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Corso Introduttivo di Economia – G. Sobbrio 1

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Corso Introduttivo di Economia – G. Sobbrio

I

L C O N

S U M

O E L A T E

O R I

A D

E L M

O L T I

P

L I

C A

T

O R E .

I

L C O N

S U M

O E L A T E

O R I

A D

E L M

O L T I

P

L I

C A

T

O R E . 2

Premesso che la Spesa per il Consumo dipende soprattutto dal livello del

Reddito, si discute, tuttavia, se essa dipenda:

dal Reddito Disponibile Corrente o dal Reddito Relativo, in base a quanto

 sostenuto dalle Teorie del Reddito Corrente;

dal Reddito Accumulato durante il Ciclo – Vitale o dal Reddito Permanente, in

 base a quanto sostenuto dalle Teorie del Reddito Normale.

Secondo la Impostazione Keynesiana la Spesa Aggregata di Consumo dipende dal

Reddito Netto Corrente.

N.B. nel caso di una economia chiusa il Reddito Netto Corrente è uguale al

Consumo più l’Investimento Netto.

Keynes – fautore della Teoria del Reddito Assoluto – sostiene che la Domanda

Aggregata di Consumo si fonda sul legame funzionale tra Consumo e Reddito

Disponibile, cioè, il Reddito che risulta una volta sottratte le Imposte Y = (Y – T):

 d

C = (Y )

ƒ d

Indichiamo sull’asse delle ascisse il Reddito Disponibile (Y ) e sull’asse delle ordinate il

d

Consumo (C). come si può notare, esiste una relazione diretta tra il Reddito ed il

Consumo: in altre parole, all’aumentare del Reddito aumenta anche il Consumo.

Il Consumo, tuttavia, non aumenta in misura costante al crescere del Reddito ma a

Tassi Decrescenti!

La Retta inclinata a 45 ° - ovvero la Bisettrice del 1^ Quadrante – rappresenta in

ogni suo punto l’uguaglianza tra Consumo e Reddito Disponibile.

N.B. lungo questa retta tutto il Reddito Disponibile nelle mani di un ipotetico

consumatore è interamente speso nell’acquisto di beni di consumo; pertanto, il livello

di Risparmio (S) in ogni punto della retta sarà pari a zero.

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Confrontando la retta a 45° e la Funzione del Consumo si può notare come, sino al 3

livello di Reddito Y la Funzione del Consumo si trova al di sopra della Retta a

1

45°.

Ciò significa che, quando il livello del Reddito Disponibile è inferiore a Y il

1

Risparmio (S) è negativo, ossia il consumatore deve prendere a prestito Reddito per

finanziare il proprio consumo!

Se il Reddito Disponibile è uguale a Y vuole dire che Consumo e Reddito sono

1

uguali e, quindi, il Risparmio è uguale a zero.

Infine, quando il livello del Reddito Disponibile è superiore a Y il Reddito è

superiore al Consumo, pertanto, il Risparmio del consumatore è positivo.

L’inclinazione della Funzione di Consumo è data dalla Propensione Marginale

a Risparmiare (PMC) definita come: la Variazione (ΔC / che subisce il

ΔY)

Consumo in seguito ad un incremento unitario nel livello del Reddito.

Essa è compresa tra zero ed uno:

Come si può notare – dall’esame visivo della Figura 1 – la Propensione Marginale a

Risparmiare diminuisce al crescere del Reddito.

Infatti, si può notare che:

nel punto in cui si incontrano la Retta a 45° e la Funzione del Consumo la

 Propensione Marginale a Risparmiare è uguale a 1 (PMC = 1);

per tutti i livelli di Reddito superiore a Y la Propensione Marginale a

 1

Risparmiare è minore di 1 (PMC < 1);

per tutti i livelli di reddito inferiore a Y la Propensione Marginale a Risparmiare

 1

è maggiore di 1 (PMC > 1).

Ma come tutte le Teorie anche quella appena descritta deve essere sottoposta al

vaglio della Verifica Empirica per testarne la validità.

Essa può essere verificata raccogliendo e confrontando i dati informativi sulle due

Variabili sotto osservazione, ovvero: Consumo e Reddito!

Il legame funzionale tra Reddito e Consumo può essere, in particolare, analizzato

utilizzando due diverse Metodologie:

I. Analisi di Dati in Serie Storica essa osserva come varia il Consumo di una

sola Unità – ad esempio, una Famiglia – per effetto di una Variazione del

Reddito in successivi momenti temporali;

II. Analisi di Dati Cross – Sezionali essa osserva come il consumo varia al

variare del Reddito tra diverse Unità di Consumo – ad esempio, più Famiglie –

in un preciso momento temporale.

