Economia politica
• MACROECONOMIA
∼ Si occupa dello studio dei sistemi economici.
Si hanno 4 agenti economici:
- Famiglia il consumatore non è più uno, ma ce ne sono tanti. La sua funzione è di massimizzare il benessere
attraverso il consumo;
- Impresa non si ha un’unica impresa ma ce ne sono tante prendono il nome di industrie o imprese agricole;
- Stato;
- Estero.
Un aspetto importante della macroeconomia è la sensibilità economica e storica attuata nei suoi studi.
Secondo tali studi, si può affermare che oggi il sistema economico (o paese) si muove attraverso flussi reali (grandezze
tangibili fisicamente) e flussi monetari o nominali (grandezze che esprimono il termine di valore) P x Q (prezzo
medio per la quantità del bene esprime il valore totale speso).
Il livello dei prezzi è una media ponderata dei prezzi che le famiglie pagano per acquistare beni e servizi.
L’inflazione misura la crescita del livello dei prezzi e si verifica quando c’è un accesso di domanda sull’offerta.
Per rispondere a questo fenomeno il salario dovrebbe aumentare, adeguandosi ai prezzi degli altri beni; nella realtà
questo non accade perché i salari sono rigidi verso il basso tale fenomeno prende il nome di scala mobile.
Tutte le grandezze monetarie soffrono dell’inflazione e possono essere depurate da esse attraverso il deflatore
rapporto tra due variabili di prezzo che serve a depurare una grandezza espressa in termini monetari dal peso
dell’inflazione.
La grandezza più importante nella macroeconomia è il prodotto da informazioni sulla ricchezza del Paese e può
essere calcolato in diversi modi:
- Somma di tutte le spese/acquisti dei servizi di produzione di tutti i beni in un anno;
-
Somma dei redditi reddito (esprime la disponibilità ad acquistare) = prodotto (esprime meglio la
formazione della somma);
-
Valore aggiunto è l’incremento del valore di una merce quando questa è uscita dal processo produttivo,
ovvero la differenza tra il costo del bene finito e i costi di produzione.
Diversi tipi di prodotto:
-
PIL prodotto interno lordo insieme dei beni e dei servizi prodotti e consumati all’interno di un sistema
economico da tutti gli operatori economici in un anno. In America prende il nome di GDP general domestic
product.
Prodotto ciò che viene prodotto e consumato;
all’interno
Interno di un sistema economico (da escludere i cittadini italiani non residenti in Italia
ma all’estero);
Lordo al lordo (appesantito) degli ammortamenti (perdita di valore di un bene dovuto alla
obsolescenza tecnica, all’invecchiamento e all’usura; possono essere anche ammortamenti di tipo
indiretto).
-
PIN prodotto interno netto PIL a cui vengono sottratti gli ammortamenti.
-
PNL prodotto nazionale lordo insieme dei beni e dei servizi prodotti e consumati in un anno al lordo degli
ammortamenti da tutti i cittadini (imprese o persone fisiche) di un sistema economico nel mondo.
Per stabilire se è maggiore il PIL o il PNL bisogna vedere il mercato di lavoro, dall’industrializzazione e dal no out.
PNL > PIL per tutti i sistemi economici ad alta percentuale di imprese all’estero (es. USA);
PIL > PNL per tutti i sistemi economici ad alta percentuale di imprese straniere al proprio interno (es. Romania).
Tipi di spese:
- Spesa dello Stato spesa pubblica per i servizi quali scuole, sanità, strade, giustizia, militare ecc;
- Spesa delle famiglie avviene attraverso i consumi;
- Spesa delle imprese fanno investimenti derivano ed sono pari al risparmio delle famiglie.
Y = C + S S = I
Reddito famiglie consumo risparmio
Y = C + I
Prodotto imprese consumo investimento
Circuito del reddito
FR ; FN. FAMIGLIE
STATO IMPRESE
Flusso circolare del reddito mostra i flussi reali e monetari di scambio tra famiglie e imprese.
-
Le famiglie offrono alle imprese un lavoro flusso reale.
-
Le famiglie pagano le imprese per beni e servizi flusso nominale.
