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Lipidifunzioni generali dei lipidi
Funzione energetica
- Compete agli acidi grassi liberi o esterificati nei trigliceridi
- Soddisfa una buona parte della richiesta energetica dell’organismo
- Hanno un’elevata resa energetica in rapporto al basso contenuto in ossigeno nella molecola degli acidi grassi, pertanto il loro potere calorico è circa il doppio di quelli dei glucidi e delle proteine
- Gli ampi depositi di tessuto adiposo possono essere considerati una riserva di acidi grassi in attesa di essere utilizzati da tutti i tessuti (in particolare muscolare miocardico e scheletrico)
Protezione termica
- Per la loro abbondanza nel tessuto adiposo sottocutaneo i lipidi costituiscono una specie di coperta termica che isola dall’ambiente esterno i tessuti circostanti
Protezione meccanica
- Costituiscono un cuscinetto protettivo che difende dagli urti meccanici l’intero organismo (tessuto adiposo sottocutaneo) e i visceri (tessuto adiposo periviscerale)
Funzione strutturale
- In particolare, i fosfolipidi e colesterolo, in quanto i componenti più abbondanti delle membrane cellulari ed intracellulari, sono parte fondamentale delle strutture cellulari
- I lipidi strutturali vengono preservati anche in condizioni di digiuno estremamente prolungato
Funzione bioregolatoria
- Alcuni lipidi di membrana (fosfolipidi, sfingolipidi) subiscono idrolisi selettive con liberazione di frammenti che hanno azione bioregolatoria (messaggeri secondari di natura lipidica)
Digestione e assorbimento
Digestione
- La digestione dei lipidi alimentari, in prevalenza trigliceridi, avviene nel duodeno e nel digiuno per l’azione combinata dei sali biliari, dei fosfolipidi della bile e delle specifiche idrolasi pancreatiche
- Nello stomaco dell’uomo e di molti mammiferi è presente una lipasi gastrica che rilascia preferenzialmente acidi grassi a corta o media catena che vengono direttamente assorbiti dalla mucosa gastrica e trasportati al fegato
- I trigliceridi e gli esteri del colesterolo, composti idrofobici, non sono solubili in acqua dalla quale tendono a separarsi
- Per azione dei sali biliari e dei fosfolipidi vengono dispersi in finissimi aggregati, le micelle, che segregano al loro interno i lipidi più idrofobici e sono stabilizzati dalle cariche superficiali delle porzioni polari dei fosfolipidi e dei sali biliari, formando una sospensione stabile nella fase acquosa (emulsione)
- In tal modo la superficie disponibile per l’azione idrolitica della lipasi pancreatica è aumentata e i grassi alimentari possono essere digeriti
- I prodotti dell’idrolasi diffondono quindi dalle micelle alla mucosa intestinale dalla quale vengono assorbiti
- Gli enzimi che digeriscono idroliticamente i lipidi alimentari sono prodotti dal pancreas esocrino e convogliati nel duodeno lungo il dotto di Wirsung
- Lipasi pancreatica idrolizza in modo specifico il legame estere tra acidi grassi e alcoli primari e pertanto trasforma trigliceridi in monogliceridi. Si formano così acidi grassi liberi e 2-monogliceridi che vengono assorbiti dalla mucosa intestinale
- La lipasi è originariamente inattiva (prolipasi) e viene attivata dalla colipasi (fattore proteico) anch’esso di origine pancreatica che si lega alla lipasi formando un complesso
- Fosfolipasi catalizza la trasformazione dei fosfolipidi in lisofosfolipidi per distacco idrolitico dell’acido grasso in posizione 2
- I lisofosfolipidi possono quindi essere assorbiti o liberare l’acido grasso in posizione 1 per idrolisi catalizzata dalle lisofosfolipasi pancreatiche
- Colesterolo esterase: I sali biliari dopo aver espletato il proprio compito, vengono assorbiti dall’intestino, immessi nel sangue portale e riportati al fegato. Dal fegato sono secreti nella bile e immessi di nuovo nel lume intestinale, in una utilizzazione ciclica che prende il nome di circolo entero-epatico dei sali biliari
Assorbimento
