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Teorema della Base di S0

L’insieme S0 delle soluzioni del sistema omogeneo

y' = A(t) y

è uno spazio vettoriale di dimensione n.

Una sua base è costituita dalle soluzioni yi dei problemi di Cauchy

{ y' = A(t) y

y(t0) = ei

Li-esimo vettore base canonica Rn

  1. S0 è uno spazio vettoriale perché è chiuso un insieme chiuso rispetto alle somme e al prodotto per scalare
  2. Mostriamo che le yi sono linearmente indipendenti

Quindi

i=1n Ci yi(t0) = ∑i=1n Ci ei

E questo implica che Ci = 0 per i = 1,...,n

dal momento che { e1,...,en } sono linearmente indipendenti

  1. Ogni soluzione y del sistema può essere scritta come combinazione lineare delle yi, cioè ∃ dei Ci

Tali che y(t) = ∑i=1n Ci yi(t) ∀ t ∈ [a,b]

Ogni vettore Rn può essere scritto come combinaz. lineare degli elementi della base, quindi ∃ C1,...,Ci tali che:

y(t0) = ∑i=1n Ci ei

Quindi

u(t) = y(t0) - ∑i=1n Ci ei è la funzione nulla

TEOREMA DELLA BASE DI S0

L'insieme S0 delle soluzioni del sistema omogeneo

y' = A(t) y

è uno spazio vettoriale di dimensione n.

Una sua base è costituita dalle soluzioni yi dei problemi di Cauchy

  y' = A(t) y  y(t0) = ei  L-i-esimo vettore base canonica ℝn

  1. S0 è uno spazio vettoriale perché è chiuso un insieme chiusorispetto alla somma e al prodotto per scalare
  2. Mostriamo che le yi sono linearmente indipendenti

    quindi

      ni=1 Ciyi(t0) = ni=1 Cieie questo implica che Ci = 0 per i = 1,...,ndal momento che {e1,...,en} sono linearmente indipendenti

  3. Ogni soluzione y del sistema può essere scritta comecombinazione lineare delle yi, cioè ∃ dei Citali che

    y(t) = ni=1 Ciyi(t)   ∀tε[a,b]

    Ogni vettore ℝn può essere scritto come combinaz. lineare deglielementi della base, quindi ∃ C1,...,Ci tali che:

    y(t0) = ni=1 Ci ei

    Quindi

    u(t) = y(t0) - ni=1 Ciei è la funzione nulla

Teor. Continuita' Funzioni Derivabili

Ogni f derivabile in xo è continue in xo

Per definizione di f derivabile il limite finito

limx → xo f(x) - f(xo) / x - xo = f'(xo)

Possiamo allora riscrivere

f(x) - f(xo) + f(x) - f(xo) / x - xo (x - xo)

E passando per x → xo a entrambi i membri

limx → xo f(x) = f(xo) + limx → xo f(x) - f(xo) / (x - xo) (x - xo)

= f(xo) + limx → xo f(x) - f(xo) / x - xo

= f'(xo)

+ limx → xo (x - xo) ↓

0

= f(xo)

Quindi

limx → xo f(x) = f(xo) ⟹ f è continuo.

CRITERIO INTEGRALE (serie)

f: [1, +∞) → ℝ    positiva decrescente

successione

(an)n = (f(n))n

Allora

n=1 an converge    ⟺    ∫1 f(x) dx converge

Consideriamo   n∈ℕ   e   [n, n+1]

f(n+1) ≤ f(x) ≤ f(n)    ∀x ∈ [n, n+1]

Integriamo la catena con ∫n+1n che non cambia di verso

n+1n f(n+1) ≤ ∫n+1n f(x) ≤ ∫n+1n f(n)    tutto in dx

= f(n)∫n+1n dx   = f(n)

f(n+1)∫n+1n dx = f(n+1)

f(n+1) ≤ ∫n+1n f(x) dx ≤ f(n)    con   an = f(n)

an+1 ≤ ∫n+1n f(x) dx ≤ an,   ∀n∈ℕ

Sommando M con n+1

n=1M an+1 ≤ ∫1 f(x) dx ≤ ∑n=1M an,   ∀M ∈ ℕ

TEOR. FONDAMENTALE CALCOLO INTEGRALE

f: I → ℝ continua in I, x0 ∈ I

F: I → ℝ, F(x) = ∫x₀x f(t) dt

è una primitiva di f, ovvero derivabile in Ie si ha

d/dx ∫x₀x f(t) dt = f(x)

