PROLEGOMENI ALLA COMUNICAZIONE PUBBLICA: TULLIO DE MAURO
Prolegomeni non sarebbe una parola da usare, ma è inserita in questo contesto
scherzosamente.
Con questa parola si intende una
trattazione introduttiva e
semplificata di una materia, di
un personaggio, di un testo.
Viene presentato all’inizio di questo intervento l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica
Italiana: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione
politica, economica e sociale del paese.
La frase evidenziata ci invita ad una riflessione:
Per Repubblica, intendiamo l’apparato pubblico e questo significa che tutti
• siamo la Repubblica;
Il secondo punto riguarda la parola COMPITO. Inizialmente, dopo la stesura della
• Costituzione che terminò nel 1947, i padri costituendi affidarono la revisione
linguistica al letterato PIETRO PANCRAZI, che tra le varie note propose al posto
di questa parola UFFICIO. La correzione non venne accolta.
Questa sarebbe il primo contatto interdisciplinare.
Una secondo contatto interdisciplinare può essere dimostrato a partire da un esempio
numerico:
5+33 = 38; 38+33= 71; 100-‐71=29
Andiamo ora ad analizzare il significato dei numeri in questione.
1
È il numero dei cittadini italiani tra i 16 e i 64 che davanti a un questionario
• proposto loro non sono stati in grado di decifrare nemmeno le lettere delle frasi
più semplici;
È la percentuale di italiani formata da persone che non sono in grado di leggere
• nel senso più semplice di questo verbo;
È la percentuale di quelli che leggono frasi molto semplici, anche se quando le
• frasi si complicano non riescono a rispondere alla domanda “Cosa significa
questo concetto?”
È la percentuale degli italiani che sono al di qua della soglia di
• “ALFABETIZZAZIONE FUNZIONALE”, ossia sono capaci di leggere e scrivere
qualche lettera, ma riescono anche a capire un testo.
È la percentuale della popolazione italiana che ha difficoltà più o meno
• accentuate di fronte ad un testo scritto.
È il risultato della sottrazione e ci dà la percentuale di italiani e italiane che non
• trova difficoltà di fronte ad un testo scritto e che ha un buon rapporto con ciò che
legge.
Chi – in Italia – si occupa di comunicazione, si muove su un terreno piuttosto impervio, perché
c’è una netta differenza tra le consuetudini di scrittura rivolte al pubblico e l’effettiva capacità
di comprensione del pubblico stesso. Il lavoro di un comunicatore è proprio trovare un
2
equilibro in questa discrepanza. Nel nostro Paese, le tradizioni hanno radici remote e ragioni
ancora persistenti. La prima di queste è quella che viene definita SCOLASTICHESE.
Per cercare di capire il fenomeno, i linguisti interessati al campo educativo, hanno
cercato di capire cosa accade nelle correzioni dei temi di ragazze e ragazzi nella
scuola media inferiore e superiore. Si è potuto osservare che certe parole vengono
respinte: arrabbiarsi, faccia, andare.
Anche se apparentemente questo fenomeno sembra non avere una logica, in
realtà ce l’ha: ossia vengono escluse e censurate tutte quelle parole che hanno un
forte riscontro nell’italiano locale o nei dialetti; sono favorite le parole che
mancano nel nostro parlato, perché assenti nei dialetti.
Da Isaia Ascoli a Lombardo Radice ci si è sempre proposto di non combattere il dialetto, dal
momento che per molti bambini erano una lingua viva. Tuttavia, alla scuola venne proprio
assegnato il compito di combattere i dialetti e il risultato fu che tutte quelle parole che
trovavano un corrispondente dialettale fossero eliminate. Infatti, ancora oggi è molto difficile
abbandonare questo aspetto della lingua, infatti ci sono delle espressioni che ancora oggi non
riusciamo a dire:
NO il Presidente della Repubblica è andato.
SI Il Presidente della Repubblica si è recato.
La seconda radice da considerare è il distacco tra il ceto dirigente, il ceto intellettuale e la
popolazione, che scandisce la nostra vita sin dal lontano Cinquecento. C’è una frase di
Guicciardini che riassume molto bene questa situazione:
Putroppo nel nostro vivere, il Palazzo, dove si decidono le cose, è lontano dalla piazza. C’è un
muro spesso che divide palazzo e piazza e al di là del muro ci sono solo i politici e
tradizionalmente tutto il ceto individuale italiano. Ceto esiguo.
