Appunti di macroeconomia - primo semestre
Gaffeo - A.A. 2016-2017
Indice
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- Lezione 23-09-2016
- Lezione 26-09-2016
- Lezione 30-09-2016
- Lezione 03-10-2016
- Lezione 07-10-2016
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- Lezione 21-10-2016
- Lezione 07-11-2016
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- Lezione 14-11-2016
- Lezione 18-11-2016
- Lezione 21-11-2016
- Lezione 25-11-2016
- Lezione 28-11-2016
- Lezione 02-12-2016
Capitolo 1
Lezione 19-09-2016
Di cosa ci occupiamo?
- Corso sulla base della macroeconomia moderna
- Costruzione dei modelli, dove è possibile mappandoli con l’esperienza empirica con un occhio di riguardo al tema della politica monetaria
Dal punto di vista del metodo si introdurranno una serie di schemi teorici in linea con la moderna macroeconomia che prevede un approccio microfondato: si parte dal problema di ottimo di individui rappresentativi (quindi o di una famiglia rappresentativa o di un’impresa rappresentativa) e si cerca di costruire la soluzione mettendo insieme i vari pezzi per costruire un modello di equilibrio di ottimo generale, si studieranno le caratteristiche e si cercherà di renderlo dinamico in modo da analizzarlo come le variabili si muovono nel tempo all’interno del modello stesso e si faranno delle considerazioni di politica monetaria.
Introduzione: Modello molto semplice si ha un mondo estremamente semplificato, in cui esistono un numero molto elevato di soggetti che operano dal lato della domanda del mercato dei beni (famiglie) e dal lato dell’offerta (imprese). Sono tutte identiche all’interno del gruppo di appartenenza, ciò consente di studiare o la famiglia rappresentativa o l’impresa rappresentativa come se fosse una famiglia media o un'impresa media.
I prezzi sono del tutto flessibili (prezzi sul mercato dei beni e sul mercato dei fattori: esempio se ci si concentra sul mercato del lavoro si ha il salario nominale). I prezzi sono completamente flessibili e il mondo è un mondo in concorrenza perfetta quindi i consumatori e imprese considerano i prezzi che osservano sul mercato come un dato cor-rispondente. Da lato dei consumatori, si ha una famiglia rappresentativa che deve decidere come impiegare le risorse che ha disposizione su un orizzonte temporale cioè i redditi che si procura nei mercati dei fattori (di solito si hanno due mercati dei fattori il mercato del lavoro e il mercato del capitale, ma in questo momento consideriamo che esiste solo il mercato del lavoro, unico fattore, non c’è accumulazione di capitale).
La famiglia si procura reddito offrendo lavoro. Questo reddito può essere utilizzato per consumare, non per investire in capitale produttivo, infatti il capitale è costante, ma dovendo massimizzare in un orizzonte temporale possono decidere di risparmiare (cioè possono decidere di non consumare tutto il reddito che hanno a disposizione): si sta ipotizzando che esista un mercato finanziario dove poter allocare risorse non consumate in un singolo periodo per poterle consumare in periodi successivi. Quindi si ipotizza che esista un asset di natura finanziaria (bond zero-coupon "zcb" che dura un periodo, come se fosse un bot).
Le famiglie devono decidere quanto lavorare in modo da decidere quanto reddito hanno a disposizione e una volta individuato il reddito ottimale a disposizione determinando la loro offerta di lavoro e quindi devono decidere quanto consumare oggi e quanto trasportare dei redditi che hanno loro a disposizione nei periodi successivi per decidere il loro sentiero del consumo. Tutto viene misurato in termini di utilità che il consumo è in grado di darci quindi si deve introdurre una funzione di utilità. Funzione di utilità che è funzione del consumo e del lavoro, in termini impliciti può essere scritta come (Ct)U, Nt
Quindi si ha un problema dinamico (aggiunta dei pedici) e si userà un approccio discreto. Infatti il tempo si muove a salti discreti non nel continuo, si ha un numero potenzialmente infinito di singoli periodi. Le variabili sono misurate in termini reali: numero di Ct panini e numero di ore lavorate, ciascun panino costerà un certo prezzo e ogni ora Nt lavorata comporterà un certo salario orario ad esempio un panino costa 2 ore e un'ora lavorata costa 15 euro. Funzione di utilità standard che dipende da consumo e da una variabile N che rappresenta la quantità di lavoro che la famiglia è disposta ad offrire.