Calcoliamo lim per h → 0 del rapporto incrementale

limh→0 [ F(x+h) - F(x) ] / h = limh→0 [ 1/h ∫x₀x+h f(t) dt ]

= 1/h ∫x₀x+h f(t) dt

Applicando il teorema della media integrale:

[F(x+h) - F(x)] / h = 1/h ∫x₀x+h f(t) dt = f(ch)

Per h → 0

limh→0 ch = x

quindi

F'(x) = limh→0 [F(x+h) - F(x)] / h = limh→0 f(ch) = f(x)

Come volevasi dimostrare

TEOR. INTEGRABILITA' FUNZ. MONOTONE

f: [a,b] → R monotona → f è integrabile

Supponiamo f crescente

  • Inanzitutto possiamo dire che f è limitata. (Weierstrass)

f(a) ≤ f(x) ≤ f(b) ∀x ∈ [a,b]

  • Considerata una partizione qualsiasi di [a,b] P={x₀,...,xᵢ} si ha

inf f = f(xi-1) sup f(xᵢ)

[xi-1, xᵢ] [xi, xi-1]

quindi

s(P) = ∑i=1n (xᵢ - xi-1) f(xi-1)

e

S(P) = ∑i=1n (xᵢ - xi-1) f(xᵢ)

  • Scegliendo di dividere [a,b] in n parti uguali, la partizione è formata da punti equidistanti.

s(Pₙ) = b-a/ni=1n f(xi-1) , S(Pₙ) = b-a/ni=1n f(xᵢ)

per cui

S(Pₙ) - s(Pₙ) = b-a/ni=1n [f(xᵢ) - f(xi-1)] = b-a/n [f(b) - f(a)]

E per n → ∞

limn→∞ [S(Pₙ) - s(Pₙ)] = 0

IRRAZIONALITA' √2

IP: n e m primi tra loro

TH: n/m = √2, cioe' √2 numero razionale

n2/m2 = 2

n2 = 2m2

↑e' pari, quindi anche n e' pari, cioe' n = 2K

2m2 = 4k2

m2 = 2k2

↑e' pari.

Sia n che m sono pari, in contraddizione con l'ipotesi!Quindi concludiamo che l'ipotesi e' falsa,√2 NON E' UN NUMERO RAZIONALE

Teor. Limitatezza Successioni Convergenti

(an = successione

(an convergente → (an limitato

-Si ha quindi limn→∞ an = l

|an - l| < 1/ε     ∀ n > nε

|an| = |an - l + l| ≤ |an - l| + |l| < 1 + |l|     ∀ n > nε

- Preso M = max { |a1|, |a2|, |a3|, ..., |anε| }

|an| ≤ M     ∀ n ∈ N, cioè an è limitata

EOR. SUL LIMITE DI FUNZIONI MEDIANTE SUCCESSIONI

f: A→ℝ

x0: punto di accumulazione di A in ℝ

limx→x0 f(x) = l ∈ ℝ ⇔ ∀xn, n ⟶ x0

successione

limn→∞ f(xn) = l

(⇒) limn→∞ xn = x0, allora limn→∞ f(xn) = limx→x0 f(x0) = l

Applicazione teorema di limite di f composta

(⇐) Ipotizziamo

xn ∈ A\[x0\], xn ⟶ x0 ⇒ f(xn) = l

ma che per assurdo limx→x0 f(x) ≠ l

Allora

∃ε>0: ∀δ>0 ∃xδ ≠ x0 : |xδ-x0| < δ : |f(xδ)-l| ≥ ε

Con δ = = 1/n

∃x0, ∃ xn ≠ x0, |xn-x0| < 1/n : |f(xn)-l| ≥ ε

Abbiamo così trovato succ. xn ⟶ x0 : f(xn) ≠ l, contraddice ipotesi

LIMITI SUCCESSIONI MONOTONE

(an) successione monotona

(an) ha limite (finito o infinito), che coincidecon - sup (an) se (an) e' crescente- inf (an) se (an) e' decrescente

