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Londra nella letteratura inglese

Londra: lezione 1

La città

L'identità di una città è determinata da più aspetti: la moda, la letteratura, l'architettura, l'urbanistica. Per quanto riguarda l'urbanistica, ad esempio, due città come Roma e Londra appaiono completamente diverse: a Roma, le case sono tutte attaccate fra di loro senza giardino e ci sono grandissimi parchi sparsi; a Londra, ogni casa ha il suo giardino e i giardini sono attaccati fra di loro.

Canaletto dipinge prima l'Italia e poi Londra. Pizarro realizza quadri che raffigurano i boulevard parigini, simboli di una città piena di vita ed armoniosa. New York, invece, è una città descritta come pericolosissima in tutta la letteratura. La casa romana aveva la finestra che dava sul cortile interno, non sulla strada. Per Sant'Agostino, il concetto di civitas, cioè i cittadini, è diverso da quello di urbs, cioè l'architettura e l'urbanistica della città. Per Marco Romano, i due concetti coesistono, in quanto posti come la chiesa e il municipio devono anche essere belli e l'appartenenza alla città dà un senso di comunità. Inglesi e americani non sentono così tanto l'appartenenza alla città natale come la sentono gli italiani.

Shakespeare in love

Il film di John Madden mostra come l'artista inglese fosse pagato dal pubblico, a differenza di quello italiano finanziato dal mecenate. Thomas Hardy parla della campagna come un luogo stratificato, anticipando la scienza della geologia, cioè un luogo formato da una pluralità di eventi che si susseguono generazione dopo generazione. Già nel Medioevo si usava parlare della città e della vita quotidiana.

La storia di Londra

Nel 50 d.C. i romani fondano Londra, mentre percorrevano l'Inghilterra da Sud a Nord. Si chiamava Londinium. I loro nemici erano i gallesi ad ovest e gli scozzesi a nord. Prima, i romani costruiscono il muro di Adriano; poi, oltrepassano il Tamigi e costruiscono il ponte di Londra come guarnigione. Il Tamigi è navigabile. Dopo la caduta dell'Impero romano, arrivano i barbari, soprattutto danesi, via mare.

Nel 1042, Edoardo il Confessore costruisce l'abbazia di Westminster fuori dalla città. Fu l'ultimo re anglosassone. Gli seguì Guglielmo il Conquistatore, che veniva dalla Normandia e si creò un conflitto tra la lingua francese, divenuta ufficiale, e quella inglese. Anche Guglielmo costruisce fuori dalla città: erige la Torre di Londra ad est. Guglielmo II allarga Westminster, residenza ufficiale dei re.

Nel 1209 si rifà il ponte di Londra in pietra. Prima era di legno. Rimase l'unico ponte costruito sul Tamigi fino al 1729. Dall'arrivo di Guglielmo fino al Cinquecento, Londra è generalmente a favore del re in quanto centro economico. Il re dava la libertà ai baroni in cambio di soldi. Nel Cinquecento, si affermano i Tudor. Il più importante è Enrico VIII. Dopo la riforma, tutti i possedimenti della chiesa passano a lui e, poi, vengono rivenduti ad altri.

All'epoca di Elisabetta I e Giacomo I, Londra aveva circa 200.000 abitanti. La città era costruita interamente da privati, con tutte casette a schiera. Le case si costruivano verso ovest e, quindi, verso Westminster. Nelle città europee sbocciano il Barocco e la città pianificata. Nel 1850, a Parigi, vengono creati i boulevard buttando giù interi quartieri.

Tra il 1642 e il 1660, scoppia la Guerra civile e, stavolta, Londra è contro il re. La situazione è simile a quella di Venezia. L'oligarchia non funziona e torna Carlo II al potere: nasce la monarchia costituzionale. Nel 1666, c'è il grande incendio di Londra, che distrugge gran parte della city. Già nel Cinquecento, a Londra, si sviluppa il teatro. Nel Settecento, arrivano i giornali e le case editrici. I testi vengono raramente scritti a Londra o da londinesi, ma vanno necessariamente prodotti lì. Londra diventa una grande città improvvisamente, quindi non si è ancora creata la sua cultura e, fra Cinquecento e Seicento, la importa dalla Spagna, dalla Francia e dall'Italia.

Lezione 2: città vs. campagna

Pirenne, uno storico belga, studia il Medioevo e ritiene che esso finisca con le Repubbliche marinare italiane. Da quel momento, la città diventa sempre più grande ed importante rispetto alla campagna. Subentrano i valori dell'età moderna.