- Acidi grassi e monogliceridi vengono assorbiti per diffusione dalle cellule della mucosa intestinale
- Tale diffusione è resa possibile dal legame degli acidi grassi con la IFABP (Intestinal Fatty Acid Binding Protein)
- All’interno della cellula gli acidi grassi vengono attivati ad acil-CoA ed esterificati con i 2-monogliceridi per azione della monogliceride:acil-CoA-acil transferasi e della digliceride:acil-CoA-acil transferasi
- 2-monogliceride + acil-CoA → 1,2-digliceride + CoA
- 1,2-digliceride + acil-CoA → trigliceride + CoA
Biosintesi dei trigliceridi
- Fondato sull’impiego del 2-mono-gliceride
- È tipico delle cellule intestinali, dove acidi grassi liberi e monogliceridi sono ricostituiti nella cellula intestinale in trigliceridi e fosfolipidi, dopo essere stati totalmente o parzialmente idrolizzati nel lume intestinale
- Il motivo di questo processo va ricercato nel controllo che in tal modo la cellula intestinale esplica sull’ingresso di lipidi esogeni nell’organismo, riservandosi la libertà di modificarne la composizione
- Successivamente, i trigliceridi neoformati (80-90%) si aggregano ai fosfolipidi neoformati (7-10%) e con il colesterolo libero ed esterificato formano degli aggregati che, rivestiti da proteine (2-3%), costituiscono i chilomicroni
- QUINDI: trigliceridi neoformati + fosfolipidi neoformati + colesterolo libero ed esterificato + rivestimento proteine = chilomicroni
- Questi sono secreti nei vasi linfatici e tramite il dotto toracico immessi nel circolo
- La vita media di un chilomicrone è di cinque minuti, tuttavia la gradualità della digestione e dell’assorbimento intestinale ne rendono il contenuto plasmatico (insieme a quello dei trigliceridi) molto più duraturo
Metabolismo dei chilomicroni
- I chilomicroni si formano nelle cellule dell’intestino tenue, dalle quali sono riversati nel sistema linfatico e quindi nel sangue
- Conferiscono al plasma aspetto lattescente
- La loro presenza nel sangue è indice di assorbimento intestinale di lipidi
- Sono caratterizzati da un elevatissimo contenuto in trigliceridi
- La loro funzione è quella di trasportare principalmente trigliceridi e colesterolo di origine alimentare
Destino del colesterolo
- Il colesterolo epatico viene immesso in circolo in forma libera associato alle VLDL
- I tessuti periferici ricevono il colesterolo esterificato associato alle LDL
- Sempre come estere, associato alle HDL, è trasportato al fegato, alla corteccia del surrene e alle gonadi
- Quindi, l’esterificazione del colesterolo è una premessa necessaria per la sua fisiologica distribuzione ai tessuti
Destino dei trigliceridi a media catena
- Ovvero che posseggono acidi grassi con catena carboniosa non superiore a 8-10 atomi di C
- Questi sono completamente idrolizzati nel lume intestinale e gli acidi grassi che si liberano sono direttamente riversati nel torrente sanguigno e veicolati dall’albumina al fegato
- Questa diversità di assorbimento implica la possibilità dell’utilizzazione dei trigliceridi a media catena in condizioni in cui i normali a lunga catena non sono assorbiti (vedi → abetalipoproteinemia: assenza di sintesi dei chilomicroni)
Steatorrea
- Si indica così la presenza di lipidi nelle feci
- Spesso ciò è dovuto a malassorbimento intestinale dei lipidi dovuto a disfunzioni nella secrezione della bile o del succo pancreatico o difetti funzionali della mucosa intestinale
Metabolismo dei trigliceridi
- Gli acidi grassi non si accumulano nella cellula in forma libera ma appena formati o assunti vengono trasformati in acil-CoA per essere utilizzati nei processi biosintetici che portano alla formazione dei trigliceridi, glicerofosfolipidi, sfingolipidi e altri lipidi complessi.
Sintesi dei trigliceridi
- La sintesi dei trigliceridi procede dagli acidi grassi attivati (acil-CoA) e dal glicerol-3-fosfato
- Il glicerol-3-fosfato si forma per riduzione del diossiacetone fosfato, intermedio della glicolisi, ad opera del glicerolo-3-fosfato deidrogenasi NAD+ dipendente.