  • Prendiamo an crescente:
  • S = estremo sup di (an), cioe' il minimo dei maggioranti
  • an < S, ∀n ∈ ℕ
  • Fissato ∈>0
  • S-∈ non e' maggiorante,
  • quindi ∃ n ∈ ℕ tale che an > S-∈
  • La successione e' crescente, quindi
  • an > S-∈ ∀n > n
  • S-∈ < an ≤ S
  • ⇒ Ha limite finito

TEOR. ROLLE

f: [a, b] ➝ ℝ continua

Ip. 1. f derivabile in (a, b)

2. f(a) = f(b)

TH: ∃ c ∈ (a, b) : f'(c) = 0

Sono soddisfatte le ipotesi del teorema di Weierstrass, quindi esistono

m := min[a, b] f = f(x0)

M := max[a, b] f = f(x1)

Possono verificarsi questi 3 casi:

  1. x0 ∈ (a, b) ⇒ f'(x0) = 0 per il teorema dei punti critici
  2. x1 ∈ (a, b) ⇒ f'(x1) = 0 " " " " " " " "
  3. x0 e x1 sono agli estremi di [a, b] ⇒ m = M f è costante e con f'(x) = 0 con x ∈ [a, b]

Non ci sono altre possibilità, ergo il teorema è dimostrato.

Teor. Unicità Limite

Ipotesi: f ha limite l∈ℝ per x→+∞

Th: Il limite è unico

- Per assurdo esistono 2 limiti l1, l2 ∈ ℝ (finiti)

Per limx→+∞ f(x)=l1 si ha

∀ε>0 ∃xε1∈ℝ : |f(x)-l1|xε1

e per limx→+∞ f(x)=l2

∀ε>0 ∃xε2∈ℝ : |f(x)-l2|xε2

- Fissato ε

|l1-l2|=|l1-f(x)+f(x)-l2|≤|f(x)-l2| + |l1-f(x)| < ε+ε1/2ε

|l1-l2| < 2ε , ∀ε>0

Ma questo implica che l1-l2=0 , quindi l1=l2.

TEOR. WEIERSTRASS

1P: f contnua in [a,b]

TH: Allora f assume massimo e minimo in [a,b], cioe'

∃ min f [a,b] , max f [a,b]

Per dimostrarlo:

Se m = min f [a,b] , allora ∃ xn ∈ [a,b] ; successione

lim f(xn) = m

n→∞

se m = -∞

∃ f(xn) < -n

con n ∈ N

lim f(xn) = -∞ = m

n→∞

se m ∈ ℝ

∃ f(xn) < m + 1/n

m ≤ f(xn)

perche’ e’ il max dei minoranti

m ≤ f(xn) < m + 1/n

lim f(xn) = m

n→∞

Teorema degli zeri

f: [a,b] → ℝ , con f continua

f(a)f(b) < 0 ⟹ ∃ x0 ∈ ]a,b[ : f(x0) = 0

almeno uno zero di f.

Per dimostrarlo usiamo il metodo di bisezione:

c = a+b/2 → punto medio dell'intervallo [a,b]

Se f(c) = 0 → abbiamo trovato lo zero

Se no, continuo nell'intervallo i in cui nei

quali estremi f ha segno discordo, e b chiamano [a1, b1]

Quindi c1 = a1 + b1/2 Ripetiamo il ragionamento fino ad ottenere uno zero.

Altrimenti, nell'eventualità che non si trovi uno zero in un certo

numero di passaggi, abbiamo definito per induzione 2

successioni (an) e (bn) che soddisfano

f(an) < 0 e f(bn) > 0

  • ◊ bn-an = b-a/2n ← e l'ampiezza all'intervallo
  • (an) è crescente e limitata e (bn) ammette
  • converge a x0
  • Allora si ha f(x0) = lim n→∞ f(an) ≤ 0 e f(x0) = lim n→∞ f(bn) ≥ 0

zero:

f(x0) = 0

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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

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