  • Città: Cultura, Mercato, Libertà, Dinamismo, Opportunità, Centralità
  • Campagna: Ignoranza, Sussistenza, Oppressione, Stagnazione, Isolamento, Periferia

"Country" in inglese può significare sia paese che campagna. A Londra, si verifica il fenomeno della gentrification (da "gentry"). Gli storici inglesi sostengono che lo sviluppo della città sia derivato dallo sviluppo dell'agricoltura, diversamente da quanto affermano gli storici francesi. Powerscourt è una villa in mezzo alla campagna. Manca l'orgoglio borghese che ha, invece, la Francia nell'Ottocento.

Orgoglio e pregiudizio

La famiglia di vive in campagna. Non c'è il giardino all'italiana, ma quello all'inglese con finti boschi, cardine del gusto romantico. La letteratura inglese è basata sull'opposizione alla città. La città impone le sue regole in una visione piramidale. Viene svalutato l'individuo a causa di una libertà vincolata dal centro. Richard Overton, uno dei protagonisti della Guerra civile, disse «Io sono mio», affermazione che incarna la visione puritana.

Gresham, mercante ricchissimo, lascia moltissimi soldi alla città di Londra per costruire un'università delle scienze, cioè per gli artigiani. La chiesa di Saint Paul non è riconosciuta come simbolo di Londra. A Londra, è difficilissimo trovare nativi londinesi. Si sente il bisogno di difendersi dalla città.

Henry Mayhew e la satira

Henry Mayhew sale su una mongolfiera e vede Londra dall'alto. L'implied reader deve avere una certa familiarità con Londra, ma non del tutto. L'obiettivo del testo, infatti, è quello di stupire il lettore. Se Mayhew non lo avesse esplicitato, in realtà, non sapremmo di essere a Londra. Mayhew fa un elenco di contrasti, tipico della satira. In particolare, gli scrittori inglesi imitano Giovenale.

La satira può essere:

  • Genere poetico, nel Cinquecento, poi ripresa nel Settecento
  • Influsso indiretto, come con Mayhew.

In realtà, il brano termina con quello che sembra un elogio di Londra: si celebra la sua unicità. Giovenale faceva lo stesso con Roma. Samuel Johnson scrive malissimo di Londra, ma dice che «chi è stanco di Londra, è stanco della vita». C'è un apparente contrasto tra oggetto e contenuto. London Lickpenye, invece, fa una vera critica verso Londra. Bel ami di Maupassant è il racconto di un giovane che riesce a fare fortuna a Parigi senza avere alcun talento, ma solo grazie alla sua bellezza. Il genere della satira crea una certa aspettativa: già ci si crea una certa immagine della città. Mayhew scrive London Labour e indaga sulla povertà, come se facesse un'indagine sociologica. Dietro al brano di Mayhew non c'è alcuna intenzione di autorialità: vende i suoi articoli al giornale. Guardando Londra dalla mongolfiera, se ne distacca, perché è una città che fa paura. Questo sarà l'atteggiamento dell'autore ottocentesco. Si presenta anche il problema di andare via dalla città.

Lezione 3: London Lickpenye

All'epoca di London Lickpenye, cioè nella seconda metà del Quattrocento, l'inglese era letto quasi come era scritto. Nella poesia, ci troviamo nella city. Vengono citate Fish Street e Candlewick Street: i nomi delle strade si basavano su ciò che si vendeva. Il poeta è un agricoltore del Kent. Nel Kent ha una diatriba e va a Westminster perché lì ci sono il sistema giudiziario e gli avvocati che possono aiutarlo. Per mancanza di soldi, alla fine, non può pagare gli avvocati, quindi decide di andarsene in giro per Londra.

La poesia italiana basa il proprio ritmo sulla sillabazione; quella inglese, invece, similmente a quella latina, ha un ritmo dato dall'accento, ovvero dal piede. London Lickpenye è composta da strofe di 8 versi a rima alternata. Non ci sono enjambement. Il genere è quello della ballata con un refrain finale. Di solito, si usava il blank verse, a differenza di questa poesia. Shakespeare, nel suo ultimo periodo, usa moltissimo gli enjambement per avvicinare la poesia alla prosa. Il linguaggio di London Lickpenye è quello quotidiano.

