Prima prova esame di stato
Lo sviluppo emotivo
Le emozioni sono esperienze complesse nelle quali è possibile distinguere un aspetto mentale di consapevolezza, delle modificazioni fisiologiche, dei comportamenti espressivi sia involontari sia intenzionali. Le emozioni sono costituite da una serie di componenti: le componenti cognitive che valutano gli stimoli ambientali; le componenti fisiologiche che riguardano l’attivazione del sistema nervoso centrale, del sistema nervoso autonomo e del sistema endocrino traducendosi in contrazioni muscolari, sudorazione, salivazione, aumento del battito cardiaco; componenti espressivo-motorie che si esprimono attraverso movimenti del corpo e del volto o con differenti toni della voce e modificazioni dell’eloquio; componenti motivazionali che predispongono all’azione elaborando dei piani di azione finalizzati al raggiungimento di uno scopo; componenti soggettive o dell’esperienza emozionale che permettono all’individuo di riflettere sull’esperienza e il vissuto emozionale con l’attribuzione di nomi a specifici stati emotivi.
Quando si parla di sviluppo emotivo, quindi, si intende il processo di acquisizione e cambiamento di modalità d’espressione e regolazione emotiva. È importante precisare che non esiste vita emotiva al di fuori del contatto con l’altro. Il bambino, sin dai primi momenti del suo sviluppo, è un essere attivo e organizzato, capace di inserirsi in una rete di scambi interattivi con le persone che lo circondano. Già durante la fase intrauterina il feto, dal terzo mese, è in grado di connettersi con la madre, sentendo e riconoscendo la sua voce. Questa prima esperienza di contatto ha un effetto emotivo importante per il piccolo che impara a calmarsi riducendo il proprio battito. Per quanto riguarda lo studio dello sviluppo emotivo ci sono diverse teorie.
Teoria della differenziazione
La teoria della differenziazione elaborata da Sroufe (1979) considera il neonato inconsapevole delle emozioni, nonostante la presenza di un sorriso endogeno, indice di benessere interno piuttosto che di un’emozione vera e propria. L’interazione con le persone e col mondo permette al bambino di sviluppare il sorriso sociale ed acquisire maggiore consapevolezza delle proprie emozioni quali gioia, paura, collera, sorpresa. È durante la fase dell’attaccamento che il bambino migliora l’espressività delle emozioni cominciando a comunicare in modo intenzionale con le persone che si prendono cura di lui.
Durante la fase della sperimentazione, la tensione fra attaccamento e separazione e l’avvio del processo di individuazione favoriscono lo sviluppo di un’autocoscienza, di stati interni e...
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