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Linguistica - l'antropologia della scrittura Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Linguistica del professor Facchetti. Gli argomenti trattati sono: i tipi di scrittura, l'origine e la diffusione della scrittura (Sumerica, Accadica, Egiziana), la scrittura ideografica, la scrittura fonetica, da leggere e da capire (operazioni di codifica e decodifica).

Esame di Linguistica italiana docente Prof. G. Facchetti

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ANTROPOLOGIA DELLA SCRITTURA

CAPITOLO 1 Tipi di scrittura

Per quel che riguarda le scritture ideografiche si ha un esempio storico, ossia l’”alfabeto”

Maya di Diego De Landa.

I conquistatori spagnoli hanno depredato queste culture, ma bisogna dire che esse erano molto

arretrate, avevano conoscenze approfondite in campo architettonico e astronomico. I Maya in

particolare avevano molto sviluppato queste conoscenze, avevano anche sviluppato una

scrittura, definita scrittura Maya, ma è più corretto dire che questa deriva dalla scrittura degli

Olmechi, popolo precedente. All’arrivo degli spagnoli l’impero più potente era quello degli

Aztechi, avevano una lingua differente dai Maya che ormai erano diventati una popolazione

secondaria occupando la penisola dello Yucatan conservando molte nozioni della civiltà da cui

discendevano pur essendo sottomessi agli Aztechi, avevano conservato dei codici, fogli piegati

a fisarmonica, che erano tutti scritti con la loro tipica scrittura ideografica. Gli spagnoli pensano

che siano a livello morale ed etico molto arretrati visto che praticavano ancora sacrifici umani

di massa. Per questo De Landa pensò che essi praticavano culti demoniaci e che la loro

scrittura fosse un codice dato loro dal diavolo, quindi ordinò di ammucchiare e bruciare questi

codici. In un secondo momento, dopo aver sottoposto ad un esame più approfondito questa

civiltà si dovette ricredere, fece riunire i superstiti della civiltà e fece loro riscrivere questo

alfabeto. La scrittura Maya era composta da centinaia di segni diversi e non aveva un alfabeto,

De Landa non fece altro che interrogare uno dei vecchi saggi del popolo Maya domandando di

scrivere l’alfabeto Maya. La scrittura Maya non era un alfabeto, lui ha chiesto di scrivere

“l’alfabeto” perché era l’unica forma i scrittura che conosceva, non considerava ancora la

scrittura ideografica.

Ancora oggi ci sono studiosi convinti che in scritture come il cinese, ogni segno rappresenta

una parola, il fatto che De Landa chiese di vedere per iscritto l’alfabeto, fa capire che esiste un

abisso tra il sistema di scrittura ideografica e alfabetica. Il discendente Maya non ha fatto altro

che trascrivere dei segni il cui suono somigliava ai suoni suggeriti da De Landa. Oggi si è

scoperto che i segni trascritti sono corretti. Oltre a questi segni la scrittura Maya includeva però

altre centinaia di segni.

Una prima differenza tra scrittura ideografica e scrittura sillabica è il numero di segni, la prima

usano centinaia di segni, la seconda un centinaio circa. La scrittura ideografica è quella

scrittura in cui gli ideogrammi sono una parte fondamentale del repertorio grafematico,

l’ideogramma è l’elemento essenziale del funzionamento della scrittura.

Il geroglifico è stato decifrato ad inizio 800 grazie alla stele di Rosetta. Nel 1600 un

Attanasius Kircher riuscì, secondo lui, a decifrare i geroglifici. I suoi lavori però sono errati. Il

suo ragionamento era che il geroglifico doveva essere una scrittura ideografica, ma non sapeva

cosa significasse, ritenne che ogni segno rappresentasse una parola, questo ha

compromesso il suo studio. Questo errore è stato commesso per due motivi, non aveva

coscienza di come funzionasse la scrittura ideografica e, secondo, perché aveva una fonte

precedente a lui che lo trasse in inganno.

Il remo spesso veniva usato come ideogramma per indicare “parola”, la canna di papiro in fiore

è la j, l’ascia indica la parola dio, ma spesso questa non doveva essere letta, serviva solo per

capire il significato dei segni precedenti, è un determinativo. In questo caso per capire che, ad

esempio, un occhio, indicava Osiride.

Kircher faceva riferimento a Orapollo.

Alle soglie del Medioevo, nessuno sapeva più scrivere in geroglifico, uno degli ultimi

conservatori fu Orapollo che con antri seguaci si ritirò in una delle ultime cataratte,

conservando scrittura e culti.