-
Le imprese passano beni e servizi alle famiglie flusso reale.
-
Le imprese retribuiscono il lavoro delle famiglie flusso nominale.
-
Le famiglie offrono lavoro/capitale allo Stato flusso reale.
-
Le famiglie pagano lo Stato per beni e servizi flusso nominale.
-
Lo Stato da servizi alle famiglie flusso reale.
-
Lo Stato da redditi e profitti alle famiglie flusso nominale.
-
Le imprese danno beni e servizi allo Stato flusso reale.
-
Le imprese pagano lo Stato per beni e servizi flusso nominale.
-
Lo Stato da beni e servizi alle imprese flusso reale.
-
Lo Stato paga le imprese per beni e servizi flusso nominale
Prodotto = Reddito
Sotto forma reale Sotto forma monetaria
Flusso reale da Italia a estero esportazioni;
Flusso nominale da Italia a estero pagamento per esportazioni;
Flusso reale da estero a Italia importazioni;
Flusso nominale da estero a Italia pagamento per importazioni.
A fine anno, attivo e passivo devono essere in pareggio.
Secondo gli autori classici, tutto ciò che viene prodotto viene sempre consumato.
In particolare la legge di Say dice ogni offerta crea sempre una domanda.
Nel 1936 Keynes nega la legge di Say dicendo tutto si muove dai consumi/domanda ed è questo che favorisce
l’economia. Inoltre, aggiunge che se ogni sistema economico va considerato alla stregua di un’impresa, occorre che al
termine dell’anno, ciò che entra (immissioni = flussi reali e monetari che incrementano il prodotto/reddito) deve essere
uguale a ciò che esce (prelievo).
Considerando J = immissione e W = prelievo, si tralascino le famiglie.
Gli altri tre agenti economici danno un contributo per J ma ammettono la presenza di W.
-
Le imprese hanno J di prodotto/reddito nel circuito investimenti; allo stesso tempo, tolgono risparmi alle
famiglie (W);
-
Lo Stato ha J attraverso la contribuzione al prodotto/reddito spesa pubblica; effettua W con le tassazioni;
-
L’estero ha J attraverso la contribuzione al prodotto/reddito esportazioni; effettua W con le importazioni.
J W
IMPRESA I S
STATO G T
ESTERO Exp Imp
J = W se si vuole che il sistema economico sia in equilibrio, se no i responsabili di economia politica (es. Banca d’Italia,
Banca Centrale Europea) devono agire per riportare l’equilibrio.
Keynes dice: Y = C + I + G + Exp – T – Imp
Egli considera i tre agenti economici analizzati, in modo tale che le tassazioni dello Stato e le importazioni dell’estero
risultassero negative. Infatti, il reddito disponibile è il reddito delle famiglie al netto delle imposte dirette, le quali non
generano un incremento nel prodotto ma solo una ridistribuzione del reddito esistente da alcuni individui ad altri.
Inoltre, le famiglie, le imprese e lo Stato possono acquistare beni stranieri (importazioni) che non fanno parte del
prodotto nazionale e che non danno origine a redditi per fattori nazionali. Per questo motivo anche le importazioni
appariranno nel calcolo totale del reddito, ma saranno sottratte.
Spiegazione grafica, teorica ed economica del Pmgc
Se il sistema economico fosse chiuso, ovvero non ci fossero rapporti con l’estero, e neanche rapporti con lo Stato, si
avrebbe: Y = C + I = E spesa o domanda aggregata
Per avere un equilibrio, il reddito deve essere per forza uguale alla spesa.
Inoltre, il consumo dipende dal reddito in modo positivo, come dimostra il seguente grafico:
C C = A + c (Y)
A Pmgc
Pmgc = ΔC/ΔY propensione marginale al consumo
Y Cardine teoria kensiana
A consumo autonomo = livello di consumo di ogni collettività a reddito zero.
Pmgc è data dal rapporto tra la variazione di C e la variazione di Y variazione del consumo ogni volta che varia il
reddito.
Spiegazione economica Pmgc indica la quota di reddito destinata al consumo (e non al risparmio di ogni attività
aggiuntiva di reddito), ovvero la frazione di 1euro aggiuntivo di reddito disponibile che le famiglie spendono per
acquistare beni e servizi.
