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Lo Zauberberg come Bildungsroman

Appunti di Cultura e letteratura tedesca su Lo Zauberberg come Bildungsroman basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. De Pol dell’università degli Studi di Genova - Unige, facoltà di Lingue e letterature straniere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Cultura e letteratura tedesca docente Prof. R. De Pol

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INDICE

Introduzione 3

I. Bildungsroman 5

II. Hans Castorp: evoluzione o recessione? 8

III. Gli educatori di Hans Castorp 11

Conclusioni 17

Bibliografia 18

Sitografia 18

2

INTRODUZIONE

Il presente elaborato si propone si analizzare l’evoluzione del

Zauberberg,

protagonista dello Hans Castorp, e dei personaggi

all’interno del romanzo, che possono essere considerati suoi educatori,

nonché figure che hanno contribuito alla sua formazione.

Il primo capitolo esamina il Bildungsroman, ossia il romanzo di

formazione, accezione con cui viene comunemente definito lo

Zauberberg. Il romanzo viene prima inserito in un quadro narrativo

specifico, distinguendolo dall’Entwicklungsroman, e poi vengono

elencati i primi romanzi che sono inseriti in tale genere. Come afferma

Eva Wessell, è però difficile trovare un solo genere narrativo di

La montagna incantata,

appartenenza per a causa della sua grandezza e

dalla varietà di argomenti trattati. In questo capitolo si parla infatti

1

anche del Zeitroman: come afferma Marino Freschi è un romanzo “del

proprio tempo e sul proprio tempo e del tempo”. Dunque oltre alla

2

formazione di Hans Castorp, Thomas Mann delinea un quadro della

sua epoca con le vicende storiche che stavano dilaniando l’intera

Europa.

Il secondo capitolo invece si concentra su Hans Castorp e sul suo

sviluppo psicologico. Viene prima introdotto il contesto in cui vive il

protagonista, soprattutto in riferimento al suo arrivo al sanatorio

Berghof a Davos. Il titolo di questo capitolo è significativo e ne riassume

Hans Castorp: evoluzione o recessione?. La

i concetti principali: Leggendo

montagna incantata viene naturale al lettore chiedersi se il processo di

sviluppo di Castorp lo abbia portato realmente ad evolversi, oppure se

lo abbia fatto recedere, allo stato quasi iniziale. E’ normale porsi questo

interrogativo, a causa della sua scelta finale di scendere in collina e

andare a combattere in guerra; scelta che da un lato stupisce il lettore,

ma dall’altro lascia la speranza di una rinascita storico-culturale della

Germania e delle nazioni coinvolte nel conflitto.

1 Der Zauberberg als Chronik der Dekadenz, Interpretationen Thomas

E W , in: V. Hansen (Hrsg.),

VA ESSEL

Mann: Romane und Erzählungen, Stuttgart, Reclam 1997, p. 122.

2 Thomas Mann,

M F , Milano, il Mulino, 2005, p. 129.

ARINO RESCHI 3

Il terzo capitolo analizza gli educatori di Castorp. Le prime due figure

prese in esame sono secondo me le principali per la sua evoluzione:

Lodovico Settembrini e Leo Naphta. Le loro idee così contrapposte

hanno portato Castorp a riflettere, che non si schiererà né dalla parte

dell’italiano umanista Settembrini, né dalla parte del nichilista

irrazionale Naphta. Trova una sua via di equilibrio, di medietà per

usare un termine manniano, che lo porterà a capire il vero significato

della sua esistenza. 4

I. BILDUNGSROMAN

Il Bildungsroman, solitamente tradotto con l’accezione “romanzo di

formazione”, è un genere letterario nato in Germania alla fine del XVIII

secolo. Con questo genere si designa un romanzo che si focalizza sullo

sviluppo psicologico del protagonista, nonché sullo sviluppo del suo

carattere e della sua personalità, attraverso nuove esperienze e vicende

che si trova a vivere nel corso della storia oppure attraverso un percorso

culturale che viene sempre più rafforzato. Non è infatti casuale che in

3

tedesco si parli di “Bildung”: questo termine significa sia “formazione”