La prima Analisi – quella delle Serie Storiche – ha smentito la Teoria Keynesiana

in quanto la relazione che emergeva dal test empirico metteva in evidenza che il

Consumo era una Funzione lineare del Reddito Disponibile, passante per l’origine degli

assi cartesiani e caratterizzata da una Propensione Marginale al Consumo costante

(Vedi Figura 2 – Curva C ).

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Invece, gli studi che hanno utilizzato l’Analisi Cross – Sezionali hanno 4

avvalorato la Teoria Keynesiana, riproducendo una Funzione del Consumo simile a

quella di keynes (Vedi Figura 2 – Curva C ).

2

In sostanza, la teoria keynesiana empiricamente funziona per spiegare come varia il

reddito ed il Consumo – se vengono raccolti nel breve periodo – per più unità di

Consumo nello stesso istante temporale.

Viceversa, l’ipotesi Keynesiana non è utilizzabile per spiegare – nel lungo periodo –

come varia il Reddito ed il Consumo nel tempo per la stessa identica Unità di

Consumo.

L’apparente conflitto di risultati empirici ha spinto altri economisti ad

ulteriori ricerche volte a fornire qualche possibile spiegazione di tali opinioni

contrastanti sulla Funzione del Consumo.

Uno di questi economisti – Duesenberry – ha sviluppato la c.d. Teoria del Reddito

Relativo!

Come Keynes anche Duesenberry utilizza il concetto di reddito Corrente per spiegare il

Consumo Corrente. Egli sostiene che: il Consumo Corrente di oggi dipende dal reddito

Corrente di oggi.

Ma quale è la differenza tra keynes e Duesenberry?

Mentre Keynes sostiene che il Consumo Corrente è una Funzione del Reddito,

Duesenberry sostiene che il Consumo Corrente dipende: dal Reddito Corrente,

dal rapporto tra il Reddito Corrente e il Reddito più alto registrato dal

consumatore nel periodo precedente e dalla Distribuzione del Reddito.

δ

C = (Y Y / Y )

ƒ x x

t t t 0 y

Si nota allora come per Duesenberry il Consumo Corrente dipende, inoltre,

anche da altri due Elementi Relativi rispetto al Reddito:

Rapporto tra il reddito Corrente ed il Reddito più alto registrato dai Consumatori

 nel periodo precedente (Y / Y ) responsabile del c.d. Effetto Inerzia;

t 0

δ

Distribuzione del reddito ( ) responsabile del c.d. Effetto Dimostrazione.

 

y

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Indichiamo sull’asse delle ascisse il Reddito Disponibile, mentre sull’asse delle

ordinate il Consumo. Si ipotizzi il caso di un consumatore che si trova inizialmente nel

punto A.

Non appena il suo Reddito comincerà a crescere da Y a Y a Y una funzione

1 2 3

quasi costante di Y verrà consumata e solo una piccola proporzione sarà

risparmiata – anch’essa costante a causa dell’Effetto Dimostrazione.

Quando il Reddito diminuisce da Y a Y – per effetto, ad esempio, di una

2 1

rescissione – i consumatori sono restii a diminuire il loro tenore di vita che,

quindi, rimane standard a causa dell’Effetto Inerzia.

Pertanto, essi si posizioneranno nel punto D senza tornare sul precedente punto B, in

corrispondenza dello stesso livello di Consumo sostenuto quando il loro Reddito era

pari a Y .

1

Successivi sviluppi nell’analisi del Consumo hanno suggerito che era stata omessa una

Variabile assai importante: la Ricchezza e, in particolare, il ruolo che questa assume

nell’influenzare le aspettative del Reddito Futuro!

A tale Variabile è dato rilievo nelle Teorie del Reddito Normale, tra le più note

ricordiamo:

la Teoria del Ciclo Vitale

 la Teoria del Reddito Permanente

L

A T E O R I

A D E L C

I C

L

O V

I T A L

E

L

A T E O R I

A D E L C

I C

L

O V

I T A L

E

.

