L'UNDICESIMO SECOLO
Undicesimo secolo, secolo decisivo per un equilibrio tra i poteri universali nel medioevo.
Quelli precedenti sono secoli che preludono al secolo veramente decisivo del medioevo per la chiesa come istituzione. Assetti interni all'istituzione chiesa vengono ridefiniti in termine verticistico. Versante esterno per il suo rapporto con l'autorità laica. Riforma che nasce assencodata all'autorità imperiale finisce per opporre i due poteri universali.
Sistema pievano, consolidamento di una presenza dal punto di vista sacramentale ma soprattutto di inquadramento dell'area rurale, delle ecclesiae baptismales. Chiesa pievania che ha una serie di dipendenze. Cappelle, tituli, monasteri... a capo un pievano che dipende dal vescovo. Esenzione dai munera ma anche dalla giurisdizione del potere pubblico e si vanno configurando come degli enti ecclesiastici ma anche politici autonomi. Quando si disgrega l'impero carolingio con la deposizione di Carlo il grosso e con la seconda ondata di invasioni, degli ungari e dei saraceni, queste isole giurisdizionali, isole politiche, hanno bisogno di una tutela e di una difesa armata, tutela che venendo meno un'autorità ecclesiastica non è garantita alla chiesa.
RUOLO DEI MONASTERI
Sono degli abati che si creano delle clientele. Già in epoca longobarda parlando di Bobbio abbiamo visto come si trattasse in realtà d’una fondazione regia da parte dei longobardi.
San Colombano è dotato dal re di un monastero che diventa centro di riferimento culturale, progressivamente man mano che c’è una conversione massiccia al cattolicesimo con Liutprando c’è un sincero scopo devozionale, sia dell'autorità che dell'aristocrazia. Titolari di signorie fondiarie. Di fatto essendo la circoscrizione immunitaria, esente dall’autorità pubblica, il vescovo o l’abate esclude lui il potere su più livelli, impone lui stesso la tassazione o convoca gli eserciti. Le élite della società era socialmente di prestigio avere un ceto di ecclesiastici, una fondazione ecclesiastica, diventa anche un modo per controllare il territorio, esente da interferenze esterne. Diventa anche un polo di inquadramento territoriale, man mano che lo vedremo evidente nei monasteri, con un’estensione del proprio territorio di influenza.
Convergono una pluralità di fattori.
Tra 8 e 9 secolo i monasteri in particolare fruiscono di una dotazione, di un patrimonio loro e proprio e poi di lasciti e di donazioni. Sono destinatari di larghi lasciti che incrementano il patrimonio, non dobbiamo ragionare nell’ottica di una costruzione di un perimetro compatto, ma di isole distanti tra loro, di enclave distanti tra loro.
Controllare questi monasteri significava esercitare un controllo di tipo patrimoniale ma anche di tipo politico sull’area soggetta. Abbiamo un largo reclutamento degli abati in particolare dalle fille dell’alta aristocrazia franca.
I laici tendono a mantenere il controllo attraverso lo jus patronato, fondazione privata e di un controllo delle famiglie che detenevano lo jus patronate e quindi avevano potere sulla nomina degli ecclesiastici, questa corsa da parte dei rampolli dell’alta aristocrazia verso le cariche ecclesiastiche non per vocazione determina anche un problema di ordine morale.
GIUSPATROANTO complesso di privilegi e oneri attribuiti, per disposizione dell'autorità ecclesiastica, ai fondatori di una chiesa o di un beneficio e ai loro eredi.
Prenderà piede il fenomeno principale della riforma ovvero la SIMONIA, mercanteggio delle cariche ecclesiastiche. Due leitmotiv dei riformatori, del partito riformatore, dell’undicesimo secolo sono gli attacchi alla SIMONIA E AL CONCUBINATO. Questi
L'UNDICESIMO SECOLO
Undicesimo secolo, secolo decisivo per un equilibrio tra i poteri universali nel medioevo.
Quelli precedenti sono secoli che precludono al secolo veramente decisivo del medioevo per la chiesa come istituzione. Assetti interni all’istituzione chiesa vengono ridefiniti in termine verticistico. Versante esterno per il suo rapporto con l’autorità laica. Riforma che nasce assestando dall’autorità imperiale finisce per opporre i due poteri universali.
Sistema pievano, consolidamento di una presenza dal punto di vista sacramentale ma soprattutto di inquadramento dell’area rurale, delle ecclesiae baptismales. Chiesa pievania che ha una serie di dipendenze. Cappelle, tituli, monasteri... a capo un pievano che dipende dal vescovo. Esenzione dai munera ma anche dalla giurisdizione del potere pubblico e si vanno configurando come degli enti ecclesiastici ma anche politici autonomi. Quando si disgrega l’impero carolingio con la deposizione di Carlo il grosso e con la seconda ondata di invasioni, degli ungarie e dei saraceni, queste isole giurisdizionali, isole politiche, hanno bisogno di una tutela e di una difesa armata, tutela che venendo meno un’autorità ecclesiastica non è garantita alla chiesa.
RUOLO DEI MONASTERI
Sono degli abati che si creano delle clientele. Già in epoca longobarda parlando di Bobbio abbiamo visto come si trattasse in realtà d’una fondazione regia da parte dei longobardi.
San Colombano è dotato dal re di un monastero che diventa centro di riferimento culturale, progressivamente man mano che c’è una conversione massiccia al cattolicesimo con Liutprando c’è un since
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