- Nel fegato: il glicerolo-3-fosfato si può formare anche per fosforilazione del glicerolo a spese di ATP e per azione della glicerolo chinasi
- La glicerolo-3-fosfato acil-transferasi trasferisce l’acile (generalmente saturo) dall’acil-CoA alla posizione 1 del glicerolo-3-fosfato → formando l’acido lisofosfatidico
- L’acido lisofosfatidico viene acilato a spese di un secondo acil-CoA (generalmente insaturo) per azione della lisofosfatidato aciltransferasi → formando acido fosfatidico
- Per azione della fosfatidato fosfatasi, l’acido fosfatidico viene defosforilato in 1,2-digliceride e questo acilato a spese di un terzo acil-CoA, ad opera della digliceride:aciltransferasi → si forma il trigliceride
Trigliceridi come fonte di acidi grassi
- Trigliceridi di origine esogena → trasportati ai tessuti dai chilomicroni
- Trigliceridi di origine epatica → trasportati dalle VLDL
- Entrambi sono una importante risorsa per la produzione di energia nei tessuti periferici nelle condizioni di buona alimentazione
- I trigliceridi sono una fonte di materia per i processi ossidativi che producono l’energia necessaria per le funzioni delle cellule che quindi possono usare gli acidi grassi a tale scopo
Lipoproteine plasmatiche
- I lipidi sono trasportati nel sangue in forma di aggregati micellari lipoproteici (lipoproteine) capaci di formare sospensioni stabilizzate da interazioni non covalenti tra la componente proteica (apolipoproteine o apo) e quella lipidica
- La maggior parte lipoproteine del plasma hanno struttura globulare nella quale apoproteine, fosfolipidi e colesterolo formano un monolayer entro il quale sono racchiusi (e quindi protetti dall’ambiente esterno acquoso) i lipidi idrofobici (trigliceridi e colesterolo esterificato)
- Le apoproteine non sono soltanto componenti strutturali fondamentali delle lipoproteine ma anche cofattori di enzimi adibiti al loro metabolismo oltreché strumenti di riconoscimento per i recettori di cui sono dotate le membrane di alcune cellule
- Le lipoproteine plasmatiche alle quali sono associati tutti i lipidi ematici, si differenziano per dimensioni e composizione per via di specificità funzionali e sono suddivisibili in 4 classi
- VLDL (Very Low-Density Lipoproteins)
- IDL (Intermediate Density Lipoproteins)
- LDL (Low Density Lipoproteins)
- HDL (High Density Lipoproteins)
- A queste classi, sempre presenti nel plasma, si devono aggiungere i chilomicroni di origine intestinale presenti solo dopo ingestione di un pasto lipidico
- Impacchettati nelle lipoproteine, trigliceridi ed esteri del colesterolo vengono trasportati ai tessuti per la loro utilizzazione energetica e strutturale
- I trigliceridi sono distribuiti a tessuto muscolare e adiposo, dove vengono depositati ed ossidati per fornire energia
- Gli esteri del colesterolo sono distribuiti alle cellule in cui, dopo idrolisi, il colesterolo libero è utilizzato come costituente delle membrane o dalle ghiandole endocrine per la sintesi degli ormoni steroidei o al fregato per la formazione degli acidi biliari
Comparata lipoproteine
| Frazione | TG | Co | CoE | PLP | Proteine | mg/100ml |
|---|---|---|---|---|---|---|
| VLDL | 7.3-10.7 | 1.8-2.8 | 1.3-2.3 | 1.5-3.5 | 0.5-2.5 | |
| LDL | 5.8-9.4 | 3.8-7.6 | 4.0-4.4 | 4.6-8.2 | 4.2-8.0 | |
| HDL1 | 0.25-0.35 | 3.2-6.0 | 3.2-3.6 | 4.7-6.7 | 2.4-3.6 | |
| HDL2 | 1.9-2.5 | 58-82 | 51.2-52.8 | 114.3-134.9 | 137.8-153.8 |
Colesterolo mg/100ml
- Cane: 105-440
- Gatto: 70-150
- Cavallo: 90-170
- Vitello: 30-40
- Bovino: 50-150
- Maiale: 90-130
- Pecora: 60-150
Funzionamento
- Il loro rilascio dagli enterociti avviene per esocitosi e richiede la presenza della apo B-48
- I chilomicroni nascenti contengono anche la apo A-1, proteina attivatrice della lecitina colesterolo aciltransferasi (LCAT)