Ci sarà automaticamente una Pmg al risparmio (Pmgs), ovvero la quota di reddito destinata al risparmio.
Esso esprime il complemento ad 1 del consumo rispetto al reddito: se le famiglie desiderano consumare una quantità
pari a c, ne consegue che (1 - c) euro verranno risparmiati. Possiamo, quindi, dire che Pmgc è un numero compreso tra 0
e 1 se è uguale a 0 vuol dire che quell’anno la collettività non ha destinato fondi all’investimento.
C,S,
I C = A + c (Y)
S = - S + s (Y)
0
I
A Si parte dalla curva del consumo per arrivare alla curva del
Y risparmio (Pmgs).
- S Finchè la curva non raggiunge un certo reddito, il risparmio è 0
0 questo spiega la presenza del meno davanti S nella formula.
0
L’investimento (base del profitto) è una costante che non dipende dal reddito ma da due variabili esogene (ovvero
indipendenti dal reddito stesso pensiero di Keynes). Tenendo conto che il prezzo dell’investimento ci fornisce il tasso
d’interesse si può annunciare che:
∼ Il livello degli investimenti prescinde dal reddito ma è legato al livello del tasso di interesse e alle aspettative
degli imprenditori sulle variazioni del tasso di interesse.
C, I E = C + I = AD
C Più aumenta il reddito dell’individuo, più aumenta il consumo.
I
A Y
Y = C + I = E spesa globale o aggregata per C e I, in un sistema chiuso e senza Stato avrà pendenza / inclinazione di
C e intercetta uguale alla somma dell’intercetta di C autonomo più quella di I funzione parallela alla funzione di C
indica una funzione somma.
Funzione di macroconsumo economica keynesiana
AD
variazione di immissioni attraverso la spesa pubblica ΔJ
AD = C + I = E tutti
La retta a 45° è bisettrice, ovvero forma angoli uguali i punti che sono
su tale retta, hanno un ugual valore di y e di AD (reddito = spesa aggregata).
45° Y Y Y
* 1
ΔY
Nel punto in cui le due rette (AD e la bisettrice) si incontrano, i valori del reddito sono identici al valore della spesa
aggregata Y reddito di equilibrio.
*
Nel 1936 negli USA Roosevelt diede inizio al New Deal non c’è domanda dei beni di consumo.
A tal proposito, interpellò Keynes per trovare una soluzione. Egli decise di portare a Roosevelt la situazione del grafico
precedente e disse che pur sembrando tutto in equilibrio in realtà potevano esserci errori. Infatti, non bisogna calcolare
Y solo sulla base di chi ha un reddito, ma sulla base di una piena occupazione di tutte le risorse.
*
Suppose allora che il reddito (prodotto) di piena occupazione fosse Y (più grande di Y ).
1 *
Per arrivare ad un equilibrio tra Y e Y , la spesa aggregata deve alzarsi parallelamente ad AD ma in modo che passi dal
* 1
punto di proiezione di Y sulla bisettrice. Successivamente sorgeva il problema di come innalzare tale spesa.
1
Sicuramente non si sarebbe mai riusciti a far alzare gli investimenti agli imprenditori, ma allo stesso modo non si poteva
neanche abbassare il tasso d’interesse alle sole imprese, perché questo avrebbe generato un’opposizione da parte delle
famiglie, in quanto si sarebbero viste abbassare, invece, il loro interesse. Si decide, quindi, di fare spesa pubblica,
attraverso le guerre. Ne deriva ΔJ < ΔY.
Fu così che l’economista fondò la teoria del moltiplicatore è un parametro che indica di quanto aumenta il reddito a
seguito di un’immissione. I canali di immissione del reddito (ovvero che lo fanno aumentare) sono spesa pubblica,
investimenti, esportazioni. Tali immissioni permettono alle famiglie di consumare e risparmiare di più e, di
conseguenza, le imprese produrranno e investiranno maggiormente. (Può anche essere visto come il rapporto tra la
variazione di reddito e la variazione di una di queste c