GIUSEPPE UNGARETTI :
d’Egitto l’8 Febbraio 1888,nasce “estero”.
Nacque ad Alessandria
La sua famiglia si trovava ad Alessandria d’Egitto perché suo padre lavorava
come sterratore nei lavori per la costruzione del canale di Suez.
Questi sono proprio gli anni della grande emigrazione degli italiani.
Dopo due anni dalla sua nascita il madre muore di fatica ( Ungaretti sente il
dolore della perdita).
SENTIMENTO DEL LUTTO IN FAMIGLIA:
Tutte le settimane andavano al Camposanto (Luogo lontano),con la mente
nei suoi racconti Ungaretti ripercorre la strada (Viale Menash) come quando
era bambino.
Sua madre pregava. (Fede non esibita) vs. Ungaretti che è anticlericale
La fede di sua madre resta però in lui e sarà soltanto nelle trince del carso
religioso,il senso dell’assoluto.
che riscoprirà il senso
SENTIMENTO DELLA MORTE :
Sin dal primo momento, è una presenza tangibile e reale per il bambino in un
paesaggio annientante,il deserto dove tutto si sgretola.
É l’abisso del nulla,questa presenza è gia presente in lui ( “ero preda”).
La sua famiglia viveva in condizioni economiche modeste,casa sua è un
forno che la madre apre quando resta vedova iniziando un’attività
commerciale molto fortunata economicamente.
Sua madre Maria Lunardini è una presenza molto importante per il poeta,il
poeta dirà che è una “Donna volontaria” nel senso di volitiva, “d’estrema
energia” (ENERGIA CONCRETA) che non si abbandona alla tenerezza.
(VS. Ungaretti che ammette di non avere la volontà materna.)
Il piccolo Ungaretti viene allevato da sua madre ma anche da una nutrice
“Ha succhiato il sole dell’Africa dalla sua
→
nubiana (Egitto meridionale)
nutrice” – questi sono i primi contatti con la lingua araba ( La cantilena
araba).
Nel contesto familiare parlava italiano nella variante lucchese,una lingua viva.
LE PAROLE DI UNGARETTI
Le parole di Ungaretti recuperano il peso esistenziale,questo perché i poeti
danno ritrovare il peso della parola.
La parola poetica per Ungaretti ha due poli :
→La
-La memoria : Le parole della tradizione profondità,il ricordarsi cosa è
avvenuto prima.
-Innocenza : Riscoprire la parola nella sua verginità nativa.
VITA D’UN UOMO d’un
Tutte le poesie di Ungaretti sono raccolte in Vita uomo, del volume fanno
parte: L’Allegria 1914-1919, Sentimento del tempo 1919-1935, Il dolore 1937-
1946, La terra promessa frammenti 1935-1953, Un grido e paesaggi 1939-
1952, Il taccuino del vecchio 1952-1960, Apocalissi, Dialogo, Nuove, che
l’ultima L’impietrito
contiene poesia e il velluto scritta nella notte tra il 31
dicembre 1969 e il 1 gennaio 1970, pochi mesi prima di morire.
Vita d’un uomo è il viaggio della vita e l’esperienza della vita.
Terra promessa è la meta di questo viaggio.
In Vita d’un uomo Ungaretti scrive un’introduzione intitolata “Ragioni di una
poesia” in cui chiarisce la sua poetica,il come concepisce la poesia.
d’una “Il
In Ragioni poesia premessa alla raccolta Ungaretti scrive mistero
c’è, noi”, “il
è in al mistero si oppone la misura, ovvero la poesia, dono per cui
(…)
la parola ci riconduce al mistero, lasciandolo tuttavia inconoscibile, e
mistero”
come essa fosse sorta, si diceva, per opporsi in un certo senso, al
. Mistero e parola sono gli elementi essenziali della poesia di Ungaretti. Il
l’uomo, “che
mistero è il dato oscuro su cui poggia e Ungaretti è convinto non
– –
ci saranno mai luci umane né proustiane, né freudiane capaci di renderci
chiaro”.
mensurabile tale dato, da rendercelo tale da vederci finalmente La
parola poetica, la vera parola poetica, Ungaretti riparte da Leopardi e dalla
“misterioso”
sua distinzione tra termini e parole, possiede il potere di
“l’accettazione
spezzare della condizione umana nei suoi limiti di spazio e
tempo, vale a dire nei suoi limiti materiali e logici, ormai ritenuta come
l’aspirazione dell’uomo
formante antinomia con innata alla libertà e alla
poesia” “recuperare l’uomo”. “vede
e di Per Ungaretti il poeta è colui che e
l’invisibile visibile”
vuole vedere nel
Inoltre aggiunge una nota con l’esperienze che hanno influenzato la sua vita.
