Corso di didattica generale e pedagogia speciale
Parte 1a: Cos'è la didattica?
La didattica è un argomento complementare a molte facoltà universitarie, tra cui Scienze Motorie. Conoscere la didattica diventa uno strumento forte, soprattutto per un lavoro dove abbiamo un soggetto (o dei soggetti) propenso all'apprendimento.
Quando si parla di didattica si parla di insegnare, apprendere, metodo, modello, sapere, disciplina, ambiente, pedagogia e conoscenza. Da un punto di vista etimologico, “didattica” trae la propria origine da una parola greca che significa “atto a istruire, che serve a insegnare”, ha per fine l'insegnamento e l'insegnare.
La parola "didattica" nel corso del tempo ha parzialmente mutato, ridotto o specificato il suo significato. Oggi, nel parlare comune, didattica è: «arte e metodo dell'insegnamento» [DIZIONARIO ITALIANO (www.dizionario-italiano.it)]
«Parte della pedagogia che ha come oggetto lo studio delle tecniche e dei metodi dell'insegnamento» [Dizionario HOEPLI]. Il significato che da Hoepli è già diverso rispetto al precedente: il primo parla di arte e metodo di insegnamento (quindi il fare dell'insegnamento, il come si insegna); il significato di Hoepli introduce il concetto di legame tra didattica e pedagogia (lo studiare il come si costruisce l'insegnamento, con tecniche e metodi). Parte della pedagogia che ha per oggetto di studio i metodi d'insegnamento e un metodo adottato e applicato all'insegnamento di una specifica disciplina.
Questioni epistemologiche:
- Didattica: Scienza o Arte?
- Pedagogia ↔ Didattica
- Insegnamento ↔ Apprendimento
- Didattica o Didattiche?
- Metateorie, Teorie e Didattica
Epistemologia
Il termine "epistemologia" deriva dalle parole greche epistéme (scienza) e logos (discorso), ovvero discorso sulla scienza. Indica quella parte della Teoria Generale della Conoscenza che si occupa della filosofia della scienza, cioè dei fondamenti, della natura, dei limiti e della validità del sapere scientifico. Questo sia per le scienze esatte (logica e matematica) sia per le scienze empiriche (fisica, chimica, psicologia, sociologia, pedagogia, etc.).
La didattica come è diventata scienza? L’epistemologia pedagogica si occupa di chiarire quali sono gli oggetti di studio di tutte le discipline pedagogiche, quali sono i loro metodi di ricerca, quali sono i rapporti che intrattengono con le altre discipline e come si sono sviluppate storicamente.
Didattica: scienza o arte?
Una scienza è un modo di agire, un modo per indagare dei fenomeni; ha degli elementi che la caratterizzano, uno dei quali è l'oggetto di studio ben preciso, che non hanno altre scienze; un'arte esprime soggettività.
In sintesi nei dizionari troviamo, per un verso l’analisi etimologica che evidenzia il delicato connubio tra “arte” e “scienza” dell’insegnamento, per l’altro l’analisi epistemologica che pone l’accento sul rapporto tra Didattica e Pedagogia, e tra Pedagogia e Filosofia.
La Didattica è «Scienza e arte dell’insegnamento e come tale rientra a pieno titolo nella pedagogia come scienza e arte dell’educazione, costituendone una sezione o branca specifica» [MAURO LAENG, "Nuovo Lessico pedagogico", La Scuola, Brescia, 1998].
