Linguistica
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio e delle lingue. Può essere considerata uno studio piuttosto antico. Considerandola in senso moderno, la data di inizio di questa scienza corrisponde all’inizio del Novecento. Essa nasce grazie a uno studioso ginevrino: Ferdinand de Saussure, padre della linguistica. Egli ha distinto per la prima volta il significante dal significato.
Pensando a "perro", abbiamo in testa l’idea del cane; a questa idea associamo una sequenza di suoni. Secondo questo studioso, significante e significato vanno a formare il segno linguistico. Il legame fra significante e significato è arbitrario; se non lo fosse, useremmo tutti le stesse parole e non ci sarebbero lingue diverse.
La linguistica è considerata uno studio scientifico perché utilizza la stessa metodologia di analisi di qualunque altra scienza. Nelle scienze:
- Si formula un’ipotesi che ha l’obiettivo di ricondurre ad una legge generale una molteplicità di fatti (es.: legge di gravitazione universale).
- Verificare tale ipotesi attraverso una serie di esperimenti ripetibili, attraverso la raccolta di dati concreti. Ciò serve a confutare o a confermare l’ipotesi iniziale.
La linguistica cerca di formulare e confermare ipotesi relative al linguaggio e alle lingue.
Ogni disciplina che compone la linguistica
Ogni disciplina che compone la linguistica ha un proprio livello di analisi e un proprio oggetto di studio. Esse sono:
Fonologia
Studio dei suoni linguistici non tanto dal punto di vista fisico ma in quanto elementi che configurano un sistema (sistema fonologico) proprio di ogni lingua. L’oggetto di studio sono i fonemi, suoni linguistici che hanno valore distintivo. Esempio: /sal/ e /sol/ sono quasi uguali: cambia solo una vocale. Cambiando questa vocale (fonema) si ottengono suoni diversi. In questo caso si parla di coppie minime, parole in cui la differenza è determinata da un solo fonema.
Morfologia
Studio della struttura delle parole e dei meccanismi che intervengono nella formazione e nella trasformazione di queste. Si può suddividere in due rami:
- Morfologia flessiva: Si occupa delle forme flesse. Ad esempio: inglés/a; hablo, hablas, habla, quindi tutto ciò che si può aggiungere alla forma base.
- Morfologia lessicale: Si occupa della formazione delle parole attraverso due procedimenti:
- Derivazione: Es. ieri > anteayer, lente > lentilla, caffè > cafelito/cafecito. Consiste nella creazione di nuove parole mediante l’aggiunta di affissi, che possono essere a inizio (prefissi) o a fine (suffissi) parola.
- Composizione: Es. sacacorchos = apribottiglie, lavavajillas = lavastoviglie. Consiste nella creazione di una nuova parola a partire da due parole già esistenti.
L’oggetto di studio è il morfema, unità minima dotata di significato. I morfemi possono essere di due tipi: grammaticali o lessicali.
Sintassi
Studio del modo in cui le parole si combinano per formare unità superiori, che sono due: la frase e il sintagma.
- Frase: Insieme di parole che vengono combinate secondo le regole grammaticali; questo insieme ha senso compiuto e rappresenta un’unità comunicativa autonoma.
- Sintagma: Raggruppamenti di parole che formano le frasi. È l’elemento intermedio fra la parola e la frase. Es: "La profesora de inglés habla".
Semantica
Studio del significato dei segni linguistici. L’unità di analisi è il lessema, unità portatrice di un significato lessicale. Si considera la parola in sé come significante che richiama un determinato significato. Uno studioso di semantica analizza le relazioni semantiche:
- All’interno di una parola: Es. "árbol" = albero pianta o albero della nave. In questo caso si parla di polisemia: un termine possiede due o più significati relazionati fra loro.
- Tra più parole diverse si ha una parola che ha un significato generale (iperonimi) e una serie di parole relative a questa ma con significato più specifico (iponimi).
Fonetica
Studio dei suoni linguistici che prende in considerazione le caratteristiche fisiche di questi ultimi. Analizza come si producono questi suoni. Si suddivide in:
- Fonetica articolatoria: Analizza il modo in cui l’apparato fonatorio umano produce i suoni e quali organi umani intervengono in questa produzione (es: posizione delle labbra e della lingua).
- Fonetica acustica: Analizza i suoni linguistici in quanto onde sonore. Vengono usati gli strumenti della fisica.
- Fonetica ricettiva o volitiva: Analizza il modo in cui i suoni vengono percepiti dall’uomo. L’unità che viene analizzata dalla fonetica è il fono. I foni non producono, al contrario dei fonemi, differenze di significato. Ad esempio, pronunciare “caro” con la R moscia o meno non ne cambia il significato.