Nella quinta parte, il poeta si trova a Westminster, ma non viene mai nominato il re: c'è una mancanza di rispetto verso il potere. Parallelamente, nella seconda parte, che è ambientata a Londra, il sindaco non viene mai nominato. C'è un problema di interpretazione. Questa poesia rientra in un genere di poesia religiosa che andrà avanti dal Medioevo fino al Cinquecento. Prima, il rapporto con la città era solamente strumentale. La città era vista come un luogo di perdizione, simile a Babilonia. In quest'ottica, tutte le città sono assimilabili tra di loro.

Secondo una lettura critica tradizionale, quindi, London Lickpenye è una poesia di genere religioso; leggendo letteralmente, invece, il poeta parla di una città ben precisa, indicando tutti i nomi delle strade. Parla sia della città come luogo fisico che della vita che vi si svolge all'interno, aspetto per nulla scontato a quell'epoca, dato che si scriveva, solitamente, solo di santi e di re. C'è il passaggio dalla carità medievale al prestito capitalista; viene criticato il mercato e il denaro che si contrappongono alla solidarietà collettiva. Questo tema torna ne Il mercante di Venezia di Shakespeare. Il personaggio di Antonio non ha contanti perché li ha investiti in spedizioni; se frutta, l'affare gli restituisce di 5 volte la spesa. Si va già verso la globalizzazione. Shylock è un personaggio opposto ad Antonio, in quanto è un usuraio che ricava soldi dagli interessi, mentre Antonio da prestiti gratuitamente.

La letteratura assume su di sé la comprensione della realtà in assenza di discipline quali la sociologia o l'economia. Samuel Johnson diceva che la letteratura dovesse insegnare e divertire, «teach and delight».

Nei Promessi Sposi, Renzo va a Milano e si trova nel bel mezzo della rivolta. È spaesato e fuori posto. Prima di arrivare, chiede indicazioni per «il» convento, come se a Milano ce ne fosse solo uno. In London Lickpenye accade esattamente il contrario. Il poeta sembra conoscere molto bene Londra, ma ci tiene a precisare che non vive lì. Sia lui che Renzo sono respinti dalla città: Renzo dall'autorità; l'agricoltore del Kent dalle persone, perché non ha abbastanza soldi. A Londra, non importa chi sei o da dove vieni: non si accenna minimamente a qualcuno che chiede i documenti all'ingresso delle mura, come invece succede a Renzo. Se sei povero, però, non puoi fare niente.

La toponomastica è parte dell'identità della città. Dopo l'incendio del 1666, nasce un genere che dà particolare valore al nome delle strade. L'unico monumento che viene nominato è il London Stone, reperto dell'antica Roma. Saint Paul, le mura e il ponte non sono nominate. Marco Romano parla di monumenti con cui si identifica una città.

Lezione 4

In London Lickpenye la città è il mercato. Le bancarelle coprono la visibilità dei palazzi, che non vengono descritti. La strada può avere due valenze:

  • Quella di passaggio, per cui l'importante è la meta finale e non l'itinerario;
  • Quella di sosta o meta, in cui ci sono attività commerciali, ed è come se fosse una vetrina.

In quest'ultimo caso, avviene uno scambio sia materiale che sociale, aspetti strettamente collegati fra di loro in London Lickpenye, in quanto lo scambio verbale è legato solo alla vendita. La strada è sia passaggio che sosta, ma c'è il contrasto tra il mercato, in cui si cammina piano, e passaggio verso una meta finale. Si crea una tensione fra il poeta e la città. Alla fine, prevale il carattere del passaggio: il poeta ritorna a casa.

John Stow e Celia Fiennes

Biografia di John Stow

John Stow nasce nel 1525 circa e muore nel 1605. Vive sotto Enrico VIII ed Elisabetta I, quindi nell'era Tudor. È figlio di un mercante di candele, quindi fa parte della borghesia cittadina, anche se non alta. Da giovane, Stow fa il sarto. Lavora al libro Survey of London dal 1560 circa fino a 40 anni più tardi. Lo pubblica alla fine del Cinquecento. In vita, ne sono uscite 2 edizioni. Poi, continuarono a ripubblicarlo. Il suo primo lavoro fu un'opera su Chaucer. La chiesa era sospettosa di lui, perché possedeva libri papisti. Scrisse anche una storia di Londra dall'Antica Roma fino ai suoi giorni.