In “Geroglifica” scrisse tutte le nozioni di cui era a conoscenza, non conosceva più le regole di

associazione degli elementi, conosceva solo i significati di alcuni elementi, non era più in grado

di dire il perché e il modo in cui si usavano all’interno dei testi il geroglifico. Conosce solo gli

ideogrammi, non conosce i fonogrammi, descrive quindi solo i segni ideografici. Questo testo

arrivato a Kircher, ha influenzato pesantemente la sua linea di pensiero, quindi era convinto

che tutti i segni erano segni parola proprio perché nel suo testo, Orapollo, riportava solo segni

parola.

Alcuni segni venivano utilizzati per indicare suoni o parole per omofonia, ad esempio Oca per

indicare figlio, Orapollo aggiungeva che questo animale era quello che più ama i figli che in 1

caso di pericolo si offre per salvare i figli, cerca quindi di trovare una connessione logica,

tralasciando il semplice motivo dell’omofonia. Semplice, ma esatto. Orapollo non sa inoltre che

i segni cambiano il loro significato a seconda del contesto, per esempio Osiride viene indicato

da un occhio, ma lo stesso occhio può indicare, se accompagnato da un trattino,

semplicemente un occhio, a seconda del contesto.

Un caso di decifrazione celebre è stato quello della stele di Rosetta scoperta nel 1799.

Champollion consegna la sua lettera relativa alla decifrazione è il 1822, la decifrazione sarà

completata l’anno dopo, 24 anni dopo la scoperta della stele. La stele è un testo diviso in 3

sezioni: in quella in alto è riportato un testo in geroglifico egiziano, risalente all’epoca dei

tolomei; la parte più in basso è scritta in greco; al centro si ha la scrittura demotica. Questa

scrittura è un’evoluzione del geroglifico, successivo allo ieratico, una semplificazione dei tratti

del geroglifico. Il demotico è uno sviluppo, quindi, di tipo stilistico, per praticità che aumenta a

discapito dell’iconismo.

Nella stele i testi sono sicuramente uno traduzione dell’altro, un documento triscritto, ma

bilingue perché le prime due sono le stesse, solo una evoluzione dell’altra. Una parte superiore

della stele è andata persa, Champollion è riuscito a ricostruire quanto era scritto grazie al

demotico. Nonostante questo non si era riusciti a superare le convinzioni erroneamente date

dagli studi di Kircher e Orapollo. Per questo in tutti gli studi c’era la convinzione che ad ogni

segno corrispondeva una parola, questo fu la causa della del lungo periodo tra la scoperta della

stele di Rosetta e la sua decifrazione.

Nella stele furono spesso usati i nomi di Cleopatra e Tolomeo, sulla base dell’unica scrittura

ideografica presente all’epoca, il cinese, e dei cartigli, in cui erano riportati questi nomi, si

scoprì che questa scrittura era una scrittura ideografica-fonetica. In più si scoprì che questa

scrittura non era di tipo recente, come alcuni pensavano, ma si è sempre avvalsa di simboli

fonetici, fino dall’epoca di Tutmose e Ramesse.

Tutte le scritture ideografiche hanno i determinativi, anch’essi segni parola, che servono

per superare delle ambiguità e capire il significato corretto, è un logogrammi utilizzato per

precisare i fonogrammi che precedono, per la polinfuzionalità dei segni delle scritture

ideografiche. In base a questa regola, un segno può essere ideogramma, fonogramma e

determinativo a seconda dei casi.

scritture fonetiche: sono la prevalenza, tranne nel caso del cinese e del giapponese che sono

ideografiche. Si hanno al loro interno delle sottodistinzioni: scritture fonetiche sillabiche e

scritture fonetiche alfabetiche. All’interno delle scritture alfabetiche si ha la distinzione tra

scritture alfabetiche consonantiche e le scritture alfabetiche in senso proprio.

Scrittura sistemi che sono subordinati a una lingua, che contengono cioè segni riconducibili

alla fonetica della lingua codificata.

Pittogramma disegni complessi che fissano il contenuto del messaggio senza riferirsi alla

sua forma linguistica, a un enunciato parlato. Si può solo commentare o parafrasare ma non

leggere

CAPITOLO 2 Origine e diffusione della scrittura

Jared Diamond ha messo a fuoco alcuni concetti fondamentali che hanno influito e influiscono

direttamente sulla storia della cultura umana:

- la conoscenza è poterela scrittura è fonte di potere nelle società moderne, perché

rende possibile trasmettere conoscenze meglio, più rapidamente e più lontano

- le informazioni tecniche,scientifiche e militari possono essere facilmente trasmesse e/o

conservate grazie a un sistema di scrittura efficiente.