Nelle note introduttive di Vita d’un uomo abbiamo quindi la dichiarazione di
poetica (come lui intende la poesia) e la nota introduttiva a cura di Alidante
Mariani che aveva raccolto le considerazioni di Ungaretti che si domanda
proprio la ragione per la quale ha percorso questa strada.
La poesia per Ungaretti è anche esperienza del ricordo e pertanto è come se
stesse ricostruendo il suo rapporto con la poesia.
L’esperienze che hanno contato per lui sono:
-Il ritmo della poesia araba:
Proprio perché per lui la poesia è fatta di suoni.
→Guardiani
(I suoni che ascoltava nella notte notturni e i suoni brutali
→Ululare dei cani)
I suoni che si sovrappongono ed è come se disegnassero un suono circolare.
“Melopea” Produrre un canto lento e solenne ( “Roccia di gridi→Grido
→
lento e penetrante).
- Il sentirsi italiano:
Lui sente di essere italiano,la sua poesia non esisterebbe senza
l’attaccamento alla lingua ma questo non gli impedisce di conoscere e
culture diverse (“Ho avuto sempre compagni di
avere rapporti con
diversa cultura religiosa”).
La lingua è importante ma ad Alessandria il poeta scopre il senso di
fratellanza.
Mohamed Seab è una figura importante,è un suo amico arabo che si uccide.
Memoria”
→”In
Scrive per lui
La ragione della disperazione del suo amico è il non essere più arabo ma non
essere nemmeno francese,si sente senza “radici”.
Non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono.
UNGARETTI E ALESSANDRIA D’EGITTO:
cosmopolita all’inizio del ‘900,è
Alessandria è una città la città fondata da
Alessandro Magno che raccoglie in sè un mondo orientale,insieme ad un
mondo greco.
Tra il poeta e Alessandria c’è una relazione fondamentale anche se
sfuggente. all’«ottica del deserto»: quando dirà
Ungaretti si abitua sin da subito
«miraggio» nei suoi versi, non farà dell’analogia, si riferirà proprio
concretamente a quello che il miraggio é, ed a come l’ha visto.
II suo orecchio si abitua ai silenzi del deserto, interrotti, specie di notte, da
gridi sparsi di animali e da latrati di cani; nel deserto sconfinato e simile al
«niente», ogni oggetto particolare che si avvisti, animale, albero, oasi, uomo,
si staglia in una luce tutta particolare, che completamente lo isola dal resto.
Alessandria è una città antica in cui paradossalmente il passato non lascia
“Ad Alessandria tutto si sgretola”.
traccia .
Alessandria infatti, pur antichissima, sta tra deserto e mare, é battuta dai
venti del mare e del deserto, é mangiata dalla salsedine: le sue piccole
bianche case, di continuo si disfano e si rifanno.
Si ha in questo modo il senso dell’eterno, il senso della morte e - se si vuole -
il senso della Resurrezione (che per allora interessava ben poco Ungaretti) -
(“Alessandria città senza
ma non si ha il senso del passaggio della storia
monumenti”) , della stratificazione delle epoche storiche.
Si passa dall’antica leggenda della grande mitica Alessandria, alla forma
azzerata del deserto e della provvisorietà della vita.
Il deserto è una distesa accecante di nulla.
Lì il poeta ha la percezione del tempo che dissolve le cose e che le cose.
→Percezione
(Il tempo distruttore) che ha sin dalla nascita.
Pur essendo “figlio di più patrie” Alessandria per Ungaretti resta una
presenza importante.
Alessandria è però anche il porto che con il mare è sempre in infinito
movimento (Vs. Deserto che si sgretola) ed è il luogo in cui a Ungaretti
sembra di poter prendere contatto con la sua terra.
È il punto di partenza del “Miraggio dell’Italia” “Luogo perdutamente
→
amato” →che nasce dai racconti di famiglia.
IL MIRAGGIO :
"Il miraggio. Nel Sahara, i beduini, l'occhio esorbitato, la lingua di fuori secca,
non sapevano come salvarsi dalla loro condizione di rantolanti. Da laggiù,
laggiù, allora, dalla scalea di strati di compatta luce contagiati sul suolo
percorso da solleone martoriato di rabbia, mentre la sua luce rarefatta
rimbalzava attraversata da strati più densi: nel cuore di quegli abbagli
sovrapposti brusca eleggeva luce capovolta una sembianza di dimore felici,
attorniate da giardini, specchiantesi in un lago con zampilli impazienti e, sotto
un ciuffo, alla cima, diramato di palme, secondo l'albero, caschi di datteri
gialli, di datteri rossi, provocanti, e i palmizi che calano al suolo sottili di fusto
per lo sproposito dell'altezza, inanellati da capo a fondo da rincorse di
recisioni e di nodi, seguitisi uno all'anno, memorando età. Fata Morgana
l'hanno chiamata a Messina, quella che si addestra in tali stregonerie.
