L'omicidio nella legislazione di Numa
Si sviluppa in un'epoca prima di Numa, cioè quella di Romolo. L'ordinamento metteva in determinate ipotesi la liceità per l'uccisione di determinati paterfamilias filius, membri della società. Triade di situazioni: riconosciuta dal sud del marito contro la moglie adultera o bevitrice di vino (donna che aveva sposato attraverso dei cerimoniali specifici e preso sotto proprio potere), fenomeno sacertà (condizione particolare in cui un soggetto ricadeva al compimento di determinate condotte e che determinava la sua fuoriuscita dalla collettività e l'ingresso del dominio degli dei e quindi libera uccidibilità da parte di chiunque senza che ciò determinasse delle conseguenze giuridiche sia in ambito di omicidio sia in ambito di persecuzioni di ambito sacrale).
Se l'omicidio è ammesso in queste ipotesi, vuol dire che in tutte le altre era vietato. Garofalo si pone l'obiettivo di scandagliare le fonti delle testimonianze per permetterci di vedere le tracce del regime giuridico che tuteli l'omicidio nell'epoca antecedente a quella di Numa.
Un indizio storico
Un indizio: la vita di Romolo scritta da Plutarco, uno scrittore greco, dove espone una presa di potere un po' particolare di Romolo. Non esisteva nessuna giurisdizione che prevedeva delle conseguenze dell'omicidio. Però chiunque commetteva un omicidio, veniva considerato come parricida (parifica a tutte le condizioni di omicidio quella del parricida).
Secondo Garofalo, chi commetteva l'omicidio di un'altra persona lo faceva nella condizione di sacertà. Anche se molti si orientano in maniera differente rispetto a questa valutazione (ci sono diverse traduzioni tra latino e greco e quindi non si sa bene a cosa si riferissero). Per Garofalo c'era la sanzione della sacertà, ovvero una condotta che consisteva nell'uccisione di qualsiasi uomo. Mentre molti altri ritenevano che Romolo avesse preso una posizione di potere, quindi la sanzione della sacertà la assumeva chi uccideva il paters, il membro più anziano della famiglia.
Cambio normativo nell'epoca di Romolo
Cambio assetto normativo nell'epoca di Romolo: questo cambiamento è testimoniato da due fonti principali:
- Epitome di Paolo Diacono al verborum significato di Festo
- Commento all'opera di Virgilio di Servio.
Festo con del materiale antico aveva fatto una raccolta di significato delle parole anche se ci è pervenuto, ai nostri giorni, solo una parte. Paolo Diacono, in epoca nettamente successiva, ha elaborato una sorta di epitome, cioè un riassunto con questa testimonianza che però risente di una trasmissione della fonte che percorre i secoli passati e che quindi può perdere qualcosa.
Novità introdotte da Numa
Novità che Numa ha introdotto sono fondamentalmente 3:
- Segna distinzione tra omicidio volontario e involontario, distinzione che traspare dalle fonti con differenti indicazioni della commissione dell'uccisione fra un sciens soggetto che lo ha fatto allo (che deriva dalla fonte dell'epitome di Paolo Diacono) mentre Servio riporta l'ipotesi dell'omicidio involontario, non la riporta testualmente come Paolo Diacono, ma lo riassume dicendo che un soggetto imprudens uccide involontariamente un altro soggetto.
- Intervento che restringe il campo di uno dei due illeciti (quello dell'omicidio volontario) chiunque uccida un homo liber subirà un certo tipo di conseguenze.
- Ridetermina le conseguenze legate all'un...
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