Corso di macroeconomia
Capitolo II
Dati della macroeconomia
I dati della macroeconomia vengono forniti dall'OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico. Esistono anche altre fonti come il I.F.S. International Financial Statistics o il World Economic Outlook, editi dal FMI. In Italia c'è anche l'ISTAT.
Le principali correnti macroeconomiche
Il primo macroeconomico fu Keynes con la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta. La teoria keynesiana parte dalla domanda aggregata. Keynes negò in sostanza la legge di Say, secondo la quale l'offerta crea la propria domanda, cosicché non vi saranno mai quantità di prodotto invendute in quanto il meccanismo automatico delle variazioni dei prezzi e salari, regolati dalla legge della scarsità, consentirà sempre all'offerta aggregata di "piazzare" tutto il prodotto, tutto al più modificandone il prezzo, senza che si verifichi recessione o che vi siano stock di merce invenduta.
La legge di Say potrebbe funzionare nel lungo periodo, e subito aggiungeva, nel lungo periodo siamo tutti morti. Spingere verso l'alto la curva di domanda aggregata aumentando la spesa pubblica, in barba alla teoria dominante che caldeggiava il pareggio di bilancio pubblico. Nasce il deficit spending, un meccanismo di amplificazione, il moltiplicatore. Sul fronte monetario, Keynes analizzò la curva di domanda di moneta scomponendola in tre diverse componenti che risultavano variabili dipendenti dal reddito e dal livello del tasso di interesse.
La sintesi neoclassica
Il modello più interessante nato dalla ibridazione del pensiero keynesiano con la teoria dei monetaristi fu la curva IS-LM. Relazione tra mercato reale e monetario.
Le categorie economiche
- Le famiglie stabiliscono la quantità e la composizione dei consumi, lavoro e risparmio e remunerazione (reddito).
- Le imprese svolgono il ruolo fondamentale della produzione. Forniscono beni e servizi e domandano fattori di produzione.
- Lo Stato rappresenta l'organizzazione complessiva della pubblica amministrazione. Il settore pubblico interfaccia il sistema produttivo in diversi punti e con diverse modalità: produzione diretta di beni e servizi; domanda di risparmio alle famiglie; imposizione fiscale.
- Le banche hanno funzione intermediaria tra le famiglie, raccolgono i fondi e li danno in prestito.
- La banca centrale regola tutto il sistema bancario, è l'autorità monetaria.
- Il resto del mondo, insieme dei Paesi esteri con cui possono intrattenersi relazioni commerciali. Economia aperta. Il resto del mondo stabilisce la quantità e la composizione di una particolare componente della domanda aggregata: le esportazioni.
I circuiti economici, flussi monetari e flussi reali. Il mercato dei beni e dei servizi e il mercato dei fattori produttivi. In entrambi i costi di una categoria corrispondono ai ricavi dell'altra, infatti i prezzi che le famiglie pagano per ottenere beni e servizi nel relativo mercato rappresentano per esse dei costi e per le imprese dei ricavi. Il circuito del mercato finanziario, le famiglie offrono risparmio e vengono remunerate con interessi a credito.
Capitolo II: Le variabili macroeconomiche
Quando un macroeconomista intraprende lo studio dell'economia di un certo Paese si focalizza su tre grandi indicatori: la produzione aggregata; il tasso di inflazione; il tasso di disoccupazione.
Il sistema di contabilità nazionale ideato e introdotto relativamente tardi nell'analisi economica rappresenta una formidabile conquista intellettuale. Il sistema di contabilità nazionale, in quanto sistema contabile, si basa su precise definizioni e relazioni. Le definizioni puntualizzano i concetti alla base della contabilità e spiegano come costruire le misure corrispondenti, le relazioni mostrano come funziona il sistema e come da una grandezza può ricavarsene un'altra.
Prodotto interno lordo (PIL)
Il prodotto interno lordo è la misura della produzione aggregata. Il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un dato periodo. Dalla definizione del PIL si comprende che per la sua determinazione è fondamentale operare alcune esclusioni: beni intermedi, (il PIL aumenterà solo per quell'incremento di valore, noto in economia come valore aggiunto), beni già presenti nell'economia.
Se si desidera conoscere l'ammontare complessivo delle remunerazioni percepite dai fattori produttivi, l'interesse del macroeconomista si concentrerà sul PIL al costo dei fattori. Il PIL precedentemente esaminato può definirsi ai prezzi di mercato. Sottraendo dal valore ai prezzi di mercato il totale delle imposte, otterremo come risultato il PIL al costo dei fattori. Per inserire nel PIL il valore di alcuni servizi che non transitano sul mercato, si impiegano espedienti contabili.