Essendo una funzione di utilità assolutamente standard la derivata prima rispetto al consumo è positiva e la derivata seconda è negativa quindi l’utilità marginale è positiva ma decrescente. Sul lavoro invece è un po’ più complicata. Infatti ciò che genera utilità alla famiglia è il tempo libero non il lavoro (tempo da dedicare a se stessi): l’utilità marginale è positiva ma decrescente (derivata prima positiva, derivata seconda negativa) per il tempo libero e non per il lavoro: il lavoro fa male. Quindi il segno delle derivate deve essere rovesciato, quindi un aumento di N provoca una diminuzione dell’utilità per la famiglia. Ma la famiglia è disposta ad incrementare la quantità di lavoro anche se genera disutilità in quanto ciò è necessario essendo l’unico modo per procurarsi un reddito e quindi consumare.
Quindi esiste un trade off tra consumo e lavoro: si può aumentare il consumo se e solo se lavoro di più e quindi impiegare il proprio tempo per lavorare. Problema da un lato dinamico perché si può scegliere se consumare tutte le risorse oggi o trasportarne una parte nel futuro (trasportare risorse (potere d’acquisto) nel tempo), ma si ha anche un problema statico in quanto si deve scegliere tra quanto reddito avere a disposizione e quanto consumare: problema duplice intertemporale dinamico ma anche intratemporale.
Se il problema è dinamico quello che si deve fare è ipotizzare che la famiglia del consumatore rappresentativo sia interessata a massimizzare la propria utilità non solo oggi ma durante l’intero sentiero temporale che ha a disposizione, quindi:
∑(Ct)U, Nt t=0
Quello che si vuole massimizzare è un flusso di utilità per un periodo che va da oggi all’infinito: l’utilità oggi e l’utilità nei vari periodi successivi si combinano tra di loro in forma additiva; in realtà non è scontato, potrebbero anche combinarsi in forma più complicata, senza aggiungere nulla ai risultati che si possono ottenere, per questo conviene utilizzare la forma più semplice possibile: quindi si assume che il flusso è determinato dalla somma delle unità uniperiodali. Quello che succede nel futuro è come se fosse scontato, quindi si deve aggiungere alla funzione di utilità un fattore di sconto dove essendo un fattore — di sconto è ovvio che deve valere la seguente ipotesi 1. Quindi avremo:
∑ᵦt(Ct)U, Nt t=0
Se oggi siamo al periodo t oppure se siamo al periodo 0, si avrà che ᵦ0 = 1 cioè oggi non si sconta nulla, ma si inizierà a scontare da domani. "Del doman non v’è certezza" cioè si può avere un’idea di quello che succede domani ma non si ha certezza, quindi si deve calcolare il valore atteso ∑E[ᵦt(Ct)U, Nt] t=0
Quindi si è in un mondo stocastico cioè le variabili calcolate in periodi futuri non possono essere calcolate con certezza ma possono essere calcolate solo in termini di valore atteso. Quindi si vorrà massimizzare:
max ∑E[ᵦt(Ct)U, Nt] t=0
sotto un vincolo delle risorse (il mondo è un mondo finito, le risorse sono risorse finite); quindi il vincolo di bilancio può essere riscritto così:
PtCt + QtBt = WtNt + Bt-1
Indica quanto costa comprare quel certo ammontare di consumo dato il prezzo se si decide di non consumare tutto oggi, ma una certa parte si può impiegare in maniera diversa dal consumo presentandosi sul mercato finanziario acquistando quindi un titolo (un asset) che avrà un certo prezzo, dove indica il numero di bond (asset) che comprati Bt mentre Qt indica il prezzo di ogni asset. (Si supponga di avere sul mercato finanziario un unico titolo a disposizione zcb a un anno (di solito è prezzato sotto la pari perché poi la differenza misura il rendimento)).