“Nella prassi didattica, arte e scienza si coniugano in un delicato equilibrio: se prevale il paradigma scientifico, a scapito dell’humanitas, con i valori, le motivazioni e i significati che essa conduce, con le sue continue originalità e con i suoi imprevisti, il modello teorico si riduce a tecnicismo inefficace e vano; se prevale l’aspetto artistico, a scapito della riflessione rigorosa e sistematica, la ricca esperienza soggettiva si chiude in sé e, privata di generalizzazione, non feconda modelli e non arricchisce il sistema.” [FIORINO TESSARO, "I Significati della Didattica, in Didattica Generale" - SSIS Online, www.univirtual.it]
“L’azione didattica non può essere considerata come un'azione puramente guidata da regole, principi e modelli, anche se questi rivestono ruolo importante nell'esaminare i problemi posti dall'insegnamento e nel progettare le strategie di soluzione: esiste anche una sua componente tacita o personale, che cresce nelle motivazioni e nei valori, nell’esperienza e nei contesti nei quali si opera. La crescita della conoscenza e della competenza professionale del docente è legata in gran parte allo sviluppo di una capacità di riflessione nell'azione, oltre che di riflessione prima e dopo l'azione stessa.” [FIORINO TESSARO, "I Significati della Didattica, in Didattica Generale" - SSIS Online, www.univirtual.it]
La didattica è scienza perché ha un oggetto specifico di studio, che è l'apprendimento e l'insegnamento (componente oggettiva della didattica). La didattica è arte, perché qualsiasi intervento didattico non è mai lo stesso rispetto agli altri (componente soggettiva).
La moderna Didattica come SCIENZA si colloca all’interno del cosiddetto sapere pedagogico, ovvero nell’alveo delle Scienze dell’Educazione e della Formazione.
Con il termine “scienza” normalmente s’intende il complesso organico, sistematico e giustificato delle conoscenze relative ad un determinato ordine di fenomeni. Gli elementi che genericamente caratterizzano una scienza sono:
- L’oggetto (il campo di indagine)
- Il metodo di indagine e gli strumenti
- Il linguaggio o modello esplicativo e il programma
Per oggetto di indagine si intende teorie, tecniche, modelli, prassi e ambienti di insegnamento e di apprendimento o, più semplicemente, l’insegnamento/apprendimento. Il metodo normalmente utilizzato, ma non l’unico, per la ricerca didattica si può definire sperimentale; infatti partendo dalla rilevazione obiettiva delle buone pratiche di insegnamento, si ricavano alcune costanti, ovvero dei principi orientativi (non regole). Si precisa che l’uso del termine principio e non regola è importante quando si costruisce una metodologia di insegnamento perché la Didattica non potrà mai essere una scienza esatta: ogni intervento didattico è infatti unico e irripetibile.
Principali metodi di ricerca didattica, tratto da: COSIMO LANEVE, Elementi di didattica generale, La Scuola, 1998. Alcune categorie di strumenti di ricerca in campo didattico:
- Analisi fenomenologica di come si presenta la realtà del processo di insegnamento/apprendimento
- Costruzione di categorie interpretative della realtà dell’insegnamento/apprendimento mediante il collegamento azione-risultato
- Formulazione di modelli generali per la prassi dell’insegnamento/apprendimento
Pedagogia ↔ Didattica
Filosofia → l'uomo
Pedagogia → l'educazione
Didattica → l'insegnamento/apprendimento
La didattica si stacca dalla Pedagogia (e questa dalla Filosofia) ai tempi dei greci. Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso si assistette ad un processo di gemmazione dalla Pedagogia di una serie di discipline (scienze) autonome, ma fortemente correlate tra loro, definite scienze dell’educazione che concorrono, ognuna per la sua parte, a sistematizzare l’indagine sui vari aspetti del sapere pedagogico (una costellazione di scienze che si occupano tutte di educazione da punti di vista diversi; la didattica è una di queste).
Descrizione delle scienze dell'educazione
- Scienze che studiano le condizioni generali e locali dell’istituzione scolastica (storia dell’educazione, scolastica, economia dell’educazione, educazione comparata, ecc.)
- Sociologia
- Scienze che studiano la relazione pedagogica e l’atto educativo (psicologia dell’educazione, scienze della comunicazione, scienze della didattica e della valutazione)
- Scienze della riflessione e dell’evoluzione (filosofia dell’educazione, teoria dei modelli, ecc.)
- Settore psicologico, che riguarda la conoscenza dell’allievo e dei processi di apprendimento (psicologia dell’educazione, evolutiva, sociale, ecc)
- Settore sociologico, che riguarda lo studio del rapporto scuola-società (sociologia generale, dell’educazione, della conoscenza, ecc.)
- Settore metodologico-didattico, che riguarda lo studio dei mezzi, metodi e strumenti dell’educazione (tecnologie educative, teorie sulla programmazione e sulla valutazione scolastica, ecc.)