Prodotto nazionale lordo (PNL)
Il PNL Prodotto Nazionale Lordo è la somma dei redditi percepiti dai cittadini di un dato Paese, indipendentemente se tale reddito è stato prodotto nel Paese stesso o all'estero. Dal raffronto tra PNL e PIL si può valutare in che misura un'economia è dipendente dalle rimesse estere, ossia dai trasferimenti di denaro dei connazionali che risiedono all'estero.
Prodotto nazionale netto (PNN)
Il PNN Prodotto Nazionale Netto è pari al PIL al netto del consumo di capitali. Per poter valutare correttamente la questione e risolvere il dilemma, si prende un periodo di riferimento come base e si calcolano i PIL registrati nei due periodi tra i quali si vuol fare un confronto, valutando la produzione fisica di questi ai prezzi prevalenti dell'anno base. Questo calcolo trasforma il PIL nominale in PIL reale e consente di ottenere una misura della crescita effettiva.
Tasso di inflazione
Il tasso di inflazione è l'indicatore dell'aumento del livello generale dei prezzi. Se l'aumento riguardasse tutti i prezzi indistintamente per la stessa percentuale e interessasse nella stessa misura i salari e le pensioni, da un punto di vista sostanziale il fenomeno sarebbe irrilevante. Gli economisti parlano in questo caso di inflazione pura.
Gli indici dei prezzi
Deflatore del PIL fornisce un'ottima misura dell'inflazione. Il deflatore del PIL è dato dal rapporto tra PIL nominale e PIL reale riferiti allo stesso periodo. Il deflatore del PIL misura in quale percentuale la crescita del PIL nominale è dovuta al semplice rialzo dei prezzi, ovvero in che percentuale i prezzi sono aumentati nell'arco di tempo che va dal periodo di computo.
Indice dei prezzi al consumo (CPI). Il paniere di consumo per composizione e per rapporti tra le componenti può differire notevolmente dal PIL per la presenza di beni intermedi, l'assenza dal paniere di beni acquistati unicamente dalle imprese, l'assenza di prodotti destinati unicamente o principalmente all'esportazione e infine questi beni e servizi non vengono consumati nelle stesse proporzioni con cui vengono prodotti. Se bisogna studiare il fenomeno inflativo nel suo complesso, si utilizzerà preferibilmente il deflatore del PIL, se invece bisogna conoscere il livello di benessere goduto dalle famiglie, o concentrarsi sul consumo, utilizzerà prioritariamente il CPI.
Indice dei prezzi alla produzione (IPP). In primo luogo si costruisce un paniere della produzione in cui saranno inclusi i prodotti più rappresentativi dell'economia nazionale. Esclusione di ogni tipo di servizio da questo indice, che si limita a valutare il processo inflativo nella misura in cui esso incide sui beni, trascurando completamente i servizi.
Il reddito disponibile delle famiglie
Le famiglie stabiliscono, sulla base e sul vicolo del reddito disponibile, il consumo e il risparmio di un sistema economico. Il consumo come componente della domanda aggregata, il risparmio come necessaria contropartita all'investimento. L'uguaglianza tra risparmio e investimento o il raggiungimento di questa uguaglianza è la relazione più controversa della macroeconomia. La differenza tra Prodotto Nazionale Lordo e gli ammortamenti rappresenta il Prodotto Nazionale Netto PNN.
PNL – ammortamenti +/- trasferimenti netti dalla Pubblica amministrazione +/- trasferimenti netti dalle imprese. Il valore del reddito disponibile delle famiglie sarà da queste ripartito tra consumo e risparmio.
Tasso di disoccupazione
Forza lavoro = impiegati + disoccupati. Tasso di disoccupazione = disoccupati / totale forza lavoro. Un indice appositamente studiato per dar conto della mancata ricerca di lavoro per motivi di sfiducia è il tasso di partecipazione che mette a rapporto la forza lavoro con il totale della popolazione attiva.
Capitolo III: Il modello keynesiano di determinazione del reddito
La domanda aggregata Y = C + I + G +/- NX:
- Y: reddito nazionale
- C: consumo
- I: investimenti
- G: spesa pubblica
- N: commercio estero
Questa identità viene stabilita a posteriori, cioè una volta prodotto il reddito nazionale (offerta), esso verrà suddiviso nelle componenti di acquisto descritte. Va ricercato il punto di equilibrio tra domanda e offerta. L'offerta è data dalla produzione complessiva delle imprese, reddito nazionale, e la domanda dalla sommatoria delle singole componenti (C, I, G, NX), domanda aggregata. La domanda aggregata è pari all'ammontare di beni che le persone vogliono acquistare (Fisher).
Quando nel mercato la quantità prodotta non corrisponde alla quantità domandata si possono verificare due casi:
- La domanda supera l'offerta e bisognerà ridurre le scorte oltre il livello desiderato.
- La domanda è inferiore all'offerta, le imprese sono costrette ad accumulare scorte nel periodo successivo e a ridurre la produzione per riportare le scorte ai livelli desiderati che possono risultare minori di quelli di partenza.
