Fortuna della consistenza e letture personali
Fortuna della consistenza avuta, ma anche tali letture sono personali, l'interessante è capire le evoluzioni di tali letture e quali idee le hanno ispirate. Autori come Machiavelli e Rousseau possono essere strumentalizzati per avvallare tesi politiche, dalle opere possono, infatti, essere estrapolate frasi che, decontestualizzate, possono essere favorevoli alle proprie idee (Fin, ultimamente ha citato San Francesco). Per fare ciò, però, bisogna sempre partire da una lettura diretta dell'opera.
L'importanza della "scientificità" nella disciplina
Altro elemento che riguarda tale disciplina è la "scientificità". In tale ambito è stata spesso criticata in quanto impossibile da raggiungere in campo umanistico (cosa fattibile in ambito matematico: se in laboratorio è possibile ricreare le condizioni per cui un dato esperimento è ripetibile, nella storia ciò non accade, è impossibile che due eventi storici si ripetano uguali). Non è lecito dire che la ricostruzione storica è empiria! Il critico tenta sempre di avvicinarsi alla verità il più possibile ma la storia è sempre messa in discussione da fatti sempre nuovi (come la scienza esplora nuove frontiere, così la storia ha nuove interpretazioni).
La disciplina della "polis" e il governo
Questa disciplina si occupa della "polis", della vita del cittadino in ambito sociale, del tipo di governo migliore per la città, di quali elementi hanno portato a quel tipo di governo. Si occuperà quindi, anche della legittimità del potere, che è dato dal popolo che può eleggere e spodestare (idea di ribellione!).
Origini e sviluppo storico
Come disciplina istituzionale appare nel 1900, nascendo come recupero della identità politica della nazione italiana. Primo approccio a tale recupero lo abbiamo con Ferrari ma con scarso risultato: da annotare è Gaetano Mosca che critica il sistema parlamentare e introduce il concetto di élite.