PtCt + QtBt corrispondono agli impieghi. Le risorse che si hanno a disposizione sono il reddito da lavoro che si riesce a procurare quindi se Nt è il numero di ore lavorate e Wt è il salario orario in termini nominali, il reddito da lavoro sarà WtNt, inoltre se nel periodo precedente non si era consumato tutto vuol dire che si erano acquistato dei bond poiché questi bond hanno scadenza a un anno allo scadere dell’anno restituiscono un euro che poi va moltiplicato per il numero di bond acquistati quindi Bt-1, e questa roba qui si può decidere se consumare oggi o se rinvestirla in bot, in questo caso non c’è Qt perché è un bot quindi alla scadenza paga il valore nominale del bot 1 euro.
Se c’è anche lo stato si deve aggiungere un terzo termine all’interno del VdB cioè Tt che può assumere o un valore positivo o un valore negativo, ma entra con il segno negativo nel VdB; quindi con Tt si introduce nel VdB il settore pubblico, ma si può anche ragionare nel senso inverso infatti lo stato oltre a tassare può anche dare risorse attraverso dei trasferimenti (es. sussidi). C’è il segno minore o uguale perché per mettere il segno uguale si deve fare un passaggio non banale in quanto significa si possono utilizzare tutte le risorse che si hanno a disposizione cioè si è sulla propria frontiera efficiente, ma si potrebbe anche non essere sulla frontiera se si è irrazionali e si consuma di meno, naturalmente non si può consumare di più di quanto si ha disposizione (quindi maggiore non ci potrebbe mai essere). Si ha il segno di uguale solo se si aggiunge l’ipotesi che i consumatori sono perfettamente razionali e in grado di posizionarsi sulla propria frontiera efficiente cioè non sprecano nemmeno un granello delle risorse che hanno a disposizione.
Quindi il problema da risolvere è:
max ∑E[ᵦt(Ct)U, Nt] t=0
soggetto a:
+ +A WPtCtQtBtNtBt-1Tt
Per risolverlo si può utilizzare o il ragionamento o si usa la forza bruta trasformando il problema di massimo vincolato in un problema di massimo libero cioè si deve costruire una Lagrangiana. Si costruisce una traiettoria, però per costruire una traiettoria si devono conoscere due punti cioè il punto di partenza e il punto di arrivo. Il problema è che in questo caso si ha un sentiero infinito quindi è come se mancasse il punto di arrivo, perciò si deve introdurre un’ipotesi per determinare come potrebbe essere fatto questo punto di arrivo quindi si introduce la condizione di trasversalità (bisogna chiedersi: esiste una qualche variabile che quando idealmente arrivo all’infinito non ha alcun senso che sia positiva?):
lim E(Bt) t→∞
B è un asset dal punto di vista del consumatore se B è positivo vuol dire che sto prestando mentre se B è negativo vuol dire che si sta prendendo a prestito. Imporre una condizione di questo tipo ha un duplice significato; infatti ha un significato tecnico in quanto fisso il punto di arrivo ideale del proiettile mentre dal punto di vista economico si impedisce al consumatore di indebitarsi all'infinito ("No Ponzi-condition").
A questo punto si costruisce la Lagrangiana:
∑{: (Ct)+ + )L = max E[ᵦt(Ct)U, Nt] t=0 WtNtBt-1TtPtCtQtBt}
Anche deve avere il vincolo temporale perché se si hanno t periodi si devono avere anche t vincoli, quindi si avranno t moltiplicatori di Lagrange. Le condizioni di primo ordine sono:
Condizioni di primo ordine
- Quanto consumo? Foc|C: t (ᵦt) = 0 t E[U/tPt]
- Quanto lavoro? Foc|N: t (ᵦt + ) = 0 t E[U/tW]
- Quanto si vuole risparmiare? Foc|B: t(ᵦ/t + ) = 0 E[Q/t]
Quando si costruisce la condizione di primo ordine rispetto a Bt si può notare che si ha si ha in due periodi diversi.
U è la derivata prima parziale della funzione di utilità rispetto a Ct. A questo punto si deve trovare il modo di sbarazzarsi di ᵦ perché è l’unica variabile che non si conosce.