- Settore dei contenuti, che riguarda invece l’analisi delle discipline di insegnamento e della conoscenza in generale (storia della materia specifica, epistemologia generale e genetica)
[GASTON MIALARET, "Le scienze dell’educazione", Torino, Loescher, 1978]
«La ricerca didattica, si sa, non è e non può essere autoreferenziale. Questo significa che, pur nel dovuto riconoscimento della sua autonomia epistemologica, essa non può sfuggire, come peraltro è stato nel lontano e vicino passato, alla necessità di “guardare” ai nuovi saperi che provenivano da esperienze di insegnamento, dalle scoperte della ricerca psicologica, dalle teorie del profondo.» [Donatello Smeriglio, "Quale didattica oggi", VEGA Journal, 2010]
“Scienza e arte dell’insegnamento”, come tale rientra a pieno titolo nella pedagogia come scienza e arte dell’educazione, costituendone una sezione o branca specifica. La didattica, pertanto, è questo: un dominio culturale che si propone di elaborare la trasmissione della cultura, del pensare strutturato.
Da didassi = azione dell’insegnamento (in correlazione con matesi); didattica = scienza dell’insegnamento: scienza sintetica che ha come quadro teorico fondativo la filosofia che informa la psicologia umanistica e si avvale del prodotto di tutte le scienze dell’educazione.
La definizione classica la vede come un insieme di regole metodologiche al di fuori delle quali tutto è sbagliato. Il principio fondamentale di una moderna didattica, consiste nel fatto che non esistono procedimenti validi sempre e ovunque; ciò che importa non è tanto migliorare i metodi, quanto realizzare le condizioni più idonee all’esplicazione dell’attività del discente.
La didattica non è scienza autonoma, tutta protesa all’individuazione di contenuti specifici e delle possibili tecniche della trasmissione culturale, ma è quella parte della pedagogia che si occupa esplicitamente e organicamente degli aspetti tecnici e strumentali dell’esperienza educativa e della loro coerenza con la “direzione intenzionale originaria”.
Insegnamento ↔ Apprendimento
Didattica della didassi o didattica della matesi
Didattica = scienza dell’insegnamento che ha come quadro teorico fondativo la filosofia che informa la psicologia umanistica e la pedagogia e si avvale del prodotto di tutte le scienze dell’educazione.
Didassi = azione dell’insegnamento (in correlazione con matesi); Matesi – Matetica = Scienza che studia l'atto apprenditivo e pertanto le condizioni, le strategie, la natura e la qualità dell’apprendimento che l'essere umano può realizzare. [R.TITONE, "Metodologia didattica"- PAS-Verlag-Zurigo- 1969 e Psicodidattica- La Scuola- Brescia- 1977]
In passato la didattica era l'unica scienza dell'insegnamento e studiava solo il come trasmettere le competenze, ma siccome non sempre dove c'è insegnamento c'è apprendimento (e viceversa), si è cominciato a dare importanza anche all'apprendimento.
Lo scopo basico della Teoria Generale della Didattica è articolato in due assi:
- Miglioramento (continuo) dell’Insegnamento, studiare e approfondire come si può migliorare l'insegnamento.
- Miglioramento (continuo) dell’Apprendimento.
Non necessariamente chi si occupa di didattica deve essere un docente o uno che si occupa di dati; il ricercatore si deve preoccupare di come una persona apprende e quali sono i modi per farla apprendere nel modo più efficace.
La didattica è una disciplina molto versatile; molti settori (compreso quello delle scienze motorie) si sono avvicinati alla didattica e hanno dei metodi.
Cos'è l'insegnamento?