Nacque a quel modo il gusto e la passione di slanciarmi, di tuffarmi, di
imbozzolarmi in miraggi. Era un puerile scoprimento del proprio esistere
interiore..."
1) Rappresentazione del nomade in cui anche lui si riconosce.
Il nomade è disperato,rantola ma la prospettiva di qualcosa di
inafferabile ( Il miraggio),lo salva.
Giardini di luce solidificata “contagiati sul suolo
→
2) Scalea percorsso dal
solleone” → La luce colpisce e urta.
Improvvisamente la luce diventa però rarefatta ( Una luce sospesa) e
sorge qualcosa “Brusca” (Bruscamente) “una sembrianza di dimore felici”
cioè l’idea di dimore felici.
La nostra immaginazione proietta questa realt,questo mondo sorge dal
nulla ,è infatti “ La più allettante illusione e la più crudele delusione”.
per “ il tuffarsi”,l’avvolgersi dentro
Da questo naque la passione del poeta
al miraggio .
Il miraggio “era un puerile scoprire il proprio esistere interirore” ,lui con
l’istinto,la fantasia del bambino scopre il bisogno di proiettarsi verso
qualcosa di inafferrabile.
Abbiamo la duplicità del miraggio- abbaglio.
La realtà con cui deve fare i conti è per la morte,il poeta trova la salvezza
nella Terra Promessa che pur essendo un miraggio permette al poeta di
andare avanti.
Ci sono tre elementi dell’infanzia di Ungaretti che per lui saranno sorgente di
ispirazione poetica:
LA NOTTE E IL SUO TRAFFICO (La notte della città d’oriente)
- Guardie notturne che percorrevano sentieri lanciando delle grida..
Sensazione uditiva : Quei suoni disegnavano dei percorsi nella sua
→Idea
mente,disegnavano una sensazione) che ritorna in sentimento
del tempo.
- EPISODIO CHE GLI FA CAPIRE COME NASCE IN LUI IL SENSO DI
RISPETTO E DI GIUSTIZIA:
- Nel cortile del suo forno si allevano maiali ( Animale sacro per i
Musulmani).
Quando bisognava svegliare gli operai del forno,un italiano cercava un
porco per farli svegliare (Li costringeva ad alzarsi).
“Ero offeso,non è buona norma violare sacri sentimenti”.
- AMICIZIA CON UN BAMBINO FRANCESE figlio di un funzionario
dell’ambasciata.
Quando Ungaretti ripensa a quel lontano se stesso capisce che c’è in quel
bambino una perfezione e imperfezione nella conoscenza della poesia.
È una conoscenza istintiva,forse anche miraggio.
Quella luce è anche tenebrosa ed è una poesia che ha anche a che fare con
il sacro.
IL RAPPORTO CON L’ORIENTE:
Ungaretti dice di “essere insensibile al pittoresco Bazar” All’orientalismo.
→
Nasce in quel periodo infatti una sensibilità orientalistica, ma è un modo più
superficiale.
Ungaretti dirà che l’oriente è “ Ciò che ha lasciato una traccia ma senza “
colori” pittoreschi”.
Per lui la poesia araba è poesia di Musica e non di colore.
poesia araba è nata da grandi spazi e dall’incommensurabile mosso dai
La
quei grandi spazi,chi sta nel deserto ha l’idea dell’infinito.
Non è infatti un caso che le religioni medio-orientali nascono dal
deserto,proprio perché il deserto ti mette a nudo,non c’è nulla che maschera
quel niente.
Dalla poesia araba ricava proprio la musicalità,in quel salmodiare si insediava
il significato,” Il valore d’Essenza” cioè l’idea del Sacro.
In questo modo le parole risuonano come nuove e non sono più consumate.
Lui diventa un poeta diverso per il suo passato.
Nasce in lui la poesia come un continuo cammino,non arriva subito a questo
tipo di poesia,prima ha l’intuizione ,appena la scrive la deve scarnificare e
portare alla sua essenza. verso “la terra promessa”, il senso del
La vita e la poesia sono quel viaggio
cammino è nel cammino stesso.