Se si calcola la condizione di primo ordine per Ct+1 si ha:
(ᵦt+1) = 0 t+1 E[U/t+1Pt+1]
Quello che succede in t si conosce con certezza ma se sono in t quello che succede domani non si conosce quindi si trovano delle aspettative. Da qui si può calcolare il rapporto di Lagrange fra 2 periodi diversi. Se ci si pone idealmente in t si ha:
E[ᵦ/t]= t+1
Q/t t
Non ha bisogno del operatore aspettativa perché è una variabile che accade oggi mentre ᵦ/t si perché non è conosciuta con certezza. Quindi se si fa il rapporta tra la condizione di primo ordine rispetto a Ct e la condizione di primo ordine rispetto a Ct+1, si ottiene come primo termine il rapporto tra due utilità marginali e come secondo termine un rapporto tra due moltiplicatori di Lagrange. Quindi alla fine si ottiene:
U/Ct P= t+1
Q/ᵦE t U/Ct+1 P t
A destra si ha che è una costante, poi si ha un rapporto fra l’utilità marginale del consumo domani in termini reali scontata rispetto all’utilità marginale del consumo oggi in termini reali è un rapporto tra utilità marginali tra due istanti di tempo consecutivi, quindi è un saggio marginale di sostituzione intertemporale; di solito un SMS lungo un sentiero di ottimo deve essere uguale a un rapporto tra i prezzi; in termini intertemporali il rapporto fra i prezzi dovrebbe essere un rapporto tra il prezzo oggi e il prezzo domani, cioè quanto vale un euro oggi e quanto vale un euro domani, e ciò è determinato da un tasso di interesse reale, quindi a sinistra si dovrebbe avere un tasso di interesse reale ma invece si ha un prezzo. Se compro in t un B = 1 lo pago Qt, quindi domani mi torna indietro 1 euro, che può anche essere scritto in questo modo (1 + 1/t) Qt = 1, quindi Qt = 1/t che è il tasso di sconto.
Quindi:
U/Ct P= t+1
1 + E/t U/Ct+1 P t
che poi diventa
U/Ct P1 = (1 + )
E/t U/Ct+1 P t
Inoltre sapendo che il tasso d’inflazione (cioè quanto varia in termini percentuali l’indice aggregato dei prezzi tra un periodo e l’altro) è uguale a = PPt+1 - PPt quindi si può scrivere 1 + =
P/t+1 = Pt + 1
Quindi il rapporto dei prezzi sarà uguale a:
P/t = Pt+1 + 1
quindi si può riscrivere:
1 + U/ = Ct+1
E/t + 1 Ut Pt Ct
dove 1 + =1 + + 1 E/t+1
perciò:
1 + U/Ct =
E/t + 1 Ut Pt Ct
che corrisponde alla condizione di Euler per la determinazione del tasso di interesse reale (la condizione di Euler lega l’utilità del consumo oggi all’utilità del consumo domani).
La condizione di Euler standard mette in relazione tra di loro il SMS con il rapporto tra i prezzi tutto in termini reali (dove in termini intertemporali il rapporto tra i prezzi non è altro che un tasso di interesse reale).
Due messaggi:
- Se si è fatto un sacco di strada per arrivare a cose che già si conoscevano vuol dire che si sta percorrendo la strada corretta: condizione di Euler in termini reali che lega il SMS intertemporale del consumo con un rendimento reale;
- La condizione di Euler permette di fare una serie di ragionamenti; prima si aveva una relazione che legava tra di loro SMS, un tasso di inflazione e un prezzo di un asset (Qt) quindi quella cosa si poteva interpretare in maniera diversa cioè se si conosceva se si aveva una aspettativa sul tasso di inflazione e se si ha una aspettativa su come varia il SMS allora si dovrebbe essere in grado di calcolare il prezzo dell’asset cioè si poteva costruire un modello di pricing. Qui si vedrà una generalizzazione del CAPM. La relazione di Euler è una regola che permette di costruire il pricing di un numero potenzialmente elevato di strumenti finanziari diversi tenendo conto di informazioni sull’utilità marginale del consumatore. Robert Lucas ha introdotto il Consumption-based Capital Asset Pricing Model.
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