che anche “cultura”. “Uomo di cultura” viene infatti comunemente

definito come “ein Mann von Bildung”. 4

Questa parola comparve per la prima volta nel 1819 nel saggio di Karl

Über das Wesen des Bildungsromans Sull'essenza del

Morgenstern (trad. it.:

romanzo di formazione): l’autore affermava che lo sviluppo psicologico

del protagonista avviene contemporaneamente a quello del lettore del

romanzo. La tipica narrazione romanzesca, caratterizzata da avventure

o da storie d’amore, viene lasciata da parte per seguire l’intero processo

di formazione vissuto dal protagonista. Tuttavia il concetto di

Bildungsroman era già stato introdotto da Friedrich von Blackenburg,

senza però attribuire a tale genere un nome distintivo. Infatti definisce

Versuch über den Roman

le caratteristiche del Bildungsroman nel suo

(1774): il romanzo non fa altro che rappresentare la “innere Geschichte”,

nonché la storia interna dell’uomo, che è strettamente legata alle

vicende del mondo esterno. Il carattere del protagonista viene descritto

5

a fondo, evidenziando i suoi pregi, i suoi difetti e le sue debolezze: si

tende solitamente a mostrare il modo in cui il protagonista affronta le

situazioni che gli si presentano davanti e nel corso del romanzo il

lettore è così in grado di delineare il suo processo di formazione. Si

tratta di una sviluppo graduale influenzato o dalle esperienze a cui è

esposto oppure dalla cultura, come letteratura o arte.

Il primo romanzo che può essere definito come Bildungsroman è

Geschichte des Agathon Storia di Antigone),

indubbiamente (trad. it.:

3 Il Bildungsroman, www.sapere.it (consultato il 25.07.2015).

4 http://dizionari.corriere.it/dizionario_tedesco/Tedesco/B/Bildung.shtml (consultato il 25.07.2015).

5 Der deutsche Bildungsroman,

R S , 2., überarbeitete und erweiterte Auflage, 1994, p. 52,

OLF ELBMANN

p. 56. 5

scritto nel 1766-1767 da Wieland. Tuttavia il Bildungsroman per

Wilhelm Meisters Lehrjahre Gli anni di

eccellenza è considerato il (trad. it.:

apprendistato di Wilhelm Meister), scritto da J. W. Goethe nel 1795-1796.

Questo romanzo mostra la crescita del giovane Wilhelm Meister, che

nel corso di tutta l’opera insegue la sua vocazione di diventare attore e

direttore di spettacoli, distaccandosi dalle sue radici, ossia dal mondo

borghese incentrato solo sul profitto economico. Non si tratta della

formazione di un artista, ma quanto più dello sviluppo di un uomo, che

vivendo nella quotidianità a contatto col mondo esterno prende

coscienza dei suoi doveri nella società come uomo e come cittadino.

Goethe cerca di trovare una soluzione al forte contrasto tra la vocazione

artistica e le convenzioni sociali: il protagonista non fugge dalla realtà

che lo circonda, ma la affronta, raggiungendo la maturità e rendendosi

conto che il suo operato può influenzare l’esito degli eventi. Tuttavia la

6

Wilhelm Meister

conclusione del romanzo ha portato a escludere il dal

genere del Bildungsroman: alla fine Wilhelm capisce che è stato

solamente il caso che gli ha fatto vivere determinate esperienze,

fondamentali per la sua formazione, e che lo ha portato a riconoscere i

suoi errori. Tuttavia non si può affermare che si tratti di un “Anti-

Bildungsroman”, poiché si assiste comunque alla formazione del

protagonista, con il raggiungimento della maturità e con la

realizzazione di essere parte integrante della società. 7

Queste caratteristiche del Bildungsroman portano spesso a confondere

questo genere con l’Entwicklungsroman. In italiano viene sempre

tradotto come “romanzo di formazione”, ma esiste una differenza

concettuale tra i due termini. Il Bildungsroman infatti è incluso

nell’Entwicklungsroman, che rappresenta dunque un genere più ampio:

ogni romanzo caratterizzato dallo sviluppo psicologico e culturale del

protagonista, in relazione alle vicende che vive nel mondo esterno, può

essere inserito in questo genere. Nel Bildungsroman il protagonista

raggiunge una propria formazione, grazie allo stretto legame tra le

esperienze esterne e i suoi tratti caratteriali, che influenzano le sue

scelte e più tardi lo portano quindi alla sua crescita psicologica.