È trasmettere saperi e abilità; è facilitazione, stimolo all'autoacquisizione. «Il termine italiano insegnare deriva dal verbo latino insignare attestato in epoca tarda: si trattava di un composto di in e signare, cioè propriamente segnare, tracciare dei segni, delle indicazioni, con riferimento, nel linguaggio della scuola, all’istruzione di coloro che imparavano, quasi un mettere dei contrassegni nella mente delle giovani generazioni. E d’altra parte nel latino classico esisteva anche il verbo insignire col valore appunto di marcare con contrassegni. Il significato principale di insegnare è ancora quello originario di far imparare qualcosa a qualcuno: il collegamento fra i due verbi è così intenso che già nel Duecento [DI ALBERTANO DA BRESCIA, BEATRICE CONTESSA DA CAPRAJA, "Trattati morali di Albertano, giudice di Brescia", 1278] nella nostra lingua si ritrova nella frase ‘volontà d’aparare…’, cioè di imparare, ’… e d’insegnare’. E spesso nell’uso popolare anche attuale si adopera proprio imparare con il senso (riflessivo) di insegnare. Ciò che s’insegna non è necessariamente limitato a un repertorio nozionistico e sostanzialmente astratto, anche se è vero che gli insegnanti per antonomasia sono quelli che operano nella scuola, al fine di far apprendere le diverse discipline: abbiamo così l’insegnante di lettere, di matematica, di musica, di educazione fisica o di religione, cioè tutti coloro che costituiscono il corpo docente. Si ricorderà che docere, nel latino classico, significava appunto insegnare, mentre per imparare si usava discere da cui la nostra parola dotta discente per allievo, scolaro.» [Tratto da http://www.educational.rai.it/lemma/testi/educazione/insegnare]
- Trasmissione di conoscenze e di esperienze con cui si istruisce qualcuno in una disciplina o, più in generale, si forniscono stimoli alla crescita psicologica e intellettuale della persona: insegnamento della matematica, dell'elettronica; dare, impartire un insegnamento.
- Ciò che una persona o anche un'opera, una situazione insegna; ammaestramento, precetto: trarre insegnamento dall'esperienza (prospettiva riflessiva dell’insegnamento) [Tratto da www.dizionari.corriere.it]
Insegnamento per:
- Trasmissione
- Pratica guidata
- Esperienza
- Insight
- Imitazione
- Gioco
Cos'è l'apprendimento?
Maturare competenze, conoscenze e acquisire abilità, con il fine di una modificazione permanente del proprio comportamento. Le prospettive dell'apprendimento (ovvero le caratteristiche dell'apprendere) prevedono:
- Assimilare, memorizzare, interiorizzare: IMMAGAZZINAMENTO
- Capire, comprendere, intuire: CONCETTUALIZZAZIONE
- Scoprire, cercare, provare, applicare: RICERCA E OPERATIVITÀ
«Processo intellettivo attraverso cui l’individuo acquisisce conoscenze sul mondo che, successivamente, utilizza per strutturare e orientare il proprio comportamento in modo duraturo» [ERNEST R. HILGARD, GORDON H.BOWER, "Teorie dell’apprendimento", Milano, Franco Angeli Editore, 1987]
«Modificazione relativamente permanente del comportamento che ha luogo per effetto dell’esperienza» [JOHN WILLIAM ATKINSON, "La motivazione", Bologna, Il Mulino, 1973]
«C’è apprendimento quando un individuo manifesta un nuovo comportamento, e che dopo essersi manifestato si mantiene nel tempo» [GIULIANA MAZZONI, "L’apprendimento", Roma, Carocci, 2000]
L’apprendimento, inteso come capacità, è condizione propedeutica per l’Educazione. Non è, in definitiva, concepibile l’Educazione di soggetti non apprendenti, ovvero incapaci di apprendere. Per riflesso, le forme educative possono essere declinate in altrettante forme di apprendimento (es. Educazione Valoriale → Apprendimento valoriale, Educazione fisica → apprendimento attività motorie, ecc.).
Apprendimento per:
- Scoperta
- Pratica guidata
- Imitazione
- Auto apprendimento
- Esperienza
L'apprendimento non è solo conoscere, ma anche un processo di acquisizione di conoscenze che sono poi utilizzate per orientare il proprio comportamento in modo duraturo. Conoscere è il primo passo verso l'apprendere. L'apprendimento è condizione propedeutica per l'educazione: un soggetto che non può apprendere non può essere educato. Se un soggetto può apprendere, può essere educato in base a ciò che apprende. Da questa riflessione, a cascata, si hanno una miriade di conseguenze; ad esempio, un bambino che viene giudicato incapace di apprendere non può andare a scuola; seguirà un percorso alternativo, ma non andrà a scuola.
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