Pragmatica
Studio della lingua intesa non come un insieme di regole ma come un mezzo di comunicazione utilizzato dai parlanti in contesti specifici. Ad esempio: "Este cuarto es una nevera" chiede implicitamente di accendere il riscaldamento. La pragmatica vede la lingua come mezzo di comunicazione che l’essere umano utilizza per ottenere qualcosa. Essa analizza l’uso che ciascun parlante fa della propria lingua in un contesto. L’unità di analisi sono gli atti linguistici, un concetto complesso che si riferisce a tutto ciò che viene proferito da un parlante in un contesto specifico.
El sistema fonético y el sistema gráfico del español
El aparato fonatorio
I fonemi vengono classificati secondo tre parametri fondamentali:
- Il luogo di articolazione: Si intende la posizione nella quale gli organi mobili di articolazione si avvicinano maggiormente agli organi immobili di articolazione. Organi mobili: labbro superiore e inferiore, lingua. Organi immobili: palato, incisivi. È il punto in cui si crea un contatto, lieve o forte, tra questi organi. In base al luogo, esistono:
- Fonemi bilabiali (caratterizzati dalla chiusura delle labbra; es: p, b, m)
- Fonemi labiodentali (prodotti mediante il contatto, l’avvicinamento degli incisivi superiori con il labbro inferiore; es: f)
- Fonemi dentali (la punta della lingua tocca gli incisivi; es: t, d)
- Fonemi interdentali (avvicinamento della lingua agli alveoli; es: θ)
- Fonemi alveolari (contatto o avvicinamento della lamina della lingua agli alveoli; es: s, n, l, r)
- Fonemi palatali (contatto o avvicinamento della lingua al palato duro, ovvero la parte centrale del palato)
- Fonemi velari (il dorso della lingua va a toccare il velo palatino o palato molle, ovvero la parte finale del palato; es: k, g, x)
- Il modo di articolazione: Condizioni in cui il flusso dell’aria passa attraverso il canale di articolazione. L’aria può: non incontrare ostacoli (nel caso delle vocali) o incontrare una costrizione più o meno forte. Si parla di:
- Fonemi occlusivi: Occlusione momentanea del canale di articolazione. Es: p, b, t, d, k, g
- Fonemi fricativi: Caratterizzati da una costrizione del canale di articolazione. Costrizione = si crea una fessura attraverso cui l’aria può fluire; c’è quindi un restringimento del canale ma non una chiusura totale.
- Fonemi affricati: Combinano un’occlusione a una costrizione. Inizialmente, nella produzione di questi suoni, vi è una chiusura, seguita poi da una parziale apertura.
- Fonemi nasali: Caratterizzati dalla chiusura della cavità orale e dalla conseguente fuoriuscita dell’aria attraverso la cavità nasale.
- Fonemi laterali: Si crea un’ostruzione al centro del palato ad opera della lingua; questa ostruzione fa sì che l’aria debba uscire lateralmente.
- Fonemi vibranti: Caratterizzati da una o più vibrazioni della lingua (per chi ha la R moscia: vibra l’ugola non la lingua). Si distinguono:
- Vibrante multipla: 3 vibrazioni in spagnolo (2 in italiano)
- Vibrante semplice: 1 vibrazione
- La sonorità: Si ha un suono sonoro quando le corde vocali vibrano. Si ha un suono sordo o non sonoro quando le corde vocali non vibrano.
La descrizione dei fonemi avviene incrociando questi tre parametri. Ogni fonema ha tre caratteristiche: ad esempio, p è un suono occlusivo bilabiale sordo.
Si distinguono due grandi gruppi:
- Gruppo dei fonemi ostruenti: Occlusivi, fricativi, affricati; sono tutti sonori.
- Gruppo dei suoni sonoranti: Nasali, laterali, vibranti, vocali; sono sordi o sonori.
Le vocali sono cinque; sono sempre sonore. Due criteri per classificarle:
- Luogo di articolazione: Spostamento orizzontale della lingua rispetto al palato. In base a questo, si hanno fonemi anteriori, centrali o posteriori.
- Modo di articolazione: Spostamento verticale della lingua e diverso grado di apertura della cavità orale. In base a ciò si hanno vocali alte (o chiuse), medie, basse (o aperte).
La differenza fra vocale e consonante consiste nel fatto che nel caso delle vocali non vi sono ostruzioni o costrizioni di nessun tipo. Nel caso delle consonanti vi sono sempre chiusure o costrizioni, quindi l’aria trova sempre un ostacolo.
La sílaba
La sillaba è un segmento fonetico che comprende uno o più fonemi tra i quali esiste una forte coesione. L’elemento fondamentale di ogni sillaba è la vocale. Possono esservi anche suoni consonantici; la consonante può essere a inizio o a fine parola.