Biografia di Celia Fiennes

Celia Fiennes nasce nel 1662 e muore nel 1741. È la figlia di un aristocratico, luogotenente di Cromwell, quindi appartenente alla parte vincente della Guerra civile. Cromwell era contro il re e a favore del Parlamento. La Fiennes scrisse un diario senza l'intenzione di pubblicarlo. Percorse tutta la Gran Bretagna a cavallo con 2 servitori fra il 1784 e il 1603. Tiene un diario di viaggio, che sarà pubblicato solo dopo la sua morte. Descrive l'agricoltura avanzata dell'Inghilterra, premessa per la Rivoluzione industriale.

Il sistema scolastico

Celia Fiennes rappresenta una rarità. In quel contesto, i bambini andavano a scuola dall'età di 6 anni. Un maestro riceveva la licenza per insegnare dal vescovo della zona. A scuola, si imparava a leggere utilizzando un hornbook, cioè una tavola con un manico, composta da due parti: su quella in alto, c'era l'alfabeto scritto in minuscolo, in maiuscolo e secondo la pronuncia; nella seconda metà, c'era il Padre Nostro. I ragazzi imparavano a leggere, a scrivere e a fare i conti; le ragazze imparavano a leggere e a cucire. La maggior parte degli alunni, si fermava al primo anno. Infatti, quasi tutta la popolazione sapeva leggere, ma in pochissimi sapevano scrivere. L'università era rivolta esclusivamente alla formazione ecclesiastica e sarebbe rimasta tale fino all'Ottocento inoltrato. Il padre di Virginia Woolf era un brillante studente di Cambridge, ma abbandonò quel percorso di studi perché non voleva prendere i voti. Divenne un famoso critico letterario. La figlia non poté andare a scuola, ma lui le fornì degli ottimi insegnanti privati.

Tra il 1580 ed il 1700, sapevano scrivere:

  • L'11% delle donne
  • Il 15% della forza lavoro
  • Il 56% dei commercianti
  • Il 65% dei piccoli proprietari terrieri

Caxton

Nel 1476, Caxton apre la prima tipografia in Inghilterra a Westminster. Lui visse in Belgio. Immaginava che quello tipografico dovesse essere un mercato di nicchia. Le prime stampe che fa erano opere di Chaucer e pensava di venderne poche. Un suo dipendente capì che il mercato era più ampio e poteva coinvolgere anche la cultura medio-bassa. Allora, cominciarono a pubblicare la Bibbia, i libretti, le ballate, le romances. I manoscritti, comunque, non scompaiono. Stow scrive con l'intento di pubblicare i suoi libri; Celia Fiennes scrive a mano e per sé. La censura era ancora molto blanda, ma tutti i libri venivano registrati. Fino all'Ottocento, i soldi non andavano all'autore, ma allo stampatore o, nel caso delle opere teatrali, alla compagnia. Non c'era un equivalente dell'odierno copyright.

Survey of London di John Stow

In Survey of London è come se l'autore camminasse per Londra e facesse la guida turistica. L'opera, infatti, nasce sia da una raccolta di documenti su Londra che dall'osservazione diretta. Comincia dal Rione del Ponte. Come con Ponte Vecchio a Firenze, si costruisce prima la struttura del ponte e, poi, vi si costruiscono delle case sopra. Il Ponte di Londra costituisce una sorta di diga. In Bridge Street, gli edifici sono belli e vi abitano le persone abbienti. Stow descrive meticolosamente tutto ciò che vede. La città è piena di iscrizioni: prima si conoscevano tutti questi particolari a memoria, nonché la loro storia. Sembra anticipare la scienza della geologia (nata nell'Ottocento). Si sofferma soprattutto sulla parte medievale di Londra. Nel Medioevo, c'era un senso di comunità che Stow rimpiange. Il suo intento è quello di preservarne la memoria.

Il diario di Celia Fiennes

Celia Fiennes, nel suo diario, descrive la cerimonia d'insediazione del nuovo sindaco di Londra. Come nelle city comedies e in Moll Flanders, si dà una grande importanza ai vestiti. La cerimonia appare anacronistica per essere ambientata alla fine del Seicento. Gli abiti, in questo caso, non sono legati alla moda, ma alla cerimonia. Dal Medioevo fino al Cinquecento, questo era l'unico significato dell'abbigliamento, che successivamente, diventassero simboli di status sociale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cheerfulliv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Luciani Giovanni.
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