Secondo il Modigliani il Consumo Corrente dipende da un insieme di risorse che gli

individui hanno a disposizione durante la loro vita (V ):

t

C = V

Ω x

t t

t

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dove le risorse che gli individui hanno a loro disposizione durante la vita (V ) sono

t 6

date da:

ciascuna Attività Netta accumulata nel periodo precedente (a )

 t – 1

il Reddito Corrente (Y )

 t n

la sommatoria del Reddito da lavoro futuro [Σ Y / (1 + r) ]

 t

V = a + Y + Y

Σ

t (t – 1) t t n

(1 + r)

Passato, Presente e Futuro – in termini di risorse – costituiscono l’ammontare

delle risorse che l’individuo si aspetta di ottenere durante la sua vita e tutte

insieme esse influenzano il Consumo Corrente.

Riportiamo questi elementi in termini grafici: sull’asse delle ascisse indichiamo il

Tempo (T) mentre sull’asse delle orinate indichiamo le due variabili del Consumo (C)

ed il Reddito (Y).

Nel grafico – Figura 4 – cerchiamo di capire come variano Reddito e Consumo al

variare del Tempo.

Se dovessimo distribuire le risorse di un individuo durante la sua vita – da quando

nasce a quando muore – potremmo tranquillamente affermare che: la vita di un

individuo in termini di Reddito (Y) può essere suddivisa in 3 fasi:

I. Fase della Giovinezza, in cui il Reddito è basso poiché i giovani non lavorano

oppure lavorano poco;

II. Fase Lavorativa, in cui il Reddito raggiunge i suoi livelli massimi;

III. Fase del Pensionamento, in cui l’individuo smette di guadagnare.

Nel periodo (0 – t ) il Reddito – come si può osservare dal Grafico – è molto basso

1

ma, via via cresce. Nel periodo intermedio (t – t ), il Reddito dell’individuo continua a

1 2

crescere raggiungendo anche livelli massimi. Infine, nell’ultimo periodo (t - il

γ)

2

Reddito dell’individuo è pari a zero.

Considerando, adesso, la Funzione del Consumo Corrente, notiamo come esso

cresce in maniera costante per tutta la vita dell’individuo.

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In particolare, nel periodo (0 – t ) la Propensione Marginale al Consumo è maggiore di

1 7

1 (MPC > 1), pertanto, si consuma più di quanto si guadagna; ne consegue che il

Risparmio è negativo.

Nel periodo intermedio (t – t ) la Propensione Marginale al Consumo dell’individuo è

1 2

inferiore a 1 (MPC < 1), pertanto si consuma meno di quanto si guadagna; quindi, il

Risparmio è positivo.

Infine, nell’ultimo periodo la Propensione Marginale al Consumo dell’individuo è

ancora una volta maggiore di 1 (MPC > 1).

I debiti accumulati nella I^ e III^ Fase sono compensati dai risparmi realizzati nella

II^ Fase!

L

A T E O R I

A D E L R E

D D I T O P E R

M A N E N T E .

 L

A T E O R I

A D E L R E

D D I T O P E R

M A N E N T E .

Secondo Milton Friedman è il Reddito Permanente ad influenzare il Consumo

Corrente: C = K Y

p p

Il Consumo Permanente è una frazione del Reddito Permanente. La costante K

è determinata dalla Ricchezza, dall’età, dai Gusti e dal Tasso di Interesse; pertanto,

essa può anche differire tra i diversi consumatori!

Il Reddito Permanente è definito come l’ammontare delle risorse che l’individuo

consuma – o crede di poter consumare – mantenendo la sua ricchezza immutata nel

tempo.

Il Consumo Permanente è il valore di beni e servizi che si presume do consumare

durante il periodo in esame.

Secondo la Tesi di Friedman il Reddito ed il Consumo Permanente sono collegati al

Reddito Misurato (Y ) ed al Consumo Misurato (C ) detraendo le componenti

m m

transitorie, rispettivamente Y e C :

t t

Y = Y - Y C = C - C

p m t m m t

N.B. il Reddito Permanente può differire dal Reddito Misurato in relazione al fatto che

il reddito Transitorio può essere positivo oppure negativo!

Analogamente, il Consumo Permanente può differire dal Consumo Effettivo in base ai

guadagni ed alle perdite transitorie!

L

A T E O R I

A D E L M O

L

T I P L

I C

A T

O R E .

L

A T E O R I

A D E L M O

L

T I P L

I C

A T

O R E

 .

Come è noto, il Governo è l’attore principale della Politica Fiscale: esso è colui che

chiede ai cittadini di pagare le Imposte e che stabilisce le risorse necessarie a

finanziare la Spesa Pubblica.

Cerchiamo, quindi, di capire quali sono gli effetti di una variazione della Spesa

Pubblica sul livello del Reddito.