Acentos
Esistono tre tipologie di accento:
- Acento prosódico: Corrisponde alla prima definizione del DRAE. È una caratteristica propria della fonetica, non dell’ortografia. È propria di tutte le parole. Questo tipo di accento permette la messa in rilievo di una delle sillabe che compongono la parola. Esso c’è ma non viene segnalato graficamente. Es: profesor, libertad, amigo.
- Acento ortográfico (o gráfico = tilde): Corrisponde alla seconda definizione del DRAE. Esso dipende dalle regole dell’ortografia; può esserci o meno. Es: televisión, árbol.
- Acento diacrítico: La funzione che svolge l’accento in alcuni casi consiste nel permettere la differenziazione di due parole identiche nella forma, i cui significati sono distinti. Es: de - dé, tu - tú, mi - mí, te - té, se - sé, el - él, que - qué, mas - más, si - sí.
Funciones del acento
- Distinción acentual: Ci permette di pronunciare correttamente le parole e capire se sono palabras llanas, agudas, esdrújulas, sobresdrújulas.
- Indicación de la estructura silábica. Es: laico / caída, reina / leído.
- Distinción léxica/categorial. Es: carne / carné, donde / dónde, se / sé, solo / sólo, mas / más, si / sínúmero / numero / numeró.
El sistema fonético-fonológico español. Rasgos principales
Vocali
In italiano: 5 vocali; sono 7 a livello di pronuncia perché la E e la O possono essere pronunciate in modo più o meno aperto (O e Ó; E e É). Quindi i grafemi italiani sono sette.
Consonanti
- Geminadas: Parola che allude a quei fonemi che hanno una pronuncia doppia in alcune parole. Es: gatto, sono t rafforzato mettendo due lettere. In spagnolo ciò non succede. Es: acción [akθion]; eccezioni: innumerable, innatural.
- Alófonos: [b] - [β], [d] - [ð], [g] - [ ]: Questi fonemi occlusivi, in posizione intervocalica, diventano fricativi. La loro pronuncia cambia, in particolare si indebolisce. Es: convivir [kombivir].
- Fricativa velar [x] (non c’è in italiano). Es: aguja [aguʃa]
- Fricativa interdental [θ]. Es: manzana [manθana]
- Fricativa interdental sonora [dʒ]. Es: Genova
- Affricata [ʃ]. Es: sciocco
- Affricata dentale sonora [v]. Es: venti
- Affricate dentali [ts]. Es: alzare [dz]. Es: zero
- Epéntesis: È l’aggiunta di una vocale di appoggio. Es: escuela, espectáculo, español.
- Spesso in spagnolo, quando si hanno gruppi consonantici, si caratterizzano per l’assimilazione di uno dei due suoni. Es: psique, psicólogo/sicólogo, pseudónimo/seudónimo, autopsia. Nei dizionari vengono ammesse entrambe le forme.
- Resilabificación: Fenomeno che consiste nella formazione di nuove sillabe nel momento in cui si crea una combinazione di parole. Es: los homenajes tres amigos, pronunciando questa combinazione, le sillabe cambiano: la “s” di los forma una sillaba con “ho” di homenajes.
- Interlengua fónica: Influsso che la lingua madre può avere nella pronuncia di una lingua straniera. Stadio intermedio tra la lingua madre e quella straniera.
Andrés Bello sostiene che la lingua perfetta è quella in cui vi è una corrispondenza biunivoca tra lettera e fonema. A una lettera corrisponde un solo grafema e viceversa.
Grafemas
A seconda della relazione che si stabilisce con i fonemi, esistono tre tipologie/coppie di grafemi:
- Simples/Complejos
- Simples: Quei grafemi composti solo da una lettera.
- Complejos: Quei grafemi composti da più di una lettera (tendenzialmente due lettere). Sono: CH chico, GU guerra, guitarra (ante e, i) /g/, LL llano, QU queso, Quito, quitar (ante e, i) /k/, RR perro.
- Monovalentes/Polivalentes
- Monovalentes: Quei grafemi a cui corrisponde un solo fonema (corrispondenza biunivoca). Es: /a/ A, /n/ N.
- Polivalentes: Quei grafemi a cui si associano più fonemi. Sono:
- C /k/: casa, Cuba (fonema occlusivo velare)
- /θ/: tocino, cebolla (se seguito da e, i)
- /s/: tocino, cebolla (solo nel continente americano, in aree dell’Andalusia e delle Canarie) SESEO: fenomeno che consiste nella pronuncia del grafema z e del grafema c, seguiti da e, i, come /s/.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.