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Storia della lingua: analisi dei testi

1900-2000: i nuovi media

Anni '60: la diffusione dell'italiano

Negli anni '60 si è assistito alla diffusione dell'italiano nel parlato come lingua madre, utilizzata per tutte le occasioni. Tale padroneggiamento della lingua ha portato a giocare con essa, con una grande diffusione della scrittura grazie ai media. Ciò ha portato alla cosiddetta ipergrafia o graforrea, dove si scrive ciò che si sarebbe detto, con una mimesi del parlato che modifica la percezione dello scritto, rendendolo utilizzabile per tutte le occasioni e con una maggiore tolleranza agli errori. Il "parlato a perdere" è stato sostituito dallo "scritto a perdere".

Diamesia e diatecnia

I fenomeni di diamesia riguardano il medium di trasmissione del testo. Anche il testo a stampa è tecnicamente mediato (diatecnia), ma ci siamo abituati e ci risulta trasparente; invece, è più evidente nei nuovi media.

Esempi ed emojies

L'eliminazione delle vocali, nota come "sfoltimento a pettine", è determinata dalla diatecnia. Gli emoticon, ad esempio ":"'''''''''D", sono mediati tecnicamente perché la possibilità di realizzarli dipende dalla presenza di una tastiera, alterando la percezione del testo scritto con l'inserimento di elementi simbolici di tipo iconico. La reinterpretazione del simbolo permette di avere simboli modulabili. Vi è la necessità di riprodurre la forza della voce, le espressioni facciali e le emozioni nello scritto, attraverso elementi extra-linguistici come le onomatopee "ghghghgh".

L'evoluzione della tecnica modifica gli elementi del testo, come ad esempio molte emojies introdotte da WhatsApp per la facilità di inserimento rispetto agli SMS. Questi elementi funzionano anche in absentia, sostituendo la punteggiatura e chiudendo il turno.

I giovani e il linguaggio

I giovani sono gli utenti creativi del linguaggio, utilizzandolo per socializzazione e gioco (lusus). Questo fenomeno è nato con gli SMS e ora è un fatto abitudinario. Non è vero che i giovani non sanno scrivere; vi è una corrente metalinguistica che porta al ragionamento sul linguaggio e sulle sue strutture. La creatività lessicale include apax, verbi generati da onomatopee, acronimi, giochi di parole e neoformazioni, rendendo la lingua oscura a chi è fuori dal giro.

Lingua dei nuovi media

L'italiano neostandard penetra fortemente nei nuovi media, risultando fortemente anglicizzato. C'è un'alterazione dei segni d'interpunzione, con punti e virgole ridotti al minimo e un'accentuazione dei segni più espressivi. Il linguaggio "bimbiminkia" rappresenta un meccanismo di stilizzazione e abuso; chi conosce l'ambiente sa quali limiti non superare, mentre i "bimbiminkia" no.

Lo standard è molto più mobile rispetto ai testi a stampa e cambia da un ventennio all'altro, come nella lingua parlata. Le "k", ad esempio, sono già invecchiate e stigmatizzate. Per indicare qualcosa di trendy relativo a Internet si passa da "@" a "#".

Elementi prosodici

La manipolazione del codice ortografico a fini espressivi include caratteri ASCII condivisi da tutti i codici lingua; chiunque abbia un PC Windows vede la stessa cosa. Twitter, ad esempio, ha portato a una necessità di economia linguistica e alla nascita dell'hashtag "#" per identificare il topic.

Interfaccia e modifiche al testo

L'interfaccia tecnica modifica il testo, rendendo la parola attiva, mentre il testo tradizionale su pagina cartacea è planare, simile a un dialogo bloccato su carta. Quello su pagina HTML è tridimensionale, possedendo più layer non visibili che ne modificano le caratteristiche.

Il ruolo del SEO è fondamentale: decide come scrivere un testo per farlo indicizzare più in alto dal server, equilibrando la lunghezza dei testi e assicurando che il titolo anticipi e riprenda il tema con la parola chiave.

Flame e haters

Le reazioni esagerate (Flame) e gli haters sono fenomeni comuni nei dibattiti online.

1800s: Manzoni e il panorama linguistico

Primo venticinquennio

Nel primo venticinquennio si pongono le basi per padroneggiare la lingua a sufficienza da giocarci. La lingua manzoniana, il fiorentino dell'uso vivo, si inserisce in un panorama linguistico variegato.

  • Puristi: Cesari, Puoti, Botta - Si oppongono al francesismo e pensano che la ricetta per un italiano ideale per la scrittura sia rifarsi a un mitologico periodo aureo dell'Italiano (Cesari: 1300 fiorentino; Puoti: 1500 tradizione letteraria); posizione variamente naturalista: il fiorentino è più bello per un fatto naturale, glottologicamente superiore; tuttavia, tutte le lingue sono equipotenti e funzionalmente identiche.
  • Toscanisti: Tommaseo - Fiorentino contemporaneo o senese contemporaneo.
  • Classicisti: Monti, Leopardi - Non si rifanno esattamente a un set cronologico definito.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_tvb_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Prada Massimo.
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