6 La storia del romanzo, 8. Il romanzo di formazione,

R P , Milano, Alpha

AFFAELLO ANATTONI

Test, 2002, p. 23.

7 Bildungsroman, http://users.unimi.it/lettted/sub/prosa/Bild_def.html (consultato il 25.07.2015).

6

Zauberberg

Inserire lo in uno specifico genere letterario è assai

complicato, a causa della vastità dell’opera. Tuttavia questo romanzo

viene solitamente definito come Bildungsroman: come sopra spiegato,

in questo genere narrativo il lettore assiste allo sviluppo formativo del

protagonista, Hans Castorp, ingegnere di Amburgo, influenzato dai

suoi due educatori principali, Lodovico Settembrini, italiano umanista e

progressista, e il suo antagonista, Naphta, gesuita e comunista. Da un

uomo “normale”, così definito da Marino Freschi, cioè un uomo che

rappresenta la mediocrità che caratterizzava la borghesia dell’epoca, è

arrivato alla comprensione, il divino è giunto nella sua esistenza, arrivo

descritto simbolicamente con la tormenta di neve.

8

Montagna incantata

Tuttavia la viene spesso definito come uno

Zeitroman: Thomas Mann inizia i lavori al romanzo nel 1912, quando

sua moglie Katja Pringsheim si trova nel sanatorio di Davos per

un’infezione polmonare e fu costretta ad allungare il soggiorno di

svariati mesi. Con l’arrivo della guerra però Mann interrompe la

redazione del romanzo, per dedicarsi a scritture impegnate

Betrachtungen eines Unpolitischen

politicamente, come il saggio del 1918.

Lo scoppio della guerra e la stesura di opere politiche hanno sì

Zauberberg,

interrotto il lavoro al grande romanzo dello ma allo stesso

tempo hanno reso possibile lo strepitoso finale, in cui Hans Castorp

Zauberberg

discende verso la guerra. Il cantiere dello ha messo i suoi

primi ponteggi nel 1912 per essere poi pubblicato nel 1924, una volta

finita la Grande Guerra: la lunga stesura diventa dunque parte

integrante della storia, in cui l’autore riflette sulla concezione del

tempo. Si tratta infatti di un romanzo “del proprio tempo e sul proprio

.

tempo e del tempo” Già nell’Ankunft, Joachim fa un’importante

9

considerazione sul tempo, che lascia presagire il destino di Castorp e

delinea nelle ultime parole il concetto di Bildungsroman: “Die springen

hier um mit der menschlichen Zeit, das glaubst du gar nicht. Drei

Wochen sind wie ein Tag vor ihnen. Du wirst schon sehen. Du wirst das

alles schon lernen. [...] Man ändert hier seine Begriffe” .

10

8 Thomas Mann,,

M F , Bologna, il Mulino, 2005, p. 131.

ARINO RESCHI

9 Thomas Mann,,

M F , Bologna, il Mulino, 2005, p. 129.

ARINO RESCHI

10 Der Zauberberg,

T M , Frankfurt am Main, Fischer Verlag, 2002, p. 17.

HOMAS ANN 7

Il lettore ha dunque l’occasione con questo romanzo non solo di

assistere alla formazione del protagonista durante il suo ricovero nel

sanatorio, ma viene anche a conoscenza della situazione storico-sociale

dell’epoca, in cui la classe dirigente era smarrita e devastata dalla

guerra.

II. HANS CASTORP: EVOLUZIONE O RECESSIONE?

Hans Castorp, ingegnere di Amburgo, è il protagonista dello

Zauberberg. Poco più che ventenne, si reca nel Canton Grigioni per

andare a trovare il cugino Joachim Ziemssen, ricoverato presso il

sanatorio Berghof a Davos a causa della tubercolosi. Il soggiorno di

Hans nelle Alpi svizzere era stato programmato per tre settimane, ma

poco prima del suo ritorno, dopo essersi sottoposto ad una visita a

causa di un’infezione ai bronchi, viene convinto a rimandare la

partenza, aspettando un miglioramento delle sue condizioni di salute.