- La LCAT viene quindi trasferita alle HDL da cui ricevono l’apo C-2, attivatore la lipoproteina lipasi (LPL), e l’apo E necessarie per l’interazione con il recettore epatico per le LDL
- L’acquisizione della apo C-2 consente ai chilomicroni di interagire con la LPL dell’endotelio dei piccoli vasi
- Quindi i trigliceridi dei chilomicroni vengono idrolizzati e rilasciano acidi grassi ai tessuti
- In seguito a questa perdita i chilomicroni si raggrinziscono
- I componenti superficiali (colesterolo, fosfolipidi e apoproteine) diventati eccedenti si staccano formando le HDL discoidali e i residui costituiscono i remnants (o chilomicroni secondari)
- I remnants sono trasportati al fegato, dove recettori di membrana degli epatociti interagiscono con l’apo E
- Il complesso remnants-recettore viene internalizzato dagli epatociti per endocitosi
- Negli epatociti le esterasi lisosomali idrolizzano gli esteri del colesterolo in acidi grassi e colesterolo libero
VLDL
- Il 90% delle VLDL è sintetizzato nel fegato utilizzando trigliceridi, fosfolipidi e colesterolo endogeni provenienti da acidi grassi o lipidi circolanti captati dagli epatociti
- Il 10% viene sintetizzato nell’intestino
- Ciò significa che i trigliceridi contenuti nelle VLDL, sintetizzati ex novo nella cellula intestinale non sono di origine alimentare
Assemblaggio delle VLDL
- Inizia con l’espressione della apo B-100
- Essa si associa alla componente lipidica mediante trasferimento di trigliceridi facilitato da una proteina la MTTP (Microsomal Triglyceride Transfer Protein)
- Si formano così gli aggregati iniziali, le pre-VLDL
- Un’ulteriore assunzione di trigliceridi dà origine alle VLDL nascenti che contengono piccole quantità di apo E ed apo C-3
- L’apo C-3 oltre a partecipare all’assemblaggio delle VLDL esercita un effetto inibitorio sulla lipasi epatica e sulla lipoproteina lipasi e quindi riduce l’idrolisi dei trigliceridi presenti nelle VLDL nascenti
- Una volta in circolo le VLDL si arricchiscono con le apo C-2 (che conferisce alle VLDL la possibilità di attivare la lipoproteina lipasi) e apo E (che permette la captazione delle IDL e LDL da parte del fegato) che ricevono dalle HDL
Metabolismo delle VLDL
- Per azione della lipoproteina lipasi le VLDL perdono parte dei trigliceridi
- I componenti di superficie (fosfolipidi, colesterolo libero, apo C ed E) divenuti eccedenti vengono trasferiti alle HDL
- Al contempo le VLDL acquisiscono dalle HDL colesterolo esterificato
- Come conseguenza di questi processi, le VLDL sono trasformate prima in IDL e quindi in LDL
- Anche le VLDL, come i chilomicroni sono secrete dalle cellule intestinali ed epatiche per esocitosi
- Il loro rilascio è condizionato dalla presenza della apo B-100
- Un ruolo importante nella regolazione del metabolismo delle VLDL è svolto da un fattore di trascrizione attivato da lipidi, PPARα (Perossisomal Proliferator-Activator Receptor α) che governa l’espressione di numerosi geni implicati in diversi processi metabolici
- L’attivazione di PPARα:
- Riduce i livelli di triacilgliceroli circolanti, diminuendo l’espressione di proteine implicate nella loro sintesi
- Aumenta l’espressione di geni che facilitano l’idrolisi LPL-mediata dei trigliceridi presenti nelle VLDL
- L’attivazione di PPARα:
LDL
- Sono il prodotto del metabolismo intravasale delle VLDL
- Nel corso di questa formazione il colesterolo è esterificato con acidi grassi polinsaturi il che rende le LDL suscettibili ai processi di lipoperossidazione da radicali liberi
- Adibite al trasporto del colesterolo esterificato ai tessuti (un processo essenziale) in quanto la sua distribuzione ai tessuti permette la sintesi degli ormoni steroidei e la formazione degli acidi biliari
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