La diffusione presenta due diverse modalità:

1) quella dell’adattamento o copia del modello

2) quella della diffusione o copia dell’idea di base

L’invenzione autonoma della scrittura richiede la presenza di determinati prerequisiti che

determinano l’utilità o meno della scrittura per quella società e la possibilità della società

medesima di mantenere un gruppo di scribi: 2

L’invenzione autonoma della scrittura è certamente:

- dei Sumeri prima del 3000 a.C

- degli indiani del Mesoamerica prima del 600 a.C.

a questi si possono aggiungere:

- gli Egizi attorno al 3000 a.C.

- i Cinesi prima del 1300 a.C.

SCRITTURA SUMERICA

Le più antiche tavolette sono registrazioni contabili di consegne o assegnazioni di bestiame,

generi alimentari o tessuti.

Il tipo di scrittura utilizzato viene detto protocuneiforme, viene utilizzato per le primarie

esigenze di supporto mnemonico di carattere annotativi, vi è dunque uno sviluppo di un

sistema numerico scritto, rilevabile attraverso un elevato impiego di logogrammi usati per

indicare il tipo di merce.

I ritrovamenti si possono dividere in 2 categorie:

1) pittografia per oggetti il messaggio inviato dagli sciiti a Dario e riferito da Erodono

( consistente di “un uccello, un topo, un rana e 5 frecce”)

2) scrittura per oggetti di cui fanno parte le bullae numeriche (tavolette) e i quipus

degli inca ( cordicelle annodate, servivano per la contabilità e ogni colore aveva un

significato e usavano il sistema decimale)

Il passaggio dalla fase protoscritturale alla scrittura vera e propria si ha quando si applica per la

prima volta l’idea di impiegare il segno raffigurante schematicamente un determinato oggetto

per rappresentare il suono della parola numerica riferito a tale oggetto ( ES utilizzata con il

significato di vita perché entrambe nella pronuncia numerica hanno un suono equivalente il TI).

I segni della scrittura numerica arcaica sono chiamati pittogrammi perché sono veri e propri

disegni che riproducono oggetti o esseri ai quali si riferiscono, tuttavia nella maggior parte dei

casi l’oggetto raffigurato è irriconoscibile ( triangolo pubico = donna, pene = fecondare, stella

=Dio, un cerchio tagiato dalla croce =pecora).

Il passaggio dalla scrittura iconica protocuneiforme alla scrittura cuneiforme fu determinato da

esigenze di semplificazione del tracciato per un motivo pratico che fu la sostituzione

dell’attrezzo impiegato per scrivere sull’argilla.

Nella scrittura cuneiforme numerica è ben sviluppata la terza categoria di segni tipica delle

scritture ideografiche i determinativi, cioè dei logogrammi che servivano ad indicare la

categoria di appartenenza di certi altri logogrammi o fonogrammi. I determinativi venivano

preposti ai logogrammi o fonogrammi, per eliminare eventuali ambiguità e facilitare la

comprensione e la lettura (id=fiume id reno). Esistevano 4 determinativi che venivano messi

posposti ai logorammi o fonogrammi ( hu=uccello; ki=terra, paese; ha=pesce;sar=legume).

Uno stesso segno della scrittura cuneiforme poteva essere polifunzionale ( a seconda dei

contesti poteva servire come: logogramma, fonogramma o determinativo) e/o polifonico

(poteva essere letto in diversi modi)

SCRITTURA ACCADICA

Gli Accadi adottarono la scrittura cuneiforme sumerica, svilupparono maggiormente il

fonetismo, perché la lingua accadica doveva essere codificata per iscritto.

L’accadico era una lingua di tipo flessivo, che dal punto di vista tipologico differiva molto dal

sumerico. La scrittura cuneiforme venne impiegata per lingue molto diverse fra lor:

• l’accadico (si divide in 2 rami, assiro e babilonese)

• ittito

• neoelamitico

• urrico

La scrittura accadica manteneva un’ampia percentuale di logogrammi (nella lingua sumerica le

parole erano formate da monosillabi), che portarono alla formazione di un sistema di

fonogrammi sillabici, cioè di sillabogrammi.

Nel secondo millennio nella tipologia semitica orientale continuano le fasi successive della

lingua accadica, sul piano linguistico si ha una distinzione tra assiro e babilonese,

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AUTORE

N. A.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher N. A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Facchetti Giulio.

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