Sono i fattori trainanti della seconda rivoluzione industriale.
Acciaio: prodotto in grandi quantità, costi modesti e molte applicazioni anche in ambito casalingo
Industria chimica: comprendeva carta, vetro, esplosivi e cemento.
Settore alimentare: invenzione di nuovi metodi per la sterilizzazione, conservazione, inscatolamento e refrigerazione dei
cibi.
1885: prime automobili con il motore a scoppio.
Elettricità: a nuova fonte di energia tra il 1860 e il 1880. Invenzione decisiva lo sviluppo dell’industria elettrica fu
l’invenzione della lampadina a filamento incandescente di Thomas Edison nel 1879. a. Fu inventato il telefono da
Meucci, il grammofono e il cinematografo dai fratelli Lumierère.
TRAGUARDI SCIENZA MEDICA
La medicina diventa una disciplina scientifica: diffusione di pratiche igienisti che per contenere le malattie epidemiche;
sviluppo della microscopia che consentì di identificare i microrganismi responsabili di alcune malattie infettive;
progressi della farmacologia; nuova ingegneria sanitaria con la costruzione di grandi policlinici per l’osservazione
sistematica del malato.
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LE GRANDI POTENZE EUROPEE
LE POTENZE CONTINENTALI
Ventennio 1850-70: elevato tasso di conflittualità tra le principali potenze dell’Europa continentale
causa:
- Tentativo della Francia di Napoleone III di riaffermare la sua posizione di massima potenza continentale
europea.
- Indebolimento dell’Austria che favorì l’ascesa della potenza prussiana, che aveva come obiettivo il riunire
interno a sé un grande Stato nazionale tedesco (minaccia la Francia che aveva fondato la sua egemonia
continentale sulla frammentazione politica della Germania)
La Francia di napoleone III
Modello politico nuovo → bonapartismo: regime autoritario e personale fondato su un consenso di tipo plebiscitario,
che legittimava un potere fondato in realtà sulla forza delle armi.
Diede vita a una sorta di tecnocrazia affidando sempre maggior potere ai tecnici vedendo nel trionfo della tecnica e
della civiltà industriale la via più sicura per la realizzazione del bene comune.
Politica estera → ambiziosa e aggressiva.
- Guerra di Crimea: Francia e Gran Bretagna si impegnarono a difendere l’Impero ottomano dall’espansionismo
russo. La guerra si concluse con l’assedio di Sebastopoli del 1855 e la conseguente caduta della città.
- Guerra contro l’Austria insieme al Piemonte Cavouriano: risultato lontano dai progetti Francesi che miravano al
controllo egemone dell’Italia.
Debolezza impero d’Austria
Dopo le rivoluzioni del ’48-’49 → l’Impero Asburgico era tornato al vecchio sistema assolutistico con il potere nelle mani
dell’imperatore. La Costituzione del ’49 fu revocata nel ’51 e il potere imperiale aveva l’appoggio dei contadini e della
Chiesa cattolica. Lo Stato sacrificò le esigenze dei settori industriali e mancò lo sviluppo economico non mantenendo il
ruolo da protagonista nel continente.
La forza della Prussia: La Prussia proponeva con forza la sua candidatura alla guida della nazione tedesca.
La famiglia dei Junker → aristocratici proprietari terrieri, manteneva il potere. Il loro tradizionalismo e le aspirazioni
nazionali della borghesia finirono col trovare un terreno di convergenza nella politica di potenza dello Stato e nello
sviluppo di un forte esercito.
I successi della Prussia, economici e militari, furono favoriti dai sistemi di comunicazione interni, una rete ferroviaria
sviluppata e un’alta diffusione dell’istruzione.
LE GUERRE DI BISMARCK E L’UNITÀ TEDESCA
Bismarck → artefice della politica Prussiana che portò all’unità tedesca
Battaglia di Sadowa (Boemia) 1866 → contesa tra Austria e Prussia per il controllo dei Ducati, vinta dalla Prussia. Nella
Pace di Praga, l’Austria accettò lo scioglimento della vecchia confederazione germanica e l’impero asburgico.
Nel 1867 si divise in due Stati: uno ungherese e l’altro austriaco uniti tra loro nella persona del sovrano ma con ciascuno
il proprio Parlamento e il proprio Governo.
La guerra franco-prussiana: l’unico ostacolo sulla via per l’unione della Prussia era rappresentato dalla Francia di
Napoleone III.
Occasione per il conflitto → questione dinastica della Spagna.
Nel 1868 il trono di Spagna era rimasto vacante e la corona era stata offerta a un parente del re di Prussia spaventando
la Francia che dichiarò guerra alla Prussia nel 1870.
Nella Battaglia di Sedan la Francia fu costretta alla resa.
Unificazione tedesca e desiderio di rivincita francese: Nel 1870 fu proclamato il secondo Reich che nasceva dalla fusione
della Prussia e degli stati della Confederazione del Nord con gli Stati della Germania meridionale. L’anno dopo, nella
Reggia di Versailles, luogo simbolo della potenza dei re di Francia, Guglielmo I fu incoronato imperatore tedesco. L’unità
tedesca, calata dall’alto, era compiuta e inoltre la Francia fu costretta a corrispondere una pesante indennità di guerra,
ma dovette cedere al Reich l’Alsazia e la Lorena.
IMPERO TEDESCO E LA POLITICA DI BISMARCK
Istituzioni politiche e classe dirigente del nuovo Reich
Reich → era diviso in 25 Stati con propri governi e Parlamenti con funzioni prevalentemente amministrative:
- la grande politica era di competenza del governo centrale, presieduto da un cancelliere responsabile di fronte
all’imperatore;
- il potere legislativo era esercitato dal Parlamento divisa in una camera elettiva a suffragio universale e un
Consiglio federale, composto da rappresentanti dei singoli Stati;
- il Parlamento aveva limitate possibilità di condizionare il potere esecutivo, concentrato nelle mani
dell’imperatore e del cancelliere.
Le leggi sociali → il Parlamento approvò alcune importanti leggi di tutela delle classi lavoratrici che istituivano
assicurazioni obbligatorie per i lavoratori facendone gravare il peso in parte sugli imprenditori, in parte sullo Stato e in
parte sui lavoratori stessi; tutto questo per soffocare sul nascere lo sviluppo del movimento operaio.
Politica estera: Bismarck costruì un sistema di alleanze che aveva come scopo principiale quell
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