LA FORMAZIONE DI UNGARETTI
Ungaretti ormai cresciuto, frequenta l'Ecole Suisse Jacot, dove viene a
contatto per la prima volta con la letteratura europea.
Nel tempo libero frequenta anche la "Baracca rossa", un ritrovo
internazionale di anarchici che ha come fervente organizzatore Enrico Pea,
versiliese, trasferitosi a lavorare in Egitto.
Ungaretti era irrequieto negli anni giovanili e questo si riperquote ovviamente
nelle sue frequentazioni.
Ungaretti conosce Enrico Pea nel 1906,lo presenta come un patriarca “il più
schietto narratore del1900” e gli rimane legato fino alla sua morte.
Anche Pea è uno scrittore autodidatta e d’istinto,sarà proprio Ungaretti a
correggere i suoi scritti.
Opere di Pea ( IL VOLTO SANTO,IL SERVITORE DEL DIAVOLO,LA
TRIOLOGIA DI MOSCARDINO).
Le frequentazioni di Ungaretti nella Baracca Rossa si contrappongono alla
religiosità di sua madre,la quale però aveva rispetto per tutti e sfama e
accoglie tutti nella sua casa,ha il senso della carità.
L’esperienza del collegio ha un “importanza benefica” per il poeta ma
Ungaretti dice che fu infelice proprio perché “ Mi è insopportabile qualsiasi
impronta”.
In questo collegio Ungaretti scrive i suoi primi versi in Francese.
L’INCONTRO CON I FRATELLI THUILE:
I fratelli Thuile, erano due ingegneri francesi che vivevano nella periferia di
Alessandria ed accoglievano i giovani interessati alla
letteratura,permettevano loro l’accesso ad una grandissima bibliotece.
Questo incontro apre ad Ungaretti prospettive nuove.
Il poeta scopre la storia di un porto antichissimo, sepolto, di epoca pre
d’Egitto.
tolemaica: quello di Alessandria
E cioè la città sepolta prima dell’ellenismo.
Il “Porto Sepolto” è proprio quello di Alessandria.
Il porto sepolto di Alessandria corrisponde al luogo interiore in cui confluisce
ogni segreto indecifrabile delle nostre esistenze.
Alessandria è però quel luogo amto che il poeta lascera nel 1912 quando
deciderà di andare in Europa.
Ungaretti si è diplomato trova una occupazione temporanea tra il 1909 e il
1910,un occupazione molto lontana dai suoi interessi letterari,perché
conoscendo lui le lingue fa il corrispondente commerciale per una ditta del
Cairo. intensa con il “Messaggero
Nello stesso tempo inizia una collaborazione
Egiziano” che è un giornale scritto in Italiano,è un giornale che si rivolge ad
un pubblico di Italiani in Egitto o ad un pubblico più colto che conosce
l’italiano.
Questo gli da la possibilità di sviluppare i suoi interessi,scrive molte
recensioni.
Recensisce “Revolverate” di Lucini ed anche un dramma di D’Annunzio “Il
martirio si San Sebastiano”.
Scrive anche una rassegna sulla poesia contemporanea in Italia in cui prende
in considerazione anche i crepuscolari in Italia.
Ungaretti si forma in una cultura internazionale,Alessandria è una città ricca
di incroci di culture ed ha una formazione bilingue.
Da un lato c’è il francese,che è una lingua acquisita con grande familiarità
nello stesso tempo c’è anche l’italiano del parlato familiare,l’italiano di questa
memoria di una terra che lui non ha mai visto ma che è molto presente in lui e
anche l’italiano letterario.
Cosa sta avvenendo in Italia in quel momento che è un tema che lo
appassiona molto.
mediazione tra Alessandria e l’Europa è svolto dalle riviste.
Questo ruolo di
All’inizio del 900 particolarmente in Italia ma anche in Francia,le riviste hanno
un ruolo importantissimo,sono riviste letterarie che orientano il gusto del
pubblico e che si rivolgono ad un pubblico di letterati.
Pubblicano le poesie dei poeti che stanno lavorato e scrivo argomenti di
questa natura.
Quindi avere un contatto con le riviste vuol dire avere un contatto con la
cultura letteraria dell’Europa.
Dobbiamo citare due riviste importantissime per la cultura letteraria di
Ungaretti:
- Mercure de France : Questa rivista fondata nel 1896,è una rivista
strettamente legata ad una scuola poetica francese di estrema
importanza cioè la scuola simbolista.
Quindi attraverso questa rivista Ungaretti entra in contatto con le
avanguardie,le scuole poetiche più avanzate che agiscono in Europa o
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