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Il Reddito Nazionale (Y) inteso come l’ammontare del Reddito posseduto all’interno 8

di una Nazione (= Ricchezza Nazionale) è per definizione uguale alla somma della

Spesa Pubblica in beni e sevizi (G), degli Investimenti (I) e del Consumo(C):

Y = G + I + C

N.B. sia la Spesa Pubblica sia gli Investimenti sono Variabili Indipendenti

rispetto al Reddito; mentre – come è noto – il Consumo dipende dal Reddito: ossia

all’aumentare del Reddito aumenta anche il Consumo.

La Funzione del Consumo è descritta dalla seguente espressione:

C = C + bY

0

dove: C è il Consumo Autonomo;

 0

b indica la Propensione Marginale al Consumo (PMC)

Pertanto, sostituendo la Funzione del Consumo in quella del Reddito si ottiene:

Y = G + I + C + bY

0

spostando gli elementi della Y a sinistra dell’uguale otteniamo:

Y – bY = G + I + C

0

mettendo poi in evidenza si ricava:

Y (1 – b) = G + I + C 0

da quest’ultima formula ricaviamo che:

Y = 1 (G + I + C )

0

(1 – b)

dove: il coefficiente 1 / 1 – b è il Moltiplicatore della Spesa Pubblica.

 Esso ci indica di quanto dobbiamo moltiplicare una data variazione delle Spesa

Autonoma per ottenere la corrispondente variazione della Domanda Aggregata

e del Reddito di Equilibrio.

Esempio: se si accerta che in un certo momento si profila una carenza di Domanda

dell’ordine di 1000 miliardi e la tendenza a spendere – cioè quella che Keynes chiama

col nome di Propensione al Consumo – è dell’80% basterà – secondo il ragionamento

fatto – che lo stato faccia una Spesa iniziale di 200 miliardi.

Così, in breve, la Domanda Globale aumenterà sino alla cifra necessaria ad eguagliare

l’Offerta, ovvero di 1000 miliardi.

DY = 200 milioni PMC = 0,8 Spesa Globale = 1000 miliardi Y = 1/1-b Y

x d

Y = 1 x 200 1 x 200 1 100 200 = 1000

  x x

1 – 0,8 0,20 20

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A N A L

I S

I G

R A F I C

A D E L M O L

T I

P L

I C

A T O R E .

 A N A L

I S

I G

R A F I C

A D E L M O L

T I

P L

I C

A T O R E .

 9

L’equilibrio iniziale è nel punto K con un livello di Reddito pari a Y . Un incremento

1

della Spesa Pubblica sposta la Curva della Domanda Aggregata – e, quindi,

della Spesa – verso l’alto in D sicché il nuovo punto di Equilibrio si sposta da k a k .

1 1

Lo spostamento della Domanda è esattamente uguale all’aumento della

Spesa Pubblica.

L’ampiezza della Variazione del Reddito richiesta per ripristinare l’Equilibrio sul

Mercato dipende da due Fattori:

l’Aumento della Spesa Pubblica;

 la Propensione Marginale al Consumo – ovvero l’Inclinazione della Domanda

 Globale.

I L M O L

T I P L

I C

A T O R E D E

L B I L

A N C

I O I N P A R E

G G I O

.

 I L M O L

T I P L

I C

A T O R E D E

L B I L

A N C

I O I N P A R E

G G I O

.

Nell’ipotesi precedente ci siamo limitati ad aumentare la Spesa Pubblica senza,

tuttavia, finanziarla.

Nell’ipotesi in esame, invece, supponiamo un incremento della Spesa Pubblica in

beni e servizi finanziata da una Tassazione Aggiuntiva del settore privato – in

modo tale che il Bilancio Pubblico rimanga in Pareggio!

Il Teorema del Moltiplicatore del Bilancio in Pareggio recita che: un

incremento nella Spesa Pubblica (ΔG) in beni e servizi finanziata,

interamente, attraverso Imposte Addizionali (ΔT) dà luogo ad un incremento

del livello del Reddito (ΔY) uguale all’incremento della Spesa. (Vedi Figura 6).

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Indichiamo con D la Domanda Aggregata Originaria e con Y il livello del Reddito

Originario. Aumentando la Spesa Pubblica la Curva della Domanda Aggregata si

sposta in D provocando una Variazione del Reddito maggiore rispetto a quella della

1

Spesa: >

ΔY ΔG.

Pertanto, se aumentiamo le Imposte (T) – le quali, come è noto, incidono sul

Reddito del consumatore – si riduc

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melyssa-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Sobbrio Giuseppe.
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