Esiste una terza radice: chi si occupa della redazione di un testo ha a che fare con una
tradizione di norme e di consuetudini scrittorie, che lo portano ad usare formule già usate in
passato per non essere soggetto a critiche.
3
IL LINGUAGGIO GIURIDICO TRA SEMPLIFICAZIONE RISPETTO DELLE TECNICITÀ E
ANGLOFONIA: FEDERIGO BAMBI
LA CHIAREZZA DELLA LINGUA DEL DIRITTO
Luogo comune = la lingua del diritto è sempre artificiosa, ridondante, arcaica, oscura.
Non è così e lo dimostrano numerosi giuristi che sono riusciti ad ottenere un testo scorrevole
al pari dei grandi maestri della letteratura.
Viene riportato un passo che cerca di sfatare questo luogo comune:
Allora, appena fuori dalla barriera daziaria, le lastricate vie di città sboccavano nella
campagna: e quelle che oggi sono le ferrigne piste d’asfalto fatte per la velocità, erano allora
pacifiche e soffici strade maestre, fatte per il sonno dei barrocciai. Mi par di ricordare che
correre su quel morbido strato, strisciando apposta i piedi per sollevare dietro di me un
polverone più alto, sia stato uno dei miei primi vanti; nasce negli uomini, ancor prima della
ragione, la passione di apparire più di quel che sono: io cominciai col darmi arie da locomotiva.
[INVENTARIO DELLA CASA DI CAMPAGNA, Piero Calamandrei]
Ad impatto, potrebbe dare sicuramente l’impressione sbagliata, ma in realtà chi scrive è un
giurista, che cerca di rievocare le immagini e i ricordi della propria infanzia. Se cerchiamo tra
le pagine più intrise di diritto dello stesso autore, potremmo osservare la stessa fluidità nello
stile: Chiarezza estrema nella costruzione del periodo;
• Rara la prolissità.
•
Questo lo osserviamo soprattutto in
Cassazione civile.
Per questo motivo, se si cerca nel grande mondo del diritto, si riesce a trovare una smentita
alle critiche fatte alla lingua del settore:
Artificiosità;
• Ridondanza;
• Scarsa chiarezza.
•
Sicuramente, alcune parti scritte dal giurista, fanno parte di tutto un lessico tecnico, che è
destinato a rimanere patrimonio degli iniziati e di non facile comprensione. Calamandrei fu
protagonista anche di una discussione sul linguaggio da usare per la Costituzione, che
necessitava di una grande chiarezza ed efficacia. Per questo motivo, le richieste non furono
4
dettate dal semplice amore per lo stile bello, ma anche da una diretta esigenza giuridica. Il
vero problema della Costituzione era il contenuto degli articoli, risultato di una mediazione,
non ancora resi omogenei nel contesto della futura carta.
La Costituzione, conseguenza di un’idea comune, viene conosciuta soprattutto per il risultato
finale della redazione:
Scritta in modo semplice e piano;
! Lessico poco tecnico e comprensibile a chi possiede un livello minimo di istruzione;
! Un testo che deve saper parlare direttamente al popolo.
!
È chiaro che per altri testi questo discorso vale un po’ meno, perché la complessità diviene
maggiore. Chiaramente, quando i destinatari non sono i comuni cittadini, la tecnicità della
lingua aumenta arricchendosi di:
Tecnicismi scientifici;
" Ridefinizioni;
" Tecnicismi collaterali.
"
Secondo Calamandrei, è inevitabile che il diritto abbia la necessità di un lessico specialistico,
ma non si deve trascurare anche chiarezza e trasparenza del periodo. Questo principio viene
esposto anche ad
VITTORIO SCIALOJA nel 1911 in appello ai g
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame linguistica generale, prof. Bombi, libro consigliato Interferenze linguistiche, Bombi
-
Riassunto esame Glottologia, Prof. Fedriani Chiara, libro consigliato Manuale di linguistica , Berruto, Cerruti
-
Riassunto esame Glottologia per lingue, Prof. Scala Andrea, libro consigliato Manuale di linguistica, Berruto, Cerr…
-
Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Orioles, libro consigliato Storia linguistica dell'Italia unita, D…