Machiavelli e la crisi politica italiana, la concezione dell’uomo
Il pensiero politico di Machiavelli è connesso alla crisi della politica italiana del Quattrocento. In Italia il sistema di alleanze, grazie a Lorenzo il Magnifico, aveva garantito l’indipendenza dell’Italia dal dominio straniero. La discesa di Carlo VII in Italia, per conquistare il regno di Napoli, mise in luce la debolezza degli Stati Italiani e delle loro alleanze che non erano in grado di fronteggiare vittoriosamente la nuova potenza militare, rappresentata dagli stati nazionali: la Francia e la Spagna.
Le opere più importanti di Machiavelli sono: Il Principe e I Discorsi, che nascono dalla volontà di comprendere l’insegnamento che derivava dall’esperienza politica italiana e di indicare il programma pratico, i mezzi atti a garantire la stabilità della politica italiana e pertanto la sua indipendenza. La politica italiana era caratterizzata da una profonda crisi dell’etica civile e da una corrispondente corruzione degli ordini politici che vanificava qualsiasi tentativo di dare stabilità e sicurezza agli stati italiani.
Inoltre, per Machiavelli l’animo umano permane identico nella storia, e cioè la struttura dell’uomo non cambia, non si modifica e non si trasforma. La politica è caratterizzata dall’instabilità e dal continuo mutamento, tutto ciò dipende dalla natura dell’uomo, in quanto esso è strutturato in modo da aspirare costantemente a volere tutto, mentre dispone di mezzi limitati, che gli consentono di conseguire ben poco; motivo per cui l’uomo, a causa dell’assoluta sproporzione fra ciò cui aspira e ciò cui riesce a ottenere, vive in uno stato di perenne incontentabilità, che lo spinge a volere sempre di più, e a modificare pertanto le situazioni nelle quali trova. Ecco spiegato il mutamento e l’instabilità che caratterizza la vita politica.
Inoltre, esplica Machiavelli che l’incontentabilità dell’uomo porta quest’ultimo a oscillare fra la noia e il dolore. L’uomo di Machiavelli è caratterizzato da questo desiderio di tutto, l’uomo è mosso dalla cupidigia e dall’ambizione, chiuso nel suo egoismo è sempre pronto a commettere il male, anzi il male sembra necessariamente connesso al suo comportamento.
La politica come studio della verità effettuale
La prospettiva politica classica e medievale viene radicalmente capovolta: la politica non è più costruita sulla teoria, ma diventa analisi e descrizione del comportamento politico quale effettivamente si realizza. La politica diventa criterio di interpretazione della storia, e questa a sua volta indica in concreto come si determinano le situazioni politiche tipiche, da cui è possibile ricavare le regole cui deve informarsi l’azione politica: la politica dunque non può che considerare la verità effettuale delle cose senza lasciarsi fuorviare dall’immaginazione delle cose stesse.
Questo metodo di analisi degli avvenimenti umani, per derivare i precetti della nuova arte politica, trova la sua più significativa esposizione ne Il Principe e nei Discorsi, che pur avendo per oggetto due diversi tipi di ordine politico, il principato l’uno e la repubblica l’altro, cui corrispondono due politiche che sembrano essere diverse, dello stato assoluto e del regime repubblicano fondato sulla libertà del popolo, svolgono un insieme di considerazioni che si completano a vicenda e svelano la coerenza del pensiero politico machiavelliano.
Il concetto di stato. Lo stato potere: Il principe
La politica consiste nello studio dei mezzi e degli accorgimenti mediante cui l’uomo viene sottratto al disordine, verso cui naturalmente tende, per essere mantenuto nell’ordine: l’ordine si identifica come un’entità reale, ovvero lo stato. “Tutti gli stati, tutti i domini che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche oppure principati.”
Machiavelli è il primo scrittore politico dell’età moderna a usare la parola Stato nel significato di comunità, società politica sovrana. Lo stato si identifica con la forza, il dominio e si realizza nel comando che esercita su coloro che sono assoggettati al suo potere. Lo stato è concepito come forza in quanto solamente mediante quest’ultima l’uomo è sottratto al suo egoismo, alla dispersione e al disordine generati in lui dalla sua connaturata malvagità. Solo la forza mantiene gli uomini uniti nella società, generando l’ordine facendo di una molteplicità di individui e di cose una unità che sta ovvero lo stato.
La dinamica della politica si esprime nella lotta per la conquista e la difesa del potere. Machiavelli distingue due tipi di stato: Il principato e la Repubblica; esso intende per principato quello Stato o ordine politico caratterizzato dall’unità di comando, realizzata da un solo individuo, il che non significa però che il principato debba essere inteso automaticamente come un governo assoluto, dato che quest’ultimo...
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