La sua salute però non migliora e Hans scopre successivamente di avere

la tubercolosi, che lo costringerà a restare a Davos per sette anni.

L’ambiente del sanatorio è tuttavia stimolante per lui, poiché è

frequentato da intellettuali e artisti che stimolano una sua apertura

mentale. Infatti incontra due personaggi, che diventeranno i suoi

mentori: Lodovico Settembrini, italiano umanista, massone, illuminista

e progressista da una parte e Leo Naphta, gesuita comunista di origine

ebraica dall’altra. Inoltre è fondamentale per Castorp anche la

montagna su cui sorge il sanatorio: è un luogo incantato, come fa notare

Joachim, dove la percezione del tempo cambia, sembra che la realtà si

fermi per un istante. L’ambiente in cui si svolge l’azione e i due

educatori contribuiranno a tracciare il percorso di Hans verso la

maturità. Come scrisse Gianni Vattimo, è proprio nel sanatorio che

Hans “impara a vivere e a morire”.

11

Sin dalle prime righe, Thomas Mann lo descrive come un “einfacher

junger Mensch”: dalla prima breve e immediata descrizione, più che

l’eroe del romanzo può sembrare un semplice e giovane ingegnere,

11 http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=516 (consultato il 25.07.2015).

8

inesperto della vita, le cui radici non sono ancora ben solide e i cui

valori sono quelli della tradizione borghese tedesca ottocentesca, ossia

“Pfichten, Interessen, Sorgen, Aussichten”. Come scrive Marino

12

Freschi , Hans Castorp è un uomo normale, in quanto tipico borghese,

13

che vuole trovare un equilibrio nella società in cui vive, esattamente

come all’inizio voleva fare Thomas Mann: vivere nella medietà. La

medietà è per Mann quella posizione politica di centro, che trova

armonia tra i poli opposti che si svilupparono all’epoca nel periodo

della Grande Guerra. Anche Hans Castorp cerca di trovare la medietà

tra Settembrini, che lotta per la democrazia e i diritti degli uomini, e

Naphta, nichilista e pessimista irrazionale. Hans Castorp nel corso del

romanzo è appeso a un filo, alle cui estremità troviamo i due educatori,

ideologicamente antagonisti. Hans oscilla tra i capi di questo filo per

trovare il suo equilibrio, che non trova schierandosi dall’una o dall’altra

parte dei due educatori, ma lo trova con l’arrivo della neve: questo

momento segna per lui la svolta, il raggiungimento della maturità. In

questa scena Hans Castorp, incitato da Settembrini, esce dal sanatorio

per fare un’escursione con gli sci, perché voleva trovare “un contatto

più intimo e libero con la deserta montagna nevosa” . Ben presto però

14

arriva una tempesta di neve e Hans si perde. Cercando di ritrovare la

via verso il sanatorio, una volta che la tempesta è cessata, trova riparo

dal vento in un rifugio. Qui, ormai esausto, cade in un sonno profondo

che lo porta a sognare. Immagina di trovarsi su una spiaggia di sabbia

bianca, identificabile probabilmente con le isole greche, dove molti

giovani parlano e si divertono. Questo quadro felice trasmette ad Hans

pace e tranquillità, quasi come se il tempo si fosse fermato: la luce del

sole sembra essere l’emblema di questo attimo di eternità. La sera però

non tarda ad arrivare e Hans cammina sulla spiaggia verso un tempio

lontano, dove incontra delle donne. Quell’istante di calma e serenità

viene subito invaso da un sentimento irrequieto: le donne all’interno del

tempio sono vecchie, rugose e sbranano il cadavere di un bambino. E’

un sogno talmente forte che lo muove interiormente, che gli sembrava

essere realtà anche se è durato solo pochi minuti. Infatti, dopo essersi

12 Der Zauberberg,

T M , Frankfurt am Main, Fischer Verlag, 2002, p. 12.

HOMAS ANN

13 Thomas Mann,,

M F , Bologna, il Mulino, 2005, p. 126.

ARINO RESCHI

14 La montagna incantata,

T M , Milano, Corbaccio, 2011, p. 441.

HOMAS ANN 9


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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonarellimarta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cultura e letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof De Pol Roberto.

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