L'esistenza di equilibrio nel mercato prevede il verificarsi di due condizioni:
- Il livello di produzione deve eguagliare la domanda aggregata.
- Non vi sono variazioni involontarie delle scorte e i consumi delle famiglie e del settore pubblico effettivi corrispondono a quelli programmati.
Il consumo C = C* + cY con C*>0; c compreso tra 0 e 1. Il consumo viene ripartito in due componenti: la componente C*, che rappresenta l'intercetta della funzione, è indipendente dal reddito ed esprime il livello di consumo minimo cui non è possibile prescindere anche a reddito 0. Può essere spiegato come la spesa per l'acquisto di beni e servizi necessari alla sopravvivenza delle famiglie stesse. La componente cY funzione del reddito, propensione marginale al consumo. Il valore c è sempre compreso tra 0 e 1.
Se c assume valore 0 significa che la quantità unitaria addizionale del reddito viene completamente risparmiata, mentre assume il valore 1 nel caso in cui la stessa quantità incrementale viene completamente devoluta in consumi. La derivata prima della funzione del consumo (C) è la propensione marginale al risparmio indicata come s = 1 – c. S = Y – C: S identifica il risparmio.
Gli investimenti
Nella ricostruzione della domanda aggregata AD avremo: AD = C + I* = C* + cY + I* = A* + cY. Il valore A* rappresenta l'intercetta della nuova funzione di domanda aggregata AD. Dalla formula di equilibrio del sistema keynesiano possono ricavarsi utili informazioni sulla relazione cruciale tra risparmio e investimenti. In equilibrio il risparmio programmato corrisponde agli investimenti programmati.
Il moltiplicatore keynesiano
In base a tale principio un incremento unitario della spesa autonoma A* produce un aumento più che proporzionale del prodotto interno. Dalla prima fase da un incremento unitario della domanda, della produzione e del reddito, si giunge ad incrementi sempre minori in un meccanismo nel quale un aumento tira all'altro. Il multiplo 1 / 1-c è il moltiplicatore. = 1 / 1 – cΔY* ΔA*. Il moltiplicatore è tanto maggiore quanto più alta è la propensione marginale al consumo. Il principio del moltiplicatore, funziona anche al contrario, se una componente autonoma della domanda aggregata, poniamo gli investimenti I*, cala, a seguito magari di una perdita di fiducia degli investitori, il reddito diminuirà più che proporzionalmente rispetto alla riduzione iniziale e ciò in quanto, una volta diminuito proporzionalmente il reddito interno, il processo non si esaurisce.
Il settore pubblico
Il settore pubblico interagisce in tre modi con l'apparato produttivo nel suo complesso:
- Accresce la domanda aggregata della componente G o spesa pubblica.
- Riduce il reddito disponibile per i consumi attraverso l'imposizione fiscale.
- Sostiene il reddito nelle congiunture avverse e, normalmente, esplica questa funzione sempre nei confronti delle categorie sociali più deboli attraverso i trasferimenti pubblici.
La quota complessiva di trasferimenti sarà impiegata nella sua percentuale c in consumi, mentre adesso la propensione marginale al consumo per ogni livello di reddito deve scontare l'aliquota di imposizione fiscale, per cui anche il funzionamento del moltiplicatore dovrà tenere conto del valore t* che riduce c.
Gli stabilizzatori automatici rappresentano misure anticongiunturali che entrano in gioco automaticamente quando le condizioni dell'economia lo richiedono. I trasferimenti sostengono i redditi e riducono l'effetto di abbattimento dei consumi. La condizione di piena occupazione di per sé esclude la possibilità di un aumento della produzione. L'aumento della componente G* sposta la curva AD parallelamente a se stessa e il nuovo equilibrio si avrà ad un livello del reddito maggiore e aumentato più che proporzionalmente rispetto all'incremento iniziale di G*. Il moltiplicatore in un sistema comprensivo del settore pubblico è 1 / 1 – c ( 1 – t ).
Variazioni della imposta t* modificano l'inclinazione della curva AD, in particolare se l'imposta t* diminuisce il valore c ( 1 – t ) aumenta.
Capitolo IV: Il modello IS-LM e l'equilibrio dei mercati
Il ruolo della moneta e del tasso di interesse
Il tasso di interesse è il prezzo del denaro. Le famiglie, una volta percepiti i loro redditi, normalmente in forma monetaria, devono stabilire se detenere l'intero ammontare di moneta per lo scopo delle transazioni o per motivi precauzionali oppure acquistare titoli, cioè prestare denaro alle imprese e/o allo Stato, in cambio di un interesse. Le imprese dovranno decidere l'ammontare di investimenti da effettuare, se risulta più conveniente utilizzare capitale in prestito, le imprese venderanno titoli, e su questi titoli pagheranno un interesse.