Lo Spedale degli Innocenti
Iniziato a partire dal 1419 nei pressi della chiesa dei Servi di Maria, lo Spedale degli Innocenti pose le premesse per la creazione della piazza porticata della SS. Annunziata.
Committente e contesto
Committente: Arte della Seta.
Chiesa S. Annunziata: l’esempio più riuscito e noto di piazza rinascimentale.
Lo Spedale è rivolto verso Piazza SS. Annunziata attraverso un portico che funge da cerniera tra l’edificio e lo spazio urbano. Questa è una nuova concezione del rapporto tra architettura e spazio urbano.
Caratteristiche architettoniche
L’edificio funge da modello estendibile ad altri lati della piazza: esempio di piazza rinascimentale, la cui architettura estende alla città la propria norma compositiva. Tale intervento fu realizzato anni dopo, a partire dal 1516, sul lato opposto allo Spedale, e all'inizio del secolo successivo sulla facciata della Chiesa.
La replicabilità del modello, però, era stata compresa già da Michelozzo che nel 1455 realizzava un analogo porticato di fronte alla Piazza di Santa Maria Novella, pensato come suo fondale.
Progetto e realizzazione
L’edificio al quale Brunelleschi attese con continuità fino al 1423, e che fu concluso da altri, si articola attorno a un chiostro centrale, affiancato da due grandi ambienti: la chiesa e il dormitorio per gli orfani. È un modello derivato dagli impianti monastici, con parti residenziali e lavorative attorno a un cortile porticato.
L’edificio si erge su un ripiano, quasi come un antico tempio, a cui si perviene per nove gradini.
Elementi architettonici
Il portico è scandito da nove archi a tutto sesto poggianti su colonne corinzie, il cui ritmo è ribadito, al piano superiore, dalle finestre. Altrettante sono le campate coperte da volte a vela. Principio modulare basato su una logica geometrica: fissa un’unità di misura, 10 braccia fiorentine, da cui fa derivare tutte le altre. L’intercolumnio è pari all’altezza delle colonne e alla profondità del porticato. La campata è quindi di forma cubica.
Questa scansione modulare è sottolineata dai materiali utilizzati, la pietra serena grigia che sottolinea gli elementi portanti (colonne, archi, cornici orizzontali, le finestre con il timpano) e l’intonaco chiaro. I tondi in terracotta invetriata di Luca della Robbia, inseriti nei pennacchi del portico, rendono percettivamente misurabile lo spazio.
Le finestre sovrastanti le arcate riprendono una forma estremamente classica, sormontate da un timpano, poggiano direttamente sulla cornice dell’alta trabeazione.
Cornice alta, timpano, trabeazione.
L’utilizzo di rapporti geometrici semplici.
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